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Dopo la proficua uscita di sabato, domenica 12 ottobre è l'occasione ideale per una sveglia collettiva prima dell'alba e una passeggiata nelle campagne romane infestate dalla presenza dell'homo fucilans. Da buoni amanti della biodiversità il nostro compito è quello di disinfestare questi ambienti dalla presenza di tali, perniciosi soggetti. Segni di riconoscimento: fucile in bella vista, vestiti mimetici o tendenti al verde-grigio latrina, andatura barcollante, eloquio sconnesso, grammatica e sintassi non pervenute.
La passeggiata è pacifica, ironica, legale e... ovviamente disarmata.
Ecco il resoconto del primo DISTURBO VENATORIO http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=642


BILANCIO A UN ANNO DAL SEQUESTRO

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Primi di ottobre, tempo di quaglie. Sedici attivisti tornano all'alba in quella zona di litorale romano frequentato ormai da anni. In questo enorme campo decine e decine di cacciatori presenti. Con almeno venticinque di loro abbiamo preso contatto: parlando, deridendoli, ridicolizzandoli, ostacolando la loro mira con la semplice frapposizione dei nostri corpi, li abbiamo convinti ad abbandonare il campo. Un altro paio di decine hanno preferito andarsene spontaneamente, facendoci risparmiare tempo e fiato. Risultato: pochissimi spari di fucile.
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Anche stavolta come nelle occasioni passate abbiamo incontrato tutto il campionario possibile di questa strana e nociva (sotto)specie umana: il vecchietto apparentemente bonario, il padre di famiglia con annessa prole a seguito, il cacciatore cordialone e quello minaccioso, e per ultimo l'immancabile tamarro che tra insulti, minacce verbali e fucili puntati addosso pensa di spaventarci.
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Di contorno le solite frasi surreali: dal "ti aspetto fuori!!!" da regolamento dei conti da scuola media al devoto "la caccia è un diritto dell'uomo, c'è scritto nella Bibbia". Nel frattempo alcuni di noi si sono preoccupati di non lasciare soli nemmeno i pescatori presenti a qualche centinaio di metri in riva al mare (da disturbo venatorio a disturbo "pescatorio"): chissà perchè nell'immaginario dell'uomo comune la caccia è un'attività esecrabile, la pesca no. A noi invece è ben chiaro che si tratta di due attività identiche: brutale e vigliacco assassinio di animali liberi.
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Tra pochi giorni si replica: ribadiamo, anche di fronte alle voci di un'imminente cambiamento in peggio della legge quadro 157/92 (allungamento della stagione di caccia da agosto a febbraio, inserimento nel carniere di specie tutelate come i fringuelli e i cormorani etc.etc.), la necessità di combattere l'attività venatoria e rispondere alla predazione umana con una pacifica occupazione/liberazione del territorio dalla molesta presenza dei cacciatori. Ci auguriamo che analoghe attività di disturbo venatorio, legali e pacifiche, si diffondano sempre di più in Italia.
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Articolo de L'Arena di Verona, 1 ottobre 2008, tratto da http://www.finoallafine.info
A San Martino Buon Albergo l’Animal Liberation Front recide le reti di recinzione. Centinaia di visoni «evasi» dalle gabbie. I «guastatori» hanno creato un grosso varco per fare fuggire gli animali destinati a diventare pellicce
Nella notte tra lunedì e martedì gli animalisti hanno svuotato di nuovo l’allevamento di visoni a Campalto di San Martino Buon Albergo. È il secondo assalto in una settimana ai danni della ditta Anipel. Stavolta, il commando, che gli inquirenti ipotizzano sia sempre composto da almeno sei, sette persone per la rapidità dell'azione e per la quantità dei danni inferti, non ha rivendicato il gesto scrivendo la sigla della propria associazione sui muri all’interno dell’azienda o telefonando al centralino del giornale L’Arena.
«Tuttavia, la Digos e i carabinieri di San Martino Buon Albergo sono convinti si tratti ancora dell’Animal liberation front, autore delle precedenti intrusioni, quattro in due anni, inclusa l’ultima, e un incendio che devastò un nostro fabbricato usato per preparare il pastone destinato ai visoni e i camion parcheggiati in cortile», spiega Luca Begnini figlio del titolare della società. Il blitz è stato portato a termine prima dell’alba. Alle 4,30, una telefonata dei vicini a Campalto è giunta nell’ abitazione dei Begnini a San Martino Buon Albergo che da 40 anni allevano visoni.
