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 Solo per i cuccioli, sono troppo deboli e senza intervento esterno rischiano di morire. Da adulti se la cavano
 Mai, i vaccini sono testati su molti altri animali e per salvarne uno se ne condannano molti altri
 No, non servono anche perchè la natura deve fare il suo corso
 Non so, non escludo la vaccinazione ma valuto di volta in volta

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Home/Storico/anti caccia
Articoli della sezione «anti caccia».
Ordine cronologico: discendente (il più recente in testa).
[inverti l'ordine]
 
Pubblicato da marco il 12/12/2008 alle 16:10:11, in anti caccia, letto 1900 volte
Domenica 14 dicembre, intralciamo lo sfruttamento e l’uccisione degli animali. All’alba i cacciatori, al tramonto i pellicciai. Meteo permettendo: se piove ci pensa Madre Natura ad annacquare i sanguinosi istinti dei cacciatori, se splende il sole ci pensiamo noi. Ennesimo disturbo venatorio della stagione: scegli un pezzo di terra, di bosco, di radura; arriva prima dei cacciatori, difendi flora e fauna dal piombo, fai volare liberi gli uccelli e rimanda a casa gli assassini. Gradito tutto ciò che la fantasia ci suggerisce e la legge ci permette.
 
Pubblicato da Piero il 04/12/2008 alle 00:00:01, in anti caccia, letto 1727 volte
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Valtrompia, Valcamonica e Valsabbia, queste le zone interessate dal fenomeno del bracconaggio dove gli attivisti della LAC, efficacemente supportati dai volontari del Komitee, di ValleVegan e dal c.r.a.s. il Pettirosso, hanno valicato in lungo e in largo le selvagge montagne alla ricerca di siti per la cattura di uccelli.

Il bracconaggio è un fenomeno in evoluzione continua, che interessa molte parti d'Italia. Nelle valli bresciane sta da qualche anno subendo una trasformazione. Sono sempre più rari i ritrovamenti di siti ove erano posizionati centinaia di archetti: i dati sulla quantità di trappole ritrovate rispetto a dieci anni fa stanno diminuendo ma questo non deve trarre in inganno. Non bisogna sottovalutare il fatto che il bracconaggio sta subendo una riconversione dei metodi: il minor utilizzo di archetti, reti e sep non può essere preso come un riferimento utile a segnalare il calo del fenomeno, che è diminuto solo nella quantità. Quello che sta accadendo è una riconversione dei metodi.
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Le malfamate sep, piccole trappole a scatto utilizzate solitamente per catturare  topi, aumentano e complicano il lavoro di ricerca e, oltre tutto, disorientano. Anche se le tese (gruppo numeroso innescato) di trappole sono in calo, l'adozione della trappola semplifica il metodo di cattura e il lavoro del bracconiere: si stima che chi usava una tesa di 100-150 archetti, passando alle sep usa solo 15-30 congegni. Questa che potrebbe sembrare una notizia positiva, è l'opposto: poichè la sep viene armata con un'esca viva (una piccola larva camola, irresistibile per molti piccoli insettivori, soprattutto pettirossi), è facile da occultare anche in tasca, semplice da armare seppur più costosa rispetto all'archetto. Sulla tesa di sep il bracconiere passa più spesso a controllare poichè più difficili da monitorare. La camola può restare viva per circa 10 ore e non c'è sep carica che non catturi. Nonostante la loro apparente infallibilità, sono stati presi bracconieri anche su una tesa di sole 5 sep. La situazione resta grave anche perchè queste micidiali trappoline sono in vendita regolarmente nelle ferramenta della Valtrompia. Da non dimenticare le reti da uccellatore, anch'esse in aumento, posizionate sui valichi come in giardini privati. 
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Rispetto agli altri anni, i volontari hanno perfezionato le tecniche e, grazie all'esperienza ed alla conoscenza del territorio acquisite, sono stati identificati numeri maggiori di siti e conseguenti segnalazioni alle forze preposte: se ne deduce che, seppur vi siano meno strumenti di cattura, i bracconieri presi e i siti scoperti sono aumentati: la riconversione dei mezzi riduce gli arsenali di cattura ma non i bracconieri in circolazione. Anche quest'anno sono stati osservati capannisti, cioè cacciatori legalmente autorizzati alla caccia da capanno fisso, armare illegalmente sep o stendere reti a poca distanza dalla loro struttura da caccia.

