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E l'allevatore pianse miseria...
Pubblicato da marco il 04/10/2008 alle 20:34:05, in Notizie sparse, letto 1798 volte

 

 

Articolo de L'Arena di Verona, 1 ottobre 2008, tratto da http://www.finoallafine.info

 

A San Martino Buon Albergo l’Animal Liberation Front recide le reti di recinzione. Centinaia di visoni «evasi» dalle gabbie. I «guastatori» hanno creato un grosso varco per fare fuggire gli animali destinati a diventare pellicce

 

Nella notte tra lunedì e martedì gli animalisti hanno svuotato di nuovo l’allevamento di visoni a Campalto di San Martino Buon Albergo. È il secondo assalto in una settimana ai danni della ditta Anipel. Stavolta, il commando, che gli inquirenti ipotizzano sia sempre composto da almeno sei, sette persone per la rapidità dell'azione e per la quantità dei danni inferti, non ha rivendicato il gesto scrivendo la sigla della propria associazione sui muri all’interno dell’azienda o telefonando al centralino del giornale L’Arena.

 

«Tuttavia, la Digos e i carabinieri di San Martino Buon Albergo sono convinti si tratti ancora dell’Animal liberation front, autore delle precedenti intrusioni, quattro in due anni, inclusa l’ultima, e un incendio che devastò un nostro fabbricato usato per preparare il pastone destinato ai visoni e i camion parcheggiati in cortile», spiega Luca Begnini figlio del titolare della società. Il blitz è stato portato a termine prima dell’alba. Alle 4,30, una telefonata dei vicini a Campalto è giunta nell’ abitazione dei Begnini a San Martino Buon Albergo che da 40 anni allevano visoni.

 

«Sette giorni fa avevamo tremila animali. Oggi ne sono rimasti meno di un migliaio. Il resto delle bestiole sono morte o disperse», continua Luca Begnini. «Ma, ripeto, nate e cresciute in gabbia, non hanno alcuna possibilità di sopravvivere se abbandonate in mezzo alla campagna». Se fossero rimaste nell’ allevamento, sarebbero rimaste in vita, ma giusto fino al momento di essere macellate per ricavarne la pelliccia.«Abbiamo perso tutto», dice Luca Begnini. «Vedremo se riprendere o meno l’attività. Oggi siamo la ditta maggiormente preso di mira in Italia». La famiglia del giovane gestisce l’unico allevamento di visioni a Verona. La tattica seguita dal gruppo di animalisti è stata la stessa di una settimana fa: hanno raggiunto l’allevamento passando dai viottoli sterrati della Coetta. Messi i veicoli al riparo dai curiosi, hanno percorso l’ ultimo tratto a piedi, attraversando i terreni attorno all’azienda dove hanno lasciato molte impronte. Stando alle forze dell’ordine, sono dei professionisti bene organizzati.

 

L’Animal liberation front svolge azioni contro lo sfruttamento e l’abuso degli animali nel mondo. In Italia, ha cominciato dagli anni Novanta. Arrivato all’allevamento, il commando ha tagliato la recinzione per una lunghezza di 40 metri. La breccia era talmente larga da permettere facilmente alle bestiole di fuggire dall’allevamento per un raggio di un chilometro, poco più. Tenute in stato di cattività, basta poco a disorientarle. Una volta libere, perciò non si allontanano mai troppo. «La Digos e i carabinieri hanno effettuato un lungo sopralluogo nell’azienda alla ricerca del minimo indizio», aggiunge Luca Begnini. «Mi hanno detto di avere aumentato i controlli nel circondario dopo l’incursione della settimana scorsa. Hanno anche promesso di intensificare nei prossimi giorni i pattugliamenti notturni. A noi, invece, rimangono i danni».

 
# 1
speriamo che chiudano al più presto. Perchè non si convertono subito in una fabbrica di tofu e seitan che 'su 'sta terra ce n'è tanto bisogno.?
Pubblicato da  Luisa mv1  (inviato il 05/10/2008 alle 14:14:25)
 
# 2
qualcuno dica anche la fine misera di questi visoni dopo la liberazione , ammazzati a centinaia dalle macchine e dai cani...e la fine impietosa delle galline e dei piccoli animali uccisi dai visoni
Pubblicato da  betty  (inviato il 05/03/2009 alle 11:37:16)
 
# 3
qual'è l'alternativa? vivere in gabbie grandi come fogli A4 per poi morire con l'elettrocuzione anale, orale o vaginale? ammazzati a bastonate? meglio rischiarsela sotto un'auto ma avere una possibilità di vivere liberi. Se non fossero nati in cattività, rischierebbero comunque di morire sotto auto o uccisi da umani o cani.
Le galline e gli altri piccoli animali soffrono più per lo sfruttamento loro inflitto dagli umani che per essere parte di una catena alimentare naturale.
Pubblicato da  animal liberation from exploitation  (inviato il 05/03/2009 alle 15:32:42)
 
# 4
Già....buone le galline eh betty? Le vorresti tutte per te vero? O tu, a differenza dei visoni, mangi solo i grandi animali?
Pubblicato da  dev0tchKa  (inviato il 05/03/2009 alle 15:45:40)
 
# 5
E' meglio, molto meglio che le galline finiscano in pancia ai visoni che a spregevoli umani mangiacarogne.
E comunque basta con sta storiella che i visoni facciano "una misera fine". Non ne possiedo il link diretto, ma l'anno scorso il National Geographic (ovvero, non il Corriere di Fregene...) ha pubblicato un reportage sul reinsediamento spontaneo in tutta Europa di animali da pelliccia (visoni, cincillà, castori etc.etc.) fuggiti o liberati da allevamenti: ergo non tutti gli animali che 'escono' dalle gabbie di un allevamento sono destinati alla morte, affatto.
E poi, anche ammettendo che sia così, migliaia di visoni in fuga da un allevamento equivalgono a un danno di centinaia di migliaia di euro per l'allevatore. L'allevatore subisce un danno economico notevole. Probabilmente l'allevatore è costretto a chiudere. Se l'allevatore chiude bottega, smetterà di far nascere e di uccidere visoni. Ergo...
Pubblicato da  marco.  (inviato il 05/03/2009 alle 21:26:17)
 
# 6
Corriere di Fregene? E' un quotidiano a tiratura nazionale! Mio cugino, a Bolzano, lo compera tutti i giorni...
Ha pure l'edizione teletrasmessa. E al salone della stampa internazionale di Helsinki, ha avuto delle mInzioni non indifferenti...
: - D
(MInzioni con la I)
Pubblicato da  l'elefante di Valle Vegan  (inviato il 09/03/2009 alle 08:30:15)
 
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