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Home/Storico/Notizie sparse
Articoli della sezione «Notizie sparse».
Ordine cronologico: discendente (il più recente in testa).
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Pubblicato da Piero il 27/10/2008 alle 08:29:43, in Notizie sparse, letto 2579 volte

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MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LE PELLICCE
per chiedere la chiusura degli allevamenti di animali da pelliccia
SABATO 8 NOVEMBRE 2008

Ritrovo alle 14.30 in Piazza della Repubblica - ROMA
Il corteo attraverserà il centro della città e terminerà in P.zza Venezia
dove da un palco prenderanno la parola i rappresentati
delle associazioni animaliste

Se acquisti una pelliccia o un capo contenente bordi in pelliccia, purtroppo diventato una moda anche tra i più giovani, sei silenziosamente colpevole del massacro di milioni di animali allevati negli allevamenti intensivi, veri e propri lager che non considerano minimamente le esigenze naturali di un essere vivente. Gli animali sono sottoposti per tutta la loro vita a continuo stress, a causa della vita in gabbie ridottissime in cui vengono costretti a subire correnti d’aria e freddo per rinfoltire il pelo e le femmine divengono spesso “macchine” forzate alla riproduzione. Infine questa sorta di “vita” conduce ad una morte certa altrettanto dolorosa perché ottenuta con soffocamento, annegamento, bastonate ed elettroshock.
Nei giorni successivi alla manifestazione consegneremo al Parlamento le decine di migliaia di firme raccolte per chiedere la chiusura degli allevamenti di animali da pelliccia, così come accaduto in molti paesi Europei, dove è proibito l’allevamento di qualsiasi specie di animali da pelliccia.

Uniamoci contro le pellicce! Affinché, anche in un paese civile come l’Italia venga approvata una legge per il divieto degli allevamenti di animali da pelliccia.
FONTE: OIPA
 
Pubblicato da Piero il 27/10/2008 alle 08:21:20, in Notizie sparse, letto 1272 volte

 

PROGETTOVIVEREVEGAN

 

 
Pubblicato da marco il 21/10/2008 alle 22:46:02, in Notizie sparse, letto 1258 volte

 

Giovedì 23 ottobre alle ore 15.30 l'Associazione Volontari Canile di Porta Portese ha promosso una manifestazione a Piazza San Marco, il giardino che è proprio sotto la scalinata del Campidoglio nella parte alta di piazza Venezia. La manifestazione, di sostegno alle associazioni animaliste romane che da tanti anni si occupano dei cani e dei gatti vaganti, feriti, sequestrati per maltrattamenti presenti sul territorio del Comune di Roma (animali dei quali è proprio il Sindaco - secondo la normativa vigente - il diretto responsabile) ha un titolo esplicativo: "I canili e i gattili romani non possono diventare un business".

 

Obiettivo dell'iniziativa il contrastare l'intenzione dell'amministrazione comunale di indire gare europee aperte alle società commerciali per la gestione dei canili e dei gattili pubblici. La normativa nazionale di riferimento infatti esplicitamente dichiara che prioritariamente la gestione delle strutture comunali devono essere affidata ad associazioni animaliste no profit, le uniche che possono garantire, senza fini di lucro, benessere animale e servizi al cittadino.

 

Le associazioni che hanno aderito alla manifestazione indetta da AVCPP aumentano ogni giorno: LAV, ENPA, Lega Ambiente, Associazione Canili Lazio, Associazione Torre Argentina, Associazione ARCA, Associazione Panda, Associazione Pet Village, Associazione Mente Naturale, Associazione La Casetta dei gatti, Associazione Gli Amici di Carlotta e Pesciolino, Associazione Azalea. L'AVCPP ha chiesto al Sindaco Alemanno di ricevere una delegazione di associazioni, vista la sensibilità alle tematiche animaliste mostrata dal Sindaco nel corso della sua campagna elettorale.

 
Pubblicato da vegandalf il 17/10/2008 alle 00:35:36, in Notizie sparse, letto 5245 volte
Anche in Italia, dalla Campania, le scarpe etiche, una produzione che rispetta i lavoratori, gli animali, l'ambiente.

COSA SONO
Sono le SCARPE NO LOGO prodotte in Portogallo e vendute in tutto il mondo che hanno una sola missione: PRENDERE A CALCI LA NIKE e tutte le multinazionali sportive che sfruttano i lavoratori ed inquinano l'ambiente. Invece che optare per il boicottaggio e le denunce contro lo sfruttamento degli operai nelle fabbriche asiatiche contro la NIKE, Kalle Lasn (il fondatore di AdBusters.org) ha deciso di produrre in modo corretto. Etico.

LA FABBRICA
Niente sfruttamento degli operai, niente delocalizzazioni selvagge. Una guerra ad armi più o meno pari, perchè Lasn rinuncia al profitto. La fabbrica si trova in una zona agricola del Portogallo, in cui si producono scarpe da 400 anni. Appartiene alla stessa famiglia da 3 generazioni ed è considerata un'azienda modello: macchinari nuovi e costantemente aggiornati, spazi ampi ed adeguatamente illuminati ed areati, un medico presente in azienda 2 volte a settimana al quale i dipendenti possono rivolgersi gratuitamente. Le condizioni di lavoro sono eque e gli stipendi arrivano a superare del 35% il minimo salariale previsto per legge; lo straordinario non è obbligatorio ed è ben retribuito. Gli operai sono tutti del posto, e la pausa pranzo è di un'ora e mezzo. Inoltre secondo il sindacato aziendale - e gli stessi lavoratori - nessuno è mai stato licenziato ingiustamente.

PERCHÉ ACQUISTARLE
Acquistare le Blackspot significa contribuire a creare una cooperativa di consumo mondiale il cui scopo è rivoluzionare il mercato della scarpa da ginnastica promuovendo una produzione etica, nei confronti sia dei lavoratori sia dell'ambiente. L'obiettivo dichiarato è quello di rosicchiare un 1% di quota di mercato della NIKE, per dimostrare che è possibile produrre eticamente creando imprese valide.

I MATERIALI
Le Blackspot V1 e V2 sono fatte di canapa naturale al 100%, lavorata con metodi come la macerazione ad acqua, che consentono di non utilizzare sostanze chimiche. La suola in gomma e le parti in VERA FINTA PELLE sono biodegradabili al 70%. La suola del nuovo modello V2 è costituita da copertoni riciclati. Il non-logo è disegnato a mano.

DOVE
Le Blackspot V1 e V2 sono disponibili (meglio se su prenotazione) presso
NATAPUTECA Bottega del Mondo
Associazione di Promozione Sociale ALTRONAUTI
via Gambardella 16 - Torre Annunziata (NA)
tel: 333.6784378 - email: altronauti@yahoo.it

Per maggiori informazioni, foto e quant'altro visita il sito www.blackspotsneaker.org
 
Pubblicato da Daniela il 08/10/2008 alle 16:12:30, in Notizie sparse, letto 1440 volte
Quintomondo presenta: Un giorno da cani
Quintomondo presenta: Un giorno da cani
Tra le "associazioni amiche" sarà presente anche ValleVegan con uno stand informativo su veganismo e antispecismo.
 
