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Vaccinare un animale "domestico": è necessario?
 Sempre, bisogna pensare all'individuo di cui ci prendiamo cura
 Solo per i cuccioli, sono troppo deboli e senza intervento esterno rischiano di morire. Da adulti se la cavano
 Mai, i vaccini sono testati su molti altri animali e per salvarne uno se ne condannano molti altri
 No, non servono anche perchè la natura deve fare il suo corso
 Non so, non escludo la vaccinazione ma valuto di volta in volta

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Articoli della sezione «Notizie sparse».
Ordine cronologico: discendente (il più recente in testa).
[inverti l'ordine]
 
Pubblicato da Claudia (Nefertari77) il 21/03/2007 alle 17:53:29, in Notizie sparse, letto 1734 volte

 

Accadeva in Brasile, ma ora una legge lo impedisce.
(ANSA) - BRASILIA, 21 MAR - Cani e gatti potranno abbaiare e miagolare liberamente a Brasilia dopo una legge che impedisce di tagliar loro le corde vocali. La pratica era diffusa  per impedire loro di far rumore e disturbare i vicini condomini. D'ora in poi, un veterinario che pratichi la resezione delle corde vocali a cani e gatti sara' punito con la detenzione da tre mesi ad un anno ed una multa, secondo la nuova legge del Distretto federale, che ospita la capitale brasiliana.

 
Pubblicato da Piero il 19/03/2007 alle 19:45:58, in Notizie sparse, letto 1361 volte

 Vari attivisti hanno effettuato uno dei primi sopralluoghi notturni sull’isola di Ponza. Si conferma l’efficacia delle strategie finora adottate, grazie al supporto di gruppi che si battono per la liberazione degli animali e della natura. Infatti il risultato totale è stato: raccolte circa 30 trappole, sopralluoghi in molti punti “caldi”, collaborazione degli abitanti.

 

C’è da notare soprattutto che il bracconiere accanito non riesce più ad ostentare la propria spavalderia, che comunque veniva mascherata solo dall’omertà dei suoi timorati e dalla propria ristrettezza cerebrale. Sa di essere sempre più emarginato anche dai propri familiari, tante infatti sono state le testimonianze negli anni passati di donne isolane stufe delle ornitomanie dei mariti (per i pochi “accoppiati”). La gran parte delle trappole trovate e rimosse dagli attivisti non erano più le classiche TAGLIOLE, ma lastre di roccia sollevate con un rudimentale congegno a scatto, tipiche dell’età della pietra (l’UOMO è nato CACCIATORE, dicono loro. Poi è diventato SAPIENS, sanno tutti). Tentativo del bracco è di far passare il proprio alambicco micidiale, illecito e illegale ammazzauccelli, per una innocua bomba intelligente in grado di individuare e punire il nocivo ratto di turno (tremendo nemico dell’antropofauna derelitta di un’isola condannata alla deriva dall’abusivismo, dal bracconaggio e dalle spadare), in modo da spacciarsi per paladini della giustizia specista.

 

Nel nome di uno degli uccelli più calpestati dall’uomo, lo Scricciolo (da notare il nome scientifico Troglodites Troglodites!), eravamo, siamo e saremo ancora a Ponza, fino a che non verrà braccato l’ultimo vero troglodita dell’isola!

 

PROSSIMO CAMPO ANTIBRACCONAGGIO A PONZA: dal 15 aprile al 20 maggio 2007. ADERITE!!!

Per partecipare scrivete a attivismo@vallevegan.org

 

