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 Sempre, bisogna pensare all'individuo di cui ci prendiamo cura
 Solo per i cuccioli, sono troppo deboli e senza intervento esterno rischiano di morire. Da adulti se la cavano
 Mai, i vaccini sono testati su molti altri animali e per salvarne uno se ne condannano molti altri
 No, non servono anche perchè la natura deve fare il suo corso
 Non so, non escludo la vaccinazione ma valuto di volta in volta

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Articoli della sezione «Notizie sparse».
Ordine cronologico: discendente (il più recente in testa).
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Pubblicato da chiara il 28/02/2007 alle 10:09:44, in Notizie sparse, letto 1226 volte

I tre istruttori della ValleVegan sono lieti di offrire gratuitamente, per chi volesse partecipare, lezioni di “aerobica su prato”. Si tratta di un nuovo tipo di ginnastica ideale per ritrovare l’ormai perduto contatto con la terra e con la natura. Non c’entra nulla con lo yoga e con lo zen, sia ben chiaro. Per farvi avere una piccola idea di ciò di cui sto parlando, vi basti sapere  che non vi serviranno delle scarpe da ginnastica ma dei bei scarponi da lavoro, non vi servirà una semplice tuta, ma magari un paio di pantaloni che avete deciso di buttare tempo fa (mettete anche una magliettina estiva, chè dopo 5 minuti inizia a far caldo),non vi servirà un tappetino bensì una zappa o una vanga, se poi avete un trattore verrà eretta una statua in vostro onore nel mezzo del recinto di Bastian! A seguire...passeggiata anaerobica nei prati e nei boschi.

Insomma, se vi siete fatti, anche lontanamente, un’idea di ciò che vi stiamo offrendo, vi sarete di certo accorti che questa è una di quelle offerte che non si possono rifiutare!

 

ValleVegan, domenica 4 marzo, dalla mattina. Pranzo a offerta libera.

 
Pubblicato da Lidio il 28/02/2007 alle 10:00:00, in Notizie sparse, letto 1247 volte
La conduttrice del programma, Monica Leofreddi(Fonte: Agire Ora) Certo che la RAI deve avere proprio tanta paura dei vegani e vegetariani... ma tanta-tanta, se impegna tempo e risorse al solo scopo di costruire delle situazioni atte a ridicolizzarli, in modo da creare confuszione nelle testa della gente... un comportamento cosi' meschino e umiliante (quello di cercare di "intrappolare" il vegan di turno) puo' solo spiegarsi con tanta paura da parte della raitivvu', perche' che altre ragioni ci possono essere?
La storia e' questa: circa una settimana fa alcuni collaboraboratori della trasmissione settimanale "Donne" (un talk show che ha per protagoniste varie donne ospiti, che raccontano "di desideri irrealizzabili o a portata di mano, di paure e ambizioni, di progetti e sconfitte") si scatenano alla ricerca di una donna vegan che vada in trasmissione venerdi' 23 febbraio per parlare della sua scelta, dato che la puntata e' dedicata all'alimentazione. Pero', che carini, vien da pensare, ci danno la possibilita' di parlare della nostra scelta. "Dato che l'argomento non e' molto conosciuto", dicono pure questi gentili signori alle vegane contattate.  Ma gia' nel corso della giornata si sente puzza di bruciato: gli intervistatori parlano con diverse donne e ragazze vegan, ma non gli vanno bene, sono persone troppo convinte, che han fatto una scelta etica e la sanno spiegare, e persone troppo "normali". No, loro cercano "qualcuno di alternativo", che magari vada li' "vestito un po' strano". Mh. E perche'? Se intervistando 10 persone vedi che sono "persone normali" che han fatto questa scelta e la sanno spiegare, perche' devi cercare la "persona strana" che non abbia motivazioni etiche, visto che la realta' dei vegan non e' quella? Sara' mica che invece di mostrare la realta' vuoi tendere una trappola?

Detto-fatto: hanno invitato alla fine una persona che NON ha detto una parola delle ragioni etiche e che ha affermato di aver fatto questa scelta per ragioni salutistiche, il che e' sempre un autogol, perche' poi ci mettono il nutrizionista da TV (che ovviamente c'era) che fa il professorone cui non si puo' replicare (anche se dice cose non dimostrate scientificamente e non sa o non cita le posizioni scientifiche ufficiali pro-scelta vegetariana e vegana) e sei bell'e che a posto...

Poi in questo caso particolare e' stato un vero massacro, anche volendo difendersi sarebbe stato impossibile, tutti contro uno, con reginetta della puntata una casalinga che cucinava “code alla vaccinara” strappando, fra l'ilarità generale, applausi e consensi del pubblico e degli ospiti.

Dato che una persona proprio "strana" non sono riusciti a trovarla, hanno pensato di sopperire intervistando la figlia che diceva che sua madre era una disadattata e mostrando la signora mentre faceva l'"om" durante la sua meditazione - come se questa pratica c'entrasse qalcosa col veganismo, o come se quelli che praticano meditazione fossero tutti vegan (ma quando mai) o che i vegan praticassero tutti meditazione (ma ancora meno...). Pero' almeno una cosa "diversa dalla normalita'" dovevano mostrarla, di meglio non han trovato.

Come mai tutto questo dispendio di energie e tempo e persone per scovare una persona vegan piu' "incastrabile" della altre? E come mai cosi' tanto accanimento? Signori della RAI, avete cosi' tanta paura che la gente sappia che le persone vegan sono esattamente come tutte le altre solo che, come le altre non vogliono ammazzare i cani per sfizio, cosi' i vegan non vogliono ammazzare i vitelli per sfizio?

Non c'e' nemmeno da essere offesi per il trattamento (certo, la signora portata in trasmissione ha di che essere offesa, ci mancherebbe!), quanto divertiti, sapendo tutto il teatrino che c'e' stato dietro.
Divertiti per la paura che facciamo. Se andiamo li' e gli facciamo "Bu'!" cosa fanno, svengono?!