Pubblicato da Piero il 07/10/2008 alle 08:35:11, in Notizie sparse, letto 2257 volte
BILANCIO A UN ANNO DAL SEQUESTRO

E’ trascorso quasi un anno dal sequestro dei canili di Giuliano di Roma e di Sgurgola, già gestiti entrambi dalla Cooperativa Percorso Sicuro, effettuato ad opera del NIRDA - Nucleo Investigativo del Corpo Forestale dello Stato – anche grazie all’iniziativa della LAV e al materiale documentale raccolto negli anni dall’Associazione Canili Lazio Onlus, poi incaricata dalla Procura di Frosinone di occuparsi delle adozioni dei cani posti sotto tutela giudiziaria. Il bilancio di questo periodo di sequestro è positivo: sono stati bloccati immediatamente gli ingressi in quanto i canili erano estremamente sovraffollati e il Custode Giudiziario, dott.ssa Luciana Perfetti, Sindaco di Sgurgola, ha incaricato della gestione delle strutture una cooperativa che ha usato grande attenzione nelle assunzioni selezionando personale competente all’interno delle principali associazioni animaliste locali, comprese Legambiente ed ENPA - sezione di Frosinone. Sebbene all’inizio vi fossero problemi di fondi in quanto i Comuni convenzionati non pagavano, grazie alla mobilitazione nazionale creatasi subito dopo il sequestro, si sono alternati quotidianamente e del tutto gratuitamente anche volontari di Associazioni nazionali quali la Fondazione Vallevegan, i Volontari Canile di Porta Portese e ovviamente ACL. Solo così, anche in assenza di risorse economiche adeguate, si è potuto garantire l’accudimento dei cani custoditi e sono stati tolti dai due canili a spese delle associazioni moltissimi animali bisognosi di cure urgenti (15 tuttora in carico all’Associazione Canili Lazio, nessuno dei quali deceduto, fra i molti prelevati). Il tutto in un quadro in cui il benessere dei cani, il loro diritto alla vita, alla salute e all’adozione è stato messo al primo posto. I risultati? 17 cani deceduti in entrambe le strutture e 3 cani malati che risultano deceduti dopo l’affido ad altre associazioni, per un totale di 20 cani morti in tutti e due i canili in 11 mesi.
Cifre ben diverse da quelle che si registravano prima del sequestro e che vale la pena ricordare: oltre 5.000 cani morti in meno di dieci anni, 854 nel solo 2003.
Questi dati, le 160 adozioni realizzate e ancor più l’evidente benessere dei cani, irriconoscibili perché ingrassati e tranquillizzati, dovrebbero fare riflettere le istituzioni competenti (v. foto del cane sopra prima del sequestro e nel settembre 2008).
La nota spiacevole è stata l’assoluta mancanza di disponibilità del Dirigente della Asl di Frosinone, dott. Zotti, ad incontrare la nostra Associazione per cominciare a percorrere insieme la strada del “dopo sequestro” evitando che quando inevitabilmente le strutture verranno riconsegnate al proprietario, si torni ai vertiginosi indici di mortalità che avevano fatto di Giuliano di Roma il canile con il record delle morti in Italia, come riportava il settimanale Panorama nell’ articolo del 18 marzo 2005 sui canili lager. La “colpa” dell’ACL - lo ricordiamo a tutti coloro che ci conoscono solo da poco tempo - è stata quella di avere segnalato per anni formalmente tutte le irregolarità della gestione del canile di Giuliano di Roma, compresa quella sanitaria, facendo espressamente riferimento a gravi comportamenti di alcuni veterinari della Asl.
Per questo motivo l’ACL chiede ai propri sostenitori di firmare una petizione invitando l’ASL di Frosinone ad impegnarsi esigendo dal proprietario la ristrutturazione delle strutture non a norma nel canile di Giuliano di Roma, a non oltrepassare il limite di due cani per recinto e a mantenere l’attuale livello di benessere degli animali garantendo la collaborazione con ACL e le altre associazioni animaliste sia per l’ingresso di volontari che possano aiutare nell’accudimento e socializzazione dei cani, sia per le adozioni.

Questo è il testo originale: http://www.associazionecanililazio.it/diario/bilancio-a-un-anno-dal-sequestro-giuliano-di-roma-e-sgurgola-non-si-muore-piu
 
Pubblicato da marco il 04/10/2008 alle 20:34:05, in Notizie sparse, letto 1730 volte

 

 

Articolo de L'Arena di Verona, 1 ottobre 2008, tratto da http://www.finoallafine.info

 

A San Martino Buon Albergo l’Animal Liberation Front recide le reti di recinzione. Centinaia di visoni «evasi» dalle gabbie. I «guastatori» hanno creato un grosso varco per fare fuggire gli animali destinati a diventare pellicce

 

Nella notte tra lunedì e martedì gli animalisti hanno svuotato di nuovo l’allevamento di visoni a Campalto di San Martino Buon Albergo. È il secondo assalto in una settimana ai danni della ditta Anipel. Stavolta, il commando, che gli inquirenti ipotizzano sia sempre composto da almeno sei, sette persone per la rapidità dell'azione e per la quantità dei danni inferti, non ha rivendicato il gesto scrivendo la sigla della propria associazione sui muri all’interno dell’azienda o telefonando al centralino del giornale L’Arena.

 

«Tuttavia, la Digos e i carabinieri di San Martino Buon Albergo sono convinti si tratti ancora dell’Animal liberation front, autore delle precedenti intrusioni, quattro in due anni, inclusa l’ultima, e un incendio che devastò un nostro fabbricato usato per preparare il pastone destinato ai visoni e i camion parcheggiati in cortile», spiega Luca Begnini figlio del titolare della società. Il blitz è stato portato a termine prima dell’alba. Alle 4,30, una telefonata dei vicini a Campalto è giunta nell’ abitazione dei Begnini a San Martino Buon Albergo che da 40 anni allevano visoni.

 

«Sette giorni fa avevamo tremila animali. Oggi ne sono rimasti meno di un migliaio. Il resto delle bestiole sono morte o disperse», continua Luca Begnini. «Ma, ripeto, nate e cresciute in gabbia, non hanno alcuna possibilità di sopravvivere se abbandonate in mezzo alla campagna». Se fossero rimaste nell’ allevamento, sarebbero rimaste in vita, ma giusto fino al momento di essere macellate per ricavarne la pelliccia.«Abbiamo perso tutto», dice Luca Begnini. «Vedremo se riprendere o meno l’attività. Oggi siamo la ditta maggiormente preso di mira in Italia». La famiglia del giovane gestisce l’unico allevamento di visioni a Verona. La tattica seguita dal gruppo di animalisti è stata la stessa di una settimana fa: hanno raggiunto l’allevamento passando dai viottoli sterrati della Coetta. Messi i veicoli al riparo dai curiosi, hanno percorso l’ ultimo tratto a piedi, attraversando i terreni attorno all’azienda dove hanno lasciato molte impronte. Stando alle forze dell’ordine, sono dei professionisti bene organizzati.

