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 No, non servono anche perchè la natura deve fare il suo corso
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Pubblicato da Piero il 03/12/2008 alle 21:07:41, in romantispecismo, letto 1815 volte

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CONFERENZA PUBBLICA
ZOO SAFARI: RAGIONI DEL DISSENSO, PARERI DELLA GIUNTA COMUNALE

SABATO 13 DICEMBRE - ORE 16.30
Sala D'Attore - via Ponte Marino 2 - Ravenna

INTERVERRANNO:
GABRIO MARALDI (assessore all’urbanistica del comune di Ravenna)
ANNAMARIA MANZONI (psicologa e psicoterapeuta)
ADRIANO FRAGANO (associazione Oltre la Specie)

LA CATTIVITA': UN PRODOTTO DELLA CIVILIZZAZIONE

Ammaestrare animali e raccoglierli in parchi molto simili agli odierni zoo risale alla nascita delle prime civiltà moderne. I Greci furono i primi ad addestrare leoni, orsi e cavalli e ad insegnare loro movimenti innaturali; in questo modo gli animali da sempre simbolo della natura, servivano per svalutarne la considerazione, legiferandone l'autorità. L' Impero Romano più di ogni altro, con i combattimenti tra uomini e animali e con il Circo Massimo, esaltò la cultura della supremazia umana sul resto dell’universo. Gli spettacoli con carneficine di massa servivano per motivi ben precisi: controllare la popolazione e ostentare la ricchezza e il potere di Roma sulle regioni lontane e sugli animali selvatici che le abitavano.

Con il cristianesimo i massacri e le crudeltà diminuirono e le esibizioni cambiarono, invece di atroci uccisioni venivano fatti danzare, presi in giro, molestati, ridicolizzati così come accadeva per nani e storpi. Il nuovo intrattenimento, meno violento, serviva allo stesso scopo del precedente: sminuirli e collocarli al di sotto del dominio umano. Prima dell' avvento dell' industrializzazione, in una società basata sull'agricoltura e l'allevamento dove piante e animali autoctoni venivano annientati per proteggere la proprietà, disporre ed esporre animali esotici pericolosi era considerato un vanto, sinonimo di un’appartenenza ad una classe privilegiata le cui ricchezze gravavano sulla vita di tutta quella schiera di uomini e donne che "sfortunatamente" non erano nati dall'unione di sedicenti nobili. A quel tempo avere felini e grossi mammiferi provenienti dalle colonie più remote del pianeta era un simbolo di potere e rinchiuderli in gabbie serviva ad intimorire e sottomettere la cittadinanza, per lo stesso motivo avevano maniglie d' oro alle porte.

Oggi in un mondo totalmente antropizzato, la natura è stata finalmente sconfitta: luoghi incontaminati non esistono più e quei pochi che resistono stanno scomparendo insieme alle specie che li abitano.
Gli zoo servono esclusivamente all' essere umano, una sorta di alibi per preservare artificialmente gli animali (meglio se rari) il cui habitat è stato annientato. La loro casa è stata distrutta dalla civilizzazione. Quel dannato
progresso, spacciato con l'inganno di sollevare l' umanità da malattie, paure, povertà e fatiche, ha invece causato tumori, mediocrità, sofferenze psicologiche e tanto sfruttamento. Tutto è stato prezzato e gli animali sono visti come una fonte di guadagno. L' uomo, essere supremo capace di tutto, non ha più nessuna inibizione.

Negli ultimi anni, per risollevare la loro attività commerciale, gli zoo sono stati riformati: anche per i più indifferenti le gabbie di cemento e i piccoli serragli apparivano troppo crudeli e rischiavano di comprometterne l'immagine e quindi i profitti. Per far fronte a questi problemi sono stati ampliati i recinti, piantati alcuni alberi e
soprattutto modificata la legislazione con un’infinità di paradossi e menzogne.
Dal 2005, con l' attuazione di una direttiva europea, i giardini zoologici (non più zoo) sono obbligati a perseguire le seguenti finalità: potenziare il ruolo della conservazione della biodiversità allo scopo di proteggere la fauna selvatica e di salvaguardare la stessa diversità biologica, nonché partecipare a ricerche scientifiche, programmi di educazione e sensibilizzazione del pubblico e del mondo scolastico. Ma come si possono obbligare gli altri animali a vivere in spazi che non appartengono loro, nella totale dipendenza dall'umanità e pensare di fargli del bene, di proteggerli ed educare i bambini alla loro conservazione?

In tutto il pianeta il cemento avanza quanto l'inquinamento. Sempre più lotti di terra vengono strappati alle specie selvatiche che insieme ad alberi, piante e popoli indigeni li abitano. L'ingordigia umana prelevando, imprigionando e  facendo riprodurre gli animali per i propri scopi là dove ha  distrutto o alterato il loro habitat, manifesta tutto il suo egoismo. I responsabili di giardini zoologici, bioparchi e parchi faunistici, al contrario di quello che affermano, sfruttano e non preservano l' estinzione della fauna selvatica. Ricerche scientifiche, lucro e divertimento sono le principali cause dell'esistenza di queste strutture. La conseguenza è la reclusione di migliaia di animali-non-umani segregati da circensi, stati, enti o società specializzate in sfruttamento animale
per soddisfare i propri obbiettivi. Queste prigioni sono visitate, usate e tollerate per il semplice fatto che l' umanità, autoelettasi padrona di tutto e di tutti, dispone degli altri animali a sua discrezione. E’ così punto e basta e gli zoo, con la loro totale inutilità, ne sono la prova inconfutabile.
"Abbiamo trasformato gli animali da esseri animati simili a noi in freddi simboli del potere dell' uomo sulla natura” J. Mason.
Come realmente preservare il nostro pianeta non lo sappiamo, sicuramente dobbiamo toglierci quella maledetta corona che sta conducendo l’essere umano la natura e gli animali in miseria; questo apporterà la rivoluzione della nostra esistenza, dei rapporti tra noi e noi e tra noi e tutto il resto.

A Ravenna il parco faunistico che vogliono costruire servirà esclusivamente per fare guadagnare altri soldi all'Alfa 3000, società già detentrice del circo Medrano e proprietaria dello zoo safari di Fasano; infatti non a caso la struttura verrà costruita accanto a Mirabilandia: essa, come affermano le categorie dei commercianti e decanta l'amministrazione comunale, servirà a destagionalizzare il turismo cioè per far arrivare (e spendere) gente non solo d' estate.