Allora, l'invito e' duplice: da un lato, scriviamo al direttore di RAI2 e all'ufficio stampa della RAI, non per fare gli offesi, no, ma per prenderli un po' in giro, siate leggeri nei vostri messaggi, un po' di sarcarsmo e disprezzo per la loro meschinita' penso funzioni meglio dell'esprimere "dignita' offesa".
Dall'altro, fate attenzione se vi capita di essere invitati "a parlare della scelta vegan" in TV,  molto spesso e' una trappola come questa.
Purtroppo, non c'e' molta possibilita' di difendersi, perche' se voi li mandate a quel paese di certo troveranno qualcuno piu' sprovveduto di voi da massacrare. Non c'e' difesa. Ma tenete la guardia alzata.  Mal che vada, fategli "Bu'" che gli viene un coccolone... ; - )

Scriviamo a:
a.marano@rai.it
ufficiostampa@rai.it


Grazie a tutti per la partecipazione!
Marina Berati

 
Pubblicato da monica il 28/02/2007 alle 09:59:00, in Notizie sparse, letto 1155 volte
3 marzo 2007 ore 16 davanti alla RinascenteSabato 3 Marzo alle ore 16 tutti in piazza contro le pellicce. Ancora una volta ci ritroveremo sotto la Rinascente di piazza Fiume a Roma per protestare contro l'uccisione di piu' di un miliardo di esseri viventi che ogni anno vengono massacrati dall'industria della pelliccia per poi essere venduti in grandi magazzini come La Rinascente e L' Upim. Facciamoci sentire, portate fischietti, cartelloni, foto e quanto vi suggerisce la vostra fantasia. La strage di animali da pelliccia deve finire la Rinascente deve smettere di vendere pelli di animali morti. Ancora una volta, fino alla fine, SABATO 3 MARZO PIAZZA FIUME ore 16.00. Rinascente vende morte, fino alla fine davanti alle sue porte. Info: iniziative_vegan@yahoo.it, www.campagnaaip.net
 
Pubblicato da Claudia (Nefertari77) il 27/02/2007 alle 19:14:28, in Notizie sparse, letto 1960 volte

(articolo segnalato da Kalp, dal sito www.lalente.net)

Eleonora Palma – eleonorapalma@lalente.net
lunedì 26 febbraio 2007

Di solito si fa leva sull’etica, sulla “pietas”, sulle foto cruente con gli elettrodi in primo piano, conficcati nella carne. Ma non basta, non è mai bastato. Arriva veloce la contromossa: meglio salvare un topo o un bambino? “Entrambi”, è la risposta di un numero sempre più ampio di scienziati La vivisezione, o sperimentazione in vivo, consiste in qualsiasi esperimento eseguito su un animale: ne sono vittime circa un milione ogni anno in Italia. Tali prove vengono ripetute ad intervalli ben precisi, con altre forme e altri tempi, sui destinatari ultimi del prodotto: gli esseri umani, noi.
Al centro degli esperimenti ci sono le industrie chimico-farmaceutiche, quelle cosmetiche, le industrie belliche, gli istituti pubblici e le università. Per il 95% si utilizzano topi e ratti (animali poco costosi, piccoli, che si riproducono facilmente e non incontrano molto le simpatie del grande pubblico) ma anche gatti, cani, primati non umani, porcelline d’India, mucche, suini, cavalli, pecore, capre, piccioni, furetti, rettili, pesci ed uccelli. Vengono effettuati test di tossicità acuta e cronica, irritazione della pelle ed inalazione di sostanze, avvelenamenti, induzione di cancro, privazione dei genitori per esperimenti psicologici. Gli animali sono simili a noi nel percepire il dolore, l’apprensione, la paura, ma sono diversi per i meccanismi di assimilazione, per struttura fisica e biochimica.



La sperimentazione animale è prescritta per legge un po’ ovunque ma i risultati troppo spesso sono fuorvianti, tanto più che da decenni è obbligatorio un successivo ed indispensabile protocollo sugli esseri umani. Questo perché non è possibile a priori capire la specie che in quel caso specifico è più simile all’uomo. Animali di specie diversi, come pure di razze diverse – o addirittura di ceppi della stessa specie – rispondono in modo diverso ad un dato stimolo. Esistono differenze microscopiche dei processi metabolici e anche differenze macroscopiche fra uomini e animali. Alcune delle differenze macroscopiche più famose: a differenza dell’uomo, i roditori non sono in grado di vomitare le tossine, l’uomo può accumulare agenti nocivi dal naso e dalla bocca mentre i roditori respirano solo dal naso; ratti, topi e criceti sintetizzano la Vitamina C all’interno del loro corpo ottenendo così naturalmente un potente agente anticancerogeno mentre l’uomo non è in grado di farlo; i ratti hanno una elevata capacità enzimatica di non accumulare massa grassa (che in loro si accumula nel fegato) a differenza dell’uomo nel quale si accumula nelle arterie, diventando una potenziale causa di
patologie.
Nessuna teoria può essere approvata o respinta sulla base di un’analogia. Si sperimentano direttamente sull’uomo sostanze che non hanno subìto alcun reale vaglio preventivo e si corre il rischio di scartare sostanze che potrebbero essere invece di grande aiuto, per il solo fatto che su di una particolare specie sono risultate tossiche.
Qualche esempio significativo può aiutarci: una bella mangiata di amanita phalloides, uno dei funghi più velenosi
presente nei nostri boschi ammazzerebbe tutta la famiglia, dal nonno al nipote, ma non farebbe venire neanche un mal di pancia al gatto di casa. La mitica penicillina è letale per le cavie ma con enorme fortuna per l’umanità fu sperimentata sui topi, come dichiarò Florey, uno degli scopritori insieme a Pasteur. La diossina è innocua per il criceto, letale per il ratto 
ma  per quanto riguarda l’uomo, abbiamo ancora Seveso negli occhi. Se ci viene il mal di testa ci prendiamo un’aspirina, non i topi e i gatti però: per i primi è teratogeno (1), per i secondi nefrotossico (2).
Difficilmente (per non dire mai) una scoperta biomedica deriva dall’osservazione animale: il percorso inizia da uno studio epidemiologico (ossia un’osservazione scientifico-statistica di determinati gruppi di persone con lo scopo di studiare la frequenza e la distribuzione delle patologie nella popolazione) oppure da un’osservazione clinica casuale: solo in seguito si cerca di ottenere sugli animali lo stesso fenomeno, sperimentando su varie specie, fino a trovare la razza ed il ceppo che diano la risposta.



