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Home/Storico/anti caccia
Articoli della sezione «anti caccia».
Ordine cronologico: discendente (il più recente in testa).
[inverti l'ordine]
 
Pubblicato da Piero il 04/10/2009 alle 08:20:51, in anti caccia, letto 1232 volte

Prende il via in questo weekend il tradizionale campo antibracconaggio autunnale nelle valli bresciane della LAC in collaborazione con il Komitee gegen den vogelmord.

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Alcune decine di volontari provenienti da tutta italia e da Germania, Polonia, Gran Bretagna e Stati uniti, per tutto il mese di ottobre percorreranno le valli bresciane in cerca delle trappole e delle reti che le infestano.

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I risultati degli ultimi anni sotto alcuni aspetti sono positivi, diminuzione notevole del numero di trappole rinvenute nonostante il maggior controllo del territorio grazie soprattutto all’intervento del Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato.

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Resta invece grave problematica la gestione della vigilanza venatoria volontaria soggetta a controlli capestro predisposti dalla provincia di Brescia.

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Il campo e’ aperto a tutti i volontari che intendono difendere gli animali selvatici.

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Caratteristiche fondamentali per partecipare sono la buona capacita’ di resistenza fisica (dato che si cammina per circa 6/8 ore al giorno) e capacita’ di autocontrollo nelle situazioni di contrasto con i cacciatori.
Chi volesse partecipare deve scrivere a info@abolizionecaccia.it.
A costoro verra’ inviato tramite email un vademecum contenente le regole basi predisposte al fine di ottimizzare in modo positivo le forze dei volontari nella ricerca e nella distruzione delle trappole.

 
Pubblicato da Piero il 08/09/2009 alle 07:50:50, in anti caccia, letto 1338 volte

CABS Operations against bird trappers on Cyprus

The Greek-Cypriot south of the new EU member state Cyprus has become a death trap for the birds which migrate across the Eastern Mediterranean. Countless trappers set up their nets, and above all lime sticks, in almond and olive groves, in gardens and in the macchia in order to trap migrant song birds resting on passage. The main victims of the lime sticks are warblers and thrushes; but cuckoos, owls and other protected birds are also caught. The trapped birds are destined for the pot, not infrequently in restaurants, where they are sold at a high price as delicacies.

Bird trapping has long been banned on the island the relevant legislation was indeed tightened up on accession to the EU in 2004 but the poachers are unimpressed and continue to break the law. Some offenders scarcely bother to conceal their trapping sites, not least because large sections of the rural population have little awareness of their wrongdoing. The police and other agencies are not idle; but they do not have enough personnel to effectively combat poaching.

The Lega Abolizione Caccia (League for the Abolition of Hunting) our most important Italian partner organisation has been active on Cyprus since 1999. In several operations financed by CABS, the volunteer Italian conservationists have dismantled several thousand lime sticks and dozens of large mist nets. From spring 2008 onwards a CABS bird protection camp will also be operated on the island.

 
Pubblicato da Piero il 25/08/2009 alle 08:00:47, in anti caccia, letto 1821 volte

Commercio di specie protette, bracconaggio, caccia abusiva, combattimenti tra animali, pratiche di macello illegali e disumane, cattura e commercio di fauna selvatica… La lista di crimini contro gli animali e contro la natura è interminabile, e malgrado l’operato delle forze dell’ordine e della società civile, nella maggior parte dei casi questi crimini non vengono puniti.
Inevitabile? A detta di Terry Spamer, investigatore professionista che da oltre trent’anni lotta assieme alla protezione animali inglese RSPCSA contro questi crimini, non lo è. La sua risposta? La formazione e l’addestramento di individui, volontari ed organizzazioni nelle tattiche di sorveglianza “undercover” usate in polizia e nell’esercito per sconfiggere la criminalità organizzata.

Il corso che la LAC Lega Abolizione Caccia propone per la prima volta in Italia si chiama con l’acronimo inglese CROPS (Covert Rural Observation Post) ed è una introduzione di base nella sorveglianza sotto copertura in ambito rurale. Nello specifico lo scopo del corso è quello di insegnare passo per passo come si organizzano operazioni mirate a raccogliere prove fotografiche e video di criminali mentre violano la legge.

La LAC organizza da molti anni campi antibracconaggio in Sardegna, Valli Bresciane, piccole Isole tirreniche, cioè nelle zone più interessate dal fenomeno e gestisce un corpo di vigilanza venatoria volontaria, gestendo in proprio la formazione delle guardie.
In Italia siamo molto presenti sul territorio e i nostri volontari sentono la necessità di imparare tecniche all'avanguardia per contrastare sempre più a fondo il prelievo e il commercio illegale di fauna, al di là di quanto previsto dalle occasioni formative finora esperite (seminari specifici teorico/pratici su tipi di trappole e di sorveglianza dell'attività venatoria), che hanno riscosso comunque un notevole interesse.

Questo corso intende rivolgersi quindi principalmente a questi vigilanti volontari, ovviamente anche di altre associazioni ambientaliste e animaliste, e al personale di vigilanza delle varie realtà territoriali (Parchi, riserve naturali)

Per informazioni:
Email: info@abolizionecaccia.it - Tel. 0247711806

 
Pubblicato da Piero il 21/08/2009 alle 12:52:56, in anti caccia, letto 1602 volte

Bonn/Valetta. As announced by the Committee Against Bird Slaughter (CABS) today, the organisation will conduct a 3 week camp on Malta in autumn to monitor and combat illegal bird hunting. In the course of their activities, named Operation Safe Haven, 32 volunteer bird guards from the organisation will be present on Malta from 11 September to 4 October 2009. Their tasks will include monitoring and recording of illegal trapping and hunting of protected bird species and assisting the Malta Police in the detection and apprehension of offenders.

The volunteers, from Bulgaria, Germany, Italy, the Netherlands, Poland the United Kingdom and the USA will be supported by three full-time CABs staff and a veterinary surgeon. Eight mobile teams, with operational areas of some 15 square kilometres in area, will be deployed daily to cover as much of the island as possible. Their efforts will be concentrated on the poaching hot spots known from previous CABS’ operations such as the areas around Girgenti, Rabat, Siggiewi, Zurrieq, Marsascala, Luqa und Dingli, as well as the important bird of prey night roosts in Buskett, Mzieb und auf dem Mellieha Ridge. “Those observed shooting at protected bird species will be observed and photographed by our well-equipped teams and reported to the police” says Heinz Schwarze, president of CABS.

In past years poachers have increasingly invaded night roosts, frightened the birds with spotlights, and ‘sportingly’ shot them down from their perches. To combat this CABS teams will protect large night roosts throughout the night. Night viewing devices and infra-red cameras will be issued to selected team members to enable identification of offenders and their vehicles in the hours of darkness.

The operation will, as ever, be discussed in detail in advance with the Malta Police and is supported by the Maltese branch of the International Animal Rescue (IAR, Hamrun). "As always we hope for a quiet and safe passage of migrant birds over the islands to their winter quarters in Africa", states Heinz Schwarze.

During the annual bird protection camps on Malta over the past few years CABS teams have had a good record of success in detecting illegal poaching and reporting offenders  to the authorities, as well as documenting numerous cases of illegal shooting of protected bird species. A daily online blog, with breaking news and an up-to-date account of CABS’ activities, will be available at www.komitee.de/en from 12 September.

 
Pubblicato da cristiano il 07/08/2009 alle 19:02:14, in anti caccia, letto 1422 volte

c'è un bel video, anche piuttosto crudo, pubblicato da [L'Espresso]:

 
Pubblicato da Piero il 15/05/2009 alle 14:00:09, in anti caccia, letto 2939 volte

La maggior parte dei cacciatori ha rispettato il divieto di caccia primaverile, fino a un anno fa ancora legale. Il bando imposto dal governo maltese, raggiunto anche grazie a tutte le documentazioni e denunce dei volontari di gruppi internazionali per la protezione degli animali, ha contribuito al fatto che quest’anno un numero decisamente minore di uccelli migratori è stato ucciso rispetto agli anni precedenti.

 

I volontari del CABS, Commitee Against Bird Slaughter, hanno lasciato Malta a inizio maggio, dopo aver monitorato la migrazione degli uccelli e le azioni di bracconaggio sull’isola per nove giorni. Otto persone che sono state viste sparare ad uccelli o che camminavano nella campagna armate sono state denunciate.

 

Oltre a questo sono stati scoperti due siti di trappole con reti messe da poco, uno nei pressi di Fort St. Leonardo a Marsascala (nel video) e l’altro a 150 metri dalla “torre rossa” vicino a Marfa Ridge.

 

Le 4 squadre del CABS hanno inoltre registrato più di 350 spari, soprattutto nelle prime ore dell’alba. L’anno precedente invece gli spari registrati nei 9 giorni di campo erano stati più di 1300!

