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<title>ValleVegan, l'A-fattoria degli animali liberi</title><link>http://www.vallevegan.org/dblog/</link>
<description>ValleVegan, l'A-fattoria degli animali liberi</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[Manifestazione dei cacciatori]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong><img src="/public/LAC_LOGO_1.gif" alt="" />[comunicato stampa, 8/3/2010]</strong></p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p><br /><strong>Caccia/Roma</strong> - per la LAC la manifestazione di stamane dei cacciatori oltranzisti &egrave; un &quot;patetico tentativo di raschiare il fondo del barile del nostro patrimonio faunistico&quot;.</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p><br />&nbsp;&nbsp; La manifestazione di stamane a Roma indetta dalla Confavi, raggruppamento delle pi&ugrave; oltranziste piccole sigle venatorie locali, mira ad utilizzare il clima pre-elettorale per reclamare lo stravolgimento dell'attuale legge 157/92 che disciplina la tutela della fauna e la disciplina del'esercizio venatorio in Italia.<br />&nbsp; Di fronte al depauperamento del patrimonio faunistico, allo scadimento qualitatito e quantitativo degli ambienti naturali e rurali, l'unica risposta di cui &egrave; capace la parte pi&ugrave; retriva dell'associazionismo venatorio, quella che colpisce il delicato capitale internazionale dei contingenti migratori, &egrave; reclamare pi&ugrave; mobilit&agrave; interregionale delle doppiette, pi&ugrave; giorni di caccia, meno regole, meno zone protette, orari pi&ugrave; dilatati, sanzioni pi&ugrave; basse per i bracconieri e via dicendo.</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p><br />&nbsp; Una politica del segare il ramo su cui si &egrave; seduti assolutamente inaccettabile. La Lega per l'Abolizione Caccia, consapevole del maggioritario sentimento di disprezzo degli italiani per pratiche anacronistiche e distruttive, auspica che la Camera torni indietro rispetto alla recente scelta del Senato di consentire alle Regioni - con il ddl &quot;comunitaria 2009&quot;-&nbsp; la dilatazione della stagione di caccia, senza condizionamenti del peggior stampo elettoralistico.</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p><br />&nbsp;<br />&nbsp;<br /></p>
<p><em>Lega Abolizione Caccia, Ufficio Stampa</em> </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=841]]></link>
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	<dc:date>2010-03-09T09:32:40+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piero</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[ROMA: open Muratella 2010. Adozioni e conferenze per vivere e parlare di animali. ]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong><font color="#ff0000">Sabato 20 febbraio conferenza su VEGANISMO, ANTISPECISMO, VALLEVEGAN. Dalle ore 19 alle 22. Proiezione video e dibattito.</font></strong></p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p><img alt="" src="/public/open_A3 (472 x 667).jpg" /></p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p>Dal 23 gennaio al 27 marzo 2010, per 10 sabato consecutivi, l&rsquo;Associazione Volontari Canile di Porta Portese promuove l&rsquo;apertura all day del canile comunale Muratella, dalle h. 10 alle h. 22. </p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il maltrattamento degli animali e le attivit&agrave; delle guardie zoofile italiane. Ma anche la cultura vegetariana, il corretto rapporto uomo-animale-bambino, il bracconaggio e la caccia, il veganesimo, l&rsquo;ospedale degli animali selvatici di Roma e la pet therapy.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <br />Per 10 sabato consecutivi, dal 23 gennaio al 27 marzo 2010, il canile comunale di Roma Muratella si apre all day, dalle 10 del mattino alle 10 di sera, per un viaggio che oltre alle adozioni di cani e gatti, permetter&agrave; il racconto di una giornata di lavoro o di volontariato dentro un canile e poi, in serata, un momento di approfondimento di argomenti spesso conosciuti solo &ldquo;per sentito dire&rdquo;. </p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Esperti Lav-Lega Anti Vivisezione, Enpa-Ente Nazionale Protezione Animali, Oipa-Organizzazione Internazionale Protezione Animale, <strong>Lac-Lega Abolizione Caccia</strong>, Lipu-Lega Italiana Protezione Uccelli, AVCPP-Associazione Volontari Canile di Porta Portese, AVA-Associazione Vegetariana Animalista, INSCA-Istituto Nazionale per lo Studio del Comportamento Animale, biologi, zoologi, vegani e antispecisti della <strong>Fondazione ValleVegan</strong>, docenti di Pedagogia e Psicologia cinofila, comportamentalisti ed educatori cinofili, fondatori di scuole di addestramento e di cultura cinofila, si confronteranno in tavole rotonde che si concluderanno con un buffet vegetariano ed un gentile omaggio che porta la firma dell&rsquo;Associazione che ha promosso l&rsquo;iniziativa, l&rsquo;Associazione Volontari Canile di Porta Portese che gestisce i canili comunali di Roma dal 1997. </p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p><img alt="" src="/public/open_A5_fronte (472 x 667).jpg" /></p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p><img alt="" src="/public/open_A5_retro (472 x 667).jpg" /></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=838]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=838</guid>
	<dc:date>2010-01-26T21:21:11+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piero</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Conferenza della Lega Abolizione Caccia presso il Canile Comunale Muratella di Roma]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img alt="" src="/public/cinghiale_e_fucile (250 x 169).jpg" /><strong><font size="2">Dalle trappole dei bracconieri ai numeri della morte: perch&egrave; la scienza e l'animalismo dicono NO ALLA CACCIA</font></strong></p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p> </p>
<p>Sabato 13 febbraio 2010, Carlo Consiglio, Presidente LAC gi&agrave; docente di Zoologia all'Universit&agrave; di Roma La Sapienza, Piero Liberati, delegato LAC e Andrea Attanasio, biologo ed esperto anti-bracconaggio, incontrano i cittadini all'indomani dell'approvazione in Senato della caccia no-limits in Italia</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p> </p>
<p>Tutti i dati relativi ai decessi (uomini, bambini, animali) causati dalla caccia in Italia nel corso del 2009 e i risultati di un recentissimo sondaggio operato in Italia sul gradimento degli italiani alla caccia. Oltre alla presentazione di tutte le trappole (compresa la micidiale trappola esplosiva) utilizzate dai bracconieri per<br />catturare ed uccidere le prede, piccoli e grandi mammiferi e volatili, e video in cui vengono mostrate le lesioni che i cani riportano durante le battute di caccia estreme cui sono sottoposti e le condizioni di vita che spesso devono sopportare quando sono "a riposo".</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p> </p>
<p>Una conferenza assai cruda ed interattiva quella che <strong>SABATO 13 FEBBRAIO alle ore 19</strong> il presidente della Lega Abolizione Caccia, Carlo Consiglio, gi&agrave; docente di zoologia all'Universit&agrave; La Sapienza di Roma,<br />Piero Liberati, delegato LAC e Andrea Attanasio, biologo ed esperto anti-bracconaggio, condurranno nel Canile Comunale di Roma Muratella nell'ambito dell'iniziativa "Open Muratella 2010".</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p> </p>