Con la chiusura dei roccoli (piccoli edifici mimetizzati per la cattura di uccelli) da parte del T.A.R. su ricorso della LAC, si teme che l'attenzione dei cacciatori e bracconieri venga spostata sulla cattura di turdidi tra cui cesene e tordi.

Queste sono le principali specie trovate morte o liberate dai volontari: pettirosso, fiorrancino, passera scopaiola, frosone, crociere, fringuello, merlo, scricciolo, verzellino, lucherino, tordo sassello e bottaccio.

Gli attivisti compiranno ancora uscite sporadiche durante l'arco invernale, soprattutto perchè c'è necessità di trovare nuovi posti. Occorrono ovviamente nuovi volontari, veramente motivati, per poter ispezionare zone sempre più vaste.

Un ringraziamento particolare va al NOA, nucleo operativo antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato che anche quest'anno ha svolto un ottimo lavoro, prendendo con le mani nel sacco oltre un centinaio di bracconieri in solo un mese.

Questo campo della LAC si è svolto nelle valli bresciane da ottobre a fine novembre, mentre tra i prossimi vi saranno quello in Sardegna già dai primi di dicembre e nelle isole pontine in primavera.

Catia Acquaviva
Lac  Milano

--
LAC - Via Solari 40
20144 Milano
tel. 0247711806
www.abolizionecaccia.it
 
Pubblicato da Piero il 02/12/2008 alle 12:07:07, in anti caccia, letto 1497 volte
Bracconaggio notturno, utilizzo di lacci per la cattura di fauna selvatica e caccia di frodo all’interno dei parchi, è questa la triste realtà, ai più sconosciuta, di quanto accade nei boschi e nelle campagne della periferia romana. Ma a tutto questo una risposta è arrivata e con forza da parte degli agenti dell’Ufficio Caccia della Polizia Provinciale di Roma, da tempo impegnati al controllo di tutte le illegalità connesse all’attività venatoria e costituenti oramai un vero e proprio nucleo operativo contro il bracconaggio.
Nella notte del 17 novembre tre bracconieri venivano bloccati proprio a pochissimi chilometri dal raccordo anulare della Capitale all’interno della Riserva Naturale del Litorale Romano. La Polizia Provinciale fermava ed identificava dapprima due persone che, per dare la caccia ad alcuni cinghiali, avevano sconfinato di oltre un chilometro il limite dell’area protetta, sottoponendo poi gli stessi alla denuncia presso la Procura di Roma ed al sequestro dei rispettivi fucili.
Dopo circa un ora, in un altra zona del Parco, scattava la caccia ad un altro soggetto che approfittava dell’oscurità per nascondersi nella macchia e sparare agli animali selvatici. L’uomo, che era stato prontamente localizzato dalla Provinciale, sentitosi braccato, si dava ad una repentina fuga nella boscaglia ma, dopo un breve  inseguimento a piedi, veniva bloccato dagli agenti. Vano è stato anche il tentativo, da parte del bracconiere di gettare il fucile utilizzato per la caccia illegale durante la fuga; gli uomini della Polizia Provinciale hanno ritrovato l’arma che, al controllo, è risultata inoltre essere stata rubata da una privata abitazione nel 2005. Il controllo tuttavia non terminava qui, giunti presso l’abitazione dell’uomo, in aperta campagna, venivano riscontrate ulteriori irregolarità in merito alla detenzione di armi e munizioni.
Non è questa la prima operazione di rilievo da parte dell’Ufficio Caccia della Polizia Provinciale ed il contrasto di situazioni illegali che vanno anche oltre i singoli reati a danno della fauna selvatica indicano quanto sia importante l’operato della Polizia Provinciale negli ambiti rurali del territorio provinciale.
 
Pubblicato da Piero il 24/11/2008 alle 09:35:43, in anti caccia, letto 3883 volte
Parte il nuovo campo contro il bracconaggio organizzato dalla LAC Lega per l'Abolizione della Caccia in Sardegna.