 

“Questo è un  calo molto significativo che dimostra come la maggioranza dei cacciatori rispetti il divieto primaverile” ha affermato il presidente del CABS Heinz Schwarze. “E' un segnale importante. Se ciò è dovuto alle condizione del tempo, alla diminuzione degli uccelli migratori su Malta, alla presenza dei volontari del CABS o al rispetto dei cacciatori della nuova legge non è chiaro. Penso sia una combinazione di tutti questi fattori.”

 

Nondimeno, gruppi organizzati di bracconieri hanno ancora un effetto molto negativo sulla migrazione degli uccelli in primavera. In soli due giorni (27/28 aprile) i volontari sono stati testimoni diretti dell’uccisione di 4 rapaci protetti.

 

A parte le solite intimidazioni e offese contro gli attivisti, ci sono stati due seri episodi durante il campo. La scorsa settimana un bracconiere che scappava dai volontari, armati di sola telecamera (visibile nel video), ha sparato un colpo di avvertimento, e sabato una squadra è stata pedinata da una macchina per più di un ora nei pressi di Bahrija.

 

“Ogni volta che noi ci fermavamo ad osservare, anche “l’inseguitore” si fermava dietro di noi e chiamava qualcuno con il cellulare” ha detto Mr Schwarze. “In tutti i posti in cui si udivano spari illegali, le nostre squadre notavano persone equipaggiate di cellulari e walkie-talkie che davano l’allarme appena si accorgevano della presenza degli ambientalisti e della polizia. Questo metodo è molto simile a quelli usati dalla criminalità organizzata”.

 

 

Per poter monitorare la migrazione e bloccare episodi di massacro di uccelli, il CABS tornerà in autunno con un campo di un mese, stavolta con un gruppo internazionale di 30 volontari esperti, tra i quali attivisti italiani di LAC e ValleVegan.

 

CABS: www.komitee.de

 

 
Pubblicato da Piero il 12/05/2009 alle 21:47:13, in anti caccia, letto 3676 volte

Cipro, non fa che aggiungersi a Malta, Ischia, Ponza e a qualsiasi altro lembo di terra che spunta dalle acque del Mediterraneo e dovrebbe offrire ai migratori una possibilità di sosta durante il loro viaggio. Invece si trasforma puntualmente in una trappola mortale, grazie a inerzia e collusione di politici e organi di controllo. Pare proprio che non ci sia isola del Mediterraneo che si salva dalla piaga del bracconaggio. Ecco un report “a caldo” da Cipro, redatto dall’associazione internazionale per la tutela degli uccelli – CABS, al rientro da alcuni giorni di attività a Cipro. Assieme alle isole italiane e a Malta ecco un’altra terra senza legge dove i bracconieri la fanno troppo spesso da padroni nell’indifferenza o nell’incapacità delle autorità.

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L’operazione a Cipro è iniziata con l’arrivo a Larnaka all´alba del 25 aprile, partenza il 3 maggio. 7 giorni e mezzo di lavoro e 2 notti e mezzo.

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Sette partecipanti (5 dalla Germania, 1 dall’Italia e 1 inglese residente in Grecia). Sono stati formati 2 gruppi che battevano territori differenti ed in maniera differente. Il primo si muoveva in auto e faceva rapide incursioni in aree adatte. Il secondo si muoveva a piedi e controllava sistematicamente tutte le aree verdi della zona.

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Risultati: 2.100 bastoncini di vischio, 32 reti, 14 richiami acustici, 140 uccelli liberati, 20 uccelli morti. Fra le specie coinvolte la capinera (tutti i richiami in funzione erano impostati sul canto della capinera), passero, luí verde, pigliamosche, balia nera, sterpazzolina di Sardegna, forapaglie, bigiarella, rigogolo, codirosso, torcicollo, tortora, allocco, assiolo, canapino pallido, cannaiola, cardellino. Trovate anche piume di cuculo, upupa, gheppio attaccate ai bastoncini. Gli agenti del Game Fund, la polizia e il nuovo corpo per la lotta la bracconaggio, sono stati accompagnati in 9 giardini per le denunce, ma non si sa in quanti casi abbiano proceduto a denunciare il proprietario o in quanti abbiano solo rimosso le trappole.

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Sintesi: Rispetto alla esperienza LAC – Lega Abolizione della Caccia del 2001/2002 la situazione é nettamente peggiorata. L´uso di reti e richiami acustici - segno di una professionalizzazione del bracconaggio anche primaverile - é invalso. Sono stati rinvenuti impianti di bracconieri professionisti che utilizzano strategie differenti: giardini inaccessibili con dentro 5/6 mist nets (circa 6X20 o 30 metri) piú il richiamo, aree estese di macchia con piú di 400 sticks, singoli cespugli allestiti tipo Baraccas spagnole con piú di 85 sticks e richiamo notturno. Ma il confine con i bracconieri amatoriali é fluido, per cui anche giardini con pochi bastoncini possono avere il richiamo e trasformarsi in aree di cattura di grande impatto.

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Se si tiene presente che le reti raccolte dalla LAC nel 2001 e 2002 erano 3 e 8, il numero di 32 fa capire come sia cambiata la situazione. Nelle due notti passate a cercare i richiami acustici e smontare le installazioni, eliminato un richiamo si passava al secondo e al terzo ed in entrambi i casi sono stati i primi albori a fermarci e non l´assenza di un ulteriore richiamo nei dintorni. Tutti, veramente tutti i giardini e le aree verdi presentavano segni di attivitá di bracconaggio (probabilmente autunnale), un giardino su 4 mediamente aveva reti o lime sticks attivi.

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Aree: Un breve puntata a Agios Theodoros, una breve intorno a Achna e la maggior parte del tempo nel quadrato formato da Agia Napa, Protaras, Paralimni, Derinia e Sotira.

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Rapporti con le autoritá: a Cipro si occupano di bracconaggio la Polizia, il Game Fund, la SBA Police e il nuovo corpo speciale. Quest´ultimo si é rivelato assolutamente incapace di fare fronte alle chiamate e, pur essendo il referente ufficiale, ha sempre dirottato verso gli altri corpi. Il Game Fund si é rivelato interessato al lavoro e anche in qualche modo appassionato. La SBA Police é in assoluto la piú efficiente e cooperativa (ha trasformato una denuncia contro di noi per furto in una denuncia contro il denunciante per uccellagione). La Polizia “normale” é disinteressata e indolente.

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C´è evidentemente ancora una tolleranza politica verso il fenomeno, per cui di fronte a sticks in proprietá privata intervengono rimuovendo e inviando un ammonimento al proprietario; di fronte a rete in proprietá privata rimuovono e (dovrebbero) denunciare il proprietario. Di fronte a sticks o reti in terreno pubblico rimuovono senza fare appostamenti ed è chiaro che cosí il fenomeno del bracconaggio imperversa indisturbato.

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Aggressioni: 2 volte gli operanti sono stati minacciati di morte ed è stato loro impedito l´accesso nell´area in questione. Uno di loro é stato inseguito, strattonato e gli é stato sottratto lo zaino dove il bracconiere riteneva fosse nascosto il richiamo che avevamo rinvenuto. Un gruppo ha dovuto tagliare la corda in auto davanti a due bracconieri con chiari intenti offensivi e il penultimo giorno un gruppo é stato braccato in auto e solo con una rocambolesca fuga in auto con tanto di inseguimento e puzza di gomma sull´asfalto se l´é cavata.

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Per la cronaca, l´inseguitore ha denunciato il furto del richiamo alla Polizia che ha fermato gli operanti e, sulla base delle loro dichairazioni, ha controdenunciato il denunciante per uccellagione sollevandoci dall´accusa di furto! Resta il grave fatto che i bracconieri la fanno da padroni sull´isola: gli stessi forestali dichiarano di dover rimuovere le reti di nascosto dal bracconieri, mentre altri sono stati fatti oggetto di fucilate.

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Nel 1999 il capo guardiacaccia del Game Fund, Savvas Sava, per una questione di vendette dopo una sparatoria, è saltato in aria a Limassol assieme alla sua auto dopo aver accompagnato due figli a scuola.

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Il mercato: il valore sul mercato di un bastoncino di vischio é di 3 euro, una rete fra i 60 e 90 euro (provenienza illecita dall´Italia). Ogni uccelletto spennato vale 3-4 euro. Il business é in crescita negli ultimi anni.

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Fonte: CABS, testo introduttivo di TutelaFauna

 
Pubblicato da cristiano il 08/05/2009 alle 17:01:29, in anti caccia, letto 1891 volte

Isola di Ponza: eccovi un breve resoconto dei tre giorni di escursione attiva nell'isola bracchina, che non è assolutamente da considerare un comunicato ufficiale - queste cose io non le faccio, tsè! ; - )

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In generale, non sono [ancora] state trovate, per fortuna, tracce di bracconaggio esteso come nei mesi passati: questo significa che molti bracchi non ci hanno riprovato, il che, però, non è assolutamente un motivo per abbassare la guardia.