Piero Liberati

 
Pubblicato da monica il 19/03/2007 alle 18:35:55, in Notizie sparse, letto 1388 volte
Ammazzalo, cucinalo, mangialo
Questo e' il titolo di una serie di trasmissioni che la BBC inglese sta mandando in onda in questi giorni (dal 5 al 7 marzo, "Kill It, Cook It, Eat It"), che mostrano la vita negli allevamenti, il trasporto verso il macello, la macellazione, lo squartamento dei corpi e la preparazione della "carne", di vari animali (agnelli, maiali, bovini, ecc.).
Quello che la BBC dichiara di voler fare e' semplicemente mostrare cosa avviene "prima" che la bistecca, il prosciutto, la costoletta d'agnello, finisca nei nostri piatti. Il pubblico (di ogni genere ed eta': adulti, ragazzini, fanatici della carne, vegetariani) e' fisicamente presente dentro al macello, per vedere come vengono uccisi gli animali. Il tutto viene filmato e mandato in onda.
Viene mostrato il fumo che esce dalla testa di un maiale che collassa al suolo dopo aver subito l'elettrocuzione (i maiali vengono storditi prima la macellazione attraverso questa sorta di elettroschock).
Si vedono i macellai che appendono l'animale tremante per le zampre posteriori e gli tagliano la gola, si vede il sangue che sgorga e riempie il pavimento.
Il pubblico guarda attraverso un vetro, alcuni piangono quando il maiale viene gettato nell'acqua bollente e scuoiato. Pochi minuti prima un filmato aveva mostrato quello stesso animale da cucciolo, un tenero e affettuoso maialino rosa.
Il quotidiano inglese "Sunday Mirror" del 4 marzo riporta che la portavoce della Vegetarian Society inglese, Liz O'Neill ha dichiarato "E' stato sconvolgente" e che l'allevatore Ken Howie ha dichiarato al presentatore del programma, Richard Johnson: "Mi chiedo se il pubblico abbia bisogno di vedere queste cose".
Certo che ne ha bisogno, signor allevatore, certo che ne ha bisogno, anche se a lei non piace che si vedano la sofferenza e la morte degli animali, e ancora meno che si mostri com'erano questi animali da vivi, come fossero dei teneri cuccioli come il nostro cagnolino di casa, che poi sono stati menomati, tenuti prigionieri, privati di ogni cosa che rendesse piacevole la loro vita, per finire in un macello lurido, fatti a pezzi per soddisfare lo sfizio umano per la "carne".
Certo che il pubblico ha bisogno di saperlo, e ancora di piu' ne han bisogno gli animali.
Probabilmente solo una parte del pubblico sara' toccata da queste immagini.
Solo le persone piu' sensibili, quelle che han dentro un senso di giustizia che rende loro impossibile fare del male per un puro e stupido piacere personale.
La maggioranza, quelli che "se ne fregano", continueranno a pensare "sono solo animali", e se un po' si senso di colpa li colpira', diventeranno ancora pou' aggressivi nella loro difesa del proprio "diritto alla bistecca". Per alcuni, questo senso di colpa sara' un seme che germogliera' quando abbasseranno un po' le difese, per altri non germogliera' mai, perche' sono persone cosi' deboli che non hanno la capacita' di rispettare il diritto alla vita di chi non si puo' difendere, e sentono minacciata la loro "superiorita'", nel concedere il diritto alla non sofferenza a esseri senzienti che sono alla loro merce'.
Ma anche se solo alcune persone saranno toccate, almeno quelle non potranno piu' far finta di non sapere, e stara' a loro fare una scelta coraggiosa, o continuare con la non-scelta codarda di "fare come fanno tutti gli altri".
Le immagini mostrate sono quelle di un piccolo macello. Nei grossi macelli, da cui la maggior parte della "carne" proviene, le condizioni per gli animali sono ancora peggiori, la loro morte e' ancora piu' cruenta (perche' per velocizzare il processo non e' raro che le operazioni di stordimento preventivo non funzionino affatto e l'animale venga sgozzato ancora cosciente).
Come dichiara la responsabile del programma di BBC-3, Julian Bellamy (sul Sunday Mirror del 4 marzo): "C'e' il desiderio di sapere da dove arriva il cibo che mangiamo e come questo cibo raggiunge i nostri piatti. Fara' discutere la gente".
Ecco la pagina dedicata alla trasmissione, con i filmati scaricabili: http://www.bbc.co.uk/bbcthree/programmes/kill_it
 
Pubblicato da chiara il 19/03/2007 alle 16:00:57, in Notizie sparse, letto 1453 volte

Da 'mpo de tempo a questa parte
Se sente dì che, de cose strane,
A Valle Vegan ne succedono tante

Quanno qualcheduno ce fa visita
Sembra che Tutto ‘nsieme se mpazzisce
Che tutt’antratto riscopra la vita
 
D’artronne come poi negà nsoriso
A chi te fa le feste
Puro si nun t’ha mai visto nviso?
 
L’artra vorta per esempio
M’è capitato de vedè na cosa
Che nse capiva s’era bella o era no scempio
 
Un cane magro nero e  grosso
S’avventò sul porco che magnava
E incominciò a leccallo a più non posso
 
“Sentirà er sapore der prosciutto”
Pensai incredula ner vedè la scena
De quello che je leccava la pansa piena
 
Ma er porco nun aprì bocca, je piaceva
Tanto che nuje ressero le gambe
E diede una gran botta ‘nte la schiena
  
Nun se scompose nemmeno mpochetto
Rimase immobile e disteso
Sperando ritornasse l’amichetto.
 
Se te capita de beve mpo de vino
Nun te sconvorge ner vedè
Er cane che magna cor felino
 
Nun stai mbriaco, damme retta
Che quanno nun c’avemo gnente
Se dividemo in cento l’urtima fetta.
 
Pubblicato da Claudia (Nefertari77) il 16/03/2007 alle 20:05:23, in Notizie sparse, letto 1716 volte

 

(dal Corriere della Sera del 15/03/2007) MILANO - Continuano le polemiche dopo lo stop deciso dalla magistratura nei giorni scorsi allo spettacolo "Accidens - Matar para comer", nel quale viene ucciso un astice, in scena al Teatro I di Milano. Ma secondo l'assessore alla Cultura di Milano Vittorio Sgarbi, ''La cultura ha il diritto e il dovere di provocare e anche di scandalizzare: proprio per questo censurare lo spettacolo vuol dire uccidere la cultura a Milano e in Lombardia''. A difendere il provvedimento e' invece il presidente dell'Enpa di Milano Ermanno Giudici ''La tutela di tutti gli animali - ha detto - ci sembra un'assoluta affermazione di cultura''. (Agr)

Scriviamo una e-mail di protesta al sito www.vittoriosgarbi.it nella sezione contatti, perchè un indirizzo e-mail non si trova, ma guarda!