Questo perché la medicina ufficiale tende ad accreditare la scoperta solo quando l’esperimento sugli animali è positivo, esperimento tagliato e cucito su misura, che può dimostrare tutto e il contrario di tutto. La sperimentazione animale può (e ci è riuscita molto bene) persino rallentare la ricerca: gli effetti dannosi di alcool, fumo di sigaretta, amianto, metanolo, non sono stati considerati provati scientificamente per moltissimi anni.
Molti farmaci, testati regolarmente su cavie di varie specie, hanno avuto conseguenze nefaste: l’Opren, un farmaco contro l’artrite, ha ucciso 61 persone (3). Sono stati documentati più di 3500 casi di reazioni connesse, gravi e meno gravi. Il Talidomide, un tranquillante per le gestanti, si è dimostrato teratogeno, ovvero in grado di alterare il corredo genetico, dando luogo alla nascita di bimbi focomelici, privi di arti sviluppati. Gli scienziati cercavano negli animali la prova di ciò che già era tristemente noto nell’uomo, in base ad un semplice studio statistico. Nessuno degli animali da laboratorio trattati con il talidomide in un primo tempo ha causato feti focomelici e questo ritardò il suo ritiro dal mercato.
Soltanto aumentando la dose e la varietà degli animali si ottennero alcuni nati focomelici in una delle circa 150 razze di coniglio, il coniglio bianco neozelandese, a dosi comprese tra le 25 e le 300 volte superiori a quella normale per l’uomo. Il riscontro epidemiologico è stato ignorato per 5 anni, il farmaco ritirato solo nel 1962, dopo la nascita di migliaia di bambini gravemente malformati.
Dopo questi e molti altri episodi le case farmaceutiche sono corse ai ripari: basta dare un’occhiata ai foglietti illustrativi.
Su quello del Clopifogrel – testuali parole – c’è scritto: “studi di riproduzione condotti nel ratto e nel coniglio non hanno rilevato alcuna diminuzione della fertilità né danno fetale attribuibili a Clopidogrel. Non esistono però adeguati studi e controllati su donne gravide. Per la mancanza di dati non è consigliato durante la gravidanza”.
Non solo i foglietti, ma anche le riviste più autorevoli hanno preso coscienza del problema, oramai non è più una questione per anime candide ed animalisti irriducibili. Nel Febbraio 2006 i ricercatori del Diabetes Research Institute dell’Università di Miami e del dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Stoccolma hanno affermato che la struttura del tessuto umano responsabile della produzione di insulina è fortemente diversa da quello dei roditori, normalmente utilizzati per studi sul diabete. Insomma almeno 30 anni di studi falsati. “La nostra maggiore scoperta è che il tessuto pancreatico umano ha una struttura totalmente unica e ha una modalità di funzionamento diversa rispetto a quello di roditori. Non possiamo più continuare a basarci su studi condotti su topi e ratti. È imperativo ora focalizzarci sui tessuti umani perché alla fine, è l’unico modo che abbiamo per capire come funzionano”.
A fine 2006, il British Medical Journal ha pubblicato un articolo dal titolo: “Confronto degli effetti delle cure provate su animali e clinicamente: una revisione sistematica”. Il giudizio è chiaro: “La nostra revisione sistematica fornisce indicazioni sulla limitatezza dei modelli animali, e sulla loro incapacità di rappresentare le corrispondenti malattie negli umani”.
Ma quali sono le alternative (possibilmente più efficaci delle sofferenze animali)? Ha fatto passi da gigante
l’epidemiologia molecolare, una scienza che collega i fattori genetici, metabolici e biochimici a dati epidemiologici
sull’incidenza delle malattie. I risultati arrivano: il Lipid Research Clinics Trial ha dimostrato che abbassare l’1% il tasso di colesterolo ematico riduce di almeno il 2% il rischio di malattia cardiaca. Studi in vitro sui tessuti cellulari hanno permesso di studiare e perfezionare i più usati farmaci anti-HIV: l’AZT, il 3TC e gli inibitori della proteasi. Gli studi in vitro si sono rivelati utilissimi per i test di tossicità, per studiare specifiche parti del corpo. È entrata in campo anche la robotica, con modelli matematici computerizzati come il Derek, simulatori e manichini computerizzati. Dalle biopsie endoscopiche si possono ottenere informazioni durante i vari stadi della malattia. Ad esempio è stato dimostrato che il cancro al colon deriva da tumori benigni (adenomi), risultato del tutto in contrasto con il modello animale più usato, in cui la sequenza non c’è.
Gandhi ha definito la vivisezione il crimine più nero tra i neri crimini commessi dall’uomo, Kant ha scritto che la la crudeltà nei loro confronti predispone ad uguale comportamento verso i nostri simili. È giunta oramai l’ora di chiudere quei laboratori, con le gabbie tristi e mai a norma, ancora aperti solo per un’inerzia culturale, superata dalla dottrina scientifica maggioritaria ma non ancora dalla coscienza comune. Chi fa divulgazione ha un grande compito: sollevare il velo di ignoranza.

LIBRI CONSIGLIATI:
(1) Sulla vivisezione. Lettera aperta al signor Ernest von Weber, autore dello scritto «Le camere di tortura della scienza»,
Richard Wagner, Euro 10,00
Ordina da IBS Italia
(2) Gli animali e la ricerca. Viaggio nel mondo della vivisezione, Stefano Cagno, Euro 10,00
Ordina da IBS Italia


NOTE:
(1) Sono teratogeni quelle sostanze o quei farmaci che provocano malformazioni nel neonato.
(2) Sostanza nociva ai reni.
(3) Si veda il sito
laLente.net

 
Pubblicato da Lidio il 27/02/2007 alle 14:01:30, in Notizie sparse, letto 4745 volte

Sono stato in banca. Ho revocato le disposizioni in base alle quali dal mio conto veniva prelevata la somma di 50 euro l'anno per il finanziamento di Greenpeace.
Questa è la conseguenza immediata di quanto ho letto stamane fra  le notizie apparse su Agire Ora.
In breve: alcuni attivisti di GP hanno banchettato a base di carne di balena, accogliendo l'invito di alcuni giapponesi.
Motivazione: rispetto delle millenarie culture locali.

Non ho parole tanto sono schifato. Ho sotto i miei occhi l'ennesima dimostrazione di quanto dannosa sia la nostra specie, non appena iniziano a girare interessi economici di un certo livello.
L'esigua minoranza di umani "passabili", che pure, non lo nego, esiste, non soccombe grazie alla tenacia con la quale riesce a tenere silente l'istinto schifoso della voracità che alberga in ciascuno di noi.

La prostituzione peggiore, quella mentale, di organizzazioni che sbandierano nobili valori per poi agire meschinamente in nome di un discutibile, quanto inutile, rispetto. Ecco, in due parole, ciò che penso oggi di Greenpeace.

Mi sento tradito due volte.
Tra i commenti presenti sul sito di YouTube (dove è possibile vedere il filmato) ce n'è uno che vale per tutti: "I hope they won't decide to save the dogs and cats in China next" (Spero che non decidano di salvare cani e gatti in Cina come prossima iniziativa)...

Lidio Maresca

 
Pubblicato da Claudia (Nefertari77) il 23/02/2007 alle 14:29:30, in Notizie sparse, letto 1245 volte
(dal corriere della sera) Ma solo le femmine ne farebbero uso a partire da rami d'albero e appuntite con i denti. Per utilizzarle nella cattura dei galago .
New York. Alcuni scimpanzè si procurano il cibo servendosi di strumenti da caccia che sembrano lance rudimentali. Ma sarebbero solo le femmine a farne uso a partire da rami d'albero e appuntite con i denti. I ricercatori Jill Pruetz e Paco Bertolani dell'università dell'Iowa hanno osservato gli scimpanzè che vivono nella savana del Senegal sud-orientale. Un habitat inusuale per questo genere di scimmie, che sembravano per questo aver escogitato nuove strategie per procurarsi il cibo come, appunto, servirsi di armi.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica «Current Biology», mostra che le lance vengono utilizzate per agitarle nelle tane dei galago, un piccolo animale dell'ordine dei primati, nella speranza di infilzarne qualcuno. «Non si può dire sia una tecnica di caccia efficace», ha dichiarato Pruetz, «ma è un modo innovativo di adattarsi a un ambiente ostile. Gli scimpanzè devono scendere dagli alberi per raccogliere il cibo e ripararsi nelle caverne durante la stagione calda. Come riteniamo facessero i primi ominidi, che vissero circa 6 milioni di anni fa». Prima d'ora, studi analoghi avevano dimostrato che alcuni tipi di scimmie - tra cui scimpanzè, gorilla e orangutang - si servono di utensili per rompere noci e per catturare le termiti di cui si nutrono. Ma l'uso di uno strumento tanto «evoluto» per cacciare non era mai stato osservato prima d'ora.
23 febbraio 2007
 
Pubblicato da Piero il 22/02/2007 alle 15:22:20, in Notizie sparse, letto 3303 volte

 

Riceviamo e giriamo con piacere e sollazzo.

