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Giornate Mondiali degli Uccelli Migratori
Pubblicato da Piero il 13/05/2007 alle 09:15:13, in Notizie sparse, letto 2328 volte

 

12/13 maggio, Milano.

 World Migratory Bird Days: sotto questa formula si cela l’occasione di fare il punto sullo status delle popolazioni migratrici di uccelli selvatici. E per la verità, in Italia, in Europa e nel mondo temperato, questi formano la parte maggiore delle specie alate. Le notizie che arrivano non sono rassicuranti: - A livello mondiale il riscaldamento globale sta già facendo pesantemente sentire i suoi effetti. Secondo uno studio con dati provenienti da tutta Europa, ma particolarmente dai risultati dell’inanellamento scientifico in Scandinavia e nel nostro Paese, il calendario annuale della migrazione è profondamente cambiato negli ultimi anni. Gli uccelli arrivano più presto dall’Africa nei territori di nidificazione, ma spesso qui trovano una situazione cambiata e sfavorevole: gli insetti preda hanno a loro volta cambiato il ciclo stagionale, con ancora maggiore anticipo rispetto agli uccelli, e la stagione di allevamento dei piccoli non coincide più quindi con il periodo di massima abbondanza di cibo a disposizione. I ghiacciai nordici e alpini si ritirano, e si modifica la vegetazione circostante: la tundra viene ricoperta da alberi e arbusti e alcune specie che vi nidificavano non trovano più l’habitat necessario. - La specie umana continua la sua opera di distruzione dell’ambiente: è di questi giorni la notizia dell’annientamento di una delle più importanti zone umide del mondo, la palude di Saemangeum nella Corea del Sud. Nonostante una lunga battaglia legale e culturale, con l’intervento in difesa dell’ambiente anche di religiosi buddisti, la bonifica ha avuto luogo, per trasformare fertili letti di marea in monocolture agricole intensive, ed ora decine di migliaia di piccoli trampolieri stanno morendo per la mancanza di cibo. Provenienti dai territori di svernamento in Australia e Nuova Zelanda, e diretti a quelli di nidificazione in Siberia, dovevano sostare e rifocillarsi in questo habitat ora scomparso. - Sul Mediterraneo infuria come sempre la caccia primaverile, soprattutto sulle isole. Malta è riuscita ad ottenere dall’Unione Europea larghi margini di manovra per poter continuare a massacrare i migratori protetti dalle direttive comunitarie. Quest’anno anche Cipro ha deciso di imitarla, consentendo la caccia alle tortore. In Lombardia l’amministrazione regionale e quelle provinciali continuano anch’esse a difendere i diritti dei cacciatori a scapito dell’ambiente e della volontà della maggioranza dei cittadini. Permettono la caccia ai migratori con gli impianti a rete (uccellagione) e non tutelano i valichi montani, zone in cui si concentrano i flussi migratori. Anche queste sono violazioni delle norme europee e solo per l’impegno delle associazioni ambientaliste si pronunceranno in materia nei prossimi mesi i tribunali amministrativi. Concludiamo con una nota positiva: l’impegno dei volontari della LAC e di altre associazioni ambientaliste che in questi giorni hanno presidiato con il Corpo Forestale dello Stato le piccole isole tirreniche con campi di sorveglianza antibracconaggio, mettendo fine a una pratica secolare quanto illegale, la mattanza annuale di quagli,e tortore e molte specie di passo. Superate le insidie della migrazione, rondini e cicogne si spargono nelle campagne e nelle città d’Italia e d’Europa e iniziano il ciclo della riproduzione. Sono protette, i loro nidi sono protetti, tutti i nidi degli uccelli selvatici sono protetti dalla legge italiana.

 

Lega Abolizione Caccia Ufficio Stampa Contatto: Guido De Filippo, Segretario LAC 3339206116 www.abolizionecaccia.it