 
Pubblicato da monica il 16/03/2007 alle 14:22:42, in Notizie sparse, letto 1200 volte
L'associazione NO ALLA CACCIA  vi invita mercoledì 28 marzo alle ore 20.00 ad una Cena Vegan presso la "Biosteria" di Roma in Viale della Primavera 319/b, (Prezzo 15)
Per stare insieme ,raccogliere fondi, e soprattutto per tenere sempre viva l'attenzione sull'enorme massacro di animali che ogni giorno avviene nei campi e nei boschi perpetrato dai cacciatori.
Quindi oltre alla degustazione di un'ottima cena senza nessun sfruttamento animale ,ci saranno filmati ,materiale gratuito ,informazioni ,la possibilità di conoscerci.
Per INFO : Alessio 3282494921
E-mail : alessiobalelli@libero.it
 
Pubblicato da monica il 15/03/2007 alle 16:13:22, in Notizie sparse, letto 2258 volte

 

tratto da  : http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=3145

FONTE: COVANCE (*)

Documenti resi pubblici attraverso una disposizione legale rivelano l’esistenza di una relazione molto stretta tra Grandi Multinazionali del Tabacco e Covance (in precedenza nota come Hazleton), un rapporto che è andato avanti per più di 30 anni.
Una relazione del 2000 stilata nel Regno Unito dall’Imperial Tabacco Group, parla della costruzione a Harrogate, nello Yorkshire, di “appositi stabilimenti per la ricerca, dove condurre esperimenti scientifici” in merito al fumo; e dove una “grande quantità “ di “condensato di fumo di sigarette” sarebbe stata spalmata sulla pelle degli animali.
La relazione sottolinea che nel 1974, i laboratori di Harrogate furono venduti agli Hazleton Laboratories, e da allora, “gli esperimenti sul tabacco – compresi esperimenti di inalazione – furono condotti attraverso la stipula di contratti con Hazleton.
Un rapporto strettamente confidenziale del 1978 descrive esperimenti condotti presso i laboratori Hazleton di Reston in Virginia – gli stessi in cui la Hazleton/Covance introdusse le scimmie infette dal virus Ebola provenienti dalle Filippine.
Tali esperimenti comprendono “l’esposizione continua di cani beagle maschi al fumo di intere sigarette e allo stesso fumo arricchito di monossido di carbonio (CO).” I cani furono uccisi alla fine dello studio.
Una relazione del 2002, apparsa sulla rivista Inhalation Toxicology condannò gli esperimenti basati sull’inalazione, come quelli condotti ad Hazleton, perché incapaci di dimostrare che il fumo di sigaretta aumenta il rischio di contrarre il cancro negli esseri umani; e sottolineò che “non venivano rilevati aumenti significativi del numero di tumori maligni del tratto respiratorio in ratti, topi, criceti, cani o nei primati non umani esposti per lunghi periodi ad alte concentrazioni di fumo di sigarette.
” Di conseguenza, gli esperimenti di inalazione ad Hazleton furono responsabili sia della sofferenza degli animali usati nella sperimentazione, che di quella degli esseri umani. Nel 1998, Covance condusse degli esperimenti che “stabilirono” che anche la più massiccia esposizione al fumo passivo equivale a fumare solo da sei a nove sigarette l’anno.
Più tardi si scoprì che lo studio era stato sponsorizzato dal ‘Centre for Indoor Air Research’ un gruppo di facciata dell’industria del tabacco. In netto contrasto con le scoperte di Covance, sono invece le autorità sanitarie degli Stati Uniti che hanno dichiarato che l’esposizione al fumo passivo aumenta in modo sostanziale negli umani, il rischio di contrarre cancro ai polmoni e malattie cardiache.
Documenti riservati redatti nello stabilimento di Covance e datati 10 Luglio 2002, parlano di un “Team Project Covance/Philip Morris” formato da 40 persone con l’intento di consolidare uno stretto legame tra le due compagnie, di modo che Covance possa condurre degli studi per Philip Morris.
Ad una conferenza per TABINFO, un gruppo nel commercio del tabacco, tenutasi a Manila nel Novembre 2005, Covance ha presentato una relazione intitolata: “Come può Covance supportare i bisogni relativi alla Ricerca e allo Sviluppo dell’Industria del Tabacco?” Nonostante Covance continui a dichiarare di avere a cuore il benessere degli animali, i video prodotti dagli investigatori della Peta all’interno dei suoi laboratori testimoniano casi di sofferenza inaudita e di grande negligenza nei confronti degli animali.
Le multe inflitte dal Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti a carico di Covance, per via delle grandi violazioni della legge Federale per la Protezione degli Animali, ci forniscono un’ulteriore prova della sua interpretazione del benessere degli stessi.
Covance si presenta come una compagnia che ha a cuore la salute delle persone, dice di voler essere la fautrice di un “miracolo nel mercato globale”; tuttavia la sua lunga relazione con le grandi multinazionali del tabacco ci da un’immagine ben diversa, quella di un’azienda che ha a cuore il profitto e non il benessere degli esseri umani e degli animali.
Fonte: www.covancecruelty.com Link: http://www.covancecruelty.com/feat-tobacco.asp

Traduzione per comedonchisciotte.org a cura di MONIA

(*) Covance Inc. è un'azienda specializzata in vivisezione per conto terzi con filiali in 18 paesi, 6000 dipendenti, un fatturato di circa 900 milioni di dollari.
Lavora per conto di 50 imprese farmaceutiche e biotech.
L'azienda, "tra le prime al mondo per lo sviluppo di servizi farmaceutici", alleva e vende cani, conigli, porcellini d'India, topi, maiali, scimmie.

