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Vaccinare un animale "domestico": è necessario?
 Sempre, bisogna pensare all'individuo di cui ci prendiamo cura
 Solo per i cuccioli, sono troppo deboli e senza intervento esterno rischiano di morire. Da adulti se la cavano
 Mai, i vaccini sono testati su molti altri animali e per salvarne uno se ne condannano molti altri
 No, non servono anche perchè la natura deve fare il suo corso
 Non so, non escludo la vaccinazione ma valuto di volta in volta

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Pubblicato da Piero il 28/08/2007 alle 22:11:49, in Notizie sparse, letto 1603 volte
Era il padre dell'antivivisezione. E’ morto lunedì mattina nella sua casa di Massagno sul lago di Lugano in Svizzera Hans Ruesch. Aveva 94 anni. Nato a Napoli nel maggio 1913. Entrambi i genitori erano di nazionalità elvetica, figli di industriali svizzeri stabilitisi a Napoli. La madre Ginevra, figlia di Filippo Büchy del cantone di Argovia, si era italianizzata, il padre era rimasto svizzero e aveva prontamente iscritto il figlio al consolato svizzero di Napoli, il che faceva di Hans fin dalla nascita un cittadino svizzero a tutti gli effetti, secondo un accordo vigente tra i due Paesi. Dopo aver frequentato le scuole a Napoli fino all'età di 12 anni, Hans è stato mandato in patria a finire i suoi studi, sia nella Svizzera francese che in quella tedesca, diventando così poliglotta (multilingue). Dopo un interludio di 8 anni, in cui ha scorrazzato per tutta l'Europa e l'Africa (Tripolitania e Africa del Sud) e si è impegnato nella sua passione giovanile per le gare automobilistiche di Formula 1 dove ha corso anche per la Scuderia Ferrari, nell'ottobre del '38 emigrò negli Stati Uniti, per proseguirvi una carriera letteraria da lui già iniziata al tempo delle corse. Difatti nel 1937 era apparso in Svizzera il suo primo romanzo, scritto in tedesco, proprio sulle corse d'auto. Romanzo da lui stesso tradotto in inglese alcuni anni dopo e nel 1953 portato sullo schermo da Darryl Zanuck della Twentieth Century Fox con Kirk Douglas nel ruolo del protagonista. Il titolo americano del film fu The Racers, in Italia Destino sull'asfalto. Subito dopo la guerra è ritornato in Europa, sbarcando nel gennaio del 1946 nella sua città natale devastata dai bombardamenti alleati, nel periodo in cui alcuni anni più tardi ambienterà il suo I mammà e papà. Questo romanzo, da lui prima scritto in inglese, era poi stato dall'autore stesso tradotto in italiano. Ma nel frattempo, nel1950, era apparso negli Stati Uniti il suo primo bestseller, TOP OF THE WORLD; noto in Italia come Paese dalle ombre lunghe, portato sullo schermo dieci anni dopo col titolo Ombre Bianche e con Anthony Quinn nel ruolo dell'eschimese. Dopo aver pubblicato ancora Paese dalle ombre corte, Partita di Caccia, Com'esser poveri, I mammà e papà e Ritorno alle ombre lunghe , tutti scritti dapprima in inglese e poi da lui stesso tradotti in italiano, smise di scrivere romanzi per dedicarsi interamente alla lotta contro la truffa della vivisezione, condotta sotto il pretesto della ricerca medica. Avendo anche già studiato medicina per anni e curato per una casa editrice una collana medica denominata “I manuali della salute”, è convinto, come tanti altri, che la vivisezione non è altro che una lucrosissima truffa, finalizzata a una continua raccolta d'ingenti fondi per una presunta “ricerca medica” da molti medici considerata non solo inutile ma fuorviante. Tanto è vero che le malattie tuttora nominate come le principali cause di morte — cancro, diabete, mali cardio-circolatori — non sono sparite, ma sono aumentate da quando è stata introdotta la vivisezione come unico mezzo di “ricerca medica”. Queste idee, esposte in Imperatrice nuda, il primo libro che Hans Ruesch ha scritto fin dall'inizio direttamente in italiano, suscitando scandalo in Italia al suo apparire nel gennaio 1976, segnò anche la fine della carriera letteraria di questo autore fuori dagli schemi. Allora ebbe inizio il suo pellegrinaggio da un tribunale all'altro in vari paesi, trascinatovi non apertamente dall'industria farmaceutica come taluni logicamente assumono, ma al contrario da finti alleati. E' questo il soggetto del suo successivo libro, intitolato I falsari della Giustizia , che verrà presto pubblicato. Ma intanto la Prentice Hall, la primaria casa americana di opere didattiche, ha pubblicato nel 2003 una nuova antologia di quasi 800 pagine, destinata all'insegnamento universitario e intitolata Dal passato al presente: idee che hanno cambiato il nostro mondo. Tra i 73 autori di cui sono citati ampi stralci figura anche Hans Ruesch . Per quale opera? Per quella che finora era stata la più soppressa in tutti i 9 paesi in cui era apparsa: Imperatrice Nuda. Nonostante la lunga malattia che lo ha portato alla morte, Ruesch è riuscito a portare a termine, alla fine del 2006, l’ultimo suo libro, Le figlie dell’Imperatrice, ideale continuazione di Imperatrice Nuda e suo testamento spirituale. Su Ruesh, negli anni scorsi, sono usciti due libri-intervista: nel 2005 La medicina smascherata del prof. Marco Memone Capria e, recentemente, di Luca Delli Carri, un’intervista legata alla ripubblicazione de Il Numero Uno per Fucina Editore, in cui il “grande vecchio” racconta la sua vita. ......................................................... Fonte: tgcom, http://www.tgcom.mediaset.it/libri/articoli/articolo376997.shtml
 