Il 13 dicembre a Ravenna in una sala pubblica abbiamo organizzato una conferenza ed invitato l'amministrazione comunale, questo per cercare di farle ammettere davanti a più persone possibili la vera natura del parco faunistico "Le dune del Delta".
Al nostro fianco ci sarà una psicologa che si è interessata all’impatto diseducativo, dello zoo sullo sviluppo empatico del bambino e un esperto che fin dagli inizi ha seguito la situazione di questa futura struttura e
ne smentirà le false promesse, affrontando anche lo sfruttamento animale in un contesto più ampio.
Tentiamo di fare indignare le persone presenti per quanto questo zoo sia nocivo per tutti tranne che per l' Alfa 3000 e qualche commerciante, speranzosi che dopo questa conferenza più individui possibili si attivino per impedire la realizzazione di questo vergognoso e sadico progetto.


CAMPAGNA CONTRO LA COSTRUZIONE DELLO ZOO DI RAVENNA
Affinché qualunque specie possa vivere nel proprio habitat naturale senza restrizioni o imposizioni da parte degli esseri umani. Contro la reclusione degli animali. Contro lo specismo.

www.glizoobastardi.org
glizoo@bastardi.net
 
Pubblicato da Piero il 02/12/2008 alle 12:07:07, in anti caccia, letto 1483 volte
Bracconaggio notturno, utilizzo di lacci per la cattura di fauna selvatica e caccia di frodo all’interno dei parchi, è questa la triste realtà, ai più sconosciuta, di quanto accade nei boschi e nelle campagne della periferia romana. Ma a tutto questo una risposta è arrivata e con forza da parte degli agenti dell’Ufficio Caccia della Polizia Provinciale di Roma, da tempo impegnati al controllo di tutte le illegalità connesse all’attività venatoria e costituenti oramai un vero e proprio nucleo operativo contro il bracconaggio.
Nella notte del 17 novembre tre bracconieri venivano bloccati proprio a pochissimi chilometri dal raccordo anulare della Capitale all’interno della Riserva Naturale del Litorale Romano. La Polizia Provinciale fermava ed identificava dapprima due persone che, per dare la caccia ad alcuni cinghiali, avevano sconfinato di oltre un chilometro il limite dell’area protetta, sottoponendo poi gli stessi alla denuncia presso la Procura di Roma ed al sequestro dei rispettivi fucili.
Dopo circa un ora, in un altra zona del Parco, scattava la caccia ad un altro soggetto che approfittava dell’oscurità per nascondersi nella macchia e sparare agli animali selvatici. L’uomo, che era stato prontamente localizzato dalla Provinciale, sentitosi braccato, si dava ad una repentina fuga nella boscaglia ma, dopo un breve  inseguimento a piedi, veniva bloccato dagli agenti. Vano è stato anche il tentativo, da parte del bracconiere di gettare il fucile utilizzato per la caccia illegale durante la fuga; gli uomini della Polizia Provinciale hanno ritrovato l’arma che, al controllo, è risultata inoltre essere stata rubata da una privata abitazione nel 2005. Il controllo tuttavia non terminava qui, giunti presso l’abitazione dell’uomo, in aperta campagna, venivano riscontrate ulteriori irregolarità in merito alla detenzione di armi e munizioni.
Non è questa la prima operazione di rilievo da parte dell’Ufficio Caccia della Polizia Provinciale ed il contrasto di situazioni illegali che vanno anche oltre i singoli reati a danno della fauna selvatica indicano quanto sia importante l’operato della Polizia Provinciale negli ambiti rurali del territorio provinciale.
 
Pubblicato da Piero il 30/11/2008 alle 22:02:37, in Notizie sparse, letto 5292 volte
SI CERCA COLLABORAZIONE CON ALTRE ASSOCIAZIONI LOCALI E NAZIONALI PER LE ADOZIONI.

Abbiamo appreso dagli organi di stampa del recente sequestro del canile di Fondi (LT), avvenuto probabilmente il 22 novembre scorso (v. articolo). La nostra Associazione si era di recente impegnata per ottenere la possibilità d'ingresso al pubblico (prima limitata a due giorni a settimana dalle ore 07.00 alle ore 09.00 di mattina) e aveva avviato una consultazione con la competente locale Asl per concordare procedure di adozione e adeguamento della struttura alle normative vigenti, ma è stata immediatamente strumentalizzata da alcuni quotidiani locali che avevano pubblicato dichiarazioni del nostro Presidente mai rese. Nella struttura non avevamo potuto fare a meno di notare un grave stato di confusione ambientale in quanto in soli 13 recinti "La Mimosa” di Fondi accoglieva circa 750 cani, con una media di 70 cani a spazio (dati del giugno 2008). Nel primo box si superava il numero di cento unità.
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Solo nel mese di luglio iniziavano le sterilizzazioni. In questo quadro avevamo segnalato come fosse estremamente complicato effettuare le adozioni, scopo principale della nostra Associazione, per la materiale difficoltà nel seguire e conoscere il singolo animale e poterne descrivere le caratteristiche. Estremamente pericoloso era entrare nei recinti, visto che la presenza di estranei poteva scatenare facilmente episodi di aggressività nel branco, anche in presenza di volontari esperti. La locale Asl aveva effettuato prescrizioni a cui ci risulta che il gestore stesse cominciando ad adeguarsi. Nel frattempo sembra abbia presentato ricorso al Tribunale del riesame (v. articolo).
Alle Amministrazioni e Autorità coinvolte lasciamo il compito di valutare la regolarità della struttura. Intanto cerchiamo urgentemente la collaborazione di associazioni nazionali e locali che possano aiutarci nel difficilissimo compito di decifrare la situazione e organizzare le adozioni.
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Contattare: info@associazionicanililazio.it e presidente@associazionecanililazio.it
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Maggiori informazioni sono sul sito dell'ACL.
 
