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 Solo per i cuccioli, sono troppo deboli e senza intervento esterno rischiano di morire. Da adulti se la cavano
 Mai, i vaccini sono testati su molti altri animali e per salvarne uno se ne condannano molti altri
 No, non servono anche perchè la natura deve fare il suo corso
 Non so, non escludo la vaccinazione ma valuto di volta in volta

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Home/Storico/Diario di ValleVegan
Articoli della sezione «Diario di ValleVegan».
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Pubblicato da Piero il 15/04/2010 alle 22:13:54, in Diario di ValleVegan, letto 1681 volte

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Siamo contadini e artigiani. Utilizziamo risorse abbondanti come il tempo e il lavoro umano e risparmiamo quelle preziose come l’acqua e la terra. Cerchiamo di vendere i nostri prodotti nel territorio che ci circonda, aggiungendogli così il valore di prodotto locale. Le normative igienico-sanitarie attualmente in vigore impongono a chiunque si occupi della trasformazione di prodotti alimentari, indipendentemente dall’entità della produzione e dal tipo di lavorazione, di dotarsi di laboratori specializzati che rispettino determinati standard di dimensioni e attrezzature. Infatti  le leggi che regolano il settore agro alimentare sono pensate per tutelare le grandi aziende agricole  e  stanno facendo   morire tutta  la piccola agricoltura locale e di alta qualità  favorendo le multinazionali dell’agrobusiness. Queste leggi ignorano le piccole realtà contadine, che così risultano fuorilegge e non possono avere accesso al mercato. Noi ci opponiamo a questo sistema di regole e di mercato e, in alternava, proponiamo l’autocertificazione dei nostri prodotti  e la vendita diretta  che, con il controllo sociale che implicano, rendono visibili le responsabilità del produttore e la qualità delle nostre produzioni. Stare in piazza con i nostri prodotti e le nostre iniziative  è il modo più semplice che abbiamo per incontrare i consumatori e costruire con loro un legame sociale e  una rete di scambio alternativa. Con la campagna Genuino Clandestino denunciamo un insieme di norme ingiuste che, equiparando i nostri prodotti a quelli delle grandi industrie alimentari li rende illegali.Tutti insieme difendiamo e diffondiamo i nostri prodotti perché tutti sappiano che sono genuini e affidabili. Il 17 aprile aderiamo alla mobilitazione indetta da Via Campesina in occasione della giornata internazionale delle lotte contadine. contro le transnazionali che vogliono impossessarsi di sistemi di alimentazione e agricoltura in tutto il mondo.  

 
Pubblicato da ValleVegan il 24/03/2010 alle 13:15:59, in Diario di ValleVegan, letto 1898 volte
Viaggio all’interno del Borneo Indonesiano, una natura in pericolo, deforestazione e specie a rischio, un universo meraviglioso che grida di essere salvato.

Immaginate una foresta meravigliosa, maestosi alberi che svettano verso un cielo azzurro e nitido, suoni incantati che non vi danno tregua, uccelli e scimmie che si alternano tra i rami rigogliosi; un odore di natura accogliente che vi accompagna insieme alle gocce di rugiada e di umidità condensata sul vostro corpo.
Attese con la testa rivolta verso l’alto per scorgere, catturare qualche figura volteggiante tranquilla. Un sistema perfetto di equilibrio nel quale ogni essere, ogni singolo frammento è una magia. Poi d’improvviso le fiamme, sentite odore di carbone, il cielo si fa nero, fumi e calore devastano quel prodigio, il fuoco distrugge la foresta ed ogni abitante. Vi siete mai chiesti cosa c’è dietro ogni cosa che consumiamo ogni giorno? La rovina più grande degli ultimi decenni è il consumismo sfrenato, l’utilizzo di materie che comportano danni ambientali irreparabili.

La foresta pluviale indonesiana è la prima al mondo per la deforestazione, la velocità con la quale la stanno disintegrando è allarmante ed ha superato anche l’Amazzonia. Dietro le multinazionali che in questo paradiso creano illusorie opportunità di crescita economica a svantaggio dell’ambiente ci sono soltanto fantasmi di un futuro annientato: olio di palma, industrie cartarie, esportazione di legno, ogni singolo materiale nasconde una inaccettabile tragedia, dal punto di vista ecologico, etico ed economico. Il mio viaggio doveva essere un documentario, un diario che dimostrasse la situazione di pericolo del paradiso pluviale del Borneo Indonesiano e gli oranghi erano il fulcro di questa avventura. Un viaggio all’interno di un mondo in pericolo, un mondo gravemente danneggiato, un foresta che era stata ridotta dall’originale del 75%, e negli ultimi 10 anni 20 milioni di ettari, dei restanti 80 erano stati disintegrati; pellet, ramino, olio di palma, bio fuel, industria cosmetica, industria cartaria, il profitto delle multinazionali stava, ad un ritmo incontenibile, distruggendo il patrimonio più importante del nostro pianeta, le foreste. Il killer numero uno, i soldi, stava causando distruzione e morte. La mia rabbia era senza freno, non sapevo cosa fare volevo solo urlare al mondo di cambiare, volevo filmare, fotografare e scrivere storie per raccontare cosa l’essere umano causa alla terra, io una “earthling” prima di tutto sentivo forte che i miei fratelli avevano bisogno di aiuto. Partii con la mia amica e fotografa Margherita, ci ritrovammo in una realtà devastata, una natura che ad un ritmo incalcolabile veniva disintegrata.

La visione dall’aereo fu scocciante; quando arrivammo sul Kalimantan Tengah con l’aereo, proprio sopra Pangkalan Bun, iniziarono visioni di fuochi sparsi ovunque, fumi che si alzavano per centinaia di metri ed intorno un deserto di terra bruciata. Non potevo sentire l’odore della natura incenerita, ma la sensazione di calore insopportabile, di distruzione e ingiustizia, mi assalì. Ma in quel vulcano di illegalità il paradiso ci accolse, la foresta pluviale con i suoi suoni, i suoi profumi, la presenza continua degli oranghi che volteggiavano sulle nostre teste e i canti dei gibboni che sembravano uccelli e che cullavano il lento avanzare del giorno. Per sei giorni la nostra casa è stata un battello, un Klotok, imbarcazione tipica del luogo, semplice ed accogliente.

Mangiavamo pasti deliziosi, usavamo la doccia quando il battello attraversava le acque limpide di quel tratto di fiume scampato all’inquinamento da mercurio. Il fiume che attraversa il parco del Tanjung Puting, il Sungai Sekonyer è un nastro di acque inquinate sino ad un certo punto, le fabbriche che scaricano mercurio nelle acque non trovano freni da parte del Governo abbastanza forti; vengono multate e poi si ricomincia. È impressionante il confronto con la meravigliosa fauna che si affaccia sulle rive e il colore del fiume che potrebbe essere paragonato ad una melma di un pozzo nero. Ma improvvisamente il colore cambia, le acque sono nere, ma di un nero incantevole e profondo ed è in quell’acqua che ti puoi bagnare. Ogni tanto capitava, non a me purtroppo, di scorgere la testolina di un coccodrillo che navigava, indisturbato dal motore del battello che lento scivolava dritto verso la nostra meta: Camp Leakey.

Camp Leakey è un’oasi creata dalla dottoressa Birute Galdikas pioniera nel Borneo per ciò che riguarda la difesa delle specie a rischio, in questo caso degli oranghi. Creò questo spazio speciale per riabilitare gli esemplari scampati alla deforestazione, un’isola dove non solo gli oranghi potevano sopravvivere. E poi un luogo magico che abbiamo avuto il privilegio di visitare è il Care Center della dottoressa, la clinica dove i cuccioli di oranghi vengono accuditi; come delle mamme premurose i collaboratori della clinica si prendono cura dei piccoli orfani. Sono cuccioli rimasti senza madre, scampati agli incendi delle foreste devastate, oppure recuperati in qualche villaggio circostante dove vengono venduti come pet.

