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Malta, strage di ucceli in primavera. Campo anti caccia 2009
Pubblicato da Piero il 15/05/2009 alle 14:00:09, in anti caccia, letto 3143 volte

La maggior parte dei cacciatori ha rispettato il divieto di caccia primaverile, fino a un anno fa ancora legale. Il bando imposto dal governo maltese, raggiunto anche grazie a tutte le documentazioni e denunce dei volontari di gruppi internazionali per la protezione degli animali, ha contribuito al fatto che quest’anno un numero decisamente minore di uccelli migratori è stato ucciso rispetto agli anni precedenti.

 

I volontari del CABS, Commitee Against Bird Slaughter, hanno lasciato Malta a inizio maggio, dopo aver monitorato la migrazione degli uccelli e le azioni di bracconaggio sull’isola per nove giorni. Otto persone che sono state viste sparare ad uccelli o che camminavano nella campagna armate sono state denunciate.

 

Oltre a questo sono stati scoperti due siti di trappole con reti messe da poco, uno nei pressi di Fort St. Leonardo a Marsascala (nel video) e l’altro a 150 metri dalla “torre rossa” vicino a Marfa Ridge.

 

Le 4 squadre del CABS hanno inoltre registrato più di 350 spari, soprattutto nelle prime ore dell’alba. L’anno precedente invece gli spari registrati nei 9 giorni di campo erano stati più di 1300!

 

“Questo è un  calo molto significativo che dimostra come la maggioranza dei cacciatori rispetti il divieto primaverile” ha affermato il presidente del CABS Heinz Schwarze. “E' un segnale importante. Se ciò è dovuto alle condizione del tempo, alla diminuzione degli uccelli migratori su Malta, alla presenza dei volontari del CABS o al rispetto dei cacciatori della nuova legge non è chiaro. Penso sia una combinazione di tutti questi fattori.”

 

Nondimeno, gruppi organizzati di bracconieri hanno ancora un effetto molto negativo sulla migrazione degli uccelli in primavera. In soli due giorni (27/28 aprile) i volontari sono stati testimoni diretti dell’uccisione di 4 rapaci protetti.

 

A parte le solite intimidazioni e offese contro gli attivisti, ci sono stati due seri episodi durante il campo. La scorsa settimana un bracconiere che scappava dai volontari, armati di sola telecamera (visibile nel video), ha sparato un colpo di avvertimento, e sabato una squadra è stata pedinata da una macchina per più di un ora nei pressi di Bahrija.

 

“Ogni volta che noi ci fermavamo ad osservare, anche “l’inseguitore” si fermava dietro di noi e chiamava qualcuno con il cellulare” ha detto Mr Schwarze. “In tutti i posti in cui si udivano spari illegali, le nostre squadre notavano persone equipaggiate di cellulari e walkie-talkie che davano l’allarme appena si accorgevano della presenza degli ambientalisti e della polizia. Questo metodo è molto simile a quelli usati dalla criminalità organizzata”.

 

 

Per poter monitorare la migrazione e bloccare episodi di massacro di uccelli, il CABS tornerà in autunno con un campo di un mese, stavolta con un gruppo internazionale di 30 volontari esperti, tra i quali attivisti italiani di LAC e ValleVegan.

 

CABS: www.komitee.de