Da diversi anni volontari da tutta Italia e dalla Germania prendono parte alle azioni di bonifica del territorio della macchia sarda, a ovest di Cagliari, per contrastare il massacro di piccoli uccelli migratori e mammiferi autoctoni. Il fenomeno del bracconaggio in Sardegna è trainato da forti interessi economici; piatti tipici del Natale sardo sono le grive: spiedini composti da un mix di piccoli passeriformi, dal costo elevatissimo.

Il compito dei volontari sarà quello di rimuovere il maggior numero di trappole nascoste tra la vegetazione e contemporaneamente controllare il territorio da altri abusi su animali. (VEDI VIDEO...)

Per ogni informazione, consultare il sito www.abolizionecaccia.it

Ecco il video che abbiamo girato un anno fa.

 
Pubblicato da Piero il 21/11/2008 alle 20:09:05, in anti caccia, letto 2247 volte
Oggi è iniziato il processo contro il bracconiere più noto dell'isola Ponza. Fu querelato per minacce di morte a mano armata (contro tre attivisti: P.L. di Roma, A.D.M. di Torino e V.S. di Genova) e per bracconaggio (sparava e abbatteva una tortora in primavera). La prossima udienza sarà nel 2010.

Uno dopo l'altro dovranno presentarsi anche gli altri cacciatori/bracconieri dell'isola querelati durante i campi antibracconaggio degli anni passati.
 
Pubblicato da marco il 16/11/2008 alle 15:43:38, in anti caccia, letto 4156 volte

Breve resoconto dell'odierna escursione in una zona del Lazio un tempo ad alta intensità venatoria.

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Quattro cacciatori trovati e allontanati, eco di spari lontani di tanto in tanto, pochi cacciatori in giro e pochi uccelli, ormai decimati da riscaldamento della temperatura, inquinamento, disboscamento, caccia e avvelenamento da pesticidi. Un prato fino all'anno scorso pieno di assassini di allodole oggi era vuoto.

 

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"Gui nze ghiappa biù niende" lo sconsolato commento di uno dei personaggi che abbiamo incontrato nei boschi. Che, tradotto in italiano, vorrebbe dire più o meno: "Qui non si prende più nemmeno un animale".
La soluzione? Parola di cacciatore medesimo: "Bisognerebbe vietare la caccia per dieci anni, poi vedete quanti uccelli ci sarebbero!"...

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Detto da un uomo intento a scaricare il suo fucile, pensavamo di aver toccato il fondo del genere umano. Poi sulla strada del ritorno abbiamo visto una trentina di vigliacchi imbecilli accalcati gomito a gomito intorno a uno stagno che chiamano "laghetto di pesca sportiva" e, sullo sfondo, immensi capannoni di un allevamento intensivo che segrega migliaia di vite animali, e abbiamo capito che di fondo da raschiare, nel barile, ce n'è ancora parecchio...

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Pubblicato da mukawama il 01/11/2008 alle 19:06:03, in anti caccia, letto 1235 volte
Trentaduenne inciampa e dal suo fucile partono due colpi

(ANSA) - NARDO' (LECCE), 1 NOV - Un cacciatore di 32 anni, imprenditore edile di Leverano (Lecce), e' morto nel Salento a causa di un incidente di caccia. Dal suo fucile sono partite due pallottole che lo hanno ferito all'addome. L'uomo e' morto poco dopo. L'incidente e' avvenuto alla periferia di Nardo', in localita' 'Boncore'. Stando ai primi accertamenti, il cacciatore e' inciampato e poiche' aveva il dito sul grilletto, ha fatto accidentalmente partire i colpi.
 
Pubblicato da marco il 23/10/2008 alle 15:40:00, in anti caccia, letto 2051 volte

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Due manipoli di attivisti hanno approfittato delle luci dell'alba per visitare campi e boschi a sud di Roma e liberarli dalla molesta presenza del temibile boletus venatorius. Questo malefico fungo è conosciuto da tutti gli esperti per essere un agente di sterminio della fauna selvatica, in particolare quella migratoria. Con perfidia e vigliaccheria si annida al bordo dei campi per colpire a morte gli uccelli e i mammiferi terrestri.