L’emozione è stata immensa, orde di “bambini” bisognosi di contatto ci hanno assalito; non posso descrivere la tenerezza e l’amore che ho provato in quegli istanti. Avevo una gonna verde, colore molto amato a quanto ho potuto constatare, è diventata una tenda, una liana, un rifugio, ma soprattutto un gioco, per dei cuccioli ai quali devono insegnare a vivere nella foresta, perché non hanno più un genitore che lo faccia. Vengono assistiti sino all’età di sei anni circa, allattati, portati nella foresta per insegnargli a nutrirsi, è un lavoro che permette a questa meravigliosa specie di non scomparire. Quando sono pronti per vivere indipendenti tornano nel loro habitat. Il logging in questa zona del Borneo è un flagello, se soltanto vi avvicinate alla città di Pangkalan Bun, tutto intorno è un traffico di mezzi pesanti che hanno devastato ogni via di accesso alle fabbriche di olio di palma. Strade massacrate dal continuo via vai di auto-cisterne cariche di olio, o tir che trasportano legname. Ettari ed ettari di foreste in fiamme, per poter soddisfare la richiesta sempre crescente, da parte dell’occidente principalmente, di materie prime: olio di palma, legname vario, pellet e bio- fuel, che di bio, a parte il nome, non ha proprio nulla.

L’Indonesia è il terzo paese per emissioni di Carbonio, dopo Stati Uniti e Cina. Circa un quinto delle emissioni di gas serra è provocato dalla distruzione delle foreste, pari alle emissioni di auto, navi, aerei, camion di tutto il globo. Le foreste indonesiane sono, malauguratamente, una immensa fonte di guadagni, non solo per il legno e le industrie cartarie, ma vengono distrutte per fare spazio a piantagioni di olio di palma. Ultimamente la Banca Mondiale ha dichiarato che avrebbe sospeso i finanziamenti per le piantagioni di palma da olio poiché causa di una deforestazione senza scrupoli. Ci sono voluti più di venti milioni di ettari disintegrati per farglielo capire. La situazione del Borneo è disastrosa ma anche in altre regioni dell’Indonesia ci sono gravi danni alle foreste.

A Sumatra è in atto un’aggressione violenta alle foreste torbiere; negli ultimi 20 mila anni si è accumulato un consistente strato di torba nelle foreste torbiere indonesiane, 300 tonnellate di carbonio per ettaro. Ma queste foreste vengono distrutte e la torba utilizzata per le piantagioni; a contatto con l’ossigeno il carbonio della torba si decompone tornando nell’atmosfera, nel giro di pochi anni. Se poi viene bruciato bastano pochi giorni. L’industria cartaria è tra le principali cause del disastro ambientale, insieme a quella dell’olio di palma. L’Asia Pulp & Paper, è il più grande colosso cartario che senza scrupoli sta disintegrando il patrimonio verde in Indonesia . Il Governo indonesiano ha concesso alla multinazionale di abbattere circa 200.000 ettari di foresta nella regione di Sumatra, già gravemente danneggiata; questa concessione avrà inizio proprio quest’ anno nel 2010. Vergogna per l’incoscienza con la quale si sta annientando uno degli ecosistemi più importanti del nostro pianeta e con lui tutte le specie che vi abitano. Vergogna per tutti gli animali che vengono uccisi, privati del loro habitat, venduti come animali da compagnia o come souvenirs, per la crudeltà con la quale il denaro guida la mano ai governi e le multinazionali.

Come non provare vergogna per ciò che è stato causato a quei contadini che si sono visti cacciati dalle loro foreste, vederle incendiare, essere costretti a cambiare lavoro, città, perché nulla di tutto quello che li aveva cresciuti esisteva più. La nostra guida era un Dayak, popolo originario del Kalimantan, cresciuto a Kumai, porto importantissimo che collega il Borneo con Java con battelli che partono ogni giorno rotta Semarang; lui lavora all’interno del Tanjung Puting, ed i suoi genitori possedevano una porzione di foresta, come tanti laggiù, ed ora si trovano a gestire un microscopico negozietto che gli permette a stento di sopravvivere, circondati da povertà e da difficoltà di ogni sorta: scuole a pagamento sin dall’inizio, spese mediche a carico dei pazienti, difficoltà ad accedere a qualsiasi tipo di servizio come telefono od internet; ed anche se in grado di utilizzarlo costi al di fuori della portata di chiunque. Mi sono sentita veramente in imbarazzo, mi guardavo intorno e vedevo dignità, impegno enorme in tutte le attività che si svolgevano, rispetto e amore per la terra. Ogni porzione, ogni angolo di mondo laggiù è prezioso, la foresta è la loro risorsa più grande e mi è venuta voglia di non tornare più indietro, cibarmi di quella natura ogni secondo della mia vita. Il nostro viaggio aveva lo scopo di documentare ogni situazione a rischio, senza distinzioni; il mio motore inizialmente sono stati gli oranghi, ma approfondendo questa spinta, ho trovato dentro di me tante urgenze collegate tra loro, la grave carenza di aiuti sanitari, l’istruzione a pagamento, la difficoltà di poter emergere da situazioni di povertà. Certo tutto ciò non è visibile agli occhi di un turista, il turista viaggia con l’obiettivo di conoscere luoghi e bellezze del posto; in tutto questo l’umanità che entra in relazione con lui non è nello spettro di interesse del suo viaggio, poco importa di ciò che era e che sarà, ma in quell’istante, l’istante del viaggio, ogni cosa è congelata perché non lo seguirà, rimarrà in quel luogo, nell’ignoranza di un visitatore che non ha analizzato, non è entrato in contatto con la vita e le emozioni del popolo che lo ha ospitato. L’Indonesia mi ha stregato, ha catturato ogni cellula del mio spirito e tiene in ostaggio i miei sogni. La foresta ha letteralmente invaso i miei pensieri.

 Ora centinaia di animali abitano la mia mente, a volte rumorosamente a volte con garbo, mi accompagnano ovunque. Nelle notti in cui la luna è alta la confronto con quella che vedevo tra i rami sinuosi, in un cielo invaso da stelle brillanti come non mai, tra nugoli di luce che scorgevo attraverso il tessuto sottile delle tendine antizanzara. Non basta una notte né cento per saziarsi di quella meraviglia, un viaggio che comincia e non può finire, non deve fermarsi mai; il viaggio per me è come una carovana di desideri che non smettono mai di essere in movimento, corrono dietro all’universo che veloce rotola in ogni direzione. Adesso è il momento di agire con consapevolezza, dobbiamo renderci conto che il patrimonio più importante del nostro pianeta sta scomparendo, il consumismo, l’incoscienza e l’avidità creeranno un deserto. L’Indonesia ha il più alto tasso di deforestazione del mondo, è un paradiso da proteggere, il più grande arcipelago esistente, 18.000 isole, dopo l’Amazzonia è il luogo con più specie viventi; Oranghi, tigri, rinoceronti ed elefanti, rischiano di scomparire per sempre da questi luoghi. Il mio viaggio non avrà mai fine e ci vuole coraggio per salvare il pianeta e per lasciarsi portare lontano.

Grazie al prezioso aiuto di http://www.salvaleforeste.it/
 
Pubblicato da Piero il 26/01/2010 alle 21:21:11, in Diario di ValleVegan, letto 2542 volte

Sabato 20 febbraio conferenza su VEGANISMO, ANTISPECISMO, VALLEVEGAN. Dalle ore 19 alle 22. Proiezione video e dibattito.

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Dal 23 gennaio al 27 marzo 2010, per 10 sabato consecutivi, l’Associazione Volontari Canile di Porta Portese promuove l’apertura all day del canile comunale Muratella, dalle h. 10 alle h. 22.

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Il maltrattamento degli animali e le attività delle guardie zoofile italiane. Ma anche la cultura vegetariana, il corretto rapporto uomo-animale-bambino, il bracconaggio e la caccia, il veganesimo, l’ospedale degli animali selvatici di Roma e la pet therapy.    
Per 10 sabato consecutivi, dal 23 gennaio al 27 marzo 2010, il canile comunale di Roma Muratella si apre all day, dalle 10 del mattino alle 10 di sera, per un viaggio che oltre alle adozioni di cani e gatti, permetterà il racconto di una giornata di lavoro o di volontariato dentro un canile e poi, in serata, un momento di approfondimento di argomenti spesso conosciuti solo “per sentito dire”.

