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Vaccinare un animale "domestico": è necessario?
 Sempre, bisogna pensare all'individuo di cui ci prendiamo cura
 Solo per i cuccioli, sono troppo deboli e senza intervento esterno rischiano di morire. Da adulti se la cavano
 Mai, i vaccini sono testati su molti altri animali e per salvarne uno se ne condannano molti altri
 No, non servono anche perchè la natura deve fare il suo corso
 Non so, non escludo la vaccinazione ma valuto di volta in volta

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Pubblicato da Piero il 17/04/2009 alle 10:17:32, in Notizie sparse, letto 2005 volte

La legge in Croazia prevede che i cani randagi o vaganti vengano catturati e detenuti in una specie di canile sanitario per due mesi. Se in questi due mesi non vengono adottati vanno incontro alla soppressione. Molti di loro non sopravvivono alla cattura, in quanto viene fatta con lacci che spesso, a causa della brutalita` degli accalappiacani ne provocano la morte per soffocamento. Guardate questo video! Dal 1 gennaio 2009 la situazione e` drammaticamente peggiorata a Zagabria. Il comune ha stabilito che i cani dovevano essere tutti detenuti in un unico canile, il canile di Dumovac. Il canile e` stato realizzato nel 2000 (in realta` e` una stalla riadattata) senza un regolare permesso che ancora oggi non ha ottenuto. Il canile si trova a 500m dal crematorio Sevetski Kraljevac e a 30km dalla citta`, cosicche´nessuno viene a visitarlo. La capacita` del canile e` di 150 cani, il che risulta insufficiente rispetto al numero di cani abbandonati a Zagabria e alla normativa europea (un posto cane ogni 800 abitanti, secondo la quale a Zagabria dovrebbero esserci 1200 posti cane). Per quattro anni il canile non ha avuto i collegamenti all'acquadetto e tutt'oggi non ha : il riscaldamento (l'acqua delle ciotole ghiaccia d'inverno e i cani non riescono a bere), le fognature, l'ombra d'estate, uno spazio riservato alla quarantena di nuovi cani, un ambulatorio per cani feriti o malati, una sala operatoria, uno spazio riservato ai cuccioli come nemmeno box adeguati per i cani adulti. Nei box con gia` una decina di cani  vengono aggiunti i nuovi arrivati che spesso non sopravvivono in quanto vengono o divorati dai cani piu` grandi o non riescono a competere con gli altri e muoiono di fame visto che il cibo e` sempre pochissimo. Guardate anche quest'altro video! Nei primi sei mesi di attivita` del canile sono morti 93 cani  per motivi non identificati. Questi cani dovrebbero rimanere nel canile per due mesi dopo di che possono essere soppressi. Vista pero` la nuova situazione, ovvero che i 150 posti del canile sono sempre occupati i circa 1000 cani catturati all'anno vengono soppressi subito, lo stesso giorno della cattura. Questo impedisce alle associazioni di avere il tempo necessario per trovare una casa a tutti questi cani. La maggior parte delle associazioni si trova quindi impotente di fronte a questo massacro. Attualmente noi come gruppo non abbiamo la possibilita`, vista la distanza e i mezzi necessari, di intervenire. Vi preghiamo percio` di diffondere l'informazione per sensibilizzare piu` gente possibile. Noi continueremo a tenervi informati sulla situazione tentando di creare i mezzi di pressione perche´anche a livello internazionale si intervenga su questo. Le informazioni qui riportate sono tratte da siti croati (www.drugaprilika.com)

Gruppo "Un mondo sbagliato"
www.unmondosbagliato.wordpress.com 
unmondosbagliato@libero.it 

 
Pubblicato da Leonora il 17/04/2009 alle 20:19:40, in Notizie sparse, letto 1216 volte

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Lo sostenne l'Fbi negli anni 70 e oggi lo conferma il team del progetto "Link-Italia"

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«I serial killer sono bambini a cui non è stato detto mai che è sbagliato cavare gli occhi a un animale». A dirlo in termini lapidari fu Robert Ressler, investigatore e criminologo del Fbi che negli anni 70 coniò la definizione stessa di serial killer. Una lunga tradizione anglosassone di studi sul rapporto tra il maltrattamento sugli animali e il crimine violento, mai approfondita in Italia, è ora oggetto di riflessione del progetto Link-Italia, lanciato da un team formato da operatori sociali, psicologi, psichiatri e avvocati. L'obiettivo è in primis la raccolta di dati su un fenomeno di forte evidenza e gravità, ma scarsamente o per nulla valutato nelle azioni investigative e di prevenzione del crimine. Infatti laddove i dati sono stati raccolti, il maltrattamento di animali è apparso come un vero e proprio tirocinio di violenza contro le persone: più del 70% delle donne che hanno subito abusi domestici ha dichiarato che il marito aveva prima ferito o ucciso l'animale di casa, il 50% degli stupratori confessa di aver maltrattato animali durante l'adolescenza. Esistono anche luoghi, come Sidney, dove la polizia ha verificato negli anni che nella totalità degli omicidi a sfondo sessuale gli aggressori avessero avuto storia di maltrattamento di animali.

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«Eppure - è il commento di Francesca Sorcinelli, educatrice professionale e specializzanda in criminologia che coordina il progetto Link - si tratta di ricerche sinora solo retrospettive, svolte nei paesi anglosassoni, su un argomento che in Italia è quasi sconosciuto. Ma per chi lavora in questo settore il collegamento tra la violenza sull'animale, percepito come soggetto debole, e quella su donne e bambini è assolutamente evidente. Lo scopo del nostro lavoro è far capire l'importanza della risposta che il mondo adulto dà alle manifestazioni di violenza contro gli animali da parte degli adolescenti: bisogna rendersi conto che l'atteggiamento di indifferenza che comunemente si ha verso questo tipo di prevaricazioni non trasmette un messaggio di neutralità, ma viene invece percepito dal ragazzo come complice e giustificatorio. Ai suoi occhi, sono i soprusi in quanto tali ad essere legittimati. E da quel momento la possibilità dell'abuso rischierà di sofisticarsi e ampliarsi ai soggetti umani, fino a costituire una vera e propria abitudine alla violenza».