<p>Carlo Consiglio e Piero Liberati illustrerano le recenti campagne della LAC dal titolo "Togli la terra ai cacciatori" per difendere i terreni privati dalle incursioni dei cacciatori, e la campagna "Isole sicure" per il monitoraggio di come in isole del Mediterraneo come Ponza, il Giglio, Cipro e Malta, l'utilizzo indiscriminato delle armi da fuoco rischia di sterminare gli uccelli migratori e gli animali selvatici stanziali. Il tutto all'indomani dell'approvazione, in Senato, dell'articolo 38 della Legge Comunitaria che cancella i limiti<br />della stagione venatoria attualmente contenuti tra il 1 settembre e il 31 gennaio di ogni anno.</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p> </p>
<p>"Open Muratella 2010" &egrave; l'ultima iniziativa dell'Associazione Volontari Canile di Porta Portese per tenere aperto il canile comunale di Roma ai cittadini: dal 23 gennaio al 27 marzo 2010, per 10 sabato consecutivi, dalle ore 10 alle ore 22 i cittadini potranno recarsi in canile per adottare cani e gatti, visitare il canile/gattile e farsi raccontare una tipica giornata di lavoro e di volontariato all'interno del pi&ugrave; grande canile d'Europa e fermarsi la sera per una conferenza-dibattito con buffet vegetariano.</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p> </p>
<p><em>Canile Comunale di Roma Muratella, via della Magliana 856, Roma<br />Per informazioni: </em><a href="mailto:info@iolibero.org"><em>info@iolibero.org</em></a><em>, cellulare 333 2065453, </em><a href="http://www.iolibero.org"><em>www.iolibero.org</em></a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=840]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=840</guid>
	<dc:date>2010-01-25T14:30:55+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piero</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Mercatino di autoproduzione al Bencivenga (RM)]]></title>
	<description><![CDATA[<img src="/public/bencivenga_mercatino_autoproduzione (472 x 333).jpg" alt="" />]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=839]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=839</guid>
	<dc:date>2010-01-24T19:50:07+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piero</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Sul cornicione di Rinascente contro le pellicce. Video!]]></title>
	<description><![CDATA[<object width="445" height="364"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/02-0lASAVcc&hl=it_IT&fs=1&rel=0&color1=0x5d1719&color2=0xcd311b&border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/02-0lASAVcc&hl=it_IT&fs=1&rel=0&color1=0x5d1719&color2=0xcd311b&border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="445" height="364"></embed></object>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=837]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=837</guid>
	<dc:date>2010-01-04T14:16:19+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piero</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Protesta contro pellicce. Attivisti si legano al cornicione de La Rinascente]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img src="/public/aip_rinascente_tetto1 (474 x 316).jpg" alt="" /></p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p><em>Riportiamo gli articoli di alcune importanti testate giornalistiche su una clamorosa protesta della</em> <a href="http://www.campagnaaip.net" target="_blank">Campagna AIP "Attacca l'Industria della Pelliccia"</a>. <em>(20 dicembre 2009)</em></p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p>Da "<a href="http://firenze.repubblica.it/dettaglio/protesta-anti-pellicce-due-ragazzi-appesi-al-cornicione-della-rinascente/1809663" target="_blank">Repubblica</a>"</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p> </p>
<p><strong>Protesta anti pellicce, due ragazzi appesi al cornicione della Rinascente.<br /></strong>Clamorosa manfestazione di un ragazzo e di una ragazza che si appesi ad un cornicione del palazzo che ospita il grande magazzino in piazza della Repubblica. I due giovani contestano la vendita di capi con inserti di pelliccia, vendita che era stata esclusa da un accordo con le associazioni animaliste. All'arrivo dei vigili del fuoco gli attivisti dell'Aip si sono issati alla ringhiera del bar all'ultimo piano dell'edificio. Quattro denunciati. Due giovani, un ragazzo e una ragazza, si sono calati dalla terrazza sul cornicione del palazzo della Rinascente, nella centralissima piazza della Repubblica, per protestare contro la vendita di capi con inserti di pelliccia nei punti vendita della catena di grandi magazzini. I due appartengono ad Aip, una rete di gruppi che protesta contro l'uso della pelliccia di animali per l'abbigliamento. </p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p> </p>
<p><img src="/public/aip_rinascente_tetto2 (250 x 162).jpg" alt="" />I due giovani, legati con corde, sono rimasti in piedi sul cornicione al quinto piano dell'edificio. Appena saliti hanno lanciato volantini nei quali si spiega che "nella primavera del 2007 i grandi magazzini La Rinascente hanno firmato un impegno per una politica aziendale fur free. L'impegno da parte di Rinascente - si legge dal volantino - era quello di arrivare ad una piena attuazione di tale politica alla fine dei saldi del gennaio 2009. Nei mesi di settembre 2009 ci siamo trovati invece a verificare la presenza di capi con inserti di pellicce all'interno di tutti i punti vendita La Rinascente in Italia". </p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p> </p>
<p>Sotto il palazzo si &egrave; riunita una grande folla di persone che erano in centro per lo shopping. Sono intervenuti polizia municipale, polizia e vigili del fuoco con un'autoscala. Dopo circa mezz'ora, mentre i vigili del fuoco stavano salendo con la scala per indurli a scendere, i due ragazzi si sono issati sulla ringhiera del bar che si trova all'ultimo piano della Rinascente, e sono risaliti concludendo la loro manifestazione.</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p> </p>
<p>Alla fine la polizia ha denunciato un fiorentino di 33 anni, un trentunenne di Faenza, un ragazzo di 26 anni di Como e una giovane di 22 anni di Milano.  </p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p> </p>
<p>Da "<a href="http://lanazione.ilsole24ore.com/firenze/cronaca/2009/12/20/273220-protesta_contro_vendita.shtml" target="_blank">La Nazione</a>"</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p> </p>
<p><strong>Protesta contro la vendita di pellicce alla Rinascente.<br />I due protestavano per la vendita di capi con inserti di pelliccia nei punti vendita della catena di grandi magazzini.</strong></p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p>Firenze, 20 dicembre 2009 - Piazza della Repubblica teatro di una dimostrazione contro l'uso di pellicce e la vendita di capi con inserti di pelliccia nei punti vendita della catena di grandi magazzini. Autori della protesta sono stati due giovani che si sono calati dalla terrazza sul cornicione del palazzo della Rinascente, nel cuore del centro storico. I due appartengono ad Aip, una rete di gruppi che protesta contro l'uso della pelliccia di animali per l'abbigliamento.</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p>Erano legati con corde, in piedi sul cornicione al quinto piano dell'edificio, hanno lanciato volantini nei quali si spiega che ''nella primavera del 2007 i grandi magazzini La Rinascente hanno firmato un impegno per una politica aziendale fur free. L'impegno da parte di Rinascente - si legge dal volantino - era quello di arrivare ad una piena attuazione di tale politica alla fine dei saldi del gennaio 2009. Nei mesi di settembre 2009 ci siamo trovati invece a verificare la presenza di capi con inserti di pellicce all'interno di tutti i punti vendita La Rinascente in Italia''.</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p>Grande folla di persone, sotto il palazzo. Sul posto &egrave; intervenuta la polizia municipale, polizia e vigili del fuoco con un'autoscala. Dopo circa mezz'ora, mentre i vigili del fuoco stavano salendo con la scala per indurli a scendere, i due ragazzi si sono issati sulla ringhiera del bar che si trova all'ultimo piano della Rinascente, e sono risaliti concludendo la loro manifestazione.</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p><br /></p>