 
Pubblicato da monica il 15/03/2007 alle 15:00:44, in Notizie sparse, letto 1348 volte
Portavoce degli animali rapiti della libertà, ingabbiati e torturati in nome della moda e del profitto, decine di persone si sono date appuntamento davanti le porte della Rinascente a piazza Fiume.
Cresce la partecipazione, la sensibilità contro lo sfruttamento animale: la mostra sugli allevamenti di animali considerati da pelliccia colpisce le persone che attraversano quel lembo di marciapiede e sono tante quelle che scelgono di non entrare a sostegno della campagna.
Sempre di più. Parallelamente cresce il malcontento di chi La Rinascente difende.
Durante la giornata internazionale della donna, il presidio davanti alla Rinascente simboleggia la lotta inscindibile contro lo sfruttamento umano e animale.
Rinascente vende morte, fino alla fine davanti alle sue porte.
Ricordiamo a tutti il prossimo appuntamento:
SABATO 17 MARZO ore 17.00 davanti la RINASCENTE di piazza Fiume a Roma.
Se non ora, quando?
Se non tu, chi?

www.campagnaaip. net
iniziative_vegan@ yahoo.it
 
Pubblicato da Claudia (Nefertari77) il 15/03/2007 alle 14:39:51, in Notizie sparse, letto 1507 volte

 

(da: Repubblica) Il progetto "Forma Libre" dell'architetto Alvarez Yale: abitazioni con materiali "naturali" dalle linee
più strane. E' la nuova filosofia dell'abitare. Tutto pronto in 15 giorni a 900 euro al metro quadrato.


Se non avete più di 15 giorni per trovare casa e il vostro budget si aggira sui 900 euro al metro quadrato l'architetto spagnolo Moisés Alvarez Yela ha ideato una nuova filosofia dell'abitare che può fare al caso vostro.  Ispirandosi al mondo animale, dove ciascuno fabbrica il proprio nido, e alle culture africane dove ogni nucleo familiare mette su la capanna di fango e paglia, Alvarez Yela insegna a ritrovare il gusto arcaico di costruire da sè la propria casa. Antisismica ed ecologica, per di più. Il progetto si chiama Forma Libre e non a caso: casette dalle forme più originali e che ricordano un po' i monoliti preistorici. Fabbricata senza angoli o linee rette, la struttura è sostenuta da sbarre di ferro arcuate. La gabbia così ottenuta viene rivestita di tela di sacco (materiale di recupero al 100%) e, infine, avvolta da una gettata di cemento armato

Nessun limite di altezza o di dimensioni. La nuova formula va incontro così al gusto dei più estrosi, che possono inventare forma e volumi della loro nuova tana, integrandola armoniosamente nell'ambiente naturale in cui sorge. Ma il successo è legato anche alla vocazione ecologica della struttura che, riducendo la superficie di contatto con l'esterno, abbassa la dispersione del calore. Uno studio sull'edilizia "etica" lungo trent'anni che ha portato l'architetto spagnolo a rivoluzionare l'architettura abitativa. Il bassissimo costo di costruzione e la velocità di realizzazione (appena 15 giorni) stanno facendo di questa formula un fenomeno di tendenza: il primo di questi alloggi è nato in Andalusia, a Jaén; oggi, nella provincia di Malaga, interi quartieri residenziali stanno sorgendo nel segno di Forma Libre.
(per vedere le foto delle case andate sul sito www.repubblica.it)

(15 marzo 2007)

 
Pubblicato da Claudia (Nefertari77) il 14/03/2007 alle 17:48:08, in Notizie sparse, letto 1638 volte

 

(ANSA-REUTERS) - PECHINO, 13 MAR - Squali e serpenti, zampette d'orso e cervelli di scimmia: le prelibatezze della cucina cinese rischiano di venire escluse dai menu destinati agli stranieri durante le prossime Olimpiadi di Pechino 2008. L'invito arriva dal preside della prestigiosa Universita' di Pechino, nonche' deputato del National People Congress, Xu Hongzhi, secondo il quale ''servire pinne di squalo agli stranieri potrebbe danneggiare l'immagine della Cina e pertanto bisognerebbe sin da subito eliminarli dai menu''. Squali, ma non solo: secondo Xu Hongzhi dalla tavola cinese dovrebbero essere esclusi anche altre specie che potrebbero urtare la sensibilita' degli stranieri. ''Non si tratta solamente di una questione ecologica - ha sottolineato Xu - ma qualcosa che riguarda il rapporto diretto con l'immagine dei cinesi''. Alcuni campioni dello sport cinese, come il giocatore dell'Nba Yao Ming e il ginnasta Li Ning, hanno partecipato a una campagna contro il consumo delle pinne di squalo durante lo scorso anno.

 

Nota di redazione: che peccato rischiano di venire escluse queste prelibatezze! Che sia la volta buona per fare un passo in avanti cari cinesi belli!