 

L’Animal liberation front svolge azioni contro lo sfruttamento e l’abuso degli animali nel mondo. In Italia, ha cominciato dagli anni Novanta. Arrivato all’allevamento, il commando ha tagliato la recinzione per una lunghezza di 40 metri. La breccia era talmente larga da permettere facilmente alle bestiole di fuggire dall’allevamento per un raggio di un chilometro, poco più. Tenute in stato di cattività, basta poco a disorientarle. Una volta libere, perciò non si allontanano mai troppo. «La Digos e i carabinieri hanno effettuato un lungo sopralluogo nell’azienda alla ricerca del minimo indizio», aggiunge Luca Begnini. «Mi hanno detto di avere aumentato i controlli nel circondario dopo l’incursione della settimana scorsa. Hanno anche promesso di intensificare nei prossimi giorni i pattugliamenti notturni. A noi, invece, rimangono i danni».

 
Pubblicato da Piero il 30/09/2008 alle 12:53:21, in Notizie sparse, letto 2703 volte
campagna AIP BASTA PELLICCE NEI NEGOZI DIESEL!


AIP lancia una nuova campagna internazionale

Dopo i successi nazionali e internazionali delle campagne contro le pellicce, che hanno convinto marchi di moda e grandi magazzini a non vendere o produrre più capi con inserti di vero pelo, è il momento di lanciare una nuova campagna su di un marchio italiano diffuso in tutto il mondo.
Questa campagna, come tutte le altre lanciate finora da AIP o da network internazionali contro le pellicce, si basa sulla pressione, sull'informazione e sul boicottaggio dell'azienda, e non avrà termine fino a che non ci sarà un impegno aziendale verso una politica senza pellicce.

La campagna partirà ufficialmente con una giornata di mobilitazione internazionale l'11 e 12 ottobre. In quei giorni si terranno proteste davanti ai negozi Diesel di quasi tutta Italia, ma anche in Inghilterra, Germania, Svezia, Danimarca, Belgio, Olanda, Usa, Svizzera, dove gruppi di attivisti hanno già aderito all'appello di AIP.

Per maggiori informazioni sulla campagna e come sostenerla vai alla pagina CAMPAGNE IN CORSO


APPUNTAMENTI:

GIOVEDI 2 OTTOBRE - ore 8.30
Presidio davanti al quartier generale di Diesel.
Via dell'Industria 7, Molvena (Vicenza)

SABATO 11 OTTOBRE - GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO DIESEL
Proteste a Milano, Bologna, Torino, Roma, Firenze, Treviso, Verona, Genova.

CONTATTA DIESEL:
Fai sapere all'azienda che hai deciso di aderire al boicottaggio. Puoi mandare loro una lettera, una e-mail, un fax, fare una telefonata. Ognuna di queste comunicazioni per loro è un possibile cliente perso.
Non sottovalutarne l'importanza.

DIESEL SPA
Via dell'Industria 7
36060 Molvena (VI)
Tel. 0424477555
Fax. 0424411154

Responsabile Comunicazione:
Antonella Viero - antonella_viero@diesel.com

Responsabile Marketing:
Gianfranco Fina - gianfranco_fina@diesel.com
Alice Sozzi - alice_sozzi@diesel.com

Ufficio Stampa:
Cristina Andresano - cristina_andresano@diesel.com
Simona Carchia - simona_carchia@diesel.com
Giacomo Nicolodi - giacomo_nicolodi@diesel.com

Tutte le mail in blocco "Copia e incolla":
antonella_viero@diesel.com, gianfranco_fina@diesel.com, alice_sozzi@diesel.com, cristina_andresano@diesel.com, simona_carchia@diesel.com, giacomo_nicolodi@diesel.com

Lettera Tipo:

Spett.le Diesel Spa,

Con questo messaggio voglio esprimere il mio sostegno alla campagna di protesta nei confronti della presenza di capi contenenti inserti di vera pelliccia nelle collezioni dei alcuni dei vostri marchi.

Vi ricordo che ogni anno decine di milioni di animali vengono allevati in condizioni orribili e uccisi brutalmente per potergli strappare il manto e trasformarlo in inserti, cappucci o giacche come quelle prodotte da Diesel.

Molte aziende hanno fortunatamente cessato di produrre e vendere inserti di vera pelliccia, tra cui tutti i grandi magazzini italiani e decine di marchi e stilisti a livello internazionale. Ritengo che la stessa scelta etica sia un passo che anche Voi dovreste fare, proponendo abbigliamento che sia privo di questa brutale crudeltà.
Fino al momento in cui non sarà resa pubblica una simile decisione mi impegno a partecipare alla campagna di protesta nei confronti dei Vostri negozi e a diffonderla il più possibile tra tutte le persone di mia conoscenza.
 
Pubblicato da Daniela il 28/09/2008 alle 07:17:21, in Notizie sparse, letto 1777 volte
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In occasione della Settimana Vegetariana Mondiale, sabato 4 ottobre dalle 16.00 alle 18.30, a ROMA, in Piazza di Porta San Giovanni (statua di San Francesco) ci sara' un presidio a favore dell'iniziativa "stop susssidi agli allevatori".
Siete tutti invitati a partecipare !!

Iniziativa nazionale "Firma per Stop sussidi ad allevatori e pescatori" 27/08/2008

Una iniziativa contro gli allevamenti all'interno della Settimana Vegetariana Mondiale.

Una giornata nazionale per raccogliere firme sulla petizione "Stop sussidi ad allevatori e pescatori" e per informare le persone sui danni degli allevamente intensivi e su come siamo costretti a pagare con la nostre tasse un'industria dannosa per tutti - ambiente, animali, esseri umani. L'evento si colloca all'interno della Settimana Vegetariana Mondiale promossa da vari gruppi europei per la prima settimana di ottobre, quindi le date fissate per questa giornata sono quelle del finesettimana 4-5 ottobre 2008.