 

 

 

Scopri chi c’è dietro effimeri gruppi pseudo animalisti neo-formatisi, al solo scopo di screditare chi veramente lotta per gli animali.

Questa non è la solita guerra tra animalisti, perché in questo caso la parte ripudiata è stata sempre scoperta e allontanata, in qualunque gruppo abbia provato ad infiltrarsi. Nonostante ciò, stavolta il nemico è grande, nonostante abbia scelto come braccio il più fantozziano tra i propri stipendiati.  

Il personaggio in questione è già noto alle cronache animaliste per aver dato questi “contributi” alla causa:

-          Manifestazione di varie ore davanti all’ambasciata del Canada, o meglio davanti alla EX ambasciata del Canada ormai traslocata, quindi CHIUSA e ABBANDONATA. La manifestazione, che avrebbe dovuto essere contro le pellicce di foca, si è poi trasformata in cori anti vecchiette col cane al guinzaglio.

-          Scritte notturne sulle mura della ASL di FR, di “invito” alla chiusura del lager di SAN Giuliano. Degno di nota è sapere che GIULIANO è un PAESE della provincia di Frosinone e non un SANTO!!! Dopo di ciò i gestori del canile hanno riso di cuore perchè la ASL ha rotto il già sottile legame con le associazioni animaliste che permetteva di salvare cani moribondi da quel lager.

-          Insulti col megafono ad una passante perché colpevole di indossare un collo di pelliccia, FINTA. La passante ha poi obiettato sul perché il megafonante avesse sulle spalle uno zaino di marca Prada in pura pelle. Ilarità generale in via del Corso a Roma.

-          Acquisti vari di tartarughe e ratti in vari negozi…per salvarli!

 

 

 

Anche questa notizia è effimera, comparirà e scomparirà, come il soggetto qui rappresentato.

Ancora una volta: NO AI VIVISETTORI! Per saperne di più, metti sul motore di ricerca “Nome Cognome” del personaggio in questione, e vedi da chi è pagato.

 

 
Pubblicato da Lidio il 17/02/2007 alle 18:31:30, in Notizie sparse, letto 1336 volte

Riportiamo una notizia lanciata dalla Reuters. (Leggere il nostro commento finale n.d.r.)


CANBERRA (Reuters) - Un pescatore ubriaco ha catturato con le sue mani uno squalo di 1,3 metri e lo ha trascinato sul molo di una piccola località sud occidentale dell'Australia, tutto questo in cambio di qualche graffio sui pantaloni, hanno riportato oggi i media locali.
Si chiama Philip Kerkhof e ha 41 anni l'uomo che lunedì ha cacciato a mani nude uno squalo che stava mangiando le sue esche per calamari vicino al molo della piccola località marina di Louth Bay nella parte meridionale dell'Australia.
"Mi sono appostato dietro di lui, ho atteso il momento giusto e alla fine l'ho afferrato e non l'ho mollato più", ha detto Kerkhof alla televisione australiana . La zona di Louth bay, vicino all'estremità meridionale della penisola australiana dell'Eyre, è nota per gli squali che la popolano, tanto che alcune scene del film "Lo squalo" del 1975 sono state girate proprio là.
Kerkhof, che ha ammesso di aver bevuto "un po' troppa vodka" prima di andare a pescare, ha detto di aver realizzato di aver rischiato la vita solo il giorno dopo.
"Non è qualcosa che consiglierei di fare", ha detto. "Quando mi sono ripreso dalla sbronza ci ho pensato e mi son detto '...sono un idiota' ".

 

Se lo dice da solo...

 
Pubblicato da monica il 15/02/2007 alle 11:38:42, in Notizie sparse, letto 1434 volte

Per chi legge l'inglese un articolo sulla Cina.
444 gatti sono stati salvati da un mercato dove sarebbero stati uccisi e scuoiati, probabilmente per carne e pelliccia. 100 attivisti sono entrati nel mercato e si sono scontrate con la polizia. Il Comune ha deciso di salvare i gatti per evitare altri casini! Al link in fondo c'è anche una foto.

Animal lovers win extra life for 400 Chinese cats Jonathan Watts in Beijing Monday February 12, 2007 Guardian Unlimited Some of the 400 cats that were rescued from a market in Tianjin Some of the 400 cats that were rescued from a market in Tianjin. Photograph: China Photos/Getty Images China's nascent animal rights movement claimed a rare and bloody victory today after rescuing more than 400 cats that were about to be slaughtered for their fur and meat. The felines were saved from a market in Tianjin after a standoff last week between 100 pet lovers and police that left one protester hospitalised. Until recent years, respect for animal rights was almost non-existent in China, where dogs, cats, birds, lizards and turtles are often displayed in cramped market cages, before being slaughtered - sometimes by being beaten to death. But the country's rising affluence has brought with it a pet-pampering middle class, many of whom think of dogs as man's best friend rather than a popular item on a restaurant menu. Activists are becoming bolder, posting video footage of cruel treatment on Youtube and staging protests. Last November, 500 pet lovers in Beijing staged a noisy demonstration against a police cull of dogs and new limits on pet ownership - both introduced to halt the spread of rabies. In the latest confrontation, 100 supporters of the "Love Kitty" group in Tianjin surrounded a market, where cats and dogs were being slaughtered. Many of the protesters were local people who had lost their pets and suspected the animals had been abducted by furriers. The police refused to support the animal protection group because there is no law in China against killing cats and dogs, and all the animal traders were licensed. Lu Di, director of the Small Animal Protection Association, described the confrontation that followed: "The demonstrators were afraid that the killings were continuing behind the closed doors so they made their way inside. They found cats crammed inside tiny wire cages about 10 cm high. About 80 police officers arrived and there were scuffles. One man suffered a head injury and is still in hospital." To avoid further clashes, the Hebei provincial government allowed the cats to be taken to Lu's shelter in Beijing. But it has been difficult for her small, non-profit organisation to cope with so many maltreated animals. Of the 444 cats that were initially saved, 19 have died. "We don't have enough money, food or medical care so we are calling for help," said Lu. Her fellow volunteers want the government to take steps to prevent a recurrence. "In China, there is no law to protect animals," said the association's vice-director Zhang Dan. "This is unacceptable. Even poor countries in Africa have such laws. We are petitioning the National People's Congress to make new legislation." Attitudes to other animals may also need to change. Less than a week before the start of the Chinese Year of the Pig, the local media reported the maltreatment of hundreds of swine that were not allowed to be tended because of a lease dispute. "Most pigs were so hungry and thirsty that they were not even able to stand and only huddled together, with some piglets lying lifeless," the Yangcheng Evening News said. Fonte: guardian

