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Ponza: un bracconaggio che rialza la testa
Pubblicato da Piero il 06/05/2011 alle 15:42:27, in anti caccia, letto 4186 volte

Si credeva che Ponza fosse ormai un capitolo chiuso del bracconaggio, con solo qualche ultimo trappolatore recidivo. Nessuno si sarebbe aspettato che il campo di LAC e CABS quest’anno avrebbe portato a risultati tanto importanti e a situazioni di tale tensione.

Le attività antibracconaggio iniziano con un primo sopralluogo del CABS a inizio aprile che conduce alla denuncia di due trappolatori ponzesi e a scoprire finalmente l’inghippo delle trappoline sulla Piana d’Incenso: da un decennio i volontari rinvengono segni di trappolaggio in questo angolo naturale dell’isola, eppure mai fino ad ora si è sorpreso nessuno in attività di bracconaggio, né si sono mai rinvenute le trappoline posizionate.

Ora il quesito è risolto: i bracconieri trappolano ogni giorno sulla Piana e sono anche una decina di persone, se non di più, ma lo fanno per poche ore durante la giornata, quando hanno la certezza che né i volontari, né la forestale si trovino sulla Piana! Durante questo primo sopralluogo 3 trappolatori vengono infatti fotografati e filmati mentre spennano i piccoli uccelli catturati e raccolgono le trappole a fine giornata.

La LAC e il CABS decidono così di organizzare un campo antibracconaggio per il resto della primavera presidiando l'isola con turni di 6 volontari, in modo da coprire il periodo di picco della migrazione: non solo bisogna inibire il trappolaggio sulla Piana d’Incenso, ma anche occuparla fisicamente per evitare che i cacciatori-bracconieri imperversino con il fucile contro tortore e quaglie.


Le luci dell'alba del primo giorno di campo illuminano così le facce sbigottite di 12 cacciatori, sorpresi dall'arrivo improvviso dei volontari. Nonostante il fuggi fuggi generale, uno di essi è fotografato e viene deferito all'autorità giudiziaria per caccia in periodo di divieto. Nei due giorni successivi, mentre un team della LAC presidia costantemente la Piana per evitare il ripetersi di episodi di bracconaggio, un secondo gruppo, accompagnato da una guardia venatoria volontaria dell'associazione, si sistema nei pressi di un punto dove vengono da anni sistemate altre trappoline. Bastano poche ore di appostamento per sorprendere il bracconiere, anche egli fotografato e denunciato. Come se non bastasse il giorno successivo un secondo bracconiere si presenta sul posto, sempre con le sue trappole: anche egli, un giovane cacciatore, è prima fotografato e poi riconosciuto; quando però gli si intima l'alt, se la dà a gambe e si rifugia a casa, da dove infine spara due colpi di fucile a fini intimidatori.

Nei giorni successivi i cacciatori sembrano rinunciare a sparare; ciononostante un richiamo elettronico col verso della quaglia è localizzato e distrutto dai volontari: serviva a “convincere” le quaglie in migrazione notturna a fermarsi nei pressi dei siti di bracconaggio.



Il 28 aprile interviene infine la Forestale di Latina: durante una perlustrazione delle isole pontine sbarca su Ponza con l'elicottero, sorprendendo un trappolatore in attività sulla piana d'Incenso: 27 trappoline sono sequestrate, tutte piene di stiaccini, morti o gravemente feriti alle ali dalla morsa della tagliola. Sebbene il trappolatore se la dia a gambe, la Forestale è certa di poter rintracciarlo facilmente

Ma la scelleratezza dei cacciatori non finisce qui. Ancora il 29 aprile, appena dopo l'operazione di polizia, numerosi colpi vengono sparati su Ponza e un gruppo di cacciatori minaccia i volontari con i bastoni, intimandogli di abbandonare l'isola.

La situazione diventa tesa il 3 maggio, quando un team di volontari (un fotografo norvegese, una ragazza e un giovane) vengono affrontati da 5 bracconieri incappucciati e muniti di bastoni. Due di loro finiscono all’ospedale con escoriazioni, contusioni e sospetto trauma cranico, ma gli aggressori sono tutti riconosciuti e uno di essi è immediatamente fermato dai Carabinieri, mentre tenta di fuggire in macchina.


L’avvenimento, che getta forte discredito sull’isola, viene ripreso dai giornali locali e regionali, mentre l’assessore al turismo dell’isola, Maria Pagano, si shciera dalla parte dei volontari, dicendo: “Le istituzioni locali sono al fianco dei volontari della Lega Anticaccia e del Committe Against Bird Slaughter vilmente aggrediti sulla nostra isola. Fanno parte della nostra famiglia e chi tocca loro offende il Comune intero. Alcuni di loro provengono dalla Germania e dall'Inghilterra e credono fermamente nella missione naturalistica che svolgono. E’ assurdo che l’esercizio di questa missione altamente civile sia ora un problema addirittura per la loro incolumità fisica qui a Ponza. Oltre alla bellezza del mare e delle coste, la flora e la fauna dell’arcipelago ponziano rappresentano il fiore all’occhiello della nostra offerta turistica. Il comune di Ponza, di concerto con la Guardia Forestale e lo specifico nucleo antibracconaggio terrà alta la guardia contro ogni forma di violenza ed illegalità”

Sembrerebbe di poter sperare che a questo punto i cacciatori-bracconieri decidano di battere in ritirata, ma non è così: ancora il 5 maggio nuovi spari echeggiano dalla Piana d’Incenso, mentre nei pressi del punto in cui è parcheggiato l’elicottero della Forestale, viene appiccato un piccolo incendio, a scopo intimidatorio, che brucia 1.500 metri quadrati.


Il 6 maggio è inaugurato con un nuovo caso di minacce: non appena i volontari lasciano l’autobus che li accompagna ai piedi della Piana alle 4.30 del mattino, quattro macchine si mettono in movimento e li seguono, cercando di avvicinarli. Solo il pronto intervento dei Carabinieri riesce a disperdere i potenziali aggressori.

Il campo continua nonostante tutto: le ore di presidio sulla Piana sono state svolte regolarmente, ora anche con la compagnia del maresciallo dei Carabinieri di Ponza. Ma la sull'isola stanotte si sentiva ancora un richiamo elettromagnetico per quaglie...
 
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