«Sette giorni fa avevamo tremila animali. Oggi ne sono rimasti meno di un migliaio. Il resto delle bestiole sono morte o disperse», continua Luca Begnini. «Ma, ripeto, nate e cresciute in gabbia, non hanno alcuna possibilità di sopravvivere se abbandonate in mezzo alla campagna». Se fossero rimaste nell’ allevamento, sarebbero rimaste in vita, ma giusto fino al momento di essere macellate per ricavarne la pelliccia.«Abbiamo perso tutto», dice Luca Begnini. «Vedremo se riprendere o meno l’attività. Oggi siamo la ditta maggiormente preso di mira in Italia». La famiglia del giovane gestisce l’unico allevamento di visioni a Verona. La tattica seguita dal gruppo di animalisti è stata la stessa di una settimana fa: hanno raggiunto l’allevamento passando dai viottoli sterrati della Coetta. Messi i veicoli al riparo dai curiosi, hanno percorso l’ ultimo tratto a piedi, attraversando i terreni attorno all’azienda dove hanno lasciato molte impronte. Stando alle forze dell’ordine, sono dei professionisti bene organizzati.
L’Animal liberation front svolge azioni contro lo sfruttamento e l’abuso degli animali nel mondo. In Italia, ha cominciato dagli anni Novanta. Arrivato all’allevamento, il commando ha tagliato la recinzione per una lunghezza di 40 metri. La breccia era talmente larga da permettere facilmente alle bestiole di fuggire dall’allevamento per un raggio di un chilometro, poco più. Tenute in stato di cattività, basta poco a disorientarle. Una volta libere, perciò non si allontanano mai troppo. «La Digos e i carabinieri hanno effettuato un lungo sopralluogo nell’azienda alla ricerca del minimo indizio», aggiunge Luca Begnini. «Mi hanno detto di avere aumentato i controlli nel circondario dopo l’incursione della settimana scorsa. Hanno anche promesso di intensificare nei prossimi giorni i pattugliamenti notturni. A noi, invece, rimangono i danni».

SABATO 4 OTTOBRE
Non si cacciano animali ma umanoidi assassini; non si usano armi ma ironia, sberleffo e rumore. Si avvicinano i cacciatori all'opera, si parla loro, si fa rumore, li si prende per i fondelli finché non si allontanano senza aver ucciso nessun animale.
Il disturbo venatorio è legale, pacifico, rumoroso (portate fischietti se ne avete). Sveglia all'alba, incontro in una zona da decidere e poi azione di disturbo venatorio in campagna. Più siamo meglio è, perché si salvano più animali e perché è una vera occasione di confronto con i nostri "nemici", ovvero con coloro che uccidono animali.
BASTA PELLICCE NEI NEGOZI DIESEL!
Una iniziativa contro gli allevamenti all'interno della Settimana Vegetariana Mondiale.
Una giornata nazionale per raccogliere firme sulla petizione "Stop sussidi ad allevatori e pescatori" e per informare le persone sui danni degli allevamente intensivi e su come siamo costretti a pagare con la nostre tasse un'industria dannosa per tutti - ambiente, animali, esseri umani. L'evento si colloca all'interno della Settimana Vegetariana Mondiale promossa da vari gruppi europei per la prima settimana di ottobre, quindi le date fissate per questa giornata sono quelle del finesettimana 4-5 ottobre 2008.
Maggiori informazioni sulla settimana vegetariana mondiale: www.vegetarianweek.org
La Settimana Vegetariana Mondiale è stata indetta quest'anno nella prima settimana di ottobre e vede eventi organizzati in tutto il mondo per la diffusione di una cultura vegetariana in quanto rispettosa per l'ambiente, gli animali e la nostra salute. Il primo ottobre è la Giornata Internazionale Vegetariana, il 2 ottobre è la Giornata Mondiale per gli Animali d'allevamento, in corrispondenza al giorno di nascita di Gandhi, il 4 ottobre, giorno di San Francesco, è la Giornata Mondiale degli Animali. Una settimana dunque ricca di eventi veg-animalisti, e l'iniziativa proposta per l'Italia per partecipare a questo grande evento mondiale è perfettamente in tema, perché ha lo scopo di ostacolare la diffusione di allevamenti e macelli e di far sentire la nostra voce per gli animali, non solo quella di allevatori, pescatori e macellai.
Gli allevatori e pescatori si lamentano continuamente, fanno scioperi, proteste, spesso coinvolgendo anche gli animali, portando le mucche o i maiali in piazza.
E' bene che ci facciamo allora sentire anche noi, per dire che invece tutta l'industria degli allevamenti e della pesca vive grazie ai sussidi che l'UE e i singoli Stati forniscono, pagandoli coi soldi delle tasse dei cittadini.