Maggiori informazioni sulla settimana vegetariana mondiale: www.vegetarianweek.org

Perché partecipare

La Settimana Vegetariana Mondiale è stata indetta quest'anno nella prima settimana di ottobre e vede eventi organizzati in tutto il mondo per la diffusione di una cultura vegetariana in quanto rispettosa per l'ambiente, gli animali e la nostra salute. Il primo ottobre è la Giornata Internazionale Vegetariana, il 2 ottobre è la Giornata Mondiale per gli Animali d'allevamento, in corrispondenza al giorno di nascita di Gandhi, il 4 ottobre, giorno di San Francesco, è la Giornata Mondiale degli Animali. Una settimana dunque ricca di eventi veg-animalisti, e l'iniziativa proposta per l'Italia per partecipare a questo grande evento mondiale è perfettamente in tema, perché ha lo scopo di ostacolare la diffusione di allevamenti e macelli e di far sentire la nostra voce per gli animali, non solo quella di allevatori, pescatori e macellai.

Gli allevatori e pescatori si lamentano continuamente, fanno scioperi, proteste, spesso coinvolgendo anche gli animali, portando le mucche o i maiali in piazza.

E' bene che ci facciamo allora sentire anche noi, per dire che invece tutta l'industria degli allevamenti e della pesca vive grazie ai sussidi che l'UE e i singoli Stati forniscono, pagandoli coi soldi delle tasse dei cittadini.

Allora diciamo chiaramente che non vogliamo che i nostri soldi siano usati per sostenere un'industria che ammazza animali, devasta l'ambiente, nuoce alla salute umana, è fonte di sprechi che pesano molto sul problema della fame del mondo. Chi vuole comprare in gran quantità alimenti di origine animale - carne, pesce, latte, uova - li paghi, in toto, paghi la coltivazione dei mangimi, il trasporto, l'allevamento, e un "risarcimento danni" per l'impatto causato all'ambiente. Li paghi al supermercato coi suoi soldi, non è più ammissibile che invece paghi pochissimo questi prodotti e le spese siano sostenute coi soldi di tutti, anche di chi questi prodotti non li vuole consumare o ne consuma pochissimi.

Non serve nemmeno essere vegetariani per essere d'accordo nel firmare la petizione: a nessuno dovrebbe piacere pagare due volte per quel che consuma, una volta in negozio e una volta con le proprie tasse, anche questo bisogna far capire al pubblico, nello spiegare l'iniziativa.

Come partecipare

L'iniziativa principale è quella di organizzare un sit-in informativo con distribuzione di volantini appositi e raccolta di firme sulla petizione "Stop sussidi ad allevatori e pescatori" nelle date indicate.

Chi non riesce a organizzare un sit-in, può raccogliere firme tra conoscenti e parenti. E' anche disponibile la petizione on-line da pubblicizzare via email, alla pagina:
http://www.nutritionecology.org/it/news/petition_cap.html

Un'altra attività è quella di distribuzione in buca del volantino dell'iniziativa: sul volantino c'è una mini-petizione, chi vorrà potrà firmarla e raccogliere qualche altre firma e poi spedire il volantino. Non serve alcun permesso per questo tipo di attività, basta che ci richiediate i volantini e li distribuiate in buca delle lettere nel vostro quartiere.

Istruzioni per sit-in con volantinaggio e raccolta firme

E' importante organizzare dei sit-in informativi in piazza, anche di poche persone (5-6), piuttosto che un volantinaggio singolo. Con un sit-in potete esporre cartelloni e striscioni, potete sistemare un piccolo banchetto per la raccola firme, e distribuire volantini ai passanti. Se avete un megafono, potete spiegare al pubblico la situazione degli allevamenti, invitarli a fermarsi a firmare. Se avete un video, potete mostrare i filmati sui macelli (vedi oltre).

Si può inoltre mandare ai giornali locali un comunicato stampa, per dare maggior enfasi e diffusione all'iniziativa. Se non avete video e megafono, non importa, bastano i cartelloni! Se siete solo in due, vedrete che poi altre persone si uniranno! Trovate una bozza di comunicato stampa in fondo alla pagina.

Per un sit-in informativo va fatta la notifica in Questura, ma NON serve alcun permesso del Comune, quindi, non rivolgetevi al Comune. Occorre mandare la notifica alla Questura via fax usando il fac-simile che potete scaricare qui:
comunicazione_presidio_pac_facsimile.rtf
Dovete completarlo coi vostri dati anagrafici, il luogo, la citta', la data, l'orario e gli altri dettagli dell'evento che siano diversi da quelli del fac-simile.

In molti casi è sufficiente questo fax, in altri casi dopo l'invio del fax vi ricontatteranno loro e dovrete andare lì di persona per confermare la richiesta. Ciascuno ha la sua prassi. Il fax va inviato almeno 3 giorni prima, ma vi conviene inviarlo per tempo, almeno 15 giorni prima, in modo da essere sicuri che non ci siano problemi dell'ultimo momento e poter così pubblicizzare tranquillamente l'evento. Conviene, dopo 3-4 giorni dall'invio, telefonare per accertarsi che sia stato ricevuto e sia tutto ok.

Fate solo attenzione nel caso in cui oltre alle persone e ai cartelloni il sit-in comprenda anche un tavolino, per le petizioni o per appoggiarci un video: in molto casi, il permesso di usare il tavolino e' compreso nel "permesso" di tenere il sit-in e nessuno crea problemi, ma in qualche Comune potrebbe esserci la polizia muncipale che fa storie e che pretende il permesso di uso del suolo pubblico. Da un punto di vista logico, non ha molto senso, perche' che il suolo sia occupato da una persona con in mano i moduli delle petizioni, o da un mini-tavolino con le petizioni appoggiate, non fa differenza, ma da un punto di vista formale potrebbero crearvi problemi. Consigliamo in quasti casi di "parlamentare" coi rappresentanti della Questura di modo che i vigili non creino ostacoli al sit-in, e se questi non vogliono sentir ragioni, smontare il tavolino, raccogliere firme stando in piedi e facendo appoggiare chi firma su una cartellina rigida che tenete in mano voi, e regolarsi per le volte successive.

Città aderenti ai sit-in e recapiti

Aggiornamento al 25-9-2008

Scriveteci per darci notizie dell'organizzazione di un sit-in, indicando il vostro recapito per farvi contattare da altri attivisti nella vostra città!

Chi vuole unirsi a un evento in corso di organizzazione, contatti i recapiti sotto elencati!

