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Vaccinare un animale "domestico": è necessario?
 Sempre, bisogna pensare all'individuo di cui ci prendiamo cura
 Solo per i cuccioli, sono troppo deboli e senza intervento esterno rischiano di morire. Da adulti se la cavano
 Mai, i vaccini sono testati su molti altri animali e per salvarne uno se ne condannano molti altri
 No, non servono anche perchè la natura deve fare il suo corso
 Non so, non escludo la vaccinazione ma valuto di volta in volta

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Pubblicato da Piero il 16/03/2009 alle 22:44:40, in Veg(A)Roma, letto 1753 volte
 
Pubblicato da Piero il 09/03/2009 alle 11:54:04, in Notizie sparse, letto 11696 volte

Testato sugli animali, il vaccino non è innocuo
Papilloma virus, decine di casi di reazioni gravi. L'appello dei ricercatori
 
Il papilloma virus umano è molto diffuso: ne esistono oltre cento sierotipi, ma di questi solo alcuni sono capaci di provocare alterazioni della mucosa dell'utero che possono portare al tumore.


Cercare una cura per eliminare il papilloma virus, e quindi per evitare che molte donne contraggano un tumore all'utero, è sicuramente un'iniziativa condivisibile.
La strada per il momento percorsa è stata la creazione di un vaccino che naturalmente, come tutti gli altri, è stato sperimentato sugli animali, giudicato efficace e sicuro e quindi commercializzato e somministrato, soprattutto alle ragazze di 12 anni.
Se andiamo a visitare i siti dove si parla della vaccinazione, possiamo leggere come sia sicura e in grado di provocare rarissimi effetti collaterali di scarsa importanza.

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Tuttavia, nonostante questo idillico quadro che ci testimonierebbe dell'eccellente risultato ottenuto anche grazie agli animali vivisezionati, nei giorni scorsi è stata diffusa la notizia che in Spagna, in base ai dati del Sistema di Farmacovigilanza, dall'inizio della campagna di vaccinazioni contro il papilloma virus umano fino allo scorso 10 febbraio, sono stati almeno 120 i casi di adolescenti con possibili reazioni avverse al vaccino, dei quali 45 considerate gravi.
Sette delle giovani in questione sono state ricoverate, cinque con convulsioni, mentre un terzo del totale ha riportato problemi neurologici come nausea, sincopi o perdita di conoscenza. Curiosamente, fonti del Ministero della Sanità assicurano, invece, che si sono registrati solo cinque casi di possibili effetti avversi al vaccino.

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Se però abbiamo la pazienza di cercare in giro per il mondo quelle informazioni, che i cultori della vivisezione non amano sentire, possiamo trovare che negli Usa il Washington Time riporta 20 Stati nei quali si sono verificate reazioni avverse che vanno dalla perdita di coscienza al collasso e 13 casi di Guillame-Barré; il National Vaccine Information Center segnala 5 casi di morte, 51 di invalidità e 1358 ricoverate d'urgenza, L'Emea (European Medicines Agency) ha comunicato che due giovani donne sono morte improvvisamente dopo aver ricevuto la vaccinazione contro il papilloma virus. Una delle morti è avvenuta in Austria e l'altra in Germania. La causa dei decessi non è stata identificata, ma queste due morti fanno seguito al decesso di altre tre ragazze di 12, 19 e 22 anni, avvenute negli Stati Uniti, alcuni giorni dopo la somministrazione del vaccino.

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Per questo motivo è stato lanciato nel mondo un appello da parte di oltre 4mila ricercatori spagnoli, di cui il primo firmatario è Alvarez-Dardet, direttore del Journal of Epidemiology and Community Health , per una moratoria delle vaccinazioni contro il papilloma virus, sicurissime negli animali, ma evidentemente non negli esseri umani.
L'opinione pubblica è da sempre sottoposta ad una costante cattiva informazione riguardante gli esperimenti sugli animali. Quanti sono favorevoli a questo tipo di ricerche condizionano sistematicamente le persone a ritenere gli animali da laboratorio indispensabili per il progresso scientifico.

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Il campo dove è impiegato il maggior numero di animali è proprio quello dei test per i farmaci e i vaccini. Gli studi sugli animali dovrebbero stabilire se le sostanze in fase sperimentale sono terapeutiche, ossia in grado di guarire la malattia per la quale saranno impiegate e innocue, ossia non provocheranno gravi effetti collaterali. Così periodicamente i mezzi di comunicazione di massa sparano in prima pagina gli eccezionali risultati ottenuti nei laboratori di vivisezione, ma sistematicamente tralasciano di informare la gente tutte quelle volte, e sono l'assoluta maggioranza, nelle quali la somministrazione di queste sostanze innocue per gli animali si dimostrano poi tossiche o, nel migliore dei casi, inutili negli esseri umani.

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Intervista di Stefano Cagno su Liberazione Animale

 
Pubblicato da Piero il 05/03/2009 alle 19:45:52, in anti caccia, letto 2694 volte

Circolano in varie liste messaggi di forte perplessità sui vari appelli nel web contro la deregulation in preparazione al Senato in materia di caccia; normalmente sono messaggi di ingenui che consultano sul sito del Senato singoli testi di specifiche modifiche e che non vi ritrovano proposte come:

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- caccia da parte dei sedicenni,

- l'abolizione dell'obbligo per le regioni di disciplinare la tassidermia,

- cancellazione dell’interesse nazionale per la tutela della fauna, 

- scomparsa della definizione di specie superprotette,

- liberalizzazione dei richiami vivi, 

- sostituzione dell’ex INFS con istituti regionali, 

- caccia in deroga nei parchi, piombo nichelato nelle zone umide, 

- sostanziale cancellazione degli ATC, 

- ritorno all’uso degli animali come zimbelli,

- caccia in presenza di neve e ghiaccio,

- riduzione della vigilanza venatoria, 

- liberalizzazione totale dell’attività venatoria nelle aziende private

eccetera.

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Chiariamo che la proposta di cui parliamo è scaricabile qui.

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Purtroppo molti "scettici" non conoscono l'iter di formazione delle leggi in Italia.
Varie singole proposte di legge su uno stesso tema  vengono assegnate alla commissione parlamentare competente (nel nostro caso, per la caccia, la XIII commissione ambiente del Senato stesso ). Viene incaricato un relatore di preparare un TESTO BASE UNIFICATO delle varie p.d.l., su cui si confrontano i rappresentanti dei gruppi parlamentari in commissione e il cui risultato viene prima votato in Commissione e poi trasmesso all'Aula nella sua interezza.
Al momento siamo ancora nella fase di stesura/rimaneggiamento del testo unificato delle varie proposte peggiorative. Avendo il relatore designato, senatore Franco Orsi, anticipato i contenuti della stessa ai siti web delle associazioni venatorie, l'allarme preventivo è partito da subito, anche se il testo di cui al link qui sopra ad oggi non è ancora ufficialmente inserito nel sito internet del Senato.

