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favignana la mattanza come la corrida
Pubblicato da monica il 21/05/2007 alle 17:22:11, in Notizie sparse, letto 2204 volte

questo l'articolo del gionalista Ruiz,  che  inneggia allo "spettacolo" della mattanza dei tonni, dipingendolo come un'eccitante attrazione turistica e dando anche informazioni per assistervi.

(
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/
viaggi/grubrica.asp?ID_blog=63&ID_articolo=314&ID_sezione=
140&sezione=Vicino
  )

Nell’isola “farfalla” delle Egadi si ripete ogni anno l’antico e cruento rito della pesca dei tonni

L'hanno chiamata Farfalla, l'isola di Favignana, perché vista dall'alto sembra planare sul mare blu con due ali dispiegati, palpabili solo con estrema delicatezza.
Una «farfalla» vorace, però. In primavera indossa il suo abito più bello e seducente, ornato di papaveri e fiordalisi profumati emergenti in un patchwork di colori accesi, abbaglianti prima dello sfumare del sole. «Vestita per uccidere», si potrebbe dire dal punto di vista dei tonni.
I pescioni, ignari, arrivano a branchi dopo aver superato lo stretto di Gibilterra ed essere rimbalzati sulla costa tunisina, eccitati e spinti dall'istinto ancestrale verso le acque ideali in cui riprodursi.
Palline di un flipper che finiscono in buca, ritrovandosi costretti in percorsi obbligati, sapientemente disegnati da reti sistemate ad hoc che li conducono, di «camera» in «camera», nella Camera della Morte.
Di tonnare rimangono molte vestigia sulle coste siciliane.
Simulacri di archeologia industriale, ormai, quasi ovunque.
Non a Favignana, però, dove la pratica della Mattanza è perpetuata e in cui rituale e attività economica convivono e si confondono.
Costò due milioni e 700 mila lire, nel 1874, a Ignazio Florio, l'acquisto delle isole Egadi (Favignana, Marettimo, Levanzo) emergenti in faccia a Trapani, Marsala e alla bella Erice. Il marchese Pallavicino Rusconi, che gliele cedette, non sapeva che farsene. Florio, invece, un'idea ce l'aveva, quella di intensificare la pratica delle tonnare (introdotta dagli arabi già nel XII secolo) e sviluppare la lavorazione del tonno. Impresa che ebbe successo. Favignana prosperò, i Florio ne fecero il piccolo regno della loro casata e un loro concittadino, l'architetto palermitano Giuseppe Damiani Almeyda, diede il suo contributo disegnando un porto civettuolo contornato da eleganti edifici fine '800.
Niente a che vedere, di primo acchito, con la consueta «ruvidezza» dei porti isolani.
Così come dolce è il paesaggio di Favignana, di cui Cala Rossa, con le sue torri di roccia bianca cingenti la baia, è il «logo» e di cui il quartiere Sant'Anna, tutto case di tufo con balconi in ferro battuto e giardini impiastrellati, è la cartolina.
Ma a cavallo tra maggio e giugno, tutti gli anni, l'atmosfera diventa eccitata. E' in quel periodo che i grossi tonni arrivano e i «tonnarotti» hanno già predisposto il labirinto di reti, via via a maglie sempre più pesanti, atto ad accoglierli. Il Rais, regista incontrastato delle operazioni, decide quando è il momento giusto perché le grandi barche nere, al ritmo del canto di un'antica Cialoma (nenia araba), raggiungano Palo di San Pietro, l'estremo della tonnara, e la mattanza abbia inizio. Arrivati al capolinea, i pescioni si dibattono in disperati tentativi di fuga, ma gli arpioni dei tonnarotti sono fatali. Il mare ribolle e si tinge di rosso.
La pancia argentea dei tonni scintilla nel sole mentre vengono issati a bordo, sconfitti. Tonnarotti giovani e vecchi fanno a gara tra di loro a chi ne arpiona di più. Nella foga, non è raro che qualcuno cada nella Camera della Morte riservata ai pesci. I turisti, al sicuro su barconi di 40 metri, assistono come a una corrida, con meraviglia ed orrore che si stemperano poco dopo, davanti a un trancio di tonno con pomodori e capperi, al ristorante, quando la Farfalla è ormai sazia.
COME E DOVE Il Rais
Poiché è solo il Rais che decide, è impossibile conoscere in anticipo il giorno esatto in cui si svolge il «rituale». I barconi per i turisti che vi vogliono assistere sono comunque predisposti.
Per informazioni su alloggi e organizzazione rivolgersi all'Ufficio Informazioni Turistiche, in piazza Madrice, 8, dalle 9 alle 12. Telefono: 0923 921647.
E-mail: proegadi@tin.it. Esistono collegamenti da Trapani, sia in aliscafo (percorso Trapani-Favignana: 20 m Ca) che in traghetto. Per informazioni contattare la Siremar 0923/540515 o la Alilauro 0923/24073.
ROBERTO DUIZ