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Il neonato progetto Link ha una serie di proposte concrete in cantiere: innanzitutto la creazione di un database sulla base dei modelli americani, poi la pubblicazione del primo manuale di investigazione sul legame tra crudeltà su animali e crimine violento, l'attivazione di corsi di formazione per operatori che si occupano di violenza interpersonale, l'ampliamento del network, già attivo, di centri di recupero per animali scampati alla violenza in casa. Già sono stati formalizzati accordi di collaborazione tra gli operatori di Link-Italia e l'istituto di alta formazione in scienze criminologiche di Mantova, alcune aziende Asl, associazioni che operano nelle carceri e comunità per minori e tossicodipendenti.

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Nello stesso ambito sta lavorando anche il Cnr con una ricerca che vedrà la luce tra qualche mese per evidenziare il rapporto eventuale tra gli atti di bullismo e il maltrattamento degli animali. «Il discorso è molto ampio - spiega Camilla Pagani, ricercatrice dell'istituto di psicologia del Cnr e autrice dell'indagine - infatti non solo esercitare violenza e restare impuniti, ma anche assistere a certi spettacoli può rappresentare un serio pericolo per l'educazione dei più giovani. E' per questo che abbiamo analizzato anche il fenomeno del circo e come psicologi ci siamo espressi in favore di una legge che vieti l'utilizzo degli animali in qualsiasi tipo di spettacolo. Sotto il tendone essi vengono caricaturizzati e ridicolizzati per divertire. E non c'è niente di peggio dell'ilarità dei grandi verso un sopruso, che viene già percepito come tale anche in età giovanissima: può avere un effetto devastante nell'interpretazione del mondo di una psiche ancora in via di maturazione».

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Leonora Pigliucci
Fonte:
www.liberazione.it
09/04/2009

 
Pubblicato da Piero il 18/04/2009 alle 22:47:30, in anti caccia, letto 3658 volte

[COMUNICATO] 18 aprile 2009 - Isola di Ponza, spari e trappole sulla via del "popolo migratore". Positivo intervento anti-bracconaggio  del Corpo Forestale su segnalazione della Lega Abolizione Caccia.

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Due bracconieri presi con le mani  nel sacco.... e, nel sacco:  tortore, che, attirate da richiami elettroacustici, venivano a decine ammazzate insieme ad altri esemplari di specie protette.
Dopo anni di presidi e denunce, sull'isola di Ponza  il 2008 era stato l'anno della svolta,  grazie alla presenza del nucleo operativo antibracconaggio del CFS: l'isola era tornata una sorta di oasi primaverile per l'avifauna e la minaccia del bracconaggio sembrava in parte debellata, perchè la presenza degli agenti  sull'isola aveva tenuto lontano il vergognoso fenomeno della caccia illegale, sia con  sparo che con trappole, in periodo di caccia chiusa.
Questo era il bellissimo risultato ottenuto sulla spinta dei campi anti-bracconaggio che da 15 anni si svolgevano sull'isola; i presidi dei volontari contro gli spari illegali e la rimozione di centinaia di piccole trappole avevano convinto tutti che una delle isole piu belle del Tirreno doveva essere tutelata e difesa dai dai cacciatori di frodo.

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Ma quest'anno purtroppo il Noa non è stato mandato a Ponza per mancanza di fondi, e il bracconaggio ha rialzato la testa, con nuove sparatorie nel mese di aprile da parte di alcuni sconsiderati residenti.
Ma un piccolo gruppo di volontari e guardie volontarie della LAC, senza farsi scoraggiare grazie all'esperienza maturata,  si è recato  sull'isola all'inizio di aprile, riscontrando tristemente  un aumento esponenziale di trappoline per uccelli insettivori  posizionate negli orti e, in soli 2 giorni di presenza sul territorio, ne hanno rimossse 150, rinvenendo decine di uccelli protetti morti.
Il ritrovato e' stato consegnato, con cartine dettagliate sui luoghi del rinvenimento, al CFS di Latina, che prontamente ha potuto organizzare un blitz a sorpresa, il che ha permesso ai Forestali di poter acciuffare - il 18 aprile - due cacciatori in attività di bracconaggio; ricordiamo che la caccia dall'inizio di febbraio è chiusa in tutta Italia ed è vietata proprio per tutelare i riproduttori e i giovani nati; la cosa ancor più vergognosa è che in quel momento erano presenti sulla Piana di Monte Incenso (luogo tristemente conosciuto dai volontari della LAC, più volte minacciati, anche con armi da fuoco) ben 7 cacciatori di frodo, che se la sono data a gambe levate.
La pattuglia del Nipaf del CFS coordinata da S. Giulivo con molta abilità ha potuto cogliere di sorpresa due bracconieri in possesso anche di richiami elettroacustici vietati.

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Il buon risultato operativo deve comunque far riflettere, poichè in queste due settimane al numero telefonico LAC sono state tante le denuncie di protesta, fatte anche da turisti e stranieri in villeggiatura a Ponza; spiace constatare come un'isola che vive sul turismo non sia in grado di tutelare la propria immagine, che ogni anno viene minacciata da loschi individui pronti solo a infrangere le leggi, beffando anche le forze presenti sul territorio e mettendo a rischio l'incolumità dei turisti che ignari visitano Ponza, gioiello naturalistico del Mediterraneo.
 

Lega Abolizione Caccia, Ufficio Stampa

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 www.abolizionecaccia.it

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(contatto: 338 8713534 )

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Pubblicato da Piero il 22/04/2009 alle 14:00:16, in Diario di ValleVegan, letto 5838 volte

"Tempi da Lupi" presenta:

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PROGETTO ATLANTIDE 

movimento vegan per l'estinzione del denaro


Il PROGETTO ATLANTIDE è finalizzato a creare una rete di persone che si aiutino tra di loro senza l'utilizzo del denaro ma usando il surplus.