<p>Da "<a href="http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/toscana/2009/12/20/visualizza_new.html_1648058483.html" target="_blank">ANSA</a>"</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p> </p>
<p><strong>Firenze: protesta contro vendita pellicce.<br />Giovani si calano da cornicione palazzo Rinascente, denunciati<br />20 dicembre, 18:31</strong><br /></p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p><br />(ANSA)- FIRENZE, 20 DIC -Due giovani si sono calati dalla terrazza sul cornicione del palazzo della Rinascente per protestare control'uso della pelliccia di animali. I 2, un ragazzo e una ragazza, hanno lanciato volantini nei quali si denuncia il mancato rispetto della Rinascente di un accordo per una politica aziendale fur free. Sono intervenuti polizia e vigili del fuoco per indurli a scendere. Sono state poi denunciate 4 persone, le 2 che si sono calate sul cornicione piu' altre 2, per manifestazione non preavvisata.</p>
<p> </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=835]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=835</guid>
	<dc:date>2009-12-21T04:34:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piero</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Togli la terra ai cacciatori]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong><img src="/public/LAC_Diana.jpg" alt="" />TOGLI LA TERRA AI CACCIATORI</strong></p>
<p>ABOLIZIONE DELL'art.842  DEL CODICE CIVILE</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p><em>Scopri come impedire ai cacciatori di entrare nella tua propriet&agrave;</em></p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p> </p>
<p>L’eliminazione dell’articolo 842 del Codice Civile, che permette ai soli cacciatori di entrare nella propriet&agrave; privata altrui, &egrave; un obiettivo “storico” per la LAC, che ha promosso persino un referendum per abrogarlo e, pi&ugrave; recentemente, una petizione che sta riscuotendo unanime successo.<br />L’articolo 842 del Codice civile, commi 1 e 2 recita: <em>“Il proprietario di un fondo non pu&ograve; impedire che vi si entri per l’esercizio della caccia, a meno che il fondo sia chiuso nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno. Egli pu&ograve; sempre opporsi a chi non &egrave; munito della licenza rilasciata dall’autorit&agrave;.”</em> La Legge 157/92 per la protezione della fauna selvatica stabilisce il divieto d’ingresso nei fondi, purch&eacute; questi siano recintati per tutto il loro perimetro con una rete metallica, o un muro, di altezza non inferiore a mt 1.20, oppure delimitati da corsi d’acqua perenni il cui letto deve essere fondo almeno 1.50 mt e largo non meno di 3 metri. In base alle disposizioni della Legge 157/1992 e dell’art. 842 del Codice Civile, risulta cos&igrave; garantita soltanto la propriet&agrave; di quei cittadini che possano permettersi costose recinzioni. <br />Questo stato di cose, che risale all’epoca della legislazione del ventennio, rappresenta una violazione del principio di uguaglianza dei cittadini, sancito dalla Costituzione italiana, che devono godere tutti degli stessi diritti davanti alla legge (art. 3) e che devono vedere assicurato il loro diritto assoluto alla propriet&agrave; privata riconosciuta e garantita dalla Costituzione in maniera esclusiva (art. 42). La legge prevede per&ograve; che il conduttore che desideri escludere il suo fondo dalla programmazione venatoria senza doverlo recintare, possa farlo secondo precise modalit&agrave; e tempi previsti dalle Regioni di appartenenza: il proprietario o conduttore deve inoltrare, entro 30gg dalla pubblicazione del piano faunistico venatorio, al presidente della propria giunta regionale una richiesta motivata che viene esaminata nel termine di 60 giorni. La Regione demanda solitamente all’autorit&agrave; provinciale la competenza dei Piani territoriali di caccia, quindi il proprietario o conduttore del fondo che si vuole sottrarre all’attivit&agrave; venatoria deve rivolgere la propria istanza alla Provincia di appartenenza.<br />Perch&eacute; la richiesta possa essere accolta essa non deve contrastare con la pianificazione territoriale ai fini venatori, oppure deve rientrare in uno dei casi specificamente individuati con norme regionali. Tra questi casi si considera il contrasto tra l’attivit&agrave; venatoria e l’esigenza di salvaguardia di colture specializzate, siano esse condotte con sistemi sperimentali o a fine di ricerca scientifica, ovvero quando siano motivo di danno ad attivit&agrave; di rilevante interesse economico, sociale o ambientale. Questo iter si rivela complesso e non privo di difficolt&agrave; per i proprietari di fondi, e spesso la domanda alla fine viene respinta dalla Provincia con motivazioni che fanno pensare a una eccessiva attenzione alle richieste del mondo venatorio, pi&ugrave; che a quello dei proprietari dei terreni. Bisogna considerare i gravi danni causati dall’ingresso di squadre di cacciatori impegnati, ad esempio, in una battuta al cinghiale, dei loro fuoristrada, delle mute del loro cani, per non parlare dell’uso delle armi troppo vicino alle case che costituisce un pericolo reale per persone e animali domestici purtroppo documentato quotidianamente dai giornali. Per tutti questi motivi, la Lega per l’abolizione della caccia ha scelto di rivolgersi direttamente ai proprietari dei terreni e ai loro conduttori che vogliano far valere il proprio sacrosanto diritto a proteggere la loro propriet&agrave; privata dai cacciatori, offrendo gratuitamente informazione e assistenza per compilare la domanda di esclusione del fondo dall’attivit&agrave; venatoria, e assistenza legale nel caso sia necessario fare ricorso contro un parere negativo da parte della provincia. Fin qui le premesse.<br />La LAC, come dicevamo, ha promosso la raccolta di firme per l’abolizione dell’articolo 842 (insieme ad Oipa, LAV ed Enpa), le prime 100.000 delle quali sono gi&agrave; state consegnate in occasione della conferenza stampa di presentazione delle proposte di legge di Donatella Poretti e altri, il 28 ottobre scorso a Roma.<br />Ma la LAC rilancia la campagna, affidandola ad uno studio grafico pubblicitario di Milano, entusiasta e sinceramente contrario alla caccia, lo Studio di Franco Bellino.</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p> </p>
