RIFUGIO Vieni? Sostienici!
sabato 27 maggio 2017   # Utenti online n.187 #

Mappa Vegana Italiana
Mappa Vegana Italiana: clicca e iscriviti
Le nostre NEWS
Per sezione:
Per mese:
india
Ultimi 15 commenti:
la «valle incantata»
gatto
la flora y la luna
Sondaggi
Vaccinare un animale "domestico": è necessario?
 Sempre, bisogna pensare all'individuo di cui ci prendiamo cura
 Solo per i cuccioli, sono troppo deboli e senza intervento esterno rischiano di morire. Da adulti se la cavano
 Mai, i vaccini sono testati su molti altri animali e per salvarne uno se ne condannano molti altri
 No, non servono anche perchè la natura deve fare il suo corso
 Non so, non escludo la vaccinazione ma valuto di volta in volta

Visualizza i risultati  o
 
era giugno
Pubblicato da Piero il 26/10/2006 alle 15:50:02, in Diario di ValleVegan, letto 2014 volte
Era giugno. Il grano ormai maturo sembrava un mare dorato e le spighe danzavano cullate dal vento come bionde divinità della terra. Le nuvole si muovevano veloci stagliando perfettamente il loro candore purissimo contro il cielo di un azzurro quasi irreale. L’aria era profumata e dappertutto si sentiva l’euforia della natura: il canto allegro dei merli e dei fringuelli, il volo bizzarro delle farfalle, il ronzare delle api, il dolce odore dei fiori… La maggior parte delle persone ignora tutto questo ma ci sono creature sensibili che possono percepirlo anche se lontane dalla festa di colori e profumi d’inizio estate. Una brezza leggera gli accarezzò le orecchie e gli entrò nelle narici regalandogli un po’ di primavera, sentì il profumo delle fragole di bosco, dei trifogli teneri, dei petali delle margherite… sarebbe stato bello calpestare il terreno o riposarsi sull’erba fresca, sarebbe stato bello correre e per una volta scaldarsi alla luce diretta del sole. E invece era prigioniero in una gabbia di cemento e sbarre, costretto a sbirciare il mondo esterno e il succedersi delle stagioni da una fessura della sua angusta prigione. E così da quando era nato, da quando a pochi giorni di vita era stato strappato al calore e alla tenerezza di sua madre per essere rinchiuso e legato, senza poter muoversi senza poter far nulla se non attendere la fine. Ormai erano passati più di due anni e quella che si apprestava a nascere sarebbe stata la terza estate della sua vita. Questo periodo lunghissimo l’aveva passato in completa solitudine,spezzata a volte dalla presenza degli uomini che gli cambiavano l’acqua o gli riempivano la mangiatoia. Ricordò che quando era piccolo cercò conforto in quelle persone perché era disperato, perché come ogni neonato aveva bisogno di amore. Ma ciò che ricevette non fu amore né tenerezza né niente di simile. Tutt’altro… Nonostante ciò imparò ad apprezzare la vita; ogni profumo, ogni suono che passava attraverso la fessura della sua prigione lo consolava. Forse le altre mucche e gli altri vitelli che erano con lui nel capannone, di cui purtroppo percepiva solo la presenza perché non poteva vederli, non avevano alcuna fessura da cui guardare uno scorcio del mondo. Forse non erano così fortunati. L’unica cosa che veramente gli mancava era il sole. Quanto gli sarebbe piaciuto scaldarsi al suo calore vitale o immergere lo sguardo nella sua luce forte e portatrice di vita. Certo qualche raggio entrava nella sua cella, ma non era che la fievole luce del tramonto, una luce morente e fredda. Guardò fuori: oltre il muro grigio non molto alto si poteva scorgere un prato che ora era al massimo della sua bellezza,mostrando tutte le tonalità di verde, ed anche un pezzettino di cielo. Quel giorno era sereno; l’aria era tiepida e piena di profumi. Si sentì felice e chiuse gli occhi, immaginando di brucare l’erba di quel prato sotto quel cielo perfetto. Ma all’improvviso tutto si dileguò in una nube nera. ” E’ questo qui” … queste tre parole portarono una tempesta nella sua mente, erano metalliche e fredde più dell’inverno. Riaprendo gli occhi vide due uomini di fronte alla sua gabbia che lo guardavano. Nessuno gli aveva mai prestato così tanta attenzione. Aprirono il suo box e, dopo più di due anni, lo sciolsero dalla catena, che ormai credeva parte di lui. Uno dei due uomini fece dei versi strani e gli picchiò il bastone sulla schiena. Uscì dalla gabbia pensando che sarebbe bastato chiedere senza agitarsi tanto, e sorrise dentro per la stupidità di queste strane creature che si credono padroni di tutto e di tutti , che non sanno che prima o poi saranno soli di fronte alla morte inesorabile che non ha riguardi. Non ricordava com’era fatto il capannone: c’era un lungo corridoio affiancato da un centinaio di box nei quali erano rinchiusi altrettanti animali. Alla fine del corridoio c’era un grosso cancello, oltre il quale adesso c’era un piccolo camion sul quale sarebbe dovuto salire. Sapeva benissimo dove portava, forse gliel’aveva detto il vento o forse lo sapeva e basta, ma non era importante. Non ebbe paura e ignorando i versi degli uomini e le bastonate, si diresse verso l’uscita, verso la luce. Ecco la luce finalmente, si fermò un attimo prima di salire sul camion. Alzò gli occhi verso il sole, abbassò le orecchie e respirò forte come se volesse catturare il calore o la luce stessa con le narici. Ringraziò la vita per quell’ultimo dono meraviglioso. Quel giorno poteva piovere o potevano portarlo via dopo il tramonto. Ma era stato fortunato. Sentì la carezza vitale della stella ed un brivido caldo gli pervase il corpo. Non era mai stato così felice. Socchiuse gli occhi e assaporò quel momento con tutto se stesso. Ma durò poco, una bastonata lo risvegliò dal suo sogno e salì sul camion, lì dentro era buio. Chiusero i portali dietro di lui e non fece in tempo a voltarsi per salutare il sole un’ultima volta. Ma non disperò per questo. Conservava ancora il calore dentro di lui e la luce nei suoi ricordi. E questo gli bastava. Ma a voi non interessa la sua storia. A voi, che ingurgitate sofferenza e dolore, che siete complici ingordi di un massacro inutile, che riempite i vostri ventri con le membra degli innocenti, basta sapere questo di lui: bistecca di bovino adulto nato il 15/04/02 macellato il 20/06/04. BUON APPETITO. Dedicato a Torotello Susanna
 