Viviamo in un era di contraddizioni dove surplus e crisi economica coesistono, questo perchè i banchieri controllano la nostra economia attraverso la creazione del denaro che ha il solo fine di ridurre in schiavitù una nazione (attraverso il debito pubblico) e di ridurre il potere d'acquisto della carta moneta che teniamo in tasca.

Il progetto inizierà nel creare dei nodi in tutta Italia dove avere delle persone di riferimento, chi entra a far parte del gruppo giurerà fedeltà alla solidarietà.

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Come contribuire al progetto?

Donerai tutto ciò che ti avanza senza chiedere nulla in cambio. Se ti avanza della frutta, dei mobili, dei vestiti, ecc... potrai donarli a chi partecipa nel gruppo e abita dalle tue parti. In mancanza di qualunque bene è ancora più apprezzata la donazione di mano d'opera!

Ogni associato beneficerà del surplus del prossimo ma allo stesso tempo è chiamato a rendersi utile alla communità donando il proprio surplus.

ATTENZIONE: Il gruppo è aperto a tutti ma vi sono regole rigide da osservare specie in ambito ambientalistico, chiunque si farà carico di danni o violenze verso la natura sarà espulso dalla comunità, in tal caso perderà ogni diritto verso il surplus che egli stesso ha donato alla comunità.
NON VERRA' AMMESSA NESSUNA VIOLENZA VERSO ANIMALI
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Esempi di surplus da offrire:
- Cibo vegano;
- Capi d'abbigliamento;
- Oggetti d'arredo;
- Libri;
- Film;
- Prestazioni intellettuali (lezioni di matematica, fisica, biologia, arte, filosofia, narrativa, ecc...);
- Mano d'opera (traslochi, costruzioni edili, agricoltura, ecc...);
- Posto letto o comunque alloggio;
- Pranzi e cene vegane;
ecc...

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Contatti: urtica@hotmail.it

http://tempidalupi.splinder.com/

 

 

211-25296

 
Pubblicato da Piero il 23/04/2009 alle 00:17:25, in anti caccia, letto 2620 volte

Attivisti italiani LAC e ValleVegan parteciperanno alle azioni anti caccia a Malta, come partners del CABS Committee Against Bird Slaughter, Operations 2009.

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L'arcipelago Maltese é uno dei più importanti siti di riposo per gli uccelli migratori europei. Dopo un lungo volo sopra il Mediterraneo, falconidi, ardeidi e passeriformi fanno una pausa qui per recuperare e prepararsi per il seguito del loro volo. Spesso, quando le condizioni climatiche sono sfavorevoli, le isole rappresentano il solo rifugio per gli innumerevoli uccelli migratori nel loro lungo viaggio tra il Sud Europa e il Nord Africa.
Sfortunamente, questa oasi naturale e sicura é diventata una trappola mortale.
Persino nel loro avvicinarsi alle isole, gli stormi di migratori iniziano ad essere sotto il fuoco dei cacciatori. La legislazione maltese sulla caccia permette ancora di sparare ad anatre, smerghi ed oche in mare aperto da motoscafi. Gli stormi tornano indietro presi dal panico; ma il loro istinto naturale li costringe a volare di nuovo verso le isole. Quelli che sopravvivono al primo battesimo di fuoco sono quelli che probabilmente cadranno vittime dei 13000 cacciatori e uccellatori che li aspettano sulla terraferma. Le scogliere della costa sono ricoperte con appostamenti camuffati e, dietro questi, gli uccellatori attendono le specie legalmente cacciabili e non, in un labirinto sovrapposto di centinaia di reti da cattura.

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Il CABS con i partners internazionali (tra cui LAC e ValleVegan) é fermamente impegnato a porre fine all'uccisione e alla cattura degli uccelli migratori a Malta.

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"Miriamo ad ottenere ciò tramite i nostri campi di protezione dei migratori, programmi educativi e campagne di protesta, come pure il nostro supporto alle organizzazioni locali nostre alleate. Il nostro obiettivo primario é di sensibilizzare la Commissione Europea e i membri del Parlamento Europeo al problema, attraverso eventi informativi e un lavoro selettivo di lobby".

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CONTATTI E INFORMAZIONI

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Tutte le informazioni si trovano sui siti www.vallevegan.org , www.abolizionecaccia.it , www.komitee.de

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Video: http://www.vallevegan.org/dblog/articolo.asp?articolo=727

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email di riferimento in Italia: attivismo@vallevegan.org , laclatina@abolizionecaccia.it

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Aggiornamenti dal campo e resoconto finale verranno comunicati in seguito.

 
Pubblicato da Piero il 23/04/2009 alle 12:33:38, in anti caccia, letto 2255 volte
Voto bipartisan, governo favorevole. Federfauna contro il sottosegretario Brambilla
Caccia, nessun giorno in più per sparare
Bocciato alla Camera un articolo di legge che avrebbe consentito alle regioni di adottare deroghe al calendario
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MILANO - La commissione Agricoltura della Camera ha soppresso il comma della legge comunitaria che introduceva una deregolamentazione dell'attuale calendario venatorio, che avrebbe attribuito alle regioni la possibilità di superare i paletti imposti dalla attuale legge 157 sulla caccia. La commissione ha dato parere favorevole agli emendamenti soppressivi della norma introdotta al Senato, ma ha bocciato anche tutti gli emendamenti degli ambientalisti per introdurre ulteriori vincoli alle «doppiette». Il voto è stato di ampia maggioranza ed ha avuto il parere favorevole sia del governo che del relatore Isidoro Gottardo (Pdl).