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Esperti Lav-Lega Anti Vivisezione, Enpa-Ente Nazionale Protezione Animali, Oipa-Organizzazione Internazionale Protezione Animale, Lac-Lega Abolizione Caccia, Lipu-Lega Italiana Protezione Uccelli, AVCPP-Associazione Volontari Canile di Porta Portese, AVA-Associazione Vegetariana Animalista, INSCA-Istituto Nazionale per lo Studio del Comportamento Animale, biologi, zoologi, vegani e antispecisti della Fondazione ValleVegan, docenti di Pedagogia e Psicologia cinofila, comportamentalisti ed educatori cinofili, fondatori di scuole di addestramento e di cultura cinofila, si confronteranno in tavole rotonde che si concluderanno con un buffet vegetariano ed un gentile omaggio che porta la firma dell’Associazione che ha promosso l’iniziativa, l’Associazione Volontari Canile di Porta Portese che gestisce i canili comunali di Roma dal 1997.

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Pubblicato da Piero il 17/12/2009 alle 10:58:58, in Diario di ValleVegan, letto 1612 volte

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Caserta antispecista

 
Pubblicato da Piero il 26/11/2009 alle 12:44:18, in Diario di ValleVegan, letto 1638 volte

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Il Gruppo "CANAVESE VEG" è lieto di invitarvi alla seguente iniziativa:

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Mercoledì 9 dicembre alle 20.30
Presso Birreria "LA IENA" di San Giorgio Canavese

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CENA VEG BENEFIT pro ValleVegan e altre iniziative

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MENU'

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patè di lenticchie al curry
voul au vent con crema di rape

pennette con broccoli
quadrotti di polenta con vellutata di spinaci e tofu

seitan alla orientale
insalata di fagioli neri, patate e radicchio

cannoli con crema pasticcera
crostata di frutta

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OFFERTA 16,00 euro + BEVANDE

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Prenotare entro il 4 dicembre POSTI LIMITATI:
animalistanata@libero.it
347 7833190 dopo le 17

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Chi porterà i piatti in ceramica da casa avrà un piccolo omaggio

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Ricordiamo inoltre di partecipare senza abiti di pelle e pelliccia. Grazie.

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http://blog.libero.it/AltarediAslan/

 
Pubblicato da mukawama il 05/10/2009 alle 18:49:59, in Diario di ValleVegan, letto 1435 volte
 
Pubblicato da mukawama il 05/10/2009 alle 18:41:21, in Diario di ValleVegan, letto 1254 volte

Musica contro le nocività!

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Pubblicato da mukawama il 25/09/2009 alle 11:51:48, in Diario di ValleVegan, letto 1358 volte
MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANTIRAZZISTA ROMA 17 OTTOBRE
Riceviamo, pubblichiamo e sosteniamo!

Il 7 ottobre del 1989 centinaia di migliaia di persone scendevano in piazza a Roma per la prima grande manifestazione contro il razzismo. Il 24 agosto dello stesso anno a Villa Literno, in provincia di Caserta, era stato ucciso un rifugiato sudafricano, Jerry Essan Masslo. A 20 anni di distanza, il razzismo non è stato sconfitto, continua a provocare vittime e viene alimentato dal governo Berlusconi. Il pacchetto sicurezza varato dal governo di Centro-Destra offende la dignità umana, introducendo il reato di “immigrazione clandestina”. La morte degli immigrati nel canale di Sicilia, che si sta trasformando in un cimitero marino, è la tragica conseguenza della logica disumana che ispira la politica governativa. Questa drammatica situazione sta pericolosamente alimentando e legittimando nella società la paura e la violenza nei confronti di ogni diversità. E’ il momento di reagire e costruire insieme una grande risposta di lotta e solidarietà per difendere i diritti umani respingendo ogni tipo di razzismo. Pertanto facciamo appello a tutte le associazioni laiche e religiose, alle organizzazioni sindacali, alla società civile e a tutti i movimenti a scendere in piazza il 17 ottobre per fermare il dilagare del razzismo sulla base di questa piattaforma׃

 • No al razzismo
 • Per la regolarizzazione generalizzata per tutti
 • Ritiro del pacchetto sicurezza
 • Accoglienza per tutti
 • No ai respingimenti e agli accordi bilaterali che li prevedono
 • Per la rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro
 • Diritto di asilo per i rifugiati e profughi
 • Per la chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsioni (CEI)
 • No alle divisioni tra italiani e stranieri
 • Diritto al lavoro, alla salute, alla casa e all’istruzione per tutti
 • Mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro
 • Contro ogni forma di discriminazione nei confronti di LGBT
 • Solidarietà a tutti i lavoratori in lotta per la difesa del lavoro


SABATO 17 OTTOBRE 2009 MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANTIRAZZISTA ROMA
PIAZZA DELLA REPUBBLICA ORE 14.30
COMITATO PROMOTORE 17 OTTOBRE :


Unione Cittadini Immigrati Roma - Comitato Immigrati in Italia (Roma) - Centro sociale Ex Canapificio Caserta - Movimento Migranti e Rifugiati Caserta - Migrantes Y Familiares MFAM - Comitato Immigrati in Italia (Napoli) - Collettivo Immigrati Auto-Organizzati Torino - Ass. Dhuumcatu - Lega Albanesi Illiria - Ass. Filippini Roma - Ass. Sunugal Milano - Ass Insieme per la Pace - Ass Mosaico Interculturale (Monza-Brianza) - Federazione Senegalesi della Toscana - Ass. FOCSI (Roma) - Ass. Bangladesh (Roma) - Ass. Pakistan (Roma) Ass. Indiani (Roma) - El Condor (Roma) - Uai (Como) - Centro delle culture (Milano) - Ass. Punto di partenza (Milano) - Movimento lotta per la casa (Firenze) - Ass. El Mastaba (Firenze) - Ass. Arcobaleno (Riccione) - FAT (Firenze) - Ass. Interculturale Todo Cambia (Milano) - Studio 3R di mediazione (Milano) - Centro delle culture (Firenze) - Federazione Nazionale RdB-CUB - SdL intercategoriale - Confederazione Cobas - Naga - Coordinamento Migranti Verona - Sportello Immigrati RdB Pisa - Missionari Comboniani Castelvoturno - PRC – Pdci - Ass.ne Razzismo Stop e ADL-Cobas - Sinistra Critica - Rete Antirazzista Catanese - Coordinamento Stop razzismo - Ass. antirazzista e interetnica `3 febbraio´ - Partito Umanista - Partito di Alternativa comunista - Socialismo Rivoluzionario - Unicobas - Socialismo Libertario - Centro delle Culture - Ass.Umanista Help To Change - Comitato antirazzista Abba (Fi) - Comitato Antirazzista (Vi) - Donne in Nero (Italia) - Clan Destino Doc - Medici e Operatori della salute dalla parte dei migranti - Ass.LibLab - Libero laboratorio - Associazione Culturale Musicale illimitate Villaricca (Napoli) – CIPAX (Centro interconfessionale per la pace) - Sud Pontino Social Forum - Cooperativa Immigrazionisti (Mi) - Gruppo Every One - Rifugiati di piazza Oberdan Milano - Gruppo Watching the Sky, Ass. culturale molisana " Il bene comune" - Associazione Utopia Rossa - Punto pace di Napoli movimento Pax Christi - Ass. Donne e colori ( Roma) - Marenia (gruppo musicale) - Bidonvillarik (gruppo musicale) - Associazione Peppino Impastato - Casa Memoria (Cinisi) - Slai Cobas Nazionale - Action (Roma) - Associazione "Kamilla" (Cassino) - Collettivo Teatri OFFesi di pescara - Associazione Arrakkè - Centro per la tutela dei diritti umani (Siracusa) - USI AIT Nazionale - Associazione Yakaar Italia-Senegal - Corrispondenze Metropolitane (Roma) - RETELEGALE (Torino) - ASIA-RdB (Bologna) - L'associazione Solidarietà Proletaria (Napoli) - Coordinamento Diversi Uguali (Arezzo) - Periodico Bianco e Nero - PCL - Rivista CARTA - Associazione "Romano pala tetehara" Rom per il futuro - Associazione Nazionale USICONS - Associazione cittadini del mondo - COLLETTIVO " IQBAQL MASIH" DI LECCE - Associazione interculturale Grammelot (Napoli) - Emergency - Casa Internazionale delle donne (Roma) - Piattaforma Comunista - Associazione-centro interculturale delle donne trama di terre (Imola) - Libreria la locomotiva (Savona) - perUnaltracittà (Firenze) - G.A.S TAPALLARA di Catania - Circolo di cultura glbt Maurice (Torino) - Comitato spontaneo per la pace di Faenza - Centro di documentazione don Tonino Bello di Faenza - PdCI Fed Prov di Torino - Ass. Culturale Artiglio - Mondo senza Guerre- Il centro Open Mind GLBT di Catania - Centro delle Culture di Roma - Collettivo MAREMMANO AUTORGANIZZATO (GROSSETO) - Organizzazione Comunista Alternativa Proletaria - IL MONDO IN IV (Roma) - Collettivo Antagonista Primaverile (Roma) - Associazione Postribù - Collettivo l'evasione (Cosenza) - Cobas pt cub - Sinistra Unita e Plurale (Firenze) – JVP Italia - Padri Sacramentini (Caserta) - Casa Rut (Caserta) - Pastorale Giovanile (Caserta) - Radio Vostok - Associazione Agora - CARC - Gruppo Antifascista Partigiano (Cremona) - DONNE PER L'INTEGRAZIONE di Borgomanero (NO) - Rete28Aprile - Centro Open Mind GLBT (Catania) – ARCI – Sinistra e Liberta - Piero Soldini (dipartimento immigrazione CGIL) - Comitato antirazzista e contro l'omofobia “ALZIAMO LA TESTA " (Milano) - Cantieri Sociali - Cooperativa Sociale Dedalus (Napoli) - Associazione Priscilla (Napoli) - Federazione dei Comunisti Anarchici - Assolei sportello donna - Associazione voceDonna (Forli) - Csoa Villaggio Globale (Roma) - Associazione SocialismoeSinistra - FGCI (Roma) - Comitato Solidarietà Antirazzista (Martesana) – Sindacato lavoratori in Lotta – ATTAC (Roma) - EMMAUS – BPM (Roma) – PLT