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infatti, benché gran parte dei siti che gli attivisti avevano segnalato in precedenza siano stati controllati senza trovare altre tracce di attività illegali, ci sono stati comunque dei riscontri preoccupanti:

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1.    il ritrovamento di 12 sep nei dintorni dell'abitazione di un ben noto "irriducibile", che sembrava essersi redento negli ultimi tempi - peccato, una delusione;

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2.    tracce indiscutibili dell'installazione di una rete sulla nota piana, anche se la rete in sito non c'era: un giovane bracco che frequenta assiduamente la zona ci ha chiesto esplicitamente di rimettere in sito la corda di supporto della rete entro la serata, altrimenti, prometteva, ci avrebbe mandati in ospedale a seguito di qualche fucilata, e che se ne sarebbe occupato personalmente e con tanto impegno.

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Gli altri siti segnalati erano "puliti", oppure in stato evidente di abbandono (probabilmente li utilizzano soltanto a marzo-aprile). in particolare sono stati battuti tutti i "siti alti" del monte guardia, alcuni di le forna/cala feola/le piscine, la cava/forte papa, alcuni di campo inglese, tutti quelli di santa maria, la piana/cala fonte/cala gaetano e il monte schiavone (montarozzo di fronte alla piana).

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Alcuni tra gli altri siti non segnalati perché considerati in disuso da anni sono stati comunque controllati, per fortuna senza riscontri.

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Tra gli immancabili episodi folkloristici sono da riportare:

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1.    l'aggressione sulla piana da parte di "M'chèl" (il ragazzetto scagnozzo de "O'Pallone"), che rivendicava i "suoi" diritti sulla rete, che ci ha deliziati con la sua forbitissima dialettica (indicatore tipico del luogo) e col suo impeto muscolare (eredità di un'adolescenza madida d'ignoranza e sciattezza morale);

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2.    l'incontro con un noto uccellatore, che voleva soddisfare sulla nostra povera guardia venatoria la sua sete di giustizia riguardo ad una fantomatica violazione che rivendica - dice - da più di due anni...

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Un grande momento di soddisfazione l'abbiamo condiviso con le guardie forestali, che hanno individuato e denunciato un pericoloso bracco per una serie di reati (resistenza a pubblico ufficiale, abbandono di arma da fuoco, detenzione abusiva di armi, richiami elettronici illegali, trappole illegali, e via discorrendo). al momento del fermo e della perquisizione il bipede e i suoi familiari hanno inscenato una tipica tragedia ponzese (simile a quella napoletana) con pianti, urla, e invocazioni ai santi protettori locali.

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il giorno dopo gli altri bipedi della braccaspecie digrignavano i denti, ma se ne stavano nascosti e cheti: qualcosa da nascondere, evidentemente, ce l'hanno tutti, e non deve trattarsi solo di attività illegali legate all'uccellagione, ma di chissà quant'altro, in chissà quali altri contesti! la storia ufficiale, il nostro passato, la nostra vita ci insegnano, ed è ineccepibile, che chi adotta un comportamento criminale, egoistico, senza scrupoli e incurante degli effetti provocati difficilmente lo fa in un ambito ristretto, perché il tipo di approccio che adottano questi individui è sempre lo stesso: questa è casa mia, qui comando io, qui il padrone sono io.

In sintesi: se uno è marcio, è marcio in tutto.

 
Pubblicato da Piero il 06/05/2009 alle 22:43:00, in anti caccia, letto 4259 volte

Riceviamo e pubblichiamo il dossier (con lettera) sulla caccia, scritto da Paolo Ricci, di cui ci aveva anticipato i contenuti dal vivo, qui a Vallevegan, un mese fa.

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LA CACCIA “NO - LIMITS” - INDICE DI PROFONDA INCIVILTA’ - E LA FANDONIA DEI CACCIATORI DI SINISTRA

 
Vivo in Inghilterra e sono rimasto stupefatto quando ho letto alcuni articoli riguardo l’oscena legge
“apri-caccia-liberi-tutti” che se presentata dove vivo avrebbe creato i presupposti per una rivolta.
Come italiano residente all’estero provo vergogna nel leggere che un manipolo di deputati - tra i quali immagino parecchi inquisiti - abbiano tentato di far passare l’emendamento del fuoco sui migratori e le altre barbarie inclusa quella di far sparare i sedicenni (perché non i neonati?). Siamo un paese selvaggio che disconosce il volere popolare e pratica una democrazia  rabberciata. Infatti non si capisce come sia possibile presentare una legge che trova il favore del solo 7 per cento dei votanti. E’ qualcosa di incredibile osservare la supina accettazione dei partiti al volere di una lobby prostrata da un crollo epocale (quasi un milione di cacciatori in meno in un decennio). Non si riesce a capire come una lobby perdente e perniciosa riesca a imporre a una classe politica da operetta il proprio vergognoso volere. E anche se la norma “no - limits “ è  saltata, cambia poco; è il fatto che ci hanno provato e ci riproveranno che offende. 
Che democrazia è questa se si disconosce la volontà di una maggioranza ( 88 per cento) e si impone quello di una sparuta minoranza (7 per cento)?     
E colpisce per  uno come me - che ha sempre votato a sinistra - leggere che questa legge oscena abbia trovato i maggiori consensi tra il popolo di “sinistra”. Colpisce e fa vergognare.

Giorni fa incontrai una dirigente del PD in una città del nord e durante la cena le chiesi perché il suo partito sosteneva i cacciatori ignorando milioni persone che difendono il non umano.
Le chiesi: se otto italiani su dieci detestano la caccia perché la sostenete?
La signora mi rispose: “Perché dicono – disse proprio così: dicono – che i cacciatori sono tutti di sinistra”.
“Sinistra” è diventato un termine vago. Ce lo ha ricordato Rutelli giorni fa, identificando il PD come un partito di centro. In effetti, la confusione è grande sotto il cielo. La gentile signora – che è un ex DS -  intendeva dire che i cacciatori sono prevalentemente di centro – sinistra – sinistra. Questo voleva dire.
Le risposi che quella dei cacciatori “prevalentemente di sinistra” era un’idea errata e le dissi che le avrei mandato una sintesi che avrebbe provato l’opposto.
Ci ripensai, rimuginai la risposta e le inviai una sintesi che avrebbe dovuto aiutarla a comprendere un problema che fa perdere molti voti alla “sinistra” (uso le virgolette per non offendere i “teodem”).
Le scrissi anche che sono un elettore che ha sempre votato a sinistra è ha il sacrosanto diritto di cercare di far capire a gente confusa – o che fa finta di esserlo -  quello che ignora a proprio discapito.
Continuai dicendo che speravo che rispondesse a quello che scrivevo e che la sintesi avrebbe dovuto fugare l’idea malsana che i cacciatori sono prevalentemente di centro – sinistra – sinistra.
Conclusi chiarendo che il vero problema non è essere dalla parte di chi è più organizzato e ha più soldi (anche le SS erano più organizzate ed efficienti del movimento operaio in Germania) il problema è etico: con quello che accade al pianeta e al non umano (specie, foreste, mari ecc… ecc) essere dalla parte dei cacciatori è ormai una cosa ignobile. E  perdente. Una manciata di voti in Toscana e Umbria non li avrebbe ripagati dei vantaggi supposti.  Il documento lo mandai e la signora, ovviamente, non rispose.

Un fatto resta: l’idea che la caccia sia prevalentemente di “sinistra” è un’immane fesseria.
Di una cosa sono sicuro: i “pidiessini” faranno finta di niente. Non risponderanno mai. Il problema della caccia è per loro tabù come i preservativi per la Chiesa. Ma i tempi cambiano e questi errori si pagano.

Ma arriviamo al dunque: 

Quanti sono i cacciatori in Italia?

Nel 2006 il numero dei cacciatori in Italia era di  765.404 unità

271.904 nel Nord
255.766 nel Centro
237.734 nel Mezzogiorno

Nel 2009 i cacciatori sono circa 700.000.

I cacciatori sono prevalentemente di sinistra?

I cacciatori prevalentemente di Centro - Sinistra - Sinistra sono un gran balla:
La metà dei cacciatori è iscritta da sempre a Federcaccia, che tutto è meno che una sigla di sinistra e ha avuto per decenni come presidenti deputati democristiani come Giacomo Rosini.
L'ANUU e CONFAVI (l’associazione di Berlato, che raggruppa piccolissime sigle estremiste) hanno molti aspetti di contiguità al nord con Lega e AN rispettivamente.
L'arcicaccia è al 10%. Quindi la balla dei cacciatori di sinistra è colossale.