Allora diciamo chiaramente che non vogliamo che i nostri soldi siano usati per sostenere un'industria che ammazza animali, devasta l'ambiente, nuoce alla salute umana, è fonte di sprechi che pesano molto sul problema della fame del mondo. Chi vuole comprare in gran quantità alimenti di origine animale - carne, pesce, latte, uova - li paghi, in toto, paghi la coltivazione dei mangimi, il trasporto, l'allevamento, e un "risarcimento danni" per l'impatto causato all'ambiente. Li paghi al supermercato coi suoi soldi, non è più ammissibile che invece paghi pochissimo questi prodotti e le spese siano sostenute coi soldi di tutti, anche di chi questi prodotti non li vuole consumare o ne consuma pochissimi.
Non serve nemmeno essere vegetariani per essere d'accordo nel firmare la petizione: a nessuno dovrebbe piacere pagare due volte per quel che consuma, una volta in negozio e una volta con le proprie tasse, anche questo bisogna far capire al pubblico, nello spiegare l'iniziativa.
L'iniziativa principale è quella di organizzare un sit-in informativo con distribuzione di volantini appositi e raccolta di firme sulla petizione "Stop sussidi ad allevatori e pescatori" nelle date indicate.
Chi non riesce a organizzare un sit-in, può raccogliere firme tra conoscenti e parenti. E' anche disponibile la petizione on-line da pubblicizzare via email, alla pagina:
http://www.nutritionecology.org/it/news/petition_cap.html
Un'altra attività è quella di distribuzione in buca del volantino dell'iniziativa: sul volantino c'è una mini-petizione, chi vorrà potrà firmarla e raccogliere qualche altre firma e poi spedire il volantino. Non serve alcun permesso per questo tipo di attività, basta che ci richiediate i volantini e li distribuiate in buca delle lettere nel vostro quartiere.
E' importante organizzare dei sit-in informativi in piazza, anche di poche persone (5-6), piuttosto che un volantinaggio singolo. Con un sit-in potete esporre cartelloni e striscioni, potete sistemare un piccolo banchetto per la raccola firme, e distribuire volantini ai passanti. Se avete un megafono, potete spiegare al pubblico la situazione degli allevamenti, invitarli a fermarsi a firmare. Se avete un video, potete mostrare i filmati sui macelli (vedi oltre).
Si può inoltre mandare ai giornali locali un comunicato stampa, per dare maggior enfasi e diffusione all'iniziativa. Se non avete video e megafono, non importa, bastano i cartelloni! Se siete solo in due, vedrete che poi altre persone si uniranno! Trovate una bozza di comunicato stampa in fondo alla pagina.
Per un sit-in informativo va fatta la notifica in Questura, ma NON serve alcun permesso del Comune, quindi, non rivolgetevi al Comune. Occorre mandare la notifica alla Questura via fax usando il fac-simile che potete scaricare qui:
comunicazione_presidio_pac_facsimile.rtf
Dovete completarlo coi vostri dati anagrafici, il luogo, la citta', la data, l'orario e gli altri dettagli dell'evento che siano diversi da quelli del fac-simile.
In molti casi è sufficiente questo fax, in altri casi dopo l'invio del fax vi ricontatteranno loro e dovrete andare lì di persona per confermare la richiesta. Ciascuno ha la sua prassi. Il fax va inviato almeno 3 giorni prima, ma vi conviene inviarlo per tempo, almeno 15 giorni prima, in modo da essere sicuri che non ci siano problemi dell'ultimo momento e poter così pubblicizzare tranquillamente l'evento. Conviene, dopo 3-4 giorni dall'invio, telefonare per accertarsi che sia stato ricevuto e sia tutto ok.
Fate solo attenzione nel caso in cui oltre alle persone e ai cartelloni il sit-in comprenda anche un tavolino, per le petizioni o per appoggiarci un video: in molto casi, il permesso di usare il tavolino e' compreso nel "permesso" di tenere il sit-in e nessuno crea problemi, ma in qualche Comune potrebbe esserci la polizia muncipale che fa storie e che pretende il permesso di uso del suolo pubblico. Da un punto di vista logico, non ha molto senso, perche' che il suolo sia occupato da una persona con in mano i moduli delle petizioni, o da un mini-tavolino con le petizioni appoggiate, non fa differenza, ma da un punto di vista formale potrebbero crearvi problemi. Consigliamo in quasti casi di "parlamentare" coi rappresentanti della Questura di modo che i vigili non creino ostacoli al sit-in, e se questi non vogliono sentir ragioni, smontare il tavolino, raccogliere firme stando in piedi e facendo appoggiare chi firma su una cartellina rigida che tenete in mano voi, e regolarsi per le volte successive.