Pubblicato da vegandalf il 28/11/2008 alle 23:41:21, in romantispecismo, letto 1833 volte
Dopo le iniziative in adesione al Fur-Free Friday di venerdì 28 novembre, anche domenica torneremo davanti ai negozi del Max Mara Fashion Group per denunciare gli orrori dell'industria della pelliccia e chiedere alla dirigenza di mettere fine allo sfruttamento di oltre 50 milioni di animali ogni anno.

DOMENICA 30 NOVEMBRE dalle 16.30 alle 19.30
presso MAX & CO. di via dei Condotti 46
(angolo largo Goldoni / via del Corso - metro A Spagna)

Chiunque voglia urlare il dolore di tutti gli individui rinchiusi negli allevamenti è invitato a raggiungerci portando con sè ogni mezzo utile a esprimere la propria indignazione!

Fino alla liberazione animale,
antispeciste e antispecisti romane/i
romantispecismo@inventati.org
 
Pubblicato da vegandalf il 27/11/2008 alle 03:13:50, in romantispecismo, letto 2164 volte
UNA GIORNATA DI LOTTA ALLO SPECISMO
venerdì 28 novembre proteste StopHLS e AIP
presso BRISTOL MYERS SQUIBB e MAX MARA/MAX & Co.

Uno scienziato in camice bianco, giustificato dalla "indispensabilità" della ricerca medica, e un negoziante di abbigliamento di lusso, desideroso di trasferire denaro dalle tasche dei consumatori alle proprie: entrambi procedono nelle loro attività incuranti delle vite che queste calpestano... le vite degli animali su cui vengono effettuati crudeli esperimenti, utili solo a chi li commissiona; le vite degli animali scuoiati per confezionare capi che soddisfino le richieste della moda più sanguinaria.

Due facce di una stessa medaglia, due dei molteplici lati di una cultura fatta d'indifferenza, mercificazione della vita e ossessiva ricerca del profitto. Un sistema specista, un sistema sbagliato, un sistema contro cui bisogna lottare strenuamente, tutti insieme, subito.

Venerdì 28 novembre combatteremo in difesa degli animali detenuti nei laboratori e negli allevamenti, aderendo alla settimana mondiale di mobilitazione contro uno dei principali clienti del più grande laboratorio di vivisezione d'Europa, Huntingdon Life Sciences (obiettivo delle campagne SHAC e StopHLS), nonché alla campagna internazionale "Attacca l'Industria della Pelliccia" contro il Max Mara Fashion Group:

dalle 12.00 alle 14.00 presso BRISTOL MYERS SQUIBB
via Virgilio Maroso 50 (EUR/Laurentina) - bus 716, 772


dalle 16.00 alle 18.00 presso MAX MARA piazza Enrico Fermi 62
dalle 18.00 alle 19.30 presso MAX & CO. viale Guglielmo Marconi 129/a
bus C6, 170, 766, 791 (da via Maroso cambio 716 > 766 a via Ambrosini)

Come sempre sono graditi cartelli, fischietti, megafoni, striscioni, voce e tanta rabbia verso aguzzini e sfruttatori!

Sabato e domenica si terranno altre proteste in adesione alla campagna AIP, orari e luoghi saranno comunicati quanto prima.

Fino alla liberazione animale,
antispeciste e antispecisti romani/e
romantispecismo@inventati.org
 
Pubblicato da Piero il 24/11/2008 alle 09:35:43, in anti caccia, letto 3805 volte
Parte il nuovo campo contro il bracconaggio organizzato dalla LAC Lega per l'Abolizione della Caccia in Sardegna.

Da diversi anni volontari da tutta Italia e dalla Germania prendono parte alle azioni di bonifica del territorio della macchia sarda, a ovest di Cagliari, per contrastare il massacro di piccoli uccelli migratori e mammiferi autoctoni. Il fenomeno del bracconaggio in Sardegna è trainato da forti interessi economici; piatti tipici del Natale sardo sono le grive: spiedini composti da un mix di piccoli passeriformi, dal costo elevatissimo.

Il compito dei volontari sarà quello di rimuovere il maggior numero di trappole nascoste tra la vegetazione e contemporaneamente controllare il territorio da altri abusi su animali. (VEDI VIDEO...)

Per ogni informazione, consultare il sito www.abolizionecaccia.it

Ecco il video che abbiamo girato un anno fa.

 
Pubblicato da Piero il 23/11/2008 alle 08:04:45, in Notizie sparse, letto 1987 volte
E' uscito nelle librerie il primo libro che documenta e svela gli orrori che si celano dietro gli spettacoli circensi e venatori finanziati con soldi pubblici nonché le loro implicazioni sui minori che vi assistono.

(DIS)Educazione alla violenza

Un saggio su "La violenza a scopo ludico: il circo con animali e le fiere ornitologico-venatorie" che documenta e svela gli orrori che si celano dietro gli spettacoli circensi e venatori finanziati con soldi pubblici nonché le loro implicazioni sui minori che vi assistono.

Da molti anni, la ricerca psicologica ha dimostrato che la violenza perpetrata dai bambini e dagli adolescenti nei confronti degli animali è spesso associata a disturbi psicologici ed in particolare ad atteggiamenti e comportamenti aggressivi nei confronti delle persone. La crudeltà verso gli animali può essere, nell'infanzia e nell'adolescenza, un indicatore potenziale di una situazione esistenziale patogena; per esempio, di una situazione famigliare ed ambientale particolarmente problematica, caratterizzata, a seconda dei casi, da violenza fisica, psicologica o abuso sessuale.

Come dimostrano le ricerche scientifiche nell'ambito della psicologia e criminologia, può anche e soprattutto essere un indicatore potenziale dello sviluppo di successivi comportamenti antisociali e/o criminali in età adulta.

L''assistere ripetutamente ad atti di violenza può inoltre produrre nei bambini una diminuzione dell'empatia, della capacità, cioè di immedesimarsi negli altri; una delle qualità umane più efficaci per prevenire, diminuire e/o eliminare la violenza nei rapporti tra gli esseri umani e tra gli esseri umani e gli animali.

Ancora peggiori sono i comportamenti violenti presentati ai minori sotto forma di attività ludiche, dove si ride della sofferenza altrui e si cerca il divertimento tramite l'applicazione continua, voluta e legalizzata, di atti di sopraffazione.

