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Vaccinare un animale "domestico": è necessario?
 Sempre, bisogna pensare all'individuo di cui ci prendiamo cura
 Solo per i cuccioli, sono troppo deboli e senza intervento esterno rischiano di morire. Da adulti se la cavano
 Mai, i vaccini sono testati su molti altri animali e per salvarne uno se ne condannano molti altri
 No, non servono anche perchè la natura deve fare il suo corso
 Non so, non escludo la vaccinazione ma valuto di volta in volta

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Articoli della sezione «Notizie sparse».
Ordine cronologico: discendente (il piů recente in testa).
[inverti l'ordine]
 
Pubblicato da Lidio il 01/08/2007 alle 16:11:18, in Notizie sparse, letto 1036 volte

Carola nel ranchFonte: Endlesslove

Dopo numerose peripezie siamo riusciti a fermare al commerciante la mula cieca. Mercoledi sarebbe andata al macello invece giovedi è arrivata presso la nostra struttura (http://www.endlesslove.it).

Servono 800 euro. Per il momento abbiamo raccolto 170 euro ma se tutte le persone che ci hanno cantattate mandassero anche solo 10 euro la mula sarebbe riscattata.

Vi prego continuate a far girare questo appello. Grazie a tutti da parte della piccola CAROLA (questo è il nome che abbiamo scelto per lei non ci piace chiamarla Mula).

Siamo tanti in rete e tante piccole gocce formano un mare. Aiutateci a salvare la piccola Mula. Per offerte in denaro contattare via email <info@endlesslove.it> o chiamare al 3333289717, comunque sul sito sono presenti tutte le informazioni utili (coordinate bancarie, ecc.)

 
Pubblicato da Claudia (Nefertari77) il 31/07/2007 alle 16:32:16, in Notizie sparse, letto 1213 volte

 

Gi animali che non morivano negli incontri venivano soffocati o annegati
Michael Vick, quarterback degli Atlanta Falcons, davanti al giudice: è accusato di avere organizzato combattimenti clandestini tra cani.
RICHMOND (Virginia, Usa) - E' una star del footballl americano, tra i più acclamati portacolori degli Atlanta Falcons. Michael Vick, uno dei quarterback più in vista della National Football League (Nfl), si sta ora giocando la carriera e la reputazione in un processo che lo vede alla sbarra come membro di un'associazione a delinquere dedita allo smercio di pitbull e all'organizzazione di combattimenti tra cani. In una sua villa, lo scorso 25 aprile, la polizia che aveva fatto irruzione alla ricerca di droga aveva rinvenuto 66 cani e attrezzatura specialistica utilizzata per l'addestramento alla lotta degli animali, come catene, collari, bastoni e divaricatori per aprire forzatamente la bocca degli animali.
LE ACCUSE - Le accuse di cui deve rispondere assieme ad altre tre persone sono molto gravi. E oltre alla decisione del tribunale di Richmond, in Virginia, c'è attesa per i provvedimenti che saranno adottati dalla stessa Nfl e dalla sua società. Il patron dei Falcons, Arthur Blank, ha fatto sapere che il club era pronto a comminare al suo atleta quattro turni di sospensione, la massima penalità che un team può disporre nei confronti di un proprio tesserato. Ma la stessa Nfl avrebbe chiesto alla società di prendere tempo, in attesa delle decisioni della corte. Ora che il processo è stato definito - si svolgerà dal 26 novembre prossimo - le autorità sportive potranno prendere i propri provvedimenti.
IL GIRO D'AFFARI - La posizione di Vick è tutt'altro che semplice. Nella sua residenza di campagna di Smithfield, nella contea di Surry, secondo i capi di imputazione scaturiti dall'operazione «Bad Newz Kennels» e contenuti in una relazione di 18 pagine, era stata allestita una vera e propria centrale clandestina finalizzata all'organizzazione di combattimenti tra cani in diversi Stati americani. Un'attività attorno alla quale ruota un giro di affari altissimo, legato in particolare alle scommesse e alla compravndita dei cani. Difficile però pensare che Vick possa essere stato attratto da una motivazione puramente economica: nel 2004 ha infatti siglato un contratto da 130 milioni di dollari, il più ricco nella storia della Nfl.


ALL'ULTIMO SANGUE - Gli animali, secondo gli inquirenti, venivano tenuti in condizioni precarie, probabilmente per aumentarne l'aggressività. E secondo quanto risulta nei documenti processuali depositati nelle settimane scorse, i cani che non venivano uccisi durante i combattimenti - la cui regola era quella dell'«ultimo sangue», ovvero l'incontro doveva terminare con la morte di uno dei due animali in lotta - erano poi uccisi con colpi di arma da fuoco oppure venivano soffocati o annegati.
L'AUTODIFESA - Vick si è fino ad ora difeso sostenendo di non sapere nulla delle attività illegali che venivano svolte nella sua villa, una residenza secondaria dove, secondo quanto da lui stesso raccontato, il quarterback si recava raramente e dove invece viveva stabilmente un suo cugino. L'accusa però non è dello stesso parere e pensa che l'atleta abbia avuto un ruolo non secondario nell'organizzazione. Vick ha cercato di ribadire la propria innocenza anche nel corso dell'udienza preliminare, dichiarandosi non colpevole per alcuna delle accuse mosse nei suoi confronti. Attorno al suo caso l'interesse è grande: nell'attesa del rinvio a giudizio i contatti al suo sito Internet personale sono stati così tanti da causare al caduta del server per eccesso di visitatori.

SUPPORTER E ANIMALISTI - All'esterno del tribunale, nel giorno della prima udienza, si sono affollati sostenitori dell'innocenza di Vick ma anche gruppi animalisti - tra cui la Peta, che già aveva organizzato presidi all'esterno della sede dei Falcons e davanti al palazzo della Nike, uno dei principali sponsor di Vick - che hanno inscenato una proesta contro la pratica dei combattimenti tra cani. Ora c'è grande attesa per la sentenza: se condannati, l'atleta dei Falcons e gli altri imputati potrebbero dover scontare fino a sei anni di reclusione e pagare una sanzione pecuniaria di 350 mila dollari. I gruppi animalisti sperano che la vicenda accenda i riflettori sulla realtà dei combattimenti clandestini e che serva da monito per il futuro. «Che sia giudicato innocente o colpevole - si legge in una dichiarazione della Peta a margine di una petizione contro i combattimenti tra cani - , Michael Vick è solo una persona in un grande mucchio. La vera linea del fronte nella guerra al dogfighting è nelle comunità locali ed è una guerra combattuta ogni giorno da gruppi animalisti e forze dell'ordine. Una battaglia per questi animali innocenti che non hanno né voce né scelta».
Alessandro Sala (Corriere della Sera)
26 luglio 2007

 
Pubblicato da Piero il 29/07/2007 alle 12:36:32, in Notizie sparse, letto 1328 volte

Un'altra buona notizia!