Aggiornamento al 25-9-2008
Scriveteci per darci notizie dell'organizzazione di un sit-in, indicando il vostro recapito per farvi contattare da altri attivisti nella vostra città!
Chi vuole unirsi a un evento in corso di organizzazione, contatti i recapiti sotto elencati!
Torino
Sabato 4 ottobre, ore 15.30 - 20.00, piazza Castello ang. via Garibaldi
Contatto: piemonte@agireora.org
Milano
Sabato 4 ottobre, ore 15.30 - 20.00, piazza San Babila
Contatto: Mattia - mollik74@yahoo.it
Firenze
Sabato 4 e domenica 5 ottobre, dalle 10 alle 19.30; sabato: Piazza S. Croce; domenica: Piazza della Repubblica
Contatto: Elvino - e.gasparotti@animalitalia.it
Napoli
Sabato 4 ottobre, dalle 16 alle 20, piazza del Gesu' Nuovo (lato Liceo Genovesi - chiesa del Gesu' Nuovo)
Contatto: napoli@agireora.org
Alessandria
Sabato 4 ottobre, dalle 15 alle 22, sotto i portici di corso Roma angolo piazza Garibaldi
Contatto: alessandria@agireora.org
Roma
Sabato 4 ottobre, 16.00 - 18.30, Piazza di Porta San Giovanni (statua di san Francesco)
Contatto: Monica - monicalugini@yahoo.it
Ancona
Domenica 5 ottobre, 15.30 - 20.00, Piazza delle 13 cannelle
Contatto: Daniele - danymals@hotmail.it
Carpi (Modena)
Sabato 4 ottobre, 8.30-13.30, all'ingresso dell'IperCOOP "Il Borgogioioso" di Carpi
Contatto: Daniela - animali.info@gmail.com
Arezzo
Sabato e domenica 4 e 5 ottobre, ore 8-19.30, piazza S. Jacopo (davanti alla banca)
Contatto: Ilaria - ilaria.isacchi@libero.it
Siena
Domenica 5 ottobre, dalle 10 alle 20, Piazza Madonna delle Nevi
Contatto: Elena - antispecistisiena@gmail.com
Bird protection camp in September 2008

Corriere della Sera, 13 settembre 2008, pagina 29
Parla Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri.
[...]Per me l'uomo ha un primato sugli animali. [...]La sperimentazione sugli animali è ancora oggi una necessità e non può essere una semplice opzione; credo che nessuno possa pensare di portare un nuovo farmaco direttamente alla sperimentazione sull'uomo. Gli animali nei laboratori odierni sono tutelati a sufficienza. Anche i test sul dolore sono minimali: riguardano ad esempio la pressione e non appena l'animale ritrae la zampa vengono sospesi. Certo, non possiamo fare a meno di avere cavie portatrici di tumore, ma in questo caso si ricorre agli anestetici. L'importante è non mettere troppi limiti burocratici, che rallenterebbero quella che rimane un'urgenza per molti malati [...]
NdR: nella foto un chiaro esempio di cavia che non soffre, anzi: osservando l'istantanea è facile cogliere anche un pigro sorriso di compiacenza del fortunato primate che si sta godendo la vacanza gratuita nel laboratorio.
Ringraziamo altresì il dott. Garattini che ha svelato la verità a noi stupidi mortali che pensavamo che la vivisezione fosse una pratica piuttosto aberrante.
Da pochi giorni è disponibile su YouTube il video relativo a una delle più recenti azioni ALF in Italia, eccolo.
28 luglio 2008, Abano Terme (Padova).
Liberati dall'Alf 30 conigli dall'allevamento Fasolato.
Altri 4000 sono stati portati nei campi fuori dall'allevamento e le gabbie distrutte.
Le informazioni qui riportate sono a solo scopo informativo e possono essere incomplete, non si intende incitare ne' azioni ne' comportamenti illegali.
