RIFUGIO Vieni? Sostienici!
venerdì 22 ottobre 2021   # Utenti online n.1798 #

Mappa Vegana Italiana
Mappa Vegana Italiana: clicca e iscriviti
Le nostre NEWS
Per sezione:
Per mese:
india
Ultimi 15 commenti:
la «valle incantata»
gatto
la flora y la luna
Sondaggi
Vaccinare un animale "domestico": è necessario?
 Sempre, bisogna pensare all'individuo di cui ci prendiamo cura
 Solo per i cuccioli, sono troppo deboli e senza intervento esterno rischiano di morire. Da adulti se la cavano
 Mai, i vaccini sono testati su molti altri animali e per salvarne uno se ne condannano molti altri
 No, non servono anche perchè la natura deve fare il suo corso
 Non so, non escludo la vaccinazione ma valuto di volta in volta

Visualizza i risultati  o
 
Vittoria popolare, ritirata la legge anti-cani
Pubblicato da Claudia (Nefertari77) il 20/01/2007 alle 17:05:18, in Notizie sparse, letto 1257 volte

 

Decisione del premier Hu Jintao per evitare l’allargamento della protesta.
Il governo di Pechino costretto da una petizione a fare dietrofront sulle norme che obbligavano a tenere un solo cane per famiglia. Un cane guarda fuori da un sacco prima di essere portato, con altri compagni di sventura, ad un centro di macellazione a Nanchino, in Cina (Reuters)
PECHINO (Cina) — Miracolo o rivoluzione che sia, la politica cinese del cane unico annunciata con le solenni fanfare appena due mesi fa, insensibile ai pianti disperati di bambini e vecchietti e ai guaiti di cuccioli o di bestioni, torna nel cassetto. Forse per sempre. All'abolizione del cosiddetto «abbattimento selettivo» per i cani di grossa taglia (sopra i 35 centimetri) e dell'«abbandono pure selettivo» dei cani di piccola taglia ma in sovrannumero nella stessa famiglia padrona — provvedimenti che erano stati imposti secondo le imbarazzate versioni ufficiali per motivi sanitari e in particolare per creare una barriera di sicurezza contro la diffusione della rabbia — si è arrivati in appena sessanta giorni dalla promulgazione grazie a un «democratico» movimento di protesta animalista.
Mai accaduta una cosa del genere. Un'onda sotterranea perché di cortei o di assembramenti in giro per le strade non se ne sono ovviamente visti. Però i cinesi sono fantasiosi e furbi; certamente, se davvero lo vogliono, come dimostra la vicenda canina sanno farsi ascoltare nelle più alte sfere. Se la medesima mobilitazione fosse avvenuta per la difesa dei diritti umani la Cina sarebbe già iscritta nel club degli Stati più liberali del mondo. Purtroppo non è così. Ma non è un cattivo segnale che almeno sul fronte animale gli aneliti democratici abbiano ricevuto un riscontro soddisfacente.
Fortunati i cani e fortunati i loro amici uomini. I cinesi, punti sul vivo, hanno il pregio di sapere toccare le corde giuste. Le corde imperiali. Già. Perché a suonare le note della ritirata pare che sia stato niente meno che il presidente, nonché segretario comunista, Hu Jintao. Uomo che se non altro ha il pregio di ascoltare gli umori che salgono dal basso. Almeno, questo è ciò che ha sostenuto una signora che è stata fra le promotrici della cinofila minoranza, silenziosa ma molto combattiva. Come, questa minoranza silenziosa, sia riuscita nell'impresa è fin troppo facile da intuire.
Da un po' di tempo governo e partito hanno una preoccupazione fortissima e cioè che il risentimento popolare — sia esso determinato da una ingiusta distribuzione del reddito, dall'imposizione di un piccolo pizzo o da un altro banalissimo motivo — non si trasformi in una protesta di massa. Il che creerebbe imbarazzi a non finire. Perché ciò non avvenga i vertici della politica cinese hanno adottato delle semplici contromisure di contenimento delle condotte illecite o dei provvedimenti che, anche solo alla lontana, possono minacciare ciò che definiscono l'equilibrio armonioso della società.
È su questa banale considerazione che hanno fatto leva i promotori del movimento animalista, lo spettro di una insurrezione. Una roba da carica dei 101 o giù di lì. Visto che altre strade per alzare la voce non c'erano, hanno preso carta e matita e con un passa parola degno dei migliori tempi rivoluzionari, riscoprendo uno spirito di solidarietà che il miracolo dell'economia liberalizzata sembrava avere dissolto in un egoismo feroce, si sono impegnati a sottoscrivere una petizione: ritirate la legge sui cani.
A Pechino, dove la colonia canina è particolarmente numerosa (non si vede perché gli orari di passeggiatina sono rigidamente disciplinati dai caseggiati) ben 60 mila padroni hanno messo la firma in calce all'appello. Chissà come, la storia è venuta alle orecchie di chi ha l'autorità per ribaltare in due secondi una decisione amministrativa o una legge. Hu Jintao ha letto la lettera-petizione e ha ordinato che al provvedimento si mettesse sopra una pietra o un masso. Non è il momento di creare scompigli o impicci di alcun genere. Sessantamila pechinesi sono sessantamila: e se la protesta si allarga? E se la stampa internazionale comincia a soffiare sul fuoco? Insomma, grazie al presidente la ferita è stata medicata.
I cani già sequestrati rientreranno nelle loro case. E quelli nascosti ricompariranno nei giardinetti di quartiere. Una volta un dirigente di Pechino richiesto sui motivi dell'insensibilità alle questione dei diritti umani rispose in modo efficace: fra democrazia e cibo o ricchezza i cinesi hanno scelto la seconda strada. Occorre un aggiornamento: fra democrazia umana e democrazia canina scelgono ancora la seconda strada. La prima è sempre un tabù.
Fabio Cavalera (corriere della sera)
14 dicembre 2006