- Oggi abbiamo riscontrato la presenza di almeno una decina di boletus (tuttavia l'eco dei rumori molesti emessi da questo fungo, molto simili agli spari, ci hanno dato l'idea che in realtà ve ne fossero molti di più sparpagliati e nascosti in tutto il territorio): li abbiamo presi in consegna e convinti con le buone maniere ad andarsene, oppure li abbiamo sospinti nel bosco fitto, riducendo o annullando il loro impatto assassino.

Abbiamo ricevuto anche informazioni su alcune pratiche di caccia abbastanza diffuse nella zona, magari usate da alcuni degli stessi cacciatori che abbiamo (del tutto casualmente, mentre eravamo alla ricerca del suddetto fungo) incontrato. Uso di richiami elettromagnetici, caccia al cinghiale fuori stagione etc.-

 

Come riconoscere il boletus venatorius?

- aspetto particolarmente ripugnante alla vista
- odore non piacevole
- non è commestibile, anzi è altamente tossico
- maneggiare con cura, divieto assoluto di toccarlo e anzi si consiglia di rimanere a distanza di sicurezza
- nuoce gravemente all'ecosistema

 
Pubblicato da marco il 17/10/2008 alle 12:18:27, in anti caccia, letto 1325 volte

 

Imperdibile occasione di socialità vegana aperta a tutti gli interessati. Domenica mattina 19 ottobre svegliati all’alba, scegli un prato, un campo o un bosco e fai volare alto il tuo aquilone. Come in tutti i giochi di società che si rispettano, dovrai difenderlo da pericoli, nemici e malintenzionati.

 

In particolare attenzione a corpi contundenti che vengono sparati da terra, il tuo aquilone dovrà superare ostacoli e sopravvivere agli imprevisti. Oltre agli altri concorrenti sul posto troverai anche altre persone a caccia di brividi ed emozioni, a fine giornata grande fagiolata aperta a tutti: se magna, se ride, se beve.

 

Accorrete numerosi, date qui la vostra adesione!

Astenersi sociopatici, isterici, psicolabili e soprattutto assassini di ogni genere

 
Pubblicato da Daniela il 16/10/2008 alle 09:58:40, in anti caccia, letto 1252 volte
Posti meravigliosi, letteralmente invasi dai cacciatori che non danno tregua ai pochi uccelli rimasti, che se sfuggono ai loro tiri incrociati, dovranno poi vedersela con le invisibili reti poste tra albero e albero all’interno del bosco; con gli archetti tentatori addobbati con bacche colorate e messi in bella mostra lungo i sentieri più impervi; con le infime trappole poste sul terreno e malvagiamente nascoste.
Appena il bosco diventa meno fitto, ad ogni radura, sono posizionati dei capanni rivolti verso valle ridicolmente mimetizzati con foglie, rami o reti. Ogni lato di questi capanni presenta delle feritoie dalle quali il cacciatore può far uscire la canna del fucile e sparare. Intorno al capanno vengono costruite delle apposite strutture in legno con lo scopo di far posare gli uccelli attratti da bacche messe lì come esche, o dal canto di uccelli tenuti in misere gabbie poste sugli alberi.

Tra i tanti capanni, come se non bastasse, si intravede un roccolo: questa infernale struttura viene costruita utilizzando alberi in doppio filare posti a formare un semicerchio anch’esso rivolto verso valle. Lungo queste piante viene posizionata un’intelaiatura atta a reggere le reti stese per tutto il semicerchio. Quasi al centro di questa struttura, poco più arretrata, viene costruita una torretta, nascosta da erbe rampicanti o alberi addossati dalla quale il cacciatore può avere una vasta visuale e dominare l’area di cattura.

Dopo la prima settimana del campo antibracconaggio nelle valli bresciane, grazie anche al monitoraggio dei volontari L.A.C., col determinante sostegno delle forze preposte sono stati presi oltre 60 bracconieri (in aumento rispetto agli anni precedenti) molti dei quali anche cacciatori, sequestrate circa 100 trappole tra archetti, vischio e tagliole, moltissime reti da uccellagione e più di 200 uccelli tra beccofrusoni, crocieri, pettirossi e tordi tutti detenuti illegalmente e consegnati al Centro di recupero animali selvatici di Modena. Da notare l’elevato numero di bracconieri colti sul fatto rispetto al basso numero di strumenti di cattura scoperti, fenomeno questo che gratifica per tutti gli sforzi compiuti contro il massacro di animali.
 