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Chiaramente nell'appello di varie Associazioni ambientaliste non si sono potuti toccare approfonditamente tutti i punti peggiorativi, ma è in preparazione una guida ragionata verrà messa sul sito www.abolizionecaccia.it e sul sito www.tutelafauna.it quando il testo anticipato dal relatore sarà ufficialmente all'ordine del giorno. I tempi non saranno lunghi, purtroppo.
 

 
Pubblicato da chiara il 05/03/2009 alle 10:02:09, in romantispecismo, letto 1329 volte

Si torna a manifestare in via Cola di rienzo, già teatro di decine di presidi in due anni, contro la moda cruenta di MaxmaraFashionGroup e la sanguinaria industria della pelliccia.

Per tutt* le/gli attivist* roman* (e non) l'appuntamento è in Via Cola di Rienzo n°275 dalle ore 16.30 alle ore 19.30 (zona piazza Risorgimento - metro A Ottaviano)

 
Pubblicato da marco il 03/03/2009 alle 17:44:36, in Notizie sparse, letto 1409 volte
Il 7 marzo 2009 la Clean Clothes Campaign (CCC) insieme al sindacato turco Deri Is organizzeranno una giornata di mobilitazione internazionale nei confronti di PRADA per denunciare la situazione di continua repressione del diritto dei lavoratori e delle lavoratrici della DESA, sua azienda fornitrice, ad organizzarsi in un sindacato libero.

Le mobilitazioni avverranno contemporaneamente a Milano, Londra, Parigi, Madrid e Istanbul. Maggiori info su: www.abitipuliti.org

44 persone della DESA, azienda turca che produce prodotti di lusso per il mercato europeo, sono state licenziate dopo essersi iscritte al sindacato DERI IS per cambiare le proprie condizioni di lavoro in fabbrica, dati i bassissimi salari, gli orari di lavoro eccessivi e le precarie condizioni di igiene come l�assenza di servizi igienici e di acqua potabile.

Avere un sindacato è un diritto non un lusso e i lavoratori hanno diritto ad un salario dignitoso.
PRADA e tutte le imprese committenti hanno la responsabilità di assicurarsi che i diritti dei lavoratori siano rispettati in tutta la filiera produttiva.

Per sensibilizzare l�opinione pubblica sul vero prezzo del lusso, la Campagna Abiti Puliti, sezione italiana della CCC, porterà in Italia una delegazione di sindacaliste turche composta da Emine Arslan e Nuran Gulenc, protagoniste della lotta che quasi un anno stanno conducendo insieme a molte altre donne e uomini della DESA per rivendicare il diritto fondamentale sancito dalle convenzioni internazionali alla libera associazione sindacale.

Per far notare quale sia il vero prezzo del lusso, sulla pelle degli umani come su quella degli animali, Abiti Puliti e Campagna AIP saranno insieme davanti al negozio PRADA di Milano anche contro le pellicce.
Prada si distingue infatti non solo per i casi citati di sfruttamento dei lavoratori, ma anche per un ruolo di spicco nell'utilizzo e nella promozione dei capi in pelliccia, derivanti dall'uccisione e lo scuoiamento di animali.

Prada è uno dei nomi italiani della moda che utilizza il maggior quantitativo di pelli di foca.
La caccia delle foche in Canada, che avviene ogni anno nel mese di marzo e che sta per cominciare nuovamente nei prossimi giorni, uccide 300.000 di questi splendidi animali.
La più grande strage di mammiferi marini nel mondo. Le distese di ghiaccio coperte dal sangue delle foche e le scene dei cacciatori con gli arpioni che li uccidono a colpi sulla testa sono state trasmesse da molte televisioni e non mancano ogni anno di fare scalpore e creare attenzione sulla moda delle pellicce, una vanità basata sulla sofferenza e di cui vogliamo denunciare la complicità di PRADA.
Appuntamento:

SABATO 7 MARZO - ORE 11.00
Davanti a PRADA, Corso Venezia 3, Milano
Nello stesso pomeriggio si svolgeranno anche due proteste davanti a negozi Max Mara nel centro di Milano:

Ore 15.00 davanti a Max&Co, Via Dante 7
Ore 17.00 davanti a Max Mara, Corso Genova 16
 