«DANNEGGIA IL TURISMO» - A favore della sua approvazione si erano espressi diversi esponenti della maggioranza, tra cui il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Michela Vittoria Brambilla, che aveva spiegato che «allungare i tempi in cui è possibile cacciare fa male al turismo». «La mia posizione in qualità di responsabile delle politiche turistiche nazionali - ha spiegato il sottosegretario- è una posizione che intende preservare la tutela del nostro ambiente e della sua fauna, in quanto questa è una delle ricchezze italiane che costituisce una forte attrattiva nei confronti del turismo di tutto il mondo. Il doveroso obiettivo che mi devo proporre e che mi propongo è quello di promuovere il nostro turismo e quindi evitare che vi siano interventi normativi che vadano a modificare i costumi scoraggiando il turismo ambientale e paesaggistico». Non solo: «Considerando che i cacciatori hanno libero accesso a tutti i fondi eccetto quelli in cui è espressamente vietato - ha sottolineato la Brambilla -, è facile capire che se i turisti italiani e stranieri sapessero che in un parco o in un bosco possono incontrare qualcuno che con il fucile in mano è a caccia di qualche disperata bestiola, non sarebbero incentivati a venire in Italia. Senza contare che così si metterebbe in serio pericolo l'incolumitá anche di bambini e cittadini». «Personalmente - ha poi aggiunto -credo che la caccia andrebbe esclusivamente abolita sempre e comunque perchè non posso comprendere quale piacere possa esserci nel praticare un'attivitá che vede nel momento dell'uccisione di un animale il momento della gratificazione e del divertimento».

CHI ESULTA E CHI NO - Le associazioni ambientaliste esultano e parlano di «atto di responsabilità» e di una «frattura evitata» con l'Europa. «È una grande, straordinaria vittoria per la natura - commentano in una nota congiunta una ventina tra le più rappresentative di associazioni ambientaliste - perchè in tal modo si tutelano realmente quei periodi che risultano più delicati per gli uccelli selvatici, che sono la riproduzione in estate e la migrazione nel mese di febbraio e in primavera». Di tutt'altra opinione Federfauna, che se la prende soprattutto con il sottosegretario Brambilla, «colpevole» di avere auspicato una prossima abolizione della pratica venatoria: «Con quanti voti personali è stata eletta la Brambilla? Quanti sono in Italia i cacciatori e tutte le persone che gravitano attorno al settore? Cosa succederebbe se questi ultimi cominciassero a raccogliere le firme per abolire la Brambilla?».
 
Pubblicato da Piero il 23/04/2009 alle 22:52:03, in anti caccia, letto 5457 volte

[COMUNICATO] 23 aprile 09, Liberazione.it

Campo anti bracconaggio all’isola del Giglio: mille lacci rimossi in 10 giorni.
In trappola questa volta mettiamoci il bracconiere.


Tornano a casa stanchi, accaldati e sudati; aprono gli zaini e rovesciano sul pavimento centinaia di sottili ma robusti fili di ferro. E’ il bottino di giornata: una media di cento trappole al dì. Campo antibracconaggio all’isola del Giglio, lo organizzano la Lega Abolizione Caccia e una fondazione romana di nome ValleVegan. Il grosso dei partecipanti viene da Roma e dintorni, ma ci sono anche presenze dal nord Italia.

“Ci siamo fatti le ossa nell’isola di Ponza, sullo Stretto di Reggio Calabria, nel Bresciano, in Sardegna, a Malta e Cipro – mi spiega Piero – Tutte zone dove l’attività venatoria, legale ed illegale, è diffusa in modo sistematico. Ora da un paio di anni siamo anche qui”.

In un paradiso ecologico dove va di moda braccare senza sosta gli animali selvatici, soprattutto i conigli.

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La scusa è che i conigli rovinano le coltivazioni. Ma, in molti casi, sembra solo un pretesto: parecchi orti hanno recinzioni salde ed estese, scavate a terra. Difficile immaginare che un coniglio riesca a passare. “La realtà è che molte persone il coniglio lo cacciano per mangiarlo o rivenderlo ai ristoranti”. Le trappole sono semplici e micidiali al tempo stesso: posizionando legni e pietre il bracconiere costruisce fuori dagli orti o addirittura nella macchia mediterranea dei sentieri obbligati. Poi fissa un cappio di fil di ferro, il coniglio passa, infila la testa, il cappio si stringe e l’animale resta bloccato. Rimane lì per ore, giorni; muore di fame, di sete, di paura.

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In dieci giorni di campo la ventina circa di persone che si sono avvicendate hanno rimosso un migliaio di lacci e una decina di sep. Le sep servono a catturare gli uccelli, che sono in periodo di migrazione. Un meccanismo a scatto ancorato a terra, con un’esca ben visibile in mezzo (un insetto, un pezzo di frutta o pane): l’uccello scende per mangiare e le due estremità scattano. Se gli va bene, si rompe l’osso del collo e muore subito; se viene preso per le ali, rimane ad agonizzare.

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Trovati anche diversi appostamenti di caccia temporanei su suolo demaniale: la legge vuole che vengano rimossi dai cacciatori a fine giornata, ma qui preferiscono lasciarli e risparmiarsi la fatica. La stagione di caccia è chiusa, ma torneranno buoni a settembre. Quando trovano una zona interessante, si dividono e la battono. Chini sugli arbusti lavorano di pinze e mani per tagliare i fili o scioglierli dalle canne posizionate. Viene messo tutto negli zaini, poi si va avanti. Verso il prossimo laccio, verso il prossimo coniglio morto.

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E’ bracconaggio, è reato penale, è distruzione sistematica della fauna selvatica, un patrimonio dell’ambiente italiano. Raccolgo le confidenze di un isolano: “Anni fa andavano di notte a sparare ai conigli. Con il fucile e una torcia innestata. Poi le forze dell’ordine hanno fermato parecchia gente”. Meglio le trappole: più subdole, meno vistose e soprattutto meno rumorose. All’isola del Giglio c’è il coniglio selvatico, ma sono stati introdotti anche molti capi alloctoni per cacciarli. E la situazione è sfuggita di mano. La caccia come reale causa del problema e come presunta soluzione dello stesso: tragicomico paradosso italiano. Il caso limite nel nostro paese è quello dei cinghiali ungheresi, più grossi, robusti, voraci e prolifici dei nostrani. I cacciatori li hanno introdotti per diversificare il divertimento. Di fronte al danno ecologico provocato dai nuovi animali, il mondo venatorio invoca mano libera per ‘controllare’ la popolazione.