Torino
Sabato 4 ottobre, ore 15.30 - 20.00, piazza Castello ang. via Garibaldi
Contatto: piemonte@agireora.org

Milano
Sabato 4 ottobre, ore 15.30 - 20.00, piazza San Babila
Contatto: Mattia - mollik74@yahoo.it

Firenze
Sabato 4 e domenica 5 ottobre, dalle 10 alle 19.30; sabato: Piazza S. Croce; domenica: Piazza della Repubblica
Contatto: Elvino - e.gasparotti@animalitalia.it

Napoli
Sabato 4 ottobre, dalle 16 alle 20, piazza del Gesu' Nuovo (lato Liceo Genovesi - chiesa del Gesu' Nuovo)
Contatto: napoli@agireora.org

Alessandria
Sabato 4 ottobre, dalle 15 alle 22, sotto i portici di corso Roma angolo piazza Garibaldi
Contatto: alessandria@agireora.org

Roma
Sabato 4 ottobre, 16.00 - 18.30, Piazza di Porta San Giovanni (statua di san Francesco)
Contatto: Monica - monicalugini@yahoo.it

Ancona
Domenica 5 ottobre, 15.30 - 20.00, Piazza delle 13 cannelle
Contatto: Daniele - danymals@hotmail.it

Carpi (Modena)
Sabato 4 ottobre, 8.30-13.30, all'ingresso dell'IperCOOP "Il Borgogioioso" di Carpi
Contatto: Daniela - animali.info@gmail.com

Arezzo
Sabato e domenica 4 e 5 ottobre, ore 8-19.30, piazza S. Jacopo (davanti alla banca)
Contatto: Ilaria - ilaria.isacchi@libero.it

Siena
Domenica 5 ottobre, dalle 10 alle 20, Piazza Madonna delle Nevi
Contatto: Elena - antispecistisiena@gmail.com

 
Pubblicato da vegandalf il 27/09/2008 alle 21:38:09, in Notizie sparse, letto 1343 volte
Dopo la liberazione di conigli in provincia di Padova di un paio di mesi fa [1 | 2 | 3], altre due azioni ALF hanno avuto luogo in questi giorni in Veneto. L'obiettivo in entrambi i casi è stato rappresentato da allevamenti di visoni: ne sono stati liberati circa 9.000 in provincia di Vicenza e altri 3.000 in provincia di Verona.

Come già accaduto in passato, questi avvenimenti forniscono agli allevatori - forti dell'appoggio degli inquirenti - l'occasione per fare sfoggio della più becera ipocrisia: è davvero curioso come la sorte di questi poveri animali, che una volta liberi potrebbero morire di stenti, di freddo (sic!... ma non dovevano farci delle calde e confortevoli pellicce?) o travolti dalle automobili, desti tante preoccupazioni in chi quotidianamente li uccide per mestiere...
 
Pubblicato da marco il 14/09/2008 alle 19:27:49, in Notizie sparse, letto 3297 volte

 

Corriere della Sera, 13 settembre 2008, pagina 29

 

Parla Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri.

 

[...]Per me l'uomo ha un primato sugli animali. [...]La sperimentazione sugli animali è ancora oggi una necessità e non può essere una semplice opzione; credo che nessuno possa pensare di portare un nuovo farmaco direttamente alla sperimentazione sull'uomo. Gli animali nei laboratori odierni sono tutelati a sufficienza. Anche i test sul dolore sono minimali: riguardano ad esempio la pressione e non appena l'animale ritrae la zampa vengono sospesi. Certo, non possiamo fare a meno di avere cavie portatrici di tumore, ma in questo caso si ricorre agli anestetici. L'importante è non mettere troppi limiti burocratici, che rallenterebbero quella che rimane un'urgenza per molti malati [...]

 

NdR: nella foto un chiaro esempio di cavia che non soffre, anzi: osservando l'istantanea è facile cogliere anche un pigro sorriso di compiacenza del fortunato primate che si sta godendo la vacanza gratuita nel laboratorio.
Ringraziamo altresì il dott. Garattini che ha svelato la verità a noi stupidi mortali che pensavamo che la vivisezione fosse una pratica piuttosto aberrante.

 
Pubblicato da vegandalf il 11/09/2008 alle 21:42:10, in Notizie sparse, letto 4322 volte

Da pochi giorni è disponibile su YouTube il video relativo a una delle più recenti azioni ALF in Italia, eccolo.

28 luglio 2008, Abano Terme (Padova).
Liberati dall'Alf 30 conigli dall'allevamento Fasolato.
Altri 4000 sono stati portati nei campi fuori dall'allevamento e le gabbie distrutte.

 

Le informazioni qui riportate sono a solo scopo informativo e possono essere incomplete, non si intende incitare ne' azioni ne' comportamenti illegali.

 
Pubblicato da Piero il 02/09/2008 alle 18:24:15, in Notizie sparse, letto 1171 volte
Una bellissima notizia, la corte d'appello ha messo fine alla carcerazione preventiva dei 9 attivisti austriaci che erano ancora in prigione, sono stati liberati tutti!

Ulteriori notizie non appena saranno disponibili in inglese sul loro sito.

Fonte italiana: AgireOra
 
Pubblicato da Lidio il 26/08/2008 alle 16:49:27, in Notizie sparse, letto 1601 volte
Nell'articolo di Repubblica Scienza e Tecnologia, del 23 agosto 2008, e che potete trovare qui viene reso noto che negli uomini è presente il medesimo "sensore" olfattivo del quale sono dotati molti altri animali. Un dispositivo biologico, insomma, atto a farci riconoscere il pericolo (si veda l'articolo più oltre).
Ancora una volta i mezzi di informazione - schiavi delle multinazionali farmaceutiche - veicolano notizie tendenziose, dando la parola a vivisettori.
La vera notizia presente nell'articolo non è quella segnalata nel titolo che sottolinea un dato scientifico già noto agli scienziati (anche nell'uomo ci sono i neuroni fiuta-pericolo). La vera notizia è un'altra. Passa in modo "soft", in modo che quasi non ce ne accorgiamo. La "notizia" è che «ovviamente» non è possibile sperimentare le stesse cose sull'uomo.
Ci dovrebbero spiegare quali sono gli elementi così "ovvii" tali da giustificare l'asportazione di sensori in topi cosiddetti "da laboratorio"...

Ecco il testo dell'articolo per chi non volesse seguire il link verso il giornale:

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NON è solo un modo di dire: gli animali possono davvero "fiutare il pericolo". Alla lettera. E molto probabilmente ne è capace anche l'uomo, dato che lo stesso meccanismo sensoriale è presente negli esseri umani. Il segreto sta nel ganglio di Gruenenberg, un complesso neuronale localizzato nella punta del naso già nel 1973 ma della cui funzione si sapeva pochissimo. Ci sono voluti ben 35 anni per ricomporre il puzzle ma alla fine un gruppo di ricercatori svizzeri ha raggiunto una conclusione importante: gli speciali sensori del ganglio di Gruenenberg servirebbero agli animali a percepire i "feromoni di allarme", ovvero i segnali chimici lanciati dai loro simili in caso di pericolo. E' quanto si legge in una nuova ricerca, durata tre anni e pubblicata su Science.

I ricercatori Marie-Cristine Broillet e Julien Brechbuhl dell'Università di Losanna hanno osservato la reazione ai feromoni di allarme sia in topi normali che in topi privati dei sensori. Dopo aver estratto queste sostanze dagli animaletti, le hanno messe in una gabbia di Plexiglas, accanto alle cavie. I topi ancora dotati dei sensori, allertati dalle molecole, smettevano di muoversi nella gabbia e si rintanavano in un angolo, mentre gli altri continuavano a gironzolare ignari dei segnali di pericolo.

