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Pubblicato da Piero il 31/08/2009 alle 15:25:53, in Notizie sparse, letto 2834 volte

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Ieri 30 agosto 2009, come gruppo Animali della Tosca, contando circa una quindicina di attivisti provenienti dal nord e centro della Toscana, ci siamo recati in località Lido di Camaiore, per un sit-in con allestimento di notevole impatto.


Portavamo infatti per la prima volta in Italia un allestimento mirato a sensibilizzare il pubblico riguardo al fatto che vi sono analogie ed anche una relazione stretta e interdipendente, fra come vengono visti e trattati animali, immigrati, lavoratori dipendenti, popoli di etnie diverse.


Un po' alla spicciolata ci siamo ritrovati tutti vero so le ore 17,00 presso una piazza del lungo mare animati da un grande entusiasmo.


Dopo aver scelto il luogo più adatto e aver subito il controllo di rito da parte dei carabinieri il sit in si e' svolto senza nessun problema fino alle ore 20.00 circa.


Cinque di noi quindi sono stati "imbustati", ricoperti di sangue (finto ovviamente), "prezzati" proprio come si trova la carne sui banchi del supermercato, con diciture sulle etichette riportanti esempio di mercificazione del corpo di individui quali “ragazza dell’est”, “risorsa umana”, “arista di maiale”, "fettina di vitello" e così via.


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Altri ancora indossavano fotografie di denuncia riguardo sia alla questione animale che paralleli temi di sfruttamento umano.


Richiamati anche dal canto lirico di una attivista (Benedetta), i passanti si sono subito mostrati incuriositi e shockati, tanto da passare più volte davanti a noi fino a fermarsi per leggere il volantini di spiegazione ed ascoltarci.


Il risultato di questa iniziativa é stato ottimo: i volantini sono andati via come il pane, la gente ascoltava le spiegazioni che con calma sono state loro fornite sullo specismo e sulle conseguenze di questo nella costruzione morale ed etica degli individui e in molti ci hanno dato chiara impressione di comprendere anche se non approfonditamente, accettando le nostre critiche al sistema specista, come lecite e veritiere.


Non sono mancati momenti di delirante comicità come un urlo corale di “GOAAAAAAAL” (sollevatosi da un bar vicino dove avventori stavano seguendo una partita) improbabilmente eppure esattamente nel momento dell’attacco del canto lirico che ha imposto alla cantante di ricominciare ed anche l’avvicinamento di una donna forse non proprio del tutto in sé, che ha voluto verificare che gli attivisti nelle scatole fossero ancora vivi tirando loro calci a uno a uno. In ultimo, una donna molto ingenuamente ha domandato: "ma si tratta di POP-ART?"


Una occasione da ricordare, una iniziativa da ripetere!


Antispecismo è Liberazione.


Giulia - Eva - Benni x Animali della Tosca
www.antispecismo.net

 

 
Pubblicato da Piero il 04/09/2009 alle 07:31:45, in Notizie sparse, letto 1464 volte

  Dopo una campagna durata sei anni (2003-2009) il governo del Nepal ha deciso di interrompere definitivamente l'allevamento di scimmie per la ricerca biomedica negli Stati Uniti. Questo dimostra che vale la pena avere pazienza e a volte alla fine si vince!

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Questa vittoria sarà la fine della campagna Gateway to Hell.
La campagna Gateway to Hell è stata interamente funzionale alle scimmie del Nepal e ora che abbiamo vinto questa campagna, gli attivisti potranno finalmente spostare il loro impegno su altri obiettivi specifici.

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Vogliamo ringraziare tutti coloro che sono stati attivi per questa campagna; speriamo in un impegno simile anche per gli animali in altre campagne!

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Gateway To Hell team

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30-08-2009 eKantipur, Nepal

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Circa trecento scimmie che erano destinate ad essere deportate verso gli Stati Uniti d'America, da questa settimana saranno in grado di trovare il loro cibo in libertà, nel loro paese. Una lettera del Ministero per le foreste nepalese, per l'immediato il loro immediato rilascio, sarà inviata a Pravesh Man Shrestha, che è stato l'allevamento scimmie negli ultimi cinque anni.

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Il Ministro Deepak Bohra ha detto, "Abbiamo deciso di non permettere l'esportazione delle scimmie. Egli ha inoltre aggiunto: " Chiederemo a Pravesh di liberare le scimmie in una settimana. "

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Maggiori info:

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http://www.gatewaytohell.net/

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http://war-online.org/Alert_NepalMonkeys-Safe.htm

 

 

 
Pubblicato da Piero il 08/09/2009 alle 07:50:50, in anti caccia, letto 1465 volte

CABS Operations against bird trappers on Cyprus

The Greek-Cypriot south of the new EU member state Cyprus has become a death trap for the birds which migrate across the Eastern Mediterranean. Countless trappers set up their nets, and above all lime sticks, in almond and olive groves, in gardens and in the macchia in order to trap migrant song birds resting on passage. The main victims of the lime sticks are warblers and thrushes; but cuckoos, owls and other protected birds are also caught. The trapped birds are destined for the pot, not infrequently in restaurants, where they are sold at a high price as delicacies.

Bird trapping has long been banned on the island the relevant legislation was indeed tightened up on accession to the EU in 2004 but the poachers are unimpressed and continue to break the law. Some offenders scarcely bother to conceal their trapping sites, not least because large sections of the rural population have little awareness of their wrongdoing. The police and other agencies are not idle; but they do not have enough personnel to effectively combat poaching.

The Lega Abolizione Caccia (League for the Abolition of Hunting) our most important Italian partner organisation has been active on Cyprus since 1999. In several operations financed by CABS, the volunteer Italian conservationists have dismantled several thousand lime sticks and dozens of large mist nets. From spring 2008 onwards a CABS bird protection camp will also be operated on the island.

 
Pubblicato da Piero il 09/09/2009 alle 07:48:17, in Notizie sparse, letto 1905 volte

Sono considerati carne da macello, ma c'è chi ha deciso di salvarli da questo destino, vivendo l'emozione di un rapporto nuovo e coinvolgente con mucche, maiali, galline...18 storie di animali ritrovati.

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Mucche, maiali, galline...sono tutti esseri senzienti con un'intensa vita emotiva. Ce ne accorgeremmo facilmente se solo cercassimo di avere delle relazioni con loro, invece di trattarli come oggetti e portarli alla fine a cui li condanniamo quotidianamente: una morte violenta per essere "trasformati" in cibo.

Ma ci sono persone che, lontano dai riflettori dei media, stanno proponendo un radicale e significativo cambiamento nel rapporto che abbiamo con gli animali: così, il superamento della visione che li vuole "altro" dagli animali - dimentichi che anche noi siamo animali - si concretizza in azioni di salvataggio proprio di quegli esseri considerati gli ultimi degli ultimi, gli animali "da macello".

8 brevi saggi e 18 storie vere di animali salvati dallo sfruttamento e da morte certa ci introdurranno in questo mondo parallelo ma reale, per emozionarci e per farci scoprire come lo scambio di relazioni fra animali umani e non umani sia affascinante e coinvolgente.

Spunti per riflettere sul perchè viviamo nella convinzione - dogmatica - di essere superiori agli "altri" animali e di poterne disporre a nostro piacimento.

E' l'inizio di una rivoluzione, di un altro mondo in cui il nostro rapporto con gli animali non umani sarà finalmente diverso.



Introduzione: la nostra casa sarà la loro casa
di Dora Grieco e Alberto Manganaro (testo tratto da pp 9 e seguenti)

Le cose cambiano se vogliamo farle cambiare e noi vogliamo che, peri più deboli, cessi il martirio in atto negli allevamenti per produrre carne, latte, uova, pellicce, pelle e lana; nei laboratori di vivisezione; nei circhi e negli zoo; nella caccia e nella pesca. L’elenco delle pratiche che vedono gli Animali sfruttati, maltrattati, violentati, uccisi, è lungo. Ma non vogliamo parlarvi di questo, almeno non direttamente. Vogliamo parlarvi di qualcosa di nuovo che sta avvenendo: l’inizio della “liberazione degli Animali”, che risale a molti anni fa e che oggi continua e accelera il suo cammino. Vogliamo parlarvi di persone che si muovono singolarmente e organizzazioni, piccole e grandi, che hanno dato il via ad un nuovo modo di pensare e di vedere il loro rapporto con gli altri animali.

Dalle parole, dalla filosofia si passa ai fatti. Ognuno con i mezzi che può, ognuno fino a dove può. Non basta più il rifiuto di mangiarli, o di evitare ogni prodotto della loro sofferenza, non basta più salvare un cane dalla strada. Non possiamo più stare a guardare quei camion che percorrono le nostre autostrade carichi di esseri senzienti diretti al macello, ai quali, peraltro, è stata negata fin dal principio la vita. A volte accade che qualcuno di questi sfortunati sia adottato, salvato dal macello, dall’allevamento, dal laboratorio di vivisezione. Accade che questi sfortunati siano spesso comprati (contro ogni principio che vorrebbe che la vita, di chiunque, non si debba comprare), a volte recuperati dalla strada perché abbandonati come rifiuti, o più raramente, andando contro la legge, sottratti ai “proprietari”.

Salvare una vita, nonostante i miliardi di altre vite che saranno spezzate, è importante perché ogni Animale è un individuo, I media ci abituano a vederli in gruppi, ammassati, togliendo loro il valore di esseri unici. Ma se proviamo a conoscerli singolarmente, cosa che più spesso ci capita con cani e gatti, ci rendiamo conto che tutti gli animali, anche quelli destinati ad “imbandire” le nostre tavole, sono esseri speciali, diversi uno dall’altro, .con un loro carattere, con aspettative di vita (seppur semplici ai nostri occhi), con le loro emozioni.

Attraverseremo riflessioni e testimonianze per conoscere questo mondo parallelo che non fa notizia sui media ma che è vivo e presente. Vi parleremo, attraverso le persone, di animali sottratti al destino della macellazione e racconteremo del perché sia necessario portare un cambiamento.