 

 


 
Pubblicato da Claudia (Nefertari77) il 14/03/2007 alle 09:52:11, in Notizie sparse, letto 3260 volte

 

14 mar 08:44
SYDNEY (Australia) - La siccita' che ha colpito l'Australia costringera' le autorita' a fare abbattere centinaia di migliaia di dromedari selvatici resi folli dalla sete. Lo riferiscono oggi gli esperti del Desert Knowledge Cooperative Research Centre. "Si ritiene che un milione di dromedari selvatici, il cui numero raddoppia ogni otto anni, siano in competizione con gli animali originari della zona e il bestiame di allevamento, minacciando le coltivazioni, distruggendo recinzioni, scavi e serbatoi e invadendo i siti aborigeni", ha detto Glen Edwards, ecologo del Centro. "E' da un decennio che i dromedari sono diventati un problema, ma l'ultima siccita', la peggiore da cento anni a questa parte, li ha spinti a concentrarsi su determinate zone, ponendoli in stretto contatto con la popolazione e le attivita' umane". (Agr)

(Corriere della Sera)

 
Pubblicato da Piero il 13/03/2007 alle 11:27:18, in Notizie sparse, letto 1413 volte

Luoghi di emergenza: Valmontone (RM), Pratoni del Vivaro (RM), Arcinazzo Romano (FR).

 

In primavera inizia la MIGRAZIONE DEI ROSPI. Gli anfibi percorrono anche grandi distanze per raggiungere laghi, fiumi e zone umide in cui accoppiarsi e riprodursi. Nella loro lunga marcia, però, si imbattono in ostacoli di ogni genere, in particolare le STRADE. A causa della loro lentezza ne vengono schiacciati a milioni in questo periodo in tutta Italia.

 

Per evitare questo massacro, in provincia di Roma organizziamo da anni un monitoraggio e un aiuto concreto. Muniti di torce, guanti, secchi li raccogliamo ai bordi delle strade e li portiamo alla loro meta finale. Inoltre, in un sito con un passaggio cospicuo, i pochi rospi che riescono a superare le macchine, muoiono in vasche di cemento di un allevamento di trote, costruite in una conca nella quale prima si trovava una zona umida naturale per la riproduzione.

 

Serve una presenza costante quotidiana, perché anche una sola autovettura può ucciderne o mutilarne a decine, ed evitare che finiscano nelle vasche. Bisogna dividersi in turni di poche persone a sera, circa dalle ore 20 alle ore 23.

 

Per chi crede che l’attivismo sia la prima forma di lotta e che anche salvare un solo individuo sia un passo concreto, ci scriva.

attivismo@vallevegan.org

 
Pubblicato da monica il 12/03/2007 alle 12:27:41, in Notizie sparse, letto 1147 volte
Il quotidiano australiano Herald Sun riporta una interessante campagna portata avanti da alcuni attivisti della citta' di Victoria per liberare gli animali prigionieri degli allevamenti, in particolare gli allevamenti di galline per la produzione di uova.
Si tratta degli stessi attivisti che qualche settimana fa si sono introdotti nel piu' grande allevamento di galline ovaiole di Victoria e hanno portato via 18 galline.
Mercoledi' 21 febbraio gli attivisti hanno superato un gigantesco recinto elettrificato, cani da guardia e fari di sorveglianza presso l'allevamento "Happy Hens" (Galline Felici) nella citta' di Meredith.
Sostengono di aver visto un sovraffollamento illegale, sporcizia estrema, galline che si mangivano altre galline morte, altre finite dentro la fossa del letame.
Gli attivisti erano soprattutto studenti universitari, ma tra loro c'era anche Patty Mark, di 57 anni, che ha gia' a suo carico 8 accuse penali. "Le galline gridavano, c'erano corpi che marcivano nelle gabbie, i contenitori con i corpi degli animali morti venivano lasciati nei capannoni e gli animali malati e sfiniti venivano abbandonati a loro stessi in minuscole gabbie" ha dichiaro Patty Mark, fondatrice di Animal Liberation Victoria.
Patty Mark sostiene che i capannoni contengono 80.000 galline allevate in batteria, in uno spazio che una volta conteneva un quarto degli animali. Gli allevatori invece affermano di trattare bene gli animali, per farli rendere al massimo, e minacciano di denunciare gli attivisti.
La signora Mark pero' invita tutti a unirsi in questa lotta. Il loro piano e' di liberare gli animali senza nascondersi e celare la propria identita'. Questo li espone alle denunce, ma dicono di essere disposti a finire in prigione per la causa.
Noah Hannibal, laureato in filosofia, ha dichiarato di aver passato qualche notte in prigione per violazione di proprieta' privata, furto, o disturbo della quiete pubblica, ma che le accuse sono sempre state ritirate. "Specialmente quando si fanno liberazioni alla luce del sole" ha detto "abbiamo in pratica la licenza di fare quel che vogliamo.
Anziche' arrestarci, la polizia ci ha aiutato a portar fuori gli animali malati".
Gli attivisti organizzano riunioni per mettere a punto le proprie strategie e usano tecniche elaborate per entrare negli allevamenti super-protetti. Ogni membro di una squadra ha un ruolo specifico - dal disabilitare recinti elettrificati, a documentare le condizioni degli animali nei capannoni, a guidare il furgone.
Callum Bryant, una studentessa 20enne che studia arte all'universita' dichiara "Mi piacerebbe che tutti diventassero vegetariani, o, piu' specificamente, vegani.
Vorrei fermare la crudelta' sugli animali" e dichiara di non aver paura di andare in prigione per difenderli. Le galline liberate sono gia' state adottate da famiglie nei dintorni di Melbourne.
La Reale Societa' per la Prevenzione delle Crudelta' sugli Animali (RSPCA) sta esaminando le segnalazioni degli attivisti sulle irregolarita' nell'allevamento Happy Hens.
Fonte: Herald Sun, "In the name of animal liberation", 25 febbraio 2007 http://www.news.com.au/heraldsun/story/0,,21283415-2862,00.html
 