"Questi feromoni dovrebbero far tremare di rabbia il topo e spingerlo a scappare - spiega la Broillet - e infatti questo è ciò che fanno gli animali dotati del ganglio di Gruenenberg". Tutti gli animali, comunque, avevano mantenuto le loro capacità olfattive, visto che riuscivano a individuare un biscotto nascosto dai ricercatori nella gabbia. Studi precedenti avevano avevano già messo in relazione olfatto e segnali di paura, ma questa ricerca è la prima a mostrare con esattezza qual è la parte del sistema nervoso responsabile di questo collegamento.

Tutti i mammiferi, compreso l'uomo (dotato del ganglio di Grueneberg), producono questo tipo di feromoni in caso di allarme. Si tratta infatti di un meccanismo di allerta molto utile all'evoluzione delle specie, presente anche nelle piante, nei pesci e negli insetti. Questo uno dei motivi che rende la scoperta interessante e che fa presumere che anche per noi possa parlarsi di capacità di "fiutare il pericolo".

"Ma presumere un'analogia completa è un po' azzardato", spiega Letizia Ceglie, biologa dirigente dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. "E' molto probabile che il ganglio abbia funzioni analoghe anche nell'uomo, ma per saperlo dovremmo poter sperimentare così come è stato fatto sul topo, sia su soggetti che ne sono dotati che su soggetti a cui è stato asportato. E questo, com'è ovvio, non è possibile". Secondo la biologa, si tratta comunque di una scoperta importante, "anche se dubito - aggiunge - che lasciata da sola in una stanza bendata riuscirei a percepire la presenza di un uomo accanto a me con la pistola. Senza considerare che noi abbiamo un olfatto molto meno sviluppato rispetto a quello degli altri animali. Tra i cinque sensi, è quello che utilizziamo meno".
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Pubblicato da vegandalf il 12/08/2008 alle 14:13:01, in Notizie sparse, letto 8157 volte
Comunicato anonimo ricevuto dalla rivista "LA NEMESI", riportato da www.informa-azione.info

"La notte tra il 28 e il 29 luglio 2008 siamo entrati nell'allevamento di conigli di Lino Fasolato in via Appia 98 ad Abano Terme (PD). Da molti anni questo signore rifornisce i vivisettori di tutta italia e nel 1991 fu scoperto un altro suo losco traffico: accalappiava cani per le strade senza averne la licenza e li rivendeva ai laboratori di vivisezione.
Il lavoro della famiglia Fasolato non è degno di rispetto e noi non abbiamo avuto problemi di coscienza nel rovinare la sua attività.
Ciò che per questa gente è solo merce da vendere in realtà sono esseri viventi incantevoli, ognuno con una propria individualità e con il desiderio innato di respirare aria pulita, vedere la luce del sole, correre sull'erba, scavare nella terra, costruirsi delle tane, vivere la vita.
Per chi lo vede dall'esterno l'allevamento è solo un capannone come tanti, per chi ci lavora è un lavoro come altri.
Per gli animali che qui sono concentrati è un luogo infernale ,una tortura perenne. Chiusi e ammassati l'uno sull'altro in gabbie piccole che non permettono nemmeno di alzarsi in piedi, di allungare le zampe, di fare i movimenti di cui tutti i corpi di tutti gli esseri vivienti necessitano, i conigli giacciono senza capire il perchè di una vita così sprecata: uccisi prima dalla noia, dal dolore fisico, dalla disperazione, dallo stress e dalla depressione, e poi uccisi dall'ignoranza e dalla crudeltà dei ricercatori nei laboratori.
Queste persone presentano il loro lavoro come indispensabile per la nostra vita, dando per scontato che le migliaia di farmaci e cosmetici immessi sul mercato e precedentemente testati sugli animali siano necessari e irrinunciabili per il benessere dell'umanità.
Ma anche se lo fossero non c'è ragione per cui altri abitanti di questo mondo vengano fatti nascere e fatti soffrire unicamenete per soddisfare dei bisogni umani.
Ogni animale (compreso l'uomo) possiede il vitale istinto di nascondersi quando si sente in pericolo, di avere una propria area protetta da invadenze esterne, e per questi conigli il fatto di non poter scavare cunicoli e crearsi una tana è fonte di disagio da far impazzire.
Non riusciamo a smettere di pensare a loro: dalla prima volta che siamo entrati, durante un sopralluogo, i loro occhi e le loro condizioni sono rimasti un pensiero fisso: decine di conigli nati da pochi giorni caduti dalle gabbie nelle latrine sottostanti e sommersi dalle feci; altri schiacciati dai loro simili e con orrende malformazioni e deformazioni del corpo.
Dopo aver svuotato completamente alcune file di gabbie, le abbiamo distrutte in modo che l'allevatore avrà difficoltà a risistemare gli animali eventualmente ricatturati.
Una trentina di conigli più fortunati sono venuti via insieme a noi e ora vivono liberi e al sicuro.
Alcune foto e un video sono a disposizione di chi voglia farsi una idea dell'azienda di Fasolato.
NO alla tortura!
NO alla vivisezione!
Dedicato a tutti i conigli che non abbiamo potuto portar fuori da quell'inferno.
Dedicato ai fratelli e alle sorelle che sono in carcere per il loro impegno,
Dedicato a Paola, Francesco e Daniele rinchiusi nelle carceri italiane
Dedicato agli attivisti austriaci...questa è anche per voi!!
Fronte di Liberazione Animale"
.
.


Notizia riportata da "Il mattino di Padova"