Almeno a parole siamo sempre (o quasi) tutti d’accordo che la vita delle donne, degli uomini e dei bambini, di qualunque Paese siano, vada difesa e protetta. Questo non accade per gli Animali. Essi sono considerati dalla maggior parte delle persone esseri da sfruttare a piacimento. E questo avviene in qualsiasi nazione, ricca o povera, avviene fra gente benestante e indigente. Allora, proveremo ad analizzare e a demolire insieme quei preconcetti, per la verità difficili da scardinare, che condizionano il nostro pensiero. Proveremo a dare vita ad un sogno che vorrebbe gli Animali liberi di vivere e di farlo secondo le loro esigenze, restituendo loro la dignità e i loro spazi naturali o, quando non è possibile altrimenti, convivendo in modo pacifico e rispettoso.

Approfondiremo il concetto "dell'altro”, ossia questo nostro modo ingiusto di voler prendere le distanze da uomini, donne o animali che non consideriamo al nostro pari. Comprenderemo come questa distanza ci serva per sentirci a posto con la coscienza quando non li soccorriamo o quando li sfruttiamo. Impareremo che anche semplicemente non dare loro un nome fa la differenza, siano essi Uomini o Animali, poiché quando manca il nome è come se mancasse “la vita”. Queste riflessioni prenderanno forza con le testimonianze dirette. A cominciare da quelle relative agli allevamenti, narrate da chi ci è entrato per lavoro e ha visto cose che gli hanno cambiato la vita, fino ad arrivare alle storie vere di salvataggi e adozioni.

Conosceremo alcuni rifugi per Animali da macello e leggeremo i racconti delle adozioni scritti direttamente dalle persone che si prendono cura degli Animali che hanno salvato. Animali che, comunque, in questo mondo, non trovano un loro posto per vivere liberi, ma devono adattarsi ad una stretta convivenza con chi gli è“amico” per sfuggire a chi li vuole morti.

E ci sorprenderà come questa vicinanza, basata sul rispetto, sia per gli Animali anche motivo di apprendimento e scoperta, come accade più semplicemente pure per i cani e i gatti. Il fatto è che oggi non c’è scelta per loro. Finché non riavranno gli spazi per poter vivere liberi e in sicurezza, la nostra casa sarà la loro “casa”. Almeno per alcuni.


Racconti di animali liberi: Remigia, Ulrike e Maggie
di Cornelia Pfeffer (testo tratto da pp 117 e seguenti)

Remigia è una gallina pesante e grassottella, un pollo da carne, insomma.
Da parecchio tempo un camionista pazzo percorreva di notte le strade delle Langhe, con il camion pieno di gabbiette con polli. Un amico lo aveva visto più volte.
Una notte il camion ha avuto un incidente (non era il primo) e ha rovesciato il carico. Polli impazziti impauriti per strada, polli morti, una strage. Il mio amico è riuscito a prendere una gallina. L’ha chiamata Remigia (il luogo vicino al quale è stata recuperata si chiamava più o meno così..). L’ha portata dal veterinario, l’ha tenuta in casa, nel bagno, in città (Alessandria).

Remigia non era abituata a mangiare normale, mangiava solo mais, ed era un po’ malata. Pian pianino il mio amico l’ha abituata a mangiare normale, l’ha curata amorevolmente, ma certo non poteva restare una vita in bagno. Perciò ha cercato di introdurla nel pollaio di una zia, ma i polli la trattavano molto male, Remigia aveva tanta paura e non osava nemmeno mangiare. Allora l’ha portata da me, e i miei polli l’hanno accolta amichevolmente. Già dopo due giorni Remigia si sentiva a casa.

Ora, è una grande mangiona, accorre subito quando ci si avvicina, pesa un accidente, ma è proprio contenta. È gentile e dolce, ha sempre un pochino di paura quando uno la tocca, si appiattisce un po’, ma capisce subito che non si vuole farle del male.
Il camionista è stato individuato e denunciato. Lo hanno fermato quando è andato a sbattere contro un muro. Gli allevamenti, dai quali portava i polli, non sono risultati abusivi, ma lui prendeva più lavoro di quanto potesse svolgere, e allora correva come un pazzo.

Non che la destinazione dei polli fosse meglio dell’incidente sulla strada... ma oltre all’allevamento di massa, al terrore del mattatoio, gli “regalava” in più ore di terrore puro durante il trasporto, al freddo, poiché non erano protetti contro le intemperie ed il vento, e spesso finivano ammazzati direttamente per strada, abbandonati morti, moribondi o ancora vivi dove erano caduti. Poveri piccoli. Piccola Remigia, che si è salvata grazie al nostro caro amico.

Ulrike e Maggie erano invece due “galline da brodo”. L’estate scorsa avevo fatto un salto al mercato di Alessandria, e lì c’era una bancarella con tante gabbie strettissime piene di galline. Su una di queste c’era scritto “Galline da brodo, 1 anno, 1,60 euro l’una”.

Credevo di non vedere bene. Le galline da brodo provengono dalle fabbriche delle uova, dove, dopo un anno o due, non rendono più abbastanza e sono buone solo per essere bollite. Non potevo prenderle tutte, ne ho scelte due. Il venditore le ha afferrate nel solito modo rozzo e le ha messe in una scatola. Me le sono portate a casa. Ho aperto la scatola in mezzo al pollaio..., e non ci sono voluti nemmeno due minuti perché Maggie ed Ulrike capissero che qualcosa di fondamentale era cambiato nella loro vita. Si sono immediatamente scrollate di dosso tutto il pesante passato.

Tutto era buono, tutto era, per loro, bello: il sole, la pioggia, tutto, specialmente il gallo... Sono state, finché sono vissute, le galline può gioiose ed allegre che ho avuto. Erano curiose e avevano “una marcia in più” delle altre. Non davano nulla per scontato, sapevano cosa vuol dire vivere. Alla prima pioggia, affascinate dall’evento inusuale per loro, sono rimaste fuori a bagnarsi fino all’osso. Allegre come bambini.

Anche il gallo sapeva che erano diverse, era incantato dal loro carattere affettuoso, intraprendente e avventuroso. Scappare dal recinto per mettere sottosopra le aiuole e sradicare il praticello era il loro passatempo preferito. Erano fiduciose e il loro amore era puro. Non so che motivo avessero di amare gli umani. Sono vissute con me per un anno e sono morte a causa di un uovo che, avendo il guscio troppo sottile (come sempre accade alle ovaiole), si è rotto prima di essere espulso e le ha infettate, lo amo tutte le mie galline, ma queste due sono, nel mio ricordo, speciali.


Indice del libro

Introduzione di Dora Grieco e Alberto Manganaro 

Ripartiamo da capo di Dora Grieco 
Gli altri animali di Alberto Manganaro 
Per loro e per loro soltanto di Alessandra Galbiati e Massimo Filippi 
Allevamenti tradizionali: nella vecchia fattoria... di Enrico Moriconi 
Allevamenti industriali: i lager moderni di Enrico Moriconi 
Rifugi di Dora Grieco e Alberto Manganaro 
Introduzione alle testimonianze di Alessandra Galbiati 

RACCONTI DI ANIMALI LIBERI

Due galli in un pollaio di Piero Liberati 
Emilio-Giovanni di Dorothea Friz 
La piccola storia di Gianna, Michele e anche degli altri di Alessandra Galbiati 
Lakshmi e compagni di Claudio, Elisabetta, Francesco e Simone Lolli 
Bianchina e Nerina di Alberto Manganaro 
Remigia, Ulrike e Maggie di Cornelia Pfeffer 
lero e Sheila di Helena Deza Linares 
Pippo di Antonietta Prestigiacomo 
Syd - Piccola biografia di un coniglio di Giovanni Mori e Verbena Giambastiani 
Ryan di Guido Masciello 
I Tre Porcellini di Costanza A. Olschki 
Paperina e Paperino di Adriano, Gloria e Margherita Fragano 
Carlotta di Annalisa Scalià 
Torbiera di Maria Grazia Barbieri 
Il pesciolino di Cavo di Nicola Fontana 
Gino e Caterina di Simona Basilico 
Giulianamucca di Sara d’Angelo 
Alvaro di Sara d’Angelo 

Link di approfondimento 

Bibliografia 


Progetto Vivere Vegan è un'associazione onlus nata nel 2001 a Firenze, che promuove lo stile di vita vegan come condizione necessaria per eliminare la sofferenza degli animali non umani.
L'associazione produce materiale informativo ed organizza eventi e mostre, focalizzando l'attenzione anche su temi importanti quali la salvaguardia dell'ambiente, la disponibilità delle risorse e la salute umana.
www.viverevegan.org