<p><em>Ecco come Franco Bellino presenta l’iniziativa:<br /></em>“Molte cose conosce la volpe; il riccio una sola, ma importante.”<br />“Su questo misterioso frammento attribuito ad Archiloco (VII secolo a.C.), la LAC ha costruito la propria strategia di comunicazione per il 2008-2009. Un solo obiettivo, per&ograve; molto importante.<br />Un solo obiettivo, per&ograve; concreto, realistico e raggiungibile anche in breve tempo. Poich&eacute; l’appello diretto ai cacciatori affinch&egrave; rinuncino a cacciare &egrave; probabilmente velleitario e sicuramente ininfluente, la LAC ha deciso di togliere il terreno sotto i piedi dei cacciatori. Ha scelto quindi di rivolgersi direttamente ai proprietari dei terreni, i quali per la bizzarria (eufemismo) della legge italiana non sono padroni in casa propria. Un cacciatore pu&ograve; infatti entrare armato in qualsiasi terreno privato, anche se coltivato, e sparare e uccidere. Ma non basta : il proprietario del terreno, del giardino, dei campi coltivati e dei vigneti – o recinta fino all’ultimo centimetro la sua propriet&agrave; - oppure, per tenere i cacciatori fuori da casa sua, deve fare domanda scritta alle propria Provincia. Ricevuta la domanda, la Provincia –spesso per motivi di interesse squisitamente intere$$$ato - il pi&ugrave; delle volte la respinge. Questo rifiuto &egrave; cosi frequente, che la LAC ha deciso di offrire assistenza legale gratuita a quei proprietari che trovano (e ce ne vuole!) il coraggio di respingere da casa propria chi entra per uccidere. “Chi si difende, la LAC lo difende. Gratis”. Un’associazione come la LAC, che ama e protegge tutti gli animali, non poteva per&ograve;, tornando ad Archiloco, dimenticare la lezione della volpe che “conosce molte cose”. Da qui la decisione di raggiungere quell’unico obiettivo strategico – sottrarre terreno ai cacciatori - percorrendo per&ograve; molte diverse strade. Ecco allora sulla stampa persone reali, con il loro nome e cognome e indirizzo, che mettono la propria faccia e raccontano la propria esperienza.<br />In una pletora di ‘testimonial’ strappati al mondo dello spettacolo e dello sport, questi sono invece semplici eroi del quotidiano, donne e uomini veri, protagonisti di una battaglia che combattono per la difesa dei propri diritti, per la protezione di innocenti animali e in fondo anche per il bene di ognuno di noi. Ecco invece che sulla Rete, ma presto anche nei cinema, sulle TV locali e nazionali e forse sui cellulari, prendono la parola altri testimonial: personaggi di risonanza mondiale. Ognuno di questi spot, molti ed ognuno diverso dall’altro e ciascuno di costo vicino a zero, &egrave; un efficace esempio di comunicazione interattiva : uno spot creato in diretta dal telespettatore stesso, che si trasforma da spettatore passivo in protagonista e visualizzatore di un messaggio. Da un’unica strategia di comunicazione, nascono perci&ograve; per la campagna LAC 2008/09 due diversi linguaggi. Testimonianze reali di persone reali in media che consentono un’argomentazione razionale e il tempo per riflettere : stampa-affissionemail.<br />Invece parodia di personaggi pubblici e tono auto-ironico per i media (TV-cinema-web-cellulari) nei quali l’approccio &egrave; inevitabilmente pi&ugrave; superficiale e il messaggio deve possedere anche immediate valenze di spettacolarit&agrave; e simpatia” Preparate le foto e gli spot, audio e video, abbiamo intanto deciso di far trasmettere le tre imitazioni all’emittente radiofonica Radio Popolare Network, che li ha proposti a rotazione nelle giornate del 29 e 31 ottobre, e 3, 4 e 5 novembre, su scala nazionale. Abbiamo poi chiesto il patrocinio di Pubblicit&agrave; Progresso che, se accordato, ci permetter&agrave; di far pubblicare e trasmettere i messaggi gratuitamente in tutta Italia dalla stampa, e dai media radio televisivi. La diffonderemo poi naturalmente tramite i nostri canali (sito web, “Lo Strillozzo”, liste mail di associati e simpatizzanti, e la inseriremo su YouTube per un’ampia diffusione online. Ognuno avr&agrave; l’occasione di aiutare a diffonderla, tutti la potremo proporre e far sentire. Il target al quale la LAC intende rivolgersi &egrave; quindi la vasta schiera di proprietari e conduttori di terreni che giornalmente si trovano minacciati dai cacciatori e che non sanno come fare per impedirne l’accesso, ma anche pi&ugrave; generalmente l’opinione pubblica nazionale.<br />Se vogliamo identificare sociologicamente i proprietari in questione, si tratta soprattutto di persone di estrazione cittadina che hanno scelto di vivere in campagna per un proprio desiderio di vita pi&ugrave; vicina alla Natura, quindi rispettosi della campagna e degli animali e sensibili all’etica e ai principi della non violenza. Non di meno, la categoria dei proprietari di agriturismi si sente minacciata dall’eccessiva vicinanza dei cacciatori e vede in essi un chiaro detrimento economico alla propria attivit&agrave; in campagna. Importante anche la categoria dei coltivatori di essenze pregiate (quali ad esempio viti, alberi da frutto, erbe officinali, funghi e tartufi), che vedono distrutta la propria produzione dalla quotidiana invasione dei cacciatori.<br />E’ quindi un chiaro invito ad agire quello che la LAC rivolge a queste persone, a far valere un proprio diritto, grazie all’assistenza che l’associazione mette a disposizione gratuitamente.<br />Le numerose richieste in tal senso che gi&agrave; sono pervenute alla LAC fanno pensare che questo sia un bisogno sentito e diffuso su tutto il territorio nazionale, di cui vale la pena occuparsi in concreto.</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p>Affronta disarmata due uomini armati, li mette in fuga... e poi non paga nemmeno l'avvocato che la difende! <a href="http://www.abolizionecaccia.it/fileadmin/templates/Campagna842cc/Diana.pdf" target="_blank">Leggi la storia di Diana</a>.</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p> </p>
<p>Anche loro hanno deciso di togliere i loro terreni ai cacciatori:<br /><a href="http://www.abolizionecaccia.it/fileadmin/templates/Campagna842cc/Personaggio1.mp3">Personaggio 1</a>     <a href="http://www.abolizionecaccia.it/fileadmin/templates/Campagna842cc/Personaggio2.mp3">Personaggio 2</a>    <a href="http://www.abolizionecaccia.it/fileadmin/templates/Campagna842cc/Personaggio3.mp3">Personaggio 3</a></p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p> </p>
<p>Se anche tu hai un terreno e lo vuoi vietare alla caccia, contattaci.</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p> </p>
<p><strong>Lega Abolizione Caccia:<br />EMail: </strong><a href="mailto:info@abolizionecaccia.it"><strong>info@abolizionecaccia.it</strong></a><br /><strong><a href="http://www.abolizionecaccia.it">www.abolizionecaccia.it</a></strong></p>
<p><strong>Tel/Fax: 0247711806</strong> <br /></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=833]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=833</guid>
	<dc:date>2009-12-19T13:28:48+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piero</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Un "Colpo di coda" a "La zampata della vita"]]></title>
	<description><![CDATA[<p><em>Riceviamo e diffondiamo queste due&nbsp;analisi-risposte all'articolo pubblicato su <a href="http://www.informa-azione.info/search/node/machete" target="_blank">Machete</a> n&deg;4</em></p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p><em></em></p>
<p>&quot;Anche se l'articolo La zampata della vita risulta approssimativo e superficiale, assumendo toni provocatori pi&ugrave; che critici attraverso l'uso di luoghi comuni,&nbsp; mi accingo comunque, in maniera non molto difficoltosa ma piuttosto prolissa data la natura boriosa dello stesso, a rispondere.</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Prima&nbsp;risposta a &quot;La zampata della vita&quot;.</em></p>
