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Pubblicato da Piero il 23/04/2009 alle 22:52:03, in anti caccia, letto 5290 volte

[COMUNICATO] 23 aprile 09, Liberazione.it

Campo anti bracconaggio all’isola del Giglio: mille lacci rimossi in 10 giorni.
In trappola questa volta mettiamoci il bracconiere.


Tornano a casa stanchi, accaldati e sudati; aprono gli zaini e rovesciano sul pavimento centinaia di sottili ma robusti fili di ferro. E’ il bottino di giornata: una media di cento trappole al dì. Campo antibracconaggio all’isola del Giglio, lo organizzano la Lega Abolizione Caccia e una fondazione romana di nome ValleVegan. Il grosso dei partecipanti viene da Roma e dintorni, ma ci sono anche presenze dal nord Italia.

“Ci siamo fatti le ossa nell’isola di Ponza, sullo Stretto di Reggio Calabria, nel Bresciano, in Sardegna, a Malta e Cipro – mi spiega Piero – Tutte zone dove l’attività venatoria, legale ed illegale, è diffusa in modo sistematico. Ora da un paio di anni siamo anche qui”.

In un paradiso ecologico dove va di moda braccare senza sosta gli animali selvatici, soprattutto i conigli.

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La scusa è che i conigli rovinano le coltivazioni. Ma, in molti casi, sembra solo un pretesto: parecchi orti hanno recinzioni salde ed estese, scavate a terra. Difficile immaginare che un coniglio riesca a passare. “La realtà è che molte persone il coniglio lo cacciano per mangiarlo o rivenderlo ai ristoranti”. Le trappole sono semplici e micidiali al tempo stesso: posizionando legni e pietre il bracconiere costruisce fuori dagli orti o addirittura nella macchia mediterranea dei sentieri obbligati. Poi fissa un cappio di fil di ferro, il coniglio passa, infila la testa, il cappio si stringe e l’animale resta bloccato. Rimane lì per ore, giorni; muore di fame, di sete, di paura.

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In dieci giorni di campo la ventina circa di persone che si sono avvicendate hanno rimosso un migliaio di lacci e una decina di sep. Le sep servono a catturare gli uccelli, che sono in periodo di migrazione. Un meccanismo a scatto ancorato a terra, con un’esca ben visibile in mezzo (un insetto, un pezzo di frutta o pane): l’uccello scende per mangiare e le due estremità scattano. Se gli va bene, si rompe l’osso del collo e muore subito; se viene preso per le ali, rimane ad agonizzare.

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Trovati anche diversi appostamenti di caccia temporanei su suolo demaniale: la legge vuole che vengano rimossi dai cacciatori a fine giornata, ma qui preferiscono lasciarli e risparmiarsi la fatica. La stagione di caccia è chiusa, ma torneranno buoni a settembre. Quando trovano una zona interessante, si dividono e la battono. Chini sugli arbusti lavorano di pinze e mani per tagliare i fili o scioglierli dalle canne posizionate. Viene messo tutto negli zaini, poi si va avanti. Verso il prossimo laccio, verso il prossimo coniglio morto.

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E’ bracconaggio, è reato penale, è distruzione sistematica della fauna selvatica, un patrimonio dell’ambiente italiano. Raccolgo le confidenze di un isolano: “Anni fa andavano di notte a sparare ai conigli. Con il fucile e una torcia innestata. Poi le forze dell’ordine hanno fermato parecchia gente”. Meglio le trappole: più subdole, meno vistose e soprattutto meno rumorose. All’isola del Giglio c’è il coniglio selvatico, ma sono stati introdotti anche molti capi alloctoni per cacciarli. E la situazione è sfuggita di mano. La caccia come reale causa del problema e come presunta soluzione dello stesso: tragicomico paradosso italiano. Il caso limite nel nostro paese è quello dei cinghiali ungheresi, più grossi, robusti, voraci e prolifici dei nostrani. I cacciatori li hanno introdotti per diversificare il divertimento. Di fronte al danno ecologico provocato dai nuovi animali, il mondo venatorio invoca mano libera per ‘controllare’ la popolazione.

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I ragazzi percorrono l’isola a piedi, battendo i sentieri degli escursionisti o buttandosi nella macchia. Si impara presto a non cercare le trappole (spesso sottili e invisibili), ma l’impalcatura che serve a sorreggerle. Se c’è un bastone orizzontale a pochi centimetri dal suolo, è quasi sicuro che attaccato ci sia un laccio. O anche più di uno: è stato trovato un legno che aveva innestati fino a quindici cappi. Perlustrano radure e confini degli orti, senza mai entrare nella proprietà privata. Alcuni abitanti del posto non la prendono bene: i primi giorni qualche lugubre occhiata, poi un crescendo di insulti, minacce e anche aggressioni.

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Un ragazzo è stato assalito con un bastone da una persona lungo la strada asfaltata.

“Ma ci siamo abituati – spiega Piero – Se partecipi a un campo devi mettere in preventivo le aggressioni. L’importante è rimanere tranquilli e non rispondere alle provocazioni. E il lavoro non finisce oggi: documentiamo tutto per far sapere anche all’esterno cosa succede qui”.

 

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Liberazione Animale

pagina 16 su liberazione.it del 23/4/09

 
Pubblicato da Piero il 23/04/2009 alle 12:33:38, in anti caccia, letto 2100 volte
Voto bipartisan, governo favorevole. Federfauna contro il sottosegretario Brambilla
Caccia, nessun giorno in più per sparare
Bocciato alla Camera un articolo di legge che avrebbe consentito alle regioni di adottare deroghe al calendario
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MILANO - La commissione Agricoltura della Camera ha soppresso il comma della legge comunitaria che introduceva una deregolamentazione dell'attuale calendario venatorio, che avrebbe attribuito alle regioni la possibilità di superare i paletti imposti dalla attuale legge 157 sulla caccia. La commissione ha dato parere favorevole agli emendamenti soppressivi della norma introdotta al Senato, ma ha bocciato anche tutti gli emendamenti degli ambientalisti per introdurre ulteriori vincoli alle «doppiette». Il voto è stato di ampia maggioranza ed ha avuto il parere favorevole sia del governo che del relatore Isidoro Gottardo (Pdl).



«DANNEGGIA IL TURISMO» - A favore della sua approvazione si erano espressi diversi esponenti della maggioranza, tra cui il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Michela Vittoria Brambilla, che aveva spiegato che «allungare i tempi in cui è possibile cacciare fa male al turismo». «La mia posizione in qualità di responsabile delle politiche turistiche nazionali - ha spiegato il sottosegretario- è una posizione che intende preservare la tutela del nostro ambiente e della sua fauna, in quanto questa è una delle ricchezze italiane che costituisce una forte attrattiva nei confronti del turismo di tutto il mondo. Il doveroso obiettivo che mi devo proporre e che mi propongo è quello di promuovere il nostro turismo e quindi evitare che vi siano interventi normativi che vadano a modificare i costumi scoraggiando il turismo ambientale e paesaggistico». Non solo: «Considerando che i cacciatori hanno libero accesso a tutti i fondi eccetto quelli in cui è espressamente vietato - ha sottolineato la Brambilla -, è facile capire che se i turisti italiani e stranieri sapessero che in un parco o in un bosco possono incontrare qualcuno che con il fucile in mano è a caccia di qualche disperata bestiola, non sarebbero incentivati a venire in Italia. Senza contare che così si metterebbe in serio pericolo l'incolumitá anche di bambini e cittadini». «Personalmente - ha poi aggiunto -credo che la caccia andrebbe esclusivamente abolita sempre e comunque perchè non posso comprendere quale piacere possa esserci nel praticare un'attivitá che vede nel momento dell'uccisione di un animale il momento della gratificazione e del divertimento».

CHI ESULTA E CHI NO - Le associazioni ambientaliste esultano e parlano di «atto di responsabilità» e di una «frattura evitata» con l'Europa. «È una grande, straordinaria vittoria per la natura - commentano in una nota congiunta una ventina tra le più rappresentative di associazioni ambientaliste - perchè in tal modo si tutelano realmente quei periodi che risultano più delicati per gli uccelli selvatici, che sono la riproduzione in estate e la migrazione nel mese di febbraio e in primavera». Di tutt'altra opinione Federfauna, che se la prende soprattutto con il sottosegretario Brambilla, «colpevole» di avere auspicato una prossima abolizione della pratica venatoria: «Con quanti voti personali è stata eletta la Brambilla? Quanti sono in Italia i cacciatori e tutte le persone che gravitano attorno al settore? Cosa succederebbe se questi ultimi cominciassero a raccogliere le firme per abolire la Brambilla?».
 