 
# 1
sono contento
mi chiamo Mario la mia compagna è conese di Guanzhou/Canton lei è buddista ma terrorizzata da ogni forma di protesta. Io anni fa a Hong Kong ho tentato di mettere le basi di un'associazione. Senza esito. Le sole forme di "resistenza" animalista erano i consigli del WWF locale contro la caccia ai rapaci della baia. I buddisti a Guanzhou sono solo passivi anche se a parole difensori della vita. (www.ebudhano.org) Avete indirizzi nella Cina Interna?
grazie Mario
Pubblicato da  mario righi-hanping wu  (inviato il 31/01/2007 alle 09:37:21)
 
# 2
No, purtroppo per spostare le attività di Vallevegan in Cina ancora ci stiamo organizzando! Scherzo, ovviamente. Ma vi trovate in Italia?
Pubblicato da  Piero.  (inviato il 31/01/2007 alle 12:45:42)
 
Testo (max 5000 caratteri)
Nome
e-Mail / Link
 
no spam! Inserite le 4 cifre che trovate qui a sinistra nell'immagine (procedura antispam)
 
Disclaimer
Le eventuali discussioni degli utenti sono soggette alle regole della Netiquette.
I gestori del blog si riservano il diritto di rimuovere i messaggi non ritenuti idonei alle finalità del sito, senza tuttavia assumersi alcun obbligo di verifica in merito.
Unici responsabili della veridicità e correttezza dei dati inviati nonché delle opinioni espresse sono esclusivamente gli autori dei messaggi.
La Fondazione ValleVegan non può in nessun caso essere ritenuta responsabile di ciò che viene pubblicato da estranei.
Cerca per parola chiave
vita beata: click per l'immagine ingrandita
GEAPRESS:
Error has occured while trying to process http://www.geapress.org/feed
Please contact web-master
buffalo Laverabestia.org - Animal Video Community La guida prodotta dal sito www.tutelafauna.it: tutte le specie di uccelli, i loro habitat...
News AL da informa-azione:
Error has occured while trying to process http://www.informa-azione.info/node/42/feed
Please contact web-master
nebbia a ValleVegan: click per l'immagine ingrandita
Siti amici

Comune di Rocca S.Stefano (RM), località Maranese, n.1   CAP 00030
tel 329/4955244   e-mail attivismo@vallevegan.org
www.vallevegan.org © 2006. On line dal 1° ottobre 2006. Sito pubblicato su server Aruba.it - Internet service provider. Technorail Srl Piazza Garibaldi 8 - 52010 Soci (AR). Autorizzazione min. Comunicazioni n° 473. Gli scritti presenti sul sito non sono pubblicati con cadenza periodica (si vedano le date pubblicate sui singoli articoli).
powered by dBlog CMS ® Open Source