CAFT (Coalition to Abolish the Fur Trade) ci informa di un'altra vittoria contro l'industria della pelliccia.

L'azienda americana di abbigliamento GUESS diventera' completamente fur-free dalla fine della prossima stagione autunno-inverno, ovvero da aprile 2008.

La comunicazione dell'azienda e' un altro grande traguardo degli attivisti che negli scorsi mesi hanno tenuto proteste internazionali davanti ai suoi punti vendita in Inghilterra, America, Olanda, Svezia, Irlanda, Canada, Russia e Italia. La scelta di GUESS segue quella di molti marchi che trainano la moda internazionale.

La campagna AIP ha preso parte alla campagna contro GUESS organizzando due giornate di protesta a distanza di un mese, in cui i negozi di Torino, Milano e Bologna e gli uffici europei di GUESS a Firenze hanno visto molti manifestanti davanti alle proprie porte.

Purtroppo GUESS continuera' a vendere prodotti con inserti in pelliccia anche questo inverno.

Fermare l'industria della pelliccia che ogni anno tortura ed uccide milioni di animali in nome del lusso e dell'apparenza e' possibile, e dobbiamo farlo.

 

GUESS to go fur free -

But not until April

More...

 

 

About CAFT-UK

Formed in 1997, CAFT-UK has helped regenerate the grass-roots campaign against the fur trade in Britain.

Through investigations, education, campaigns and demonstrations we have exposed the horror of the fur trade and helped establish and continue anti-fur actions across Britain. We have filmed undercover in fur farms, lobbied for a ban on fur farming and persuaded dozens of shops to stop selling real fur.

We also work with anti-fur groups across the world. The fur industry is a global one so our fight against it should work on an international level too.

For those of you who haven’t yet decided which side of the ‘fence’ you are on we hope that the materials contained on this website will help you come to the right decision, and that you will join the millions of other caring people who realise there is no excuse for murdering millions of animals each year for vanity.

For those of you firmly opposed to the fur trade we hope this site will inspire you to get more active and join us in ending this sickening trade. Wherever you live in the world there is always something you can do. Under Links you will find links to other anti-fur groups around the world. To find your nearest Animal Rights group in the UK or elsewhere see http://www.veggies.org.uk

Please join us in the struggle on behalf of fur-bearing animals worldwide. Get actively involved, support us financially, and educate others.

Thank you for your support.


No furFur free policy of various shops around the UK

Read More...

 

 

 
Pubblicato da monica il 26/07/2007 alle 12:05:19, in Notizie sparse, letto 1425 volte

FUR FREE, ovvero liberi dalle pellicce, una policy con la quale certe
aziende prendono le distanze da un capo di abbigliamento confezionato
con i lembi dei corpi di animali morti. Morti apposta per compiacere la
vanità di una moda assassina.
Una linea di condotta che gia' La Rinascente ha abbracciato nello scorso
mese di maggio, rendendo pubblico il cambio di politica aziendale in un
comunicato arrivato alla campagna AIP e poi attraverso la stampa.

Una politica che da adesso hanno adottato ufficialmente anche i grandi
magazzini UPIM, che hanno inviato un comunicato che potete leggere qui
sotto e che conferma quanto da loro preannunciato in giugno:

...............................................

POSIZIONE UFFICIALE DELL’AZIENDA
UPIM NON UTILIZZA PELLICCE DI ANIMALI

Milano, 18 luglio 2007 – UPIM nel 2006 ha dato mandato a tutti i propri
buyer di non utilizzare pellicce di animali di alcun tipo (siano esse di
coniglio, volpe, procione o altro). Una decisione che fa seguito al
cambiamento dei vertici aziendali e della compagine azionaria avvenuto
nel 2005.
Gli effetti di questa decisione strategica si concretizzano appieno nel
2007 con collezioni UPIM che utilizzano solo ed esclusivamente pellicce
ecologiche. Le uniche pelli di cui l’azienda continua a fare uso sono
pellami di vitello e maialino in alcune giacche.

Per ulteriori informazioni:
Stefania Lazzaroni
Ufficio Stampa UPIM
02 3313493

............................

Nota aggiuntiva della campagna AIP:

L’industria della pelle, indipendentemente che la si consideri collegata
o meno all’industria carnea, e' sostanzialmente diversa dall’industria
della pelliccia. L’unico comune denominatore e' nella sofferenza degli
animali.


Dopo questa dichiarazione UPIM rinuncia a vendere gli inserti che fino a
questo inverno erano esposti nei loro punti vendita, abbandona un mondo
fatto di gabbie piccolissime e schiavitu', di bastonate e scosse elettriche.
Un insieme di abomini che devono cessare per sempre. Non dimentichiamoci
mai quanto dolore e agonia provochi questo settore, uno dei tanti regni
dello sfruttamento animale.
Lottare contro di esso e' urgente e possibile, lo dimostra questa doppia
vittoria sul doppio obiettivo che la campagna AIP si era inizialmente
prefissata e che instaura in tutti noi entusiasmo e voglia di fare (e
che speriamo sproni chi legge e che ancora non si e' attivato a non
essere spettatore passivo e a cominciare ad aiutare gli animali).

UPIM in questi anni ha avuto a che fare con decine e decine di proteste
davanti ai suoi negozi in piu' di venti citta' diverse e anche agli
uffici direzionali, ha ricevuto migliaia di e-mail di protesta, continui
inviti al boicottaggio, per non parlare della fantasia che si e'
trasformata in un allucchettamento dentro una filiale o delle migliaia
di volantini distribuiti in tutta Italia.
Le campagne antipellicce funzionano e ottengono risultati tangibili,
diminuiscono le vendite e questo incide su tutto il settore, a
cominciare dagli allevatori e cacciatori che incrudeliranno su un numero
sempre minore di animali. E questo avviene in molti paesi: sono decine i
grandi magazzini stranieri o gli stilisti fur-free, tutti convinti a
suon di megafono e presidi.

Settembre sara' un mese importante per AIP, vogliamo continuare questo
percorso che, ci auguriamo, contribuira' ad estinguere per sempre questo
massacro.
Nuovi obiettivi conosceranno a breve la costanza e la passione che ci
spinge, perche' tanti altri animali necessitano di essere salvati.
Prendete parte alla lotta contro le pellicce!

