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Rivoluzione in cucina.
Pubblicato da Piero il 06/08/2007 alle 14:35:43, in Notizie sparse, letto 1114 volte

 

www.veganriot.it

 

 

 

PERCHE' QUESTO SITO

Vegan è possibile. E qua lo si vuole dimostrare. Non che ce ne sia bisogno lo si sa, i vegan sono parecchi e tutti molto presenti in rete. Tuttavia, almeno per ora manca un sito in cui è possibile toccare con mano o meglio, guardare con occhio la tavola di un vegan e capire che non crepa di fame. Certo, manca la coda alla vaccinara e la trippa gagliarda noterete voi. Credo che se ne possa fare a meno, o perlomeno c’è chi campa assai bene senza, e non ha alcuna mancanza del mondo animale nei piatti. Anzi. Qui canteremo le lodi di padelle e tegami, partendo dalle basi e sputeremo sull’hamburger preconfezionato, malgrado il suo essere vegan, comodamente in vendita in tutti i supermercati, migliori e non…

PERCHE'
La questione animale in primis. Ritengo che la loro esistenza non debba essere in funzione della dieta umana. E non sono mai stato un attivista di nessuna specie, se per caso qualcuno sta gridando al fondamentalista. Non sono nemmeno un radical chic da portare nel salotto buono per intrattenere la compagnia e fare sfoggio di amici “strani” se è per questo. Superata la questione animalista, legata ai livori giovanili, ho ascritto il veganesimo ad uno stile di vita sobrio, ad uno stile alimentare dietistico senza eccessi e senza crudeltà.

CONTROCULTURA
Lo so, è una parola strana. Venendo da ambienti solitamente visti con sospetto, io però ci sono abituato. Da una parte c’è Dante Alighieri e la sua Divina Commedia, che per carità ha i suoi meriti, e dall’altra c’è la controcultura, una materia che passa da una testa all’altra, che non è insegnata nelle scuole, che investe vari ambienti e varie menti ed ovviamente ha mille sub-materie. Ho frequentato la scuola dove ti insegnavano Dante e mi è servita veramente a poco. Mentre ho imparato molto dalla seconda, quella in cui nessuno ti da attestati di frequenza, né diplomi, e per fortuna non si danno esami. Certo, se reciti passi sani de La Divina Commedia qualcuno che batte le mani lo trovi e fa sempre il suo effetto con i genitori. Mentre se sei vegan, non vesti di pelle, hai l’auto alimentata a metano e cerchi di usarla il meno possibile, fai la raccolta differenziata, decidi di non servirti più al supermercato, preferisci i cibi integrali ed un venditore umano in carne ed ossa senza nastri trasportatori, cerchi occupazioni che non siano troppo invasive per il proprio tempo/salute, curi un orto perché reputi che l’autoproduzione sia sacrosanta, cucini più di 8 nonne messe insieme e odi i 4 salti in padella, riduci quasi a zero i consumi delle merci, usi detersivi a basso impatto ambientale, hai le lampadine a basso consumo, lavi i panni a 30° etc etc, sfido a trovarti una platea a batterti le mani. Magari non la incontri nelle immediate vicinanze, perché il vicinato è quello che è. Tuttavia gli interessi per queste tematiche mi sembrano crescere nel tempo. A mio modesto avviso essere vegan è un tassello in un quadro di controcultura atto, se non a migliorarlo, a rendere meno peggiore il mondo in cui per poco tempo alloggiamo.
La rivolta la si fa con una serie di azioni di tutti i giorni, attraverso scelte etiche e consapevoli, agendo ai margini o possibilmente fuori dal mercato. Che vi piaccia o meno.

CUCINA
Mi alzo con il pensiero di cosa fare per pranzo; mentre pranzo penso a cosa cucinerò per cena. Questo riassume uno stile di vita tra i fornelli. Partendo dalle basi. Il fatto di poter lavorare da casa aiuta certamente. Anche il fatto di essere stati indipendenti dalla famiglia in giovane età, o il fatto che mio padre facesse il cuoco come secondo lavoro o che altri personaggi della famiglia si destreggiassero assai egregiamente tra i fornelli aiuta. Avere a che fare con nuovi ingredienti ed esaltarsi con i sapori buoni, non scomporsi e perseverare quando non si è soddisfatti dei risultati, variare il proprio menù costantemente, seguendo il catering delle stagioni, fare in modo che i miei ospiti non pensino che da vegan si campa di solo tofu e latte di soia. Questo ed altro tra le pareti della mia cucina.

 

Da Paolo et Alessandra

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