In difesa degli animali massacrati e dei cittadini minacciati dalla presenza dei cacciatori.Escursione al Monte di Cambio (m.2064) (Terminillo) Domenica 14 Settembre 2008
Sarà un itinerario di 4 ore di cammino in totale (ad una andatura normale ed escluse le soste), con 300 metri di dislivello. Si va e si torna per lo stesso itinerario: 2 ore e 15 per salire ed un’ora e 45 per scendere. Dato che si va e si torna per lo stesso itinerario, per chi non dovesse farcela, è possibile anche fermarsi prima e aspettare che chi è salito in cima ritorni. Il Monte di Cambio si trova nel massiccio del Terminillo (Rieti). Con la macchina potremo salire fino a 1800 metri di altezza ed una volta lasciata l’auto cammineremo per una sterrata che corre lungo la panoramicissima cresta. L’ultimo tratto di salita è più ripido, ma breve. Dalla cima si vedono tutte le montagne più alte dell’Appennino centrale dall’Umbria fino alla Maiella. L’itinerario si svolge perlopiù fuori dal bosco. Dato che il percorso è in cresta è importante che il tempo sia buono. Se arrivati a Rieti vedessimo che sulla cima delle montagne ci siano nuvole potremmo fare un cambio di obiettivo e fare un itinerario più a bassa quota, ad esempio andare a Poggio Bustone a visitare il bosco di San Francesco(che comunque sarebbe una delle prossime mete).
Visto l’interesse delle ultime volte, con Luisa vorremmo proporre anche una piccola seduta di Yoga sul prato. Ovviamente gli esercizi di yoga sono facoltativi e chi preferisce può anche prendere il sole sul prato. E’ molto bello condividere con gli altri la bellezza della passeggiata, ma ci piacerebbe provare a fare anche solo pochi minuti di cammino in silenzio (si chiama meditazione camminata) per ascoltare anche il silenzio dei boschi e dei monti. Anche nel caso della meditazione camminata chi non è interessato si mette in fondo al gruppo e continua a camminare e a comunicare come più gli piace.
Appuntamento alle 8,00 sulla Salaria appena fuori dal GRA in direzione Rieti. Si tralascia un primo semaforo e, dopo circa 1 km e mezzo dal GRA, c’è un altro semaforo in corrispondenza delle prime case di Settebagni sulla destra. Si esce dalla Salaria e pochi metri prima del semaforo (tornando indietro rispetto alla Salaria) c’è un parcheggio con un bar. Questo è il luogo del nostro appuntamento. Una volta radunati proseguiremo insieme, faremo il primo tratto di autostrada fino a Fiano e poi ritorneremo sulla Salaria e proseguiremo fino a Rieti. Superata Rieti seguiremo le indicazioni per il monte Terminillo. Prego chi vuole venire di contattarmi nei giorni precedenti e di darmi un recapito perché a seconda delle condizioni del tempo potremmo fare dei cambiamenti di appuntamento.
Consigli per le cose da portare:
1) Innanzi tutto si consiglia l’utilizzo di scarponcini da trekking. Sono comodi, si fatica di meno perché fanno più presa nel terreno, proteggono dalle storte.
2) Uno zainetto da portare a spalla dove vanno messe le varie cose.
3) Almeno un litro d’acqua a persona.
4) Pranzo al sacco. Non esistono rifugi gestiti come sulle Alpi, per cui per il pranzo bisogna essere autosufficienti. Invito caldamente tutti i partecipanti (vegan, vegetariani,e simpatizzanti in transizione) a portarsi per questa escursione un pasto vegan (senza animali e derivati).
5) Abbigliamento: durante le escursioni ci si veste a strati, perché si può passare dal molto caldo al molto freddo nel giro di poco tempo. Come calzoni vanno bene un paio di blue jeans comodi o i pantaloni di una tuta. Da questo periodo in poi per tutta l’estate, io porto nello zaino anche un paio di pantaloncini. Consiglio poi una maglietta a mezze maniche, un pile o un maglione, un giubbotto di sicurezza per la pioggia e, da mettere comunque per il sole, un berretto.
6) in macchina lascio un paio di scarpe da ginnastica e un paio di calzettoni di ricambio da mettere al ritorno. Dopo avere camminato è buona norma cambiarsi i calzettoni e gli scarponcini (questi ultimi possono essere infangati, fanno traspirare poco il piede, rendono difficile la guida della macchina).
7) in macchina lascio anche una t-shirt di riserva per cambiarmi al ritorno dell’escursione e mettermi un indumento pulito.
La gita è gratuita!
Escursione già svolta!
ciao Tito
ferente ai cambiamenti della societa' italiana e lombarda, impermeabile ai richiami del tempo moderno. Politici sordi alle istanze del progresso si affrettano a patrocinare la "cultura" dei cacciatori coi suoi tristi riti di uccelli in gabbietta a vita, di cani in gabbioni anche loro, di armi e di morte per divertimento. Come se tutti i sondaggi non mostrassero la netta maggioranza favorevole all'abolizione di questo crudele passatempo.