Pubblicato da chiara il 25/08/2007 alle 20:06:25, in Notizie sparse, letto 3316 volte

Dal 27 al 30 agosto ad Arezzo si tiene la European Conference on Visual Perception (ECVP 2007), un appuntamento annuale molto importante per il mondo della ricerca sull'apparato visivo.
Quello che forse non tutti sanno e' che molta di questa ricerca viene portata avanti a scapito degli animali imprigionati e torturati nei laboratori. In particolare quello che ci fa porre attenzione su questo appuntamento e' che tra gli organizzatori, nel comitato scientifico, siede una particolare dottoressa che qui chiameremo A. A.


Questa giovane ed ambiziosa ricercatrice, laureatasi alla Sapienza di Roma si e' poi spostata a lavorare presso la Utah University, negli Stati Uniti, dove dirige un laboratorio di oftalmologia. Il suo lavoro consiste nel piantare elettrodi nel cervello di macachi e marmoset monkeys per studiare la corteccia visiva del loro cervello. ricerche particolarmente dolorose ed invasive, spesso di lunga durata e con enormi sofferenze per le sue vittime.

Nello Utah esiste una campagna denominata UtahPrimateFreedom, che cerca di far cambiare lavoro a tutti i vivisettori di primati dell'universita'. Con proteste settimanali davanti alle loro case, davanti alle loro conferenze e all'universita', gli attivisti della campagna stanno finalmente dando cio' che si meritano a questi ignobili torturatori. Uno di loro ha cambiato lavoro e adesso gli obiettivi della campagna sono solamente 3 vivisettori, tra cui l'ambiziosa italiana A. A. (per info: www.utahprimatefreedom.com ).


Forse spera di venire in Italia per una vacanza, per dimenticare le proteste, ma si sbaglia di grosso!
A darle il benvenuto ci penseranno attivisti che non hanno timore di dire in faccia ai torturatori quello che si meritano.
Cara A. A., ovunque ti muovi qualcuno sapra' dire cosa pensa del tuo lavoro da aguzzina...


Appuntamento per un presidio di accoglienza:

Martedi' 28 agosto - ore 8.00
Centro Affari e Convegni
via Spallanzani 23, Arezzo.

A seguire nella giornata si terranno altre proteste contro la vivisezione, davanti a laboratori e siti produttivi della multinazionale Novartis a Siena; ricordiamo che Novartis e' tra i principali clienti del piu' grande laboratorio di vivisezione in Europa, Huntingdon Life Sciences (per info: www.stophls.net ).
Questi gli appuntamenti:

Ore 12.00 - Novartis vaccines
Via Fiorentina 1, Siena

Ore 16.00 - Novartis Vaccines
Loc. bellaria, Rosia (Siena)

Per chi volesse far sapere agli organizzatori di ECVP2007 che i torturatori non sono ben accetti, questi sono alcuni dei recapiti e-mail. Scrivete anche poche righe in cui dite che non volete vivisettori come la
 A. A. in questi convegni:

info@ecvp2007.org , stefano@ecvp2007.org , francesca@ecvp2007.org , press@ecvp2007.org , aisv@ecvp2007.org , info@cpsarezzo.it


Per info:
Laboratorio Antispecista
Via De Predis 9 20155 Milano
laboratorioantispecista@yahoo.it
Infoline: 340-6368139

Fonte: Laboratorio Antispecista

 
Pubblicato da Piero il 25/08/2007 alle 12:04:34, in Notizie sparse, letto 1411 volte

 

Anche quest'anno si terrà un INCONTRO NAZIONALE PER LA LIBERAZIONE ANIMALE, momento che crediamo sia molto importante per un movimento che lotta contro lo sfruttamento dei viventi non umani.

 

Riteniamo gli animali singoli esseri senzienti, ognuno capace di provare emozioni e sentimenti propri.

 

Contrapposto ad una visione specista tipica della nostra società, viviamo l'antispecismo come diretta conseguenza di quello che siamo realmente: persone che si oppongono a qualsiasi forma di sopraffazione e prepotenza, estendendo semplicemente questo concetto anche agli animali.