Per adesioni: comitatoroma17ottobre@gmail.com
 
Pubblicato da mukawama il 14/09/2009 alle 17:17:15, in Diario di ValleVegan, letto 1419 volte

APPELLO PER UNA MOBILITAZIONE CONTRO L'ENTRATA DEGLI OGM IN EUROPA

Un organo europeo EFSA con sede in Italia ha assunto un ruolo centrale per decidere il via libera ad ogni tipo di nocività tra cui gli ogm Le biotecnologie, assicurano tecnici ed esperti di ogni sorta, penseranno ad ogni cosa: nutriranno la popolazione mondiale, allungheranno la vita, guariranno qualsiasi tipo di malattia, risolveranno i disastri della società industriale. Quello che stanno creando è un'esistenza in cui spariscono i confini tra specie e corpi ancora più reificati e atomizzati, un'esistenza sterile e vuota da ogni pulsione, in cui ogni essere vivente viene manipolato e ricombinato in ogni sua parte. L'uomo sembra essersi rassegnato all'ineluttabilità delle nocività e ad aver perso la propria integrità: saturo del vuoto che lo circonda, bombardato da una massa di non informazioni e da un perenne stato di emergenza. Gli scenari che le biotecnologie stanno aprendo con la loro diffusione e distruzione di biodiversità si perdono tra gli inquietanti scenari planetari di una natura inquinata, di uno stravolgimento climatico... tutto questo tende ancora di più a scoraggiare la riflessione, impedendo qualsiasi presa di coscienza critica e opposizione all'avanzamento di ulteriori tecnologie con cui il dominio vuole chiudere il proprio cerchio. L’EFSA, Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare istituita nel 2002, è l’organismo europeo riconosciuto a livello internazionale a cui la Commis-sione Europea fa riferimento in materia di “valutazione dei rischi per la sicurezza di alimenti e mangimi, salute degli animali, nutrizione, protezione e salute delle piante.” E' l'anello di congiunzione tra le multina-zionali, i vari produttori di nocività e la Commissione Europea, le sue relazioni scientifiche sono il passaggio obbligato per ottenere l'autorizzazione per la commercializzazione e la diffusione delle nocività. Ha vari gruppi di ricercatori che lavorano, tra altre cose, su: additivi, aromi, integratori alimentari, pesticidi, BSE, influenza aviaria, mangimi, clonazione, ogm, nanotecnologie. Comitati scientifici che collaborano con il Codex Alimentarius, l’Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE), l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OECD), l’Organiz-zazione mondiale della sanità (OMS) e altri organismi internazionali. Dal 2006 l'EFSA è chiamata ad espri-mersi sulle nanotecnologie: sulla diffu-sione di nanoparticelle e sui nanoma-teriali inseriti nei prodotti, alimenti, mangimi. Il 5 marzo 2009 sotto richiesta della Commissione Europea l’EFSA ha emesso l'ultima valutazione su “Nanoscienza e nanotecnologie in rapporto alla sicurez-za di alimenti e mangimi”: sulla presen-za dei nanomateriali nella catena alimentare e nei mangimi. Vista la diffidenza diffusa nei confronti degli ogm, prima ancora che potessero invadere completamente la nostra esistenza, con le nanotecnologie non si vuole ripetere lo stesso errore. L'EFSA mantiene per ora una forma di pruden-za, alcune sue valutazioni attendono il momento migliore per uscire regolariz-zando un sistema che non potrà più fare a meno delle nanotecnologie. Queste tecnologie rientrano tra le valutazioni dell'EFSA dal momento in cui possono consentire la manipolazione degli ingredienti alimentari a livello molecolare. Esse portano un'enorme trasformazione in ogni settore, aziende e istituti di tutto il mondo da tempo stanno investendo in queste tecnologie. Le applicazioni che interessano soprattutto il lavoro dell'EFSA sono quelle nel settore dell’alimentazione umana e animale: nel trattamento delle proprietà e confezionamento degli alimenti. Il ruolo principale dell’EFSA relativa-mente agli organismi geneticamente modificati (ogm) è di “valutare ogni rischio per la salute umana e animale e per l’ambiente”. Può autorizzare la commercializzazione di prodotti alimen-tari ogm, anche inseriti come ingredienti e nei mangimi, la semina in campo aperto a scopo sperimentale e la coltivazione commerciale per uso alimentare umano e animale. L'agenda di questa autorità europea è piena di richieste da parte di multinazionali agro-biotecnologiche che premono per vedere diffusi i propri prodotti ogm, in particolare la diffusione di sementi ogm permetterebbe a queste multinazionali una rapida presa sul mercato agricolo, che tradotto non vuol dire altro che una contaminazione totale e irreversibile di ogni specie e la distruzione della biodiversità. L'EFSA non autorizza direttamente il passaggio di un ogm, ma la sua valutazione non è da considerarsi un semplice parere, una posizione positiva è necessaria per l'autorizzazione della Commissione Europea. Su questioni spinose come un organismo genetica-mente modificato la Commissione Europea rimanda all'EFSA, essa rappre-senta quindi il fulcro del sistema europeo di decisioni. Ogni valutazione di una richiesta viene esaminata in base alla documentazione scientifica realizzata e presentata dalle stesse multinazionali che chiedono l'autorizzazione. BASF Plant Science, Syngenta Seeds, KWS, Bayer CropScience, Pioneer Hi-Breede, Monsanto.... queste sono solo alcune delle multinazionali clienti dell'EFSA che da anni cercano di rompere con ogni mezzo le resistenze europee. Come è successo con la Pioneer Hi-Breede, Monsanto e Bayer che più volte hanno inquinato le filiere tradizionali con le loro sementi ogm, cercando di arrivare come negli Stati Uniti ad un livello tale di contaminazione da rendere di fatto difficile ogni distinzione e praticamente superflua ogni ulteriore autorizzazione. Verso la metà degli anni '80, quando fuoriuscirono documenti relativi ad un “piano strategico della Monsanto”, vennero allo scoperto alcuni metodi con cui la multinazionale intendeva diffondere gli ogm nel mondo. Per cominciare era necessario “un attivo coinvolgimento per incoraggiare il pubblico, i consumatori e i gruppi ambientalisti a sviluppare posizioni in sostegno delle biotecnologie”. Il piano strategico prevedeva di arrivare a influire su personalità del mondo politico e degli organismi di regolamentazione di tutto il mondo, promuovendo l'appoggio alle biotecnologie fino ai più alti livelli della politica statunitense. Un sistema che funzionò bene considerato che ogni richiesta che la Monsanto, e in generale tutta l'industria biotech, poneva a Washington veniva ottenuta, dettando la propria politica al Dipartimento per l'Agricoltura (USDA), all'Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) e infine alla Food and Drug Administration (FDA). Su quest'ultima Agenzia è bene soffermarsi perchè rappresenta il corrispettivo dell'EFSA in America. Nel 1992 l'FDA decretò che gli ogm erano sostanzialmente equivalenti agli alimenti tradizionali, esonerandoli da ulteriori eventuali test di sicurezza ed etichettatura invece richiesti per prodotti particolari, lasciando che fossero le compagnie biotech ad eseguire i test di sicurezza in forma volontaria stabilendo loro stesse la classificazione del prodotto. Uno dei funzionari chiave che preparò la stesura di