 
Pubblicato da Lidio il 13/02/2007 alle 06:16:04, in Notizie sparse, letto 1217 volte

Promiseland.it intervista i fondatori di Campagneperglianimali.org, un innovativo progetto di comunicazione etica. (da Promiseland)
 "Come network di Promiseland.it abbiamo scelto di supportare tutto l’operato di Campagneperglianimali.org che è caratterizzato dall’essere un innovativo progetto di comunicazione etica finalizzato alla diffusione di una maggiore consapevolezza in tema di convivenza nonviolenta con il mondo animale. Certi di rendere un servizio utile ed interessante a tutti i nostri visitatori abbiamo posto alcune domande proprio a chi tale progetto, l’ha ideato e supportato fin dall’inizio..."  [prosegui la lettura su promiseland]
Nota di redazione. Segnaliamo che sul nostro FORUM di VV, gli amici di ca hanno inserito un interessante avviso relativo alla nuova campagna per il 2007 di Campagne per gli Animali: vi preghiamo di leggerlo.

 
Pubblicato da Claudia (Nefertari77) il 10/02/2007 alle 15:23:48, in Notizie sparse, letto 2773 volte

gli animali della fattoria di Paul

 

Paul McCartney, durante il tour in Norvegia, ha messo al bando la carne anche nell'alimentazione della sua troupe. Non tutti pero' sembrano felici della decisione presa dall'ex Beatles. Uno dei collaboratori di Oslo pare abbia dichiarato: "Roba da impazzire. Dobbiamo lavorare dalle otto di mattina alle otto di sera ogni giorno, e non ci viene dato da mangiare nient'altro che insalate e cibo vegetariano. Non posso vivere senza carne se faccio questo tipo di lavoro, e domani sfidero' il divieto portandomi un pranzo a sacco con carne". La notizia e' stata confermata dal portavoce degli organizzatori del concerto: "Non possiamo controllare quello che fanno nel loro tempo libero. Ma finche' si trovano all' interno dell'area dello stadio e' giusto che rispettino il divieto di mangiare la carne".
McCartney, vegetariano convinto, ha anche ordinato alla sua troupe di non indossare cinture e scarpe di cuoio.

(fonte: www.greenplanet.net)  

 
Pubblicato da Lidio il 06/02/2007 alle 01:11:23, in Notizie sparse, letto 1258 volte
Fonte: Agire Ora
Annunciamo la nascita di una nuova iniziativa, che va ad aggiungersi tra i "Consulenti scientifici" di Agire Ora Network:
Nasce il NEIC, il Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione: un comitato scientifico interdisciplinare preposto allo studio degli impatti delle scelte alimentari lungo tutta la catena di produzione e consumo del cibo, relativamente alla salute, all'ambiente, alla società e all'economia. In una parola: l'Ecologia della Nutrizione.
L'obbiettivo del NEIC è l'individuazione dei cosiddetti "punti critici"
di impatto ambientale in modo da proporre il "minimo" delle modifiche alimentari per ottenere il "massimo" del beneficio.
Questa scelta metodologica deriva da due presupposti:
1. la generale e palese difficoltà delle persone a cambiare abitudini alimentari.
2. la assoluta necessità planetaria di cambiare le abitudini alimentari delle società tecnologicamente avanzate e le tendenze che si stanno verificando nei paesi in via di sviluppo.
Per raggiungere il suo scopo, il NEIC:
1. si avvale di 8 panel scientifici che analizzano gli aspetti più importanti relativi all'impatto delle scelte alimentari sul benessere delle persone, degli animali e del pianeta. In ogni panel, oltre a una breve introduzione, vengono proposti gli articoli piu' interessanti disponibili sull'argomento a livello internazionale;
2. effettua ricerche e studi originali;
3. mantiene una bibliografia aggiornata sul tema dell'ecologia della nutrizione, per promuovere la divulgazione di queste tematiche;
4. suggerisce proposte per modificare la situazione.
Fame nel sud del mondo, deforestazione, inquinamento, malattie nel nord del mondo, vita e libertà degli animali negli allevamenti intensivi, sono tutti aspetti delle nostre scelte quotidiane e conseguenze delle nostre abitudini alimentari.
Il sito e': http://www.nutritionecology.org
 
Pubblicato da marco il 31/01/2007 alle 17:21:59, in Notizie sparse, letto 1376 volte

A metà tra lo squallore più nero e il non-sense modello Helzapoppin, ecco un commovente ritratto degli allevatori di visoni, onesti padri di famiglia e integerrimi cittadini che si immolano sull'altare di "una vita piena di sacrifici" per assicurare all'animale "il massimo del benessere", consapevoli che si tratta di un "patrimonio di tutta l'umanità".
http://www.aiav.it/visone/allevamento.asp

Parimenti istruttivo è il seguente link, con l'incantevole e fiabesca descrizione del visone che "si addormenta senza svegliarsi più".
http://www.aiav.it/visone/exitus.asp

 
Pubblicato da marco il 31/01/2007 alle 17:01:52, in Notizie sparse, letto 3155 volte
Fonte: Corriere della Sera

Articolo tratto dal Corriere della Sera. Leggete in particolare la parte finale, quella in neretto...finalmente qualcuno comincia a scriverlo, anche se di fronte all'evidenza l'inevitabile chiosa non è quella di prendere coscienza e cambiare vita, ma continuare con i consueti pasti da troglodita....

Piccoli gesti che salvano l'ambiente e la Terra Inquinare di meno, risparmiare energia ed evitare il riscaldamento globale con accorgimenti quotidiani che sembrano banali
Non chiedere cosa può fare il mondo per salvare il Pianeta, chiediti cosa puoi fare TU per salvare la Terra dalle prossime catastrofi ambientali che si annunciano se non si agisce subito. Parafrasando una famosa frase del presidente Kennedy, ci si domanda: quali sono i piccoli gesti quotidiani che non costano fatica ma che, sommati ad altri milioni di piccoli gesti, possono contribuire a inquinare di meno, a risparmiare energia, a migliorare l'ambiente, a non incrementare il riscaldamento globale e a risparmiare risorse per le generazioni future?
Non basta, infatti, (non basta più) non buttare la carta per terra, non lasciare rifiuti ai lati delle strade per sentirsi la coscienza a posto, utilizzare i mezzi di trasporto pubblici rispetto a quelli privati. Questo ormai è solo questione di educazione, mentre l'aumento delle temperature medie, lo scioglimento dei ghiacciai, l'innalzamento dei mari, la scomparsa delle barriere coralline richiede ben altro: soprattutto un diverso modello di vita e l'impegno quotidiano di ognuno, fatto anche di piccole cose.