CAMPAGNA AIP - Attacca l'Industria della Pelliccia
MBE 242/101, Via Muratori 55, 20135 Milano
Web: www.campagnaaip.net
Mail: info@campagnaaip.net
Fax: 02/36522062
Infoline: 340-6368139

 
Pubblicato da Piero il 25/07/2007 alle 10:12:07, in Notizie sparse, letto 3977 volte

CAMPO DI PROTEZIONE DEGLI UCCELLI MIGRATORI A CIPRO.
Autunno 2007
Nella primavera del 2006 nell’ambito della Rete Natura 2000 abbiamo proposto per Cipro l’istituzione di una zona di protezione intorno all’area di Capo Greco. Questa importante area di sosta per i migratori è da noi sorvegliata in primavera ed autunno, affinché gli uccelli di passo non vengano fatti oggetto di bracconaggio.
A Cipro ancora nel 2005 sono stati cacciati o bracconati più di 10 milioni di uccelli, nonostante dal 2002 l’Unione Europea faccia pressioni sul governo dell’isola perché una volta per tutte il bracconaggio venga eliminato.
E’ necessaria la nostra guardinga presenza, soprattutto nella zona di protezione proposta, perché le misure promesse dal Governo vengano mantenute. La popolazione dell’isola dà per scontato il bracconaggio e molti mangiano abitualmente gli uccelli; per questa ragione riusciamo a trovare ben pochi sostenitori delle nostre azioni fra i locali.
Con un gruppo di volontari svizzeri, italiani e tedeschi riusciamo invece a controllare che il divieto di caccia ai migratori venga rispettato nelle sovracitate aree anche per quest’anno.
Il governo cipriota riunisce squadre di guardia caccia ciprioti che sostengono il lavoro dei nostri gruppi; purtroppo queste guardie sono troppo poco attive e ci delegano una fin troppo grande parte del controllo del territorio. In ogni caso noi lavoriamo come isservatori. Ogni scontro, confronto o misura repressiva contro i bracconieri non fa parte delle nostre mansioni e viene lasciata alle guardie.
Ciononostante, la liberazione e cura degli uccelli è demandata a noi.
Durata del campo: 21 Settembre – 26 Ottobre 2007

PROGRAMMA DIARIO:
Sveglia presto. A letto circa alle 20-21 la sera.
Durante il giorno o di sera ricerca del vischio o di tracce di bracconaggio sul territorio.
I bracconieri cambiano spesso le loro tattiche a causa del divieto di caccia, che li rende a tutti gli effetti dei criminali. Di conseguenza anche noi dobbiamo adeguare i nostri tempi ai loro. Di notte un secondo gruppo di volontari esce per 2-3 ore alla ricerca dei richiami elettromagnetici.
Cibo ed alloggiamento sono messi a disposizione gratuitamente per i partecipanti.
Fare il bagno al mare e il birdwatching (portare i binocoli) saranno naturalmente un nostro piacere per i momenti di relax.
Una condizione fisica eccellente, maturità, senso di responsabilità e interesse per il mondo degli uccelli sono caldamente auspicati! La ricerca di siti di bracconaggi richiede giornalmente lunghe attese, spesso in aree pietrose o in zone impervie. I ritmi di marcia richiedono pertanto una condizione fisica buona e l’attitudine al trekking.

IL VOSTRO MATERIALE DI LAVORO

Un cellulare personale, che vi funzioni anche all’estero. Gli adattatori, macchine fotografiche e rullini si possono comprare in loco.
Uno zaino piccolo ed un cappello sono obbligatori. In più forbici, attrezzi personali, un coltellino, quaderno degli appunti e penna.
Gli stranieri normalmente non sono molto ben visti nell’area. Gli uccellatori comunque non sono armati. Mai in passato abbiamo subito incidenti o attacchi di qualsiasi tipo

ABITI
Costume da bagno e asciugsmsno (temperatura del mare 26 gradi), vestiti leggeri, una giacchetta a vento e dun maglioncino. In autunno può esserci sull’isola un vento fresco insistente.
Un cappello contro il sole, protezione solare, secondo la vostra sensibilità si possono trovare anche in loco.
I vestiti di lavoro sono pantaloni leggeri ma robusti ed una t-shirt scura (verde, marrone, blu, nera). Stesso colore anche la giacca. I vestiti chiari sono visibili da lontano e tradiscono la nostra presenza. Scarpe alte da trekking sono obbligatorie per camminare fra cespugli spinosi e terreni accidentati.
Il volo: destinazione Larnaca, arrivi giornalieri (4 ore dall’Italia). I partecipanti saranno ricevuti all’aereoporto in auto.

La moneta locale è la sterlina cipriota (CŁ). 1 CŁ è più o meno il doppio di un €.
Le carte di credito sono utilizzabili. Se dovete cambiare fatelo direttamente qui. E’ più conveniente.
Lingua franca: inglese
Prima di salire su un taxi stabilire il prezzo.

Sistemazione:
è in una casa affittata vicino al mare a Protaras/Connos bay, con stanze doppie. Sistemazione e spese sono tutte pagate. Il cuoco no: bisogna fare la spesa e cucinare. I negozi sono vicini alla casa

Durata minima richiesta ai partecipanti:
2 Settimane, è possibile prolungare. A chi si ferma almeno due settimane viene rimborsato il biglietto di viaggio.

Indirizzo a Cipro:
c/o Helen Panova
Protaras, Odos Pountou 21
Paralimni
Cipro
Tel 00357 23 833009
E-mail: flora.ch@gmx.net

Ulteriori informazioni:
Edith Loosli, Schorenstr 33, CH - 3645 Gwatt Tel 033/336 30 45
E-mail: flora.ch@gmx.net

E’DISPONIBILE LA VERSIONE IN INGLESE. PER PARTIRE DALL’ITALIA (DA ROMA) CI STIAMO ORGANIZZANDO SIA PER IL VIAGGIO INSIEME SIA PER EVENTUALI TRADUTTORI. CHI VOLESSE ADERIRE ME LO COMUNICASSE SU attivismo@vallevegan.org DANDOMI TUTTI I DATI.
Grazie,
Piero Liberati

 
Pubblicato da Piero il 24/07/2007 alle 18:04:39, in Notizie sparse, letto 1207 volte
Giu 07 - Orvieto      Stampa      E-mail

martedì 24 luglio 2007

Liberazione palombelle ad Orvieto (maggio 07)


Messaggio anonimo ricevuto dalla rivista "La Nemesi":

Palombella libera - informazione in gabbia!

ImageClamorosa incompetenza giornalistica riguardo agli avvenimenti che hanno preceduto la tristemente nota festa della crudelta' sulla palombella di Orvieto.
Quest'anno nella notte del 24-05-07 il Fronte Liberazione Animale e' intervenuto con metodi illegali quanto efficaci a liberare e salvare alcune centinaia di palombelle dell'allevamento lager che ogni anno ne fornisce la vittima sacrificale.
La festa si e' svolta di conseguenza con minor clamore e palesemente sottotono vista anche la massiccia presenza di polizia e nessun giornale ha riportato la notizia dell'avvenuta liberazione.