<p>ALLA ZAMPATA DELLA VITA RISPONDO CON UN COLPO DI CODA</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell'articolo menzionato, apparso sul numero 4 di Machete, si contrappone un attivismo radicale in difesa delle creature pi&ugrave; deboli all'antispecismo definito come una teoria che incita alla loro sacralizzazione, sostenendo che il primo apre le gabbie e il secondo conforma i cervelli spacciando per etica ci&ograve; che &egrave; morale . Peccato per&ograve;&nbsp;che la maggior parte delle rivendicazioni di liberazione animale al loro interno utilizzino spesso la parola antispecimo.&nbsp; Chi scrive sembra non considerare che aprire le gabbie significa riconosce bisogni e necessit&agrave; anche agli altri animali, primo fra tutti quello alla libert&agrave;, una pratica che supporta una teoria, quella antispecista.</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Certamente in queste righe parler&ograve; come antispecista e non come portavoce di un movimento, parler&ograve; da individuo quale sono e non come membro di una massa.</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'antispecismo come predisposizione mentale non sostiene l'inviolabilit&agrave; di altre esistenze ma il semplice superamento delle barriere antropocentriche che pongono l'essere umano al centro di un universo in cui gli altri esseri viventi sono solo risorse da sfruttare fino all'esaurimento, In questo quadro generale tutti gli Stati e le varie istituzioni sono contraddistinti da una filosofia specista, L'antispesicmo diviene allora una visione del mondo&nbsp; in cui l'umano &egrave; una forma di vita tra le altre forme di vita, un animale tra gli altri animali che non dovrebbero essere considerati come macchine, propriet&agrave; o risorse la cui ragione di esistenza &egrave; il consumo umano.<br />Qui non c'&egrave; il rispetto di OGNI Vita, come tende a sottolineare l'articolo, ma di quelle vite deboli sottoposte al dominio umano, di quegli schiavi silenziosi&nbsp;&nbsp; nascosti dietro muri, non solo di cemento, ma di ignoranza. Un'ignoranza politica che non assolutizza l'unica parola assoluta, libert&agrave;, ma che la rinchiude dentro gabbie mentali di distinzione di specie &ldquo;dall'oppressione di alcune specie animali si passa al rapporto che si deve avere con ogni specie &ldquo; come se solo alcune classi di animali fossero sottoposte al dominio umano. Relativizzare ancora una volta.<br />Continuando la lettura del testo autori quali Singer e Regan vengono descritti come profeti di una nuova religione mentre sono solo filosofi paragonabili a Bakunin o Kropotkin e cosa assurda si vuole far passare il loro pensiero come il pensiero unico del &ldquo;movimento antispecista&rdquo;...sarebbe come dire che tutti gli anarchici sono stirneriani. Scrivere &ldquo;gli antispecisti alla Singer o alla Regan&rdquo; &egrave; non considerare che ci sono antispecist* che non si riconoscono in questi due autori, insomma &egrave; come dire &ldquo;gli anarchici alla Malatesta o alla Proudhon o vattelapesca&rdquo; senza riconoscere che ci siano anarchici che non hanno filosofi di riferimento.</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Analisi interessante, che non viene nemmeno sfiorata dall&rsquo;articolo apparso su questo aperiodico anarchico &egrave;&nbsp; la differenza abissale tra le lotte per l'emancipazione umana e la lotta antispecista: nel primo &egrave; lo sfruttato a lottare perch&eacute; il suo sfruttamento termini, nel secondo &egrave; una parte degli oppressori che combatte l&rsquo;oppressione di cui, facendo parte della specie dominante, sono portatori.<br />E&rsquo; assurdo pensare che gli altri animali sottoposti al dominio umano possano, in qualche modo, sovvertire il sistema di cui sono vittime.</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sostenere che&nbsp; l'analogia tra razzismo, sessismo, omofobia e specismo, ovvero la supposta superiorit&agrave; di chi appartiene ad una determinata categoria eletta socialmente, sia un ossessione significa sminuire il loro reale significato e non considerare la gerarchia ahim&egrave; esistente tra razze, sessi, generi o specie presente in questo tipo di societ&agrave;. Ci&ograve; che si rifiuta &egrave; quindi la discriminazione utilizzata per disporre della vita e della libert&agrave; di una essere senziente e non la diversit&agrave; biologica che intercorre ed &egrave; per questo che quando&nbsp; parlo di animali lo faccio da essere umano, perch&eacute; &egrave; ci&ograve; che sono, e il mio &ldquo;interesse&rdquo;semplicemente si riferisce a esigenze vitali quali la sopravvivenza e la libert&agrave; allo stato selvatico e non come si &egrave; voluto intendere in senso capitalistico.<br />Proseguendo si legge &ldquo;&Egrave; straziante notare nella stragrande maggioranza delle analisi antispeciste la totale assenza di ogni riferimento culturale&rdquo; mentre la&nbsp; lotta contro l'antropocentrismo &egrave; pregna di una profonda analisi anti-civilizzazione e l'anarchismo verde trasuda una tensione palpabile verso lo specismo ovvero verso il dominio umano nei confronti del vivente. <br />Ed &egrave; proprio qui l'errore di chi ha scritto, il non ritenere l'antispecismo una lotta contro il dominio non solo intraspecie (umano sull'umano) ma interspecie (di un animale sugli altri animali); il nocciolo non &egrave; riconoscere lo sfruttamento umano e/o quello animale, la questione &egrave; riconoscere lo sfruttamento. Ineludibile il fatto che il secondo include il primo e non viceversa per il semplice fatto che l'essere umano &egrave; un animale e come tale dovrebbe comportarsi, rinunciando ad ogni cosa che abbia compromesso la sua natura selvaggia trasformandolo in un animale addomesticato in nome della civilizzazione.<br />Di certo non ci si aspetta qualcosa da coloro che ciechi dinnanzi alla sofferenza umana continuano nella riproduzione quotidiana della vita piuttosto si spera che quelli che hanno sentito empaticamente questo sopruso scavino pi&ugrave; in profondit&agrave; per sentire anche le urla pi&ugrave; sommesse, le urla dei pi&ugrave; deboli tra i deboli: gli animali-non-umani.<br />&Egrave; all'interno del contesto sociale che il veganesimo prende forma non come dogma ma come consapevole atto politico di astinenza da una pratica di sfruttamento, come resistenza ad una logica di dominio, come azione quotidiana di rifiuto. Non ci si pu&ograve; arroccare dentro la torre della scelta personale, cos&igrave; facendo si giustifica lo sfruttamento tout court e si annulla il peso politico che ogni azione comporta.<br />Si sostiene che esista una riga di confine che ognuno traccia ma il nodo fondamentale &egrave; che finch&egrave; esister&agrave; questo sistema nessuna riga di delimitazione sar&agrave; accettabile: il mocassino in finta pelle non deve tacere la coscienza critica ma anzi ampliarla. Non si sta dichiarando che il veganesimo sia la scelta migliore ma solo la meno peggiore in questo scenario&nbsp; e nemmeno la si vuole proporre come obbligo morale (nessuna lotta antiautoritaria si propone come tale) ma si ricerca il riconoscimento di punti comuni, primo fra tutti la libert&agrave;; &ldquo;[...]stabilire COSA si possa mangiare o COSA non si possa mangiare. &Egrave; inaccettabile!&rdquo; io invece trovo inaccettabile che dopo righe e righe di retorica sulla terminologia che si rif&agrave; a valori del capitale l* stess* scrittore/ice mercifichi miserabilmente gli altri animali: con quel &ldquo;cosa&rdquo; ha trasformato dei soggetti in oggetti.<br />Consumare la sofferenza &egrave; un affare, in tutti i sensi, del nostro modello sociale.<br />Ci&ograve; su cui si basa il veganesimo, come atto politico, &egrave; una verit&agrave; oggettiva (come lo sono tutti i tipi di sfruttamento fisico) che si basa sull'esperienza, una realt&agrave;: chiunque pu&ograve; andare in un macello o in un<br />allevamento e osservare da s&eacute; lo sfruttamento e la tortura. Se accettiamo che non esistono verit&agrave; neppure l'autoritarismo, la gerarchia, il capitalismo, il militarismo lo sono eppure le varie individualit&agrave;<br />anarchiche agiscono affinch&egrave; queste cessino e a nessuno viene in mente di dire che queste lotte, derivando da fatti oggettivi, siano costrizioni morali.