Aderenti alle varie associazioni dell’UNAVI
(statistiche basata su 707.359 cacciatori - anno 1999 -
www.mondocaccia.it.)

Federcaccia        414.222     58,5%
Enalcaccia           84.543      11,9%
Arcicaccia            83.306      11,7%
Libera  Caccia      80.193      11,3%
Annu                    25.675      3,6%
Italcaccia              19.420      2,7%


Cosa pensano gli italiani della caccia?
(Indagine Eurisko)
 
Otto italiani su dieci vogliono abolire la caccia, contro le doppiette soprattutto le donne e i giovani sotto i 25 anni. A favore soltanto il 5,9%.  Assolutamente contrari alla caccia quasi otto italiani su dieci che si oppongono strenuamente anche a ogni ipotesi di liberalizzazione del settore venatorio. Lo zoccolo duro del popolo anti-doppiette sono le donne, in special modo le casalinghe, seguite dai giovani, soprattutto gli under 25, particolarmente sensibili all'ambiente e determinati a difendere a spada tratta la natura. Ecco l'Italia anti-caccia così come è stata fotografata da un sondaggio commissionato a Eurisko. Contraria alle doppiette è il 74,1% della popolazione, favorevole un esiguo 15,2%. Molto favorevole uno sparuto 5,9%; quest'ultimo baluardo della caccia si compone, per lo più, da cacciatori e individui che rappresentano l'indotto (ex-doppiette, familiari, simpatizzanti, chiunque abbia interessi economici al riguardo.) A osteggiare un'ulteriore liberalizzazione del settore venatorio è l'82,5% del campione, d'accordo solo il 9,8%. I più convinti della liberalizzazione rappresentano il 4,3%.
 
Il numero dei cacciatori cresce o diminuisce?
 
I cacciatori calano con una continuità impressionante:
nel 1980 erano 1.701.853
nel 1990: 1.446.935
nel 2000:  801.835
nel 2006:  765.404
nel 2009 circa 700.000

dal 1980 al 2006 hanno subito un calo vertiginoso di 936.44 unità.
Quasi un milione in meno.
 
Numero dei cacciatori in Italia dal 1980 al 2006:

1980 1.701.853
1981 1.685.105
1982 1.622.321
1983 1.593.151
1984 1.585.709
1985 1.574.873
1986 1.571.630
1987 1.564.492
1988 1.500.986
1989 1.481.028
1990 1.446.935
1991 1.315.946
1992 1.135.228
1993 1.023.157
1994 966.586
1995 901.006
1996 874.627
1997 809.983
1998 796.019
1999 821.455
2000 801.835
2001 791.848
2002 800.457
2006 765.404

Il numero dei  vegetariani cresce o diminuisce?
 
Mentre i cacciatori calano, i vegetariani crescono smisuratamente.
Secondo vari fonti sono cresciuti dal 2000 al 2006 di 4 milioni e mezzo di unità.

Ecco i dati:
2000 2,5%,   circa 1,5 milioni. Fonte: ISTAT.
2001 4,8%,   circa 2,8 milioni. Fonte: Tiscali
2002 5,0%,   circa 2,9 milioni. Fonte: Eurispes marzo 2002.
2004 7,9%,   circa 4,6 milioni. Fonte: FADOI, maggio 2004.
2004 9,5%,   circa 5,5 milioni. Fonte: AC Nielsen, agosto 2004, campione 17.000 persone.
2004 10,6%, circa 6,1 milioni. Fonte: La Repubblica, 2004.
2006 10,4%, circa 6,0 milioni. Fonte: Eurispes su dati AC Nielsen 2004.

E i vegani?

E secondo Nielsen ed Eurispes i soli vegani rischiano di diventare più numerosi dei cacciatori:
2004 1,0%, circa 580.000. Fonte: AC Nielsen, estate 2004, campione di 17.000 persone.
2006 1,1%, circa 600.000. Fonte: Eurispes su dati AC Nielsen 2004.
 
Sono esagerate queste statistiche?
 
Forse lo sono. Diciamo che siano valide al 50%. Vi sembrano pochi 3 milioni di vegetariani - che per assoluta chiarezza , cito come  zoccolo duro dell’animalismo,  perché  ci sono milioni di persone che, pur non essendo vegetariane, detestano caccia e vivisezione? E anche i 160.000 buddisti non vanno considerati?
 
Crescerà ancora il numero dei vegetariani?

A questo proposito l'Eurispes - che conferma il numero dei vegetariani nel nostro paese e ci informa che nel 2050 saliranno a 30 milioni: la metà circa della popolazione. E il Consumer Analysis Group inglese ci mette al corrente  che il vegetarianismo sarà la norma dal 2047; che il 45% della popolazione britannica mangia meno carne mentre il 25% sta contemplando la scelta vegetariana; questo significa che 14.500.000 persone sono potenziali vegetariani. Si aggiunga a questa cifra i quattro milioni di vegetariani già esistenti e 250.000 vegani (The Guardian del 22 febbraio 2005) e si avrà un’idea della forza del futuro movimento animalista: quasi 19 milioni su una popolazione di 59.5 milioni di persone.

Quanti sono gli animali uccisi durante la stagione venatoria?

In Italia con una popolazione di 58.000.000 abitanti si massacrano 150.000.000 di animali, negli Stati Uniti, con una popolazione di 299.000.000 di abitanti  se ne uccidono 134.000.000.

E il referendum sulla caccia?

Un punto di riferimento è il referendum del 1990. Nel 1990: gli italiani aventi diritto al voto erano 49.000.000, se non erro, per raggiungere il quorum erano necessari 24.033.209 votanti. Il quorum non fu raggiunto per la mancanza del 7,7 % dei voti. Evitiamo riflessioni sul non raggiungimento del “quorum” per non spargere sale su ferite ancora aperte. Lo sappiamo: il 23% degli italiani non votano per protesta, il 44,4% per apatia. Inoltre nel 1990 esisteva ancora un esercito di elettori defunti o irreperibili nelle liste “Aire”: circa 1.200.000 persone. E se non si riescono a mobilitare i cittadini davanti ad una potenziale svolta maggioritaria, che possibilità esiste di raggiungere il “quorum” in un referendum riguardante poveri animali che equivalgono a “res nullius”?
Analizziamo il voto del 1990, e cerchiamo di interpretare le cifre:
il 43,3% degli aventi diritto al voto votarono per il referendum del 1990 = 21.070.000 
Di questo 43,3% il 92,3% si espresse contro la caccia = 19.447.610
Il 7,7% si espresse a favore della caccia = 1.622.390
Se ne deduce che circa 19.447.610 italiani erano potenzialmente contro la caccia.
Non è difficile intuire che chiudere i terreni privati ai cacciatori equivaleva ad una specie di morte venatoria.
Nel 1990 i cacciatori erano 1.446.935 ora sono meno della metà
Se ne deduce che il sentimento degli italiani verso la caccia ha raggiunto livelli di negatività
abissale. Conclusione: i partiti li difendono e li corteggiano. Perché ?

Quanti sono gli animali nelle case italiane?

Sono 45.000.000 gli animali che vivono nelle case degli italiani, tra i quali 6.500.000 cani e 8.000.000 di gatti.

Portano voti i cacciatori?

La risposta, come un allegro “refrain”, è sempre la stessa: portano voti e sono radicati nel territorio.
Ma è così? Portano voti? E dove sono i cacciatori in questo paese?

Nel Nord, con l’esclusione dell’Emilia e Romagna,  dove la “sinistra” boccheggia e PDL e Lega trionfano, sono 271.000. 
Piemonte                       30.060
Valle d’Aosta                  1.533
Lombardia                    86.135
Trentino Alto Adige       7.399    
Veneto                          58.158
Friuli Venezia Giulia    11.121
Liguria                           23.603

Nella fascia rossa, se mi si permette di usare questa logora espressione, ove la “sinistra” raccoglie un notevole numero di voti, sono 206.417, ma nel 1999 erano 244.508.
Emilia Romagna             53.895             
Toscana                          109.304                          
Umbria                             43.218

Nelle Marche e nel Lazio, esterni alla fascia rossa, sono 103.244
Marche                             33.002
Lazio                                70. 242

In Abruzzo e Molise, che non concedono un’enormità di voti alla “sinistra”, sono 19.030 
Abruzzo                           14.859
Molise                                4.171

Nel Sud che non dà un grande numero di voti alla sinistra i cacciatori sono 125.610
Campania                          46.874
Puglia                                32.012
Basilicata                            7.833         
Calabria                             38.891

Nelle isole, che di voti ne concedono assai pochi, i cacciatori sono 88.479
Sicilia                                 49.588
Sardegna                             43.588                


Come hanno risposto gli italiani all’autorizzazione alla caccia di altre specie attualmente non cacciabili?