 

Parliamo di liberazione animale e non di diritti per gli animali. L'assegnazione di particolari benefici presuppone che vi sia qualcuno a concederli. Quando si parla di diritti animali è altrettanto ovvio che ad accordare questi diritti siano gli umani.
La nostra volontà è quella di vedere semplicemente gli animali liberi da qualunque forma di sfruttamento, sia esso l'orrore degli allevamenti o il vincolo di proprietà, esempi diversi ma simbolo entrambi di come le presunte esigenze di una specie, la nostra, possano stravolgere la vita delle altre.

 

Se si vuole lottare per un cambiamento bisogna agire, se vedendo certe cose si chiudono gli occhi si è inevitabilmente complici di ciò che si è visto.
E' con questo spirito che pensiamo debba svolgersi l'incontro di quest'anno, scegliendo ancora una volta un percorso di lotta che parta dal basso, autogestito e determinato.
Come i precedenti vuole essere un momento in cui unire la teoria alla pratica, per questo vi saranno workshop accanto a discussioni e dibattiti. Il tutto per cercare di migliorare, analizzando le strategie e le esperienze passate, esponendo critiche propositive e consigli.
Parlando assieme dei risultati che si vogliono raggiungere e del modo più efficace per ottenerli. Perché siamo convinti che la condivisione non possa che farci crescere.
Ma l'incontro sarà anche una possibilità per conoscersi e passare assieme momenti di vita quotidiani, lontano dallo stress caotico delle città, immersi nel verde di un luogo incantevole.

 

Speriamo che chiunque partecipi esca da questi giorni motivato, convinto, come noi, che la volontà anche solo di un singolo possa molto se si trasforma in attivismo, in azione.
E speriamo anche che nascano le circostanze affinché si allarghi la rete di gruppi locali, a supporto della campagne nazionali ma attivi anche sul proprio territorio, per contrastare il mondo dello sfruttamento animale in maniera sempre più incisiva.
Abbiamo visto dagli anni scorsi che ciò è possibile.

 

Per iniziare a gettare i semi di quelle che saranno le radici di un cambiamento futuro. Che però deve iniziare ora.

 

Per ogni altra informazione:

www.incontro2007.tk

 
Pubblicato da Piero il 24/08/2007 alle 13:34:35, in Notizie sparse, letto 1101 volte

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Clicca sulla pagina myspace:

 

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www.myspace.com/vallevegan

 

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Fanatics!   : - )

 

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NonUfficiale.

 
Pubblicato da Piero il 22/08/2007 alle 09:57:22, in Diario di ValleVegan, letto 1626 volte

 

Aggiornamento fotografico continuo. Clicca per vedere foto inedite di "ValleVegan in questi giorni"... 

 

Francisco de Lisboa, a dar uma volta pelos montes (autor das fotos) -- Francisco di Lisbona, a passeggiare per i monti (autore delle foto)

 

 
Pubblicato da Piero il 20/08/2007 alle 09:38:00, in Notizie sparse, letto 1365 volte

Un nuovo studio recentemente pubblicato sull'American Journal of Epidemiology conferma quanto già descritto da precedenti autori, e cioè che il consumo di latticini risulta correlato con un aumento del rischio di sviluppare la Malattia di Parkinson.

I ricercatori hanno valutato prospetticamente l'associazione tra assunzione di latticini e questo rischio in 388 uomini e donne che hanno sviluppato la Malattia di Parkinson durante la loro partecipazione all'American Cancer Society’s Cancer Prevention Study II. I risultati dimostrano che con l'aumento del consumo di latticini, aumenta il rischio di sviluppare la malattia. In particolare, tra quelli che consumavano il maggior quantitativo di latticini, il rischio aumentava del 70%.

Fonti

Chen H, O’Reilly E, McCullough ML, Rodriguez C, et al. Consumption of Dairy Products and Risk of Parkinson’s Disease. Am J Epidemiol. 2007;165:998-1006.

Park M, Ross GW, Petrovitch H, White LR, Masaki KH, Nelson JS, Tanner CM, Curb JD, Blanchette PL, Abbott RD. Consumption of milk and calcium in midlife and the future risk of Parkinson disease. Neurology. 2005 Mar 22;64(6):1047-51.

 
Pubblicato da chiara il 19/08/2007 alle 00:12:09, in Notizie sparse, letto 8454 volte

MESSAGGIO ANONIMO RICEVUTO DALLA RIVISTA LA NEMESI

31 luglio 2007 Lomazzo (Como)
- notte di luna piena -

Gabbie su gabbie, prigionia che finisce nei ganci di un macello, con la gola tagliata; migliaia di individui ammassati e spersonalizzati, senza la possibilita' di compiere anche i minimi gesti naturali di un animale; zampe che non toccano    mai l'erba, occhi che non vedono mai il sole e non conoscono l'esistenza del buio, solo costante luce artificiale…


Cosi' e' la vita per migliaia di conigli, prigionieri di un aguzzino di Lomazzo, stipati in tre capannoni.