regolamentazione pro bio-tech era un uomo della Monsanto divenuto vicedirettore dell'FDA il tempo necessario a farla approvare con rapidità e facilità. Una volta redatta la normativa per l'FDA tornò a lavorare per la Monsanto. La pioggia di soldi di Monsanto ebbe l'apice con il suo ex presidente R. Shapiro, che aggiunse una forte dose di arroganza diventando la regola per la compagnia. Sapeva di avere in pugno tutto il mondo politico, attaccando con minacce, avvocati e infiltrati qualsiasi situazione critica al suo operato. Ancora una volta tra i numerosi casi in cui è stata coinvolta l'FDA, rimane significativo quello dell'ormone della crescita (rBGH) nel latte, ormone creato da Monsanto. I tentativi di imporlo negli Stati Uniti facendolo passare con l'aiuto dell'FDA come un alimento tradizionale in quel caso è fallito, con una popola-zione dichiaratamente contraria. L'EFSA e l'FDA dimostrano già una certa sintonia, praticamente esponendo le stesse tesi anche per quanto riguarda gli animali clonati, recentemente appro-vati anche in Europa per favorire lo sfruttamento dell'industria zootecnica e per fare da apripista a nuove sperimen-tazioni che ambiscono di uscire dai laboratori. In Europa e in particolare in Italia ben pochi vogliono saperne di manipolazioni genetiche. Il metodo Monsanto di una sfacciata imposizione degli ogm se in principio ha dato i suoi frutti nocivi, in un secondo tempo la situazione è notevolmente cambiata, essendo cambiata la percezione nei confronti degli ogm. Ovviamente da quel lontano '86, data della realizzazione della “relazione strategica” della Monsanto, le multinazionali non sono certo rimaste con le mani in mano e i loro analisti si sono dati un gran da fare per trovare il modo di invadere con i propri prodotti ogm l'Europa. Se buttare giù la porta non sembra possibile allora si stanno muovendo in modo molto più subdolo. Abbiamo visto i tentativi di contami-nazione nei carichi delle navi provenienti dall'America, sementi poi stoccate in varie parti d'Italia, altre contaminazioni “accidentali” in vari campi come ad esempio nel Piemonte (mais ogm Pioneer) e nel vercellese (riso ogm Bayer) e le tante altre che non hanno avuto risalto. Il fatto che in Italia sia consentita l'importazione di semente ogm destinata all'alimentazione zootecnica, rappresenta già una gravissima conta-minazione in atto. Inoltre molte piccole aziende a condizione familiare acquistano mais di bassa qualità per seminarlo su piccole estensioni e per alimentare i propri animali. Questo mais spesso è risultato ogm, contribuendo per vie traverse alla contaminazione in atto. Le altre vie con le quali gli ogm si diffondono in Europa, sono i laboratori dell'EFSA di Parma, dove una specie dopo l'altra sta ottenendo il via libera per la coltivazione e per la commercializzazione in alimenti e mangimi. Sulla falsa riga dell'FDA americana l'Europa si è dotata di un organo chiamato a “garantire la sicurezza” di ogni nocività. Ad essere tutelato, oltre gli interessi delle multinazionali biotech- chimico-farmaceutiche, è un sistema economico, politico e sociale che si aggrappa alla nuova rivoluzione biotec-nologica per non dover affrontare i precedenti disastri ambientali e sociali che stanno alla base dello sviluppo tecno-industriale, di cui le manipolazioni del vivente sono l'apice mortifero. In Italia sono state autorizzate nove sperimentazioni in campo aperto (ulivo, vite, pomodoro, melanzana, fragola, ciliegio, kiwi, agrumi e mais), a breve le regioni interessate dovranno stabilire i siti dove verranno effettuate. Dal gennaio 2009 è stata autorizzata la “soglia di tolleranza” dello 0,9% di ogm nei prodotti alimentari. Qualsiasi soglia, anche uno 0,1% purtroppo a suo tempo meno contestato, è l'equivalente di una contaminazione. L'etichettatura dei prodotti con ogm non può essere considerata tra le possibilità da percorrere. Chi ha trasformato le persone in “consumatori” ha pensato bene di dargli una parvenza di scelta, questa però non è possibile in quanto è già stato tutto deciso nel momento in cui sono state aperte le porte dei laboratori fino ai vari processi industriali e commerciali, rendendo certa col tempo una contaminazione totale. Ci opponiamo a qualsiasi tipo di manipolazione genetica su umani, animali e piante, sotto ogni forma questa si presenti: dall'alimentazione alle applicazioni mediche. Respingiamo ogni pratica di confinamento della nocività in attesa di “sicurezze” da parte della ricerca scientifica, come vorrebbe invece il metodo precauzionale. Non c'è bisogno di aspettare le conclusioni di esperti di ogni genere per sapere di quali disastri sono gravide le innovazioni biotecnologiche quando, sotto forma di avvelenamento chimico-nucleare del pianeta, le conseguenze e i risultati cumulativi di tecnologie meno ambiziose sono comunque degeneranti e irreversibili, oggi e per i secoli a venire. La scienza prodotta dalla società industriale ha contribuito a reificare la natura e a estraniare l'uomo da sè stesso e dal mondo che lo circonda. Rifiutiamo la coesistenza tra ogm e specie tradizionali, come ovvia impostura di chi vorrebbe farci credere che sia possibile convivere con le nocività mantenendo allo stesso tempo un ambiente naturale integro. L'unico reale “metodo precauzionale”che riconosciamo nei confronti dell'ingegneria genetica e di ogni nocività è la tolleranza zero. Invitiamo tutti gli individui e ogni situazione che intende iniziare un percorso di lotta contro le nocività e nello specifico delle biotecnologie a mobilitarsi per impedire la loro diffusione dai campi agricoli alla nostra esistenza. Tra le tante possibilità che abbiamo di fronte in questa difficile lotta, abbiamo individuato nell'EFSA un nodo importante nel sistema che sta portando all'apertura degli ogm in Europa. Stiamo parlando di un organismo che non solo dà dei via libera, ma ha la funzione di mantenere l'inquietudine diffusa nella percezione generale in tema di nocività, questo con lo scopo di gestirla e di rendere permanente una domanda sociale di protezione. A dimostrare che il “rischio” è la condizione, se non il motore della sopravvivenza in una società industriale, la sola cosa che attribuisce valore alle merci “rese sicure”. Non vogliamo far pressione per un'EFSA più sicura, indipendente o magari più democratica e decentralizzata. Nel mentre ci mobilitiamo per impedire nuove autorizzazioni è fondamentale e imprescindibile svelare i meccanismi che regolano tali organismi per il tipo di società che preparano. Oltre ai metodi anche quello che esprimiamo ha un'importanza enorme. Una mobilitazione di questo tipo per forza di cose deve avere sicuramente un respiro per cominciare europeo, abbiamo intenzione di portare avanti un'attività di controinformazione in vista di mettere in piedi iniziative come un presidio o una manifestazione nazionale davanti all'EFSA. In vista di un forte e più ampio movimento di lotta pensiamo sia importante creare una rete di individui e situazioni che intendono incominciare a muoversi seriamente e con continuità in un progetto di lotta contro l'ingegneria genetica, contro tutto ciò che rappresenta e contro l'intero sistema di dominio che la rende possibile.