 


Nonostante inutili leggi sul maltrattamento!
Nonostante crudeli tradizioni religiose!
Nonostante il silenzio di chi dovrebbe informare... le palombelle sono libere!

A.L.F.


Le informazioni qui riportate sono a solo scopo informativo e possono essere incomplete, non si intende incitare ne' azioni ne' comportamenti illegali.

 
Pubblicato da Piero il 24/07/2007 alle 16:00:18, in Notizie sparse, letto 1027 volte
 
Pubblicato da marco il 24/07/2007 alle 13:28:36, in Notizie sparse, letto 1185 volte
la pelliccia è servita - inchiesta sull'allevamento di cincillàPare finalmente che anche Upim si sia impegnata a dismettere le pellicce. Le tessere cadono come in un domino, fin troppo facile...bah, speriamo bene

http://www.campagnaaip.net/azioni/notizia_295.html

Anche i grandi magazzini Upim diventeranno Fur-Free!
Un'altra vittoria a distanza di due mesi!

Dopo quello di Rinascente, un altro comunicato giunge alla campagna AIP. FUR FREE, ovvero liberi dalle pellicce, una policy con la quale certe aziende prendono le distanze da un capo di abbigliamento confezionato con i lembi dei corpi di animali morti. Morti apposta per compiacere la vanità di una moda assassina. Una linea di condotta che già Rinascente, a maggio, ha abbracciato (per visionare il fax pervenutoci da Rinascente andare alla pagina delle news

06/06/07 "Mai più pellicce alla Rinascente") , rendendo pubblico il cambio di politica aziendale in un comunicato arrivato alla campagna AIP. Una politica che da adesso hanno adottato ufficialmente anche i grandi magazzini UPIM, che hanno inviato un comunicato stampa che potete leggere qui sotto e che conferma quanto da loro preannunciato in giugno:

POSIZIONE UFFICIALE DELL’AZIENDA UPIM NON UTILIZZA PELLICCE DI ANIMALI
Milano, 18 luglio 2007 – UPIM nel 2006 ha dato mandato a tutti i propri buyer di non utilizzare pellicce di animali di alcun tipo (siano esse di coniglio, volpe, procione o altro). Una decisione che fa seguito al cambiamento dei vertici aziendali e della compagine azionaria avvenuto nel 2005. Gli effetti di questa decisione strategica si concretizzano appieno nel 2007 con collezioni UPIM che utilizzano solo ed esclusivamente pellicce ecologiche. Le uniche pelli di cui l’azienda continua a fare uso sono pellami di vitello e maialino in alcune giacche.
Per ulteriori informazioni:
Stefania Lazzaroni
Ufficio Stampa UPIM
02 3313493

Nota aggiuntiva della campagna AIP:

l’industria della pelle, indipendentemente che la si consideri collegata o meno all’industria carnea, è sostanzialmente diversa dall’industria della pelliccia. L’unico comune denominatore è nella sofferenza degli animali. Dopo questa dichiarazione UPIM rinuncia a vendere gli inserti che fino a questo inverno erano esposti nei loro punti vendita, abbandona un mondo fatto di gabbie piccolissime e schiavitù, di bastonate e scosse elettriche. Un insieme di abomini che devono cessare per sempre. Non dimentichiamoci mai quanto dolore e agonia provochi questo settore, uno dei tanti regni dello sfruttamento animale. Lottare contro di esso è urgente e possibile, lo dimostra questa doppia vittoria sul doppio obiettivo che la campagna AIP si era inizialmente prefissata e che instaura in tutti noi entusiasmo e voglia di fare (e che speriamo sproni chi legge e che ancora non si è attivato a non essere spettatore passivo e a cominciare ad aiutare gli animali). UPIM in questi anni ha avuto a che fare con decine e decine di proteste davanti ai suoi negozi in più di venti città diverse e anche agli uffici direzionali, ha ricevuto migliaia di e-mail di protesta, continui inviti al boicottaggio, per non parlare della fantasia che si è trasformata in un allucchettamento dentro una filiale o delle migliaia di volantini distribuiti in tutta Italia. Le campagne antipellicce funzionano e ottengono risultati tangibili, diminuiscono le vendite e questo incide su tutto il settore, a cominciare dagli allevatori e cacciatori che incrudeliranno su un numero sempre minore di animali. E questo avviene in molti paesi: sono decine i grandi magazzini stranieri o gli stilisti fur-free, tutti convinti a suon di megafono e presidi. Settembre sarà un mese importante per AIP, vogliamo continuare questo percorso che, ci auguriamo, contribuirà ad estinguere per sempre questo massacro. Nuovi obiettivi conosceranno a breve la costanza e la passione che ci spinge, perché tanti altri animali necessitano di essere salvati. Prendete parte alla lotta contro le pellicce!

Campagna AIP
 
Pubblicato da Claudia (Nefertari77) il 23/07/2007 alle 11:05:16, in Notizie sparse, letto 2271 volte

 

i due leoncini superstitiZoo di Basilea, soppressi due leoncini.
Uccisi due dei quattro cuccioli di leone nati da 43 giorni fa. La direzione: «Non c'è abbastanza spazio»
MILANO: non avevano nè virus nè malformazioni. Erano bellissimi, sembravano peluche. Ma per loro non c'era posto. Sabato lo zoo di Basilea ha annunciato di aver soppresso due dei quattro cuccioli di leone nati 42 giorni fa in quell'ambiente «in tutto simile a una savana », come scrive con orgoglio il sito zoobasel.ch. Il motivo: non c'era abbastanza spazio. Quel paradiso terrestre «a misura di leone» non poteva accogliere troppi nuovi ospiti. I due in eccesso, entrambi maschi, non sarebbero cresciuti «in condizioni naturali». E, appena diventati adulti, dicono gli esperti, avrebbero rischiato di morire brutalmente, uccisi dal capobranco. Così «sono morti dolcemente, senza soffrire». Non avevano nemmeno un nome. O almeno l'amministrazione dello zoo non l'ha comunicato, forse per non far affezionare troppo i visitatori.
Di certo l’11 giugno non si aspettavano così tanti cuccioli da un solo parto. È un fatto raro per una leonessa, almeno in un ambiente naturale. In cattività, invece, la fertilità delle leonesse sta crescendo in modo esponenziale: aumentano le gravidanze, e i parti plurigemellari sono sempre più frequenti. Per questo quando da Basilea hanno chiesto agli altri zoo se ci fosse posto per due cuccioli, si sono sentiti rispondere sempre di no: «Abbiamo lo stesso problema, non sappiamo dove mettere i nostri».
La gabbia dei leoni è uno dei fiori all’occhiello dello zoo svizzero.