 
Pubblicato da mukawama il 12/09/2009 alle 15:08:01, in Notizie sparse, letto 1619 volte
Un team di biologi irlandesi: "Il loro sistema immunitario è per il 90% simile ai mammiferi". Ma la sperimentazione sugli animali è controversa, e si cercano metodi alternativi
di FLAMINIA FESTUCCIA
ADDIO topi da laboratorio. Le sperimentazioni sui farmaci potrebbero presto essere effettuate su falene, moscerini e bruchi. Lo spiega una ricerca presentata pochi giorni fa nel corso di un meeting di microbiologia, a Edimburgo, dal ricercatore irlandese Kevin Kavanagh. Se questa possibilità verrà adottata, il numero dei topi usati come cavie per i test di sostanze chimiche e batteri si ridurrà dell'80%, riducendo tempi e costi della ricerca. "Ormai è una pratica collaudata - spiega Kavanagh - i test iniziali dei farmaci vengono fatti prima su larve di insetto, poi si passa ai topi. Il metodo è più veloce, i test sugli insetti danno risultati in 48 ore, quelli sui roditori impiegano dalle 4 alle 6 settimane". Kavanagh e i suoi colleghi hanno scoperto infatti che le cellule del sistema immunitario dei mammiferi e quelle degli insetti lavorano praticamente allo stesso modo. "Abbiamo usato gli insetti per verificare la patogenità di un fungo o di un batterio, e abbiamo trovato un'ottima correlazione con i risultati sui mammiferi. Il sistema immunitario corrisponde al 90 per cento". Meglio dei topi. Secondo il biologo, questi risultati potranno portare all'uso quasi esclusivo di falene e moscerini della frutta per testare farmaci antimicrobici, esperimenti per i quali si usano di solito mammiferi, per la maggior parte roditori come i topi. Rispetto agli altri animali, infatti, i topi sono piccoli, economici, si riproducono in fretta e sono facili da studiare. Ma il costo di allevamento per un a singola cavia da laboratorio si aggira tra le 50 e le 80 sterline (da 60 a 90 euro). Un bruco, invece, si alleva, si nutre e si ospita con 10, massimo 20 pence (intorno ai 20 centesimi di euro). Un risparmio enorme, senza considerare anche la maggiore rapidità di risposta che permetterebbe di tagliare i tempi della ricerca, migliorandone l'efficienza. I problemi dei test sugli animali. Gli esperimenti su animali sono da anni nel mirino non solo degli ambientalisti e delle associazioni contro la vivisezione, ma anche degli stessi ricercatori. Dalle pagine dell'autorevole rivista scientifica Nature, poco più di un mese fa Thomas Hartung, farmacologo e tossicologo tedesco dell'Università di Costanza, commentava: "Non siamo ratti da 70 chili, i test sugli animali hanno la stessa accuratezza del lancio di una moneta". Una provocazione, ma anche una constatazione su basi statistiche. Fra gli esempi citati da Hartung: il 40% delle sostanze chimiche irritanti per i conigli non lo era per l'uomo, mentre solo il 43% degli effetti tossici di alcuni farmaci sull'uomo si riscontrava anche nei topi. I problemi, secondo il tossicologo, sono anche i falsi positivi: i casi di una sostanza non dannosa per l'uomo che viene invece classificata come tale. Le differenze di reazione. La lista dei principi attivi che agiscono in modo completamente diverso su animali e uomini è lunga. La penicillina uccide le cavie (tra i roditori più usati per i test) mentre è un efficace antibiotico per l'uomo. L'aspirina è dannosa per topi, scimmie, cani e gatti, mentre stricnina e arsenico, letali per gli esseri umani, sono innocue rispettivamente per le scimmie e le pecore (ma anche polli e porcospini non riportano danni da questi veleni). E ancora, i conigli possono cibarsi senza danni di un fungo altamente tossico come l'amanita falloide, e topi e ratti sopravvivono benissimo all'assenza della vitamina C: il loro organismo la produce autonomamente, mentre così non è per l'uomo, in cui l'avitaminosi induce lo scorbuto. I casi più drammatici. Ma sono molti anche i casi di farmaci che, testati sugli animali e giudicati innocui, hanno provocato enormi danni sugli esseri umani. E' tristemente noto il caso Thalidomide, un tranquillante venduto negli anni Sessanta come farmaco "da banco", che ha provocato pesantissime malformazioni in quasi dodicimila bambini, figli delle donne che lo avevano assunto in gravidanza. Stesso destino per il Dietilstilbestrolo, un estrogeno di sintesi usato per ridurre l'incidenza degli aborti spontanei. Tra le figlie nate da madri che avevano fatto uso di questo ormone si è riscontrata l'incidenza di una forma rara di cancro alla cervice anche in età giovanissima (tra i 15 e i 25 anni). Non rare le malformazioni dell'apparato riproduttivo e l'aumento del rischio di aborti e gravidanze extrauterine. Si potrebbe andare avanti a lungo. La proposta di Hartung. Nel suo articolo intitolato "Tossicologia per il ventunesimo secolo", Thomas Hartung propone una via alternativa da seguire per arrivare a una strategia integrata che utilizzi le tecniche più recenti di colture cellulari e bioinformatica. I fenomeni biologici possono ora essere studiati in vitro, spiega Hartung, su strutture tridimensionali "organotipiche", costruite cioè come organi e tessuti umani. Un metodo che non esita a definire più affidabile, efficace, moderno. E, non ultimo, etico.

(12 settembre 2009)
Repubblica
 
Pubblicato da mukawama il 12/09/2009 alle 15:47:59, in Notizie sparse, letto 1625 volte
Notizie
di Enrico Cardinali dal sito http://www.ternimagazine.it inc Terni

E’ stato fissato per il 21 dicembre prossimo l’inizio dell’udienza preliminare davanti al gup di Terni a carico di 23 indagati per i quali la procura ha chiesto il rinvio a giudizio al termine dell’inchiesta, aperta nell’autunno 2006 dal magistrato Elisabetta Massini, in merito al funzionamento dell’inceneritore dell’Asm, Azienda municipalizzata, e alle condizioni di lavoro dei dipendenti. Nell’indagine sono stati ipotizzati a vario titolo anche reati quali disastro ambientale. L’udienza preliminare si terrà davanti al gup di Terni Pieluigi Panariello. Tra gli indagati per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio anche l’ex sindaco di Terni, Paolo Raffaelli, l’ex presidente della municipalizzata, Giacomo Porrazzini, e i componenti dell’ex consiglio di amministrazione, ma anche dirigenti della Provincia di Terni, tecnici di laboratorio e imprenditori privati. Tra le parti lese oltre ai lavoratori figurano anche lo stesso Comune di Terni, il ministero dell’Ambiente e l’Erario. Le indagini cominciarono a metà gennaio 2007 prendendo le mosse da un esposto dei lavoratori relativo al rispetto della legge 626 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, denunciando come fossero costretti a convivere da anni con polveri cancerogene, e dall’infaticabile passione civile di Giovanni Raggi, presidente provinciale dell’Unmil, l’unione nazionale mutilati invalidi del lavoro, che presentò alla procura della repubblica una dettagliata denuncia, con tanto di documentazione medica, sul caso di persone che lavorando nell’impianto di Maratta si erano ammalate di cancro. Nei mesi successivi ripetuti blitz del Corpo forestale portarono all’acquisizione di oltre duemila pagine di documenti e alla formulazione di gravi ipotesi di reato da parte del magistrato inquirente Elisabetta Massini. Sono 35 i reati ipotizzati (non tutti per le stesse persone) e l’ultimo parla di omicidio colposo, dopo la morte per un tumore al polmone di un operaio dell’impianto di Maratta. Ma c’è anche disastro ambientale, avvelenamento, truffa ai danni dello Stato e falsificazioni dei registri dei danni sull’inquinamento. Più lo scarico nel Nera di acque reflue piene di metalli pesanti, avvelenando le falde relative ai pozzi di emungimento dell’acquedotto di Terni, Narni e Acquasparta. Il sindaco uscente Paolo Raffaelli è coinvolto per essere il “proprietario” dell’Asm (azienda a capitale pubblico) e per essere la massima autorità sanitaria della città. Il reato più grave tra quelli ipotizzati nei confronti del sindaco e dei vertici dell’Asm (dal presidente Giacomo Porrazzini al direttore generale Moreno Onori, all’amministratore delegato Stefano Tirinzi, oggi presidente) riguarda la violazione dell’articolo 434 "per avere, agendo in concorso tra loro, con più azioni in esecuzione del medesimo disegno criminoso, immettendo inquinanti anche pericolosi nell’aria (diossine e acido cloridrico) e nell’acqua (selenio, rame, piombo, mercurio ed altri materiali pesanti nel fiume Nera), commesso un fatto diretto a cagionare un disastro ambientale". Per truffa aggravata ai danni dello Stato sono indagati sempre il sindaco Raffaelli, il presidente ed il consiglio di amministrazione dell’Ast "per avere bruciato per otto anni con artifici consistiti nell'utilizzare per la combustione e la produzione di energia elettrica, anziché frazione secca (cdr), rifiuti contenenti sostanze organiche, non conformi all'autorizzazione e non idonei alla termovalorizzazione, con caratteristiche da provocare il disastro ambientale e procurando a sé un ingiusto profitto pari a circa tredici milioni di euro. Un fatto che ha provocato allo Stato un danno patrimoniale di elevata entità". Altro delicato capitolo riguarda la falsificazione dei dati sulle emissioni nell'atmosfera e nelle acque di scarico. Tecnici compiacenti della ditta privata Ecosil avrebbero diviso in molti casi perfino per dieci i referti analitici, che poi venivano trasmessi alla Provincia, i cui funzionari non effettuavano alcun controllo e prendevano per oro colato quanto riferito. Una falsificazione che permetteva all'Asm un notevole risparmio, ma a discapito di normative ben precise e della salute dei lavoratori e dei cittadini. L'accusa nei confronti di due funzionari della Provincia, Anna Rita Amadei (funzionario settore acque) e Giovanni Vaccari (dirigente settore ambiente) riguarda il "non aver attivato, con più omissioni in esecuzione del medesimo disegno criminoso, il procedimento di diffida a fronte delle reiterate violazioni da parte dell’Asm", mentre Paolo Grigioni (responsabile monitoraggio atmosferico), insieme allo stesso Vaccari, è accusato di "non aver provveduto alla revoca dell'autorizzazione all'impianto di termovalorizzazione né alla diffida, pur in presenza di reiterate violazioni alla prescrizione contenute nell'autorizzazione". Ma venivano falsificati anche i registri per smaltire rifiuti pericolosi. Per la Procura i laboratori di analisi nominati dall'Asm avrebbero consentito con analisi false lo smaltimento di rifiuti pericolosi e quelli da sottoporre a trattamento prima del trasferimento nella discarica di Valle, di proprietà dell'Ast, e in altre discariche, non autorizzate, consentendo così un notevole risparmio all'Asm nei costi di smaltimento, questo fino al 2007. Particolarmente interessante è il fatto che alla direzione dell'inceneritore di Maratta si siano susseguiti negli ultimi anni ben sei dirigenti (Latini, Ciaralla, Motzu, Monaco, Camiciola e l'ultimo in ordine di tempo, Carloni). Sostituiti soprattutto, secondo quanto emerso dalle indagini, perché non in sintonia con i vertici aziendali. Alcuni avrebbero chiesto all'azienda di mettere in atto misure adeguate per la sicurezza dei lavoratori, ma non sarebbero stati ascoltati, anzi allontanati. C'è anche il capitolo dei rifiuti sanitari. Per l'accusa ne venivano smaltiti abusivamente ingenti quantitativi senza autorizzazione, visto che a Terni potevano essere bruciati solo quelli umbri, ma arrivavano da tutta Italia. Sugli indagati pesano poi la morte di Giorgio Moretti, l'ex capo turno stroncato da un cancro al polmone, e le patologie tumorali che hanno colpito altri tre lavoratori dell'inceneritore. Si ipotizza dunque l'omicidio colposo. Per anni si sarebbe nascosta a tutti i dipendenti la pericolosità delle sostanze cui erano esposti. E per chi esprimeva preoccupazione c'era il mobbing. "Costrittività lavorative", emarginazione, ordini di servizio punitivi, demansionamenti avrebbero caratterizzato la vita quotidiana dei lavoratori che avrebbero fatto resistenza alle direttive. C'è stato anche il caso di lavoratori, oggetto di provvedimenti disciplinari annullati dall'ufficio del lavoro, trascinati dall'azienda in tribunale per ottenere la conferma del provvedimento dal giudice del lavoro. La propensione a umiliarli è proseguita anche dopo la chiusura dell'inceneritore. Rodolfo Staffieri, 65 anni, coordinatore elettrico strumentale dell'impianto di Maratta, che aveva rifiutato la nuova collocazione di spazzino, adducendo la propria professionalità e anzianità di servizio, ha ricevuto infatti immediatamente una lettera dell'azienda che gli comunicava "la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione". Per trentadue anni l'inceneritore ha ruminato e bruciato oltre il 50 per cento dei rifiuti urbani della città e dell'intera provincia producendo, sin quando è economicamente convenuto, energia elettrica (5 megawatt l'ora). Ma in uno scambio diabolico, a leggere le pagine con cui il pubblico ministero Elisabetta Massini avvisa gli indagati dello scempio di cui li ritiene responsabili, in cui il rispetto per la sicurezza e la salute dei lavoratori e di tutta la popolazione è stato sistematicamente trascurato.