Salvare la vita ad un numero piu' alto di animali e infliggere un notevole danno all'allevatore era la nostra missione di questa notte.
Segando le sbarre di una finestra siamo penetrati in uno dei capannoni, abbiamo segato anche il chiavistello e aperto la porta sul retro. In questo modo il nostro lavoro non e' stato disturbato dalla vigilanza. Con l'aiuto di scatole abbiamo portato via da questo inferno 200 conigli adesso liberi. Una volta portati in salvo questi siamo passati alla seconda fase del lavoro: aprire tutte le gabbie, portare quanti piu' conigli nei campi adiacenti e sfasciare le gabbie.
Alla fine quasi duemila conigli hanno passato la notte (e forse tutto il giorno o, chissa'…tutta la vita) nell'erba, saltellando e giocando, e le loro gabbie sono state distrutte, sperando che non ci debbano piu' ritornare.
E' poi comparsa una scritta "abbiamo preferito la liberta'" - i conigli -, chiudi - aguzzini - non avrete piu' pace.

Le condizioni di questo allevamento sono inquietanti, con le gabbie completamente coperte dai peli e dalla sporcizia.
Molti conigli sono stati trovati morti, altri senza le orecchie o malformati, uno paralizzato.

A questi splendidi animali basta un riparo, un po' d'erba e di acqua.
Nonostante cio' che si pensi di questa specie, i conigli possono rendersi indipendenti dall'uomo e riadattarsi a una vita selvatica.
Vederli liberi e felici ci riempie il cuore e ci spinge a lottare ancora per salvarne altri, ostacolando il genocidio quotidiano dell'industria produttrice di esseri viventi chiamati carne.

Azioni come questa sono possibili.
Niente deve fermarci dall'aprire le gabbie, e niente ci fermera'.

 

Le informazioni qui riportate sono a solo scopo informativo e possono essere incomplete, non si intende incitare ne' azioni ne' comportamenti illegali.

 
Pubblicato da Piero il 17/08/2007 alle 21:33:17, in Notizie sparse, letto 1061 volte

Disturbo Venatorio. Domenica 16/9. All'alba. Litorale romano.

 

............e i cacciatori fuggono...

 

 
Pubblicato da Lidio il 16/08/2007 alle 16:09:33, in Diario di ValleVegan, letto 1430 volte
Sul nostro sito è stato aperto un nuovo forum nella sezione "animalismo". Si chiama "Come fare per..." e vuole essere uno scambio di idee e di informazioni suddivise ordinatamente per ogni animale con il quale si entra in contatto. L'idea mi è venuta leggendo e partecipando al dialgo avvenuto fra i commenti sul blog relativi a Spisa, la porcellona d'india intraprendente. Ogni iscritto può creare una nuova discussione (io per intanto ne ho create due: porcellini d'india e maiali). Lidio
 
Pubblicato da Piero il 16/08/2007 alle 10:37:42, in Notizie sparse, letto 1170 volte

BURTON rinuncia agli inserti di pelliccia!

Sempre più marchi lasciano questo mercato.


La Burton Snowboard (marchio di abbigliamento tecnico sportivo) ha deciso di sostituire gli inserti di pelliccia vera con quella sintetica dopo soli 2 mesi di campagna di boicottaggio lanciata da PETA.


Grazie a messaggi arrivati da tutto il mondo adesso lo sport estremo e' completamente fur-free, visto che gli altri marchi gia' non utilizzavano pellicce vere.

 

Fonte:

www.campagnaaip.net 

...

 

 
Pubblicato da Piero il 15/08/2007 alle 09:57:41, in Notizie sparse, letto 1138 volte

Meeting e raduno internazionale contro l’alimentazione di derivazione animale
PARMA (Italy) 5-8 maggio 2008

noanimalcibus
-
videoclip: The Big Bang in the food

Si vorrebbe tentare una iniziativa di respiro mondiale sul DRAMMA DEL DANNO generato dall'alimentazione di derivazione animale. Un incontro BIG BANG a Parma e in rete con una proposta dirompente contro il consumo di carni, gli allevamenti intensivi, i prodotti di derivazione animale, la caccia, la vivisezione, la manipolazione genetica intraspecie. Un progetto in divenire, aperto sul web, una iniziativa di protesta e di proposta culturale. Vorremmo che ogni persona, ogni gruppo sensibile a questo tema si possa impegnare e contribuisca con la propria creatività a sensibilizzare l’umanità su questo problema che ha invaso le menti e i cuori di consumatori, messi nell’ignoranza, spesso inconsapevoli, o che rimuovono per il piacere della gola, la vergogna di questo consumo.

Una operazione nella città di PARMA con dibattiti, convegni, incontri con le scuole, arte, teatro, cinema, musica, editoria, stand e gastronomia in concomitanza con CIBUS, la Fiera Internazionale dell’alimentazione (dal 5 all'8 maggio 2008). Una iniziativa da sviluppare anche in rete in tutti i modi possibili. Si vorrebbe rendere consapevoli coloro che non lo sono o non vogliono esserlo. Si vorrebbe coinvolgere tutti anche chi pur sensibile a questo tema non è coerente nei consumi.
La insopportabile violenza sulle forme di vita, sugli animali; i disastri ambientali, sulla salute, sull’economia, sui popoli più poveri generati da questo sistema alimentare sono sotto gli occhi di tutti e scientificamente provati. Tacere è divenire consenzienti. Partecipare e condividere questa tavola è un crimine contro la vita, contro l’umanità.