Pubblicato da Piero il 23/04/2009 alle 00:17:25, in anti caccia, letto 2430 volte

Attivisti italiani LAC e ValleVegan parteciperanno alle azioni anti caccia a Malta, come partners del CABS Committee Against Bird Slaughter, Operations 2009.

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L'arcipelago Maltese é uno dei più importanti siti di riposo per gli uccelli migratori europei. Dopo un lungo volo sopra il Mediterraneo, falconidi, ardeidi e passeriformi fanno una pausa qui per recuperare e prepararsi per il seguito del loro volo. Spesso, quando le condizioni climatiche sono sfavorevoli, le isole rappresentano il solo rifugio per gli innumerevoli uccelli migratori nel loro lungo viaggio tra il Sud Europa e il Nord Africa.
Sfortunamente, questa oasi naturale e sicura é diventata una trappola mortale.
Persino nel loro avvicinarsi alle isole, gli stormi di migratori iniziano ad essere sotto il fuoco dei cacciatori. La legislazione maltese sulla caccia permette ancora di sparare ad anatre, smerghi ed oche in mare aperto da motoscafi. Gli stormi tornano indietro presi dal panico; ma il loro istinto naturale li costringe a volare di nuovo verso le isole. Quelli che sopravvivono al primo battesimo di fuoco sono quelli che probabilmente cadranno vittime dei 13000 cacciatori e uccellatori che li aspettano sulla terraferma. Le scogliere della costa sono ricoperte con appostamenti camuffati e, dietro questi, gli uccellatori attendono le specie legalmente cacciabili e non, in un labirinto sovrapposto di centinaia di reti da cattura.

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Il CABS con i partners internazionali (tra cui LAC e ValleVegan) é fermamente impegnato a porre fine all'uccisione e alla cattura degli uccelli migratori a Malta.

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"Miriamo ad ottenere ciò tramite i nostri campi di protezione dei migratori, programmi educativi e campagne di protesta, come pure il nostro supporto alle organizzazioni locali nostre alleate. Il nostro obiettivo primario é di sensibilizzare la Commissione Europea e i membri del Parlamento Europeo al problema, attraverso eventi informativi e un lavoro selettivo di lobby".

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CONTATTI E INFORMAZIONI

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Tutte le informazioni si trovano sui siti www.vallevegan.org , www.abolizionecaccia.it , www.komitee.de

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Video: http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=727

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email di riferimento in Italia: attivismo@vallevegan.org , laclatina@abolizionecaccia.it

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Aggiornamenti dal campo e resoconto finale verranno comunicati in seguito.

 
Pubblicato da Piero il 22/04/2009 alle 14:00:16, in Diario di ValleVegan, letto 5640 volte

"Tempi da Lupi" presenta:

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PROGETTO ATLANTIDE 

movimento vegan per l'estinzione del denaro


Il PROGETTO ATLANTIDE è finalizzato a creare una rete di persone che si aiutino tra di loro senza l'utilizzo del denaro ma usando il surplus.

Viviamo in un era di contraddizioni dove surplus e crisi economica coesistono, questo perchè i banchieri controllano la nostra economia attraverso la creazione del denaro che ha il solo fine di ridurre in schiavitù una nazione (attraverso il debito pubblico) e di ridurre il potere d'acquisto della carta moneta che teniamo in tasca.

Il progetto inizierà nel creare dei nodi in tutta Italia dove avere delle persone di riferimento, chi entra a far parte del gruppo giurerà fedeltà alla solidarietà.

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Come contribuire al progetto?

Donerai tutto ciò che ti avanza senza chiedere nulla in cambio. Se ti avanza della frutta, dei mobili, dei vestiti, ecc... potrai donarli a chi partecipa nel gruppo e abita dalle tue parti. In mancanza di qualunque bene è ancora più apprezzata la donazione di mano d'opera!

Ogni associato beneficerà del surplus del prossimo ma allo stesso tempo è chiamato a rendersi utile alla communità donando il proprio surplus.

ATTENZIONE: Il gruppo è aperto a tutti ma vi sono regole rigide da osservare specie in ambito ambientalistico, chiunque si farà carico di danni o violenze verso la natura sarà espulso dalla comunità, in tal caso perderà ogni diritto verso il surplus che egli stesso ha donato alla comunità.
NON VERRA' AMMESSA NESSUNA VIOLENZA VERSO ANIMALI
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Esempi di surplus da offrire:
- Cibo vegano;
- Capi d'abbigliamento;
- Oggetti d'arredo;
- Libri;
- Film;
- Prestazioni intellettuali (lezioni di matematica, fisica, biologia, arte, filosofia, narrativa, ecc...);
- Mano d'opera (traslochi, costruzioni edili, agricoltura, ecc...);
- Posto letto o comunque alloggio;
- Pranzi e cene vegane;
ecc...

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Contatti: urtica@hotmail.it

http://tempidalupi.splinder.com/

 

 

211-25296

 
Pubblicato da Piero il 18/04/2009 alle 22:47:30, in anti caccia, letto 3477 volte

[COMUNICATO] 18 aprile 2009 - Isola di Ponza, spari e trappole sulla via del "popolo migratore". Positivo intervento anti-bracconaggio  del Corpo Forestale su segnalazione della Lega Abolizione Caccia.

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Due bracconieri presi con le mani  nel sacco.... e, nel sacco:  tortore, che, attirate da richiami elettroacustici, venivano a decine ammazzate insieme ad altri esemplari di specie protette.
Dopo anni di presidi e denunce, sull'isola di Ponza  il 2008 era stato l'anno della svolta,  grazie alla presenza del nucleo operativo antibracconaggio del CFS: l'isola era tornata una sorta di oasi primaverile per l'avifauna e la minaccia del bracconaggio sembrava in parte debellata, perchè la presenza degli agenti  sull'isola aveva tenuto lontano il vergognoso fenomeno della caccia illegale, sia con  sparo che con trappole, in periodo di caccia chiusa.
Questo era il bellissimo risultato ottenuto sulla spinta dei campi anti-bracconaggio che da 15 anni si svolgevano sull'isola; i presidi dei volontari contro gli spari illegali e la rimozione di centinaia di piccole trappole avevano convinto tutti che una delle isole piu belle del Tirreno doveva essere tutelata e difesa dai dai cacciatori di frodo.

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Ma quest'anno purtroppo il Noa non è stato mandato a Ponza per mancanza di fondi, e il bracconaggio ha rialzato la testa, con nuove sparatorie nel mese di aprile da parte di alcuni sconsiderati residenti.
Ma un piccolo gruppo di volontari e guardie volontarie della LAC, senza farsi scoraggiare grazie all'esperienza maturata,  si è recato  sull'isola all'inizio di aprile, riscontrando tristemente  un aumento esponenziale di trappoline per uccelli insettivori  posizionate negli orti e, in soli 2 giorni di presenza sul territorio, ne hanno rimossse 150, rinvenendo decine di uccelli protetti morti.
Il ritrovato e' stato consegnato, con cartine dettagliate sui luoghi del rinvenimento, al CFS di Latina, che prontamente ha potuto organizzare un blitz a sorpresa, il che ha permesso ai Forestali di poter acciuffare - il 18 aprile - due cacciatori in attività di bracconaggio; ricordiamo che la caccia dall'inizio di febbraio è chiusa in tutta Italia ed è vietata proprio per tutelare i riproduttori e i giovani nati; la cosa ancor più vergognosa è che in quel momento erano presenti sulla Piana di Monte Incenso (luogo tristemente conosciuto dai volontari della LAC, più volte minacciati, anche con armi da fuoco) ben 7 cacciatori di frodo, che se la sono data a gambe levate.
La pattuglia del Nipaf del CFS coordinata da S. Giulivo con molta abilità ha potuto cogliere di sorpresa due bracconieri in possesso anche di richiami elettroacustici vietati.

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Il buon risultato operativo deve comunque far riflettere, poichè in queste due settimane al numero telefonico LAC sono state tante le denuncie di protesta, fatte anche da turisti e stranieri in villeggiatura a Ponza; spiace constatare come un'isola che vive sul turismo non sia in grado di tutelare la propria immagine, che ogni anno viene minacciata da loschi individui pronti solo a infrangere le leggi, beffando anche le forze presenti sul territorio e mettendo a rischio l'incolumità dei turisti che ignari visitano Ponza, gioiello naturalistico del Mediterraneo.
 