(Sondaggio Ipsos 11 marzo 2009. La Repubblica)

Siete favorevoli ad autorizzare la caccia ad altre specie attualmente non cacciabili?
FAVOREVOLI  =
MEDIA ITALIANA:  7%
PDL + LEGA: 5%
PD + IDV: 7%
ALTRI PARTITI: 16%
NON RISPONDE: 5%

Siete favorevoli ad autorizzare la caccia agli uccelli migratori?
FAVOREVOLI =
MEDIA ITALIANA:  6%
PDL + LEGA: 3%
PD + IDV: 6%
ALTRI PARTITI: 8%
NON RISPONDE: 5%

Siete favorevoli a rilasciare licenze per cacciare ai giovani di 16 anni?
FAVOREVOLI =
MEDIA ITALIANA  6%
PDL + LEGA  5%
PD + IDV 7%
ALTRI PARTITI 4%
NON RISPONDE 5%

Quante sono le vittime della caccia in Italia abbattute dal fuoco “amico”?

Associazione Vittime della Caccia

DATI DAL 1 SETTEMBRE 2008 AL 31 GENNAIO 2009
(Periodo corrispondente alla stagione venatoria)

I DATI DELLE VITTIME PER ARMI DA CACCIA
EPISODI DI CRONACA OSSERVATI: 127, da cui rilevate 136 vittime (tra morti e feriti) 44 tra la gente comune.
TOTALE FERITI:  94     
TOTALE MORTI  42
FERITI CACCIATORI  67 - FERITI GENTE COMUNE 27
MORTI CACCIATORI  25 - MORTI GENTE COMUNE 17
TOTALEVITTIME (morti e feriti) tra I CACCIATORI: 92
TOTALEVITTIME (morti e feriti) tra la GENTE COMUNE: 44
TOTALI VITTIME AMBITO VENATORIO 103
VITTIME GENTE COMUNE (Feriti 13 - Morti 3 ) TOTALE 16
VITTIME CACCIATORI (Feriti 65 - Morti 22 ) TOTALE87
TOTALI VITTIME ARMI DA CACCIA IN AMBITO EXTRA-VENATORIO 33
VITTIME GENTE COMUNE (Feriti 14 - Morti 14 ) TOTALE28
VITTIME CACCIATORI (Feriti 2 - Morti 3 ) TOTALE5
VITTIME PER MUNIZIONE SPEZZATA: 42
VITTIME PER MUNIZIONI A PALLA UNICA: 37
ELISOCCORSI INTERVENUTI   25

Quanti sono I deputati e i senatori che sostengono la caccia e a che partito appartengono?

Nel 2007 per iniziativa dell'On. Luciano Rossi prese vita l'Intergruppo Parlamentare "Amici del Tiro, della Caccia e della Pesca". Nella presente legislatura l’intergruppo è composto da 111 “amiconi”  (un numero superiore del numero degli inquisiti) che appartengono ai seguenti partiti:

PDL      85
PD          9
LEGA    8
IDV        5
UDC      3
MISTO  1

Quali sono le funzioni dell’intergruppo?

Cito il loro sito: “Oltre a rappresentare un ulteriore momento di aggregazione, riflessione e approfondimento, l'intergruppo ha come obiettivo quello di intervenire in tutti i contesti istituzionali e legislativi al fine di favorire la crescita e lo sviluppo di queste attività” (sic!)

Quali erano gli aderenti dell’intergruppo nel 2007? 

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CAMERA

Forza Italia
Luciano Rossi
Gioacchino Alfano
Franco Brusco
Cesare Campa
Remigio Ceroni
Francesco Colucci
Stefania Craxi
Salvatore Cicu
Giovanni Dell'Elce
Manuela Di Centa
Domenico Di Virgilio
Giuseppe Fallica
Paola Elisabetta Gardini
Antonello Iannarilli
Simonetta Licastro Scardino
Giuseppe Francesco Maria Marinello
Giovanni Marras
Filippo Misuraca
Paola Pelino
Mario Pescante
Sergio Pizzolante
Egidio Ponzo
Massimo Romagnoli
Roberto Tortoli
Mario Valducci

AN
Luca Bellotti
Domenico Benedetti Valentini
Enzo Raisi
Stefano Saglia
Roberto Salerno
Roberto Ulivi
Marco Zacchera

Lega Nord
Goisis
Stefano Allasia
Federico Bricolo
Guido Dussin
Giovanni Fava
Maurizio Fugatti
Enrico Montani
Gianluca Pini
Marco Pottino
Giacomo Stucchi

UDC
Emerenzio Barbieri
Leonardo Martinello
Maurizio Ronconi
Michele Tucci

UDEUR
Gino Capotosti

DS-Ulivo
Giampiero Bocci
Emilio Del Bono
Claudio Franci
Antonio Rusconi
Giovanni Sanga
Francesco Tolotti

Nuovo PSI
Lucio Barani

Comunisti Italiani
Katia Bellillo

Misto Mov. Autonomie
Giuseppe Maria Reina


SENATO

Forza Italia
Maria Elisabetta Alberti Casellati
Franco Asciutti
Alfredo Biondi
Valerio Carrara
Guido Viceconte

AN
Filippo Berselli
Learco Saporito

UDC
Luigi Maninetti

DS-Ulivo
Gianni Nieddu

Misto PDM
Pietro Fuda

Ital. Nel Mondo
Sergio De Gregorio

Conclusione.

Domanda da un milione di dollari ai politici di “centro –sinistra – “sinistra”:

CONSIDERANDO CHE OTTO ITALIANI SU DIECI VOGLIONO ABOLIRE LA CACCIA;
CONSIDERANDO CHE CONTRARIA ALLA CACCIA È IL 74,1% DELLA POPOLAZIONE E FAVOREVOLE È UN ESIGUO 15,2%;
CONSIDERANDO CHE I VEGETARIANI, LO ZOCCOLO DURO DELL’ANIMALISMO, CRESCONO ESPONENZIALMENTE E SONO DIVENTATI NEL 2006 SEI MILIONI, IL 10,4% DELLA POPOLAZIONE SECONDO L’EURISPES, MENTRE I CACCIATORI SONO CALATI DAL 1980 AL 2009 DI QUASI UN MILIONE DI UNITÀ;
CONSIDERANDO CHE IL NUMERO DEGLI ITALIANI CONTRARI AI CAMBIAMENTI EFFETTUATI DAL GOVERNO BERLUSCONI RIGUARDO LA NUOVA LEGISLAZIONE SULLA CACCIA SONO L’88% DELLA POPOLAZIONE;
CONSIDERANDO QUELLO CHE STA ACCADENDO NEL MONDO  RIGUARDO LA DEVASTAZIONE DEL PIANETA E IL MASSACRO DELLE SPECIE;

PERCHÉ SOSTENETE SEMPRE I CACCIATORI E IGNORATE QUESTA MASSA DI PERSONE CHE HANNO A CUORE IL PROBLEMA DELLA SOFFERENZA DEL NON UMANO E NON VI VOTANO PERCHÉ CONSIDERANO IL VOSTRO SOSTEGNO ALLA CACCIA E ALLA VIVISEZIONE OFFENSIVO ?
E’ STRATEGICAMENTE INTELLIGENTE PERDERE TUTTI QUESTI VOTI? E’ ETICO? E’ GIUSTO? PERCHÈ LO FATE?
 
Paolo Ricci

ILFRACOMBE
DEVON
U.K.
E Mail:
ricci@esperia.fsnet.co.uk

www.ahimsa.it

 
Pubblicato da Piero il 23/04/2009 alle 22:52:03, in anti caccia, letto 5249 volte

[COMUNICATO] 23 aprile 09, Liberazione.it

Campo anti bracconaggio all’isola del Giglio: mille lacci rimossi in 10 giorni.
In trappola questa volta mettiamoci il bracconiere.


Tornano a casa stanchi, accaldati e sudati; aprono gli zaini e rovesciano sul pavimento centinaia di sottili ma robusti fili di ferro. E’ il bottino di giornata: una media di cento trappole al dì. Campo antibracconaggio all’isola del Giglio, lo organizzano la Lega Abolizione Caccia e una fondazione romana di nome ValleVegan. Il grosso dei partecipanti viene da Roma e dintorni, ma ci sono anche presenze dal nord Italia.

“Ci siamo fatti le ossa nell’isola di Ponza, sullo Stretto di Reggio Calabria, nel Bresciano, in Sardegna, a Malta e Cipro – mi spiega Piero – Tutte zone dove l’attività venatoria, legale ed illegale, è diffusa in modo sistematico. Ora da un paio di anni siamo anche qui”.

In un paradiso ecologico dove va di moda braccare senza sosta gli animali selvatici, soprattutto i conigli.