Pubblicato da monica il 12/03/2007 alle 12:23:35, in Notizie sparse, letto 4159 volte

tratto da www.tradizioniviolente.org
per vedere il video collegarsi al sito

Ogni anno migliaia di merli, cesene, allodole, tordi bottacci, tordi sasselli, mentre stanno migrando verso i paesi caldi: Vengono catturati nelle reti, da persone pagate dalle Province, dopo essere stati attirati da altri uccelli, che, chiusi nelle loro gabbiette, poste in prossimità delle reti di cattura, hanno il compito di cantare per intrappolare i loro simili.
Vengono tolti dalle reti e in preda al panico, vengono messi in minuscoli contenitori per essere trasportati ai centri di distribuzione dove i cacciatori stanno aspettando.
Ai centri di distribuzione vengono regalati ai cacciatori che li useranno per effettuare la caccia da appostamento. Sempre piu' terrorizzati, gli uccelli catturati vengono messi in sacchettini o in gabbiette e vengono portati a casa del cacciatore che é diventato il loro padrone.
Durante tutti questi viaggi gli uccelli sbattono in continuazione contro le pareti delle gabbie ferendosi. Le allodole sono gli uccelli più stressabili e sbattono in continuazione la testa contro il soffitto della gabbia.
A casa del cacciatore vengono messi, fino alla fine dei loro giorni, in gabbie grandi al massimo 30 centimetri, disposti su scaffali, all'interno di scantinati o sottoterra, in box, nelle cantine.
Spesso questi locali sono semibui, sporchi, umidi e malsani. Lo sterco degli uccelli, ognuno nella sua gabbietta, rimane depositato a blocchi sugli scaffali, e viene rimosso molto raramente; moltissimi degli uccelli appena arrivati muoiono perché non sopportano la vita in cattività, molti rifiutano di mangiare, altri non riescono a digerire quel nuovo mangime, così diverso dal cibo naturale, altri continuano a sbattere e si feriscono fino alla morte, altri si lasciano andare fino a morire. Ma alcuni sopravvivono, senza sapere quale terribile sorte li aspetta, accettano quella nuova vita e verranno nutriti finché canteranno bene, poi non serviranno più a nessuno e anche la natura li rifiuterà perché non li riconoscerà più.
Apre la stagione di caccia (da settembre a gennaio) tutti i giorni, con qualunque tempo atmosferico, il cacciatore si reca al suo capanno di caccia, trasportando i suoi uccelli da richiamo, contenuti ognuno nella propria gabbietta. Qui verranno appesi agli alberi e, contro natura, canteranno per attirare e far cadere in trappola altri sventurati uccelli, che verranno uccisi dal cacciatore nascosto nel capanno.
Finisce la caccia e gli uccelli, sempre rinchiusi nelle loro minuscole gabbiette, vengono disposti sugli scaffali, in freddi e umidi locali, con pochissima aria, con pochissima luce, con scarsa igiene. In queste condizioni passeranno lunghi mesi finché, senza piu' accorgersi che é arrivata primavera, si troveranno in estate.
Siamo nel mese di giugno: i cacciatori prendono i loro uccelli, gli strappano un po' di penne, li mettono in locali completamente bui, e in questa terribile condizione li lasciano, soli a sé stessi, per due lunghi, interminabili mesi.
Questa è la MUTA ARTIFICIALE tutti i cacciatori torturano così i loro uccelli per fargli subire la muta delle penne, cosa che in natura avviene spontaneamente all'approssimarsi della primavera; é in questa meravigliosa stagione che gli uccelli, ricoperti dal nuovo piumaggio, cominciano a cantare perché siamo nella stagione degli amori. Ma la caccia é aperta in autunno e ai cacciatori serve che gli uccelli cantino, come se fosse primavera, in autunno, quindi strappano loro delle penne e li tengono al buio completo per indurli a credere che sia inverno (in realtà siamo in piena estate: giugno e luglio) e che, invece, l'autunno reale sia per loro primavera (hanno cambiato le piume e hanno rivisto la luce: credono che dall'inverno si sia passati alla primavera. In realtà dall'estate si é passati all'autunno).
Oltre alle sevizie gli uccelli subiscono uno scompenso del metabolismo, non sanno più distinguere il giorno dalla notte, l'inverno dall'estate, ecc., il sistema ormonale é completamente sconvolto. Così trascorre la loro misera vita, quei pochi uccelli che riescono a sopravvivere subiscono tutte le estati la muta artificiale. Man mano che il tempo passa i loro muscoli si atrofizzano; non sono più capaci di volare, non sanno più cosa significa trovare un compagno e accoppiarsi. La coda si é rotta e non esiste più a furia di sbattere contro le pareti della gabbia. Le zampe, a furia di stare nello sporco e a furia di stare fermi in uno spazio così ridotto, si riempiono di croste, di piaghe, molti uccelli perdono gli arti. Le penne spariscono in molte parti del corpo lasciandoli nudi a sopportare le intemperie (se piove, se c’è vento, in qualunque condizione gli uccelli da richiamo, appesi ai loro alberi devono cantare).