Lega Abolizione Caccia, Ufficio Stampa

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 www.abolizionecaccia.it

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(contatto: 338 8713534 )

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Pubblicato da Leonora il 17/04/2009 alle 20:19:40, in Notizie sparse, letto 1174 volte

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Lo sostenne l'Fbi negli anni 70 e oggi lo conferma il team del progetto "Link-Italia"

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«I serial killer sono bambini a cui non è stato detto mai che è sbagliato cavare gli occhi a un animale». A dirlo in termini lapidari fu Robert Ressler, investigatore e criminologo del Fbi che negli anni 70 coniò la definizione stessa di serial killer. Una lunga tradizione anglosassone di studi sul rapporto tra il maltrattamento sugli animali e il crimine violento, mai approfondita in Italia, è ora oggetto di riflessione del progetto Link-Italia, lanciato da un team formato da operatori sociali, psicologi, psichiatri e avvocati. L'obiettivo è in primis la raccolta di dati su un fenomeno di forte evidenza e gravità, ma scarsamente o per nulla valutato nelle azioni investigative e di prevenzione del crimine. Infatti laddove i dati sono stati raccolti, il maltrattamento di animali è apparso come un vero e proprio tirocinio di violenza contro le persone: più del 70% delle donne che hanno subito abusi domestici ha dichiarato che il marito aveva prima ferito o ucciso l'animale di casa, il 50% degli stupratori confessa di aver maltrattato animali durante l'adolescenza. Esistono anche luoghi, come Sidney, dove la polizia ha verificato negli anni che nella totalità degli omicidi a sfondo sessuale gli aggressori avessero avuto storia di maltrattamento di animali.

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«Eppure - è il commento di Francesca Sorcinelli, educatrice professionale e specializzanda in criminologia che coordina il progetto Link - si tratta di ricerche sinora solo retrospettive, svolte nei paesi anglosassoni, su un argomento che in Italia è quasi sconosciuto. Ma per chi lavora in questo settore il collegamento tra la violenza sull'animale, percepito come soggetto debole, e quella su donne e bambini è assolutamente evidente. Lo scopo del nostro lavoro è far capire l'importanza della risposta che il mondo adulto dà alle manifestazioni di violenza contro gli animali da parte degli adolescenti: bisogna rendersi conto che l'atteggiamento di indifferenza che comunemente si ha verso questo tipo di prevaricazioni non trasmette un messaggio di neutralità, ma viene invece percepito dal ragazzo come complice e giustificatorio. Ai suoi occhi, sono i soprusi in quanto tali ad essere legittimati. E da quel momento la possibilità dell'abuso rischierà di sofisticarsi e ampliarsi ai soggetti umani, fino a costituire una vera e propria abitudine alla violenza».

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Il neonato progetto Link ha una serie di proposte concrete in cantiere: innanzitutto la creazione di un database sulla base dei modelli americani, poi la pubblicazione del primo manuale di investigazione sul legame tra crudeltà su animali e crimine violento, l'attivazione di corsi di formazione per operatori che si occupano di violenza interpersonale, l'ampliamento del network, già attivo, di centri di recupero per animali scampati alla violenza in casa. Già sono stati formalizzati accordi di collaborazione tra gli operatori di Link-Italia e l'istituto di alta formazione in scienze criminologiche di Mantova, alcune aziende Asl, associazioni che operano nelle carceri e comunità per minori e tossicodipendenti.

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Nello stesso ambito sta lavorando anche il Cnr con una ricerca che vedrà la luce tra qualche mese per evidenziare il rapporto eventuale tra gli atti di bullismo e il maltrattamento degli animali. «Il discorso è molto ampio - spiega Camilla Pagani, ricercatrice dell'istituto di psicologia del Cnr e autrice dell'indagine - infatti non solo esercitare violenza e restare impuniti, ma anche assistere a certi spettacoli può rappresentare un serio pericolo per l'educazione dei più giovani. E' per questo che abbiamo analizzato anche il fenomeno del circo e come psicologi ci siamo espressi in favore di una legge che vieti l'utilizzo degli animali in qualsiasi tipo di spettacolo. Sotto il tendone essi vengono caricaturizzati e ridicolizzati per divertire. E non c'è niente di peggio dell'ilarità dei grandi verso un sopruso, che viene già percepito come tale anche in età giovanissima: può avere un effetto devastante nell'interpretazione del mondo di una psiche ancora in via di maturazione».

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Leonora Pigliucci
Fonte:
www.liberazione.it
09/04/2009

 
Pubblicato da Piero il 17/04/2009 alle 10:17:32, in Notizie sparse, letto 1798 volte

La legge in Croazia prevede che i cani randagi o vaganti vengano catturati e detenuti in una specie di canile sanitario per due mesi. Se in questi due mesi non vengono adottati vanno incontro alla soppressione. Molti di loro non sopravvivono alla cattura, in quanto viene fatta con lacci che spesso, a causa della brutalita` degli accalappiacani ne provocano la morte per soffocamento. Guardate questo video! Dal 1 gennaio 2009 la situazione e` drammaticamente peggiorata a Zagabria. Il comune ha stabilito che i cani dovevano essere tutti detenuti in un unico canile, il canile di Dumovac. Il canile e` stato realizzato nel 2000 (in realta` e` una stalla riadattata) senza un regolare permesso che ancora oggi non ha ottenuto. Il canile si trova a 500m dal crematorio Sevetski Kraljevac e a 30km dalla citta`, cosicche´nessuno viene a visitarlo. La capacita` del canile e` di 150 cani, il che risulta insufficiente rispetto al numero di cani abbandonati a Zagabria e alla normativa europea (un posto cane ogni 800 abitanti, secondo la quale a Zagabria dovrebbero esserci 1200 posti cane). Per quattro anni il canile non ha avuto i collegamenti all'acquadetto e tutt'oggi non ha : il riscaldamento (l'acqua delle ciotole ghiaccia d'inverno e i cani non riescono a bere), le fognature, l'ombra d'estate, uno spazio riservato alla quarantena di nuovi cani, un ambulatorio per cani feriti o malati, una sala operatoria, uno spazio riservato ai cuccioli come nemmeno box adeguati per i cani adulti. Nei box con gia` una decina di cani  vengono aggiunti i nuovi arrivati che spesso non sopravvivono in quanto vengono o divorati dai cani piu` grandi o non riescono a competere con gli altri e muoiono di fame visto che il cibo e` sempre pochissimo. Guardate anche quest'altro video! Nei primi sei mesi di attivita` del canile sono morti 93 cani  per motivi non identificati. Questi cani dovrebbero rimanere nel canile per due mesi dopo di che possono essere soppressi. Vista pero` la nuova situazione, ovvero che i 150 posti del canile sono sempre occupati i circa 1000 cani catturati all'anno vengono soppressi subito, lo stesso giorno della cattura. Questo impedisce alle associazioni di avere il tempo necessario per trovare una casa a tutti questi cani. La maggior parte delle associazioni si trova quindi impotente di fronte a questo massacro. Attualmente noi come gruppo non abbiamo la possibilita`, vista la distanza e i mezzi necessari, di intervenire. Vi preghiamo percio` di diffondere l'informazione per sensibilizzare piu` gente possibile. Noi continueremo a tenervi informati sulla situazione tentando di creare i mezzi di pressione perche´anche a livello internazionale si intervenga su questo. Le informazioni qui riportate sono tratte da siti croati (www.drugaprilika.com)

Gruppo "Un mondo sbagliato"
www.unmondosbagliato.wordpress.com 
unmondosbagliato@libero.it 

 
Pubblicato da vegandalf il 09/04/2009 alle 19:41:13, in Veg(A)Roma, letto 1911 volte

cuciniamoVEGANO
"4 incontribrevi"
per conoscere e gustare piatti vegan

8 aprile> insalata russa
22 aprile> hummus di ceci
6 maggio> quiche di tofu
20 maggio> dolcetti di tahin

dalle 20 alle 21 >>>a seguire come tutti i mercoledì cena BIOvegan...