Le temperature annuali globali
Si va delle azioni che sembrano banali, ma non lo sono se si sommano a tutti gli altri, come spegnere il televisore e gli altri apprecchi elettrici e non lasciarli tutta la notte (o per giorni) in «stand-by», cioè con la lucetta rossa accesa. Sembra una piccola cosa, ma se lo facessero tutti si risparmierebbero migliaia di kiloWatt, risparmio che si traduce in migliaia di tonnellate di petrolio non bruciate per produrre energia elettrica utlizzata per nulla. I produttori di telecomandi, inoltre, potrebbero togliere il tasto stand-by (per non indurre in tentazione...). Sarebbe meglio sostituire le lampadine a incandescenza con le nuove lampade a fluorescenza: consumano molto meno, circa il 75% in meno e durano di più (senza contare che è meglio spegnere le luci se si prevede di non tornare in quella stanza nei successivi cinque minuti). Acquistando un nuovo elettrodomestico, preferire quelli a risparmio energetico (ora sono indicati in modo chiaro): costano un po' di più, ma nel tempo si ripagano ampiamente con i minori consumi. Senza contare inoltre che l'utilizzo degli elettrodomestici in modo più razionale consente un notevole risparmio di energia.

Ma non è solo l'energia che è opportuno risparmiare. Anche l'acqua sta diventando un bene prezioso, e costoso. Fare un doccia, per esempio, significa consumare circa 50 litri d'acqua. Un bagno in una vasca, invece, ne consuma più del doppio. Migliaia di litri vengono persi ogni anno dai rubinetti che gocciolano o perché non sono chiusi bene.

Isolamento termico: attenzione poi agli spifferi da porte e finestre. Il freddo che entra (o il caldo in estate) costringe a riscaldare di più (o aumentare l'aria condizionata in estate) con un importante incremento nel consumo di energia.

Tenendo sempre conto della fondamentale importanza della raccolta differenziata dei rifiuti (il cui però il funzionamento non dipende dal cittadino, ma dalle amministrazioni pubbliche), un aspetto poco considerato ma che sta assumendo una dimensione consistente è l'alimentazione. Non è solo una questione di obesità, e quindi di salute e di spesa sanitaria, ma i modelli alimentari influenzano l'emissione di gas serra, la deforestazione e il riscaldamento globale.

I bovini producono il 23% del metano immesso nell'atmosfera di carne di manzo rispetto al passato ha moltiplicato gli allevamenti. Recenti studi hanno dimostrato che i bovini sono responsabili del 23% delle emissioni di metano, un gas serra molto più efficiente dell'anidride carbonica per il riscaldamento terrestre. Inoltre l'aumento dei capi di bestiame per carne ha fatto aumentare le coltivazioni di soia e mais destinate alla loro alimentazione, piante che hanno bisgono di molta acqua, senza contare la deforestazione (specie in Amazonia) per far spazio alle culture e ai capi di bestiame che alimentano l'industria dell'hamburger. Secondo l'Istituto francese dell'ambiente per produrre un chilo di carne di vitello si immettono nell'ambiente oltre 45 kg equivalenti di anidride carbonica, un chilo di carne di agnello equivale a 14 kg di CO2, un chilo di carne di pollo da allevamento ad appena 2 kg di CO2. Percorrendo 100 km in auto si immettono nell'ambiente 22 kg equivalenti di anidride carbonica. Nessuno chiede di diventare vegetariani e di abbandonare la carne, ma quando si sta per addentare un filetto pensiamo un po' anche all'ambiente.
 
Pubblicato da Claudia (Nefertari77) il 29/01/2007 alle 14:58:08, in Notizie sparse, letto 2224 volte

“LA CACCIA E’ UNA FORMA SECONDARIA DI MALATTIA MENTALE UMANA “ (Theodor Heuss)

(tratto dal sito www.no-alla-caccia.org)  

I cacciatori non uccidono sparando soltanto a milioni di animali selvatici innocenti ogni anno ma anche a centinaia di migliaia di gatti domestici e a migliaia di cani che capitano sulla loro strada e, a volte, persino al loro collega di caccia o a un passante.

Una parte della popolazione sorprendentemente grande, e per di più in crescita, è critica di fronte all’uccisione degli animali selvatici e chiede addirittura di porre fine alla caccia. I sondaggi degli ultimi 3 anni parlano del 70-80 % degli italiani.

Non c’è da meravigliarsi: gli animali selvatici nei boschi e nei campi vengono perseguitati praticamente durante tutto l’anno. Ogni anno, più di 150 milioni di uccelli e milioni di altri animali vengono colpiti e uccisi con pallottole, bastoni e presi in trappole da 800.000 cacciatori (= 1 % della popolazione)…In molti casi si tratta di una morte estremamente atroce: i cacciatori onesti ammettono che all’incirca la metà degli animali non muore subito. Caprioli e cinghiali feriti fuggono in preda a grandi dolori, con gli intestini che fuoriescono o con le ossa frantumate fino a quando, ore o giorni più tardi, il cane da caccia trova le tracce di sangue ….Le volpi vengono fatte uscire dalla tana con il fumo oppure spinte dal cane davanti al fucile del cacciatore, i volpacchiotti si uccidono a bastonate. Molti animali soffrono nelle trappole per ore e giorni pene strazianti fino a quando muoiono di sete oppure vengono bastonati a morte dal cacciatore.

I cacciatori cacciano, malgrado che ecologi e biologi moderni dimostrino che la natura e gli animali mantengono i loro equilibri attraverso meccanismi naturali di autocontrollo.
In certe regioni d’Europa dove non esiste la caccia non c’é sovrappopolazione e il bosco cresce.

Siccome sempre più persone comprendono che sono solo le scuse dei cacciatori che parlano della necessità di dover “regolarizzare” la selvaggina con il fucile, anche i cacciatori, nelle loro riviste di caccia, lo ammettono apertamente: " la vera motivazione sono la gioia di catturare la preda”, “il piacere di uccidere”, e un apparentemente innato “istinto alla caccia “.

In Italia ogni metro quadro del paese si trova soggetto al diritto di caccia. L’uomo ha tolto agli animali gran parte del loro spazio vitale. Se ora un animale cerca cibo su un campo, è naturale per il coltivatore di chiamare subito il cacciatore e di chiedergli di sparare all’intruso che si trova nella sua proprietà con il risultato di avere un intruso molto più dannoso. (18.000 tonnellate di piombo in un anno vengono disperse nell'ambiente, solo in Italia)

L’uomo ha tolto lo spazio vitale agli animali.