"La mia vita con bambi" di Cristina Rovelli, Ed. Cosmopolis
I cacciatori dovrebbero riconsegnare i richiami vivi, una volta deceduti, ai centri di raccolta per riceverne altri gratuitamente. Questo significa che ogni cacciatore dovrebbe mantenere in vita i suoi richiami anche quando smettono di cantare. Considerando il fatto che ogni cacciatore riceve fino a 40 richiami vivi possiamo facilmente dedurre quanti uccelli, ogni cacciatore dovrebbe continuare a mantenere “inutilmente” fino alla morte: un richiamo che smette di svolgere la sua funzione non serve più a nulla al cacciatore, diventa unicamente un costo e un fardello che non gli permette di continuare l’attività venatoria a pieno ritmo. E’ noto infatti da diverse testimonianze di guardie venatorie di come in realtà spesso i cacciatori abbandonino i propri richiami una volta che smettono di cantare, in modo che possano riceverne subito altri. Il problema è che questi uccelli abbandonati non sono più in grado di volare, non sanno più procurarsi il cibo da soli, non sanno più migrare e scappare dai predatori: non sono più degli uccelli. E’ facile quindi immaginare quale sia la loro sorte. Il fatto che questa pratica inizi ad essere vietata anche a livello locale in Italia, ci indica chiaramente la sua natura violenta e crudele.
Contatti: info@tradizioniviolente.org
 
Pubblicato da Claudia (Nefertari77) il 07/03/2007 alle 17:08:31, in Notizie sparse, letto 1211 volte

Siamo quasi arrivati, la Pasqua è alle porte! Miei teneri cuccioli l'essere umano con la sua maledetta ingordigia, ignoranza, superficialità, cattiveria, vi metterà di nuovo le mani addosso, sporche di sangue per saziare il suo stomaco, vostra tomba vivente. Come ogni anno, più si avvicina il fatidico giorno più mi addoloro alla sola idea della vostra uccisione, esseri innocenti. Mi sento così impotente, sento le vostre urla, il vostro dolore è il mio, scusate fratelli miei, mi vergogno di far parte della razza umana... E come ogni anno andrò in giro ad attaccare manifesti nella speranza di sensibilizzare qualche persona...

 
Pubblicato da monica il 06/03/2007 alle 13:29:02, in Notizie sparse, letto 1104 volte
Giovedì 8 marzo alle ore 16.30 saremo di nuovo davanti ai grandi magazzini della Rinascente a Roma.
Il presidio è molto importante per la campagna e la nostra presenza è indispensabile, come la partecipazione attiva al presidio.
Non facciamo gli prendere aria, la nostra pressione affinché la Rinascente smetta di far ammazzare animali è fondamentale in questa campagna.
Ci vediamo giovedì, portate fischietti megafoni e tutto quello che vi viene in mente per farci sentire.
Senza tregua
 
Pubblicato da Claudia (Nefertari77) il 05/03/2007 alle 21:58:28, in Notizie sparse, letto 1134 volte

 

(dal Corriere della Sera) Croazia: cacciatore italiano salta su una mina In compagnia di altre tre persone stava addestrando i cani. L'incidente è avvenuto domenica non lontano da Zara.

ZAGABRIA - Un cacciatore italiano di 34 anni è morto nell'esplosione di una mina anti-uomo durante una battuta di caccia in Croazia. Lo riferisce l'agenzia di stampa croata Hina che cita fonti locali di polizia. L'incidente è avvenuto domenica non lontano da Zara, in un campo vicino al villaggio di Donji Biljani. Nella regione si era combattuto durante la guerra, ma il luogo preciso della deflagrazione non era stato segnalato come zona minata.

L'uomo, di cui non è stata precisata l'identità, secondo una prima ricostruzione della polizia era in compagnia di altre tre persone, due cacciatori italiani e un croato, per addestrare dei cani. Gli amici hanno dato l'allarme dopo che l'uomo non si era presentato a un luogo di ritrovo concordato. Il cadavere è stato trovato alcune ore dopo, al termine di una prolungata ricerca. La polizia ha aperto un'inchiesta, a cui partecipano esperti militari di sminamento. Il corpo del cacciatore nelle prossime ore sarà sottoposto ad autopsia.

MINE - L'ordigno era probabilmente un residuato bellico della guerra serbo-croata-bosniaca tra il 1991 e il 1995. Oltre 1.100 chilometri quadri di territorio croato sono infestati da circa 500 mila mine, circa il 2% della superficie del Paese. Secondo le statistiche ufficiali, dalla fine della guerra, oltre 440 persone sono state uccise dalle esplosioni di mine e altre 1.400 sono rimaste ferite.
05 marzo 2007

 
Pubblicato da monica il 01/03/2007 alle 14:55:10, in Notizie sparse, letto 1151 volte
Aism (associazione italiana sclerosi multipla) torna in piazza questo fine settimana il 3 e il 4 marzo a vendere fiori; fiori per la morte di tanti animali massacrati con la vivisezione.
Tornano a venderci buonismo celando la brutalità del loro scopo
Tornano a venderci gardenie bianche in occasione della festa della donna con lo slogan “ perchè non sia la sclerosi a farci la festa”.
Una festa con più di 260.000 piante di gardenia in cambio di una donazione di 13 euro.
Il 70% del ricavato andrà alla ricerca scientifica. La festa l’andranno a fare a milioni di innocenti.
Scriviamogli che non compreremo mai i lori fiori sporchi di sangue, non finanzieremo mai nessuna delle loro iniziative finchè non dichiareranno di non usare più animali per le loro ricerche.
Scriviamo a: aism@aism.it
Per maggiori info consultate www.ricercasenzaanimali.org