A cura di Monica Bertini, Francesca Sorcinelli, Massimo Tettamanti, con il supporto del "Gruppo di Studio sulle Tradizioni Violente".

lo potete ordinare anche su:
www.agireoraedizioni.org
www.edizionicosmopolis.it
 
Pubblicato da Piero il 21/11/2008 alle 20:09:05, in anti caccia, letto 2219 volte
Oggi è iniziato il processo contro il bracconiere più noto dell'isola Ponza. Fu querelato per minacce di morte a mano armata (contro tre attivisti: P.L. di Roma, A.D.M. di Torino e V.S. di Genova) e per bracconaggio (sparava e abbatteva una tortora in primavera). La prossima udienza sarà nel 2010.

Uno dopo l'altro dovranno presentarsi anche gli altri cacciatori/bracconieri dell'isola querelati durante i campi antibracconaggio degli anni passati.
 
Pubblicato da vegandalf il 19/11/2008 alle 15:13:55, in romantispecismo, letto 2836 volte
SABATO 22 E DOMENICA 23 NOVEMBRE SI TORNA IN STRADA!
due proteste in pieno centro di Roma, sabato e domenica pomeriggio

Milioni di gabbie, milioni di animali non umani la cui vita viene brutalmente interrotta tra atroci sofferenze, milioni di capi di vestiario grondanti sangue, milioni di euro sporchi di morte che quotidianamente entrano nelle casse di allevatori e stilisti, distributori e negozianti.

Questa è la realtà nascosta dietro il mercato degli inserti in vero pelo animale, questo è l'orrore dell'industria della pelliccia.

Dal lato opposto di questa follia consumista e specista, si trovano centinaia di punti vendita da presidiare, centinaia di strade e piazze, centinaia di attivisti dotati di volantini, cartelloni, striscioni e megafoni, e soprattutto forti della ferma intenzione di fare il possibile per interrompere al più presto l'indicibile ingiustizia di un mondo in cui esseri senzienti vengono crudelmente allevati e barbaramente uccisi all'unico scopo di soddisfare la perversa vanità di danarosi umani, lo stupido "bisogno" indotto dal mercato capitalista stesso che ci vorrebbe tutti consumatori acritici e irresponsabili… l'avidità senza fondo di chi mercifica la vita per arricchirsi.

Romantispecismo invita tutte e tutti coloro che avvertono l'urgenza di opporsi a questo sistema profondamente sbagliato, fatto di sofferenza e prevaricazione, ad unirsi alle proteste organizzate in adesione alla nuova campagna di boicottaggio e pressione costante lanciata in tutta Italia e in numerosi altri Paesi contro il Max Mara Fashion Group, proprietario di alcuni dei marchi più noti e diffusi nel mondo della moda internazionale.

Anche a Roma ci troveremo di fronte ai numerosi negozi MaxMara e Max&Co ad urlare la nostra rabbia e a dar voce al dolore di tutti gli individui soggiogati dall'industria della pelliccia per sottrarne il manto e confezionare "lussuosi" abiti o inserti.

I primi appuntamenti, per il weekend di lancio internazionale della campagna, avranno luogo in via Cola di Rienzo, già teatro di mesi di proteste ogni settimana davanti al punto vendita COIN, e all'angolo tra via del Corso e via dei Condotti, altra "zona calda" dello shopping prenatalizio:

* SABATO 22 NOVEMBRE dalle 16.30 alle 19.30
presso MAX MARA in via Cola di Rienzo 275/277
zona piazza del Risorgimento (metro A Ottaviano)

* DOMENICA 23 NOVEMBRE dalle 16.30 alle 19.30
presso MAX & CO in via dei Condotti 46
angolo via del Corso / largo Goldoni (metro A Spagna)

Portate come sempre ogni mezzo utile a esprimere la vostra indignazione: cartelli, striscioni, fischietti, megafoni, trombe, tamburi e quant'altro.

Per un mondo senza più dominio né padroni, senza gabbie né catene, per la liberazione animale!
antispeciste/i romane/i - romantispecismo@inventati.org


 
Pubblicato da chiara il 19/11/2008 alle 15:02:28, in Notizie sparse, letto 3503 volte

Non sono ancora state accertate le cause della caduta di Birillo, il cavallo di una botticella che questa mattina è stato colto da un malore, nei pressi del Colosseo. I simpatici vetturini hanno dichiarato  che un camion gli è passato molto vicino a tutta velocità e che il cavallo, per lo spavento, abbia poggiato male le zampe sui sampietrini per poi accasciarsi a terra. Il veterinario accorso sul posto ha deciso l'abbattimento dell'animale tramite un'iniezione letale, dopo aver constatato diverse fratture, tra cui quella della tibia.

Queste sono le parole del sottosegretario alla salute Francesca Martini: «Sono costernata dalla gravità dell'accaduto e confermo la mia grande preoccupazione per una situazione che, sotto gli occhi di tutti e quotidianamente, evidenzia un inaccettabile fattore di rischio per i cavalli che trainano le botticelle in un traffico caotico e convulso come quello di Roma. Questo episodio  è un'ulteriore testimonianza di incompatibilità tra norme di tutela della salute e dell'incolumità dei cavalli e il traffico urbano del centro di Roma. Convocherò immediatamente il Tavolo ministeriale sul tema già istituito concordemente con il competente Assessore del Comune», ha concluso il sottosegretario.

Questa è invece la dichiarazione del sindaco: «È stato un incidente. È stato necessario abbattere l'animale. Purtroppo una normale procedura veterinaria. Mi auguro che non si speculi su un doloroso incidente. Non è il sottosegretario che decide che cosa succede a Roma. Le botticelle sono in regola».

«È stata una tragica fatalità. Una grave perdita. Spero che non ci sia speculazione sul caso», ha aggiunto l'assessore all'ambiente Fabio De Lillo. Il cavallo «stava agonizzando. Quando è stato constatato che sarebbe morto ugualmente, è stato prima addormentato e poi abbattuto».


Birillo (sembra quasi che il nome abbia segnato il suo destino) non è la prima vittima di questa tradizione romana, e credo che non sarà nemmeno l'ultima. Siamo sempre dell'idea che nessun animale debba subire alcuna imposizione da parte dell'uomo, tantomeno se l'unico guadagno di cui esso possa beneficiare è la morte, la fine cioè di ogni sofferenza, tortura, stress e frustrazione.