Gli animali hanno spazio per correre, per socializzare, per accoppiarsi al riparo dallo sguardo dei visitatori. Anche se la privacy non è totale, visto che quello che succede nelle zone «private » è filmato da telecamere nascoste che trasmettono le immagini in diretta sugli schermi fuori dal recinto. Le ragioni della «terribile decisione di uccidere degli esemplari» è spiegata in un comunicato, anche questo sul sito dello zoo. È tutto un problema di Lebensraum, di «spazio vitale». In più, il comunicato aggiunge un dato statistico: «Anche nella savana i cuccioli di leone nei primi due anni di vita hanno una mortalità molto alta: attorno al 50 per cento».
Impossibile tenere tutti gli animali nello stesso spazio, costringendoli a vivere un po' più stretti. I leoni sono «poligini», in ogni branco c'è un solo maschio adulto. Nella savana, quando i cuccioli maschi diventano autosufficienti se ne vanno per la loro strada. Oppure uccidono il capobranco (o è lui a ucciderli), anche se è il loro stesso padre. Troppo difficile mandare i due cuccioli a crescere in Africa, dove peraltro la specie è in calo preoccupante: l'ambientamento sarebbe stato complesso, e l'operazione sarebbe costata molti soldi. Sbagliata — almeno per la filosofia dello zoo — anche la politica del controllo delle nascite: «L'istinto alla riproduzione non può essere deviato, sarebbe andare contro le leggi della natura». Qui però il problema diventa più complesso. «Non mi sembra che programmare a priori le nascite sia meno legittimo che sopprimere vite a posteriori — commenta l'etologo Danilo Mainardi —. In fondo, vale anche per la nostra specie».
Paolo Beltramin (Corriere della Sera)
23 luglio 2007

 
Pubblicato da Piero il 18/07/2007 alle 16:26:40, in Notizie sparse, letto 1999 volte

 

manifestacion-antitaurina-bilbao

 

 

equanimal-antitaurino
rebelion en la granja-equanimal
Boicot a la caza del zorro-equanimal
earthlings en castellano-eartlings-equanimal
fines-equanimal-en defensa de los animales

 gran-simio
10 diciembre-día-internacional-por-los-derechos-de-los-animales

 

 

 

 
Pubblicato da Piero il 18/07/2007 alle 16:24:17, in Notizie sparse, letto 1535 volte

Venidos de distintas partes del mundo, sobre todo de Europa, más de 1000 personas participaron este pasado 5 de julio en el Encierro Humano de Pamplona. Vestidos, en ropa interior o en topless llenaron las calles de Pamplona de una unánime reivindicación de: no a las corridas de toros. Ninguna otra actividad en defensa de los derechos de los animales consigue tanta repercusión mediática en nuestro país. A través de decenas de periódicos, radios o cadenas de televisión millones de personas han podido saber que los Sanfermines, además de una fiesta son un asesinato. Y por este motivo estuvimos allí.

En la tarde del 4 de julio, la mayor parte de los participantes ya estaban conviviendo en el camping. Esto permitió conseguir otro objetivo muy importante: la comunicación entre personas de organizaciones y países distintos. En un movimiento como el de defensa de los animales tan reciente y joven la necesidad de conocer otras experiencias y puntos de vista se convierte en una aportación muy valiosa para que todos podamos mejorar. La convivencia, el diálogo y el debate espontáneo entre animalistas franceses, italianos, norteamericanos, portugueses, croatas, alemanes, ingleses y de diferentes comunidades del estado español supone un valor añadido a la actividad. Permite que aprendamos de los errores y de los aciertos ajenos. Se hizo evidente que la preocupación por los animales iba más allá de las corridas de toros. Activistas preocupados por la vivisección, la peletería, los animales en las granjas, los zoos, los circos, los abandonos,… dialogaban y comparaban posturas, acciones y repercusión de las mismas. Estábamos ante un encuentro animalista improvisado.

 

Tres horas antes del comienzo de la manifestación empezamos a llegar los primeros activistas a la zona de salida. Varias patrullas de la policía local comenzaron entonces a ejecutar el trabajo sucio ordenado por la alcaldesa de Pamplona: dificultar en todo lo posible. Primero impidieron a un grupo de música venido desde Alemania que situaran en la calle sus instrumentos. Después exigieron a Equanimal la retirada de las botellas de helio con las que nos disponíamos a hinchar los globos que habíamos preparado para el acto. Retiradas las botellas de la calle buscaron una nueva excusa, amparados en un teórico bando municipal, nos transmitieron la absurda orden de que no podíamos tener globos llenos de helio.

Mientras conseguíamos el bando municipal, desobedeciendo a las órdenes policiales, seguimos preparando nuestras pancartas y globos. Asesorados por la compañía propietaria de las botellas y  comprobado que el bando no prohibía el helio, el cabo de la policía local hubo de admitir la falsedad de sus argumentos. En todo el proceso fuimos varias veces amenazados con la retirada de la cámara fotográfica si sacábamos fotos de la Policía.

 

Pero ni esas trabas ni las muchas otras que el ayuntamiento, como embajador de los intereses económicos del mundo taurino impidieron que la actividad fuera adelante. Decenas de miembros de la Policía Nacional y Local acompañaron a los manifestantes en todo el recorrido. Pero al igual que hace unas semanas en la multitudinaria manifestación de Barcelona no se produjo ningún incidente y se dio una perfecta armonía entre el ambiente reivindicativo y el festivo lo que animó enormemente a los participantes. Durante todo el recorrido no cesó de cantarse el lema “Toros sí, toreros no”. Ese fue el lema más repetido pero no faltaron consignas como “Derechos ya para los animales” o “La tortura no es arte ni cultura”. La animación con música y el dinamismo del grupo hizo más agradable y soportable aguantar el calor del mediodía en Pamplona y algunas recriminaciones e insultos de los aquellos que ven atacado un elemento que consideran fundamental de sus fiestas: los toros. Al fin, después de más de una hora de recorrido llegamos a la Plaza de toros de Pamplona.

 

El trabajo antitaurino en nuestro país tiene por delante una difícil tarea pero será la colaboración de todas las personas y organizaciones defensoras de los animales lo que conviertan a las corridas en una imagen del pasado. Sin esa unión, el mundo taurino seguirá cosechando victorias y aprovechará cualquier grieta que encuentre en nosotros para conseguir lo que se proponen: perpetuar la tortura. Del lado antitaurino se hace necesaria una permanente colaboración. Los que se enriquecen a costa de los animales no dudan en mover todos sus recursos para impedirnos prosperar. En Pamplona emplean a la Policía, las trabas administrativas y un sinfín de dificultades más. O con los animales o contra ellos, no hay postura intermedia. Debemos estar a la altura de las circunstancias. Los animales no nos perdonarían otra actitud.