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PARTECIPA!!!

L'unico modo per fermare uno scempio ed un ingiustizia come la costruzione di un inceneritore nella zona di Roncigliano (Albano) è quello di mobilitarsi tutti e tutte, unitamente ed in maniera coordinata. C'è bisogno anche della tua partecipazione !!!

Non delegare agli altri le decisioni, decidi direttamente del tuo futuro !!!

 

Le riunioni del coordinamento contro l' inceneritore

La riunione del coordinamento è ogni martedì sera alle 21.30 a via indipendenza 23 ad Ariccia. Vieni e partecipa!

Altri modi di partecipazione

Se non hai tempo e modo per partecipare alle riunioni ogni martedì, puoi dare una mano al coordinamento in altre forme. Per esempio ti puoi rendere disponibile per andare a fare volantinaggi, attacchinaggi di manifesti per pubblicizzare eventi oppure puoi partecipare ad iniziative pubbliche che vengono organizzate dando il tuo contributo. Spesso anche un aiuto saltuario diventa fondamentale. Se vuoi dare la tua disponibilità a questo tipo di attività scrivi e mettiti in contatto con il coordinamento coordinamento Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. .

La mailing list del coordinamento

Se vuoi partecipare in maniera attiva anche tramite l'utilizzo della rete internet, puoi mandare una mail per iscriverti alla mailing list del coordinamento a rifiuti-albano@googlegroups.com rifiuti-albano@googlegroups.com

 
Pubblicato da Piero il 13/09/2009 alle 11:19:36, in Notizie sparse, letto 1896 volte

PRESIDIO AL PALIO DI ASTI
Promosso dal gruppo antispecista “Animali della Langa”

Il gruppo antispecista Animali della Langa esprimerà il proprio dissenso nei confronti di una manifestazione, anacronistica come il palio di Asti, espressione della cultura specista, che denigra, e, nega i diritti dell'individuo animale, umano e non umano. Il presidio si svolgerà Il presidio si svolgerà il 20 Settembre 2009 ad Asti presso i portici rossi, in piazza Alfieri, all'angolo con corso Vittorio Alfieri 208-206.
Riitrovo per le 14:30 nei pressi della stazione, il presidio si protrarrà fino alle 19:30/20:00.

Con questo evento si intende rivendicare il diritto di ciascun individuo alla libertà.
Noi riteniamo ingiusto l' utilizzo di Animali in un simile evento, dove ogni anno, Assistiamo al triste verificarsi di molti incidenti, che portano all' azzoppamento e alla soppressione degli Animali infortunati.

Vogliamo gridare forte il nostro NO! All'utilizzo di Animali, di individui senzienti a puro e, mero scopo ludico per uomini.

Allo stesso modo milioni di persone ogni giorno nascono, vivono e muoiono in condizioni atroci, sfruttati e uccisi dalla cultura che li vuole schiavi torturandone il corpo fino a che scompaiono piegati dalla fame, dalla fatica, dalle malattie, dalla miseria o dalla guerra, nella più totale indifferenza.

Antispecismo E' LIBERAZIONE.


Mail per info presidio:
palio.asti@live.it

Sito web: www.antispecismo.net
Mail: info@antispecismo.net

per partecipare all'organizzazione:
http://www.antispecismo.net/viewtopic.php?t=5045&p=24256

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PRIMA DI CLICCARE "PARTECIPERO' " VERIFICATE DI AVER LETTO "A COSA " E DI ESSERE SVEGLI !

ATENCIÓN:
RECUERDO A. TODO QUE POR "PARTICIPARE"' SE ENTIENDE LA PRESENCIA FISICA, NO VIRTUAL...
NO COMPRIMÁIS "PARTICIPARE" SI NO TENÉIS INTENCIÓN DE PRESIDIAR
GRACIAS A TODO
======================
ATTENTION:
I REMEMBER TO EVERYBODY THAT FOR " I WILL PARTICIPATE' " HE INTENDS THE PHYSICAL PRESENCE, NOT VIRTUAL...
DON'T PRESS "I WILL PARTICIPATE" IF DON'T HAVE INTENTION TO COME ON THE PLACE!!!
THANKS TO EVERYBODY.
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ATTENZIONE:
RICORDO A TUTTI CHE PER " PARTECIPERO' " S'INTENDE LA PRESENZA FISICA, NON VIRTUALE...
NON PREMETE "PARTECIPERO' SE NON AVETE INTENZIONE DI VENIRE O GIA' SAPETE CHE DIFFICILMENTE VI SARA' POSSIBILE

 
Pubblicato da mukawama il 14/09/2009 alle 16:58:27, in Notizie sparse, letto 2130 volte

 PANDEMIA DI LUCRO

2000 persone contraggono l’influenza suina e ci si mette la mascherina… 25 milioni di persone con AIDS e non ci si mette il preservativo…Che interessi economici si muovono dietro l’influenza suina? Nel mondo, ogni anno, muoiono milioni di persone, vittime della malaria.. I notiziari di questo non parlano… Nel mondo, ogni anno muoiono due milioni di bambini per diarrea che si potrebbe evitare con un semplice rimedio che costa 25 centesimi.. I notiziari di questo non parlano… Polmonite e molte altre malattie curabili con vaccini economici, provocano la morte di 10 milioni di persone ogni anno. I notiziari di questo non parlano… Ma quando comparve la famosa influenza dei polli… i notiziari mondiali si inondarono di notizie… un’epidemia e più pericolosa di tutte, una pandemia! Non si parlava d’altro, nonostante questa influenza causò la morte di 250 persone in 10 anni… 25 morti l’anno!! L’influenza comune, uccide ogni anno mezzo milione di persone nel mondo. … Mezzo milione contro 25. E quindi perché un così grande scandalo con l’influenza dei polli? Perché dietro questi polli c’era un “grande gallo”. La casa farmaceutica internazionale Roche con il suo famoso Tamiflu, vendette milioni di dosi ai paesi asiatici. Nonostante il vaccino fosse di dubbia efficacia, il governo britannico comprò 14 milioni di dosi a scopo preventivo per la sua popolazione. Con questa influenza, Roche e Relenza, ottennero milioni di dollari di lucro. Prima con i polli, adesso con i suini: e così adesso è iniziata la psicosi dell’inflluenza suina. E tutti i notiziari del mondo parlano di questo. E allora viene da chiedersi: se dietro l’influenza dei polli c’era un grande gallo, non sarà che dietro l’influenza suina ci sia un “grande porco?”. L’impresa nord americana Gilead Sciences ha il brevetto del Tamiflu. Il principale azionista di questa impresa è niente meno che un personaggio sinistro, Donald Rumsfeld, segretario della difesa di Gorge Bush, artefice della guerra contro l’Iraq… Gli azionisti di Roche e Relenza si stanno fregando le mani… felici per la nuova vendita milionaria. La vera pandemia è il guadagno, gli enormi guadagni di questi mercenari della salute… Se l’influenza suina è così terribile come dicono i mezzi di informazione, se l’Organizzazione Mondiale della Salute (diretta dalla cinese Margaret Chan) è tanto preoccupata, perché non dichiara un problema di salute pubblica mondiale e autorizza la produzione farmaci generici per combatterla? DIFFONDI QUESTO MESSAGGIO COME SE SI TRATTASSE DI UN VACCINO, PERCHE’ TUTTI CONOSCANO LA REALTA’ DI QUESTA “PANDEMIA”.

Dr. Carlos Alberto Morales Paita Children’s Hospital pediatra – Lima, Peru

 
Pubblicato da mukawama il 14/09/2009 alle 17:17:15, in Diario di ValleVegan, letto 1573 volte