E.F.S.A. Largo N. Palli 5/A (lungo Viale Mentana) 43100 Parma ……………………………………………………….

SABATO 31 OTTOBRE 09 CORTEO PER LE VIE DI PARMA CONTRO L'EFSA A SEGUIRE DISCUSSIONE PUBBLICA SUL RUOLO DI QUESTO ORGANO EUROPEO E SULLE PROSPETTIVE DI LOTTA AGLI OGM ……………………………………………………..…

COALIZIONE CONTRO LE NOCIVITA' MBE 222 c.so Diaz 51 47100 Forlì Sito: www.inventati.org/contronocivita Email: nonanobio@inventati.org

 
Pubblicato da Piero il 27/08/2009 alle 09:24:21, in Diario di ValleVegan, letto 1269 volte

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...era inizio primavera 2009.

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...inverno 2008

 
Pubblicato da Piero il 10/08/2009 alle 00:58:43, in Diario di ValleVegan, letto 1326 volte
 
Pubblicato da marco il 15/07/2009 alle 12:08:11, in Diario di ValleVegan, letto 1463 volte

Dalle ore 10 alle ore 17, adozione di cani e gatti

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Dalle ore 20, cena vegan

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Per info e prenotazioni 3298069093
Costo Euro 12.00

 

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I fondi raccolti saranno usati per il fondo donazioni specifico spese sanitarie.

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Ai fornelli: Vallevegan
Sound & Vision: Dogs Make Crop Circles

 

Sabato 18 luglio 2009, dalle ore 10.00 alle ore 23.00, Canile Comunale della Muratella aperto per una giornata ed una serata tra un aperitivo, una cena vegana, buona musica e tanti animali in cerca di adozione ADOPTATHON DAY: PASSA UN SABATO IN CANILE. IL TUO NUOVO AMICO “PER LA VITA” TI ASPETTA PER UNA ESTATE DA VIVERE INSIEME !

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Roma – Se 60.000 sono i cani randagi liberi nel Lazio e 13.628 quelli chiusi nei canili (Fonte LAV 2009), l’Associazione Volontari Canile di Porta Portese, che a Roma fa adottare ogni anno circa 2.000 animali (il 15% di quelli chiusi nei canili, rifugi, canili sanitari dell’intero territorio laziale) ha deciso di salutare l’arrivo dell’estate promuovendo anche quest’anno il suo Adoptathon Day al Canile Comunale della Muratella, via della Magliana 856.


Cuccioli, cuccioloni, cani adulti o anziani e gatti per una “adozione del cuore” che ci farà affrontare l’estate con la felicità di avere un nuovo amico che ci farà compagnia “per la vita”.


“Moltissimi sono i cittadini che aspettano proprio l’estate per adottare un animale – racconta Simona Novi, presidente dell’Associazione Volontari Canile di Porta Portese – Le giornate sono più lunghe, i ritmi di lavoro si allentano e si ha più tempo e relax per dedicarsi al corretto inserimento del nuovo arrivato nella propria vita”.
Sabato 18 luglio p.v., le addette all’Ufficio Adozioni e lo staff di Educatori dell’Associazione saranno pronti ad indicare “l’amico giusto per la persona giusta” oltre a svelare trucchi e piccoli consigli per trasformare una adozione in una splendida amicizia per la vita.
Dalle ore 10 alle ore 23, tra visite al canile, consulenze comportamentali gratuite a disposizione di tutti i cittadini, aperitivi, musica e cena vegana (a sottoscrizione, 12 euro a persona. Per prenotazioni 329 8069093: il ricavato sarà interamente devoluto al Fondo Donazioni Specifico per le Cure Sanitarie) si potrà adottare un cane ma anche fare una adozione a distanza, ricevere una consulenza in Fiori di Bach o confrontare i problemi del proprio cane con un educatore cinofilo. Per una giornata-serata all’insegna
dell’amicizia e della solidarietà.


Per info: Simona Novi, Ufficio Stampa AVCPP, 333 2065453

 
Pubblicato da Piero il 22/04/2009 alle 14:00:16, in Diario di ValleVegan, letto 5591 volte

"Tempi da Lupi" presenta:

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PROGETTO ATLANTIDE 

movimento vegan per l'estinzione del denaro


Il PROGETTO ATLANTIDE è finalizzato a creare una rete di persone che si aiutino tra di loro senza l'utilizzo del denaro ma usando il surplus.

Viviamo in un era di contraddizioni dove surplus e crisi economica coesistono, questo perchè i banchieri controllano la nostra economia attraverso la creazione del denaro che ha il solo fine di ridurre in schiavitù una nazione (attraverso il debito pubblico) e di ridurre il potere d'acquisto della carta moneta che teniamo in tasca.

Il progetto inizierà nel creare dei nodi in tutta Italia dove avere delle persone di riferimento, chi entra a far parte del gruppo giurerà fedeltà alla solidarietà.

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Come contribuire al progetto?

Donerai tutto ciò che ti avanza senza chiedere nulla in cambio. Se ti avanza della frutta, dei mobili, dei vestiti, ecc... potrai donarli a chi partecipa nel gruppo e abita dalle tue parti. In mancanza di qualunque bene è ancora più apprezzata la donazione di mano d'opera!

Ogni associato beneficerà del surplus del prossimo ma allo stesso tempo è chiamato a rendersi utile alla communità donando il proprio surplus.

ATTENZIONE: Il gruppo è aperto a tutti ma vi sono regole rigide da osservare specie in ambito ambientalistico, chiunque si farà carico di danni o violenze verso la natura sarà espulso dalla comunità, in tal caso perderà ogni diritto verso il surplus che egli stesso ha donato alla comunità.
NON VERRA' AMMESSA NESSUNA VIOLENZA VERSO ANIMALI
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Esempi di surplus da offrire:
- Cibo vegano;
- Capi d'abbigliamento;
- Oggetti d'arredo;
- Libri;
- Film;
- Prestazioni intellettuali (lezioni di matematica, fisica, biologia, arte, filosofia, narrativa, ecc...);
- Mano d'opera (traslochi, costruzioni edili, agricoltura, ecc...);
- Posto letto o comunque alloggio;
- Pranzi e cene vegane;
ecc...

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Contatti: urtica@hotmail.it

http://tempidalupi.splinder.com/

 

 

211-25296

 
Pubblicato da Piero il 07/04/2009 alle 23:34:46, in Diario di ValleVegan, letto 1982 volte

Car* utent*, il forum di ValleVegan è da questo momento ospitato sul sito www.antispecismo.net, una piattaforma per l'attivismo antispecista, con molte funzionalità e argomenti più vasti per tutti i nostri progetti e attività. Il nuovo banner vi accompagna.
Ci scusiamo per eventuali disagi, ma stiamo ultimando gli ultimi aggiustamenti tecnici, al fine di permettervi di utilizzare con semplicità il nuovo spazio.
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Per eventuali problemi di accesso o per avere maggiori informazioni, scriveteci a: admin@antispecismo.net
Saluti antispecisti da ValleVegan e ADA! 

 

La Mappa Vegana, i numerosi  siti che ruotano intorno al tema dell’antispecismo, le iniziative che si accavallano freneticamente, il nostro agire sempre più autonomo e in mille direzioni diverse, ma sempre in assoluta sintonia. Potevamo continuare a mantenere sparpagliati i “luoghi” telematici dove dibattere, confrontarsi, discutere?

La fusione fra il forum di ValleVegan e quello che nel frattempo si è andato formando fra gli animali della Tosca, Camùna e Aurora (e tutti gli altri), era nell’aria da tempo.