 

Si quieres ver la web sobre este tema con fotos, video, repercusión mediática y otra información pincha aqui.

 
Pubblicato da Claudia (Nefertari77) il 17/07/2007 alle 20:18:52, in Notizie sparse, letto 1153 volte

Ciao, sono vegetariana e mi chiamo GoVeg.com
Karin Robertson, 23enne americana, ha cambiato il suo nome in quello di un sito web dedicato a chi non mangia carne.
NEW YORK - C'è chi sceglie come nome d'arte Mark Twain, chi Sofia Loren e chi GoVeg.com. Le follie della New Economy sono alle spalle, ma per Karin Robertson, un'attivista per i diritti degli animali di Norfolk, Virginia, cambiare il suo nome di battesimo in quello di un dominio Internet è sembrato un atto dovuto. Lo ha fatto, racconta all'agenzia Ap, per costringere le persone a parlare di vegetarianesimo e diritti degli animali ogni volta che tira fuori un documento. La ex Karin si è recata alla locale anagrafe e ha ottenuto il cambio del nome anche legalmente.

«NIENTE DIMINUTIVI» - Ora si chiama GoVeg.com e non provate a chiamarla «Veg» o «Dot» (il «punto» che sta prima di «com»): «Mi piace il nome intero, tutto di fila», dice questa 23enne fresca di laurea e ora educatrice per la Peta, nota organizzazione animalista. «La gente è davvero stupita. Pensa sempre che tu stia scherzando». Ma lo stratagemma per promuovere la sua crociata funziona: «Ogni volta che vado in banca, i cassieri mi raccontano qualcosa dei cibi vegetariani che hanno provato». Insomma, Karin sta pian piano vincendo la sfida, e forse potrebbe inaugurare una nuova moda. Ma per la mamma, «resterà sempre Karin. Anche se penso che abbia avuto una buona ragione per fare quello che ha fatto».
(Corriere della Sera 1 agosto 2003).

 
Pubblicato da monica il 17/07/2007 alle 15:51:47, in Notizie sparse, letto 5848 volte

La signora Stefania da anni gestisce un canile privato nel comune di Grottaferrata (Roma), che ospita piu' di 50 cani e piu' di 20 gatti, oltre ad altri animali salvati dal macello o simili.
Anni fa, in seguito a denunce di un vicino, l'ASL locale ha richiesto alla signora di regolarizzare la struttura costruendo un impianto di spurgo per le deiezioni.
Il Comune diede il permesso e un architetto si mise al lavoro, ma ci mise troppo tempo e presento' il progetto quando la giunta era nel frattempo cambiata, e quella nuova non diede piu' i permessi per la costruzione dell'impianto.
Cosi' inizio' una sorta di "guerra" tra il Comune e il canile. Nel rifugio gli animali erano trattati con amore e le strutture erano ben costruite, con ampi spazi, i cani sono sempre stati nutriti, curati e tenuti benissimo.

 


La situazione di non regolarita' e' poi andata avanti negli anni senza che nessuno intervenisse per dare la possibilita' alla signora Stefania di regolarizzare il rifugio. In seguito poi a varie interferenze negative, da parte di una funzionaria del Comune e di una veterinaria non proprio animalista, siamo ora nella situazione in cui i cani sono stati sequestrati, con la forza e la prevaricazione, pochi giorni fa, il 13 luglio 2007.
L'appello di Lorenzo, volontario del canile che ha segnalato questa situazione e' questo: Io ho assistito a tutta la scena e vi assicuro che e' stato terribile, uno spiegamento di forze dell'ordine esagerato ed un trattamento violento e con poco rispetto per una signora sola, con due bimbi piccoli.
Hanno circondato Stefania e attaccata da tutti i lati nemmeno fosse una terrorista o una criminale incallita!!! DOBBIAMO FARE QUALCOSA!!!
Ma siamo soli, non abbiamo appoggi o conoscenze e siamo rimasti anche senza avvocato! E ora sono a rischio anche gli altri animali: 2 maialine, un ariete, una agnellina, una capretta e due bufaletti!!! AIUTATECI!!! DATECI TUTTO L'APPOGGIO DI CUI SIETE IN GRADO!
Contattateci per fornirci aiuti, consigli, nominativi utili o anche solo per una chiamata di conforto... la signora Stefania e' a pezzi!!!
Togliendole i cani gli hanno tolto la vita!!! Cio' di cui abbiamo immediato bisogno e':
- Un avvocato combattivo, possibilmente animalista o che appoggi con fervore cause di questo tipo.
- Persone, rifugi, strutture che possano prendere da loro qualche cane... anche uno solo!
  Magari anche temporaneamente... siamo disposti anche ad intestarli a nostro nome ma ci serve un posto dove tenerli!
- Una grossa protesta via mail verso gli indirizzi che indichiamo piu' oltre.
Non chiediamo soldi, perche' non lo abbiamo mai fatto... quello che vogliamo e' tirar fuori i cani e non darla vinta alle istituzioni!
CONTATTI E INFO:

Stefania 392 0138337

Per la protesta, scriviamo al sindaco, ai vari assessori, e alla veterinaria sopra citata: Sindaco@comune.grottaferrata.roma.it,
Ass.bilancio@comune.grottaferrata.roma.it,
Ass.urbanistica@comune.grottaferrata.roma.it,
Ass.llpp@comune.grottaferrata.roma.it,
Ass.cultura@comune.grottaferrata.roma.it,
Ass.commercio@comune.grottaferrata.roma.it,
Ass.sanita@comune.grottaferrata.roma.it,
Pre.consiglio.comunale@comune.grottaferrata.roma.it,
Seg.generale@comune.grottaferrata.roma.it,
Res.urbanistica@comune.grottaferrata.roma.it,
Res.llpp@comune.grottaferrata.roma.it,
Res.progettazione@comune.grottaferrata.roma.it,
Res.socioculturale@comune.grottaferrata.roma.it,
carladebenedictis@interfee.it



NB: se qualcuno di questi indirizzi vi "risputa" indietro un messaggio di errore, non vi preoccupate, significa solo che quella mailbox e' piena (di proteste...)!
Per favore, scrivete un messaggio di vostro pugno, senza insulti e offese, chiedendo che la signora Stefania venga aiutata e non tormentata, e che le restituiscano i suoi cani e la aiutino a regolarizzare il rifugio anziche' creare problemi e basta...
Per maggiori informazioni: http://animal-generation.blogspot.com

 
Pubblicato da monica il 16/07/2007 alle 15:09:05, in Notizie sparse, letto 1031 volte