Pubblicato da marco il 12/10/2008 alle 20:58:36, in anti caccia, letto 2359 volte

Colti da improvvisa e inspiegabile insonnia, una decina di antispecisti decide di alzarsi prima dell’alba per una passeggiata nelle colline e nei boschi dei Castelli romani. C’è chi però ci ha preceduto: in mezzo alla selva troviamo un’altra decina di strani individui, vestiti in mimetica e armati di fucile, tutti con il naso all’insù.

La prima impressione che ne abbiamo ricavato è stata quella di una recita teatrale in mezzo alla boscaglia (presumibilmente L’Idiota di Dostoevskij): abbiamo poi scoperto invece che questa decina di individui era dedita a un’insolita attività chiamata ‘caccia’. Ben contenti di aver trovato compagnia nella nostra uscita domenicale, abbiamo iniziato a dialogare con i presenti.

 

Due i momenti chiave della giornata: prima quando uno degli individui in mimetica si è lanciato in un’approfondita analisi dell’attuale situazione geopolitica mondiale concludendo con una soluzione geniale (un lampo di luce nell'ottenebrata mente di noi comuni uomini della strada): “Indu sto paese ce vorebbe Musssssolini!”; poi il toccante racconto dell’incidente di caccia occorso allo zio di un altro di loro, purtroppo tragicamente deceduto “sott’a li mia occhi!!!”.

Con nostro sommo dispiacere, dopo un proficuo e costruttivo scambio di idee, i nostri interlocutori hanno deciso di andarsene, borbottando insulti e minacce che però, siamo sicuri, non erano certamente rivolti a noi. Siamo così rimasti da soli a goderci il bosco e gli uccellini. Tuttavia un interrogativo è rimasto senza risposta: ma a cosa servivano quei fucili?


 
Pubblicato da chiara il 11/10/2008 alle 19:47:50, in anti caccia, letto 1232 volte

 

‘Na mattina
Un pettirosso ancora mezzo addormentato
Sentì n’amico suo che stornellava,
cantava e strillava a perdifiato
“Quarcosa de strano avrà magnato…
‘Na bacca, n’erba strana
Oppure un fungo avvelenato…”
Pensò l’ucelletto stupefatto
Ner vedè er tordo che volava come un matto.
“Che t’è successo amico mio?
Te senti male?
Si c’hai bisogno, una che conosco io
Te porta in frett’e furia all’ospedale.”
“Ma quale male!?” disse er tordo
“Quale malee!?Anzi!
D’esse stato così bene in vita mia numme ricordo.
E’ inutile pure
Che te racconto quer che m’è accaduto,
Tanto numme credi
E passo pè cornuto”
L’amico incuriosito sul ramo si posò,
Gonfiò le piume rosse
E poi s’accovacciò.
“Mo m’hai incuriosito! Dai, racconta!
E nun te lo fa chiede n’artra vorta!”
“E va bene” disse l’amico
“Ma tu devi promette
De crede a quello che te dico!”
“Prometto.” j’arispose “Anzi giuro!
De la parola mia poi sta sicuro.”
“Datosi che oggi ‘nse sparava
E potevo cercamme ‘na compagna
So ito a fa na bella passeggiata
Proprio in cima in cima a ‘na montagna.
Dopo circa n’ora che volavo
Cominciai a sentì na certa fame
E decisi de cercamme mpò de cibo
In un posto ‘do non c’era manco ‘n cane.
Così, nascosta tra le fratte
Legata tra dù siepi ben potate
Ce stava piazzata na gran rete
Dove le zampe mie se so ‘ncastrate.
Più cercavo de scastramme
E più la rete ar collo me stringeva
Era tanta la fretta a liberamme
Da nun accorgeme
Ch’er filo sempre più s’entorcinava.
Quanno vidi 4 umani avvicinasse
Quatti quatti come fossero pantere
M’aresi quasi subito a la morte
Recitando le mie urtime preghiere.
Uno m’acchiappa con 'na mano
Mentre n’artro tajava la retaccia
N’artro ancora riprendeva questa scena
L’urtimo me scioje e me sfilaccia.
Numme chiede come né perché
Adesso me ritrovo sano e salvo
A raccontà sta storia pure a te
“’Nte chiedo niente” disse l’altro che rideva
“E sai perché?
Perché la stessa cosa
E’ successa l’artroieri pure a me!”