Che maledizione invece per il vetturino, ora senza cavallo e senza lavoro! Speriamo solo che con questo sporco mestiere non abbia guadagnato abbastanza soldi da poterne comprare un altro. Ma ci sono sempre le file di collocamento...

 
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La giornata comincia presto, è l'8 novembre e noi tutt* del gruppo antispecista romano (Romantispecismo) ci prepariamo a camminare con il nostro spezzone critico all'interno della manifestazione nazionale contro le pellicce, auspicando la chiusura degli allevamenti di animali da pelliccia e la fine di questa moda cruenta. I giorni antecedenti sono un'odissea di proposte, c'è chi non è del tutto favorevole a partecipare ad una manifestazione con un contenuto "massivamente corretto", ma il desiderio di comunicare comunque il nostro dissenso, la speranza di trovare contatto con nuov* attivist*, amic*, compagn* e il desiderio di crescita/aggregazione del movimento ci trova solidali.

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Così ci incontriamo tutte e tutti a piazza della repubblica alle 14.30 per il concentramento. In piazza poca gente, sono le 14.30 spaccate e più che un corteo nazionale sembra uno dei nostri presidi settimanali davanti a qualche grande magazzino; piano piano le cose migliorano: cominciamo a vedere volti amici, diverse conoscenze lontane... così tra uno scambio di idee e un abbraccio si ritorna nello spirito giusto. Cominciamo a montare striscioni e tavolo contro-informativo in attesa della partenza, diffondiamo i nostri volantini a tappeto: vademecum dell'antispecismo esternato e proposto dagli Animali dell'Aurora e campagne AIP in corso. Mentre giriamo tra la gente ci accorgiamo che stiamo diventando tantissim* ed abbiamo la sensazione che la massa di persone che partecipa al corteo, attraverso associazioni o a livello individuale, appoggi noi, esteti del nulla se l'estetica è crudeltà, con occhio complice. Spontaneamente ci si crea un cerchio attorno di interesse e approfondimento verso il movimento militante.

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Partiamo, sono circa le 15.00. Il corteo è molto lungo e solo il nostro spezzone è composto da oltre un centinaio di attiviste e attivisti roman* e ulteriormente supportato da gruppi locali dell'Abruzzo, delle Marche, dell'Emilia Romagna e della Campania. Piacevole la compagnia di percussionisti africani. Attraversiamo via Cavour e via dei fori imperiali, riempiendo anche l'aria con i nostri megafoni rivolti ai passanti, oltre agli striscioni e alle bandiere. Fumogeni artigianali ci abbracciano col loro effetto scenico. Alla fine del corteo ci si raduna a Piazza Venezia, gli organizzatori si preparano per fare i loro discorsi sul palco, noi ne approfittiamo e ci uniamo con gli ultimi fumogeni per i cori finali.

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Da Como ci arrivano messaggi complici e solidali nella lotta parallela e contemporanea svoltasi in pieno centro dal gruppo locale. "Abbiamo disposto striscioni e cartelli di aip," ci riferiscono dal nord, "ci siamo messi in semicerchio ed abbiamo messo nel mezzo una ragazza con un pc in mano dove si faceva girare il filmato degli squoiamenti. Al megafono abbiamo parlato di questa moda assassina che permette la tortura, uccisione di milioni di animali e lo sfruttamento di uomini nei paesi del terzo mondo per avere pellicce a prezzi stracciati. Della colpevolezza in primis degli stilisti che han rilanciato la pelliccia tramite gli inserti... ed abbiamo spesso evidenziato che la verità la si poteva vedere sullo schermo del pc, oppure ben edulcorata dietro le vetrine dei negozi. Anche se Como è una città molto fredda e la gente particolarmente diffidente, molti si sono fermati a vedere le immagini, a chiedere spiegazioni ed alcuni anche a dare un contributo. Abbiamo preso l'occasione per lanciare la campagna contro Max Mara, invitando tutti al primo presidio a Como del 22/11."

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Considerazioni a posteriori: i cori del nostro dissenso verso questo mondo antropocentrico e insensibile sono stati forti nel ribadire ancora una volta che la lotta per la liberazione animale non può prescindere da quella della liberazione umana, e che quindi va presa anche una posizione anti autoritaria, anti sessista, anti razzista. ANTISPECISTA - E'- ANTIRAZZISTA! Il nostro rammarico è stato quello di notare presenze ambigue aperte a correnti neofasciste. Allo stesso modo c'era, tra la folla, chi protestava contro l'utilizzo di pellicce con abbigliamento cruelty fashion. Speriamo comunque che il vederci così forti e... alternativi apra gli occhi a chi finora non ha riflettuto.

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Questi eventi, nel loro insieme, hanno mostrato una buona riuscita. Una critica costruttiva deve essere anche quella di una scelta più radicale e non qualunquista di alcuni marchi e etichette, dai nomi accattivanti ma dai contenuti discutibili, di partecipanti passivi. Non ci riferiamo alle associazioni storiche. Le nostre bandiere dai colori nero e verde hanno lanciato messaggi e contenuti importanti e non rappresentavano né veicolavano alcun logo.

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Questo è un video autoprodotto sul corteo.

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Noi, spezzone antispecista critico romano, abbiamo trovato conferma della nostra unità, crescita numerica e qualitativa: parametri essenziali per le prossime lotte di liberazione animale.

Per rinfrescare la memoria, ecco un video sulla campagna contro le pellicce di un paio d'anni fa, i cui obiettivi sono già stati raggiunti...

 
Pubblicato da marco il 16/11/2008 alle 15:43:38, in anti caccia, letto 4096 volte

Breve resoconto dell'odierna escursione in una zona del Lazio un tempo ad alta intensità venatoria.

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Quattro cacciatori trovati e allontanati, eco di spari lontani di tanto in tanto, pochi cacciatori in giro e pochi uccelli, ormai decimati da riscaldamento della temperatura, inquinamento, disboscamento, caccia e avvelenamento da pesticidi. Un prato fino all'anno scorso pieno di assassini di allodole oggi era vuoto.