VOGLIAMO UN CONFRONTO APERTO CON I VERTICI DELL’ALIMENTAZIONE MONDIALE!

N.A.C è un progetto che nasce dalla volontà di dar vita a un gruppo di cittadini volontari che siano in grado di mettere a disposizione un sistema organizzato locale e in rete per dar voce (troppo spesso tenuta latente dai media e soffocata dagli interessi economici), alla ormai manifesta sensibilità dei popoli del mondo che bandiscono la violenza…Partendo proprio dal cibus quotidiano! Si vorrebbe toccare la sensibilità di tutti, di tutti! Proponiamo alle molteplici associazioni impegnate di volerci essere, di volerci provare, di voler tentare ancora una volta di ritrovarsi insieme per rompere il muro dell’omertà, dell’ignoranza, dell’insensibilità, della banalità giustificatoria. Il mondo politico, amministrativo, educativo, sanitario, la classe dirigente hanno grandi responsabilità e potere nel coltivare ambienti e contesti consapevoli, responsabili e eticamente evoluti.

 

A tutte le persone anche non vegane praticanti, chiediamo di partecipare per conoscere da vicino, per incontrare una cultura alimentare del gusto, ma non violenta. Il mondo si astenga per quattro giorni dal consumo di prodotti alimentari di derivazione animale, provi cosa significa andare a tavola e non mangiare cadaveri di animali bolliti, stagionati, alla griglia e/o i loro derivati, prodotti con la violenza quotidiana. Provate a assaporare cosa significa alimentarsi e nutrirsi senza aver distrutto la vita di nostri simili, di esseri che amano, hanno sentimenti, provano dolore, così come lo proviamo ognuno di noi esseri umani. Provate come può essere facile sostituire quegli alimenti con quelli vegetali, dai gusti infiniti; non è poi così difficile basta volontà e documentarsi. Il desiderio del piacere non può continuare a fomentare una sciagurata, gratuita violenza. Scoprirete una cucina più ricca e non violenta. Ogni persona sarà più felice e maturerà nel tempo una coscienza della gioia e una sensibilità verso tutte le forme di vita. Almeno provateci in quei quattro giorni!!

No Animal Cibus 2008, una iniziativa ora necessaria per un Big Bang epocale di rottura col passato. Ora ci sono le condizioni. E' sotto gli occhi di tutti il DANNO prodotto. Le forze popolari, culturali, associative, ong, economiche, politiche, religiose che condividono i principi della cultura vegetariana-vegana devono continuare ad agire insieme, andare oltre le divergenze, e realizzare una iniziativa irripetibile di consapevolezza e responsabilità collettiva verso un obiettivo di valore universale. Si vorrebbe far nascere un avvenimento umanitario mondiale, irripetibile, di quelli che segnano la storia, che quando avvengono sono e restano unici! Maggio 2008 deve divenire una data storica per il vegetarianesimo nel mondo. Ecco perché dobbiamo esserci tutti. "Anch'io c'ero!" Dobbiamo chiamare a Parma il mondo. Dobbiamo essere presenti in rete da ogni angolo della terra. Dobbiamo fare sentire al mondo la pressione della cultura vegetariana vegana dalla città simbolo dell'alimentare in Italia e in Europa. Non si può essere per la Pace e magiare animale, non si può pensare a nuove regole nel WTO senza interrompere la catena della vergogna alimentare, non si può pensare ai diritti umani continuando a mangiar carne.
Gli allevamenti intensivi devono essere CHIUSI, gli animali devono ritornare liberi e padroni della loro vita.

 

UN URLO DAL MONDO CONTRO I PREDATORI DELLA VITA: COME NON SI PUO’ OGGI NON DIRE CHE CHI MANGIA CARNE NON DELINQUE!

 

Finché ci sarà violenza gratuita verso le forme di vita più deboli, non può esserci che violenza tra gli uomini. (Parma, 27/07/2007)

Luigi Boschi

N.B: In attesa di aprire un sito web ad hoc e sviluppare insieme il programma, per informazioni e adesioni, per partecipare al progetto, per confronti, per proporre propri contributi culturali, organizzativi e altro scrivere a: luigiboschi@gmail.com o Skype: luigiboschi;
cell. 333 7363604.
 
Pubblicato da Lidio il 14/08/2007 alle 07:34:36, in Notizie sparse, letto 1086 volte

Da L'Espresso n. 32, del 16 agosto 2007 pag. 155:

"

I figli di donne americane che in gravidanza hanno mangiato carne bovina almeno una volta al giorno rischiano di produrre da aduliti meno spermatozoi dei figli di donne meno carnivore, con una conta spermatica che più di frequente (17,7 contro 5,7 per cento) raggiunge il limite della subfertilità.