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La scusa è che i conigli rovinano le coltivazioni. Ma, in molti casi, sembra solo un pretesto: parecchi orti hanno recinzioni salde ed estese, scavate a terra. Difficile immaginare che un coniglio riesca a passare. “La realtà è che molte persone il coniglio lo cacciano per mangiarlo o rivenderlo ai ristoranti”. Le trappole sono semplici e micidiali al tempo stesso: posizionando legni e pietre il bracconiere costruisce fuori dagli orti o addirittura nella macchia mediterranea dei sentieri obbligati. Poi fissa un cappio di fil di ferro, il coniglio passa, infila la testa, il cappio si stringe e l’animale resta bloccato. Rimane lì per ore, giorni; muore di fame, di sete, di paura.

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In dieci giorni di campo la ventina circa di persone che si sono avvicendate hanno rimosso un migliaio di lacci e una decina di sep. Le sep servono a catturare gli uccelli, che sono in periodo di migrazione. Un meccanismo a scatto ancorato a terra, con un’esca ben visibile in mezzo (un insetto, un pezzo di frutta o pane): l’uccello scende per mangiare e le due estremità scattano. Se gli va bene, si rompe l’osso del collo e muore subito; se viene preso per le ali, rimane ad agonizzare.

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Trovati anche diversi appostamenti di caccia temporanei su suolo demaniale: la legge vuole che vengano rimossi dai cacciatori a fine giornata, ma qui preferiscono lasciarli e risparmiarsi la fatica. La stagione di caccia è chiusa, ma torneranno buoni a settembre. Quando trovano una zona interessante, si dividono e la battono. Chini sugli arbusti lavorano di pinze e mani per tagliare i fili o scioglierli dalle canne posizionate. Viene messo tutto negli zaini, poi si va avanti. Verso il prossimo laccio, verso il prossimo coniglio morto.

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E’ bracconaggio, è reato penale, è distruzione sistematica della fauna selvatica, un patrimonio dell’ambiente italiano. Raccolgo le confidenze di un isolano: “Anni fa andavano di notte a sparare ai conigli. Con il fucile e una torcia innestata. Poi le forze dell’ordine hanno fermato parecchia gente”. Meglio le trappole: più subdole, meno vistose e soprattutto meno rumorose. All’isola del Giglio c’è il coniglio selvatico, ma sono stati introdotti anche molti capi alloctoni per cacciarli. E la situazione è sfuggita di mano. La caccia come reale causa del problema e come presunta soluzione dello stesso: tragicomico paradosso italiano. Il caso limite nel nostro paese è quello dei cinghiali ungheresi, più grossi, robusti, voraci e prolifici dei nostrani. I cacciatori li hanno introdotti per diversificare il divertimento. Di fronte al danno ecologico provocato dai nuovi animali, il mondo venatorio invoca mano libera per ‘controllare’ la popolazione.

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I ragazzi percorrono l’isola a piedi, battendo i sentieri degli escursionisti o buttandosi nella macchia. Si impara presto a non cercare le trappole (spesso sottili e invisibili), ma l’impalcatura che serve a sorreggerle. Se c’è un bastone orizzontale a pochi centimetri dal suolo, è quasi sicuro che attaccato ci sia un laccio. O anche più di uno: è stato trovato un legno che aveva innestati fino a quindici cappi. Perlustrano radure e confini degli orti, senza mai entrare nella proprietà privata. Alcuni abitanti del posto non la prendono bene: i primi giorni qualche lugubre occhiata, poi un crescendo di insulti, minacce e anche aggressioni.

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Un ragazzo è stato assalito con un bastone da una persona lungo la strada asfaltata.

“Ma ci siamo abituati – spiega Piero – Se partecipi a un campo devi mettere in preventivo le aggressioni. L’importante è rimanere tranquilli e non rispondere alle provocazioni. E il lavoro non finisce oggi: documentiamo tutto per far sapere anche all’esterno cosa succede qui”.

 

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Liberazione Animale

pagina 16 su liberazione.it del 23/4/09

 
Pubblicato da Piero il 23/04/2009 alle 12:33:38, in anti caccia, letto 2075 volte
Voto bipartisan, governo favorevole. Federfauna contro il sottosegretario Brambilla
Caccia, nessun giorno in più per sparare
Bocciato alla Camera un articolo di legge che avrebbe consentito alle regioni di adottare deroghe al calendario
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MILANO - La commissione Agricoltura della Camera ha soppresso il comma della legge comunitaria che introduceva una deregolamentazione dell'attuale calendario venatorio, che avrebbe attribuito alle regioni la possibilità di superare i paletti imposti dalla attuale legge 157 sulla caccia. La commissione ha dato parere favorevole agli emendamenti soppressivi della norma introdotta al Senato, ma ha bocciato anche tutti gli emendamenti degli ambientalisti per introdurre ulteriori vincoli alle «doppiette». Il voto è stato di ampia maggioranza ed ha avuto il parere favorevole sia del governo che del relatore Isidoro Gottardo (Pdl).



«DANNEGGIA IL TURISMO» - A favore della sua approvazione si erano espressi diversi esponenti della maggioranza, tra cui il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Michela Vittoria Brambilla, che aveva spiegato che «allungare i tempi in cui è possibile cacciare fa male al turismo». «La mia posizione in qualità di responsabile delle politiche turistiche nazionali - ha spiegato il sottosegretario- è una posizione che intende preservare la tutela del nostro ambiente e della sua fauna, in quanto questa è una delle ricchezze italiane che costituisce una forte attrattiva nei confronti del turismo di tutto il mondo. Il doveroso obiettivo che mi devo proporre e che mi propongo è quello di promuovere il nostro turismo e quindi evitare che vi siano interventi normativi che vadano a modificare i costumi scoraggiando il turismo ambientale e paesaggistico». Non solo: «Considerando che i cacciatori hanno libero accesso a tutti i fondi eccetto quelli in cui è espressamente vietato - ha sottolineato la Brambilla -, è facile capire che se i turisti italiani e stranieri sapessero che in un parco o in un bosco possono incontrare qualcuno che con il fucile in mano è a caccia di qualche disperata bestiola, non sarebbero incentivati a venire in Italia. Senza contare che così si metterebbe in serio pericolo l'incolumitá anche di bambini e cittadini». «Personalmente - ha poi aggiunto -credo che la caccia andrebbe esclusivamente abolita sempre e comunque perchè non posso comprendere quale piacere possa esserci nel praticare un'attivitá che vede nel momento dell'uccisione di un animale il momento della gratificazione e del divertimento».

CHI ESULTA E CHI NO - Le associazioni ambientaliste esultano e parlano di «atto di responsabilità» e di una «frattura evitata» con l'Europa. «È una grande, straordinaria vittoria per la natura - commentano in una nota congiunta una ventina tra le più rappresentative di associazioni ambientaliste - perchè in tal modo si tutelano realmente quei periodi che risultano più delicati per gli uccelli selvatici, che sono la riproduzione in estate e la migrazione nel mese di febbraio e in primavera». Di tutt'altra opinione Federfauna, che se la prende soprattutto con il sottosegretario Brambilla, «colpevole» di avere auspicato una prossima abolizione della pratica venatoria: «Con quanti voti personali è stata eletta la Brambilla? Quanti sono in Italia i cacciatori e tutte le persone che gravitano attorno al settore? Cosa succederebbe se questi ultimi cominciassero a raccogliere le firme per abolire la Brambilla?».
 
Pubblicato da Piero il 23/04/2009 alle 00:17:25, in anti caccia, letto 2412 volte

Attivisti italiani LAC e ValleVegan parteciperanno alle azioni anti caccia a Malta, come partners del CABS Committee Against Bird Slaughter, Operations 2009.

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L'arcipelago Maltese é uno dei più importanti siti di riposo per gli uccelli migratori europei. Dopo un lungo volo sopra il Mediterraneo, falconidi, ardeidi e passeriformi fanno una pausa qui per recuperare e prepararsi per il seguito del loro volo. Spesso, quando le condizioni climatiche sono sfavorevoli, le isole rappresentano il solo rifugio per gli innumerevoli uccelli migratori nel loro lungo viaggio tra il Sud Europa e il Nord Africa.
Sfortunamente, questa oasi naturale e sicura é diventata una trappola mortale.
Persino nel loro avvicinarsi alle isole, gli stormi di migratori iniziano ad essere sotto il fuoco dei cacciatori. La legislazione maltese sulla caccia permette ancora di sparare ad anatre, smerghi ed oche in mare aperto da motoscafi. Gli stormi tornano indietro presi dal panico; ma il loro istinto naturale li costringe a volare di nuovo verso le isole. Quelli che sopravvivono al primo battesimo di fuoco sono quelli che probabilmente cadranno vittime dei 13000 cacciatori e uccellatori che li aspettano sulla terraferma. Le scogliere della costa sono ricoperte con appostamenti camuffati e, dietro questi, gli uccellatori attendono le specie legalmente cacciabili e non, in un labirinto sovrapposto di centinaia di reti da cattura.