 

    di Silvia Fiumarola  -La Repubblica-                                                                              

                                                                                    "Prima regola del marketing, non uccidere il cliente". Partendo da questo principio pratico, Don Henderson (Greg Kinnear), executive manager della Mickey's Food Restaurants, popolare catena di fast food, lascia il suo ufficio per capire cosa succede in California, negli stabilimenti dove si produce il suo hamburger. Nella carne sono capitate sostanze tossiche: per la precisione, feci. È un viaggio nell'orrore e nel potere delle industrie alimentari Fast food nation il film del regista indipendente Richard Linklater, tratto dal libro inchiesta di Eric Schlosser, dal 20 nelle sale.
Presentato in concorso a Cannes nel 2006, dove suscitò grandi dibattiti, è interpretato da un cast di attori (Bruce Willis, Patricia Arquette, Ethan Hawke la reginetta del pop Avril Lavigne, Greg Kinnear, Catalina Sandino Moreno), schierati contro un sistema che seduce i giovani e procura guai alla salute. "Bisogna guardare in faccia la realtà, ci fanno mangiare la merda" dice uno dei protagonisti del film.
Un viaggio nelle industrie mattatoio, altra faccia dell'America senza scrupoli, in cui la carne da macello è anche quella dei messicani clandestini (teorizzano i manager: "Guadagnano qui in un giorno quello che in Messico guadagnerebbero in un mese)" sfruttati nelle aziende che forniscono carne ai fast food. Ma non c'è riscatto: i giovani americani decisi a cambiare le cose sono rivoluzionari velleitari che coltivano ideali senza rischi, come quello di spalancare le porte dei macelli a patto che il gesto non venga considerato, però, atto terroristico. Henderson scoprirà che le feci possono finire in un hamburger "perché è un incidente di percorso quando gli intestini degli animali non vengono liberati bene dalle carcasse". Linklater ha raccontato più volte che "le industrie Usa dei fast food sono intervenute a vari livelli contro il film. Volevano controllare le immagini che stavamo girando. Non erano contente".
Ma a differenza di Michael Moore o di Morgan Spurlock, autore di Super size me, altro durissimo atto d'accusa contro i fast food, non ha scelto la strada del documentario: "Quando ho incontrato Schlosser gli ho chiesto se pensasse a un documentario. Mi ha raccontato le storie di persone che vivono in quel mondo, così abbiamo immaginato una fiction". Come tanti film d'autore, da America oggi a Magnolia, anche Fast food nation è costruito con le storie che s'intrecciano. Il finale fa passare la voglia di mangiare carne anche al più fanatico dei carnivori: le scene terribili, delle uccisioni di centinaia di buoi terrorizzati, non si dimenticano.
"Fast Food Nation negli Stati Uniti è stato il primo libro a parlare di certi temi" spiega Schlosser "oggi molti possono vedere la realtà dell'industria dei fast food in un altro modo". "Il fast food" osserva Linklater "è un sistema interessante dal punto di vista socio economico culturale, ma anche antropologico.
L'imballaggio industriale e il lavoro che c'è intorno mi affascinava.
Ma ho girato il film soprattutto per scoprire cosa c'è dietro". (16 luglio 2007)

http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/spettacoli_e_cultura/fast-food-nation/fast-food-nation/fast-food-nation.html

 
Pubblicato da chiara il 12/07/2007 alle 20:50:25, in Notizie sparse, letto 1109 volte

Roma, trovato un gatto mutilato da una tagliola. Il piccolo felino, che era in un garage condominiale nel quartiere Trionfale, a prima vista appariva come fosse dotato di protesi alle zampe anteriori per l’atipico modo di muoversi. A un controllo più accurato, è risultato evidente che l’animale si poggiava su due moncherini. Portato di urgenza all’ospedale veterinario della Ausl RM/D, dove è stato visitato dai veterinari rimasti esterrefatti, l’animale ha dato prova di una grande capacità di recupero. Le lesioni sono state evidentemente causate molto probabilmente da una tagliola che ha amputato di netto le zampe anteriori, ma il gatto è fortunosamente riuscito a cavarsela nonostante il trauma fortissimo subito.

Claudio Locuratolo ha dichiarato: “Dopo lo sconcerto per la scoperta di una crudeltà di questa portata, ingiustificabile e orribile, ci si chiede come sia possibile l’uso di uno strumento così pericoloso oltre che illegale – deprecabile sempre e comunque – anche in un centro abitato, dove il rischio non è solo per gli animali, ma anche per le persone, in particolare per i bambini”. Le Guardie zoofile stanno continuando le indagini in questi giorni, per tentare di individuare il responsabile che ha predisposto la tagliola; in base all'articolo 544 ter del Codice penale rischia fino ad un anno di reclusione e 15.000 euro di multa. Ovviamente il gatto, che è un maschio di colore rosso, già sterilizzato e buonissimo, non può rimanere in strada; per ora è stato affidato alle cure dei volontari del Canile Comunale.

 
Pubblicato da Lidio il 11/07/2007 alle 23:44:31, in Notizie sparse, letto 1646 volte
La registrazione audio del dibattito alla Sapienza...La registrazione AUDIO del dibattito tenutosi alla Facoltà di Giusrisprudenza sulla proposta di legge 2157.

Sono intervenuti, nell'ordine, Italia Bianco (rappresentante della Facoltà di Giusrisprudenza alla Sapienza di Roma), Massimo Tettamanti (I-CARE Europe - Progetto nazionale per la riabilitazione degli animali da laboratorio), Gianluca Felicetti (presidente LAV), Roberta Bartocci (biologa, Resp.le Nazionale LAV Settori Vegetarismo e Vivisezione). Fra gli animalisti che avversano la pdl hanno preso la parola Aurelio Melone (Blocco Animalista) e una rappresentante della federazione romana del Gruppo Bairo Onlus. Successissivamente vi sono stati interventi di altri partecipanti.
 
Pubblicato da chiara il 10/07/2007 alle 22:30:57, in Notizie sparse, letto 1073 volte

Vi incollo la recensione dell'horror movie che uscirà presto anche in Italia...

"Protagoniste di Black Sheep, lo dice il titolo inequivocabile, le pecore, in voce e corpo. Pecore bianche ma nerissime nell’anima, che un esperimento genetico trasforma in massa assassina, mannara, zombie all’attacco degli umani a loro volta mutanti in una nuova specie. Colpevole, l’avidità di qualche scienziato e speculatore terriero che vorrebbe rendere quelle magnifiche lande verdi spazi appetibili a clienti stranieri, soprattutto asiatici. Alla base - nel prologo che mette in campo il presagio, l’attesa di un evento tragico che dovrà poi attendere quindici anni, ovvero il tempo di una didascalia, per manifestarsi in tutta la sua follia - c’è una tragedia che ha colpito, in una fattoria nella campagna neozelandese, la famiglia di Henry, rimasto da quel momento traumatizzato dalle pecore. Una vera e propria fobia.