APPELLO PER UNA MOBILITAZIONE CONTRO L'ENTRATA DEGLI OGM IN EUROPA

Un organo europeo EFSA con sede in Italia ha assunto un ruolo centrale per decidere il via libera ad ogni tipo di nocività tra cui gli ogm Le biotecnologie, assicurano tecnici ed esperti di ogni sorta, penseranno ad ogni cosa: nutriranno la popolazione mondiale, allungheranno la vita, guariranno qualsiasi tipo di malattia, risolveranno i disastri della società industriale. Quello che stanno creando è un'esistenza in cui spariscono i confini tra specie e corpi ancora più reificati e atomizzati, un'esistenza sterile e vuota da ogni pulsione, in cui ogni essere vivente viene manipolato e ricombinato in ogni sua parte. L'uomo sembra essersi rassegnato all'ineluttabilità delle nocività e ad aver perso la propria integrità: saturo del vuoto che lo circonda, bombardato da una massa di non informazioni e da un perenne stato di emergenza. Gli scenari che le biotecnologie stanno aprendo con la loro diffusione e distruzione di biodiversità si perdono tra gli inquietanti scenari planetari di una natura inquinata, di uno stravolgimento climatico... tutto questo tende ancora di più a scoraggiare la riflessione, impedendo qualsiasi presa di coscienza critica e opposizione all'avanzamento di ulteriori tecnologie con cui il dominio vuole chiudere il proprio cerchio. L’EFSA, Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare istituita nel 2002, è l’organismo europeo riconosciuto a livello internazionale a cui la Commis-sione Europea fa riferimento in materia di “valutazione dei rischi per la sicurezza di alimenti e mangimi, salute degli animali, nutrizione, protezione e salute delle piante.” E' l'anello di congiunzione tra le multina-zionali, i vari produttori di nocività e la Commissione Europea, le sue relazioni scientifiche sono il passaggio obbligato per ottenere l'autorizzazione per la commercializzazione e la diffusione delle nocività. Ha vari gruppi di ricercatori che lavorano, tra altre cose, su: additivi, aromi, integratori alimentari, pesticidi, BSE, influenza aviaria, mangimi, clonazione, ogm, nanotecnologie. Comitati scientifici che collaborano con il Codex Alimentarius, l’Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE), l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OECD), l’Organiz-zazione mondiale della sanità (OMS) e altri organismi internazionali. Dal 2006 l'EFSA è chiamata ad espri-mersi sulle nanotecnologie: sulla diffu-sione di nanoparticelle e sui nanoma-teriali inseriti nei prodotti, alimenti, mangimi. Il 5 marzo 2009 sotto richiesta della Commissione Europea l’EFSA ha emesso l'ultima valutazione su “Nanoscienza e nanotecnologie in rapporto alla sicurez-za di alimenti e mangimi”: sulla presen-za dei nanomateriali nella catena alimentare e nei mangimi. Vista la diffidenza diffusa nei confronti degli ogm, prima ancora che potessero invadere completamente la nostra esistenza, con le nanotecnologie non si vuole ripetere lo stesso errore. L'EFSA mantiene per ora una forma di pruden-za, alcune sue valutazioni attendono il momento migliore per uscire regolariz-zando un sistema che non potrà più fare a meno delle nanotecnologie. Queste tecnologie rientrano tra le valutazioni dell'EFSA dal momento in cui possono consentire la manipolazione degli ingredienti alimentari a livello molecolare. Esse portano un'enorme trasformazione in ogni settore, aziende e istituti di tutto il mondo da tempo stanno investendo in queste tecnologie. Le applicazioni che interessano soprattutto il lavoro dell'EFSA sono quelle nel settore dell’alimentazione umana e animale: nel trattamento delle proprietà e confezionamento degli alimenti. Il ruolo principale dell’EFSA relativa-mente agli organismi geneticamente modificati (ogm) è di “valutare ogni rischio per la salute umana e animale e per l’ambiente”. Può autorizzare la commercializzazione di prodotti alimen-tari ogm, anche inseriti come ingredienti e nei mangimi, la semina in campo aperto a scopo sperimentale e la coltivazione commerciale per uso alimentare umano e animale. L'agenda di questa autorità europea è piena di richieste da parte di multinazionali agro-biotecnologiche che premono per vedere diffusi i propri prodotti ogm, in particolare la diffusione di sementi ogm permetterebbe a queste multinazionali una rapida presa sul mercato agricolo, che tradotto non vuol dire altro che una contaminazione totale e irreversibile di ogni specie e la distruzione della biodiversità. L'EFSA non autorizza direttamente il passaggio di un ogm, ma la sua valutazione non è da considerarsi un semplice parere, una posizione positiva è necessaria per l'autorizzazione della Commissione Europea. Su questioni spinose come un organismo genetica-mente modificato la Commissione Europea rimanda all'EFSA, essa rappre-senta quindi il fulcro del sistema europeo di decisioni. Ogni valutazione di una richiesta viene esaminata in base alla documentazione scientifica realizzata e presentata dalle stesse multinazionali che chiedono l'autorizzazione. BASF Plant Science, Syngenta Seeds, KWS, Bayer CropScience, Pioneer Hi-Breede, Monsanto.... queste sono solo alcune delle multinazionali clienti dell'EFSA che da anni cercano di rompere con ogni mezzo le resistenze europee. Come è successo con la Pioneer Hi-Breede, Monsanto e Bayer che più volte hanno inquinato le filiere tradizionali con le loro sementi ogm, cercando di arrivare come negli Stati Uniti ad un livello tale di contaminazione da rendere di fatto difficile ogni distinzione e praticamente superflua ogni ulteriore autorizzazione. Verso la metà degli anni '80, quando fuoriuscirono documenti relativi ad un “piano strategico della Monsanto”, vennero allo scoperto alcuni metodi con cui la multinazionale intendeva diffondere gli ogm nel mondo. Per cominciare era necessario “un attivo coinvolgimento per incoraggiare il pubblico, i consumatori e i gruppi ambientalisti a sviluppare posizioni in sostegno delle biotecnologie”. Il piano strategico prevedeva di arrivare a influire su personalità del mondo politico e degli organismi di regolamentazione di tutto il mondo, promuovendo l'appoggio alle biotecnologie fino ai più alti livelli della politica statunitense. Un sistema che funzionò bene considerato che ogni richiesta che la Monsanto, e in generale tutta l'industria biotech, poneva a Washington veniva ottenuta, dettando la propria politica al Dipartimento per l'Agricoltura (USDA), all'Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) e infine alla Food and Drug Administration (FDA). Su quest'ultima Agenzia è bene soffermarsi perchè rappresenta il corrispettivo dell'EFSA in America. Nel 1992 l'FDA decretò che gli ogm erano sostanzialmente equivalenti agli alimenti tradizionali, esonerandoli da ulteriori eventuali test di sicurezza ed etichettatura invece richiesti per prodotti particolari, lasciando che fossero le compagnie biotech ad eseguire i test di sicurezza in forma volontaria stabilendo loro stesse la classificazione del prodotto. Uno dei funzionari chiave che preparò la stesura di regolamentazione pro bio-tech era un uomo della Monsanto divenuto vicedirettore dell'FDA il tempo necessario a farla approvare con rapidità e facilità. Una volta redatta la normativa per l'FDA tornò a lavorare per la Monsanto. La pioggia di soldi di Monsanto ebbe l'apice con il suo ex presidente R. Shapiro, che aggiunse una forte dose di arroganza diventando la regola per la compagnia. Sapeva di avere in pugno tutto il mondo politico, attaccando con minacce, avvocati e infiltrati qualsiasi situazione critica al suo operato. Ancora una volta tra i numerosi casi in cui è stata coinvolta l'FDA, rimane significativo quello dell'ormone della crescita (rBGH) nel latte, ormone creato da Monsanto. I tentativi di imporlo negli Stati Uniti facendolo passare con l'aiuto dell'FDA come un alimento tradizionale in quel caso è fallito, con una popola-zione dichiaratamente contraria. L'EFSA e l'FDA dimostrano già una certa sintonia, praticamente esponendo le stesse tesi anche per quanto riguarda gli animali clonati, recentemente appro-vati anche in Europa per favorire lo sfruttamento dell'industria zootecnica e per fare da apripista a nuove sperimen-tazioni che ambiscono di uscire dai laboratori. In Europa e in particolare in Italia ben pochi vogliono saperne di manipolazioni genetiche. Il metodo Monsanto di una sfacciata imposizione degli ogm se in principio ha dato i suoi frutti nocivi, in un secondo tempo la situazione è notevolmente cambiata, essendo cambiata la percezione nei confronti degli ogm. Ovviamente da quel lontano '86, data della realizzazione della “relazione strategica” della Monsanto, le multinazionali non sono certo rimaste con le mani in mano e i loro analisti si sono dati un gran da fare per trovare il modo di invadere con i propri prodotti ogm l'Europa. Se buttare giù la porta non sembra possibile allora si stanno muovendo in modo molto più subdolo. Abbiamo visto i tentativi di contami-nazione nei carichi delle navi provenienti dall'America, sementi poi stoccate in varie parti d'Italia, altre contaminazioni “accidentali” in vari campi come ad esempio nel Piemonte (mais ogm Pioneer) e nel vercellese (riso ogm Bayer) e le tante altre che non hanno avuto risalto. Il fatto che in Italia sia consentita l'importazione di semente ogm destinata all'alimentazione zootecnica, rappresenta già una gravissima conta-minazione in atto. Inoltre molte piccole aziende a condizione familiare acquistano mais di bassa qualità per seminarlo su piccole estensioni e per alimentare i propri animali. Questo mais spesso è risultato ogm, contribuendo per vie traverse alla contaminazione in atto. Le altre vie con le quali gli ogm si diffondono in Europa, sono i laboratori dell'EFSA di Parma, dove una specie dopo l'altra sta ottenendo il via libera per la coltivazione e per la commercializzazione in alimenti e mangimi. Sulla falsa riga dell'FDA americana l'Europa si è dotata di un organo chiamato a “garantire la sicurezza” di ogni nocività. Ad essere tutelato, oltre gli interessi delle multinazionali biotech- chimico-farmaceutiche, è un sistema economico, politico e sociale che si aggrappa alla nuova rivoluzione biotec-nologica per non dover affrontare i precedenti disastri ambientali e sociali che stanno alla base dello sviluppo tecno-industriale, di cui le manipolazioni del vivente sono l'apice mortifero. In Italia sono state autorizzate nove sperimentazioni in campo aperto (ulivo, vite, pomodoro, melanzana, fragola, ciliegio, kiwi, agrumi e mais), a breve le regioni interessate dovranno stabilire i siti dove verranno effettuate. Dal gennaio 2009 è stata autorizzata la “soglia di tolleranza” dello 0,9% di ogm nei prodotti alimentari. Qualsiasi soglia, anche uno 0,1% purtroppo a suo tempo meno contestato, è l'equivalente di una contaminazione. L'etichettatura dei prodotti con ogm non può essere considerata tra le possibilità da percorrere. Chi ha trasformato le persone in “consumatori” ha pensato bene di dargli una parvenza di scelta, questa però non è possibile in quanto è già stato tutto deciso nel momento in cui sono state aperte le porte dei laboratori fino ai vari processi industriali e commerciali, rendendo certa col tempo una contaminazione totale. Ci opponiamo a qualsiasi tipo di manipolazione genetica su umani, animali e piante, sotto ogni forma questa si presenti: dall'alimentazione alle applicazioni mediche. Respingiamo ogni pratica di confinamento della nocività in attesa di “sicurezze” da parte della ricerca scientifica, come vorrebbe invece il metodo precauzionale. Non c'è bisogno di aspettare le conclusioni di esperti di ogni genere per sapere di quali disastri sono gravide le innovazioni biotecnologiche quando, sotto forma di avvelenamento chimico-nucleare del pianeta, le conseguenze e i risultati cumulativi di tecnologie meno ambiziose sono comunque degeneranti e irreversibili, oggi e per i secoli a venire. La scienza prodotta dalla società industriale ha contribuito a reificare la natura e a estraniare l'uomo da sè stesso e dal mondo che lo circonda. Rifiutiamo la coesistenza tra ogm e specie tradizionali, come ovvia impostura di chi vorrebbe farci credere che sia possibile convivere con le nocività mantenendo allo stesso tempo un ambiente naturale integro. L'unico reale “metodo precauzionale”che riconosciamo nei confronti dell'ingegneria genetica e di ogni nocività è la tolleranza zero. Invitiamo tutti gli individui e ogni situazione che intende iniziare un percorso di lotta contro le nocività e nello specifico delle biotecnologie a mobilitarsi per impedire la loro diffusione dai campi agricoli alla nostra esistenza. Tra le tante possibilità che abbiamo di fronte in questa difficile lotta, abbiamo individuato nell'EFSA un nodo importante nel sistema che sta portando all'apertura degli ogm in Europa. Stiamo parlando di un organismo che non solo dà dei via libera, ma ha la funzione di mantenere l'inquietudine diffusa nella percezione generale in tema di nocività, questo con lo scopo di gestirla e di rendere permanente una domanda sociale di protezione. A dimostrare che il “rischio” è la condizione, se non il motore della sopravvivenza in una società industriale, la sola cosa che attribuisce valore alle merci “rese sicure”. Non vogliamo far pressione per un'EFSA più sicura, indipendente o magari più democratica e decentralizzata. Nel mentre ci mobilitiamo per impedire nuove autorizzazioni è fondamentale e imprescindibile svelare i meccanismi che regolano tali organismi per il tipo di società che preparano. Oltre ai metodi anche quello che esprimiamo ha un'importanza enorme. Una mobilitazione di questo tipo per forza di cose deve avere sicuramente un respiro per cominciare europeo, abbiamo intenzione di portare avanti un'attività di controinformazione in vista di mettere in piedi iniziative come un presidio o una manifestazione nazionale davanti all'EFSA. In vista di un forte e più ampio movimento di lotta pensiamo sia importante creare una rete di individui e situazioni che intendono incominciare a muoversi seriamente e con continuità in un progetto di lotta contro l'ingegneria genetica, contro tutto ciò che rappresenta e contro l'intero sistema di dominio che la rende possibile.