Lo suggeriscono i dati raccolti da Shanna Swan e colleghi dell'Università di Rochester per 387 uomini nati negli Stati Uniti fra il 1949 e il 1983.

L'associazione sarebbe da attribuire agli ormoni anabolizzanti steroidei somministrati agli animali per favorirne la crescita: sembra infatti che l'esposizione a queste sostanze, in utero o durante la prima infanzia, possa promuovere alterazioni del sistema riproduttivo. Altri fattori, come lo stile di vita materno o la contaminazione con pesticidi, potrebbero però essere coinvolti: "ecco perchè bisognerebbe programmare uno studio analogo in Europa, dove gli ormoni steroidei sono vietati dal 1988", suggerisce Swan.

Anche se potrebbero esserci sorprese: la somministrazione illecita potrebbe infatti essere più difusa di quanto si crede.

"

 
Pubblicato da Piero il 13/08/2007 alle 21:20:19, in Notizie sparse, letto 1130 volte

BISTURI SPEZZATI

MOSTRA FOTOGRAFICA SULLA VIVISEZIONE

Progetto ideato e realizzato nella primavera del 2005 da Antasophia, AgireOraRoma, Emergenzanimale.

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Pannelli tematici:

1 SCIENZA E DOMINIO

2 IL METODO SPERIMENTALE

3 L'ETICA DELLA SPERIMENTAZIONE

4 LA PSICOLOGIA SPERIMENTALE

5 LA SPERIMENTAZIONE MILITARE

6 LE FRODI FARMACEUTICHE

7 LE FRODI ACCADEMICHE

 

Sia la vita umana che quella animale vengono disciplinate e razionalizzate all’interno di un nesso che non prevede un fuori possibile: il sapere è l’altra faccia del potere. La vivisezione è, in questo orizzonte, l’istanza del puro dominio sulla nuda vita. Agisce come un dispositivo, in modo razionale, crudele e spregiudicato, sulla vita ancora incolume, sul corpo immobile, provocando lo strazio della tortura, la beffa dell’utilità scientifica e la morte. Ora basta, le scuse, o spiegazioni scientifiche che dir si voglia, non reggono più.
Allestire e organizzare una mostra sulla vivisezione vuol dire per noi, studenti e studentesse, lavoratori e lavoratrici, o semplicemente uomini e donne: singolarità qualunque, porre un problema la cui risoluzione è una necessita immediata. Abbiamo scelto come sede Villa Mirafiori, che ospita la facoltà di filosofia e il corso di laurea in lingue, perché riteniamo l’università un luogo ultrasensibile a tematiche politiche, come questa, che vengono di solito marginalizzate.


Nell’era della biopolitica ciò che viene messo in questione non è più, o non soltanto, il controllo del territorio, ma il controllo della vita, come vita dell’essere vivente. È per questo che la fine delle pratiche vivisettive, riguarda ognuno di noi, tanto quanto il corpo di colui il quale sta per essere trafitto da un bisturi.

 

Visita il sito e allestisci una mostra simile:

http://www.bisturispezzati.org/

Attenzione! Immagini e testi forti!

Sito incompleto ma eventi perfettamente riusciti.

 

 
Pubblicato da Lidio il 09/08/2007 alle 21:05:03, in Notizie sparse, letto 1152 volte

clicca per vedere il servizio...


Il TG1 delle ore 20.00 di questa sera (v. data) ha mandato in onda il servizio relativo al torero portoghese, "costretto" a pagare 100 mila euro di multa per aver ammazzato un toro nell'arena.

No comment.

 
Pubblicato da Piero il 09/08/2007 alle 00:50:14, in Diario di ValleVegan, letto 1419 volte

10 agosto, notte delle stelle cadenti.

 

Scappa dai tuoi confini e vieni a Vallevegan a sdraiarti sul prato!

Al falò pensiamo noi, alla grigliata di verdure anche, alle bruschette anche, alle pannocchie la provvidenza, al vino l'uva, al rumore nessuno, a riscaldarti il bue e l'asinello, alle stelle la natura... a farti amare la vita vegana lo sguardo degli animali.

 

Gratis, come sempre. Al massimo un pò di cibo per i cuccioli.

 

Prenotazione necessaria via e-mail su attivismo@vallevegan.org o al num 329/4955244. Se non resisti tutta la notte occhi in sù, puoi portarti la tenda, l'amaca, il tappetino, il sacco a pelo. O forse ti diamo un letto.

 

Chissà, magari si realizzerà anche il tuo sogno di libertà, come lo è stato per gli animali di Vallevegan, donne e uomini inclus*...

 

Offerta valida anche per tutti gli altri giorni del mese. Autorizzazione ministeriale non richiesta non concessa. Non è gradita l'eleganza. Fosse o Cielo ca caresse 'na stella 'ncoppa a l'uommini!

 

 
Pubblicato da Lidio il 07/08/2007 alle 14:29:53, in Notizie sparse, letto 1766 volte

Clicca qui per vedere tutte le foto!



