"Mercoledì Vegan"
cena BIOvegana
Progetto nato nel 2006, che ha come obiettivo l'avvicinamento al mondo vegan, attraverso un menu completo, gustoso, nutriente e sano.
Si svolge tutti i mercoledì presso l'associazione culturale Laboratorio Sociale Autogestito 100celle
Viale della Primavera 319B - Centocelle - Roma.

Il costo è di 15euro con menu fisso dall'antipasto al dolce, vino incluso.
Per informazioni e prenotazioni: Cinzia 3494646081

cambiare i nostri consumi è cosa indispensabile. GoVEGAN per il pianeta tutto, nei suoi aspetti salutistici,etici,ecologici,sociali,econimici e politici.

 
Pubblicato da Piero il 07/04/2009 alle 23:34:46, in Diario di ValleVegan, letto 1993 volte

Car* utent*, il forum di ValleVegan è da questo momento ospitato sul sito www.antispecismo.net, una piattaforma per l'attivismo antispecista, con molte funzionalità e argomenti più vasti per tutti i nostri progetti e attività. Il nuovo banner vi accompagna.
Ci scusiamo per eventuali disagi, ma stiamo ultimando gli ultimi aggiustamenti tecnici, al fine di permettervi di utilizzare con semplicità il nuovo spazio.
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Per eventuali problemi di accesso o per avere maggiori informazioni, scriveteci a: admin@antispecismo.net
Saluti antispecisti da ValleVegan e ADA! 

 

La Mappa Vegana, i numerosi  siti che ruotano intorno al tema dell’antispecismo, le iniziative che si accavallano freneticamente, il nostro agire sempre più autonomo e in mille direzioni diverse, ma sempre in assoluta sintonia. Potevamo continuare a mantenere sparpagliati i “luoghi” telematici dove dibattere, confrontarsi, discutere?

La fusione fra il forum di ValleVegan e quello che nel frattempo si è andato formando fra gli animali della Tosca, Camùna e Aurora (e tutti gli altri), era nell’aria da tempo.

In queste pagine ritroverete le vecchie discussioni e le nuove. Un mix di argomenti che affrontano il perché delle scelte di vita vegan e che stimoleranno, ne siamo certi, altre aperture. Tuttavia, insieme alle dissertazioni, genuine e autentiche, si avrà anche la sorpresa di scoprire che c’è qualcuno “che la pensa come te” e ci sarà – ce lo auguriamo – tanta partecipazione, tanta riflessione sull’obiettivo comune.

A che servirà tutto questo? A mettere in pratica ciò che riterremo giusto realizzare tutti insieme, dopo averne discusso intorno a un tavolo più grande, insieme a tanti amici.

Lidio Maresca - Piero Liberati


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Gruppo per la teoria e la pratica antispecista nel Lazio.
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La storia degli Animali dell'Aurora è appena cominciata e ci pare giusto fare un piccolo sunto di come il gruppo si sia formato e di come voglia evolvere.
Tutto nasce dall'esperienza degli Animali della Tosca, nati in Toscana nel novembre del 2006 dall'iniziativa di alcune persone che, ritrovatesi davanti ad una pizza veg, hanno scoperto di avere sogni e desideri comuni, gli stessi che intendiamo porre come base per gli AdA seguendo un iter che precedentemente ha portato nel marzo 2008 alla nascita degli Animali della Camùna, il gruppo lombardo.

La composizione dei gruppi è su base regionale, tutti in contatto tra loro attraverso l’uso ed il supporto di un unico forum informativo per poter permettere lo scambio di idee e progetti, l’organizzazione di eventi, lo sviluppo di progetti, e la realizzazione di materiale informativo, in collaborazione anche con chi è lontano.
Gli AdA hanno come scopo fondante la diffusione della teoria Antispecista attraverso metodi divulgativi quali ad esempio i banchetti informativi, ma che mirano all'apertura di discussioni in ambito scolastico (con progetti di assemblee e mostre nelle scuole e nelle università), e civile (partecipando a manifestazioni, sagre, convegni ed organizzando cene ed incontri conoscitivi). Il ripudio delle ideologie e delle pratiche di dominio che giustificano la sopraffazione di Umani ed altri Animali per qualsiasi scopo, sono la nostra ricerca ed essenza. Siamo contrari al consumo di carni e derivati di origine animale, contro l'ideologia nazi-fascista, contro l'appiattimento delle menti e lo sfruttamento degli esseri senzienti di qualsiasi specie, e della terra che di tutti i viventi è la madre e la culla. Per questa ragione gli AdA, come gli altri gruppi regionali, appoggiano le iniziative di protesta contro ogni pratica specista diretta ed indiretta, l'uso di pellicce, l'allevamento industriale, la caccia, il razzismo, il sessismo etc…
Se la diffusione dell'Antispecismo inizia ad evidenziarsi nella Capitale, non può dirsi lo stesso nelle altre zone della regione ed uno degli intenti degli AdA quindi, è proprio quello di parlare anche agli abitanti dei luoghi normalmente meno raggiungibili. Non dimentichiamo infatti che il Lazio non è solo Roma ma, al contrario, ha una propria identità spesso molto diversa da quella della metropoli.
Consapevoli di quanto sia preziosa e faticosa la rivoluzione etica e culturale per le persone nate nel “sistema specista”, il nostro intento è quello di sostenere e partecipare ad un percorso di crescita etica che dal personale divenga collettivo, aiutandoci come singoli individui attraverso il rispetto e la solidarietà.
Gli AdA nascono dunque per unire la pratica alla teoria, portando avanti in parallelo le due metodologie di diffusione del pensiero che ci accomuna tutti, il riconoscimento del diritto essenziale ad una vita libera ed autodeterminata per tutti gli esseri senzienti, di qualsiasi specie.

Spazio fisico di appoggio per gli AdA è la ValleVegan, punto di riferimento e di discussione è il sito e forum degli Ad* Animali della Tosca, Camùna, Aurora
 
Pubblicato da Piero il 04/04/2009 alle 11:15:31, in Diario di ValleVegan, letto 3619 volte

Riportiamo questo testo tratto da una storia di salvataggio così come ce l'hanno raccontata Eleonora e Viviana. Parla del nostro nuovo ospite.

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Ciorretto, l'agnellino che potrà sopravvivere alla mattanza e augurare a tutti "Buona Pasqua" !!!
E ringrazia tutti i suoi fratelli buoni. Ecco la sua storia...

E' pasqua. Tempo di pace? No, di mattanza...

E questa è la storia di Ciorretto, un agnellino piccolo piccolo, appena 2 chili, che si è "parato" davanti all'auto di Eleonora, volontaria dell' Associazione P.AN.D.A., per chiedere di vivere, a costo di dover rinunciare alla sua mamma... Sì, perchè l'alternativa, restare nel gregge, in questi giorni di "festa" per gli umani, sarebbe stata per lui morte certa.

Così Eleonora se l'è trovato davanti, ritto sulle sue zampine da stambecco. Con lo sguardo di chi si regge sulle ultime forze e sta per cedere alla sfinimento.
Intorno nessuna traccia della mamma, nè del gregge. Era rimasto solo. L'ha raccolto e lui si è subito abbandonato a lei, chiudendo gli occhi, stanco, all'arrivare delle carezze.


Non stava bene, erano evidenti le tracce di un malessere che avrebbe presto concluso la sua breve vita.

Cosa fare? Bè, gli amici che stanno sulla tua stessa lunghezza d'onda, possono essere l'ancora di salvezza... Così, arrivate a casa, abbiamo chiamato Piero e Daniela, dell'Associazione Valle Vegan, che si sono subito resi disponibili ad accogliere Ciorretto nella loro valle della bontà!
Si trattava di superare la nottata... Ciorretto non stava bene. Gli occhietti spenti e ormai a fatica restava qualche secondo in piedi. E così Eleonora (che, oltre ad occuparsi dei cani e gatti ospiti della struttura P.AN.D.A., ha in cura continua, a casa, più di 15 vecchioni malati e malandati...) ha affrontato una vera nottata...

Non è stato facile trovare il modo di farlo mangiare. Con il biberon niente da fare, ma finalmente, dopo disperati tentativi, è riuscita a nutrirlo e poi una puntura di antibiotico, sperando il meglio. E Ciorretto si è "ringalluzzito" e si è presentato ai suoi fratelli di Valle Vegan, increduli che fosse ancora vivo, nella sua forma migliore!

Che dire. Grazie, grazie di esistere a tutti coloro che sanno cos'è l'amore e la compassione.