Pubblicato da Piero il 22/03/2019 alle 13:04:40, in Notizie sparse, letto 487 volte
- 5 marzo ore 13 staz. Cadorna
Gli animali sono oggetti, liberarli è una rapina...
Questa è la storia dell'incontro fra una cena e una persona.
L'11 ottobre 2007, sulla ghiacciaia del pam di via Olona di Milano, sotto gli occhi di tutti, qualcuno agonizzava. Agonizzava da giorni. Il corpo gelato, i sensi annebbiati dal freddo. Agonizzava senza sapere perchè. Agonizzava e aveva paura.
Sdraiata su una ghiacciaia, una cena conosceva il terrore, il dolore, la nostalgia... Quella cena, in silenzio, urlava... Quella cena che sognava il mare...
Un continuo rumore copriva quel grido silenzioso e disperato, rendendo quel qualcuno cena silenziosa.
Ma ascoltando per un attimo il silenzio, era impossibile sottrarsi alle urla inascoltate di una cena, che in silenzio piangeva.
Quel giorno, una cena e una persona si guardavano e si ascoltavano. E poi correvano, insieme, verso il sogno di chi era nato astice ed era stato trasformato in cena. Verso il sogno di chi, sognando, piangeva.
Ma una ragazza ora correva fuori da un supermercato con in mano una cena!
L'uomo saltava giù dal camion e bloccava quella ladra di cene costosissime. Chiamava la polizia, per fermare definitivamente quella criminale.
Quella sera, mentre una ladra veniva arrestata per rapina, una cena cuoceva...
In p.zza Cadorna, alle 13 di giovedì 5 marzo, in occasione dell'ultima udienza del processo per rapina, è stato organizzato un presidio, per urlare che un animale non è una cena e che una liberazione non è una rapina.
Intanto, nel tribunale dei minori di Milano, verrà letta la rivendicazione che incolliamo qui sotto.
Ognuno sarà il benvenuto, ma ci piacerebbe non avere sigle o bandiere, per dire ciò che profondamente sentiamo come persone.
LETTERA DI UN ASTICE AD UN GIUDICE
UNO DEI MILIONI... PROPRIO UNO... PROPRIO LUI...
Immaginate per un attimo di essere sdraiati in una scatola di vetro, a pancia in giù sul ghiaccio, con mani e piedi legati e un pezzo di nastro adesivo sulla bocca. E' ormai una giornata che siete in quella posizione, o forse cinque minuti, in effetti vi è difficile dirlo con precisione. siete legati in mezzo a centinaia di giganteschi pacchetti di tetrapack, sacchetti di plastica, bottiglie di lemonsoda, elastici e spazzole per capelli. centinaia di persone si muovono intorno a voi. vi guardano, ma sembrano non vedervi, prese a saltare da uno scaffale all'altro, come tutte spinte da uno stesso impulso perverso a voi sconosciuto. quante ore, o giorni, o minuti saranno passati? qualcuno si ferma, vi osserva, dice qualcosa in una lingua incomprensibile. un'altra voce risponde da dietro la vostra testa, che è ormai talmente infreddolita da non pensare nemmeno di poterla provare a girare. da quanti anni, o giorni, siete chiusi li dentro? ogni secondo dura un minuto, ogni minuto un'ora, mentre contate il tempo secondo dopo secondo, e ad ogni secondo vi chiedete quanti altri ne dovranno seguire. un guanto enorme si protende verso di voi, vi solleva. la prima voce parla un'altra volta e voi vi ritrovate di nuovo con la pancia sul ghiaccio. qualcuno di fianco a voi viene sollevato a sua volta e chiuso in un pacchetto di cellofan. due persone, mentre scelgono le patatine fritte nello scaffale vicino al vostro, guardano la scena come fosse la cosa più normale del mondo. tutti intorno a voi si comportano come se lo fosse.
Voi li guardate senza capirli e vi chiedete perché siete chiusi li dentro... e forse è un bene che di questa domanda non possiate conoscere la risposta...
io vivevo nel buco di uno scoglio, levigato dalle onde del mare (forse questa frase avrei dovuto interromperla a "io vivevo"). conoscevo perfettamente il mio fondale e sapevo che ogni onda avrebbe portato qualcosa di diverso e di nuovo. me ne stavo li, per giornate intere sulla mia roccia, a sentire il risucchio delle onde sul mio corpo immobile.
Non so come abbia fatto a ritrovarmi catapultato all'inferno, è stato un attimo, quello che mi ricordo è solo il fondo del mare, e poi decine, centinaia di pesci schiacciarsi e contorcersi sulla mia schiena e sotto la mia pancia. l'acqua che scendeva, sempre di più, trascinandoci verso il basso, lasciandoci soffocare sempre più schiacciati l'uno sopra l'altro in balia della forza di gravità, ammucchiati come una catasta di legna. avevo paura, non capivo. all'improvviso siamo precipitati su un piano duro e asciutto. vedevo tutti morire soffocati, in preda alle convulsioni.
Poi mi sono sentito sollevare, qualcosa di stretto e doloroso mi costringeva le chele. io non capivo, non sapevo cosa stesse succedendo, tutt'ora non so cosa sia successo ne cosa succeda. non so come ne perchè mi sia ritrovato all'inferno. il mio corpo è atrofizzato dal ghiaccio. fatico a muovere le zampe. un dolore costante e logorante mi stringe la testa e non mi lascia un solo istante di tregua. mi chiedo perchè, mi chiedo cosa sia il posto in cui mi trovo. dove sono le onde del mare? mi chiedo da quanto tempo mi trovo qui e quanto ancora ne dovrà passare. mi chiedo se sarà questo il posto in cui dovrò morire o cosa ancora mi aspetti. e intanto aspetto, aspetto rassegnato, secondo dopo secondo. conto il tempo, senza lasciar passare un solo secondo senza chiedermi come e perchè sia stato strappato al mio mare e se mai potrò rivederlo.
E grido in silenzio, perchè voi non la potete sentire la mia voce straziata. e imploro chi di voi ha un cuore di riportarmi a casa.
Un astice dei milioni... proprio uno... proprio io..
In questo processo ci sono due parti in causa: una si deve difendere dall'accusa di rapina, l'altra è quella che accusa. Ogni anno miglia di astici muoiono bolliti vivi, miliardi di animali vengono torturati uccisi per soddisfare il nostro palato. Al mondo esistono milioni di lager, in cui gli animali non sono che numeri, fatti nascere al solo scopo di essere sfruttati e uccisi, considerati alla stregua di macchine che convertono i mangimi in carne, latte, uova, pellicce, risultati di esperimenti.
Trovo ai limiti dell'assurdo che in questo processo sia io a trovarmi al banco degli imputati, per questo motivo ho voluto con la presente lettera chiamare a testimoniare la vera vittima di tutta la vicenda, l'unico testimone che credo meriti veramente di essere ascoltato. Purtroppo ho dovuto usare sentimenti, parole, sensazioni e pensieri umani per provare a rendere vagamente l'idea della profonda angoscia e del dolore provati dall'animale, e dell'insensatezza della diffusa convinzione che chi ne è responsabile sia nel giusto. E' evidente che si tratti di un espediente letterario e sono consapevole del fatto che l'astice non possa aver provato tali sensazioni così come descritte, ma era l'unico modo per rendere l'idea avvicinandosene il più possibile. So comunque di non essere riuscita nel mio scopo, tuttavia non avrei potuto in alcun modo farlo. Si tratta di situazioni che chi ha vissuto non potrà mai raccontare e da chi non sono state vissute non potranno mai essere comprese... mai sul serio... mai fino in fondo... Tuttavia è sufficiente guardare un animale negli occhi per capire che dietro ad ognuno di loro, così come ad ognuno di noi, si trova un intero mondo, un mondo che nessuno ha il diritto di distruggere deliberatamente.
Considero questo processo un'occasione per provare a dare voce a tutti coloro le cui grida straziate non fanno che rimbalzare contro un muro di silenzio. Ritengo necessario non rinnegare quelle che sono state le vere ragioni del mio gesto per fermarci tutti un attimo a riflettere su cose erroneamente date per scontate, io con voi.
Il grattacielo in cui viviamo, la cui cantina è un mattatoio e il cui tetto è una cattedrale, dalle finestre dei piani superiori assicura effettivamente una bella vista sul cielo stellato. Ed il tutto si regge su un pregiudizio, simile a quello razzista o sessista, il pregiudizio antropocentrico, che giustifica la diversa considerazione degli interessi su base di specie. La scala dei valori è stata completamente ribaltata, conformemente alle esigenze umane, fino al punto di attribuire diverso valore alla sofferenza a seconda del grado di "razionalità" di chi la prova, senza minimamente considerare il fatto che sentimenti e sensazioni come dolore, paura, istinto ed interesse alla sopravvivenza, terrore, percezione della vita e della morte, non sono affatto connessi alla "ragione", ma semmai alla sensibilità, propria degli altri animali così come dell'animale umano. A dire la verità, comunque, non è neanche propriamente la razionalità ad essere portata come principio discriminante, ma la mera appartenenza di specie.
Prendiamo in analisi il caso di un uomo portatore di un handicap tale da renderlo privo di capacità razionali, ma non di sensibilità. Ragionando in modo laico, coerentemente con l'assunto che la razionalità sia il principio che stabilisce il valore della vita, della morte e della sofferenza, l'individuo in questione dovrebbe essere considerato (e di conseguenza trattato) alla stregua di un animale-non-umano, ovvero come un potenziale mezzo che consenta ai cosiddetti "esseri razionali" di conseguire i propri fini. Il fatto che ciò (fortunatamente) non avvenga, rivela un'evidente contraddizione. L'opposta valutazione che spinge in un caso ad infliggere e nell'altro a evitare la sofferenza, non è forse il sintomo di un atteggiamento schizofrenico? Perché non si ha il coraggio di mettere in discussione i principi che lo ispirano, invece di elevarli a verità assolute e indiscutibili? Se lo si facesse, forse un gesto come il mio risulterebbe non solo comprensibile, ma addirittura doveroso ed inevitabile.
Io ho visto la sofferenza negli occhi di quegli animali, questo è stato il motore del mio gesto. La pietas, uno dei più nobili fra tutti i sentimenti. Ho portato una serie di ragioni perfettamente in grado di essere capite. Voi avete la facoltà di stabilire se restituire la dignità ad un essere senziente sia o meno un gesto criminale, ma prima che possiate decidere se volervi prendere questa responsabilità, voglio appellarmi al vostro buon senso, vorrei che voi provaste a chiedervi: siete fino in fondo sicuri di avere il diritto di farlo? E siete certi di poter soprassedere su quanto sopra detto? ...E Siete disposti a prendervi la responsabilità di riconoscere la tortura e di condannare la compassione e l'empatia?
 