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I ragazzi percorrono l’isola a piedi, battendo i sentieri degli escursionisti o buttandosi nella macchia. Si impara presto a non cercare le trappole (spesso sottili e invisibili), ma l’impalcatura che serve a sorreggerle. Se c’è un bastone orizzontale a pochi centimetri dal suolo, è quasi sicuro che attaccato ci sia un laccio. O anche più di uno: è stato trovato un legno che aveva innestati fino a quindici cappi. Perlustrano radure e confini degli orti, senza mai entrare nella proprietà privata. Alcuni abitanti del posto non la prendono bene: i primi giorni qualche lugubre occhiata, poi un crescendo di insulti, minacce e anche aggressioni.

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Un ragazzo è stato assalito con un bastone da una persona lungo la strada asfaltata.

“Ma ci siamo abituati – spiega Piero – Se partecipi a un campo devi mettere in preventivo le aggressioni. L’importante è rimanere tranquilli e non rispondere alle provocazioni. E il lavoro non finisce oggi: documentiamo tutto per far sapere anche all’esterno cosa succede qui”.

 

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Liberazione Animale

pagina 16 su liberazione.it del 23/4/09

 
Pubblicato da Piero il 24/04/2009 alle 16:07:01, in Vegan Training, letto 1903 volte

Fine settimana di conferenze sullo stile vegan, al c.s. "Il Riciclo" a Trastevere, Sabato 2 e Domenica 3 Maggio.

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Gli incontri hanno lo scopo di fornire quelle informazioni che in una societa' mossa da interessi commerciali sono spesso oscurate a favore di comportamenti che si stanno dimostrando sempre piu' insostenibili per persone, animali ed ambiente.
La prima serata trattera' un tema antispecista, cioe' i motivi per i quali non si puo' piu' accettare un'alimentazione carnea, mentre in quella successiva si parlera' di nutrizione.

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Ecco il programma:

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Sabato 2 Maggio, ore 18,00
Proiezione dei seguenti video:
A Life Connected
Earthlings

Conducono la serata il Dott. Lidio Maresca, sociologo ed Andy De Paoli, scrittore esperto internazionale di diritti.

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Domenica 3 Maggio, ore 20,30
L'alimentazione nel corso del ciclo vitale.
a cura del Dott. Prof. Vincenzino Siani, medico chirurgo specializzato in medicina dello sport,  nutrizionista e docente universitario, presidente dell'associazione Nutrizione Olistica ( www.nutrizioneolistica.it ) e socio di SSNV (Societa' Scientifica di Nutrizione Vegetariana).

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Gli incontri sono organizzati da Gianfranco Longo, socio di SSNV e moderatore del forum (www.scienzavegetariana.it/forum ), durante le serate sara' funzionante un bar-buffet e disponibile un tavolo libri di seconda mano allo scopo di coprire i costi organizzativi, mentre ulteriori avanzi di gestione saranno donati ad SSNV, associazione no-profit che da anni si occupa di divulgare informazioni medico-scientifiche sull'alimentazione vegetariana.

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Il centro sociale "Il Riciclo" si trova in via Gustavo Modena 92, Roma, vicino piazza Sonnino, zona trastevere. In pullman e' raggiungibile dalla stazione Termini con la linea H.

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Per ulteriori informazioni e prenotazioni (non obbligatoria ma preferibile) scrivere a gianfrancolongo@atlavia.it o chiamare il 3356147857.

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(immagine di Andy De Paoli)

 
Pubblicato da cristiano il 25/04/2009 alle 11:11:25, in romantispecismo, letto 2099 volte
riceviamo e diffondiamo:

"Nel pieno della nostra vita edonistica, ostentata e tecnologica, esistono delle "scatole nere". Queste "scatole nere" sono i laboratori di ricerca biomedica, gli allevamenti e i macelli: aree separate, anonime, dove la nostra società conduce i suoi sporchi affari fatti di violenza e sterminio di innocenti esseri senzienti. Queste sono le nostre Dachau, Buchenwald e Birkenau. Come i bravi cittadini tedeschi, abbiamo le idee chiare su cosa accade lì dentro, ma non vogliamo saperne nulla."

Siamo sicuri che l'abominevole pensiero di superiorità che spinse i nazisti nel perseguire il loro progetto non continui a riprodursi nelle nostre teste?
Parafrasando Charles Patterson: Auschwitz inizia ogni volta che guardiamo una mucca, una gallina, un coniglio e pensiamo "E' solo un animale!".
Basandoci su un principio di superiorità di specie, quella umana sulle altre (specismo n.d.a), abbiamo rinchiuso gli ALTRI animali in moderni campi di sterminio: sfruttamento per la produzione, uccisione di massa, fosse comuni e inceneritori.
Riproduciamo una storia, che c'è stata raccontata e che continuiamo a raccontare, una storia che come tutta la Storia è narrata dai vincitori.
E' la storia di un popolo che continua a distruggere a ritmo incalzante le risorse naturali che lo circondano distruggendosi il futuro.
E' la nostra storia. La storia dell'umanità che si è eletta padrona assoluta dell'esistente non percependosi più come una delle tante specie che abitano la Terra ma considerandosi LA SPECIE.
Attraverso millenni di menzogne (religiose e politiche), utili alla riproduzione dei rapporti di potere, abbiamo consumato ogni vita compresa la nostra depredando, in nome della scienza e della cultura, ogni centimetro del pianeta.
Siamo convinti di volare mentre la nostra è una caduta libera e presto ci schianteremo!