Gabbie troppo strette e vivisezione

Animalisti liberano 4 mila conigli

Un blitz animalista in piena regola per liberare ben quattromila conigli da un allevamento di via Appia Monterosso. Il fatto è avvenuto nella notte fra il 28 e il 29 luglio, ma la notizia è trapelata solo ieri, grazie a un volantino di rivendicazione, corredato da numerose foto, firmato da un «Fronte di liberazione animale». Il «raid» è scattato in piena notte ai danni dell'allevamento di Lino Fasolato, al civico 98 della strada principale della frazione di Monterosso. Nel documento che rivendica l'azione, gli animalisti accusano l'allevatore di vendere i conigli a industrie che praticano la vivisezione. Sono stati messi inoltre sotto accusa i metodi di allevamento di Fasolato: animali ammassati in gabbie troppo anguste che non permettono neppure di distendere le zampe alle povere bestiole. «Come no! - dichiara Fasolato -. I miei committenti, infatti, sono industrie come "Aia", "Amadori" e "Arena" che, come tutti sanno, praticano costantemente la vivisezione. Sono tutte balle. Io sono un onesto commerciante che fornisce ai suoi committenti animali destinati alla nostra alimentazione. Francamente - prosegue - ho qualche perplessità anche sulle motivazioni animaliste. Chi ha liberato i conigli ha scelto principalmentele femmine incinte. Non so chi possa esserci dietro questa azione, ma il fatto mi dà parecchio da pensare». Della scomparsa dei conigli - indicativamente fra i 3.500 e 4.000 esemplari su un totale di 10.000 - Fasolato si è accorto alle 6 del mattino del 29 luglio scorso, quando si è recato a controllare l'allevamento, che dista circa 200 metri dall'abitazione. «Nella notte non ci siamo accorti di nulla. Hanno agito silenziosamente ma con molta abilità - dice ancora -. Dovevano essere in parecchi e hanno impiegato anche molto tempo. Hanno forzato la porta principale del capannone, che comunque non è molto robusta, e poi aperto la maggior parte delle gabbie». Grazie all'aiuto di alcuni vicini, Fasolato è riuscito a recuperare qualche centinaio di piccoli animaletti, ma la maggior parte dei conigli si è dispersa per le campagne circostanti. Ingente il danno per l'azienda, si aggira sui 50 mila euro. «A questo punto - conclude l'allevatore - installerò un sistema d'allarme e mi comprerò qualche cane di stazza robusta, magari alani, evedremo se questa gente avrà il coraggio di ripresentarsi».


Le informazioni qui riportate sono a solo scopo informativo e possono essere incomplete, non si intende incitare ne' azioni ne' comportamenti illegali.
 
Pubblicato da cristiano il 05/08/2008 alle 23:47:21, in Notizie sparse, letto 1797 volte
la prima creatura vivente nello spazio. AD 1957.



[http://requiem4adream.wordpress.com/2007/05/25/trentemoller-feat-ane-trolle-moan-lyrics]

(thinking about you
constantly thinking about you
thinking about you)


i’ve been thinking too much about you
see the sunset with no sleep at all
constantly thinking about you
and i can’t get through this at all


(thinking about you)
(thinking about you)


i’ve been thinking too much about you
i’ve been staring at the floor
i’ve listened to all the tunes I love
but made me feel quite blue

i've been thinking too much about you
see the sunet with no sleep at all
constantly thinking about you
and i can’t get through this at all


(thinking about you)


thinking too much about you
see the sunet with still no sleep at all
and constantly thinking about you
and i can’t get through this at all


(thinking about you)

(constantly thinking about you
and i can’t get through this at all)


(trentemøller - moan)


 
Pubblicato da Piero il 04/08/2008 alle 12:42:07, in Notizie sparse, letto 1140 volte
Notizie positive dai trend di mercato

Gli scorsi anni si è visto un aumento esponenziale di utilizzo di inserti di pelliccia nelle collezioni di stilisti, marchi di abbigliamento e perfino marchi di catene a basso prezzo come grandi magazzini e ipermercati. Tutti ci siamo accorti guardandoci intorno d'inverno di come fossimo circondati da persone con colletti e cappucci di vero pelo.

Fortunatamente tra informazione, pressione e andamento delle mode, la tendenza sta cambiando e ne vedremo gli effetti negli inverni prossimi, quando per esempio già in tutti i grandi magazzini italiani e in negozi molto importanti non ci saranno più inserti di vero pelo e le collezioni di alcuni stilisti non conterranno più questa vergogna.

La conferma di un blocco delle crescite per il settore però ci arriva dagli stessi pellicciai, che hanno pubblicato il rapporto annuale del settore sul sito dell'Associazione Italiana Pellicceria.

Leggere questo documento e comprenderlo in fondo su quanti animali vengano uccisi ogni anno, se di più o di meno, non è facile. Questo in fondo interesserebbe a noi maggiormente, ma evidentemente i nostri nemici hanno tutti i buoni motivi per nascondere questi dati, rendendo un settore più astratto, parlando di fatturato e non di numero di pelli di animali scuoiati. Ma forse anche perché sarebbe ben più facile vedere un calo nell'uso di pelliccia se si parlasse in numero di pelli e non in fatturato.

Della difficoltà a leggere questi documenti e interpretarli si capisce subito dall'introduzione, in cui ci viene detto che "per pellicceria si intendono capi interamente in pelliccia (inclusi capi in shearling), accessori in pelliccia e capi misti in pelliccia/altro materiale". Quindi tutti i cappotti di tessuto con inserto in pelliccia vanno ad aumentare esponenzialmente il fatturato del settore, pur avendo un utilizzo di pelli minime rispetto ad un capo interamente in pelliccia. Da qui si può capire come sia possibile leggendo i dati in questo modo far sembrare il settore enorme e in crescita continua nonostante probabilmente il numero di animali utilizzati in Italia sia sicuramente inferiore rispetto ad alcuni anni fa.

Vogliamo estrapolare dal rapporto alcune frasi e alcuni dati giusto per dare un'idea di cosa sta accadendo al settore pellicceria e perché sia importante la strategia che abbiamo intrapreso contro la grande distribuzione prima e i marchi di moda adesso.

"Le griffe italiane ed internazionali della moda hanno registrato nel 2007 una crescita più modesta per quanto riguarda l’utilizzo della pellicceria. E’ invece notevolmente aumentato l’utilizzo della pellicceria nei marchi di abbigliamento, anche se i dati di partenza erano molto modesti. E’ infine continuata a diminuire la produzione dei marchi di pellicceria."
NOTA: Dal 2005 al 2006 il valore all'ingrosso di pellicceria in Italia è cresciuta del 12%, passando da 850 a 955 milioni di euro, mentre dal 2006 al 2007 non ha avuto alcuna crescita.
La crescita dei marchi di abbigliamento è di 10 milioni di euro, ricordandosi però che si tratta di capi misti tessuto-pelliccia, ed è invece calata di ben il 13% la produzione di capi interi e per negozi specializzati

“Nel quadro complessivo di calo del fatturato, continua peraltro ad esserci la distinzione fra Aziende che crescono anche significativamente (prevalentemente nel mondo fashion) e quelle che subiscono cali anche ragguardevoli (soprattutto nel prodotto tradizionale).”


“La produzione italiana di pellicceria ammonta nel 2007 a 725 milioni di euro. Tale valore è diminuito del 3% rispetto al 2006.”

“L’incidenza a valore wholesale (ingrosso) dei marchi di pellicceria sul totale è diminuita nel 2007 di 6 punti percentuali, quella delle griffe è aumentata di 5 e quella dei marchi di abbigliamento di 1. Questi, pur partendo da valori piuttosto bassi, crescono molto più delle griffe.”
NOTA: I marchi di pellicceria pura rappresentano nel 2007 il 41% del totale all’ingrosso, mentre per il 2008 la stima è che scendano ancora di più fino al 38%.
La crescita di valore percentuale di altri settori in cui si usano meno pelli a parità di valore dei prodotti, comparata con un valore complessivo stabile, come abbiamo già visto, significa un utilizzo di animali significativamente minore.