Pubblicato da vegandalf il 27/02/2009 alle 15:53:43, in romantispecismo, letto 2283 volte

Dopo la partecipazione al corteo NO VAT di due settimane fa, nuovamente moss* dalla consapevolezza che lo sfruttamento animale trova ampie giustificazioni nel dominio delle religioni profondamente radicato nella cultura antropocentrica, questa domenica antispeciste e antispecisti provenienti da tutto il Lazio (e non solo) parteciperanno al CARNEVALONE LIBERATO, festa dell'autoliberazione di Poggio Mirteto dallo stato pontificio, con un banchetto informativo su veganismo, etica antispecista e liberazione animale, umana e della Terra.

Coglieremo l'occasione godereccia e mangereccia anche per una nuova distribuzione gratuita di cibo altrimenti sprecato dalla frenesia consumistica: torna FOOD NOT BOMBS a scuotere le coscienze e riempire (veganamente) le pance!


DOMENICA 1 MARZO dalle 11.00 alle 20.00
presso il CARNEVALONE LIBERATO
Poggio Mirteto (RI) - www.carnevalone.net


Fino alla liberazione animale,
antispeciste e antispecisti romane/i
romantispecismo@inventati.org

 
Pubblicato da Piero il 25/02/2009 alle 11:05:17, in anti caccia, letto 2097 volte

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GUARDA

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COSA

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SUCCEDE

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SULL'ISOLA...

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Cacciatore maltese con 2 Falchi di Palude, bloccato poco dopo.


Abbattimento rarissima Cicogna Nera(video Piero Liberati).


Aquila Minore uccisa a fucilate in pieno giorno.


Rinvenimento del cadavere di un Falco Pecchiaiolo, sparato.


Liberazione di 72 uccelli limicoli sequestrati.

 
Pubblicato da Lidio il 23/02/2009 alle 16:14:40, in VeganSoul, letto 2302 volte

QUINTO appuntamento VeganSoul, in collaborazione con Il Piccolo Popolo.

MILANO 27 FEBBRAIO 2009




La quinta edizione del VGS vede la partecipazione attiva del Piccolo Popolo, che ha proposto il Target della serata (Animal Liberation Rimini) alla luce della splendida attività da questi ultimi svolta in seguito al sequestro Guberti.

Il menu della serata:
Antipasti
Hummus delicato con cruditè
Carpaccio di melanzane
Primi
Gnocchetti sardi con fagioli bianchi e cavolo nero
Secondi
Umido di funghi saporito
Polenta
Contorni
Verza saltata con semi di girasole
Dolce
Crostate di frutta
 
Pubblicato da Piero il 23/02/2009 alle 12:03:43, in Notizie sparse, letto 2973 volte

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Ritorna a Firenze la mostra VIVERE VEGAN. Dal 27 febbraio al 1 marzo 2009, orario 10 – 18, alla Sala delle Vetrate in Piazza Madonna della Neve, ex Murate. Un evento all’interno del ciclo di attività “Se non ora quando".

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Appuntamenti con la sostenibilita’” promosse dallo Sportello EcoEquo del Comune di Firenze. Il 27 febbraio 2009 ore 18, inaugurazione con aperitivo.

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Ideata e realizzata da Progetto Vivere Vegan Onlus (www.viverevegan.org), la mostra, attraverso immagini fotografiche in grande formato, testi, video, e istallazioni multimediali ci porta nel mondo del veganismo per capire le motivazioni di questa scelta etica, e per conoscere più da vicino questo stile di vita cosi attuale e sempre più necessario per rispettare non solo gli animali, ma anche l’ambiente e le persone. Ma cosa vuol dire essere vegan? Chi segue questo stile di vita considera gli animali esseri sensibili con un loro
valore intrinseco e non semplici oggetti. I vegan non mangiano prodotti  di origine animale come carne, uova e latticini, non indossano pelle o lana, non usano prodotti sperimentati sugli animali. Non comprano animali e non li tengono in gabbia, non visitano zoo e acquari, non vanno al circo e agli spettacoli con l’impiego di animali. Evitano insomma tutto quello che comporta la morte e la sofferenza per gli animali.

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Così leggiamo in un primo testo introduttivo:
“Con questa mostra vogliamo illustrare, nel modo più delicato possibile, le sofferenze che infliggiamo agli animali ogni giorno, in ogni parte del mondo. Ma vogliamo sopratutto dare le informazioni giuste per poter intraprendere la scelta vegan, così semplice quanto efficace nell’ottenere risultati concreti per gli animali, ma non solo. Tutto è collegato. Il rispetto degli animali non può prescindere da quello per l’ambiente, per la propria salute e per i popoli che hanno bisogno di aiuto. Perchè c’è solo un modo per rispettare il mondo
dove viviamo ed è quello di rispettare tutti, senza distinzione di sesso, razza o specie".

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Ci emozioneremo vedendo i filmati e rifletteremo sui testi che accompagnano lo spettatore passo passo verso la conoscenza di questo stile di vita stimolante e sorprendente.

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Avremo poi modo di apprezzare le immagini delle campagne di Campagne Per Gli Animali (www.campagneperglianimali.org) e leggeremo citazioni di personaggi della storia che, ancora attuali, ci porteranno a scoprire un nuovo modo di vedere il nostro rapporto con gli animali. Per  tutta la durata della mostra sarà visibile il film Earthilings (Terrestri) diretto da Shaun Monson, narrato da Joaquin Phoenix, con le musiche originali di Moby. Il film è nella versione originale con sottotitoli in italiano. Una testimonianza forte che invitiamo tutti a vedere. Perché come ha detto Gandhi: “La verità non danneggia mai una causa giusta”.