Siamo complici di questo ecocidio se non ci opponiamo all'abbattimento di interi ettari di foreste che sono serviti e servono per quello che viene definito allevamento ma che altro non è che la sottomissione di un animale, altro da noi, al nostro volere. Siamo complici fino a quando nasconderemo a noi stessi l'orrenda verità che si cela nei macelli. Siamo complici finchè continuiamo a raccontarci che non possiamo farci nulla, che soli non cambieremo l'ordine delle cose. Siamo complici perchè la nostra storia, quella che ci raccontiamo giorno dopo giorno, ha una premessa assoluta "Le cose sono sempre andate così".
Nuove Auschwitz vengono erette in nome del denaro, abbiamo trasformato individui unici in merce, in prodotti, smembrando le loro carni. La logica del profitto ha invaso persino le nostre tavole. E' un genocidio che ha cambiato nome: alimentazione carnea. Pensiamo di disporre della vita di altri esseri viventi, considerandoli qualcosa e non qualcuno, non concependo la caratteristica peculiare della vita ovvero il valore intrinseco per chi la vive.
Come i nazisti ci raccontiamo che siamo superiori, una specie superiore; come loro abbiamo iniziato una guerra per il dominio del mondo, solo che i nostri nemici sono inermi; in egual modo abbiamo costruito campi di sterminio solo che li abbiamo chiamati macelli e come loro non ci rendiamo conto del nostro folle progetto.

Partigiani della liberazione animale
 
Pubblicato da marco il 27/04/2009 alle 17:09:11, in Notizie sparse, letto 2828 volte

L'influenza suina che ha già fatto 110 vittime in Messico (nelle ultime 24 ore sono morte altre sette persone a Città del Messico) è arrivata in Europa: un caso accertato è stato riscontrato in Spagna, mentre si contano diversi casi sospetti nel Vecchio Continente. Il ministro della Sanità spagnola Trinidad Jimenez ha fatto sapere che sono risultati positivi i test per l'influenza suina effettuati su un 23enne di Almensa (sud-est della Spagna) rientrato dal Messico il 22 aprile. L'articolo di Corriere.it


 
Pubblicato da Piero il 06/05/2009 alle 21:56:53, in Notizie sparse, letto 1572 volte

Il 10 MAGGIO dalle 11.00 di mattina fino a tarda sera, presso la Villa Vegan Occupata (Milano) organizziamo una giornata di autoproduzioni per andare contro il becero mercato che ogni giorno crea futili bisogni, sfrutta e uccide l'uomo e la natura; contro questo sistema che ci sta logorando, dove il denaro sembra poter risolvere tutti i nostri problemi di tempo, infelicità, e insoddisfazione.

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In quest'occasione il mercato lo facciamo noi, con le nostre forze, autogestito, autoprodotto, per scambiare saperi e curiosità, ritrovarsi insieme e proporre tutto ciò che sappiamo fare aiutandoci l'un con l'altro, per ritrovare la gioia della solidarietà.

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Chiediamo a tutti coloro che vorranno partecipare di portare solo i loro prodotti vegan, perché questo mercato ha dato il significato di merce di consumo anche agli animali, sfruttandoli in tutti i modi possibili.
Una giornata intera di autoproduzioni,workshops pratici, baratto, banchetti informativi, pranzo e cena vegan cucinata da Food Not Bombs street team Milano a offerta libera, e pizzata benefit per la rivista antispecista "La Nemesi".

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Durante la serata concerto Mossuraya + Forest Yell.
Porta le tue autoproduzioni vegan*
porta la tua distro
Porta i tuoi saperi
Porta quello che hai per il baratto (hai qualcosa da scambiare? portalo in Villa!)
Porta il tuo cane al guinzaglio, in quanto insieme a noi vivono animali liberi (galline, gatti e cani)

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Villa vegan Occupata via Litta Modignani 66 MILANO
Bus 40-41-82 oppure FNM Affori (10 minuti a piedi)
per qualsiasi domanda o informazione 3313943701 veganvilla@yahoo.it

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*privo di derivati di origine animale: carne, pesce, latticini, uova, miele, pelliccia, pelle, lana, seta, piume d'oca

 

 
Pubblicato da Piero il 06/05/2009 alle 22:43:00, in anti caccia, letto 4877 volte

Riceviamo e pubblichiamo il dossier (con lettera) sulla caccia, scritto da Paolo Ricci, di cui ci aveva anticipato i contenuti dal vivo, qui a Vallevegan, un mese fa.

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LA CACCIA “NO - LIMITS” - INDICE DI PROFONDA INCIVILTA’ - E LA FANDONIA DEI CACCIATORI DI SINISTRA

 
Vivo in Inghilterra e sono rimasto stupefatto quando ho letto alcuni articoli riguardo l’oscena legge
“apri-caccia-liberi-tutti” che se presentata dove vivo avrebbe creato i presupposti per una rivolta.
Come italiano residente all’estero provo vergogna nel leggere che un manipolo di deputati - tra i quali immagino parecchi inquisiti - abbiano tentato di far passare l’emendamento del fuoco sui migratori e le altre barbarie inclusa quella di far sparare i sedicenni (perché non i neonati?). Siamo un paese selvaggio che disconosce il volere popolare e pratica una democrazia  rabberciata. Infatti non si capisce come sia possibile presentare una legge che trova il favore del solo 7 per cento dei votanti. E’ qualcosa di incredibile osservare la supina accettazione dei partiti al volere di una lobby prostrata da un crollo epocale (quasi un milione di cacciatori in meno in un decennio). Non si riesce a capire come una lobby perdente e perniciosa riesca a imporre a una classe politica da operetta il proprio vergognoso volere. E anche se la norma “no - limits “ è  saltata, cambia poco; è il fatto che ci hanno provato e ci riproveranno che offende. 
Che democrazia è questa se si disconosce la volontà di una maggioranza ( 88 per cento) e si impone quello di una sparuta minoranza (7 per cento)?     
E colpisce per  uno come me - che ha sempre votato a sinistra - leggere che questa legge oscena abbia trovato i maggiori consensi tra il popolo di “sinistra”. Colpisce e fa vergognare.