E.F.S.A. Largo N. Palli 5/A (lungo Viale Mentana) 43100 Parma ……………………………………………………….

SABATO 31 OTTOBRE 09 CORTEO PER LE VIE DI PARMA CONTRO L'EFSA A SEGUIRE DISCUSSIONE PUBBLICA SUL RUOLO DI QUESTO ORGANO EUROPEO E SULLE PROSPETTIVE DI LOTTA AGLI OGM ……………………………………………………..…

COALIZIONE CONTRO LE NOCIVITA' MBE 222 c.so Diaz 51 47100 Forlì Sito: www.inventati.org/contronocivita Email: nonanobio@inventati.org

 
Pubblicato da mukawama il 16/09/2009 alle 12:10:05, in Notizie sparse, letto 4436 volte

Gli animali come esseri sensibili e consapevoli, dotati di un mondo interiore e di sentimento. Sono i protagonisti delle immagini di Alessia Cerqua, fotografa romana, che da tempo studia le condizioni degli animali in cattività. Ecco alcuni sui scatti in bianco e nero fatti nel Bioparco di Roma e negli zoo di Berlino e Londra: malinconia, sofferenza e dignità [15 settembre 2009] Repubblica

per Le altre foto visitate www.alessiacerqua.com

 
Pubblicato da mukawama il 17/09/2009 alle 11:24:13, in Notizie sparse, letto 1695 volte
Nascerà ad Allumiere, in zona militare.
Oggi a palazzo Chigi per l´ok. Vertice tra il sindaco Alemanno, il presidente della Regione Marrazzo, il sottosegretario Letta e il responsabile della Protezione civile Bertolaso. Nuova discarica di Roma, inizia il count down. Oggi pomeriggio a Palazzo Chigi si incontrano il sottosegretario Gianni Letta, il responsabile della Protezione civile Guido Bertolaso, il sindaco Gianni Alemanno e il presidente della Regione Piero Marrazzo. Un summit in piena regola per decidere il sito dove bisognerà aprire la nuova discarica, che permetterà a Malagrotta di chiudere. L´Ama la sua proposta ce l´ha già. Per l´azienda è Allumiere il sito ideale: vicina all´autostrada A1, vicina alla ferrovia Orte-Civitavecchia. Soprattutto vicina alla centrale Enel di Torrevaldaliga nord, sempre a Civitavecchia, dove i rifiuti potrebbero essere trasformati in energia. E ormai Ama e Campidoglio puntano all´incenerimento, come ben risulta dal piano industriale che prevede, accanto a quello di Albano, un secondo gassificatore, interamente pubblico. Il sito di Allumiere individuato per la discarica si trova all´interno di un´area militare e, secondo l´Ama, sarebbe anche facile da acquisire perché è in atto un processo di dismissione delle aree militari. Allumiere ospiterebbe un invaso per i rifiuti e un impianto di trattamento per smistare il materiale e indirizzarlo o all´invaso o alla centrale di Civitavecchia. Non è un caso che nel suo viaggio di maggio in Israele il sindaco Alemanno sia andato a visitare l´impianto di Tel Aviv, giudicato all´avanguardia, che separa i rifiuti a valle, vale a dire alla fine, senza la fase della raccolta differenziata. Un sistema che affascina molto l´amministratore delegato Franco Panzironi. In una recente intervista a Repubblica l´ad ha infatti anticipato la sua intenzione a realizzare non una semplice discarica, ma un centro di smaltimento, dove i rifiuti possano essere separati e anche bruciati. «Nel comune di Roma - aveva spiegato Panzironi - non esistono più aree disponibili, sono tutte vincolate. In provincia, invece, abbiamo individuato siti che non fanno male a nessuno». Allumiere, dunque. E, in seconda battuta, Riano, sulla Flaminia. Ad Allumiere, dove ormai la notizia si è diffusa, residenti e istituzioni sono da tempo sul piede di guerra. «Non saremo la pattumiera della capitale», dice il sindaco Augusto Bellocchio. Allumiere non ha una sua discarica, conferisce i suoi rifiuti nell´invaso di Civitavecchia. E le norme tecniche del piano regolatore escludono che se ne possa realizzare una. Contro la discarica ad Allumiere ed in generale in provincia si scaglia anche l´assessore provinciale all´Ambiente Michele Civita. «La regione - spiega - è stata divisa in Ato, ambiti territoriali omogenei, ognuno dei quali deve essere indipendente sul piano rifiuti e dotato di una propria discarica. L´Ato di Roma comprende la capitale, Fiumicino e Ciampino. È in questi comuni che va individuata la nuova discarica». «Una follia - protesta Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio - una politica di questo tipo significa non voler puntare sul porta a porta e sulla raccolta differenziata».  da Repubblica 16 settembre 2009
 
Pubblicato da Piero il 17/09/2009 alle 14:08:43, in romantispecismo, letto 1602 volte

In adesione alla settimana internazionale contro il Max Mara Fashion
Group
, a Roma si terranno due manifestazioni:

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GIOVEDI' 17 SETTEMBRE dalle ore 16.30
e
SABATO 19 SETTEMBRE dalle ore 16.00
in
via COLA DI RIENZO angolo via PAOLO EMILIO
(altezza del num. civico 173 - metro A Ottaviano)

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di seguito il comunicato della campagna AIP - Attacca l'Industria
della Pelliccia:

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Con la fine dell'estate i negozi del Max Mara Fashion Group si
riempiranno nuovamente di cadaveri animali trasformati in colli e
giacche. Comincia il periodo in cui la carneficina di animali
brutalmente sfruttati e massacrati dall'industria della pelliccia è
visibile nelle vetrine e nelle strade, in cui la vanità e l'ignoranza
portano milioni di persone ad indossare i loro resti sui propri
vestiti. La moda è questa e i più si adeguano, senza sapere o senza
pensare.

.

Proprio per far sapere e per spingere alla riflessione da anni il
movimento per la liberazione animale si batte e si impegna, con
iniziative informative e proteste.
La speranza è sempre quella che la realtà agghiacciante di questa
industria possa far aprire gli occhi alle persone e generare un
cambiamento nella loro coscienza e nella loro quotidianità.
Un passo fondamentale, certo, ma noi vogliamo anche di più.

.

Vogliamo unire la comunicazione con le persone a risultati concreti.

Vogliamo infatti che una delle più grandi aziende di moda del mondo,
uno dei nomi più noti dello stile italiano, cessi di uccidere
centinaia di migliaia di animali ogni anno per le sue collezioni.

Da un momento all'altro 2300 negozi nel mondo potrebbero essere privi
di pellicce ed inserti di pellicce, potrebbero smettere di colare
sangue e sofferenza, così come è già accaduto per le migliaia di
negozi di tantissimi altri marchi contro cui sono state fatte campagne
di pressione
e boicottaggio.
Da un momento all'altro per l'industria della pelliccia ci sarebbe un
colpo durissimo, sia in termini di introiti che di immagine.

Questo momento arriverà. Quando dipende anche da tutti noi.

Dopo 10 mesi di campagna ed una pausa estiva siamo pronti a dare il
massimo contro l'industria della pelliccia e il Max Mara Fashion
Group. Dopo 300 proteste in tutta Italia non siamo certo stanchi di
ripetere ai passanti cosa si nasconde dietro alle vetrine
dei negozi Max Mara o Max&Co, non siamo stanchi di urlare la nostra
rabbia, di passare giornate al caldo o al freddo per dare voce a
quegli animali reclusi così lontano dalle nostre città, così lontano
dai nostri occhi, ma così vicino al nostro cuore.

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UNISCITI ALLA SETTIMANA MONDIALE CONTRO IL MAXMARA FASHION GROUP!

Nella settimana dal 14 al 20 settembre si terranno proteste davanti ai
negozi del MMFG in almeno 20 diversi paesi del mondo e in tante città
italiane. Saremo la voce degli animali in Inghilterra, Germania,
Olanda, Danimarca, Belgio, Stati Uniti, Austria, Estonia, Finlandia,
Lussemburgo, Spagna, Russia, Svezia, Canada, Norvegia, Repubblica
Ceca, Polonia, Cile, Colombia Perù, Argentina.

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Per il MMFG si preannuncia una settimana difficile!