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Il CABS con i partners internazionali (tra cui LAC e ValleVegan) é fermamente impegnato a porre fine all'uccisione e alla cattura degli uccelli migratori a Malta.

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"Miriamo ad ottenere ciò tramite i nostri campi di protezione dei migratori, programmi educativi e campagne di protesta, come pure il nostro supporto alle organizzazioni locali nostre alleate. Il nostro obiettivo primario é di sensibilizzare la Commissione Europea e i membri del Parlamento Europeo al problema, attraverso eventi informativi e un lavoro selettivo di lobby".

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CONTATTI E INFORMAZIONI

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Tutte le informazioni si trovano sui siti www.vallevegan.org , www.abolizionecaccia.it , www.komitee.de

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Video: http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=727

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email di riferimento in Italia: attivismo@vallevegan.org , laclatina@abolizionecaccia.it

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Aggiornamenti dal campo e resoconto finale verranno comunicati in seguito.

 
Pubblicato da Piero il 18/04/2009 alle 22:47:30, in anti caccia, letto 3411 volte

[COMUNICATO] 18 aprile 2009 - Isola di Ponza, spari e trappole sulla via del "popolo migratore". Positivo intervento anti-bracconaggio  del Corpo Forestale su segnalazione della Lega Abolizione Caccia.

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Due bracconieri presi con le mani  nel sacco.... e, nel sacco:  tortore, che, attirate da richiami elettroacustici, venivano a decine ammazzate insieme ad altri esemplari di specie protette.
Dopo anni di presidi e denunce, sull'isola di Ponza  il 2008 era stato l'anno della svolta,  grazie alla presenza del nucleo operativo antibracconaggio del CFS: l'isola era tornata una sorta di oasi primaverile per l'avifauna e la minaccia del bracconaggio sembrava in parte debellata, perchè la presenza degli agenti  sull'isola aveva tenuto lontano il vergognoso fenomeno della caccia illegale, sia con  sparo che con trappole, in periodo di caccia chiusa.
Questo era il bellissimo risultato ottenuto sulla spinta dei campi anti-bracconaggio che da 15 anni si svolgevano sull'isola; i presidi dei volontari contro gli spari illegali e la rimozione di centinaia di piccole trappole avevano convinto tutti che una delle isole piu belle del Tirreno doveva essere tutelata e difesa dai dai cacciatori di frodo.

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Ma quest'anno purtroppo il Noa non è stato mandato a Ponza per mancanza di fondi, e il bracconaggio ha rialzato la testa, con nuove sparatorie nel mese di aprile da parte di alcuni sconsiderati residenti.
Ma un piccolo gruppo di volontari e guardie volontarie della LAC, senza farsi scoraggiare grazie all'esperienza maturata,  si è recato  sull'isola all'inizio di aprile, riscontrando tristemente  un aumento esponenziale di trappoline per uccelli insettivori  posizionate negli orti e, in soli 2 giorni di presenza sul territorio, ne hanno rimossse 150, rinvenendo decine di uccelli protetti morti.
Il ritrovato e' stato consegnato, con cartine dettagliate sui luoghi del rinvenimento, al CFS di Latina, che prontamente ha potuto organizzare un blitz a sorpresa, il che ha permesso ai Forestali di poter acciuffare - il 18 aprile - due cacciatori in attività di bracconaggio; ricordiamo che la caccia dall'inizio di febbraio è chiusa in tutta Italia ed è vietata proprio per tutelare i riproduttori e i giovani nati; la cosa ancor più vergognosa è che in quel momento erano presenti sulla Piana di Monte Incenso (luogo tristemente conosciuto dai volontari della LAC, più volte minacciati, anche con armi da fuoco) ben 7 cacciatori di frodo, che se la sono data a gambe levate.
La pattuglia del Nipaf del CFS coordinata da S. Giulivo con molta abilità ha potuto cogliere di sorpresa due bracconieri in possesso anche di richiami elettroacustici vietati.

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Il buon risultato operativo deve comunque far riflettere, poichè in queste due settimane al numero telefonico LAC sono state tante le denuncie di protesta, fatte anche da turisti e stranieri in villeggiatura a Ponza; spiace constatare come un'isola che vive sul turismo non sia in grado di tutelare la propria immagine, che ogni anno viene minacciata da loschi individui pronti solo a infrangere le leggi, beffando anche le forze presenti sul territorio e mettendo a rischio l'incolumità dei turisti che ignari visitano Ponza, gioiello naturalistico del Mediterraneo.
 

Lega Abolizione Caccia, Ufficio Stampa

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 www.abolizionecaccia.it

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(contatto: 338 8713534 )

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Pubblicato da Piero il 03/04/2009 alle 00:54:17, in anti caccia, letto 1902 volte

[COMUNICATO] Il primo ministro maltese applica il divieto di caccia primaverile su tutta l'isola!

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Attivisti di tutta Europa danno il benvenuto all’annuncio del Primo Ministro maltese dopo le tante battaglie vissute sul campo. Rispondendo  alle domande della TV nazionale, il Dr. Lawrence Gonzi ha dichiarato che non ci sarà nessuna caccia in primavera finchè la causa con la U.E. sarà aperta, al fine di non pregiudicare il caso davanti alla Corte di Giustizia Europea. La decisione del primo ministro dà la speranza che Malta stia cominciando ad agire seriamente per proteggere il patrimonio naturale che ha in comune con l'Unione Europea.

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La causa contro il governo maltese è portata avanti dalla Comunità Europea dal 2008, dope le cospicue documentazioni dei volontari di organizzazioni internazionali che denunciavano i massacri sull'isola di specie protette altrove. Anche volontari italiani hanno riportato testimonianze e video in cui venivano mostrati l'uso di reti a scatto e abbattimenti in primavera.

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Ora si attendono le risposte dei cacciatori maltesi, i quali hanno sempre cacciato indistintamente nella legalità e nell'illegalità. Testimonianze dirette dall'isola riportano già azioni di bracconaggio notturno e aggressioni alle forze di polizia locali. Il divieto non farà abbassare la guardia agli attivisti della LAC e di ValleVegan che prenderanno parte al campo internazionale primaverile tra pochi giorni.

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Foto: CABS e BirdLife

 
Pubblicato da Piero il 24/03/2009 alle 14:45:34, in anti caccia, letto 2301 volte

Disegno di legge Orsi: una guida per capirlo e contrastarlo.
La proposta circola da tempo in forme diverse: questo ingenera confusione, porta a commentare versioni vecchie e quindi a perdere di credibilità. TutelaFauna ha cosi’ prodotto un “
ABC al disegno di legge Orsi” (scaricabile) che fa riferimento al testo ufficiale e sintetizza, spiegandoli, i principali punti peggiorativi della proposta.
Un vecchio slogan diceva “Conoscerli meglio, per combatterli meglio” e certamente il disegno di legge del Senatore Franco Orsi, della CdL, merita di essere combattuto con tutte le forze.

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Frutto della sintesi di diverse proposte di legge, degli interessi particolari di una piccola categoria di sparatori, il disegno si è evoluto nel tempo mantenendo comunque la propria fondamentale caratteristica di essere un inaccettabile assalto, doppietta in mano, al patrimonio faunistico italiano.

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Per poterlo criticare a ragion veduta è necessario sgombrare il campo dalle vecchie versioni non più valide ed eliminare eccessi emotivi che non giovano al confronto. Ce ne è abbastanza in questo disegno di legge senza dovergli attribuire proposte che non contiene più e che permettono a Orsi di minacciare querele e denunciare l’infondatezza delle critiche e l’incompetenza della controparte.

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È anche necessario andare oltre le proposte più appariscenti e pubblicamente criticate – come quella della caccia a 16 anni – che rischiano di concentrare su di sé troppa attenzione per essere poi fatte cadere come gesto di “buona volontà”, facendo passare tutto il resto.

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Abbiamo sintetizzato in un documento le principali proposte peggiorative del disegno di legge, spiegando cosa dicono è, perche’ peggiorano il quadro. Ne sono uscite 11 pagine, il che dimostra che di difetti questa proposta ne ha a bizzeffe.

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Invitiamo tutti a fare riferimento al testo ufficiale del disegno di legge e a utilizzare liberamente questo documento allo scopo di risvegliare l’attenzione su questo provvedimento ammazza fauna. Una mobilitazione generale è quantomai necessaria per respingere questo dannosissimo assalto degli ultimi cacciatori, una categoria marginale e disperata che sembra voler chiudere col botto la propria parabola discendente.