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Scarica la cartolina

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Contatti:

Sportello EcoEquo tel 055 587706
sportelloecoequo@comune.fi.it
http://sportelloecoequo.comune.firenze.it

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Roberto Politi 055 620262 – 335 6177997
Progetto Vivere Vegan Onlus
info@viverevegan.org
www.viverevegan.org

 
Pubblicato da Leonora il 19/02/2009 alle 21:25:04, in Radio Polifemo, letto 3228 volte

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Il 17 novembre è partita Radio Polifemo, programma radiofonico di 15 minuti per parlare di questioni animali. A diffonderlo è Amisnet, agenzia di informazione sociale che pubblica on line sul proprio sito, da dove può essere ascoltato anche senza download, e distribuisce il programma a diverse radio italiane che lo trasmettono sulle loro frequenze.
 
Ogni settimana un tema e un'intervista a un esperto per cercare di immedesimarsi nel punto di vista degli animali non umani, coinvolti in quasi tutte le azioni umane e, quasi sempre, coinvolti loro malgrado.

Tutte le puntate sono ascoltabili on line sul sito dell'agenzia Amisnet. Il programma di Radio Polifemo viene gestito e curato da Leonora Pigliucci.

- Prima puntata; randagismo e canili lager: il paese che abbandona i cani.
- Seconda puntata; vivisezione: la U.E. vuole i metodi alternativi.
- Terza puntata; circo, quando lo sfruttamento fa spettacolo.

- Quarta puntata; la scelta vegan, portare in tavola la compassione.

- Quinta puntata; sicurezza alimentare e allevamenti: non solo diossina.

- Sesta puntata; caccia, troppi illeciti e poca sicurezza.

 
Nella prima puntata si parla di randagismo e canili lager. Ospite il presidente della Lav Gianluca Felicetti che spiega le ragioni storiche di una piaga tutta italiana, fa il punto sull'applicazione della legge 189/2004 sul maltrattamento degli animali, ipotizza soluzioni alternative alle gabbie per i cani liberi.

Il link alla prima puntata

Nella seconda puntata, andata in onda lunedi 24 novembre, è stato intervistato Giulio Tarro, virologo, noto per i numerosi studi con la sua equipe di ricercatori ideologicamente antivivisezionisti. Tarro è tra i responsabili del LIMAV. A seguire nella stessa intervista, l'esperienza di Sara D'angelo presidente di "Vita da Cani ONLUS" sul recupero degli animali usciti dal laboratorio.

Il link alla seconda puntata

Nella terza puntata, di lunedi 1 dicembre, si è parlato di "Circo, quando lo sfruttamento fa spettacolo", con Francesca Sorcinelli e Massimo Tettamanti.

Il link alla terza puntata

Nella quarta puntata, dell'8 dicembre, il tema era "La scelta vegan, portare in tavola la compassione" toccando aspetti salutistici, ecologisti e etici, discussi da Mario Tozzi del CNR, Vincenzino Siani docente universitario e Piero Liberati co-fondatore di ValleVegan.

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Il link alla quarta puntata

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Nella quinta puntata, Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano e Roberto Marchesini, veterinario e docente di zooantropologia e benessere animale presso l’Università di Milano, hanno trattato: "sicurezza alimentare e allevamenti: non solo diossina".

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Il link alla quinta puntata

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Nella sesta puntata, l'argomento è stato la "Caccia, troppi illeciti e poca sicurezza", con le esperienze di Catia Acquaviva responsabile anti-bracconaggio della LAC e Stefania Simoni cittadina di Pomezia.

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Il link alla sesta puntata

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A breve i prossimi argomenti...

 
Pubblicato da Piero il 18/02/2009 alle 10:38:42, in Veg(A)Roma, letto 1684 volte

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martedi 24 febbraio con Vegan Riot !!!

Cena di 8 portate più dolce & frappe presso l'associazione vegetariana La Mucca Pazza, via del giardino vecchio 2, Marino (RM) - a due km da Ciampino -

Selezioni musicali disco-trash, panze eticamente piene, maschera si... ma anche no. NO schermo, no partite!
15€ esclusi beveraggi, inclusa acqua fresca del sindaco e tessera dell'associazione.

Si consiglia la prenotazione Tel 06 9367484

WWW.VEGANRIOT.IT vecchiosaggiohc@hotmail.it

 

 
Pubblicato da Lidio il 15/02/2009 alle 14:30:51, in Notizie sparse, letto 1258 volte
Fonte: Corriere della Sera (.it)


Le nuove norme hanno il sostegno di Lav ed Enpa. Ma i circensi non ci stanno
«Basta soldi ai circhi che usano animali»
Giammanco, prima firmataria di una legge bipartisan: «Sì agli spettacoli, ma ad esibirsi siano solo persone»
ROMA - Cresce nel Paese l'avversione all'utilizzo degli animali all'interno di circhi e spettacoli viaggianti. E mentre alcuni sindaci hanno già provveduto ad emanare in proprio normative specifiche che vietano l'insediamento dei tendoni dei circensi nei propri territori qualora sia previsto l'utilizzo di animali in scena, è ora il Parlamento che sceglie di mettere mano alla materia con l'obiettivo di arrivare ad una progressiva, ma anche piuttosto rapida, scomparsa dei circhi equestri. Mai più imprese di domatori o parate di elefanti ballerini, dunque: il futuro del circo dovrà essere tutto nelle mani di clown, acrobati e trapezzisti.

NORME BIPARTISAN - E' la deputata del Pdl Gabriella Giammanco la capofila di questa mobilitazione di parlamentari che, provenienti da tutti gli schieramenti, stanno lavorando ad un progetto di legge che metta la parola fine alla presenza di bestie più o meno feroci nelle piste e nelle gabbie dei circhi italiani. A sostegno dell'iniziativa ci sono anche la Lega Antivivisezione e l'Ente nazionale per la protezione animali, che da tempo si battono per una evoluzione dell'arte circense che come già avviene in molti casi, l'esempio più eclatante è quello del Cirque du Soleil, riesce a ottenere un grande successo anche facendo a meno degli animali. Non a caso i presidenti delle due associazioni erano presenti alla Camera alla presentazione ufficiale delle nuove norme. E con loro anche due personaggi conosciuti al grande pubblico e da tempo impegnati sul fronte della tutela degli animali: Licia Colò e Giorgio Panariello.

CIRCHI SENZA ANIMALI - «Questa proposta non è contro gli spettacoli circensi - ha detto l'on. Giammanco -, ma oggi il circo sopravvive grazie allo Stato che lo finanzia e penso che proprio quest questa ragione etica debba rispettare gli animali e la loro natura». «Il circo senza animali - secondo la parlamentare - non solo è possibile ma è necessario per recuperare un rapporto tra uomo e natura, tra bambini e animali».. In base alla nuova normativa, il cui iter è al momento alle fasi iniziali (il testo è all'esame della commissione Cultura che sta provvedendo a recepire le norme analoghe contenute in altre proposte di legge già giacenti in Parlamento), le risorse del Fondo unico per lo spettacolo andranno solo ai circhi e agli spettacoli viaggianti che non utilizzano animali. Non solo: si prevede di vietare l'ingresso in Italia ai circhi stranieri che contemplano l'utilizzo di animali e si annuncia l'istituzione di una commissione presso il ministero dell'Ambiente, che si occupi di gestire la dismissione graduale degli animali già attualmente «in servizio» nei circhi, occupandosi di individuare le migliori sistemazioni alternative.