Piero e Daniela, di Valle Vegan, hanno detto che ci manderanno le foto di Ciorretto che cresce... e per tutti noi sarà la bandiera bianca e pura di un mondo che può essere migliore.

Un caro saluto animalista a tutti.

 
Pubblicato da Piero il 03/04/2009 alle 00:54:17, in anti caccia, letto 1931 volte

[COMUNICATO] Il primo ministro maltese applica il divieto di caccia primaverile su tutta l'isola!

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Attivisti di tutta Europa danno il benvenuto all’annuncio del Primo Ministro maltese dopo le tante battaglie vissute sul campo. Rispondendo  alle domande della TV nazionale, il Dr. Lawrence Gonzi ha dichiarato che non ci sarà nessuna caccia in primavera finchè la causa con la U.E. sarà aperta, al fine di non pregiudicare il caso davanti alla Corte di Giustizia Europea. La decisione del primo ministro dà la speranza che Malta stia cominciando ad agire seriamente per proteggere il patrimonio naturale che ha in comune con l'Unione Europea.

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La causa contro il governo maltese è portata avanti dalla Comunità Europea dal 2008, dope le cospicue documentazioni dei volontari di organizzazioni internazionali che denunciavano i massacri sull'isola di specie protette altrove. Anche volontari italiani hanno riportato testimonianze e video in cui venivano mostrati l'uso di reti a scatto e abbattimenti in primavera.

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Ora si attendono le risposte dei cacciatori maltesi, i quali hanno sempre cacciato indistintamente nella legalità e nell'illegalità. Testimonianze dirette dall'isola riportano già azioni di bracconaggio notturno e aggressioni alle forze di polizia locali. Il divieto non farà abbassare la guardia agli attivisti della LAC e di ValleVegan che prenderanno parte al campo internazionale primaverile tra pochi giorni.

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Foto: CABS e BirdLife

 
Pubblicato da Piero il 02/04/2009 alle 13:00:00, in Diario di ValleVegan, letto 2116 volte

Nella continua e costante crescita di qualità del nostro sito e del nostro gruppo, abbiamo deciso di arricchirci con la GUIDA ALL'AVIFAUNA, strumento utile per conoscere e quindi meglio liberare dagli abusi umani gli animali. Sfogliando la guida, osserverete tutte le particolarità degli uccelli vittime della caccia in Italia, potendo conoscerne le caratteristiche etologiche e morfologiche, ascoltare i canti e osservarne le foto prese direttamente dagli ambienti naturali, senza gabbie nè vetrate. Non è una guida "animalista propriamente detta" ma il carattere scientifico mostra tutti gli aspetti negativi della caccia, per avere un approccio non solo emotivo. La guida è stata pensata e prodotta dai nostri amici e compagni di campi Augusto Atturo e Daniele Colombo di Tutela Fauna. Speriamo che non debbano "compensarla ulteriormente" con altre specie, vista l'aria distruttiva che tira nel nostro paese. 

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Di seguito una breve introduzione degli autori, poi cliccate sulla finestra, visibile a destra nella nostra home page e... buona scoperta!

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...Troppe delle specie cacciabili versano in un cattivo stato di conservazione e un logico principio di prudenza vorrebbe che fossero tutelate per garantirne la sopravvivenza, già sufficientemente minacciata da altri problemi di ben più difficile soluzione. Non è pensabile che l'antistorico svago di poche persone possa mettere a repentaglio l'esistenza futura di alcune specie.

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Questa guida è stata realizzata da Tutelafauna, un sito Internet che dal 2005 si occupa di informazione relativa alla protezione della fauna, e da EBN Italia, l'associazione dei birdwatcher italiani. Il suo obiettivo è quello di far conoscere al grande pubblico le specie di uccelli cacciabili in Italia per capire quale straordinario patrimonio cada ogni anno sotto i colpi delle doppiette nostrane.

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Non è quindi una guida per esperti, ma un primo passo per familiarizzare con questa parte del mondo alato vittima delle fucilate: un mondo che merita di vivere ed essere protetto. Ma per proteggere occorre prima di tutto conoscere, e questo è lo scopo di questa guida....

 
Pubblicato da Piero il 30/03/2009 alle 13:05:27, in Veg(A)Roma, letto 2958 volte

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Pasqua con i tuoi… Pasquetta vegan fuori porta con Vegan Riot !!!
Lunedi 13 aprile dalle ore 13.00 presso l’associazione La Mucca Pazza, via giardino vecchio 2, Marino (RM)
Pranzo luculliano di tot portate fino a provocare grosse complicazioni alla vostra digestione.
Per prenotazioni:
vecchiosaggiohc@hotmail.it          TEL: 06 93 67 484
a scanso di equivoci: non verranno prese in considerazioni adesioni tramite myspace o facebook.

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www.veganriot.it

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dettagli più avanti!

 
Pubblicato da Piero il 26/03/2009 alle 15:25:43, in romantispecismo, letto 1637 volte

ATTENZIONE: APPUNTAMENTO RIMANDATO!!!
seguirà comunicazione con data e luogo della prossima distribuzione

Cominciamo subito con  l'annuncio della  prossima iniziativa Food Not Bombs a Roma!!
Domenica 29 Marzo saremo presenti alla Pineta Sacchetti, vicino alla circonvallazione Cornelia, capolinea di molti autobus e fermata Cornelia della metro A. Se volete partecipare, cosa che speriamo, mandateci una mail e segnalateci la vostra disponibiltà. Potete aiutarci recuperando del cibo da mercati e negozi, cucinarlo e/o venire a servirlo ai senzatetto che sopravvivono in zona. Stiamo inoltre raccogliendo bicchieri, posate e piatti in materiale lavabile da utilizzare nelle distribuzioni. Anche un solo piatto può essere utile!

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Per ogni informazione, non esitate a scriverci : roma-fnb-crew@autistici.org o chiamateci al numero 3934145150

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a presto!!!
Roma FNB crew


Un po' di storia....

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(Fonte sito FNB internazionale) "Food not Bombs" (Cibo, non Bombe) è una delle organizzazioni rivoluzionarie in più rapida crescita attiva oggi in Nord America e stà prendendo piede in molte parti del mondo. Esistono oltre 175 gruppi autonomi che condividono cibo vegetariano con le persone affamate e contestano la guerra e la povertà in America, Europa, Asia e Australia. Il primo gruppo si è costituito a Cambridge, Massachussets nel 1980 da un gruppo di attivisti antinucleari. Food not Bombs è un'organizzazione tutta di volontari dedicata alla non-violenza. Food not Bombs non ha leader riconosciuti, e lotta per includere tutti nel suoi processi decisionali. Ogni gruppo recupera cibo che sarebbe altrimenti buttato e prepara piatti freddi e caldi vegetariani che distribuisce nei parchi cittadini a tutti senza restrizione. Piatti vegetariani vengono inoltre distribuiti liberamente alle manifestazioni e in altri eventi. I membri del gruppo di San Francisco sono stati arrestati più di 1000 volte nel tentativo di zittire la protesta contro le politiche che colpiscono i senza casa. La polizia di Houston (TX) sta inoltre cercando di impedire la distribuzione attraverso l'uso capzioso dei permessi comunali. Amnesty
International ha definito gli imprigionati "Prisoners of Conscience" e sta lavorando per un rilascio  incondizionato. Food not Bombs agisce spesso in coalizione con "Earth First!", con Il Comitato in difesa di
Leonard Peltier, con "Anarchist Black Cross", con l' Industrial Workers of World, con "Homes Not Jails", con "Anti Racist Action" ,con "In Defense of Animals", con il movimento delle Free Radio, e con
tutte le organizzazioni in prima linea per il progresso e il cambiamento sociale. Un collettivo pubblica un bollettino per tutta l'organizzazione chiamato " A Food Not Bombs Menu" Esiste qualcosa di analogo anche in Germania. FnB di Burlington (VT) pubblica inoltre un indispensabile guida "Conflitto e consenso" per i gruppi organizzati democraticamente.

 
Pubblicato da Piero il 25/03/2009 alle 23:54:08, in Notizie sparse, letto 1165 volte

Manifestazione a Roma, venerdì 27 dalle 16 alle 19 davanti a Montecitorio per chiedere al Governo misure urgenti.


Manifestazione a Milano, domenica 29 marzo ore 13.30 piazza del Duomo angolo via Mercanti. Da li' partira' un corteo che arrivera' in piazza Castello.