Le FOTO del Felix Day di Roma
Il reportage fotografico della magnifica manifestazione svoltasi a Roma in Piazza Santa Maria in Trastevere con un numero di partecipanti mai visto, sia fra gli organizzatori, sia fra coloro che si sono fermati a firmare.
 
Pubblicato da Piero il 07/08/2007 alle 09:33:39, in Diario di ValleVegan, letto 1163 volte

Creato un nuovo sondaggio dal tema: -Chi beve latte di altre specie animali, contribuisce alla loro uccisione? -

Esprimete la vostra preferenza sulla home page di questo sito, in basso a sinistra. Ci sono quattro possibilità: tre per i non vegani e una per i vegani (auto-anti-democratico).

 
Pubblicato da Piero il 06/08/2007 alle 23:52:02, in Diario di ValleVegan, letto 1474 volte
...BASTIAN LIBERO!
Ecco la storia di Bastian riportata da un quotidiano di Brescia, prima di arrivare a ValleVegan: Girovagava alle 8 di sera su via Lamarmora.
Trova un maialino ma non può tenerlo:
«Bisogna salvarlo, altro che salsicce». Interviene la Lac
Potrebbe sembrare la trama di una fiaba da raccontare di sera ai bambini. O di un film come «Babe»: un maialino che si perde in città, una signora che lo trova e lo salva da una brutta fine. E si oppone anche al temporaneo trasferimento al canile municipale. Non potendo tenerlo in casa, ottiene che il maialino non finisca in pentola con le patate e neanche sia trasformato in salsicce e prosciutti. Garanzie scritte, con tanto di intervento della Lac, la Lega per l'abolizione della caccia.
Il maialino è quindi al sicuro. Ha evitato una brutta fine, quello che prevedeva il suo destino: finire su una tavola imbandita. Ma da dove sarà scappato e cosa accadrà il giorno in cui il proprietario lo rivorrà?
La vicenda si è sviluppata nella serata di lunedì quando una signora che passeggiava in via Lamarmora, a Brescia due, si è trovata davanti il lattonzolo che camminava smarrito. Un incontro decisamente insolito per chi vive nella zona. La signora è riuscita a fermarlo, evitando che scappando venisse investito da un'auto. Ma a quel punto, che fare di quel maialino? Ha chiamato i vigili urbani e allo stupito operatore della centrale in servizio nel turno delle venti ha raccontato di un maiale a passeggio per via Lamarmora.
L'agente ha chiesto alla signora dove fosse, per andare a recuperarlo.
Appuntamento davanti alla sede della sesta circoscrizione, dove si sono presentati i vigili e un addetto al canile municipale, per portare via l'animale e metterlo in una stalla o un recinto. «Da qui il maiale non si muove - ha gridato la signora -. Al canile rischia diì essere mangiato dai cani e starà male. Piuttosto me lo porto a casa». Gli sbigottiti vigili le hanno detto che era impossibile. Un maiale, sia pur piccolo, non può stare in casa come un cane, un gatto o la cocorita.
Non c'è stato verso. Anzitutto la signora ha chiesto garanzie.
«Avrete la "liberatoria" solo se mi garantite che il maialino resti vivo e nessuno gli farà del male. Se no, resterà con me». I vigili hanno garantito alla donna che il maiale sarebbe stato trattato bene, anzi, benissimo, ma non è bastato. La signora ha chiesto e ottenuto l'intervento della Lac. I vigili hanno rintracciato Consuelo Bianco, responsabile per Brescia della Lega anticaccia. Dopo aver ottenuto garanzie sulla sorte dell'animale, la donna si è arresa e l'ha consegnato ai vigili. Il maialino ora è «sotto protezione».
Franco Mondini
(BresciaOggi)
 
Pubblicato da Claudia (Nefertari77) il 06/08/2007 alle 14:51:48, in Notizie sparse, letto 1042 volte

Cina, un panda attacca il custode dello zoo.
Aggredito alle braccia, l'inserviente ha avuto bisogno di 100 punti di sutura. Non la prima volta che l'animale si scaglia contro l'uomo.
CINA - Il panda ha gli occhi dolci e suscita tenerezze in bambini e adulti, ma quando si arrabbia è meglio stargli lontano. Ne sa qualcosa un custode di uno zoo cinese. Un panda di tre anni, Lan Zai, ha attaccato l'inserviente dello zoo di Lanzhou nella provincia nord ovest di Gansu, in Cina, lo riferisce il Lanzou Morning Post. Zhang, l’addetto dello zoo, per dare da mangiare al mammifero ha introdotto le braccia attraverso nella gabbia attraverso le sbarre, quando l’animale lo ha afferrato e ha cominciato a morderlo e graffiarlo. L’uomo ha avuto bisogno di 100 punti di sutura, ma la sua vita non è in pericolo. L'incidente è stato probabilmente provocato dal nervosismo dell'animale che non si è ancora ambientato nel nuovo zoo. Il panda era stato trasferito da una settimana da Chengdu, un’altra provincia cinese nel sudovest, e non era riuscito ad abituarsi al clima secco del nuovo habitat, per giorni aveva rifiutato di mangiare. Secondo il giornale, il panda non si trovava nemmeno bene con l’inserviente ferito.
ALTRI CASI - Ma non è la prima volta che questa specie attacca l'uomo: il mese scorso allo zoo di Pechino un panda aveva aggredito un turista cinese ubriaco che voleva abbracciarlo, mentre ad ottobre un altro panda aveva morso il pollice di un visitatore americano che gli stava dando da mangiare in una riserva nel sudovest della Cina.
06 agosto 2007 (dal Corriere della Sera)