<br />Nessun atto politico &egrave; per natura individuale giacch&egrave; il personale &egrave; politico. Ogni scelta, per quanto singolare, comporta delle conseguenze ed &egrave; di queste che ci si fa carico, &egrave; questa la responsabilit&agrave; dinnanzi a cui si &egrave; chiamati a rispondere. Non si pu&ograve; far affidamento alla coscienza personale perch&egrave; ci sono persone che non hanno coscienza e allora come fare? Non credo che nanobiologi o lobbysti ne possiedano una; questo non significa conformare le menti ad un delirio collettivo ma semplicemente considerare il peso che ogni azione comporta.<br />Solo riconoscendo loro lo status di soggetti, e non di oggetti, non ci si comporter&agrave; da sfruttatore&nbsp; e nemmeno ci si render&agrave; complici di siffatte torture. E il mangiar brandelli di una animale in questo preciso contesto storico, politico e culturale non &egrave; compiacere le logiche di dominio che trovano negli animali non umani schiavi incapaci di ribellarsi, non per condizione mentale ma fisica? Non &egrave; forse su di essi che lo sfruttato diventa a sua volta sfruttatore come per una sorta di rivalsa?<br />Poi esistono contesti nei quali nutrirsi di un altro animale non comporta una sua sistematica uccisione e reificazione come nel caso delle trib&ugrave; selvagge le quali rifiutando la civilizzazione non hanno conosciuto il<br />modello industriale di produzione. Queste realt&agrave; non si nutrono di carne quotidianamente e cosa pi&ugrave; importante non si conformano ad un modello di allevamento/deportazione ma bens&igrave; a quello di caccia/raccolta, come giustamente descritto nel brano e personalmente mi trova d'accordo nel sostenere &ldquo;Allorch&eacute; questa industria infame dovesse scomparire, insieme al mondo di cui &egrave; espressione, c'&egrave; da credere che si ritornerebbe alla caccia&rdquo; ma se questa industria &egrave; infame perch&egrave; non rinunciare al nostro ruolo di consumatori?<br />Il ritornello &ldquo;Io voglio mangiare quello che mi piace&rdquo; sarebbe ammissibile in un mondo privo da ogni forma di dominio, un mondo in cui delle gabbie sono rimaste solo le macerie ma dovremmo essere realisti e constatare che &egrave; impossibile in questa societ&agrave; rimanere neutrali, che &ldquo;ogni singolo individuo pu&ograve; cambiare le cose, il modo in cui le cambiamo dipende da noi, perch&egrave; la scelta &egrave; nostra.&rdquo; E' il nostro agire quotidiano che permette alla teoria di svestire i panni della retorica per divenire azione, quell'incantevole parola in bocca a tanti anarchici. Il veganesimo non rappresenta altro se non un'azione di libert&agrave; in questo mondo di prigioni.<br />Lo sbaglio che si commette &egrave; di considerare la mortificazione dei sensi, la RINUNCIA alla carne, al latte alle uova, al miele etc, che un vegano compie trascurando in maniera evidente&nbsp; che ci&ograve; che si rifiuta &egrave; un prodotto derivante dallo sfruttamento, quindi ci&ograve; a cui si rinuncia &egrave; lo sfruttamento!<br />Segni lampanti di qualunquismo presenti nell'articolo sono rintracciabili nel &ldquo;Tanto varrebbe far notare che il fiore strappato appasisce in fretta, ci&ograve; denota una sensibilit&agrave;, la fine di una vita, quindi...&rdquo; e chi ha mai<br />sostenuto il contrario, ovvero che le piante non siano anch'esse vita? Non star&ograve; a farmi forte del fatto che gli animali sono esseri senzienti che percepiscono il dolore &ldquo;grazie&rdquo; alla presenza di un sistema nervoso pi&ugrave;<br />complesso, queste speculazioni scientifiche le lascio a chi non ha argomentazioni migliori. Io dal canto mio ritengo che l'agricoltura e l'allevamento siano i due pilastri fondamentali sui quali si erige la civilizzazione, esempi lampanti di come l'essere umano ha manipolato ci&ograve; che lo circonda per interessi (intesi come rapporti di potere) personali, mettendo in pratica appunto un principio antropocentrico: che il mondo gli appartiene.<br />Fatta questa premessa se il vegano &ldquo;sostiene&rdquo; l'agricoltura quale strumento di sopraffazione per controllare cicli al di fuori della sua portata ecco che allora l'onnivoro si avvale di entrambe; &egrave; inoltre indubbio che un qualsiasi essere vivente debba nutrirsi per sopravvivere, in questo caso il veganesimo diventa solo la scelta meno peggiore.&nbsp; Usare come argomentazione la mancanza totale di coerenza, insita in ogni scelta effettuata all'interno di un sistema in cui siamo tutti intercalati quale risultato dei compromessi che ognun* &egrave; costretto a fare, per difendere la propria incoerenza mi sembra un atteggiamento mediocre degno del pi&ugrave; misero pensiero; a dimostrarlo in maniera ancora pi&ugrave; lampante &egrave; la testuale frase &ldquo;Il risultato &egrave; che mentre gli onnivori stanno attenti a venire incontro ai principi dei vegani, la maggior parte di loro non fa niente per venire incontro ai gusti degli onnivori.&rdquo; Non capisco se il significato di questa frase sia da intendere che&nbsp; i vegani dovrebbero cucinare ci&ograve; che &ldquo;sollazza&rdquo; i palato dei mangiatori di animali oppressi (e se cos&igrave; fosse non ci sarebbero parole per rispondere a questa ottusit&agrave;) o se invece si riferisce alla soia e ai suoi derivati (ed in questo caso direi che far conoscere a chi crede che i vegani si nutrano solo di insalate e paste al pomodoro, piatti pi&ugrave; complessi non &egrave; poi cos&igrave; un male, certamente sostituire cibo spazzatura non vegano con cibo spazzatura vegano non ne migliora la qualit&agrave;). In questo modo si &egrave; passati per&ograve; dall'antispecismo, come fiolosofia politica, al veganesimo, come sterile regime alimentare, che &egrave; s&igrave; una sua espressione pratica ma letta nella sua totalit&agrave; e non smembrata dal resto delle proprie tensioni politiche che porterebbe inevitabilmente a compiacersi per il solo fatto di essere vegani...ma &egrave; proprio quest'ultima concezione che l'antispecismo cerca di spronare a livello di coscienza politica, sostenendo che la teoria debba diventare prassi e che il solo fatto di essere vegani non possa bastare per mettere fine allo sfruttamento e al dominio. E' proprio l'inclusione del vivente come soggetto di mercificazione da parte dello Stato e del capitale che rende questa filosofia una lotta a 360 gradi.</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mi chiedo poi che cosa faccia un animale per conquistarsi il nostro astio, e poi l'antipatia e il suo opposto, la simpatia, non sono concetti morali di riferimento come buono o cattivo? io la gallina la trovo brutta ma non<br />per questo mi pongo a giudice della sua condanna.<br />Si legge &ldquo;Ammesso e non concesso che esistano delle leggi della natura universali perch&eacute; dovrei supinamente conformarmi ad esse? E se volessi sfidarle?&rdquo; ma non &egrave; quello che da millenni provano a fare sedicenti scienziati, biologi, biotecnologi, etc? Sfidare la natura portandoci al collasso, alla distruzione del pianeta che abitiamo insieme ad altri?</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Un animale umano&quot;</em></p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p><strong><font color="#800000">-------------------------------------------------------------------------------------</font></strong></p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p><em>Seconda risposta a &quot;La zampata della vita&quot;.</em></p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p>LEGGENDO LA ZAMPATA DELLA VITA...