 

In questo articolo intendiamo sostenere e diffondere le proteste per il massacro dei cani in Sicilia e in tutta Italia, apportando un contributo antispecista con la diffusione di un testo prelevato da antispecismo.net, progetto in cui collaboriamo pienamente. A seguire, il documento delle associazioni firmatarie e aderenti diffuso da A.C.L. e altre (vedere lista al link).

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Secondo un copione ormai ben noto, la crisi economica e politica viene fatta pagare ai più deboli, individuando di volta in volta i colpevoli più adatti a distogliere l’attenzione dalle contraddizioni e dalle ingiustizie più gravi del sistema e ad indirizzare la rabbia verso obiettivi incapaci di difendere la propria vita e la propria dignità: un giorno gli immigrati reclusi nei lager di stato (CPT, CIE, …), poi i rom trattati “come cani”, e oggi i cani trattati come rom…
Nell’incontrollabile pogrom scatenato da politici senza scrupoli contro i cani siciliani e di tutto il meridione, non possiamo fare a meno di gridare a favore delle vittime di una lunga storia fatta di urbanizzazione “selvaggia”, di stravolgimento degli habitat di tante specie colpevoli solo di non essere umane, di randagismo e fame, di compravendita di animali “d’affezione” trattati come merci, di maltrattamenti e violenze inaudite, di disinteresse e complicità nelle sottrazioni di fondi per le sterilizzazioni e l’accoglienza da parte degli amministratori locali e nazionali, e infine di istigazione all’odio, alla violenza cieca su chi non può lamentarsi. Non è forse un caso che, insieme alle centinaia di vittime fra i cani siciliani, abbia fatto le spese di questa assurda situazione proprio un bambino…

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Non possiamo tacere il fatto che, fra le cause della tragedia, ci sia un sistema che permette e incentiva la vendita degli animali, educando adulti e bambini a considerare un essere senziente come oggetto da comprare, ostentare e magari abbandonare quando “ci si stufa”; un sistema che incoraggia allevatori senza scrupoli a far riprodurre cani di razza per il proprio profitto mentre migliaia di esseri languono nei canili in attesa di essere adottati, accolti e considerati come soggetti unici, di instaurare una relazione all’insegna della cura, dell’amore reciproco e della gratuità.

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Per comprendere meglio che cosa stia accadendo, riportiamo un recente comunicato redatto dal gruppo “Un Mondo Sbagliato”

In Italia sono 600.000 i cani abbandonati di cui solo un terzo si trova in un canile , di questo un terzo moltissimi sono rinchiusi in canili lager, strutture fatiscenti che violano ogni diritto degli animali. Ma questo e' un grosso affare per chi gestisce questi canili e per le amministrazioni compiacenti. Piu' cani ospita uno di questi lager piu' sono i finanziamenti che riceve che certamente non vanno agli animali , impossibile ovviamente che le amministrazioni e le ASL non vedano tutto questo. Tutti tacciono spartendosi il bottino perche´ gli interessi economici di questa forma di zoomafia sono veramente alti. Si stima che attorno al randagismo ci sia un giro d’affari intorno ai 500 milioni di euro in cui sono coinvolti privati che gestiscono le strutture, trafficanti, malavitosi e soprattutto politici corotti, senza i quali tutto questo non sarebbe possibile...
E' inevitabile che da queste violenze sugli animali e dal degrado scaturiscano degli incidenti piu' o meno gravi.
E allora scatta la tormenta mediatica: cani pericolosi, lutti cittadini, tutti pronti ad intervenire contro i cani, tutti si svegliano , proposte d’abbattimento, liste nere di cani, leggi approvate sull’onda della psicosi collettiva e ….
L’assurdita' e' che in questi casi la gente sembra riscoprire una paura atavica per gli animali, nessuno si indegna per le condizioni di quei poveri cani o attacca chi come le amministrazioni locali ha lucrato sulla pelle di questi animali, tutti chiedono provvedimenti speciali, tolleranza zero verso le uniche vere vittime, i cani.
A guidare questo teatrino ovviamente ci sono gli stessi politici ed amministratori che hanno lucrato o taciuto sul degrado in cui versavano questi animali.
Lo stesso avviene con gli animali nei circhi e negli zoo: appena si ribellano alle umiliazioni e ingiustizie che subiscono ogni giorno, uccidendo o ferendo i loro carnefici sono abbattuti con gran plauso della gente, nessuno attacca le condizioni innaturali e le torture che subiscono questi animali.
Solo durante questa stagione di caccia sono morte 39 persone e ne sono state ferite 76 ma nessuno si e’ scandalizzato o ha richiesto leggi piu’ severe per la caccia, anzi la nuova proposta di legge sulla caccia porta una totale deregolarizzazione dell’attivita' venatoria dando le armi anche ai minorenni. La caccia con le sue vittime di diverse specie non tocca la gente mentre per un bambino ucciso dagli interessi economi sul randagismo scoppia la la caccia alle streghe contro i cani.
La realta' e' che a politici locali e nazionali servono questi incidenti, serve la paura della gente, serve un capro espiatorio per nascondere i reali problemi e imposizioni che subiamo chini ogni giorno.
I telegiornali continuano a bombardarci con le immagini dei cani morsicatori mentre si tace sulle centrali nucleari, sulla devastazione ambientale, sugli interressi economici delle grandi opere del governo e di forti interessi economici. Noi continueremo a schierarci con i cani e con ogni animale sfruttato, unica vittima e capro espiatorio di questa vicenda.

 

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DOCUMENTO

MANIFESTAZIONE 27 MARZO 2009 – ROMA
 


Clicca sulla LISTA ASSOCIAZIONI ADERENTI


- esprimono cordoglio per la morte del piccolo Giuseppe Brafa di Scicli (Ragusa) e partecipazione al dolore delle altre vittime di aggressione da parte di branchi di cani della zona;

- offrono il proprio sostegno alla linea di rispetto della legalità adottata dal Sottosegretario alla Salute On. Francesca Martini e a cui si sono richiamati anche altri esponenti di Governo;

- chiedono di porre fine al clima persecutorio nei confronti degli animali randagi - talvolta esteso anche ai volontari che cercano di sfamarli -, stimolato spesso dalle dichiarazioni di giornali ed esponenti politici che istigano alla violenza e alla soppressione indiscriminata. 


Ricordano che la legislazione nazionale contiene già norme atte ad evitare fatti come quelli accaduti:


l’articolo 3 del D.P.R. 31 Marzo 1979 attribuisce ai Comuni la funzione dì vigilanza sull‘osservanza dei Regolamenti generali e locali relativi alla protezione degli animali e alla difesa del patrimonio zootecnico
 

il Decreto del Presidente della Repubblica n. 320/54 “Regolamento di Polizia Veterinaria” attribuisce al Sindaco, quale massima autorità sanitaria locale la responsabilità della vigilanza e della prevenzione igienico sanitaria sul territorio di propria competenza;
 

-  la Legge nazionale n. 281/91 “Tutela degli animali d’affezione e la prevenzione del randagismo” attribuisce al Comune competente, la responsabilità della gestione delle strutture di ricovero per animali pubbliche e degli animali randagi rinvenuti sul territorio;


- il combinato disposto dell’articolo 3 del D.P.R. del 1979, del D.P.R n. 320/54 e della L. 28/91, individua il Comune quale ente deputato alla vigilanza sul benessere degli animali e al mantenimento di tutti gli animali sequestrati sul territorio di propria competenza, risultando persona idonea anche ai sensi dell’articolo 120 c.p.p.;

 


 


VISTI:


- la Legge nazionale 281/91 ” legge quadro sul fenomeno del randagismo ”, le leggi sul benessere degli animali d’affezione, sul divieto del loro maltrattamento e in particolare la Legge n. 296/2006, l’art. 2 della Legge n. 244/2007 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”, art. 1 comma 831, che individua nella diminuzione degli animali presenti sul territorio, il principale strumento di contenimento del randagismo e di tutti i fenomeni speculativi ad esso connessi, nonché l’articolo 42 della Costituzione Italiana che individua la proprietà privata quale bene giuridicamente protetto nei limiti e in funzione del superiore interesse sociale;  


CONSIDERATO:


- che lo Stato ha erogato somme ingenti per il randagismo e ciononostante in molti Comuni, particolarmente del centro-sud, questo fenomeno continua ad essere difficilmente gestibile, con riflessi sulla sicurezza e l’igiene pubblica, mentre i volontari delle associazioni protezionistiche affrontano quotidianamente emergenze sul territorio con grande dispendio di risorse private;