In queste pagine ritroverete le vecchie discussioni e le nuove. Un mix di argomenti che affrontano il perché delle scelte di vita vegan e che stimoleranno, ne siamo certi, altre aperture. Tuttavia, insieme alle dissertazioni, genuine e autentiche, si avrà anche la sorpresa di scoprire che c’è qualcuno “che la pensa come te” e ci sarà – ce lo auguriamo – tanta partecipazione, tanta riflessione sull’obiettivo comune.

A che servirà tutto questo? A mettere in pratica ciò che riterremo giusto realizzare tutti insieme, dopo averne discusso intorno a un tavolo più grande, insieme a tanti amici.

Lidio Maresca - Piero Liberati


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Gruppo per la teoria e la pratica antispecista nel Lazio.
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La storia degli Animali dell'Aurora è appena cominciata e ci pare giusto fare un piccolo sunto di come il gruppo si sia formato e di come voglia evolvere.
Tutto nasce dall'esperienza degli Animali della Tosca, nati in Toscana nel novembre del 2006 dall'iniziativa di alcune persone che, ritrovatesi davanti ad una pizza veg, hanno scoperto di avere sogni e desideri comuni, gli stessi che intendiamo porre come base per gli AdA seguendo un iter che precedentemente ha portato nel marzo 2008 alla nascita degli Animali della Camùna, il gruppo lombardo.

La composizione dei gruppi è su base regionale, tutti in contatto tra loro attraverso l’uso ed il supporto di un unico forum informativo per poter permettere lo scambio di idee e progetti, l’organizzazione di eventi, lo sviluppo di progetti, e la realizzazione di materiale informativo, in collaborazione anche con chi è lontano.
Gli AdA hanno come scopo fondante la diffusione della teoria Antispecista attraverso metodi divulgativi quali ad esempio i banchetti informativi, ma che mirano all'apertura di discussioni in ambito scolastico (con progetti di assemblee e mostre nelle scuole e nelle università), e civile (partecipando a manifestazioni, sagre, convegni ed organizzando cene ed incontri conoscitivi). Il ripudio delle ideologie e delle pratiche di dominio che giustificano la sopraffazione di Umani ed altri Animali per qualsiasi scopo, sono la nostra ricerca ed essenza. Siamo contrari al consumo di carni e derivati di origine animale, contro l'ideologia nazi-fascista, contro l'appiattimento delle menti e lo sfruttamento degli esseri senzienti di qualsiasi specie, e della terra che di tutti i viventi è la madre e la culla. Per questa ragione gli AdA, come gli altri gruppi regionali, appoggiano le iniziative di protesta contro ogni pratica specista diretta ed indiretta, l'uso di pellicce, l'allevamento industriale, la caccia, il razzismo, il sessismo etc…
Se la diffusione dell'Antispecismo inizia ad evidenziarsi nella Capitale, non può dirsi lo stesso nelle altre zone della regione ed uno degli intenti degli AdA quindi, è proprio quello di parlare anche agli abitanti dei luoghi normalmente meno raggiungibili. Non dimentichiamo infatti che il Lazio non è solo Roma ma, al contrario, ha una propria identità spesso molto diversa da quella della metropoli.
Consapevoli di quanto sia preziosa e faticosa la rivoluzione etica e culturale per le persone nate nel “sistema specista”, il nostro intento è quello di sostenere e partecipare ad un percorso di crescita etica che dal personale divenga collettivo, aiutandoci come singoli individui attraverso il rispetto e la solidarietà.
Gli AdA nascono dunque per unire la pratica alla teoria, portando avanti in parallelo le due metodologie di diffusione del pensiero che ci accomuna tutti, il riconoscimento del diritto essenziale ad una vita libera ed autodeterminata per tutti gli esseri senzienti, di qualsiasi specie.

Spazio fisico di appoggio per gli AdA è la ValleVegan, punto di riferimento e di discussione è il sito e forum degli Ad* Animali della Tosca, Camùna, Aurora
 
Pubblicato da Piero il 04/04/2009 alle 11:15:31, in Diario di ValleVegan, letto 3603 volte

Riportiamo questo testo tratto da una storia di salvataggio così come ce l'hanno raccontata Eleonora e Viviana. Parla del nostro nuovo ospite.

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Ciorretto, l'agnellino che potrà sopravvivere alla mattanza e augurare a tutti "Buona Pasqua" !!!
E ringrazia tutti i suoi fratelli buoni. Ecco la sua storia...

E' pasqua. Tempo di pace? No, di mattanza...

E questa è la storia di Ciorretto, un agnellino piccolo piccolo, appena 2 chili, che si è "parato" davanti all'auto di Eleonora, volontaria dell' Associazione P.AN.D.A., per chiedere di vivere, a costo di dover rinunciare alla sua mamma... Sì, perchè l'alternativa, restare nel gregge, in questi giorni di "festa" per gli umani, sarebbe stata per lui morte certa.

Così Eleonora se l'è trovato davanti, ritto sulle sue zampine da stambecco. Con lo sguardo di chi si regge sulle ultime forze e sta per cedere alla sfinimento.
Intorno nessuna traccia della mamma, nè del gregge. Era rimasto solo. L'ha raccolto e lui si è subito abbandonato a lei, chiudendo gli occhi, stanco, all'arrivare delle carezze.


Non stava bene, erano evidenti le tracce di un malessere che avrebbe presto concluso la sua breve vita.

Cosa fare? Bè, gli amici che stanno sulla tua stessa lunghezza d'onda, possono essere l'ancora di salvezza... Così, arrivate a casa, abbiamo chiamato Piero e Daniela, dell'Associazione Valle Vegan, che si sono subito resi disponibili ad accogliere Ciorretto nella loro valle della bontà!
Si trattava di superare la nottata... Ciorretto non stava bene. Gli occhietti spenti e ormai a fatica restava qualche secondo in piedi. E così Eleonora (che, oltre ad occuparsi dei cani e gatti ospiti della struttura P.AN.D.A., ha in cura continua, a casa, più di 15 vecchioni malati e malandati...) ha affrontato una vera nottata...

Non è stato facile trovare il modo di farlo mangiare. Con il biberon niente da fare, ma finalmente, dopo disperati tentativi, è riuscita a nutrirlo e poi una puntura di antibiotico, sperando il meglio. E Ciorretto si è "ringalluzzito" e si è presentato ai suoi fratelli di Valle Vegan, increduli che fosse ancora vivo, nella sua forma migliore!

Che dire. Grazie, grazie di esistere a tutti coloro che sanno cos'è l'amore e la compassione.


Piero e Daniela, di Valle Vegan, hanno detto che ci manderanno le foto di Ciorretto che cresce... e per tutti noi sarà la bandiera bianca e pura di un mondo che può essere migliore.

Un caro saluto animalista a tutti.

 
Pubblicato da Piero il 02/04/2009 alle 13:00:00, in Diario di ValleVegan, letto 2090 volte

Nella continua e costante crescita di qualità del nostro sito e del nostro gruppo, abbiamo deciso di arricchirci con la GUIDA ALL'AVIFAUNA, strumento utile per conoscere e quindi meglio liberare dagli abusi umani gli animali. Sfogliando la guida, osserverete tutte le particolarità degli uccelli vittime della caccia in Italia, potendo conoscerne le caratteristiche etologiche e morfologiche, ascoltare i canti e osservarne le foto prese direttamente dagli ambienti naturali, senza gabbie nè vetrate. Non è una guida "animalista propriamente detta" ma il carattere scientifico mostra tutti gli aspetti negativi della caccia, per avere un approccio non solo emotivo. La guida è stata pensata e prodotta dai nostri amici e compagni di campi Augusto Atturo e Daniele Colombo di Tutela Fauna. Speriamo che non debbano "compensarla ulteriormente" con altre specie, vista l'aria distruttiva che tira nel nostro paese. 

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Di seguito una breve introduzione degli autori, poi cliccate sulla finestra, visibile a destra nella nostra home page e... buona scoperta!