 

 
Pubblicato da mukawama il 11/10/2008 alle 11:08:38, in anti caccia, letto 27074 volte


notizia girata dall'ELP

In Germania, un cacciatore di 71 anni è morto dopo essere stato attaccato da un cinghiale mercoledì scorso. Dopo essere stato ferito da una pallottola, il cinghiale è fuggito in un campo di grano, dove è stato inseguito dal cacciatore. Il cinchiale si è vendicato attaccando il cacciatore, che è deceduto. Purtroppo pure il cinghiale è morto.

Notizia originale: Sadly the boar in this report died but it went out fighting..... http://www.evana.org/index.php?id=37987�©=de (in German) A 71-year old hunter died after the attack by a wild pig last Wednesday evening. The boar was shot and wounded and when the hunters chased him into a corn field, the boar counter-attacked (and died later).
 
Pubblicato da marco il 09/10/2008 alle 15:58:20, in anti caccia, letto 1742 volte

Dopo la proficua uscita di sabato, domenica 12 ottobre è l'occasione ideale per una sveglia collettiva prima dell'alba e una passeggiata nelle campagne romane infestate dalla presenza dell'homo fucilans. Da buoni amanti della biodiversità il nostro compito è quello di disinfestare questi ambienti dalla presenza di tali, perniciosi soggetti. Segni di riconoscimento: fucile in bella vista, vestiti mimetici o tendenti al verde-grigio latrina, andatura barcollante, eloquio sconnesso, grammatica e sintassi non pervenute.

 

La passeggiata è pacifica, ironica, legale e... ovviamente disarmata.

 

Ecco il resoconto del primo DISTURBO VENATORIO http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=642

 
Pubblicato da Piero il 05/10/2008 alle 09:21:15, in anti caccia, letto 2765 volte
CAMPO ANTI BRACCONAGGIO TRA I MONTI DELLA PROVINCIA DI BRESCIA. Ottobre 2008.
Anche quest'anno si svolgerà il campo di contrasto alla caccia e al bracconaggio. Grande numero di volontari da tutta europa per bonificare le aree da micidiali archetti/trappole per piccoli uccelli, reti da uccellaggione, fucilate.


FIACCOLATA CONTRO GLI SPARI SUI VALICHI ALPINI E A TUTELA DEI PICCOLI
UCCELLI MIGRATORI
Domenica 12 ottobre 2008 in Località COLLE S. ZENO – Provincia di Brescia

Ore 7- 8: alle prime luci dell’alba partirà il corteo che si snoderà lungo
la cresta di Colle S. Zeno accompagnato da una marcia funebre scandita da
fucilate. (le fiaccole saranno fornite dalla LAC)
Seconda parte
Ore 8-12: presidio di Colle S. Zeno

La manifestazione è organizzata dalla LAC per protestare contro:
- la Provincia di Brescia che non ha recepito pienamente la sentenza del TAR della LOMBARDIA del 2007.
Infatti avrebbe dovuto sancire il divieto di caccia in otto siti interessati al passaggio del flusso migratorio dell’avifauna.
Quest’ anno a Foppella di Colle S. Zeno è stata istituita una piccola zona con divieto di caccia in forma vagante, ma non quella da appostamento fisso. Una minuscola enclave circondata dai capanni.
- la Regione Lombardia che, per la stagione venatoria 2008/2009 , ha approvato una legge per la caccia in deroga a specie protette: fringuello, peppola e storno, in numero superiore a quello della scorsa stagione e per
un periodo molto ampio, dall’apertura della caccia al 31 dicembre.
E questo nonostante la Corte Costituzionale abbia dichiarato l’illegittimità costituzionale della legge quadro della Regione Lombardia sul prelievo in deroga di uccelli protetti.
Inoltre la Regione Lombardia è oggetto di una procedura d’infrazione, n.2131 del 2006, da parte della Commissione Europea per violazione alla Direttiva uccelli 79/409/CE.
Punti di ritrovo:
- per chi parte da Milano: ore 5 Via Andrea Costa ang. Via Ricordi (zona Loreto)
- ore 6.15 all’uscita del casello autostradale di Ospitaletto, lungo l’autostrada «A4».
MA POTETE COMUNQUE UNIRVI A NOI ARRIVANDO IN ZONA CON I VOSTRI MEZZI A QUALSIASI ORA, CALCOLANDO CHE IL PRESIDIO DURERA’ FINO ALLE 12 E CHE DA MILANO CI VOGLIONO CIRCA DUE ORE