Giorni fa incontrai una dirigente del PD in una città del nord e durante la cena le chiesi perché il suo partito sosteneva i cacciatori ignorando milioni persone che difendono il non umano.
Le chiesi: se otto italiani su dieci detestano la caccia perché la sostenete?
La signora mi rispose: “Perché dicono – disse proprio così: dicono – che i cacciatori sono tutti di sinistra”.
“Sinistra” è diventato un termine vago. Ce lo ha ricordato Rutelli giorni fa, identificando il PD come un partito di centro. In effetti, la confusione è grande sotto il cielo. La gentile signora – che è un ex DS -  intendeva dire che i cacciatori sono prevalentemente di centro – sinistra – sinistra. Questo voleva dire.
Le risposi che quella dei cacciatori “prevalentemente di sinistra” era un’idea errata e le dissi che le avrei mandato una sintesi che avrebbe provato l’opposto.
Ci ripensai, rimuginai la risposta e le inviai una sintesi che avrebbe dovuto aiutarla a comprendere un problema che fa perdere molti voti alla “sinistra” (uso le virgolette per non offendere i “teodem”).
Le scrissi anche che sono un elettore che ha sempre votato a sinistra è ha il sacrosanto diritto di cercare di far capire a gente confusa – o che fa finta di esserlo -  quello che ignora a proprio discapito.
Continuai dicendo che speravo che rispondesse a quello che scrivevo e che la sintesi avrebbe dovuto fugare l’idea malsana che i cacciatori sono prevalentemente di centro – sinistra – sinistra.
Conclusi chiarendo che il vero problema non è essere dalla parte di chi è più organizzato e ha più soldi (anche le SS erano più organizzate ed efficienti del movimento operaio in Germania) il problema è etico: con quello che accade al pianeta e al non umano (specie, foreste, mari ecc… ecc) essere dalla parte dei cacciatori è ormai una cosa ignobile. E  perdente. Una manciata di voti in Toscana e Umbria non li avrebbe ripagati dei vantaggi supposti.  Il documento lo mandai e la signora, ovviamente, non rispose.

Un fatto resta: l’idea che la caccia sia prevalentemente di “sinistra” è un’immane fesseria.
Di una cosa sono sicuro: i “pidiessini” faranno finta di niente. Non risponderanno mai. Il problema della caccia è per loro tabù come i preservativi per la Chiesa. Ma i tempi cambiano e questi errori si pagano.

Ma arriviamo al dunque: 

Quanti sono i cacciatori in Italia?

Nel 2006 il numero dei cacciatori in Italia era di  765.404 unità

271.904 nel Nord
255.766 nel Centro
237.734 nel Mezzogiorno

Nel 2009 i cacciatori sono circa 700.000.

I cacciatori sono prevalentemente di sinistra?

I cacciatori prevalentemente di Centro - Sinistra - Sinistra sono un gran balla:
La metà dei cacciatori è iscritta da sempre a Federcaccia, che tutto è meno che una sigla di sinistra e ha avuto per decenni come presidenti deputati democristiani come Giacomo Rosini.
L'ANUU e CONFAVI (l’associazione di Berlato, che raggruppa piccolissime sigle estremiste) hanno molti aspetti di contiguità al nord con Lega e AN rispettivamente.
L'arcicaccia è al 10%. Quindi la balla dei cacciatori di sinistra è colossale.

Aderenti alle varie associazioni dell’UNAVI
(statistiche basata su 707.359 cacciatori - anno 1999 -
www.mondocaccia.it.)

Federcaccia        414.222     58,5%
Enalcaccia           84.543      11,9%
Arcicaccia            83.306      11,7%
Libera  Caccia      80.193      11,3%
Annu                    25.675      3,6%
Italcaccia              19.420      2,7%


Cosa pensano gli italiani della caccia?
(Indagine Eurisko)
 
Otto italiani su dieci vogliono abolire la caccia, contro le doppiette soprattutto le donne e i giovani sotto i 25 anni. A favore soltanto il 5,9%.  Assolutamente contrari alla caccia quasi otto italiani su dieci che si oppongono strenuamente anche a ogni ipotesi di liberalizzazione del settore venatorio. Lo zoccolo duro del popolo anti-doppiette sono le donne, in special modo le casalinghe, seguite dai giovani, soprattutto gli under 25, particolarmente sensibili all'ambiente e determinati a difendere a spada tratta la natura. Ecco l'Italia anti-caccia così come è stata fotografata da un sondaggio commissionato a Eurisko. Contraria alle doppiette è il 74,1% della popolazione, favorevole un esiguo 15,2%. Molto favorevole uno sparuto 5,9%; quest'ultimo baluardo della caccia si compone, per lo più, da cacciatori e individui che rappresentano l'indotto (ex-doppiette, familiari, simpatizzanti, chiunque abbia interessi economici al riguardo.) A osteggiare un'ulteriore liberalizzazione del settore venatorio è l'82,5% del campione, d'accordo solo il 9,8%. I più convinti della liberalizzazione rappresentano il 4,3%.
 
Il numero dei cacciatori cresce o diminuisce?
 
I cacciatori calano con una continuità impressionante:
nel 1980 erano 1.701.853
nel 1990: 1.446.935
nel 2000:  801.835
nel 2006:  765.404
nel 2009 circa 700.000

dal 1980 al 2006 hanno subito un calo vertiginoso di 936.44 unità.
Quasi un milione in meno.
 
Numero dei cacciatori in Italia dal 1980 al 2006:

1980 1.701.853
1981 1.685.105
1982 1.622.321
1983 1.593.151
1984 1.585.709
1985 1.574.873
1986 1.571.630
1987 1.564.492
1988 1.500.986
1989 1.481.028
1990 1.446.935
1991 1.315.946
1992 1.135.228
1993 1.023.157
1994 966.586
1995 901.006
1996 874.627
1997 809.983
1998 796.019
1999 821.455
2000 801.835
2001 791.848
2002 800.457
2006 765.404

Il numero dei  vegetariani cresce o diminuisce?
 
Mentre i cacciatori calano, i vegetariani crescono smisuratamente.
Secondo vari fonti sono cresciuti dal 2000 al 2006 di 4 milioni e mezzo di unità.

Ecco i dati:
2000 2,5%,   circa 1,5 milioni. Fonte: ISTAT.
2001 4,8%,   circa 2,8 milioni. Fonte: Tiscali
2002 5,0%,   circa 2,9 milioni. Fonte: Eurispes marzo 2002.
2004 7,9%,   circa 4,6 milioni. Fonte: FADOI, maggio 2004.
2004 9,5%,   circa 5,5 milioni. Fonte: AC Nielsen, agosto 2004, campione 17.000 persone.
2004 10,6%, circa 6,1 milioni. Fonte: La Repubblica, 2004.
2006 10,4%, circa 6,0 milioni. Fonte: Eurispes su dati AC Nielsen 2004.