Gli uomini hanno suddiviso tra di loro la terra in proprietà e contestano agli animali che si vengono a trovare sulle loro terre persino il loro diritto di vita, provvedendo a farli uccidere.

Chi è che sconvolge l’equilibrio della natura e della terra? Non sono gli animali, è l’uomo! E se l’uomo crede di dover intervenire nell’equilibrio della natura, come fa per giustificare la caccia, allora provoca ancora più caos, ancora più sofferenza e morte. Già il prof. Dr. Theodor Heuss, il primo presidente della Repubblica Federale della Germania, ha descritto la caccia in modo univoco, e nessuno lo ha mai denunciato per questo.

Theodor Heuss: “La caccia è soltanto un vile giro di parole con il quale si vuol definire un assassinio particolarmente vile perpetrato nei confronti di un essere nostro compagno della creazione, che non ha la minima possibilità di salvarsi. La caccia è una forma secondaria di malattia mentale umana.

Secondo ciò che Paul Parin, neurologo, pluripremiato psicoanalista e lui stesso cacciatore, scrive nel suo ultimo libro “La passione del cacciatore”, nella caccia si tratta di “sesso e crimine”. “La vera caccia non può esistere senza uccisione premeditata. Chi ha la passione della caccia, vuole uccidere. Caccia senza assassinio è un concetto che si annulla da sé (una contraddizione).”

Poter sparare regolarmente e legalmente abbassa la barriera psicologica di poter un giorno sparare forse anche alle persone.

 
Pubblicato da Claudia (Nefertari77) il 29/01/2007 alle 11:21:34, in Notizie sparse, letto 3586 volte

 

L'azione dei volontari è stata compiuta nella zona del Basso Slucis.

Servivano per la cattura di tordi e pettirossi. Individuate e rimosse anche 91 reti lunghe 400 metri.

Operazione Lipu anti-uccellagione CAGLIARI - Oltre 14 mila trappole usate per la cattura di tordi e pettirossi e 91 reti lunghe 400 metri sono state rimosse in cinque giorni nel Basso Sulcis, in Sardegna. È il bilancio della nuova azione anti bracconaggio condotta dai volontari della Lipu (Lega italiana protezione uccelli) per combattere il fenomeno dell'uccellagione. I volontari dell'associazione erano intervenuti nella stessa zona il mese scorso e avevano rimosso circa 10 mila trappole. Per arginare il grave fenomeno, la Lipu chiede l'intervento del nucleo operativo antibracconaggio del Corpo forestale dello stato sottolineando - è scritto in una nota - l'assenza dei corpi di polizia locali nella repressione del fenomeno.
19 gennaio 2007 (corriere della sera)

 
Pubblicato da Claudia (Nefertari77) il 28/01/2007 alle 18:00:16, in Notizie sparse, letto 2306 volte
(ansa) SYDNEY - Una taglia pari a 25 mila euro a chi rivelerà le coordinate della flotta giapponese impegnata nella caccia cosiddetta 'scientifica' di circa 1000 balene in questa stagione estiva nei mari antartici. La offre un equipaggio di ambientalisti radicali che da 12 giorni percorre il Mare di Ross senza riuscire a trovare le baleniere.

Paul Watson fondatore del gruppo Sea Shepherd, nato da una scissione da Greenpeace, e comandante della nave ammiraglia del gruppo Farley Mowatt, afferma che il governo neozelandese conosce la posizione delle baleniere, poiché i suoi aerei hanno filmato la flotta venerdì scorso mentre cacciava, ma si rifiuta di rivelare le coordinate dietro pressione del Giappone. "Sappiamo che vi sono persone che hanno questa informazione, e offriamo un premio di 25 mila dollari a chi la rivelerà, poiché ci risparmierebbe una somma simile in carburante", ha detto Watson alla radio australiana Abc. La Farley Mowatt ha tre settimane di tempo, prima di dover fare rifornimento di carburante e provvigioni. "Siamo svantaggiati perché i giapponesi hanno impianti di tracking satellitare e possono vederci, mentre noi non possiamo vedere loro", ha detto.

"Abbiamo anche accertato che l'intelligence navale Usa ci segue via satellite e passa le informazioni ai giapponesi", ha aggiunto. La Farley Mowatt è attrezzata con una gigantesca lama montata a livello del ponte, per speronare le baleniere e fermarle. Per respingere i tentativi di abbordaggio è dotata di una squadriglia di piccoli aerei radiocomandati, e di cannoni capaci di sparare una miscela di cioccolato e crema, 150 litri alla volta. Intanto la nave ammiraglia di Greenpeace, Esperanza, ha salpato da Auckland venerdì scorso e dovrebbe raggiungere il Mare di Ross questa settimana. I due gruppi però si odiano fra loro quasi quanto odiano i cacciatori di balene. Greenpeace dice di non conoscere le coordinate della flotta giapponese, ma che se anche le conoscesse non le rivelerebbe a Sea Shepherd.

"Noi abbiamo dei principi di protesta pacifica, che la Sea Shepherd non ha", ha ricordato la portavoce Sara Holden. La Esperanza è dotata di una piccola flottiglia di gommoni veloci, che consentiranno agli attivisti di frapporsi fra gli arpioni e i cetacei. Altrettanto importanti gli impianti di ripresa e di trasmissione video, che documenteranno in tempo reale gli sforzi degli attivisti per ostacolare le operazioni delle baleniere e l'uccisione dei cetacei. La caccia commerciale alle balene è proibita su scala globale dal 1986, e gran parte dell'Oceano meridionale è designata santuario internazionale delle balene, ma il Giappone ha potuto finora eludere il divieto affermando che la caccia entro certe quote è a fini scientifici, anche se le balene vengono macellate in una grande nave mattatoio e la carne, altamente pregiata in Giappone, finisce nei mercati e nei ristoranti.
 
Pubblicato da Claudia (Nefertari77) il 25/01/2007 alle 11:04:42, in Notizie sparse, letto 2262 volte

 

(ANSA) - BARCELLONA, 22 GEN - Attivisti animalisti hanno inscenato oggi a Barcellona una insolita protesta contro l'uccisione degli animali da pelliccia. Si sono dati appuntamento questa mattina davanti all' Exibition Center della città catalana dove si teneva l'annuale fiera 'Spagna-pelle' (dal 21 al 25 gennaio) in cui 102 espositori presentano i loro prodotti: abiti in pelle e pellicce. Gli animalisti, a un certo punto, si sono spogliati a decine e si sono sdraiati, completamente nudi, sulla scalinata d'accesso al palazzo d'esposizioni. Alcuni di loro avevano dei cartelli con scritto, in spagnolo e in inglese, "quante vite per per un abito?". 