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SCARICATE E DIFFONDETE:

QUI potete scaricare l'ABC di TutelaFauna al disegno di legge Orsi

QUI potete scaricare il testo ufficiale del disegno di legge Orsi

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Tutela Fauna, a cura di Daniele Colombo e Augusto Atturo

 
Pubblicato da Piero il 24/03/2009 alle 14:10:22, in anti caccia, letto 996 volte

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- Scrivi ai Senatori in questa pagina di Tutela Fauna per dire cosa ne pensi.

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- Informati sulla pagina di approfondimento della LAC.

 
Pubblicato da Piero il 05/03/2009 alle 19:45:52, in anti caccia, letto 2694 volte

Circolano in varie liste messaggi di forte perplessità sui vari appelli nel web contro la deregulation in preparazione al Senato in materia di caccia; normalmente sono messaggi di ingenui che consultano sul sito del Senato singoli testi di specifiche modifiche e che non vi ritrovano proposte come:

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- caccia da parte dei sedicenni,

- l'abolizione dell'obbligo per le regioni di disciplinare la tassidermia,

- cancellazione dell’interesse nazionale per la tutela della fauna, 

- scomparsa della definizione di specie superprotette,

- liberalizzazione dei richiami vivi, 

- sostituzione dell’ex INFS con istituti regionali, 

- caccia in deroga nei parchi, piombo nichelato nelle zone umide, 

- sostanziale cancellazione degli ATC, 

- ritorno all’uso degli animali come zimbelli,

- caccia in presenza di neve e ghiaccio,

- riduzione della vigilanza venatoria, 

- liberalizzazione totale dell’attività venatoria nelle aziende private

eccetera.

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Chiariamo che la proposta di cui parliamo è scaricabile qui.

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Purtroppo molti "scettici" non conoscono l'iter di formazione delle leggi in Italia.
Varie singole proposte di legge su uno stesso tema  vengono assegnate alla commissione parlamentare competente (nel nostro caso, per la caccia, la XIII commissione ambiente del Senato stesso ). Viene incaricato un relatore di preparare un TESTO BASE UNIFICATO delle varie p.d.l., su cui si confrontano i rappresentanti dei gruppi parlamentari in commissione e il cui risultato viene prima votato in Commissione e poi trasmesso all'Aula nella sua interezza.
Al momento siamo ancora nella fase di stesura/rimaneggiamento del testo unificato delle varie proposte peggiorative. Avendo il relatore designato, senatore Franco Orsi, anticipato i contenuti della stessa ai siti web delle associazioni venatorie, l'allarme preventivo è partito da subito, anche se il testo di cui al link qui sopra ad oggi non è ancora ufficialmente inserito nel sito internet del Senato.

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Chiaramente nell'appello di varie Associazioni ambientaliste non si sono potuti toccare approfonditamente tutti i punti peggiorativi, ma è in preparazione una guida ragionata verrà messa sul sito www.abolizionecaccia.it e sul sito www.tutelafauna.it quando il testo anticipato dal relatore sarà ufficialmente all'ordine del giorno. I tempi non saranno lunghi, purtroppo.
 

 
Pubblicato da Piero il 25/02/2009 alle 11:05:17, in anti caccia, letto 2097 volte

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GUARDA

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COSA

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SUCCEDE

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SULL'ISOLA...

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Cacciatore maltese con 2 Falchi di Palude, bloccato poco dopo.


Abbattimento rarissima Cicogna Nera(video Piero Liberati).


Aquila Minore uccisa a fucilate in pieno giorno.


Rinvenimento del cadavere di un Falco Pecchiaiolo, sparato.


Liberazione di 72 uccelli limicoli sequestrati.

 
Pubblicato da chiara il 02/02/2009 alle 08:40:22, in anti caccia, letto 1646 volte

 

Comunicato stampa

Il 31 gennaio è terminata la stagione di caccia.
Ecatombe anche di esseri umani per lo scarso rispetto delle norme di sicurezza
Il bracconaggio resta fuori controllo in diverse aree del Paese, mentre al Senato si prepara la grande deregulation.
37 morti e 73 feriti sono il corollario di una stagione venatoria ove il rispetto delle norme di sicurezza, oltre che della fauna protetta è ancora una chimera.
Al tramonto di sabato 31 gennaio si conclude la stagione di caccia 2008/09, iniziata a settembre.
I cacciatori italiani sono passati dai 2 milioni degli anni ’60 ai circa 700.000 di oggi, ed un’attività ormai oggetto del disprezzo della maggioranza degli Italiani, di scarso interesse per i giovani d’oggi, cerca di sopravvivere ai propri errori invocando assurde  deregulations , anziché concorrere alla salvaguardia del patrimonio faunistico e degli habitat.
I dati della stagione di caccia che volge alla fine attestano una sequenza impressionante di fatti di sangue o altri incidenti di caccia: 37 morti  e 73 feriti per episodi correlati all’impiego di armi da caccia o all’esercizio venatorio (circa la metà nel corso di battute di caccia al cinghiale). 2 morti e 6 feriti tra gente comune coinvolta ,anche se non stava praticando la caccia.
Anche l’alto numero di cacciatori colpiti da infarto nella zone di caccia, mentre vagavano con armi cariche, dimostra la frettolosità degli esami medici per il rinnovo delle licenze, e l’inadeguatezza del Decreto del Ministero Sanità del 28/4/1998 sui requisiti psicofisici per esercitare la caccia, che nulla prescrivono o vietano  in caso di malattie cardiovascolari.
L’insufficienza dell’attività di vigilanza non riesce ancora a contrastare alcune importanti sacche di bracconaggio, come nella provincia di Brescia, nei laghi costieri pugliesi, in Sardegna e nelle lagune venete, compreso in special modo il Delta del Po, nelle piccole isole tirreniche e siciliane, ove imperversano l’abbattimento di esemplari di specie protette, il mancato rispetto dei limiti di carniere, l’impiego di mezzi non consentiti (come trappole, lacci, uso di richiami acustici a funzionamento elettromagnetico).
Ancora inattuato dalle Regioni il divieto di impiego di pallini di piombo nella caccia in zone umide, previsto dalla legge 66/2006.
Sono sempre in corso due ulteriori procedure di infrazione comunitaria, avviate dalla Commissione UE, su violazioni da parte di 13 Regioni della Direttiva 79/409 CEE sulla protezione degli uccelli selvatici, per la caccia in deroga a specie protette (come fringuelli, peppole, passeri).
Nel frattempo in Commissione Territorio/Ambiente del Senato si sta elaborando il testo unificato di una decina di proposte di deregulation (quasi tutte del PDL), per aumentare i periodi di caccia, depenalizzare sia l’uccisione di specie protette, sia l’uso dei bocconi avvelenati e lo sparo dagli autoveicoli, e per incrementare la mobilità interregionale dei cacciatori di animali migratori.

Dal sito http://www.abolizionecaccia.it/

 
Pubblicato da Lidio il 07/01/2009 alle 13:36:48, in anti caccia, letto 1533 volte
La Terza serata AMALTEA - incontri culturali sulle tematiche della bioetica, si svolgerà - dalle 19 alle 21 - presso la sala convegni di Coop. Sociale Abaco Servizi Multimediali, via Manlio Gelsomini 32 (Testaccio) e avrà per titolo:
L'altro lato della caccia
A cosa serve la caccia? quali sono i danni ecologici che ne derivano? Quando inizia e dove finisce il diritto del privato cittadino?
I relatori saranno: Andrea Attanasio e Piero Liberati

La peculiarità dell'associazione Amaltea è caratterizzata da un approccio multidisciplinare di carattere zooantropologico, in quanto costituita da figure di alta specializzazione e pluriennale esperienza e da particolare professionalità e metodica didattica grazie, in particolare, alla presenza di professionisti specificatamente preparati in Scienze Comportamentali Applicate e Zooantropologia Assistenziale.
L'associazione Amaltea ha ufficialmente sottoscritto la Carta Modena 2002, Carta dei Valori e dei Principi della Pet Relationship, patrocinata, tra gli altri, dal Ministero della Salute.
Il 20 febbraio 2007 è stato firmato un Protocollo d'intesa quadriennale tra l'Associazone Amaltea e il Dipartimento V - Servizio Ambiente della Provincia di Roma, finalizzato all'attuazione di progetti comuni in relazione alla tutela ed al benessere degli animali, in particolar modo attraverso la didattica zooantropologica.
L'Associazione Amaltea ha ottenuto per l'anno 2006 e 2007 il Patrocinio dell'Assessorato alle Politiche della Scuola della Provincia di Roma per le attività educative finalizzate alla tutela e al benessere degli animali, sia in ambito scolastico che extra-scolastico.
La locandina comprensiva di tutte le iniziative di AMALTEA, compresa quella del giorno successivo (il Convegno sulla vivisezione con Massimo Tettamanti e Stefano Cagno), è visibile sul sito di AMALTEA
 
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