Le pecore sono ovunque, presenza che invade le inquadrature: con un belato premonitore, in transito nelle valli, uccise per destinazioni domestiche culinarie, usate le loro pelli e carcasse come trofei alle pareti o come abito per giochi spaventosi dai due fratelli adolescenti… Poche scene, depistanti, per introdurre la tensione horror, e nulla in confronto all’uso sadico che ne faranno i due scienziati: scuoiate, sventrate e lasciate ancora in vita, appese a travi e innestate con ogni sorta di fili al fine di generare una nuova forma di super-pecora geneticamente modificata… E che Henry, rientrato al villaggio per regolare i conti con il fratello cinico (è lui il responsabile di tutta l’operazione), dovrà affrontare, insieme a una giovane attivista ecologica, a un guardiano del posto e a un’anziana e deliziosa vecchietta la cui vita è stata anche per lei segnata dalla presenza di quegli animali…"

Ora, che sia giusto ribaltare finalmente i ruoli non lo mettiamo in dubbio, anche se a ValleVegan il ribaltamento dei ruoli lascerebbe intatte le cose; insomma, vedere carnivori sbranati da pecore ci fa sorridere un pò tutti! Il punto è che, nonostante il film tratti in primis il tema degli esperimenti genetici e dei tragici errori che potrebbero susseguirne, il suddetto potrebbe, a livello inconscio, scatenare una specie di intolleranza verso questi splendidi ovini, che oltretutto, in Nuova Zelanda ed Australia, sono già stati privati dei propri "diritti naturali"(NB), sfruttate e torturate per il commercio della lana merinos. Non vorrei però dare ulteriori giudizi prima di aver visto il film, che per ora è disponibile solo in lingua inglese. Vi allego comunque il sito ufficiale del film ( http://www.blacksheep-themovie.com/) e il video (per stomaci forti) presente su Youtube sulla pratica usata per produrre lana merinos ( http://www.youtube.com/watch?v=gR-x1-xEg0U )

 

Da http://www.sentieriselvaggi.it/articolo.asp?sez0=3&sez1=33&art=22107

 
Pubblicato da Piero il 10/07/2007 alle 18:22:43, in Notizie sparse, letto 2409 volte

 
Pubblicato da Piero il 09/07/2007 alle 18:20:37, in Notizie sparse, letto 1110 volte



VIETATI ALLA CACCIA 14 VALICHI MONTANI

COMUNICATO STAMPA
Milano - Brescia 9 luglio 2007

Con una importantissima decisione il Tribunale Amministrativo Regionale di Brescia ha accolto un ricorso presentato dalla Lega per l'Abolizione della Caccia contro l'Amministrazione Provinciale di Brescia per ottenere l'annullamento del silenzio creatosi dopo che l'associazione aveva richiesto l'inserimento di alcuni valichi montani tra le zone vietate alla caccia (in poche parole, la Provincia non aveva risposto adeguatamente).

 



La LAC aveva infatti rilevato che le zone protette dalla Provincia non corrispondevano a quelle piu' importanti per i flussi migratori, che devono essere tutelate secondo il dettame della legge nazionale sulla caccia e della Direttiva comunitaria sulla protezione degli uccelli selvatici.
Gli ambientalisti, difesi dagli Avvocati Claudio Linzola del Foro di Milano e Luisella Savoldi del Foro di Brescia, hanno convinto i giudici che le norme a difesa della fauna e dell'ambiente possono e devono essere interpretate in modo dinamico, e adattate alle situazioni che si creano
dopo l'emergere di nuovi dati scientfici.


In questo caso, dichiara Graziella Zavalloni, delegata regionale LAC, il TAR ha riconosciuto la titolarita' della LAC, in quanto associazione riconosciuta dal Governo e portatrice di interessi diffusi, a proporre
la revisione delle zone di particolare importanza per le rotte migratorie
alla luce di dati e studi recenti e adeguatamente prodotti.
La Provincia invece si e' celata dietro retrive considerazioni
legali, spazzate via dal Tribunale, sull'impossiblita' a rivedere norme
ormai codificate, e dichiarazioni "svianti" come la preoccupazione
di una eccessiva riduzione delle zone di caccia in montagna, il che non e'
certo nell'interesse generale, ma solo in quello della particolare
minoranza, i cacciatori, a cui l'assessorato Caccia locale si rivolge
preferibilmente, in un'ottica clientelare e demagogica.

Invece, recita la sentenza: "Sulla base degli elementi forniti
dalla LAC la Provincia era tenuta a iniziare il procedimento di revisione del piano
faunistico venatorio provinciale. Questo atteggiamento negativo deve
essere qualificato come silenzio rispetto a un'istanza qualificata e
dunque appare corretta la proposizione di un ricorso".

Di conseguenza, il TAR ha dato alla Provincia un mese di tempo per
iniziare un itinerario normativo che dovra' comunque concludersi entro
l'inizio della stagione di caccia (16 settembre) con la inequivoca messa al bando
dell'attivita' venatoria dalle zone montane particolarmente
interessate dai flussi migratori.



La sentenza puo' essere richiesta alla
LAC - Via Solari 40
20144 Milano
tel. 0247711806
www.abolizionecaccia.it

 
Pubblicato da Lidio il 09/07/2007 alle 14:54:59, in Notizie sparse, letto 1201 volte
Proposta di legge 2157 sulla sperimentazione animale: il dibattito di Roma sarà l'11 luglio prossimo alla Sapienza, ore 17 in punto, aula Calasso, Facoltà di Giurisprudenza.
 
Contrariamente a quanto annunciato precedentemente, la sala è assai capiente (oltre 200 posti), quindi vi esortiamo a diffondere quanto più possibile questa notizia e far partecipare attivisti!
 
Interverrà Massimo Tettamanti (I-CARE Europe - Progetto nazionale per la riabilitazione degli animali da laboratorio) che è disponibile ad un chiarimento sui punti contestati dalle associazioni che non approvano questa pdl (maggiori informazioni su http://www.novivisezione.org/info/nuova_116.htm).
 
Lo scopo è quello di rispondere punto per punto ai contenuti del volantino firmato Equivita, Animalisti Italiani, UNA, Movimento Antispecista, ENPA, volantino con il quale queste associazioni avversano la pdl e i cui responsabili hanno dichiarato ufficialmente di NON voler partecipare ad alcun dibattito.
 
Si raccomanda la massima puntualita'!
 
Grazie a tutti per la partecipazione,
Massimo Tettamanti, Marina Berati
 
 
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