# 1
io sto piangendo!!!!!!! ti prego fammi cantare le tue parole, ho un gruppo rock e ti giuro che gli darò una melodia tenera come quel poverò animale e se mai diventero famosa giuro su me stessa che il guadagno di quella canzone verrà a voi angeli protettori delle povere creature animali! e lo dirò a tutto il mondo fino alla morte!
Pubblicato da  Giorgia Fazio  (inviato il 02/02/2007 alle 20:38:28)
 
# 2
Spero che Susanna leggerà questo commento. è lei l'autrice del racconto/capolavoro.
Grazie Giorgia
Pubblicato da  Piero.  (inviato il 02/02/2007 alle 22:18:46)
 
# 3
... senza parole... solo una maledetta voglia di spaccare il mondo...
grazie Susanna, grazie di cuore...
Pubblicato da  Cla  (inviato il 07/02/2007 alle 16:37:28)
 
# 4
vorrei far leggere questa storia a chi pensa che bere il latte fa bene..grazie di cuore.
Pubblicato da  cristina  (inviato il 19/02/2007 alle 13:55:03)
 
# 5
susanna finalmente ho finito la canzone, ora la presenterò al mio gruppo cosi che la arrangino ma ti garantisco che le ho dato una musica nata dal cuore e spero sia all'altezza! appena finita la incido e vedro come farvela ascoltare! grazie! giorgia.
Pubblicato da  Giorgia Fazio  (inviato il 13/04/2007 alle 20:36:52)
 
Testo (max 5000 caratteri)
Nome
e-Mail / Link
 
no spam! Inserite le 4 cifre che trovate qui a sinistra nell'immagine (procedura antispam)
 
Disclaimer
Le eventuali discussioni degli utenti sono soggette alle regole della Netiquette.
I gestori del blog si riservano il diritto di rimuovere i messaggi non ritenuti idonei alle finalità del sito, senza tuttavia assumersi alcun obbligo di verifica in merito.
Unici responsabili della veridicità e correttezza dei dati inviati nonché delle opinioni espresse sono esclusivamente gli autori dei messaggi.
La Fondazione ValleVegan non può in nessun caso essere ritenuta responsabile di ciò che viene pubblicato da estranei.
Cerca per parola chiave
vita beata: click per l'immagine ingrandita
GEAPRESS:
buffalo Laverabestia.org - Animal Video Community La guida prodotta dal sito www.tutelafauna.it: tutte le specie di uccelli, i loro habitat...
News AL da informa-azione:
nebbia a ValleVegan: click per l'immagine ingrandita
Siti amici

Comune di Rocca S.Stefano (RM), località Maranese, n.1   CAP 00030
tel 329/4955244   e-mail attivismo@vallevegan.org
www.vallevegan.org © 2006. On line dal 1° ottobre 2006. Sito pubblicato su server Aruba.it - Internet service provider. Technorail Srl Piazza Garibaldi 8 - 52010 Soci (AR). Autorizzazione min. Comunicazioni n° 473. Gli scritti presenti sul sito non sono pubblicati con cadenza periodica (si vedano le date pubblicate sui singoli articoli).
powered by dBlog CMS ® Open Source