PANARIELLO E COLO' - «Finalmente si fa qualcosa - ha detto Panariello - e questo non sighificherà perdere lo spettacolo, basta appunto guardare al successo del Cirque du Soleil, che dimostra come si possa vivere di circo anche senza animali». «Ho avuto la fortuna di vedere gli animali in natura - ha detto invece Licia Colò - e anche se alcuni grandi circhi dicono che gli animali sono un bene prezioso, il fatto stesso di averli privati della libertà è sufficiente a farmi sostenere che non debbano essere impiegati».

LA POSIZIONE DEI CIRCENSI - E l'idea non sarebeb poi così lontana dal tradursi in realtà: «Il mondo del circo ha già compiuto il 90% del cammino in questa direzione» ha detto Antonio Buccioni, vicepresidente Agis. Tuttavia l'ente circhi continua a sostenere la bontà della presenza degli animali negli spettacoli e nel proprio sito Internet dedica un'apposita sezione alla questione, spiegando come le moderne tecniche di addestramento e le condizioni di vita degli animali utilizzati negli show siano orientate al loro benessere psico-fisico. Una tesi opposta a quella che ha ispirato la legge, richiamata anche nella premessa del provvedimento, dove si legge tra l'altro che l'uso di animali ha confinato i circhi «nel vicolo dell’anacronismo»: «Per la loro intera esistenza - è scritto nella pdl 1564 presentata alla Camera lo scorso 30 luglio - gli animali sono obbligati in angusti spazi, in molti casi con l’ausilio di mezzi coercitivi, quali le catene, tipici dei peggiori orrori della tortura. Da tale deplorevole situazione gli animali sono svincolati solo per eseguire a comando, spesso sotto il giogo della frusta, esercizi contrari alla loro natura. La violenza perpetrata nei confronti degli animali è continua, dalle condizioni di detenzione al trasporto in container per finire con l’addestramento finalizzato a soggiogare l’animale alla volontà dell’uomo». E ancora: «Per imparare gli esercizi dello spettacolo gli animali subiscono addestramenti basati su violenze fisiche e psichiche che mortificano la loro natura». Di qui la decisione di mettere in atto un forte deterrente, forse l'unico realmente efficace, alla continuazione di tali pratiche: il taglio dei contributi statali.

 
Pubblicato da vegandalf il 13/02/2009 alle 00:33:23, in romantispecismo, letto 1331 volte


Contro la sanguinaria industria della pelliccia, contro ogni sfruttamento di esseri senzienti, per la liberazione animale... questa settimana le attiviste e gli attivisti di romantispecismo torneranno nella via principale dello shopping romano, via del Corso, per urlare la propria indignazione al MaxMara Fashion Group e a tutti coloro che lucrano sulla morte e sulla sofferenza di animali innocenti.

DOMENICA 15 FEBBRAIO dalle 16.30
nei pressi di Marella, via del Corso 89/90
(largo dei Lombardi - metro A Spagna)

Invitiamo a partecipare tutte e tutti coloro che vogliono lottare insieme a noi contro la crudele vanità e la cruenta indifferenza che, nascoste dietro le luccicanti vetrine dei negozi di abbigliamento, mietono decine di milioni di vittime ogni anno!

Fino alla liberazione animale,
antispeciste e antispecisti romane/i
romantispecismo@inventati.org
 
Pubblicato da mukawama il 05/02/2009 alle 19:00:18, in Diario di ValleVegan, letto 3200 volte

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Confuse sono le presenze che vivono questi organi, piccole costruzioni simbiotiche dense di frenetico ritmo, una industria di materia organica, una macchina infernale artefice del dolore del quotidiano sopravvivere; una squallida merce priva di creazione. Si percepiscono come animali dotati della sublime consapevolezza, un bagliore di luce nell'oscurità dell'ignoto sperimentare, come fosse un giogo insopportabile quello del nascere. Da individui naturali figli dell'immensa potenzialità di un seme si sono fatti artisti della sofferenza, fabbri di catene e lame, oratori della cultura necrofila dominante, spiriti venduti alle comodità dell'oblio. Sono frammentarie le ispirazioni di questi macabri poeti invaghiti della morte, sono come marionette, caricature di quello che hanno fatto loro dimenticare con vigorosa convinzione e superbia. I desideri che coltivano nelle loro membra hanno il sapore della ruggine, metallo urlante che risponde alla volontà della mercanzia, colorata di orizzonti come le sfumature di un pozzo senza fondo.

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Hanno dato la morte alla nostra madre ed elevato all'Onnipotente l'immagine paterna del loro marcio ego, cieco e sordo alle grida dei loro fratelli e sorelle. Il dolore si fece nutrimento ed il sangue disinfettante degli impulsi, una falce affilata inquisitrice del naturale battere del cuore. Il loro muscolo rosso e putrefatto istiga all'indifferenza, alla cultura della Morte!

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Necrofagia, la religione delle civili fauci assassine! Necrofagia il sostentamento dell'umana depravazione! Necrofagia, amara perversione!

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Noel

 
Pubblicato da vegandalf il 05/02/2009 alle 01:41:31, in romantispecismo, letto 1919 volte


La campagna Attacca l'Industria della Pelliccia continua anche a Roma... l'ultimo weekend di "saldi mortali" della famiglia Maramotti verrà ancora una volta presidiato dalle attiviste e dagli attivisti di romantispecismo, che questa settimana denunceranno l'eleganza criminale del Max Mara Fashion Group:

SABATO 7 FEBBRAIO dalle 16.30 alle 19.30
Max Mara, via Cola di Rienzo n. 275 angolo via Silla
(zona piazza Risorgimento - metro A Ottaviano)

Prendi anche tu parte attiva al movimento di liberazione animale, fai sentire anche la tua voce in difesa delle decine di milioni di esseri senzienti rinchiusi negli allevamenti in attesa di essere scuoiati vivi per vacua vanità, stupido lusso e sporco profitto!

Fino alla liberazione animale,
antispeciste e antispecisti romane/i
romantispecismo@inventati.org
 
Pubblicato da Piero il 04/02/2009 alle 18:46:17, in Notizie sparse, letto 4425 volte

Il 3 febbraio '09 ho potuto constatare personalmente la situazione del canile di Cicerale (SA), da tempo denunciato dagli animalisti di zona. Mi trovavo con gli avvocati Cristina Salvucci, Eleonora Piraino e altre volontarie dell'ACL, il NAS Nucleo Anti Sofisticazioni, il Ministero della Salute. Intervenuti direttamente.

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Iniziamo a coordinarci per chiudere definitivamente le gabbie! Nessuna gestione, solo chiusura e soluzioni alternative. Ora occorre supporto volontario, anche da chi ruota intorno a Vallevegan, per le associazioni che monitorano i trasferimenti. A breve aggiornamenti.