Come arrivare a Colle S.Zeno dall’ uscita autostradale di Ospitaletto seguire le indicazioni per Iseo e la Val Camonica, a Pisogne lasciare la superstrada e seguire le frecce (a destra) per Colle S. Zeno

Per informazioni:
LAC - Via Solari 40, 20144 Milano, tel. 0247711806, Email:
info@abolizionecaccia.it
 
Pubblicato da marco il 04/10/2008 alle 20:35:00, in anti caccia, letto 7095 volte


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Primi di ottobre, tempo di quaglie. Sedici attivisti tornano all'alba in quella zona di litorale romano frequentato ormai da anni. In questo enorme campo decine e decine di cacciatori presenti. Con almeno venticinque di loro abbiamo preso contatto: parlando, deridendoli, ridicolizzandoli, ostacolando la loro mira con la semplice frapposizione dei nostri corpi, li abbiamo convinti ad abbandonare il campo. Un altro paio di decine hanno preferito andarsene spontaneamente, facendoci risparmiare tempo e fiato. Risultato: pochissimi spari di fucile.

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Anche stavolta come nelle occasioni passate abbiamo incontrato tutto il campionario possibile di questa strana e nociva (sotto)specie umana: il vecchietto apparentemente bonario, il padre di famiglia con annessa prole a seguito, il cacciatore cordialone e quello minaccioso, e per ultimo l'immancabile tamarro che tra insulti, minacce verbali e fucili puntati addosso pensa di spaventarci.

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Di contorno le solite frasi surreali: dal "ti aspetto fuori!!!" da regolamento dei conti da scuola media al devoto "la caccia è un diritto dell'uomo, c'è scritto nella Bibbia". Nel frattempo alcuni di noi si sono preoccupati di non lasciare soli nemmeno i pescatori presenti a qualche centinaio di metri in riva al mare (da disturbo venatorio a disturbo "pescatorio"): chissà perchè nell'immaginario dell'uomo comune la caccia è un'attività esecrabile, la pesca no. A noi invece è ben chiaro che si tratta di due attività identiche: brutale e vigliacco assassinio di animali liberi.

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Tra pochi giorni si replica: ribadiamo, anche di fronte alle voci di un'imminente cambiamento in peggio della legge quadro 157/92 (allungamento della stagione di caccia da agosto a febbraio, inserimento nel carniere di specie tutelate come i fringuelli e i cormorani etc.etc.), la necessità di combattere l'attività venatoria e rispondere alla predazione umana con una pacifica occupazione/liberazione del territorio dalla molesta presenza dei cacciatori. Ci auguriamo che analoghe attività di disturbo venatorio, legali e pacifiche, si diffondano sempre di più in Italia.

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Pubblicato da marco il 01/10/2008 alle 13:28:21, in anti caccia, letto 1424 volte

 

SABATO 4 OTTOBRE

 

Non si cacciano animali ma umanoidi assassini; non si usano armi ma ironia, sberleffo e rumore. Si avvicinano i cacciatori all'opera, si parla loro, si fa rumore, li si prende per i fondelli finché non si allontanano senza aver ucciso nessun animale.

 

Il disturbo venatorio è legale, pacifico, rumoroso (portate fischietti se ne avete). Sveglia all'alba, incontro in una zona da decidere e poi azione di disturbo venatorio in campagna. Più siamo meglio è, perché si salvano più animali e perché è una vera occasione di confronto con i nostri "nemici", ovvero con coloro che uccidono animali.

 
Pubblicato da Lidio il 24/09/2008 alle 21:29:56, in anti caccia, letto 1550 volte

Domenica 28 settembre inizia la stagione venatoria al contrario.