- che nel solo canile municipale di Roma, viene censita una media annuale di cani in ingresso di 2.500 unità circa, a fronte delle uscite per adozioni annuali di 1.500 unità circa, situazione che negli anni ha comportato un esubero di circa 1.000 animali l’anno circa;


- che la pratica delle adozioni consapevoli promosse presso le strutture pubbliche, convenzionate e i rifugi privati favorisce la riduzione del problema degli abbandoni;


- che le adozioni presso le strutture convenzionate sono spesso ostacolate da difficoltà d’ingresso opposte alle associazioni di volontariato e da un ristretto orario di apertura al pubblico e che il numero delle adozioni di cani e gatti da parte dei privati nelle strutture in genere è comunque diminuito a causa della crisi economica;


- che le cucciolate di animali di proprietà e la vendita amatoriale e commerciale di cani o gatti, sono fenomeni praticati in maniera indiscriminata perseguendo finalità economiche e culturali individuali, senza alcuna considerazione per i principi prudenziali e di necessaria professionalità, individuati dalla normativa vigente per il contenimento del randagismo. Anche in considerazione del fatto che tali fenomeni sono considerati quali principali fonti di alimentazione del fenomeno del randagismo e della diminuzione delle adozioni presso i canili e rifugi;


- che risultano in forte crescita le richieste da parte dei privati cittadini di lasciare al canile, perché impossibilitati nelle spese veterinarie, cuccioli importati e comprati in negozi di animali della città, purtroppo affetti da malattie virali differenti da quelli presenti in Italia, ovvero fortemente invasive e particolarmente resistenti ai consueti medicinali;

 

 

RILEVATO:


- che il Comune di Roma e altri stanno esaurendo le risorse economiche e strutturali indispensabili ad assorbire tutti gli animali in previsione d’ingresso presso le strutture comunali e che l’amministrazione comunale competente per territorio, non può esimersi dalla ricezione di animali provenienti da sgomberi, sequestri, confische, incidenti, o cittadini impossibilitati dalla detenzione degli stessi per comprovata pericolosità; 


- che molti Comuni – alla ricerca di tariffe sempre più economiche – stipulano convenzioni con canili fuori Regione dove ai cani non viene assicurata la necessaria assistenza sanitaria né livelli di benessere accettabili né opportunità di adozione, e che tali convenzioni sono del tutto illegali, dato che la Circolare 14 maggio 2001, n. 5 Ministero della Sanità (Attuazione della legge 14 agosto 1991, n. 281 ), prevede la vicinanza geografica al Comune appaltante delle strutture private convenzionate per il ricovero di cani o gatti, per favorire i controlli, le adozioni e l’assistenza sanitaria;


- che gli strumenti ordinari preposti dalla normativa vigente al contenimento del fenomeno del randagismo hanno trovato scarsa diffusione fra la cittadinanza, contribuendo ad un’esasperazione del numero di animali randagi presenti sul territorio e a una non corretta sensibilizzazione dei cittadini;


- che le Associazioni protezionistiche sono spesso interpellate dai privati cittadini che chiedono tariffe più accessibili per la sterilizzazione dei loro animali d’affezione;


Le scriventi Associazioni – da anni impegnate ad arginare il fenomeno del randagismo, e fronteggiare le emergenze segnalate o derivanti spesso da privati cittadini -  si schierano a fianco del Sottosegretario alla Salute On. Francesca Martini nell’esigere il rispetto della legalità e chiedono che il Governo s’impegni ad adottare con urgenza le seguenti misure per una soluzione efficace dei problemi posti dal randagismo:


Avviare una campagna di sterilizzazione massiccia, con l’intervento di cliniche mobili nei territori a più elevato tasso di randagismo;
 

Prevedere tariffe agevolate per gli interventi di sterilizzazione effettuati dalle Asl o presso ambulatori privati convenzionati;
 

Vietare la riproduzione di animali d’affezione sul territorio nazionale, per cui - considerati i motivi esposti sopra - tutti gli animali d’affezione dei privati residenti in Italia e non riconosciuti come allevatori ai sensi di Legge, siano sterilizzati entro un anno, salvo problemi di salute dell’animale o età così avanzata tali da sconsigliare l’intervento. Chiunque, dopo tale termine sia rinvenuto in possesso di un cane o gatto fertile sia  considerato allevatore e sottoposto al pagamento di un contributo comunale annuo da definirsi per ogni animale fertile cucciolo nato.
 

Vietare la vendita e la cessione a qualsiasi titolo di animali fra privati non autorizzati e comunque di cani o di gatti di età inferiore a due mesi e senza previa identificazione e registrazione all’anagrafe canina/felina. I cani provenienti da altri Paesi comunitari non possano essere detenuti o ceduti prima dei 120 giorni di vita, e comunque sprovvisti della necessaria documentazione di provenienza, sanitaria ed anagrafica, completa in ogni parte e regolarmente aggiornata. I cani possano essere ceduti a qualsiasi titolo sotto la responsabilità del cedente, solo dopo aver completato il protocollo vaccinale contro la Parvovirosi, il Cimurro, l’Epatite  ed aver effettuato almeno la prima vaccinazione per la Leptospirosi.
 

Consentire la cessione a qualsiasi titolo di cani e gatti esclusivamente da parte di allevatori autorizzati dagli Uffici Tutela Animali Comunali e riconosciuti dalla Legge. L’esercizio dell’attività di allevamento sia autorizzabile solo previo preventiva verifica da parte del competente servizio veterinario pubblico delle condizioni strutturali e stabilite dalla Legge.
 

Vietare la riproduzione di cani e gatti da parte dei privati non autorizzati dagli Uffici tutela animali per motivi di tutela del benessere dell’animale coinvolto. I proprietari di cani e gatti debbano dimostrare la provenienza di ogni animale detenuto per tramite di apposita documentazione, certificato di adozione, denuncia di rinvenimento di un randagio o certificato d’acquisto dell’allevatore con relativo prezzo.
 

Vietare la detenzione di animali a chiunque sia stato sanzionato, condannato  anche in applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale o tramite decreto penale di condanna ai sensi dell’art 459 e ss c.p.p., per i delitti previsti dagli articoli 544 bis, ter, quater, quinquies, 638 e 727 del Codice penale, così come modificati dalla Legge 189 del 2004, o abbia pendenti più di un procedimento penale in corso.

 
Pubblicato da Piero il 24/03/2009 alle 14:45:34, in anti caccia, letto 2318 volte

Disegno di legge Orsi: una guida per capirlo e contrastarlo.
La proposta circola da tempo in forme diverse: questo ingenera confusione, porta a commentare versioni vecchie e quindi a perdere di credibilità. TutelaFauna ha cosi’ prodotto un “
ABC al disegno di legge Orsi” (scaricabile) che fa riferimento al testo ufficiale e sintetizza, spiegandoli, i principali punti peggiorativi della proposta.
Un vecchio slogan diceva “Conoscerli meglio, per combatterli meglio” e certamente il disegno di legge del Senatore Franco Orsi, della CdL, merita di essere combattuto con tutte le forze.

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Frutto della sintesi di diverse proposte di legge, degli interessi particolari di una piccola categoria di sparatori, il disegno si è evoluto nel tempo mantenendo comunque la propria fondamentale caratteristica di essere un inaccettabile assalto, doppietta in mano, al patrimonio faunistico italiano.

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Per poterlo criticare a ragion veduta è necessario sgombrare il campo dalle vecchie versioni non più valide ed eliminare eccessi emotivi che non giovano al confronto. Ce ne è abbastanza in questo disegno di legge senza dovergli attribuire proposte che non contiene più e che permettono a Orsi di minacciare querele e denunciare l’infondatezza delle critiche e l’incompetenza della controparte.

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È anche necessario andare oltre le proposte più appariscenti e pubblicamente criticate – come quella della caccia a 16 anni – che rischiano di concentrare su di sé troppa attenzione per essere poi fatte cadere come gesto di “buona volontà”, facendo passare tutto il resto.

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Abbiamo sintetizzato in un documento le principali proposte peggiorative del disegno di legge, spiegando cosa dicono è, perche’ peggiorano il quadro. Ne sono uscite 11 pagine, il che dimostra che di difetti questa proposta ne ha a bizzeffe.