Non vendetemi un fiore per la vita, penserò inevitabilmente alla morte,
alla morte di tanti animali innocenti vittime involontarie della vivisezione.
Quante sono le alternative per le quali
nessuna sofferenza verrebbe inflitta alla vita,
nessun orrore perpretato!
non diteci che ci sono bambini che muoiono perchè lo sappiamo,
potrebbero essere anche i nostri;
ma non è la morte che sconfigge la morte.
Vogliamo una medicina più umana
ed allora accetteremo di buon grado
e compreremo il vostro fiore
e sarà anche la nostra bandiera
a questo prezzo non possiamo;
e per noi questo sarà un giorno di grave lutto
nel quale i fiori appassiranno
per ammazzare degli "esseri viventi".
(autore ignoto)
 
Pubblicato da Piero il 28/02/2007 alle 23:15:44, in Notizie sparse, letto 1533 volte

Logo Valle VeganDal 17 febbraio sono operative due nuove sedi periferiche della Vallevegan, allo scopo di divulgare e promuovere i principi della cultura vegana, dell’antispecismo e della liberazione animale, intese come condizioni imprescindibili per la ricerca della ri-naturalizzazione di qualunque essere senziente, in quanto nasce libero e vive libero da ogni forma di sfruttamento da parte dell’uomo.

La prima sede è anche il luogo redazionale del sito internet e si trova a Roma nel quartiere di S.Lorenzo, in via dei Campani 14.

La seconda a Fiuggi (FR), in via Arcinazzo s.n.c., già sede operativa locale della Lega Abolizione Caccia.

Per ogni informazione e richiesta va fatto comunque riferimento alla sede centrale in loc. Maranese a Rocca S.Stefano (RM), tel 06/9565565, e-mail attivismo@vallevegan.org.  

 
Pubblicato da Piero il 28/02/2007 alle 22:49:50, in Notizie sparse, letto 1232 volte

Escursione al Monte Tolfaccia (m.580), domenica 11 Marzo.

Monte TolfacciaSarà un itinerario di 5 ore e 30 di cammino (ad una andatura normale ed escluse le soste), con 500 metri di dislivello. Attraverseremo una zona di pascoli e boschi tipicamente maremmana che dal medioevo viene utilizzata dalla gente del paese per lasciare allo stato brado gli animali. Risaliremo la valle di uno dei ruscelli che dalla Tolfa scendono verso il mare ed arriveremo ai ruderi di un abitato medievale dove vivevano i minatori che lavoravano alle cave di allume. Nella zona nidifica il rarissimo NIBBIO REALE. Questa volta avremo un solo piccolo guado da affrontare al ritorno. Il percorso è ad anello, in buona parte su strade sterrate e con dislivello molto graduale. Ci risentiamo il giovedì prima dell’escursione quando sapremo meglio le previsioni del tempo. Anche con il tempo nuvoloso nei luoghi dove dovremmo andare si va benissimo, non staremo in alta montagna, per cui il clima è sempre più mite, l’importante è che non piova. Quando vado in Maremma ed il tempo è incerto mi porto sempre un ombrello che, quando non si è in alta montagna, è una cosa molto buona per ripararsi dalla pioggia( i pastori portano sempre con sé un ombrello).

Appuntamento ore 9.00 all’autogrill Arrone-Est, è uno dei primi autogrill lungo l’autostrada Roma-Civitavecchia. Dall’autogrill procederemo insieme fino all’uscita di Santa Severa e dopo pochi chilometri da Santa Severa incontreremo la partenza del nostro itinerario. Prego chi vuole venire di contattarmi nei giorni precedenti e di darmi un recapito, perché a seconda delle condizioni del tempo potremmo fare dei cambiamenti di appuntamento.

Consigli per le cose da portare: 1) Innanzi tutto si consiglia l’utilizzo di scarponcini da trekking. Sono comodi, si fatica di meno perché fanno più presa nel terreno, proteggono dalle storte. 2) Uno zainetto da portare a spalla dove vanno messe le varie cose. 3) Almeno un litro d’acqua a persona. 4) Pranzo al sacco. Non esistono rifugi gestiti come sulle Alpi, per cui per il pranzo bisogna essere autosufficienti. Invito caldamente tutti i partecipanti (vegan, vegetariani,e simpatizzanti in transizione) a portarsi per questa escursione un pasto vegan (senza animali e derivati). 5) Abbigliamento: durante le escursioni ci si veste a strati, perché si può passare dal molto caldo al molto freddo nel giro di poco tempo. Come calzoni vanno bene un paio di blue jeans comodi o i pantaloni di una tuta. Consiglio poi una camicia a maniche lunghe, un pile o un maglione, un giubbotto di sicurezza per la pioggia e da mettere comunque se fa freddo, un berretto, dei guanti. 6) in macchina lascio un paio di scarpe da ginnastica e un paio di calzettoni di ricambio da mettere al ritorno. Dopo avere camminato è buona norma cambiarsi i calzettoni e gli scarponcini (questi ultimi possono essere infangati, fanno traspirare poco il piede, rendono difficile la guida della macchina). 7) in macchina lascio anche una t-shirt di riserva per cambiarmi al ritorno dell’escursione e mettermi un indumento pulito.

La mia mail è titoferretti@libero.it chi è interessato a venire è pregato a contattarmi nei prossimi giorni. La gita è gratuita!

ciao Tito

 
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