 

 

Notizia riportata anche dal Corriere del Mezzogiorno.

Il sopralluogo: La delegata del sottosegretario Martini in visita alla struttura sequestrata dal Nas.
Ministero ordina: Cicerale è un lager, via i cani

CICERALE — «Il canile di Cicerale è una di quelle situazioni che, in un paese civile come l'Italia, non si possono assolutamente tollerare». La delegata del Ministero della Salute, Gaetana Ferri, non ha dubbi: «I cani - dice all'assemblea di sindaci, veterinari e comandanti di polizia municipale dei comuni convenzionati con il canile cilentano - non possono stare lì un minuto di più. Bisogna trovare una soluzione di emergenza, perché questa è un'emergenza». E quando parla, sottolinea di farlo a nome del sottosegretario alla Salute, Francesca Martini.
Il sopralluogo alla struttura sequestrata un mese fa dai Nas di Salerno e affidata in custodia giudiziale al servizio veterinario dell'Asl Sa3 è cominciato ieri di buon mattino. «Le condizioni igienico-sanitarie del canile non sono affatto buone. Ci sono cani non identificati e cani non sterilizzati. Gli animali non sono in condizione di restare lì, anche perché i comuni spendono soldi pubblici». E il suo appello è rivolto proprio ai sindaci dei 96 comuni convenzionati con la struttura definita dagli animalisti «un lager». «Mi rivolgo principalmente ai sindaci - incalza la dottoressa Ferri - perché sono loro i principali responsabili dei cani randagi presenti sui rispettivi territori: quando stipulate convenzioni con i canili assicuratevi che la struttura sia degna di mantenere gli animali in buone condizioni. Per quanto riguarda il Ministero, noi faremo ulteriori accertamenti sulla vicenda ». C'era anche il colonnello dei Nas Campania, Ernesto Di Gregorio, che, insieme al comando provinciale di Salerno, sta portando avanti le indagini sul canile. Il Comune di Campagna ha già offerto la propria disponibilità ad accogliere qualche centinaia di cani. Così come il Comune di Albanella, dove è disponibile una struttura ad hoc che, per entrare in funzione, ha bisogno solo del collaudo dell'Asl Sa3. Non è mancato qualche sindaco che ha storto il naso. Come il primo cittadino di Trentinara e il comandante dei vigili urbani di Vallo della Lucania che ha proposto la messa in sicurezza del canile con fondi regionali. A quel punto le associazioni animaliste sono insorte.
Angela Cappetta
Gaetana Ferri

 

 

Piero

 
Pubblicato da chiara il 02/02/2009 alle 08:40:22, in anti caccia, letto 1646 volte

 

Comunicato stampa

Il 31 gennaio è terminata la stagione di caccia.
Ecatombe anche di esseri umani per lo scarso rispetto delle norme di sicurezza
Il bracconaggio resta fuori controllo in diverse aree del Paese, mentre al Senato si prepara la grande deregulation.
37 morti e 73 feriti sono il corollario di una stagione venatoria ove il rispetto delle norme di sicurezza, oltre che della fauna protetta è ancora una chimera.
Al tramonto di sabato 31 gennaio si conclude la stagione di caccia 2008/09, iniziata a settembre.
I cacciatori italiani sono passati dai 2 milioni degli anni ’60 ai circa 700.000 di oggi, ed un’attività ormai oggetto del disprezzo della maggioranza degli Italiani, di scarso interesse per i giovani d’oggi, cerca di sopravvivere ai propri errori invocando assurde  deregulations , anziché concorrere alla salvaguardia del patrimonio faunistico e degli habitat.
I dati della stagione di caccia che volge alla fine attestano una sequenza impressionante di fatti di sangue o altri incidenti di caccia: 37 morti  e 73 feriti per episodi correlati all’impiego di armi da caccia o all’esercizio venatorio (circa la metà nel corso di battute di caccia al cinghiale). 2 morti e 6 feriti tra gente comune coinvolta ,anche se non stava praticando la caccia.
Anche l’alto numero di cacciatori colpiti da infarto nella zone di caccia, mentre vagavano con armi cariche, dimostra la frettolosità degli esami medici per il rinnovo delle licenze, e l’inadeguatezza del Decreto del Ministero Sanità del 28/4/1998 sui requisiti psicofisici per esercitare la caccia, che nulla prescrivono o vietano  in caso di malattie cardiovascolari.
L’insufficienza dell’attività di vigilanza non riesce ancora a contrastare alcune importanti sacche di bracconaggio, come nella provincia di Brescia, nei laghi costieri pugliesi, in Sardegna e nelle lagune venete, compreso in special modo il Delta del Po, nelle piccole isole tirreniche e siciliane, ove imperversano l’abbattimento di esemplari di specie protette, il mancato rispetto dei limiti di carniere, l’impiego di mezzi non consentiti (come trappole, lacci, uso di richiami acustici a funzionamento elettromagnetico).
Ancora inattuato dalle Regioni il divieto di impiego di pallini di piombo nella caccia in zone umide, previsto dalla legge 66/2006.
Sono sempre in corso due ulteriori procedure di infrazione comunitaria, avviate dalla Commissione UE, su violazioni da parte di 13 Regioni della Direttiva 79/409 CEE sulla protezione degli uccelli selvatici, per la caccia in deroga a specie protette (come fringuelli, peppole, passeri).
Nel frattempo in Commissione Territorio/Ambiente del Senato si sta elaborando il testo unificato di una decina di proposte di deregulation (quasi tutte del PDL), per aumentare i periodi di caccia, depenalizzare sia l’uccisione di specie protette, sia l’uso dei bocconi avvelenati e lo sparo dagli autoveicoli, e per incrementare la mobilità interregionale dei cacciatori di animali migratori.

Dal sito http://www.abolizionecaccia.it/

 
Pubblicato da vegandalf il 28/01/2009 alle 21:52:39, in romantispecismo, letto 1475 volte
Dopo tre settimane di trasferte in Emilia e Toscana, le attiviste e gli attivisti di romantispecismo tornano con un weekend di proteste e iniziative a Roma e a Caserta.

VENERDI' 30 GENNAIO
presidio Gateway to Hell presso Consolato del Nepal
presidio StopHLS presso promotori finanziari Barclays

SABATO 31 GENNAIO
presidio AIP presso punto vendita Marella di CASERTA
incontro di informazione antispecista con proiezione e dibattito

DOMENICA 1 FEBBRAIO presidio AIP presso Marella di ROMA



Si inizia venerdì con due presidi in adesione alle campagne Gateway to Hell e StopHLS: di mattina protesteremo contro l'esportazione di primati dagli allevamenti del Nepal ai laboratori di vivisezione negli Stati Uniti; di pomeriggio parteciperemo alla giornata nazionale di proteste presso Barclays, il maggior azionista di Huntingdon Life Sciences, per far sapere ai suoi promotori finanziari cosa pensiamo di chi detiene esseri senzienti per torturarli con crudeli esperimenti.

