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Fermata la deportazione dei cani della provincia.
Pubblicato da Piero il 24/12/2007 alle 09:56:51, in Notizie sparse, letto 1219 volte

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21 dicembre 2007, Canile di Vallecchio (Rimini)

dopo lo sciopero della fame di marzo '07,
STOP ALLE DEPORTAZIONI !

Con un blitz degli animalisti di Animal Liberation è stato impedito al Dr. Bocchi, titolare del canile privato di S.Secondo parmense, di caricare su un furgone i cani dei Comuni di Misano, Verucchio e Santarcangelo ospiti del canile di Vallecchio di Rn per essere deportati a Parma.
Dal giorno prima ai Sindaci sono stati inviati ben due atti di diffida con il quale è stato chiesto di desistere dalla sistematica deportazione.
E' stato sufficiente creare uno sbarramento di persone all'ingresso del canile per non far uscire i cani e impedire che fossero caricati sui mezzi di Bocchi. Il Dr. Bocchi ha preferito rinunciare consapevole della sua posizione in molte procure d'Italia.
Questo episodio, che ha fatto sì che nessun cane abbia lasciato Rimini, si aggiunge a quello di Giussano/Lombardia. Anche lì gli animalisti hanno impedito a Bocchi di prelevare i cani.
Nel frattempo tutte le associazioni animaliste di Rimini hanno formulato un testo con il quale si chiede alla regione Emilia-Romagna un chiaro divieto di esportare i cani dei pubblici canili fuori provincia.

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Per ogni altra informazione, clicca sul banner di Animal LIberation

 

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COMUNICATO STAMPA DIGIUNO - 07 MARZO '07 -

 

Animalisti contro la politica delle deportazioni dei cani della Provincia di Rimini, condannati a vita nel canile di S. Secondo Parmense dalla mera speculazione economica dei Comuni di Bellaria, Misano adiatico, Santarcangelo e Verucchio.

Il Coordinamento regionale della Associazioni Animaliste dell'E/R e Animal Liberation che denunciano il viaggio tortura senza controlli, la violazione di tutte le leggi di tutela della popolazione canina
INDICONO LO SCIOPERO DELLA FAME AD OLTRANZA DAVANTI ALLA PROVINCIA  DI RIMINI FINO AL RIENTRO  Di TUTTI I  CANI DEPORTATI A PARMA.

I 28 cani, tra cui un cane morsicatore,  provenienti dai comuni di Bellaria, Misano Adriatico, Santarcangelo e Verucchio, sono stati caricati su un unico automezzo stipati a due a due in gabbie-trasporto diretti al canile privato di S. Secondo Permense . La struttura è posta in aperta campagna, lontano dai luoghi di aggregazione, priva di segnaletica adeguata (appare solo qualche sporadico cartello con scritto ALLEVAMENTO Dr. Bocchi). Ne consegue che NESSUNO se non accompagnato è in grado di raggiungere il canile. Sull¹ingresso della struttura non esiste alcun cartello che indichi  esserci un canile consortile. L¹unico cartello riportante gli orari è affisso all¹interno. I cani qui inviati non hanno pertanto alcuna possibilità di essere adottati, per cui verrà loro negato quanto di diritto e i Comuni continueranno a spendere denaro publico non sufficiente a garantire ai cani il benessere previsto dalle leggi, finché non moriranno. Il canile di Bocchi supera il numero di 200 cani ospitati, nonostante le indicazioni in merito della Circolare Regionale del 1999.
emessa a suo tempo.

Nè un responsabile dei canili comunali di provenienza dei cani, nè un funzionario dell'Ausl di Rimini hanno verificato le condizioni degli animali durante il viaggio nè quelle all'arrivo.

Il Dirigente dell'Ausl di Rimini, azienda che ai sensi della Legge Regionale  27/00 e Legge nazionale 281/91 ha funzioni di controllo dei canili e del benessere degli animali  ha dichiarato, con comunicazione scritta, di non avere alcuna informazione neppure sull'idoneità del mezzo  utilizzato per il trasporto dei cani.

A tutt'oggi NESSUNA Associazione animalista nè della provincia di Rimini nè di Parma ha notizie sullo stato di salute dei cani, costretti a viaggiare in condizioni disumane, nè alcuna notizia sulla loro sistemazione finale.

Per questo  e viste le testimonianze raccolte dalle organizzazioni animaliste sulla realtà del canile di S.Secondo  Parmense i legali del Coordinamento delle associazioni Animaliste della regione E/R stanno esaminando le rispettive eventuali responsabilità  dei Sindaci dei Comuni di Bellaria, Misano Adriatico, Santarcangelo e Verucchio e dell'Ausl riservandosi di depositare denunce in  caso di mancato rientro dei cani, contestualmente gli attivisti dell'Associazioni Animaliste della regione E/R DA GIOVEDI  MATTINA 8 MARZO intraprendono uno sciopero della fame davanti alla Provincia  finchè TUTTI I CANI DEPORTATI A PARMA NON faranno ritorno sul loro territorio d'appartenenza. 

 

Animal Liberation

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