 
Pubblicato da Piero il 22/09/2009 alle 08:27:27, in romantispecismo, letto 1744 volte

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Come ricorderete dopo tre anni di intensa campagna i grandi magazzini La Rinascente avevano chiamato a colloquio alcuni attivisti di AIP e in seguito firmato un impegno per una politica aziendale fur-free. L’impegno da parte di Rinascente era quello di arrivare ad una piena attuazione di tale politica alla fine dei saldi autunno-inverno 2008/09, con data ultima del 31 gennaio 2009.

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Nelle loro stesse parole tale impegno era quello di “eliminare totalmente dai propri magazzini i prodotti derivanti dall’industria della pelliccia” (dalla dichiarazione pubblica datata 11 maggio 2007) e di “estendere tale regola anche ai nostri partners commerciali che operano direttamente nei 14 negozi Rinascente in Italia (...) ed arrivare, come già indicato, entro la fine dei saldi autunno/ inverno 2008/2009, ad eliminare dai propri magazzini i prodotti che non rispettino i principi etici adottati” (da una lettera speditaci in data 9 ottobre 2008).

Attenti e malfidati verso aziende che per principio si basano sul profitto e lo antepongono a tutto, abbiamo ispezionato molti dei loro punti vendita, riscontrando purtroppo che con l’inizio della stagione autunno-inverno 2009/10 sono ancora in vendita capi con inserti di vero pelo, con una totale noncuranza degli impegni presi. Sono infatti presenti nei negozi La Rinascente di diverse città prodotti in coniglio, volpe e procione, sotto forma di colletti, cappelli, sciarpe e cappotti, riscontrati all’interno dei corner di svariati marchi.

Di fronte a questa inadempienza degli accordi presi e dichiarati anche a mezzo stampa, vogliamo rendere pubblica la mancanza di serietà di questa azienda, ennesima riprova della sua vera natura, e lanciamo una nuova mobilitazione di carattere nazionale a partire dal 26 settembre 2009.

Tale mobilitazione, lo rendiamo chiaro, cesserà solo nel momento in cui all’interno dei punti vendita La Rinascente di tutta Italia non si troveranno più prodotti derivanti dall’industria della pelliccia, come d’altronde previsto dagli accordi presi due anni fa.

Se un’azienda come La Rinascente crede di poter prendere in giro gli attivisti, la campagna e non ultimi gli animali uccisi dall’industria della pelliccia, è il caso di far capire loro che questo non lo tolleriamo e che a false promesse e mosse sporche rispondiamo con determinazione.

Invitiamo dunque tutti e tutte per un presidio di protesta davanti al punto vendita Rinascente di Milano Piazza Duomo, sabato 26 settembre – dalle ore 15.00 alle 18.00.


Contattate La Rinascente e fate sapere che cosa pensate delle loro menzogne e delle loro mani che continuano a sporcarsi di sangue:

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La Rinascente
Via Washington 70
20146 Milano (MI)
Tel: 02-46771
Fax: 02-46771392

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Sul sito www.rinascente.it alla pagina “Contact” potete scrivere direttamente al servizio clienti dell’azienda.

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FONTE: Campagna AIP

 
Pubblicato da Piero il 23/09/2009 alle 15:23:58, in Notizie sparse, letto 2279 volte
 
Pubblicato da mukawama il 25/09/2009 alle 11:51:48, in Diario di ValleVegan, letto 1526 volte
MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANTIRAZZISTA ROMA 17 OTTOBRE
Riceviamo, pubblichiamo e sosteniamo!

Il 7 ottobre del 1989 centinaia di migliaia di persone scendevano in piazza a Roma per la prima grande manifestazione contro il razzismo. Il 24 agosto dello stesso anno a Villa Literno, in provincia di Caserta, era stato ucciso un rifugiato sudafricano, Jerry Essan Masslo. A 20 anni di distanza, il razzismo non è stato sconfitto, continua a provocare vittime e viene alimentato dal governo Berlusconi. Il pacchetto sicurezza varato dal governo di Centro-Destra offende la dignità umana, introducendo il reato di “immigrazione clandestina”. La morte degli immigrati nel canale di Sicilia, che si sta trasformando in un cimitero marino, è la tragica conseguenza della logica disumana che ispira la politica governativa. Questa drammatica situazione sta pericolosamente alimentando e legittimando nella società la paura e la violenza nei confronti di ogni diversità. E’ il momento di reagire e costruire insieme una grande risposta di lotta e solidarietà per difendere i diritti umani respingendo ogni tipo di razzismo. Pertanto facciamo appello a tutte le associazioni laiche e religiose, alle organizzazioni sindacali, alla società civile e a tutti i movimenti a scendere in piazza il 17 ottobre per fermare il dilagare del razzismo sulla base di questa piattaforma׃

 • No al razzismo
 • Per la regolarizzazione generalizzata per tutti
 • Ritiro del pacchetto sicurezza
 • Accoglienza per tutti
 • No ai respingimenti e agli accordi bilaterali che li prevedono
 • Per la rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro
 • Diritto di asilo per i rifugiati e profughi
 • Per la chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsioni (CEI)
 • No alle divisioni tra italiani e stranieri
 • Diritto al lavoro, alla salute, alla casa e all’istruzione per tutti
 • Mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro
 • Contro ogni forma di discriminazione nei confronti di LGBT
 • Solidarietà a tutti i lavoratori in lotta per la difesa del lavoro


SABATO 17 OTTOBRE 2009 MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANTIRAZZISTA ROMA
PIAZZA DELLA REPUBBLICA ORE 14.30
COMITATO PROMOTORE 17 OTTOBRE :


Unione Cittadini Immigrati Roma - Comitato Immigrati in Italia (Roma) - Centro sociale Ex Canapificio Caserta - Movimento Migranti e Rifugiati Caserta - Migrantes Y Familiares MFAM - Comitato Immigrati in Italia (Napoli) - Collettivo Immigrati Auto-Organizzati Torino - Ass. Dhuumcatu - Lega Albanesi Illiria - Ass. Filippini Roma - Ass. Sunugal Milano - Ass Insieme per la Pace - Ass Mosaico Interculturale (Monza-Brianza) - Federazione Senegalesi della Toscana - Ass. FOCSI (Roma) - Ass. Bangladesh (Roma) - Ass. Pakistan (Roma) Ass. Indiani (Roma) - El Condor (Roma) - Uai (Como) - Centro delle culture (Milano) - Ass. Punto di partenza (Milano) - Movimento lotta per la casa (Firenze) - Ass. El Mastaba (Firenze) - Ass. Arcobaleno (Riccione) - FAT (Firenze) - Ass. Interculturale Todo Cambia (Milano) - Studio 3R di mediazione (Milano) - Centro delle culture (Firenze) - Federazione Nazionale RdB-CUB - SdL intercategoriale - Confederazione Cobas - Naga - Coordinamento Migranti Verona - Sportello Immigrati RdB Pisa - Missionari Comboniani Castelvoturno - PRC – Pdci - Ass.ne Razzismo Stop e ADL-Cobas - Sinistra Critica - Rete Antirazzista Catanese - Coordinamento Stop razzismo - Ass. antirazzista e interetnica `3 febbraio´ - Partito Umanista - Partito di Alternativa comunista - Socialismo Rivoluzionario - Unicobas - Socialismo Libertario - Centro delle Culture - Ass.Umanista Help To Change - Comitato antirazzista Abba (Fi) - Comitato Antirazzista (Vi) - Donne in Nero (Italia) - Clan Destino Doc - Medici e Operatori della salute dalla parte dei migranti - Ass.LibLab - Libero laboratorio - Associazione Culturale Musicale illimitate Villaricca (Napoli) – CIPAX (Centro interconfessionale per la pace) - Sud Pontino Social Forum - Cooperativa Immigrazionisti (Mi) - Gruppo Every One - Rifugiati di piazza Oberdan Milano - Gruppo Watching the Sky, Ass. culturale molisana " Il bene comune" - Associazione Utopia Rossa - Punto pace di Napoli movimento Pax Christi - Ass. Donne e colori ( Roma) - Marenia (gruppo musicale) - Bidonvillarik (gruppo musicale) - Associazione Peppino Impastato - Casa Memoria (Cinisi) - Slai Cobas Nazionale - Action (Roma) - Associazione "Kamilla" (Cassino) - Collettivo Teatri OFFesi di pescara - Associazione Arrakkè - Centro per la tutela dei diritti umani (Siracusa) - USI AIT Nazionale - Associazione Yakaar Italia-Senegal - Corrispondenze Metropolitane (Roma) - RETELEGALE (Torino) - ASIA-RdB (Bologna) - L'associazione Solidarietà Proletaria (Napoli) - Coordinamento Diversi Uguali (Arezzo) - Periodico Bianco e Nero - PCL - Rivista CARTA - Associazione "Romano pala tetehara" Rom per il futuro - Associazione Nazionale USICONS - Associazione cittadini del mondo - COLLETTIVO " IQBAQL MASIH" DI LECCE - Associazione interculturale Grammelot (Napoli) - Emergency - Casa Internazionale delle donne (Roma) - Piattaforma Comunista - Associazione-centro interculturale delle donne trama di terre (Imola) - Libreria la locomotiva (Savona) - perUnaltracittà (Firenze) - G.A.S TAPALLARA di Catania - Circolo di cultura glbt Maurice (Torino) - Comitato spontaneo per la pace di Faenza - Centro di documentazione don Tonino Bello di Faenza - PdCI Fed Prov di Torino - Ass. Culturale Artiglio - Mondo senza Guerre- Il centro Open Mind GLBT di Catania - Centro delle Culture di Roma - Collettivo MAREMMANO AUTORGANIZZATO (GROSSETO) - Organizzazione Comunista Alternativa Proletaria - IL MONDO IN IV (Roma) - Collettivo Antagonista Primaverile (Roma) - Associazione Postribù - Collettivo l'evasione (Cosenza) - Cobas pt cub - Sinistra Unita e Plurale (Firenze) – JVP Italia - Padri Sacramentini (Caserta) - Casa Rut (Caserta) - Pastorale Giovanile (Caserta) - Radio Vostok - Associazione Agora - CARC - Gruppo Antifascista Partigiano (Cremona) - DONNE PER L'INTEGRAZIONE di Borgomanero (NO) - Rete28Aprile - Centro Open Mind GLBT (Catania) – ARCI – Sinistra e Liberta - Piero Soldini (dipartimento immigrazione CGIL) - Comitato antirazzista e contro l'omofobia “ALZIAMO LA TESTA " (Milano) - Cantieri Sociali - Cooperativa Sociale Dedalus (Napoli) - Associazione Priscilla (Napoli) - Federazione dei Comunisti Anarchici - Assolei sportello donna - Associazione voceDonna (Forli) - Csoa Villaggio Globale (Roma) - Associazione SocialismoeSinistra - FGCI (Roma) - Comitato Solidarietà Antirazzista (Martesana) – Sindacato lavoratori in Lotta – ATTAC (Roma) - EMMAUS – BPM (Roma) – PLT

Per adesioni: comitatoroma17ottobre@gmail.com
 
Pubblicato da Piero il 28/09/2009 alle 14:36:05, in romantispecismo, letto 1548 volte

...ma non è ancora tutto a posto

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Da La Rinascente ci è stata spedita una comunicazione riguardo la loro politica fur-free e la presenza di capi con inserti in pelliccia all’interno dei loro punti vendita. Una lettera che ribadisce la loro volontà di mantenere con noi una comunicazione e in cui viene ribadito il loro impegno per applicare questa politica aziendale, che purtroppo rimane ancora piena di promesse e di belle parole ma priva di fatti concreti in tempi ben definiti.