Sabato torneremo in Campania, in supporto alle/agli attivist* di Caserta Antispecista, per un presidio contro la sanguinaria industria della pelliccia presso uno dei punti vendita del MaxMara Fashion Group; nel pomeriggio parteciperemo a un'iniziativa di informazione antispecista, con proiezione di Earthlings, conferenza-dibattito su veganismo ed ecologia profonda (relatori Lidio Maresca e Andy De Paoli) e presentazione della campagna AIP.
Per informazioni caserta.antispecista@inventati.org, mentre come sempre chi volesse offrire o chiedere un passaggio per unirsi alla trasferta può scrivere a romantispecismo@inventati.org

Anche domenica ricorderemo alla famiglia Maramotti che vendere cadaveri di esseri senzienti spacciandoli per sfarzosi abiti non sarà più un buon affare. Denunceremo l'eleganza criminale del MaxMara Fashion Group nella più battuta strada dello shopping romano di lusso, via del Corso.

***

VENERDI' 30 GENNAIO a ROMA

presidio in adesione alla campagna Gateway to Hell
dalle 10.00 alle 13.00 presso Consolato del Nepal
p.le Medaglie d'Oro 20 (bus 913 da metro A Lepanto)
informazioni sulla campagna: www.gatewaytohell.net

presidio in adesione alla campagna StopHLS
dalle 16.00 alle 19.00 presso promotori finanziari Barclays
via Mario Bianchini 51/c (bus 797 da metro B EUR Fermi)
informazioni sulla campagna: www.stophls.net

***

SABATO 31 GENNAIO in trasferta a CASERTA

presidio in adesione alla campagna AIP contro MaxMara FG
dalle 10.00 alle 13.00 presso Marella, via Mazzini 18/22

incontro di informazione antispecista con proiezione e dibattito
dalle 18.00 alle 21.00 presso Jarmusch Club, via Cesare Battisti 72

proiezione di Earthlings, conferenza-dibattito su veganismo ed ecologia profonda (relatori Lidio Maresca e Andy De Paoli), presentazione della campagna Attacca l'Industria della Pelliccia

***

DOMENICA 1 FEBBRAIO a ROMA
presidio in adesione alla campagna AIP contro MaxMara FG
dalle 16.30 presso Marella, via del Corso 89/90 (l.go dei Lombardi)

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fino alla liberazione animale,
antispeciste e antispecisti romane/i
romantispecismo@inventati.org
 
Pubblicato da Piero il 21/01/2009 alle 18:39:38, in romantispecismo, letto 1711 volte

Resoconto AIP Road Trip Bologna 17.01.2009

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Quello di sabato per i negozi bolognesi di MaxMara e Max&Co è stato un pomeriggio che difficilmente riusciranno a dimenticare.

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La giornata doveva essere del tutto tranquilla, prevedendo due proteste in contemporanea davanti ai negozi di MaxMara in Via Rizzoli e Max&Co in Via Archiginnasio. Purtroppo, ancora una volta, il questore ha scelto di giocare sporco con noi, vietandoci di fatto i presidi e costringendoci invece ad un'assembramento sotto le due torri, a 200 metri dal negozio in Via Rizzoli e a quattro isolati da quello di Max&Co!

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La frustrazione per le ennesime proteste rovinate dalle assurde e ingiustificate prescrizioni imposteci, che di fatto annullano l'efficacia dei presidi, ha portato molte persone a scegliere di non piegarsi ancora una volta a questi "soprusi democratici" e a dare un segnale forte e chiaro della nostra determinazione sia alla questura, ma ancor più a MaxMara FG.

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Dopo un ora di protesta, dal nutrito gruppo di persone accorse (sicuramente piu di 50), un gruppetto si stacca e cerca di raggiungere le vetrine in Via Rizzoli di MaxMara, per inscenare una protesta pacifica ma non autorizzata. Ovvimanete subito interviene la polizia schierandosi davanti alle porte (bloccando l'entrata) e iniziando a spintonare e minacciare gli attivisti. Per un'oretta, schivando gli spintoni della polizia, spieghiamo attraverso i megafoni l'assurda situazione ai passanti e ribadiamo il motivo per cui da due mesi a questa parte presidiamo i negozi del gruppo MaxMaraFG.

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Nel frattempo, approfittando della confusione, due ragazze si allontanano dalla protesta e, senza dare nell'occhio, riescono a raggiungere il negozio MaxMara sito in Via Archiginnasio. Questo negozio non è mai stato oggetto di nostre proteste ed è probabilmente per questo che non era presidiato dalla polizia. Il gioco quindi risulta facile, le attiviste entrano e da sotto la giacca estraggono due tubi; pochi secondi e si allucchettano alla struttura dell'allarme anti-taccheggio, bloccando di fatto l'accesso al negozio.

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Digos e polizia, evidentemente impreparati, si trovano impacciati, cercano di tirare via le attiviste legate e in questo tentativo fanno cadere un manichino, rompendo una collana esposta. Nel frattempo accorrono altri attivisti, sia dal gruppo che continuava il presidio sotto le due torri, sia quelli che avevano dato vita alla protesta in Via Rizzoli. Anche qui si inscena una protesta che per mezz'ora, sempre schivando gli spintoni della polizia, fa rieccheggiare le responsabilità di MaxMara lungo tutti i portici di Via Archiginnasio.
Al negozio di MaxMara non rimane allora che abbassare le saracinesche mezz'ora prima della chiusura.

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A questo punto si scioglie pure la protesta sotto le due torri e tutti ci spostiamo sotto la questura ad attendere il rilascio delle due attiviste, trattenute per ben 2 ore dentro gli uffici.

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A giornata conclusa, ritrovandoci tutti alla serata benefit AIP organizzata al Lazzaretto, si tirano le somme di una giornata intensa. Sicuramente quello dato oggi è stato un segnale molto forte, che aiuterà i dirigenti a capire con chi hanno a che fare. Oltretutto, grazie anche al folto numero di persone accorse, sotto le due torri si è creata una protesta che ha avuto ampissima visibilià; mentre l'allucchettamento e le due proteste spontanee davanti ad entrabi i negozi di MaxMara ha sicuramento contribuito in modo significante a rovinare un affollato sabato di shopping.

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Alla famiglia Maramotti sia chiaro che le proteste non si fermano e che, dopo Milano e Bologna, deve attendersi sempre più allucchettamenti nei suoi negozi in tutt'Italia. Nè restrizioni, nè tanto meno sgambetti e manganellate, ci fermeranno e, anzi, qualora la questura decidesse di darci nuovamente prescrizioni ai nostri prossimi presidi, sa cosa deve aspettarsi.

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Tutto promette bene per il prossimo appuntamento nazionale AIP il 21 febbraio a Genova.

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Manteniamo alta la pressione!

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BOLOGNA VEGAN CREW

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Fonte CampagnaAIP

 
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