”Per il 2008 le previsioni sono quanto mai incerte, ma si ritiene che alla fine il mercato resterà stabile su valori simili a quelli del 2007. A livello di comparti, continuerà la crescita delle griffe e dei marchi di abbigliamento rispetto ai marchi di pellicceria, che potrebbero ridursi al 40% circa del totale.”

“Anche a valori retail (dettaglio), le griffe e i marchi di abbigliamento, che rappresentavano già nel 2006 il 55% del valore della produzione di pellicceria, nel 2007 sono saliti al 62% e nel 2008, secondo le previsioni, dovrebbero crescere al 64%. In pochi anni i marchi di pellicceria si saranno quindi ridotti a poco più di un terzo del totale.”

“Le esportazioni 2007 sono diminuite del 6%, contro il 46% di aumento del 2006. Nel 2008 si prevede che restino sostanzialmente stabili.”

“Le importazioni 2007 sono diminuite del 7% contro il 62% di aumento del 2005. Nel 2008 si prevede anche in questo caso che restino stabili.”

“Il consumo 2007 a valori retail risulta di 1.626 milioni di euro (+1% rispetto al 2006). Nel 2008 non si prevedono aumenti significativi.”

Consumo italiano per canale distributivo:

2005:
grande distribuzione 11%
abbigliamento moda monomarca 39%
abbigliamento moda multimarca 16%
specialisti 34%

2006:
grande distribuzione 11%
abbigliamento moda monomarca 41%
abbigliamento moda multimarca 16%
specialisti 32%

2007:
grande distribuzione 10%
abbigliamento moda monomarca 41%
abbigliamento moda multimarca 18%
specialisti 31%

2008:
grande distribuzione 10%
abbigliamento moda monomarca 41%
abbigliamento moda multimarca 20%
specialisti 29%
.

Fonte: campagnaAIP
 
Pubblicato da Piero il 29/07/2008 alle 09:50:37, in Notizie sparse, letto 1115 volte

.
Per conoscerli, capirli, rispettarli.

.
Introduzione: cosa c'è in questo sito?

Ci sono gli animali. Le loro storie, le loro foto, filmati.

Ma non sono i soliti gatti & cani che tutti siamo abituati a considerare "animali d'affezione". Sono altri animali, che fanno sempre una brutta fine, anche se non sono colpevoli di alcun crimine, e non sono "diversi" dai cani e dai gatti.

Qui impareremo a conoscere questi animali, che solitamente non vengono né amati, né rispettati. Vedremo come vivono in natura, e come vivono invece nella dura realtà dell'allevamento, ma anche come potrebbero vivere se venissero rispettati, l'affetto che sanno dare e ricevere, la loro dignità, la loro bellezza, dentro e fuori.

E impareremo anche come fare per evitare il loro sfruttamento, e la loro morte: dipende solo da noi.

Diversi passi di questo sito sono stati ripresi, o ispirati, dal libro di Jeffrey Moussaieff Masson, "Il maiale che cantava alla luna - La vita emotiva degli animali da fattoria", un libro toccante, ma rigorosamente scientifico e logico.

Vi auguriamo buona lettura e buona visione... iniziate questo viaggio con mente aperta, senza preconcetti, con rispetto, e anche, se volete, con amore verso tutte queste creature che dividono con noi la Terra.

Grazie.
 
Pubblicato da marco il 27/07/2008 alle 14:23:31, in Notizie sparse, letto 1194 volte

 

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_interni_NOTIZIA_01.asp?IDNotizia=207940&IDCategoria=1

Università Bari: tonni nati in cattività
Da una ricerca applicata condotta dalla facoltà di medicina veterinaria dell’Università di Bari, “Allotuna”, sono nate venti milioni di larve, da tonni in cattività. E’ la prima volta al mondo che avviene un evento di questo tipo. Il progetto è finanziato con i fondi dell’assessorato allo sviluppo economico della Regione Puglia.

BARI - Da una ricerca applicata condotta dalla facoltà di medicina veterinaria dell’Università di Bari, “Allotuna”, sono nate venti milioni di larve, da tonni in cattività. E’ la prima volta al mondo che avviene un evento di questo tipo, spiega la Regione Puglia, dopo ricerche congiunte condotte da diversi Paesi.

Il progetto, finanziato con i fondi dell’assessorato allo sviluppo economico della Regione Puglia, potrebbe quindi lanciare un nuovo tipo di acquacoltura, già praticata per la spigola e l’orata, salvando una specie ormai al collasso. Il tonno rosso infatti è molto richiesto dai giapponesi per sushi e sashimi. “Questo risultato dimostra che investire sulla ricerca è una politica vincente – ha commentato il vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico, Sandro Frisullo – la Regione Puglia ha destinato a questo progetto 1milione 290mila euro, a metà percorso il risultato raggiunto mostra già di poter risolvere nell’immediato futuro problemi internazionali. Questo ci conforta e ci spinge ad andare avanti in questa direzione”. Sul tonno rosso, ricorda la nota, è attualmente in corso una contesa tra Italia e Commissione europea per le quote di cattura.

 
Pubblicato da Piero il 25/07/2008 alle 21:28:22, in Notizie sparse, letto 1039 volte


A causa delle azioni portate avanti da ALF/GLF (Animal & Grouse Liberation Front) nelle scorse settimane, alcune delle quali in solidarietà con gli attivisti austriaci prigionieri, gli organizzatori della stagione di caccia al gallo cedrone di Ilkley Moor, la Bingley Moor Partnership, ha annunciato che non ci saranno crudeltà venatorie, per almeno i prossimi due anni, a causa della carenza di "scorte" di animali.

Amanda Anderson, portavoce della Moorland Association, ha però voluto precisare che non tutte le attrezzature danneggiate dagli attivisti erano collegate alla caccia al gallo cedrone.
Si trattava infatti di recinti e trappole di proprietà della Moorland Association, utilizzate per uccidere altra vita selvatica tra Binkley e High Moor, sabotate dall'ALF per arrecare ancora più danno.

Il ricorso all'azione diretta per opporsi alla caccia era stato pormesso il mese scorso anche dalla West Yorkshire Hunt Saboteurs (Sabotatori della caccia del West Yorkshire).
Un loro portavoce: "L'industria della caccia al gallo cedrone è crudele, inutile e portata avanti esclusivamente per intrattenimento. Gli uccelli vengono terrorizzati e scacciati dal sottobosco per essere colpiti in cielo. Molti sono ancora vivi quando colpiscono il terreno.
E poi chi vorrebbe andare a un evento di tiro che verrà fermato da attivisti contro gli sport sanguinari?"

Fonte: INFORMA-AZIONE:
http://www.informa-azione.info/regno_unito_azioni_alf_annullano_stagione_di_caccia
 
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