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Se da una parte temevamo un ripensamento totale da parte dell’azienda e quindi un loro trincerarsi dietro al silenzio, dall’altra questa apertura al dialogo non può nemmeno frenare la nostra rabbia per un impegno che Rinascente non sta seguendo. Rimaniamo quindi aperti al dialogo con l’azienda ma fermi sul punto già ribadito nel nostro primo comunicato, in cui si dice che questa nuova mobilitazione si fermerà solamente nel momento in cui non si troveranno più inserti di pelliccia all’interno dei punti vendita Rinascente.

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Secondo quanto scritto dalla dirigenza dell’azienda dopo la nostra segnalazione si sono accorti di capi acquistati e che erano sfuggiti ad una verifica, che sarebbero stati già ritirati dai negozi e rimandati indietro ai fornitori. Questo però per pochissimi capi da loro direttamente acquistati.

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Tutto il resto degli inserti presenti nei loro magazzini si trovano nei corner, in cui le varie aziende si gestiscono da sole gli acquisti. A questi corner sarebbero stati chiesti chiarimenti e a quanto pare “si stanno adeguando” alla politica fur-free. Ma su questo punto solamente parole vaghe, senza un impegno o una scadenza precisa, che poi dovrebbe semplicemente essere immediata. I corner si dovevano infatti adeguare già dal 31 gennaio e di tempo ne hanno avuto già a sufficienza.

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Noi non vogliamo aspettare più. Vogliamo che vengano rispettati gli accordi e che tutti i punti vendita Rinascente in Italia diventino veramente fur-free!

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Clicca qui per visionare la comunicazione de La Rinascente

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Invitiamo quindi ad una forte presenza per le proteste.

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Fonte: Campagna AIP

 
Pubblicato da Piero il 28/09/2009 alle 21:18:47, in romantispecismo, letto 1770 volte

Allucchettamenti e proteste alla presentazione del profumo D&G

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Venerdì 25 settembre a La Rinascente di Piazza Duomo, Milano, era prevista la presenza di Naomi Campbell, Claudia Schiffer ed Eva Herzigova per la presentazione del nuovo produmo D&G, a cui avrebbero presenziato pure Dolce&Gabbana.
Vista l'inadempienza di Rinascente della politica fur-free e il rilancio di una campagna contro di loro, quale migliore momento per fare sapere a tutti che questa azienda non ha preso seriamente un impegno con AIP e non si sta impegnando a fermare la vendita di cadaveri di animali dentro ai suoi punti vendita?

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Anche se non invitati ci siamo presentati pieni di iniziativa e di buoni propositi, oltre che di buone ragioni e di rabbia, per cercare di rovinare la festa a Rinascente. Con un piano che prevedeva due azioni distaccate che però abbiamo dovuto rivedere sul momento, siamo riusciti alla fine ad avere ben tre azioni!

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Quando già presso l'entrata principale era stato srotolato un tappeto rosso e si accalcavano alle transenne decine di persone in attesa delle tre modelle, alcuni attivisti di AIP sono riusciti ad entrare nel negozio da un'altra entrata e, distraendo prima le numerose guardie all'ingresso con un diversivo fatto di slogan e cartelli, uno di loro è riuscito ad alluchettarsi ad una maniglia della porta principale, davanti al tappeto rosso. Peccato che i lucchetti tipo "bloster", i più adatti per legare il proprio collo in queste situazioni, necessitino della chiave per la chiusura. Il piano prevedeva la fuga di un altro con le chiavi in mano, ma prevedeva anche di poter fare questa azione all'esterno, con più
possibilità di "smarcare" eventuali ostacolatori. Con dieci guardie
addosso tra gli stand di un grande magazzino era impossibile fuggire più di due minuti o fare altro che lanciare via le chiavi. Così l'allucchettamento è durato solo pochi minuti, dopo di ché tutti gli attivisti che erano entrati sono stati portati fuori passando sul tappeto rosso, in mezzo alla folla e ai giornalisti, dove comunque hanno potuto dare visibilità all'azione.

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Pochi minuti dopo scatta la seconda azione: una attivista si incatena ad una delle porte della Rinascente, usando la stessa tecnica del lucchetto al collo (impossibile da segare se non con un flessibile e l'intervento dei pompieri). Questa volta essendo l'azione all'esterno è facile fuggire con le chiavi e "farle sparire"!
Arrivano subito gli altri e scatta il presidio con volantini lanciati,
cartelli, slogan e una ressa di persone che si gira a guardare e scattare foto, con le macchine e le telecamere che avevano preparato per le top-model. La sicurezza della Rinascente è lenta ad intervenire ed è presa alla sprovvista. La protesta riscuote anche una buona approvazione da parte della gente, che prende i volantini e applaude.
Questo allucchettamento è durato almeno 40 minuti, facendo ritardare l'evento, ed è finito quando ormai riuscito nella sua efficacia sono spuntate fuori le chiavi ed è stato aperto il lucchetto.

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Poi si alza la musica, arrivano le dive, scattano i flash, tutto sembra tornato alla normalità e all'allegria che dovrebbe contraddisstinguere questi eventi mondani. Ma proprio mentre le tre modelle e Dolce&Gabbana sono sotto i riflettori all'interno del negozio, da una balconata vengono lanciati mucchi di volantini e viene srotolato uno striscione con scritto "Basta Menzogne - Basta Pellicce - Rinascente assassini". Una mossa inaspettata, e ancora una volta la sicurezza viene presa alla sprovvista, mentre le facce si alzano a guardare l'ennesima contestazione alla scelta eticamente inaccettabile della Rinascente.

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L'amministratore delegato di Rinascente, Vittorio Radice, era visivamente nervoso e contrariato e ha continuato a cercare giustificazioni e scuse, tergiversando invece sulle nostre richieste concrete e i loro impegni presi pubblicamente.
La dirigenza di Rinascente sa bene quello che vogliamo e questa iniziativa è un modo concreto per far capire che chi non rispetta i patti e continua a lucrare sulla pelle degli animali è dalla parte del torto e non potrà ricevere che disprezzo e rabbia.

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Non è più il momento per le promesse e le scuse:
Basta menzogne - Basta pellicce dentro Rinascente!

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Per visionare un altro filmato dell'azione:
http://www.youtube.com/watch?v=aJ8sWC7hnbM

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Rassegna stampa:
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Pubblicato da Piero il 30/09/2009 alle 09:48:31, in Veg(A)Roma, letto 1608 volte

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Mercoledì30 settembre riapertura del "Mercoledì Vegan"

Tutti i mercoledì dalle 20 cena BIOvegan
buona, nutriente, sana e sostenibile

presso l'associazione culturale Laboratorio Sociale Autogestito 100celle
Viale della Primavera 319B - Centocelle - Roma.

info e prenotazioni: Cinzia 3494646081

leggi tutto


Il progetto “mercoledì vegan” nasce nel 2006 con l’intento di far conoscere le motivazioni della scelta vegan attraverso una cena biologica e sostenibile.
Abbiamo scelto di utilizzare solo prodotti biologici e a filiera corta (fin dove possibile), deciso di realizzare una cucina sostenibile attraverso l’uso di detersivi ecologici e l’uso di acqua NONimbottigliata nel rispetto della terra e di tutti i suoi residenti.
Da quest’anno l’esperienza pratica sui fornelli ci ha dato il coraggio di proporre oltre al tradizionale menu fisso, il menu alla lavagna con maggiore scelta tra piatti tradizionali delle diverse culture.

Cambiare i nostri consumi è cosa indispensabile.
GoVEGAN! Per il pianeta tutto, nei suoi aspetti salutistici,etici,ecologici,sociali,econimici e politici.

 
Pubblicato da Piero il 04/10/2009 alle 08:20:51, in anti caccia, letto 1335 volte

Prende il via in questo weekend il tradizionale campo antibracconaggio autunnale nelle valli bresciane della LAC in collaborazione con il Komitee gegen den vogelmord.

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Alcune decine di volontari provenienti da tutta italia e da Germania, Polonia, Gran Bretagna e Stati uniti, per tutto il mese di ottobre percorreranno le valli bresciane in cerca delle trappole e delle reti che le infestano.

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I risultati degli ultimi anni sotto alcuni aspetti sono positivi, diminuzione notevole del numero di trappole rinvenute nonostante il maggior controllo del territorio grazie soprattutto all’intervento del Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato.

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Resta invece grave problematica la gestione della vigilanza venatoria volontaria soggetta a controlli capestro predisposti dalla provincia di Brescia.

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Il campo e’ aperto a tutti i volontari che intendono difendere gli animali selvatici.

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Caratteristiche fondamentali per partecipare sono la buona capacita’ di resistenza fisica (dato che si cammina per circa 6/8 ore al giorno) e capacita’ di autocontrollo nelle situazioni di contrasto con i cacciatori.
Chi volesse partecipare deve scrivere a info@abolizionecaccia.it.
A costoro verra’ inviato tramite email un vademecum contenente le regole basi predisposte al fine di ottimizzare in modo positivo le forze dei volontari nella ricerca e nella distruzione delle trappole.

 
Pubblicato da mukawama il 05/10/2009 alle 18:41:21, in Diario di ValleVegan, letto 1389 volte

Musica contro le nocività!

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