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Invitiamo tutti a fare riferimento al testo ufficiale del disegno di legge e a utilizzare liberamente questo documento allo scopo di risvegliare l’attenzione su questo provvedimento ammazza fauna. Una mobilitazione generale è quantomai necessaria per respingere questo dannosissimo assalto degli ultimi cacciatori, una categoria marginale e disperata che sembra voler chiudere col botto la propria parabola discendente.

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SCARICATE E DIFFONDETE:

QUI potete scaricare l'ABC di TutelaFauna al disegno di legge Orsi

QUI potete scaricare il testo ufficiale del disegno di legge Orsi

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Tutela Fauna, a cura di Daniele Colombo e Augusto Atturo

 
Pubblicato da Piero il 24/03/2009 alle 14:10:22, in anti caccia, letto 1003 volte

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- Scrivi ai Senatori in questa pagina di Tutela Fauna per dire cosa ne pensi.

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- Informati sulla pagina di approfondimento della LAC.

 
Pubblicato da Piero il 23/03/2009 alle 20:38:04, in Mappa Vegana Italiana, letto 3055 volte

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Lasciamo la presentazione dello spazio web, a supporto di quello cartaceo, www.mappaveganitaliana.org direttamente all'autore: Adriano de "La Veganzetta".

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Care lettrici e cari lettori della Veganzetta, siamo lieti di segnalare un piccolo progetto a cui stiamo partecipando attivamente: la Mappa vegana Italiana. E’ da tempo che i media pubblicano notizie sul numero dei vegetariani e dei vegani nel nostro paese: cifre, dati e informazioni approssimative e spesso senza significato. E’ giunta l’ora di contarci e di creare una rete di contatti tra chi concepisce un futuro antispecista e pertanto solidale intra ed interspecifico. Siete caldamente invitate ed invitati ad iscrivervi per incontrare, conoscere, frequentare persone vegane a voi vicine. Avete rotto un rubinetto? Perché non cercare un idraulico vegan? E’ primavera? Volete un bell’orto vegan? Magari vicino a voi c’è chi sa farlo senza l’uso di prodotti animali. Nel sito della Mappa Vegana Italiana c’è un motore di ricerca apposta per voi. Cominciamo da subito a costruire una nuova società senza crudeltà.

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Di seguito l’annuncio ufficiale della nascita della Mappa vegana Italiana.

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E’ ora di contarci, accorrete!

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Vegan d’Italia unitevi, e partecipate al progetto “Mappa vegana italiana”, un’idea Troglodita Tribe (editoria casalinga) con il supporto di Vallevegan (l’A-fattoria degli animali liberi) e la Veganzetta (approfondimenti vegan). L’obiettivo: scrivere un elenco di luoghi vegan, abitati da persone vegan che divengono punto di riferimento per un nuovo paesaggio, per favorire le richieste, i bisogni, gli scambi e gli incontri fra persone vegan. L’idea della Mappa Vegana Italiana nasce dal concetto di mutuo appoggio tra persone che stanno condividendo una particolare visione del mondo. Al progetto possono partecipare individui, gruppi, aziende, associazioni, comunità, branchi e tribù pronte a fare rete, a disegnare una nuova geografia vegan, antispecista, libertaria. La Mappa Vegana Italiana sarà realizzata annualmente in forma cartacea (autoprodotta con tecniche di editoria casalinga e arricchita con articoli e notizie), ma sarà fruibile (con periodici aggiornamenti) anche in forma digitale:
www.mappaveganaitaliana.org

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Informazioni:
mappaveganaitaliana@gmail.com
attivismo@vallevegan.org
troglotribe@libero.it
info@veganzetta.org

 
Pubblicato da Piero il 22/03/2009 alle 18:11:40, in Notizie sparse, letto 2827 volte

"IL PIANETA E' LA CASA DI TUTTI GLI ANIMALI, E' INTOLLERABILE BLOCCARLI ANCHE SOLO PER UN MINUTO. NON C'E' TURISMO CHE TENGA"

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Lunedì 16 marzo, alle ore 19.30 si è svolta un'azione simbolica contro la costruzione dello zoo safari. Una persona contraria a questo progetto si è "allucchetata" al cancello principale di Palazzo Merlato, luogo in cui si riunisce il consiglio comunale, bloccandone l'accesso. Proprio quest'ultimo sarà responsabile di  approvare o meno, con un'ultima votazione ancora non fissata, la sorte del progetto le Dune del Delta. Pur cercando di mascherarlo, lo zoo safari (bioparco, o qualsiasi nome gli si voglia dare) sarà un luogo in cui decine di animali saranno costretti ad una vita priva libertà; una vita in prigione, sottoposti a sfruttamento, a stress, alla noia, alla paura. Serve poca immaginazione per capire quali sono i reali interessi dell'amministrazione comunale, che si è messa a fare affari con la società Alfa3000: turismo e guadagni.

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Può la sofferenza avere un prezzo? Un gesto simbolico di un individuo che in prima persona si è attivato, che non ha delegato a nessun altro il proprio dissenso, stanco di essere imbrogliato da un Sindaco democratico, che in realtà non tiene in considerazione tutte le proteste, osservazioni, diffide, petizioni, interpellanze che numerose associazioni e singoli individui di Ravenna e non hanno realizzato in questi ultimi anni. Un coraggioso atto che squarcia il pattume e fa tremare chi crede che il popolino se ne stia chino, zitto, sottomesso e rassegnato ai ranghi di suddito. Il blocco del palazzo comunale come stimolo a bloccare lo zoo!

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Ma purtroppo ai politici di Ravenna non piace prendersi le proprie responsabilità, ed impassibili si sono riuniti (usando l'entrata sul retro) come se niente fosse. Neppure quando è stata avanzata una richiesta, in cambio della quale il blocco sarebbe finito, non si sono degnati di dare ascolto. Una richiesta semplice: che il primo cittadino Fabrizio Matteucci leggesse un documento all' interno del consiglio comunale.
Ma siccome al sindaco piace solo ricevere onori e gloria non si prestato ad alzarsi dalla propria poltrona, e si è limitato, dall'alto del suo trono, a dare l'ordine di far intervenire la cavalleria. I vigili del fuoco e servitù varia hanno cosi svolto il lavoro sporco, in cui l'uso della forza fisica, le provocazioni, la violenza non sono da considerarsi abusi ma semplice prassi, normale svolgimento dei compiti. E' scandaloso che il sindaco non sia intervenuto, dimostrando vigliaccheria e poca sensibilità innanzi ad una situazione eclatante ma al tempo stesso delicata. Se è vero che il comune è la casa di tutti i cittadini è altrettanto vero che il non intervento del padrone di casa è un mix di indifferenza e paura.

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Convinti una volta ancora che solo la partecipazione diretta, nelle strade, alle iniziative, possa fare qualcosa di concreto per impedire la costruzione dello Zoo a Ravenna invitiamo tutti a partecipare:


SABATO 21 MARZO
alle ore 10.30 in piazza del Popolo a Ravenna, in cui si terrà un presidio informativo, un momento per dare voce a chi voce non ha.

 

CAMPAGNA CONTRO LA COSTRUZIONE DELLO ZOO DI RAVENNA

Affinché qualunque specie possa vivere nel proprio habitat naturale senza restrizioni o imposizioni da parte degli esseri umani. Contro la reclusione degli animali. Contro lo specismo.

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www.glizoobastardi.org
glizoo@bastardi.net

 
Pubblicato da Piero il 21/03/2009 alle 21:37:40, in romantispecismo, letto 1656 volte

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DOMENICA 15 MARZO

ore 20.00
cena vegan a cura di Food Not Bombs e Romantispecismo
sottoscrizione libera benefit per campagna contro caccia e bracconaggio

ore 21.30
breve presentazione dei progetti e delle campagne del gruppo romantispecismo

ore 22.00
proiezione del documentario Zeitgeist

presso BENCIVENGA15 OCCUPATO
via bencinvenga 15 - bus: 90/60/211

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DOMENICA 22 MARZO

ore 20.00
cena vegan a cura di freegans e Romantispecismo
sottoscrizione 6 euri benefit per le campagne in corso

ore 22.00
proiezione del documentario DBF animal liberation front Il fuoco della Rivolta

presso NIDO DI VESPE
via deglia arvali 13a Quadraro

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sempre presenti:
banchetto informativo
distribuzione materiale
zona download video

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Fonte: romantispecismo romantispecismo@inventati.org

 
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