 
Pubblicato da monica il 21/01/2007 alle 21:48:06, in Notizie sparse, letto 3173 volte

Il camion che trasportava questa mucca fu scaricato al Walton Stockyards nel Kentucky una mattina di un giorno di settembre. Dopo che gli altri animali furono fatti scendere dal camion, lei era rimasta indietro, incapace di muoversi. I lavoratori del mattatoio le applicarono come d'abitudine il pungolo elettrico sulle orecchie per spronarla ad uscire dal camion, poi la picchiarono e le tirarono calci sul muso, nelle costole, sulla schiena, ma lei non si mosse. Allora le strinsero una corda attorno al suo collo, legarono l'altro capo ad un bastone piantato nel terreno, e fecero avanzare il camion. La mucca fu trascinata sul pavimento del camion e cadde a terra, rompendosi entrambe le zampe posteriori ed il bacino. Rimase lì fino alle sette e mezza del pomeriggio. Per le prime tre ore, rimase lì, urlando sotto il sole cocente. Ogni tanto, dopo aver urinato o defecato, si trascinava con le zampe anteriori sul sentiero di ghiaia per spostarsi in un posto pulito. Provò anche a spostarsi verso una zona ombreggiata, ma non riuscì ad arrivare così lontano. Dopotutto, poteva muoversi solo per una decina di metri. Gli operai del mattatoio non le diedero bere, e l'unica acqua che la mucca ricevette le fu data da Jessie Pierce, un'attivista locale. Era arrivata verso mezzogiorno, dopo essere stata avvisata da una testimone che aveva assistito all'accaduto. Dato che i lavoratori non si dimostrarono disposti a collaborare con lei, chiamò la polizia della contea di Kenton. Il poliziotto che arrivò era stato avvisato dai suoi superiori di non fare nulla; se ne andò verso l'una del pomeriggio. Un operaio del mattatoio avvisò l'attivista che aveva ricevuto dalla compagnia di assicurazioni l'autorizzazione per abbattere la mucca, ma che non l'avrebbe fatto finché lei non se ne fosse andata. Jessie era dubbiosa sul fatto che l'operaio avrebbe mantenuto la parola, ma se ne andò verso le 15. Quando tornò, verso le 16:30, trovò il mattatoio deserto. Tre cani stavano attaccando la mucca, che era ancora viva. Aveva subito numerose ferite, e l'acqua da bere le era stata portata via. Jessie contattò allora la polizia di stato. Quattro ufficiali arrivarono alle 17:30. L'agente Jan Wuchner avrebbe voluto sparare alla mucca, ma gli fu detto che sarebbe arrivato un veterinario ad ucciderla. I due veterinari dello stabilimento si rifiutarono di praticarle l'eutanasia; dissero che per preservare il valore della carne, la mucca non avrebbe dovuto essere uccisa. Un macellaio finalmente arrivò alle 19:30 e sparò alla mucca. Il suo corpo fu venduto per 307 dollari. Quando un operaio del macello fu intervistato da un reporter del Kentucky Post, disse: "Non le abbiamo fatto nulla, dannazione!", e definì le attenzioni rivolte alla mucca dagli altri operai e dalla polizia come "stronzate". Rise durante tutta l'intervista, dicendo che non c'era nulla di male nel modo in cui la mucca era stata trattata. Ogni anno, milioni di polli, tacchini, maiali e mucche arrivano nello stabilimento o già morti oppure troppo malati o feriti per camminare. Questo non è un caso isolato. È molto comune che arrivino animali in questo stato, tanto che è esiste un termine ben preciso per definirli, "downer", cioè animali feriti, che non sono in grado di alzarsi e camminare (NdT in italiano si possono definire animali "a terra"). Secondo le statistiche rese disponibili dalla stessa industria della carne, ogni anno milioni di polli, tacchini, maiali e mucche arrivano nei macelli o morti o troppo malati o troppo feriti per camminare. Gli animali spesso si azzoppano o si ammalano dopo una vita di sfruttamento negli allevamenti intensivi, e dopo un viaggio in condizioni disumane verso il mattatoio, viaggio che spesso avviene in qualsiasi condizione climatica e senza cibo né acqua. Gli allevamenti non forniscono cure mediche individuali o eutanasia agli animali malati: è molto più economico lasciar soffrire, ed infine morire, gli animali. La sofferenza causata dai metodi di allevamento, che hanno lo scopo di contenere i costi della carne, delle uova e dei latticini, è enorme. L'industria delle uova, per esempio, confina tra cinque ed undici galline in piccole gabbie in batteria, senza curarsi del fatto che le condizioni di affollamento causano malattie e morte a molti dei volatili. L'esperto di industria aviaria Bernard Rolling riassume il semplice e freddo ragionamento degli operatori di queste industrie con la frase "i polli sono economici, le gabbie costose". Fonte: GoVeg.com, "Downed Cow: This Story Will Change Your Life" http://www.goveg.com/downedcow.asp

 
Pubblicato da Lidio il 21/01/2007 alle 08:12:11, in Notizie sparse, letto 1961 volte

Jeremy RifkinFonte: AgireOra.
Sostegno. Articolo de L'Espresso: Rivoluzione vegetariana
Sul numero de L'Espresso in edicola questa settimana (n. 3 - 25 gennaio 2007, n.d.r.), a pagina 38 compare un bell'articolo di Jeremy Rifkin intitolato "Rivoluzione vegetariana".
L'articolo affronta la questione dell'impatto sull'ambiente delle nostre scelte alimentari, anche rifacendosi al recente report della FAO che mostrava gli enormi danni all'ambiente causati dagli allevamenti. (Riguardo al report della FAO potete trovare qui un articolo: http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=86).
E' un gran bell'articolo, anche perche' e' stato scritto da Rifkin, e L'Espresso si e' limitato a tradurlo e pubblicarlo cosi' come sta, ed e' quindi imprtante che sia stato pubblicato tra gli altri articoli che parlavano dell'impatto sull'ambiente causato dal nostro modo di vivere, perche' spesso questo aspetto (quello dell'alimentazione) viene trascurato, mentre e' uno dei piu' importanti, che ha conseguenze piu' pesanti di molti altri piu' conosciuti, ed e' ovviamente un motivo in piu' per far capire l'opportunita' della scelta vegetariana.
L'articolo termina cosi':  "Le implicazioni del rapporto della Fao sono chiare. Stabilito che l'allevamento di bestiame e' responsabile dell'effetto serra assai piu' dei trasporti, perche' allora i mass media e i governi non lanciano campagne per ridurre il nostro superconsumo di carne come gia' si sta cercando di ridurre la nostra tendenza all'uso di automobili che sperperano benzina?"
Nell'articolo non viene affrontato solo il problema dell'effetto serra, ma anche gli altri tipi di impatto sull'ambiente. E' opportuno scrivere al direttore della rivista per esprimere il nostro apprezzamento per la pubblicazione di questo articolo, bastano anche poche righe, basta che siano parole vostre.
Scriviamo a: letterealdirettore@espressoedit.it
Grazie a tutti.
Marina Berati

 
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