</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p><br />Leggendo &quot;La zampata della vita&quot;, articolo sull'antispecismo apparso su &quot;Machete&quot; di luglio, nel mio piccolo ho ritenuto che potesse essere un ottimo spunto per me (e magari anche per altri individui) per fare i conti con il proprio passato, di militanti animalisti.<br />In questo senso sono svariati i punti che condivido dell'articolo, e alcuni di essi li ritengo tra i motivi che mi hanno indotto ad allargare (o per certi versi RESTRINGERE) il mio persorso di lotta ad altri ambiti: penso per esempio ad un certo settarismo, o meglio, alla necessit&agrave; pratica di concentrarsi solo sul tema animalista per riuscire a portare avanti al meglio le varie campagne di lotta.... purtroppo questa necessit&agrave; porta all'atto pratico, ad un'altra necessit&agrave; (o &egrave; una celta): quella di &quot;snobbare&quot; altri tipi di liberazioni non meno importanti. Oppure penso al veganismo stesso, all'intransigenza con cui viene portato avanti ed escluso chi non fa questa scelta...<br />Ecco, tutto questo mi faceva sentire in un certo senso &quot;chiuso&quot; nella prospettiva delle lotte animaliste, che pure reputavo (e reputo tuttora) necessarie.<br />Detto ci&ograve;, pur sapendo che gli animalisti con la A maiuscola non hanno nessun bisogno di difese &quot;esterne&quot;, tantomeno le mie, vorrei comunque evidenziare alcuni punti dell'articolo che non condivido pienamente: pochi ma importanti...perch&egrave; leggendo alcuni passaggi non sono riuscito a non domandarmi a che tipo di societ&agrave; liberata aspirino gli autori.<br />Sempre che aspirino ad un qualsivoglia modello di societ&agrave; liberata, perch&egrave; davvero nell'articolo in quesione si fa a fatica a evincerlo. Loro non si sbilanciano, non ci dicono nulla di loro stessi, delle loro passioni o pulsioni (se non che adorano la pastasciutta), l'unica cosa che ci &egrave; dato di capire &egrave; che sanno usare molto bene il martello (della critica.....) contro altri compagni.<br />Ma a parte ci&ograve;...gli autori dell'articolo prima dicono che si tratta di seguire le leggi della natura e non della morale vegana...e io fin qui son d'accordo, in quanto ci&ograve; significa che se gli animali mangiano altri animali per nutrirsi e sopravvivere, perch&egrave; l'uomo non dovrebbe fare altrettanto? (senza torturarli industrialmente ovvio).... Solo che poi gli stessi autori scrivono &quot;perch&egrave; non voler sfidare le leggi della natura?&quot;, come se aspirassero ad una societ&agrave; diversa da quella dettata appunto dalle leggi naturali (ma non &egrave; quello che fa la tecnocrazia attuale?), lasciando capire che una societ&agrave; naturale non sarebbe per forza giusta. E allora? Non sarebbe forse auspicabile una vita senza industrie, cemento, merde in divisa, banche, denaro etc., una societ&agrave; cullata dalle sue leggi naturali, prati verdi, fiumi, paesaggi e armonia fra le varie forme di vita? Cosa significa esattamente andare oltre ci&ograve;, se non veder riaffiorare l'incubo di un proto-capitalismo strisciante? Non so se oltre la Natura (anarchica) ci sia dato realmente modo di esistere, secondo me potrebbe essere pericoloso quasi quanto questo sistema di morte che ci opprime quotidianamente cuori e menti.<br />Nel modello di societ&agrave; che io auspico (e che non ritengo n&egrave; utopico n&egrave; primitivista) di societ&agrave; gli animali non umani avrebbero un ruolo pari a quello dell'uomo. Per capire perch&egrave; forse occorre mettersi nell'ottica che loro gi&agrave; QUI ED ORA riescono a manifestare e a salvare parte dei propri istinti innati dal cancro sociale di cemento e corruzione nel quale ci ritroviamo a vivere. E chi sar&agrave; mai l'artefice di questo schifo appena descritto? Ecco, l'articolo non &egrave; molto limpido su questo punto: addossando tutta la colpa al capitalismo come ad un'entit&agrave; astratta, arriva quasi a paventare che come esistono sfruttati e sfruttatori tra gli uomini, esisterebbero anche sfruttati e sfruttatori tra gli animali. Ma diamo i numeri...?!<br />L'altro aspetto dell'articolo che a mio avviso vale la pena sottolineare, poi, &egrave; l'assenza di qualsiasi critica propositiva al suo interno. Anch'io, come gi&agrave; detto, provo insofferenza verso parte di questa filosofia antispecista e verso la piega che ha preso il movimento animalista (sempre + associazionista) in Italia....ma perch&egrave; non menzionare anche gli aspetti positivi e liberatori, che oggi ci sono (forse) di meno ma che comunque vengono ancora espressi da alcuni? Penso alle liberazioni, ai sabotaggi, agli anomini Barry Horne odierni, all'Alf e all'Erth che negli USA come in altri paesi del sudamerica o anche meno esotici accompagnano CONCRETAMENTE una critica alle industrie che si rendono protagoniste dello sfruttamento animale e ambientale ad una pi&ugrave; vasta e radicale critica dell'intero sistema....<br />Nonostante i fiumi di parole, secondo me nell'articolo manca proprio questo, e ci&ograve; forse impedisce ai pi&ugrave; di comprendere la critica in esso contenuta.</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p><br /><em>Un compagno</em></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=834]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=834</guid>
	<dc:date>2009-12-18T20:01:30+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piero</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Online la sezione OPERATIVA della Mappa Vegana Italiana]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img src="/public/banner1mvi (474 x 61).jpg" alt="" /></p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p>Finalmente &egrave; online la sezione OPERATIVA della Mappa vegana Italiana!<br />Si tratta di una <strong>BACHECA ONLINE</strong> dove chiunque sia vegan pu&ograve; lasciare un breve messaggio di solo testo. Il messaggio sar&agrave; inviato per la moderazione al nostro staff che lo legger&agrave; e lo render&agrave; pubblico.<br />La bacheca permette di inserire link esterni a siti web, video e documenti, ma non di allegare materiale.<br />Lo spazio del testo &egrave; ridotto in modo da permettere a tutte/i di avere un proprio &quot;bigliettino&quot; virtuale di annuncio.<br />Gli annunci commerciali NON saranno pubblicati.<br />La BACHECA nasce cose strumento operativo per organizzare incontri, eventi, per chiedere consigli, per incontrarsi, per chiedere aiuto o fornire esperienze e competenze in vari campi, il tutto sempre con spirito egualitario e senza secondi fini. Speriamo davvero che vi piaccia!</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p><br />Per visitare la BACHECA collegatevi qui: <a href="http://www.mappaveganaitaliana.org/bacheca.html">http://www.mappaveganaitaliana.org/bacheca.html</a> </p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p><br />Basta fare un DOPPIO CLICK con il mouse sullo spazio verde e scrivere il bigliettino che apparir&agrave;, molto semplice vero?</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><br />ATTENZIONE: MOLTE PERSONE CI HANNO CHIESTO DI PUBBLICIZZARE EVENTI, APPELLI O ANNUNCI, COGLIAMO L'OCCASIONE PER COMUNICARE LORO CHE ORA POSSONO DA SOLE PUBBLICARE GLI ANNUNCI CHE VOGLIONO DIRETTAMENTE NELLA BACHECA. IN QUESTO MODO CI AIUTERANNO A SBRIGARE MEGLIO IL NOSTRO LAVORO :=)</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><br />PS: nella mappa finora ci sono 806 vegani italiani!</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><br />Saluti antispecisti</p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p><br />&nbsp;<br /><em>Lo Staff di MappaVeganaItaliana</em><br /><a href="http://www.mappaveganaitaliana.org">www.mappaveganaitaliana.org</a><br /><a href="mailto:contatti@mappaveganaitaliana.org">contatti@mappaveganaitaliana.org</a></p>