Non si cacciano animali ma umanoidi assassini; non si usano armi ma
ironia, sberleffo e rumore. Si avvicinano i cacciatori all'opera, gli
si parla, si fa rumore, li si prende per i fondelli finché non si
allontanano senza aver ucciso nessun animale.

Il disturbo venatorio è legale, pacifico, rumoroso (portate fischietti
se ne avete). Sveglia all'alba, incontro in una zona da decidere e poi
azione di disturbo venatorio in campagna.

Più siamo meglio è, perché si salvano più animali e perché è una vera
occasione di confronto con i nostri "nemici", ovvero con coloro che
uccidono animali.

Per informazioni e adesioni contattare Marco: marceri2001@yahoo.it - 340.7427859
 
Pubblicato da Lidio il 19/09/2008 alle 11:22:10, in anti caccia, letto 2327 volte
Bird protection camp in September 2008
CABS are sending 24 Bird Guards to Malta

Valetta/Berlin/Rome. As in the last years the Committee Against Bird Slaughter (CABS) will again be sending its ‘Bird Guards’ to Malta in September in order to monitor illegal hunting hot-spots and to record bird migration data.

According to the CABS press officer Axel Hirschfeld, 24 CABS activists will be conducting operations by day and night in the time-frame 13th to 28th September. Their mission is to record numbers of migrating birds and to report breaches of hunting regulations to the Maltese police HQ. In this respect, CABS welcomes the Maltese government’s decision to ban hunting after 15:00 hrs in the period 15th to 30th September. Heinz Schwarze, President of CABS, praises the government for this restriction: “This ruling is extremely important and led to a marked decrease of illegal bird shooting last year”. The CABS conservationists reckon that their presence on the ground in large numbers, equipped with video cameras and high quality optics, will further reduce the mortality rate of protected species such as Honey Buzzards, harriers and falcons.
The CABS team members will be clearly distinguishable from ‘normal’ tourists by their jackets and T-shirts with ‘CABS Bird Guard’ printed in bold yellow letters on the back. In addition to their monitoring and recording operations by day, additional patrols will be mounted at night to locate illegal Quail and Turtle Dove electronic decoy devices. Last year more than 300 such devices, including cables, car batteries, timers and loudspeakers were located and reported to the Maltese police.

The operation will be organised and conducted in close cooperation with the Maltese branch of the International Animal Rescue (Hamrun) and are financed exclusively by donations from German foundations and individuals. The participants are ornithologists from Germany, Hawaii (USA), Italy, Poland and the UK. They include conservationists from the German federal of Brandenburg who are involved with the protection of the small surviving Lesser Spotted Eagle population there, the plight of which was highlighted by the shooting down of the young eagle Sigmar over Malta last autumn. In order to ensure the best possible cooperation with BirdLife Malta, operations will be coordinated on a daily basis through exchange of information on the location and tasks of field teams. A daily operational blog with photos and information from the bird camp will be online from 14 September at www.komitee.de
 
Pubblicato da Piero il 09/09/2008 alle 18:29:09, in anti caccia, letto 3099 volte
In difesa degli animali massacrati e dei cittadini minacciati dalla presenza dei cacciatori.

SABATO 20 SETTEMBRE

Ritrovo a Vicenza alle ore 14:30 in Campo Marzio, a 150 metri dalla stazione ferroviaria - zona piazzale Moresco La manifestazione pacifica e non violenta si snoderà lungo le vie del centro di una delle città più filo-venatorie d'Italia. In una provincia simbolo dove i cacciatori la fanno da padrone, violando costantemente le leggi a tutela degli animali e minacciando i cittadini. Fin dal mattino sarà allestito un tavolo informativo delle associazioni.

DOMENICA 21 SETTEMBRE
Passeggiata nella campagne vicentine
Ci incontreremo all'alba nei pressi di Vicenza e, con pentole, tamburi, fischietti, trombe e qualsiasi altro oggetto che produce rumore, parteciperemo ad una passeggiata a favore della tutela degli animali e della sicurezza dei cittadini. Le nostre note aiuteranno gli animali a starsene distanti dalle doppiette, salvando loro la vita in un tripudio di note anticaccia! Le indicazioni precise saranno fornite nel corso della manifestazione di Sabato.

Fonte: LAC www.abolizionecaccia.it
 
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