 

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"Gui nze ghiappa biù niende" lo sconsolato commento di uno dei personaggi che abbiamo incontrato nei boschi. Che, tradotto in italiano, vorrebbe dire più o meno: "Qui non si prende più nemmeno un animale".
La soluzione? Parola di cacciatore medesimo: "Bisognerebbe vietare la caccia per dieci anni, poi vedete quanti uccelli ci sarebbero!"...

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Detto da un uomo intento a scaricare il suo fucile, pensavamo di aver toccato il fondo del genere umano. Poi sulla strada del ritorno abbiamo visto una trentina di vigliacchi imbecilli accalcati gomito a gomito intorno a uno stagno che chiamano "laghetto di pesca sportiva" e, sullo sfondo, immensi capannoni di un allevamento intensivo che segrega migliaia di vite animali, e abbiamo capito che di fondo da raschiare, nel barile, ce n'è ancora parecchio...

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Pubblicato da vegandalf il 16/11/2008 alle 15:12:55, in romantispecismo, letto 1593 volte

Protesta sotto gli uffici direzionali a Reggio Emilia

Venerdì 14 novembre attivisti di Campagna AIP si sono dati appuntamento davanti agli uffici direzionali del Max Mara Fashion Group per dare ufficialmente inizio ad una campagna internazionale di pressione
e boicottaggio contro questa casa di moda emiliana che nelle sue collezioni fa largo uso di resti di cadaveri animali.

Sotto una pioggia battente dalle 08:15 del mattino quasi 30 attivisti hanno accolto dirigenti e dipendenti di Max Mara con striscioni, cartelloni raffiguranti le immagini degli animali rinchiusi ed uccisi negli allevamenti, tamburi e megafoni.
A centinaia di lavoratori è stato dato un volantino che spiega le motivazioni della campagna e mette in chiaro che essa non è diretta contro di loro ma contro il marchio per il quale lavorano e la dirigenza, la quale, nonostante Campagna AIP abbia spedito negli scorsi mesi un dossier informativo e dei filmati sull'industria della pelliccia, non si è nemmeno degnata di rispondere.

Ben sapendo che le scelte delle aziende contro le quali protestiamo e del mondo della moda in generale siano dettate esclusivamente da questioni puramente economiche, con questa protesta abbiamo voluto dare un segnale deciso ai manager del Max Mara Fashion Group mettendo in chiaro che questa campagna cesserà unicamente il giorno in cui essi sottoscriveranno una politica fur-free.Fino a quel giorno le nostre proteste davanti ai negozi continueranno al fine di far aprire gli occhi a potenziali clienti e mostrare alle persone cosa si nasconde dietro a capi d'abbigliamento decorati con pezzi di pelli di animali uccisi per elettrocuzione anale o in camere gas.

Le vostre scelte sono dettate dal profitto, e da una visione del mondo che subordina ogni forma di vita ad esso. Le nostre azioni sono dettate dalle nostre coscienze, e dalla consapevolezza che nel preciso istante in cui state leggendo queste righe milioni di individui sono rinchiusi in piccole gabbie di rete metallica nelle quali sono nati e hanno trascorso i pochi mesi della loro atroce esistenza, solo per poter confezionare inutili capi d'abbigliamento venduti nei negozi Max Mara.

 
Pubblicato da chiara il 14/11/2008 alle 19:18:55, in Notizie sparse, letto 1613 volte
da www.mentecritica.net Metà novembre 2008, campagna intorno a Pecs (Ungheria). Notte. Fa freddo, nel vecchio capannone di fianco alla cascina. Fa tanto freddo, ma quello che colpisce è l’odore. Dentro uno degli scatoloni di cartone, allineati sul pavimento sporco, una giovane mamma si lamenta piano. E’ sfinita, non solo per il recente, ennesimo parto, ma soprattutto perché ha avuto poco da mangiare. Non ha quasi più latte, e cerca di calmare leccandoli i tre piccoli che cercano disperatamente calore e nutrimento. Gli altri quattro hanno smesso di muoversi già da un po’, e stanno diventando rigidi. Tutto intorno, sotto il tetto di lamiera, si sente uggiolare sommessamente nel buio. La giovane mamma non è da sola, ce ne sono molte altre come lei.

Metà dicembre 2008, soggiorno di un appartamento signorile nel centro di una grande città del nord Italia. Pomeriggio. La bambina saltella e ride felice, non sta più nella pelle. Conterà i giorni, da adesso. Il padre la guarda sorridendo, e la gioia per quello che vede gli fa dimenticare i dubbi e le preoccupazioni. Certo, sarà un impegno che coinvolgerà tutta la famiglia, pensa. E gli sembra già di sentire le lamentele della moglie, per il pelo sui tappeti, per qualche cosa di rosicchiato. Ma piacerà a tutti, ne è sicuro, e comunque basta guardare il modo in cui brillano gli occhi della piccola, per capire che ne vale la pena. Tra l’altro, ha concluso un ottimo affare: a quel bel negozio di animali sotto casa, quello dove tanti bambini spiaccicano il naso sulle vetrine per vedere meglio, arriveranno i cuccioli giusto per Natale. Quella razza così carina, non gli viene in mente il nome, quei batuffoli che si vedono anche nella pubblicità. Ne ha prenotato uno a quasi metà prezzo rispetto a quello dell’allevamento dove aveva telefonato prima, e che oltre che caro era pure scomodo da raggiungere perché ci voleva un’ora e mezza di macchina. Meglio di così. 22 dicembre 2008, zona dell’ex confine Italo-Sloveno, sull’altipiano del Carso, sopra Trieste. Prime luci dell’alba. L’autostrada è semideserta, e l’autotreno corre veloce. L’uomo al volante, che quel viaggio lo ha fatto molte volte, pensa che è incredibile essere già in Italia. Poche ore ancora, e farà la consegna. Passare per Maribor e Ljubljana, in modo da evitare la Croazia, allunga un po’ il giro, in effetti. Ma la ricompensa per il tempo perso è l’assenza di frontiere, e di controlli doganali. Visto il carico che trasporta, è decisamente meglio così. Certo, le carte sanitarie e i documenti, a prima vista, potrebbero passare per buoni, ma una verifica approfondita farebbe venire fuori problemi seri. Soprattutto perché, durante l’ultima sosta, ha dato un’occhiata dentro il cassone, e si è reso conto che i guaiti e i lamenti sono molto calati di intensità. I tranquillanti hanno fatto effetto, sicuramente, però tra i mucchi pulsanti di esserini pelosi, ammassati in gabbie che riempiono fino al soffitto il gelido vano merci, tanti sono troppo immobili per essere semplicemente addormentati. Spiegare il motivo per cui sta trasportando decine di piccoli cadaveri sarebbe difficile. Scuotendo la testa, spera solamente che non siano più della metà come l’ultima volta. La sua percentuale calerebbe parecchio.