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...Troppe delle specie cacciabili versano in un cattivo stato di conservazione e un logico principio di prudenza vorrebbe che fossero tutelate per garantirne la sopravvivenza, già sufficientemente minacciata da altri problemi di ben più difficile soluzione. Non è pensabile che l'antistorico svago di poche persone possa mettere a repentaglio l'esistenza futura di alcune specie.

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Questa guida è stata realizzata da Tutelafauna, un sito Internet che dal 2005 si occupa di informazione relativa alla protezione della fauna, e da EBN Italia, l'associazione dei birdwatcher italiani. Il suo obiettivo è quello di far conoscere al grande pubblico le specie di uccelli cacciabili in Italia per capire quale straordinario patrimonio cada ogni anno sotto i colpi delle doppiette nostrane.

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Non è quindi una guida per esperti, ma un primo passo per familiarizzare con questa parte del mondo alato vittima delle fucilate: un mondo che merita di vivere ed essere protetto. Ma per proteggere occorre prima di tutto conoscere, e questo è lo scopo di questa guida....

 
Pubblicato da mukawama il 05/02/2009 alle 19:00:18, in Diario di ValleVegan, letto 3227 volte

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Confuse sono le presenze che vivono questi organi, piccole costruzioni simbiotiche dense di frenetico ritmo, una industria di materia organica, una macchina infernale artefice del dolore del quotidiano sopravvivere; una squallida merce priva di creazione. Si percepiscono come animali dotati della sublime consapevolezza, un bagliore di luce nell'oscurità dell'ignoto sperimentare, come fosse un giogo insopportabile quello del nascere. Da individui naturali figli dell'immensa potenzialità di un seme si sono fatti artisti della sofferenza, fabbri di catene e lame, oratori della cultura necrofila dominante, spiriti venduti alle comodità dell'oblio. Sono frammentarie le ispirazioni di questi macabri poeti invaghiti della morte, sono come marionette, caricature di quello che hanno fatto loro dimenticare con vigorosa convinzione e superbia. I desideri che coltivano nelle loro membra hanno il sapore della ruggine, metallo urlante che risponde alla volontà della mercanzia, colorata di orizzonti come le sfumature di un pozzo senza fondo.

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Hanno dato la morte alla nostra madre ed elevato all'Onnipotente l'immagine paterna del loro marcio ego, cieco e sordo alle grida dei loro fratelli e sorelle. Il dolore si fece nutrimento ed il sangue disinfettante degli impulsi, una falce affilata inquisitrice del naturale battere del cuore. Il loro muscolo rosso e putrefatto istiga all'indifferenza, alla cultura della Morte!

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Necrofagia, la religione delle civili fauci assassine! Necrofagia il sostentamento dell'umana depravazione! Necrofagia, amara perversione!

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Noel

 
Pubblicato da Piero il 13/01/2009 alle 21:35:15, in Diario di ValleVegan, letto 1357 volte

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Le feste ce le facciamo noi ogni giorno tutto l'anno!  (al massimo ce le fanno gli animali).

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Habemus connectionem!

Dopo oltre un mese di dura sopravvivenza senza internet, da due giorni abbiamo smesso di molestare l'animalàme vario ininterrottamente per ricominciare a farlo via webzzz. Il maltempo di inizio dicembre su Roma per fortuna a Valle ha provocato solo il cessare della comunicazione telefonica e la telecom ci ha messo 40 giorni per riattivarla! Straordinario è stato notare come gli animali non hanno subito alcun danno riparandosi nei loro ricoveri semi-naturali autoprocuratisi (i conigli nel recintone si sono fatti le tane sottoterra, i bufali alternavano stalla e sottobosco... maiali e anatidi invece ci sguazzavano nell'acqua). Roditori e cani e gatti tranquilli si riscaldavano sotto le lampade UV da noi sistemate nelle cucce in muratura nuove o nei recinti isolati.

Nonostante questo...

1 mese di intense e produttive attività di protesta e divulgazione; ogni settimana almeno 2 presidi contro l'industria della pelliccia, disturbi alla caccia, giocolieri e torte vegan al circo, serate benefit VeganSoul con un notevole afflusso di nuovi curiosi della cucina vegana (nonostante le piogge torrenziali), conferenze sulla caccia con sala piena. Interviste sulla scelta vegan via web su Radio Polifemo e via radio, articoli su nostre attività su riviste alternative nazionali come AAM Terranuova e altre. Trasferte in massa a Firenze e Caserta e ora Bologna. La maratona demothlon con 6 presidi contemporaneamente davanti punti vendita di MaxMara col supporto di oltre un centinaio di attivisti non occasionali ma complici e solidali NELLA SOLA CITTA' DI ROMA, terreno in cui sembra difficile riuscire, con costanza, a diffondere la liberazione animale, da anni. In contemporanea a Roma, in molte altre città attivisti antispecisti senza leader e senza capi si sono mobilitati per un ritorno in massa in strada, senza appelli e sfilate. Impossibile quantificarne i numeri. Distribuzioni Food not Bombs per la prima volta supportate dal gruppo Romantispecismo.
Tutto organizzato in soli 2-3 giorni e a volte senza neanche pubblicità.

Fra poco partirà, come richiestoci dai promotori, anche il supporto romano alla campagna internazionale Gateway to Hell col materiale partitoci direttamente da Amsterdam. Sito ufficiale della mappa vegana in partenza dopo le centinaia di interessantissime adesioni.

Inizia vegan e attivati!

Tutti questi impegni, non ci hanno impedito di ospitare come sempre decine e decine di persone giunte anche questo inverno dall'Italia e da altri paesi esteri. Il pane fatto in casa sulla legna, la legna recuperata nel bosco e spaccata a mano. E, finalmente possiamo accennarlo non ufficialmente, siamo agli ultimi mesi prima dell'apertura del meraviglioso, splendido, desiderato, utile, etico... nostro... udite, udite...primo PUB VEGAN a Roma!!!


Mentre qualcuno, ancora ignaro, con perseveranza non richiesta ma da noi stimolata e ormai auspicata, ha trovato il modo di autopunirsi e aiutarci...

E domattina... di nuovo capre, bufali, pecore al pascolo. Liberi e felici come noi.

 

P.

 
Pubblicato da chiara il 13/01/2009 alle 21:01:45, in Diario di ValleVegan, letto 1504 volte

Colta dalla noia casalinga post-lavoro, decido di scaraventarmi sulla poltrona senza se e senza ma. Accendo la tv, non mi importa cosa trasmettono, ho solo voglia di dormire.  E tanto. Così, tra un canale e l'altro, già impigiamata, scopro che "tra 15 minuti trasmettono  un film di animazione sulle api". Sorrido e capisco che il sonno tarderà ad arrivare. Sky  Autoview. Il programma Bee Movie sta per iniziare. Premere OK per sintonizzare. E' la storia Barry Bee Benson, un piccolo di ape che, violando ogni regola, esce dall'alveare e decide di parlare con gli umani, acerrimi nemici della specie "apesca". Una femmina di uomo, di nome Vanessa, gli salva la vita e nasce tra i due una bella  aPicizia. Dopo poco Barry scopre che gli uomini si appropriano del miele delle sue sorelle  segregate e sfruttate nelle arnie, decide così di fare delle indagini sull'illecito traffico. Trova una "fabbrica dell'orrore" e assiste all'"affumicamento" delle "detenute". Decide quindi di intentare una causa contro la razza umana (per quella che io chiamo "rapina  aggravata a mano armata a scopo di lucro"), che vincerà non senza difficoltà.  Spiritoso ed intelligente, di certo non mancheranno le risate tra fuchi-fichi, zanzare simpatiche (lo so, sembra un ossimoro), avvocati culoni e mucche arrabbiate. Consigliato per  animalettisti, insettinisti, antispecisti. Visione obbligata per gli onnivori e i  vegetariani(sveja!!!) di tutte le età.

NB:  degna di nota è la scena in cui Vanessa salva Barry dallo scarpone del fidanzato Ken (un fuco-poco-fico), allergico alle api, recitando questa frase:"Non ucciderla! Un'ape ha lo stesso diritto di vivere di un uomo!"

 

 
Pubblicato da chiara il 28/12/2008 alle 11:44:22, in Diario di ValleVegan, letto 1322 volte

 

Trova la cerasella!

 
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