 
Pubblicato da Piero il 06/08/2007 alle 14:35:43, in Notizie sparse, letto 975 volte

 

www.veganriot.it

 

 

 

PERCHE' QUESTO SITO

Vegan è possibile. E qua lo si vuole dimostrare. Non che ce ne sia bisogno lo si sa, i vegan sono parecchi e tutti molto presenti in rete. Tuttavia, almeno per ora manca un sito in cui è possibile toccare con mano o meglio, guardare con occhio la tavola di un vegan e capire che non crepa di fame. Certo, manca la coda alla vaccinara e la trippa gagliarda noterete voi. Credo che se ne possa fare a meno, o perlomeno c’è chi campa assai bene senza, e non ha alcuna mancanza del mondo animale nei piatti. Anzi. Qui canteremo le lodi di padelle e tegami, partendo dalle basi e sputeremo sull’hamburger preconfezionato, malgrado il suo essere vegan, comodamente in vendita in tutti i supermercati, migliori e non…

PERCHE'
La questione animale in primis. Ritengo che la loro esistenza non debba essere in funzione della dieta umana. E non sono mai stato un attivista di nessuna specie, se per caso qualcuno sta gridando al fondamentalista. Non sono nemmeno un radical chic da portare nel salotto buono per intrattenere la compagnia e fare sfoggio di amici “strani” se è per questo. Superata la questione animalista, legata ai livori giovanili, ho ascritto il veganesimo ad uno stile di vita sobrio, ad uno stile alimentare dietistico senza eccessi e senza crudeltà.

CONTROCULTURA
Lo so, è una parola strana. Venendo da ambienti solitamente visti con sospetto, io però ci sono abituato. Da una parte c’è Dante Alighieri e la sua Divina Commedia, che per carità ha i suoi meriti, e dall’altra c’è la controcultura, una materia che passa da una testa all’altra, che non è insegnata nelle scuole, che investe vari ambienti e varie menti ed ovviamente ha mille sub-materie. Ho frequentato la scuola dove ti insegnavano Dante e mi è servita veramente a poco. Mentre ho imparato molto dalla seconda, quella in cui nessuno ti da attestati di frequenza, né diplomi, e per fortuna non si danno esami. Certo, se reciti passi sani de La Divina Commedia qualcuno che batte le mani lo trovi e fa sempre il suo effetto con i genitori. Mentre se sei vegan, non vesti di pelle, hai l’auto alimentata a metano e cerchi di usarla il meno possibile, fai la raccolta differenziata, decidi di non servirti più al supermercato, preferisci i cibi integrali ed un venditore umano in carne ed ossa senza nastri trasportatori, cerchi occupazioni che non siano troppo invasive per il proprio tempo/salute, curi un orto perché reputi che l’autoproduzione sia sacrosanta, cucini più di 8 nonne messe insieme e odi i 4 salti in padella, riduci quasi a zero i consumi delle merci, usi detersivi a basso impatto ambientale, hai le lampadine a basso consumo, lavi i panni a 30° etc etc, sfido a trovarti una platea a batterti le mani. Magari non la incontri nelle immediate vicinanze, perché il vicinato è quello che è. Tuttavia gli interessi per queste tematiche mi sembrano crescere nel tempo. A mio modesto avviso essere vegan è un tassello in un quadro di controcultura atto, se non a migliorarlo, a rendere meno peggiore il mondo in cui per poco tempo alloggiamo.
La rivolta la si fa con una serie di azioni di tutti i giorni, attraverso scelte etiche e consapevoli, agendo ai margini o possibilmente fuori dal mercato. Che vi piaccia o meno.

CUCINA
Mi alzo con il pensiero di cosa fare per pranzo; mentre pranzo penso a cosa cucinerò per cena. Questo riassume uno stile di vita tra i fornelli. Partendo dalle basi. Il fatto di poter lavorare da casa aiuta certamente. Anche il fatto di essere stati indipendenti dalla famiglia in giovane età, o il fatto che mio padre facesse il cuoco come secondo lavoro o che altri personaggi della famiglia si destreggiassero assai egregiamente tra i fornelli aiuta. Avere a che fare con nuovi ingredienti ed esaltarsi con i sapori buoni, non scomporsi e perseverare quando non si è soddisfatti dei risultati, variare il proprio menù costantemente, seguendo il catering delle stagioni, fare in modo che i miei ospiti non pensino che da vegan si campa di solo tofu e latte di soia. Questo ed altro tra le pareti della mia cucina.

 

Da Paolo et Alessandra

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