Vigilia di Natale, magazzino sul retro di un pet-shop, centro di una grande città del nord Italia. Mattina. I due uomini sorridono soddisfatti. Uno indossa un camice, e ha appena finito di fare numerose iniezioni. Dosi massicce di gammaglobuline e cortisone, per lo più. E’ un veterinario, e procurarsi i farmaci per lui non è un problema. Guarda l’altro, che sta sistemando i cuccioli in vetrina. Ha fatto un buon lavoro, sono vispi e saltellano giocando tra loro. Saranno irresistibili, e per qualche giorno reggeranno tranquillamente. Peccato per quello, già pagato al trasportatore, che ha avuto la crisi di convulsioni e diarrea emorragica proprio l’ultima notte. D’altronde, a poco più di trenta giorni di vita, il sistema immunitario è quello che è. Ma pazienza, erano poche decine di euro, e comunque meglio che sia morto nella sua gabbietta sul retro. Fosse stato male mentre era in vetrina, avrebbe spruzzato sangue dappertutto. Con quelli che verranno venduti sarà comunque realizzato un guadagno esponenzialmente maggiore della spesa. Si congeda dall’altro uomo, che ha molto da fare. Oggi ne consegnerà parecchi, e incasserà tanto denaro. Tra gli altri, nel pomeriggio, ha appuntamento con un signore molto simpatico che ha una meravigliosa bambina bionda, e che vive lì vicino.

Fine dicembre 2008, una cameretta colorata di un appartamento signorile nel centro di una grande città del nord Italia. Sera. La bambina sta gridando. Grida con tutte le sue forze, uno strillo lacerante interrotto solo a tratti dai singhiozzi. E’ sporca di sangue, come gran parte del pavimento vicino alla cuccia. I genitori cercano di calmarla, abbracciandola, ma sono molto scossi anche loro. Il cucciolo ha smesso da poco di contorcersi dal dolore, e di guaire forte. Adesso è fermo, e non respira più. Le violente scariche di vomito, e l’emorragia, almeno sono finite. Nei giorni precedenti, quando aveva cominciato a stare male, il veterinario del negozio di animali era irreperibile, così come il gestore. Chiuso per ferie. Nella clinica dove si erano precipitati erano stati effettuati esami, e somministrati farmaci. Stavano per portarcelo nuovamente la mattina dopo, per tentare un’ultima disperata terapia, ma ormai è troppo tardi. Sotto choc, la bambina passa lo sguardo, gli occhi sbarrati e spenti, dal corpicino ai suoi piedi alle luci intermittenti dell’albero di Natale nella stanza accanto. Il suo pianto si fa più debole, senza smettere, e assomiglia sempre di più al tenue lamento di una cagnolina sfinita, magra e tremante che sta in una scatola di cartone, mille chilometri più a est. Dove fa freddo. Tanto freddo. Oggi. Che cosa è l’orrore? Difficile dare una risposta. In un tempo come quello che stiamo attraversando, probabilmente ce n’è troppo, intorno a noi, perché sia possibile attribuirgli dei connotati definiti. L’orrore ha mille facce, mille volti spesso rassicuranti dietro i quali nasconde bassezze e abiezioni inimmaginabili. Per quello che può valere, cercheremo di svelarne almeno uno, di renderlo il più evidente possibile, nella speranza che la consapevolezza possa divenire uno strumento di difesa per coloro che potrebbero rischiare di incontrarlo.
Non si vede come sia possibile definire senza utilizzare termini come “orrore” e “crudeltà” un traffico di esseri viventi, nati da pochissimo, indifesi e deboli, la cui convenienza viene freddamente e vigliaccamente calcolata sui sentimenti e sulle emozioni della gente. Traffico che in gran parte dei casi vede come conclusione malattie terribili e morti atroci, di cuccioli troppo piccoli, e traumi psicologici pesanti, spesso subiti da bambini.
Storie spaventose, come quella che abbiamo raccontato, sono già successe, succedono, e succederanno, tante volte. Proviamo almeno a informare, a spiegare, a far conoscere. Se grazie a questo se ne potrà evitare anche una sola, ne sarà valsa la pena.

http://www.mentecritica.net/lorrore-e-in-vetrina-e-minuscolo-e-scodinzola-prima-parte/informazione/settantasette/7361/

 
Pubblicato da vegandalf il 13/11/2008 alle 00:18:31, in romantispecismo, letto 2636 volte
AIP LANCIA UNA NUOVA CAMPAGNA INTERNAZIONALE: MAX MARA FASHION GROUP

 

Dopo i recenti successi nazionali e internazionali di campagne contro le pellicce, che hanno convinto marchi di moda e grandi magazzini a non vendere o produrre più capi con inserti di vero pelo, è il momento di lanciare una nuova campagna su di un nome della moda italiana tra i più noti e diffuso in tutto il mondo.
Questa campagna, come tutte le altre lanciate finora da AIP o da network internazionali contro le pellicce, si basa sulla pressione, sull'informazione e sul boicottaggio dell'azienda, e non avrà termine fino a che non ci sarà un impegno aziendale verso una politica senza pellicce.

La campagna partirà ufficialmente con una giornata di mobilitazione internazionale il 22 e 23 novembre. In quei giorni si terranno proteste davanti ai negozi Max Mara e Max&Co in molte città d'Italia, ma anche in Inghilterra, Germania, Svezia, Danimarca, Belgio, Olanda, Usa, Svizzera, dove gruppi di attivisti hanno già aderito all'appello di AIP. Per maggiori informazioni sulla campagna e come sostenerla visita il sito www.maxmaracampaign.net


APPUNTAMENTI:

VENERDI 14 NOVEMBRE – ore 8.30
Protesta davanti al quartier generale del Max Mara Fashion Group.
Via Maramotti 4, Reggio Emilia

SABATO 22 e DOMENICA 23 NOVEMBRE – GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO MAX MARA
Proteste in Italia: Milano, Bologna, Torino, Roma, Pescara, Lucca, Genova, Como, Cesena, Faenza, Forlì, Bergamo.