<p><font color="#ffffff"></font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=828]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=828</guid>
	<dc:date>2009-12-17T22:00:13+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piero</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Evento benefit a Caserta per Vallevegan!]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img alt="" src="/public/Vallevegan_Caserta_09 (474 x 674).jpg" /></p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong><font color="#800000">Caserta antispecista</font></strong></em></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=832]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=832</guid>
	<dc:date>2009-12-17T10:58:58+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piero</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Ippoasi: fattoria didattica zooantropologica.]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img alt="" src="/public/ippoasi_2 (472 x 354).jpg" /></p>
<p><font color="#ffffff">.</font></p>
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<p>La Fattoria didattica &ldquo;<strong>IPPOASI</strong>&rdquo; sorge nel cuore verde di Marina di Pisa, ed ospita diversi animali da &ldquo;reddito&rdquo;&nbsp;(mucche, asini, cavalli, capre, galline e &hellip;) salvati da&nbsp;varie associazioni ambientaliste da morte certa.&nbsp;In effetti la fattoria ha un duplice ruolo, di rifugio per&nbsp;animali domestici, ma soprattutto di polo per&nbsp;l'<strong>educazione ambientale</strong> e l'<strong>agricoltura sociale</strong> (attualmente, ad esempio, sono in corso due borse&nbsp;lavoro da una comunit&agrave; di recupero).</p>
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<p>&nbsp;<img alt="" src="http://www.vallevegan.org/public/ippoasi_3%20(472%20x%20354).jpg" /></p>
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<p>Gli animali, salvati da situazioni di profonda sofferenza, approdano qui ad un luogo dove ritrovare la propria natura e dignit&agrave;, liberi di muoversi nei due ettari a&nbsp;disposizione senza impedimenti e godendo della&nbsp;compagnia l'uno dell'altro. Affrancati dalla schiavit&ugrave; di dover produrre, sacrificando la loro stessa vita, questi animali assumono qui un ruolo nuovo che nulla toglie alla loro serenit&agrave;. Diventano infatti ambasciatori della loro specie, esemplificazione vivente della razza a cui appartengono ma anche carichi di individualit&agrave; (ognuno ha la sua storia, il suo carattere, le sue preferenze, ma tutti agiscono anche in conformit&agrave; con quanto la natura nei secoli ha plasmato in loro). </p>
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<p><img alt="" src="http://www.vallevegan.org/public/ippoasi_1%20(472%20x%20354).jpg" /></p>
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<p>I visitatori quindi, specialmente bambini, possono venire qui per esperire cosa sia una mucca da cui proviene il latte che bevono ogni mattina ma che non &egrave; solo questo, una gallina con la sua famiglia, i socievolissimi asini &hellip;<br />Ma la cosa si pu&ograve; approfondire, perch&egrave; grazie alla sapienza di accompagnatori altamente formati, ed alla domesticit&agrave; degli animali questo incontro diventa rapporto, diventa relazione, addirittura terapia.</p>
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<p>Per tutte le informazioni, rivolgersi a Gloria: <strong><a href="mailto:ippoasi@gmail.com">ippoasi@gmail.com</a></strong></p>
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<p><strong></strong></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=831]]></link>
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	<dc:date>2009-12-17T09:37:29+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piero</dc:creator>
</item>
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	<title><![CDATA[Campagna antibracconaggio. Sardegna 2009.]]></title>
	<description><![CDATA[<img src="/public/LACTordo_impiccato2009 (350 x 263).jpg" alt="" />Una quindicina di volontari della Lega per l'Abolizione della Caccia ha condotto la tredicesima campagna anti-bracconaggio nel Cagliaritano ed ha portato alla neutralizzazione di oltre <strong>15 mila trappole</strong>. La campagna, svoltasi in costante contatto con il Corpo forestale e di vigilanza ambientale e con il contributo del Gruppo d'Intervento Giuridico, ha visto, come di consueto, la partecipazione di volontari giunti da varie parti d'Italia (Lombardia, Toscana, Liguria, Veneto, Emilia-Romagna, Lazio, Sardegna) e dall'Estero (Paesi Bassi) con l'obiettivo di bonificare quanti pi&ugrave; boschi e zone di macchia mediterranea dalle micidiali trappole posizionate dai bracconieri, per aiutare la costante attivit&agrave; nel settore del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale e delle altre Forze di Polizia.<br /><img src="/public/LACliberazionepettirosso2009 (350 x 286).jpg" alt="" />Numerose le aree battute, nei territori comunali di Capoterra, Uta, Assemini, Santadi. Sono state neutralizzati e rimossi n. 90 lacci in acciaio per la cattura di ungulati (cervi sardi e cinghiali), circa 15 mila lacci in nylon e crine per la cattura di avifauna selvatica, utilizzati dai bracconieri per la cattura delle grive. Sono stati anche rinvenuti e liberati alcuni piccoli uccelli (pettirossi, tordi) ed un cinghiale preso al cappio, prontamente liberato.<br />Il bracconaggio &egrave; un'attivit&agrave; illegale e distruttiva del patrimonio ambientale (si stimano n. 120 bracconieri "fissi" + n. 350 "occasionali" nella sola Capoterra). Il giro di affari &egrave; di sensibili dimensioni: basti pensare che una sola griva (spiedo di 8 tordi) costa al mercato illegale un centinaio di euro al dettaglio. <br />Tuttavia fra i principali "fruitori" finali del bracconaggio sembrano proprio essere alcuni noti ristoranti del Cagliaritano nei confronti dei quali appaiono necessarie ispezioni senza preavviso da parte delle Forze dell'ordine. Da non tralasciare il controllo, nel periodo delle festivit&agrave; natalizie, dei mercati pubblici.<br />Tutte le trappole rinvenute sono state naturalmente consegnate al Corpo forestale e di vigilanza ambientale quali corpi di reato. <br />La caccia di frodo &egrave;, infatti, un reato contravvenzionale punito dalla legge n. 157/1992 e successive modifiche ed integrazioni con sanzioni penali (art. 30) e con sanzioni amministrative (art. 31), nonch&eacute; dalla legge regionale n. 23/1998 e successive modifiche ed integrazioni (art. 74). <br />Graziella Zavalloni, coordinatrice della campagna anti-bracconaggio della L.A.C., in proposito ha dichiarato: "anche quest'anno siamo particolarmente soddisfatti dell'aiuto fornito alle Forze dell'ordine che combattono il bracconaggio ogni giorno, tuttavia sono necessari un impegno molto pi&ugrave; incisivo nei confronti degli acquirenti e un deciso rafforzamento delle sanzioni: sequestri dei mezzi utilizzati per il bracconaggio, auto comprese, ispezioni in ristoranti e mercati. Il bracconaggio &egrave; un vero e proprio danno al patrimonio ambientale, &egrave; un vero e proprio furto ai danni di tutti noi".<br />La L.A.C. conduce campagne anti-bracconaggio nelle zone del Paese dove il fenomeno &egrave; pi&ugrave; grave: in Sardegna come nelle Valli Bresciane, a Ponza come nelle Valli Venete, nel Bergamasco come sull'Appennino ligure.<br /> ]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=830]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=830</guid>
	<dc:date>2009-12-16T23:01:53+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Piero</dc:creator>
</item>
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