 
Pubblicato da Lidio il 11/11/2008 alle 17:47:00, in VeganSoul, letto 2658 volte
Concerto & Bevande incluse ... clicca per avere maggiori informazioni
Il terzo appuntamento a Druento (TO). Nell'Hinterland Torinese si ripete l'iniziativa! Questa volta il ricavato andrà devoluto - in parti uguali - alla Lega Abolizione Caccia, per finanziare i prossimi camnpi antibracconaggio e alle Sfigatte, per la sterilizzazione e il mantenimento dei gatti e dei cani di cui loro si prendono cura.
La terza serata in compagnia di Sara Berni (cantante soul, vegana) si terrà al Ristorante La Rosa d'Oro - Druento (TO). Giovedì 20 novembre ore 21. Il menu sarà reso noto a breve.

Per ulteriori informazioni: www.vegansoul.eu
 
Pubblicato da Piero il 11/11/2008 alle 07:17:12, in Veg(A)Roma, letto 3893 volte
E.R. GAS (Economie Ribaltate, Gruppo di Acquisto Solidale veg a Roma) è il frutto delle esigenze di singole persone stanche di aderire passivamente a logiche commerciali indotte, a parametri d'acquisto imposti e a modelli di compravendita dettati da poteri economici dominanti che producono disuguaglianze nella distribuzione di reddito e risorse.

Il GAS rifiuta la logica del supermercato, le arance che vengono dal brasile e le carote implasticate una ad una, i cavoli d'estate e i pomodori d'inverno, le melanzane ogm e le zucchine ai pesticidi… Cerca invece un modo sano, equilibrato e naturale di comprare, rispettoso dell'ambiente e della dignità del lavoro, segue la stagionalità dei prodotti, ne rintraccia la provenienza, sceglie e conosce il produttore locale e compra direttamente da lui, spezza la catena distributiva, favorisce le piccole realtà, paga equamente il lavoro del produttore, sceglie il biologico, condivide socialmente le scelte e gli acquisti attraverso la partecipazione responsabile, la fiducia e la solidarietà.
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E.R. GAS è attivo a centocelle dall'inizio del 2008 e non ha fini di lucro. Ha una struttura organizzativa orizzontale ed è un GAS vegan-vegetariano. Si riunisce una/due volte al mese nei locali dello spazio sociale 100celleAPERTE a Centocelle, in via delle resede, 5. Oltre all'acquisto collettivo ERGAS fa esperienze laboratoriali (laboratorio per fare il pane, i saponi e i detersivi ecologici, riciclaggio, energia pulita etc etc.) e organizza visite alle aziende per conoscere i produttori dai quali acquista.

Prodotti e produttori

Statuto E.R. GAS

Documento Base dei GAS

Contatti


100celleAPERTE
 
Pubblicato da Piero il 10/11/2008 alle 18:43:16, in Notizie sparse, letto 4737 volte
San Cesareo, Roma. 2 novembre 2008

Sono anni che Tonino Sbardella distrugge la vita di migliaia di visoni rinchiusi in 15 logori capannoni situati nel suo lager in via dei visoni a San Cesareo (Roma).
All'interno cumuli di gabbie pressate e non più a norma, al loro posto gabbie con qualche centimetro in più, centimetri che non ci interessano...
Non vogliamo vedere nessun essere vivente rinchiuso in gabbie più grandi. Stanotte migliaia di visoni avranno l'opportunità di assaporare la vera libertà fatta di terreno morbido sotto le zampe e di corsi d'acqua dove gettarsi. Qualcuno dirà che molti finiranno investiti da qualche auto, vi chiediamo: c'è così tanta differenza rispetto ad una vita passata in gabbia in attesa di una sentenza di morte già decretata? Noi sappiamo la risposta e stanotte abbiamo agito per loro abbattendo le recinzioni e aprendo tutte le gabbie.
Questo, per coloro che condividono il nostro pensiero, è un invito a prendere parte a questa lotta, agendo in tale direzione e superando le proprie paure e incertezze.
Come vergato sulle mura del lager stanotte...
'La libertà non si chiede, si prende' "

Fonte: La Nemesi, www.finoallafine.info

Le informazioni qui riportate sono a solo scopo informativo e possono essere incomplete, non si intende incitare ne' azioni ne' comportamenti illegali.
 
Pubblicato da Piero il 06/11/2008 alle 08:52:08, in Veg(A)Roma, letto 1419 volte


Sabato 8 novembre ore 21

Dopo la MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LE PELLICCE...

Terza cena a cura del collettivo culinario autonomo IL VEGABBONDO

Cena VEGAN benefit per la CAMPAGNA AIP a soli 10 euro!

 

Appuntamento al l.o.a. ACROBAX, via della vasca navale 6 (ponte Marconi). Bus 170, 791, 23, metro S.Paolo Basilica.

E' graditissima e consigliata la prenotazione al n. 380.3279309

 

VEGABBONDO

 
Pubblicato da Piero il 05/11/2008 alle 19:49:30, in Notizie sparse, letto 2250 volte
In memoria di Barry Horne
(17 Marzo, 1952 – 5 Novembre, 2001)

7 anni fa moriva uno dei più noti attivisti per la liberazione animale britannici, dopo il terzo sciopero della fame durato 68 giorni. Era stato condannato a 18 anni di prigione, per danni e incendi dolosi, principalmente contro aziende coivolte nella vivisezione.

Barry si stava lasciando morire di fame per protestare contro il supporto del governo britannico alla vivisezione e al mancato mantenimento delle promesse pre-elettorali riguardo gli esperimenti animali.

Le sue attività, pubblicizzate a livello mondiale, hanno portato ad un notevole incremento di azioni di liberazione animale, che tuttora durano.

Nonostante il governo britannico mantenga il pugno duro contro i cosidetti"ecoterroristi", inasprendo le pene, gli attivisti per la liberazione animale non si fermano, e Barry rimane per molti un eroe e un ispiratore.

Until the end, animal liberation
 
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