E i vegani?

E secondo Nielsen ed Eurispes i soli vegani rischiano di diventare più numerosi dei cacciatori:
2004 1,0%, circa 580.000. Fonte: AC Nielsen, estate 2004, campione di 17.000 persone.
2006 1,1%, circa 600.000. Fonte: Eurispes su dati AC Nielsen 2004.
 
Sono esagerate queste statistiche?
 
Forse lo sono. Diciamo che siano valide al 50%. Vi sembrano pochi 3 milioni di vegetariani - che per assoluta chiarezza , cito come  zoccolo duro dell’animalismo,  perché  ci sono milioni di persone che, pur non essendo vegetariane, detestano caccia e vivisezione? E anche i 160.000 buddisti non vanno considerati?
 
Crescerà ancora il numero dei vegetariani?

A questo proposito l'Eurispes - che conferma il numero dei vegetariani nel nostro paese e ci informa che nel 2050 saliranno a 30 milioni: la metà circa della popolazione. E il Consumer Analysis Group inglese ci mette al corrente  che il vegetarianismo sarà la norma dal 2047; che il 45% della popolazione britannica mangia meno carne mentre il 25% sta contemplando la scelta vegetariana; questo significa che 14.500.000 persone sono potenziali vegetariani. Si aggiunga a questa cifra i quattro milioni di vegetariani già esistenti e 250.000 vegani (The Guardian del 22 febbraio 2005) e si avrà un’idea della forza del futuro movimento animalista: quasi 19 milioni su una popolazione di 59.5 milioni di persone.

Quanti sono gli animali uccisi durante la stagione venatoria?

In Italia con una popolazione di 58.000.000 abitanti si massacrano 150.000.000 di animali, negli Stati Uniti, con una popolazione di 299.000.000 di abitanti  se ne uccidono 134.000.000.

E il referendum sulla caccia?

Un punto di riferimento è il referendum del 1990. Nel 1990: gli italiani aventi diritto al voto erano 49.000.000, se non erro, per raggiungere il quorum erano necessari 24.033.209 votanti. Il quorum non fu raggiunto per la mancanza del 7,7 % dei voti. Evitiamo riflessioni sul non raggiungimento del “quorum” per non spargere sale su ferite ancora aperte. Lo sappiamo: il 23% degli italiani non votano per protesta, il 44,4% per apatia. Inoltre nel 1990 esisteva ancora un esercito di elettori defunti o irreperibili nelle liste “Aire”: circa 1.200.000 persone. E se non si riescono a mobilitare i cittadini davanti ad una potenziale svolta maggioritaria, che possibilità esiste di raggiungere il “quorum” in un referendum riguardante poveri animali che equivalgono a “res nullius”?
Analizziamo il voto del 1990, e cerchiamo di interpretare le cifre:
il 43,3% degli aventi diritto al voto votarono per il referendum del 1990 = 21.070.000 
Di questo 43,3% il 92,3% si espresse contro la caccia = 19.447.610
Il 7,7% si espresse a favore della caccia = 1.622.390
Se ne deduce che circa 19.447.610 italiani erano potenzialmente contro la caccia.
Non è difficile intuire che chiudere i terreni privati ai cacciatori equivaleva ad una specie di morte venatoria.
Nel 1990 i cacciatori erano 1.446.935 ora sono meno della metà
Se ne deduce che il sentimento degli italiani verso la caccia ha raggiunto livelli di negatività
abissale. Conclusione: i partiti li difendono e li corteggiano. Perché ?

Quanti sono gli animali nelle case italiane?

Sono 45.000.000 gli animali che vivono nelle case degli italiani, tra i quali 6.500.000 cani e 8.000.000 di gatti.

Portano voti i cacciatori?

La risposta, come un allegro “refrain”, è sempre la stessa: portano voti e sono radicati nel territorio.
Ma è così? Portano voti? E dove sono i cacciatori in questo paese?

Nel Nord, con l’esclusione dell’Emilia e Romagna,  dove la “sinistra” boccheggia e PDL e Lega trionfano, sono 271.000. 
Piemonte                       30.060
Valle d’Aosta                  1.533
Lombardia                    86.135
Trentino Alto Adige       7.399    
Veneto                          58.158
Friuli Venezia Giulia    11.121
Liguria                           23.603

Nella fascia rossa, se mi si permette di usare questa logora espressione, ove la “sinistra” raccoglie un notevole numero di voti, sono 206.417, ma nel 1999 erano 244.508.
Emilia Romagna             53.895             
Toscana                          109.304                          
Umbria                             43.218

Nelle Marche e nel Lazio, esterni alla fascia rossa, sono 103.244
Marche                             33.002
Lazio                                70. 242

In Abruzzo e Molise, che non concedono un’enormità di voti alla “sinistra”, sono 19.030 
Abruzzo                           14.859
Molise                                4.171

Nel Sud che non dà un grande numero di voti alla sinistra i cacciatori sono 125.610
Campania                          46.874
Puglia                                32.012
Basilicata                            7.833         
Calabria                             38.891

Nelle isole, che di voti ne concedono assai pochi, i cacciatori sono 88.479
Sicilia                                 49.588
Sardegna                             43.588                


Come hanno risposto gli italiani all’autorizzazione alla caccia di altre specie attualmente non cacciabili?

(Sondaggio Ipsos 11 marzo 2009. La Repubblica)

Siete favorevoli ad autorizzare la caccia ad altre specie attualmente non cacciabili?
FAVOREVOLI  =
MEDIA ITALIANA:  7%
PDL + LEGA: 5%
PD + IDV: 7%
ALTRI PARTITI: 16%
NON RISPONDE: 5%

Siete favorevoli ad autorizzare la caccia agli uccelli migratori?
FAVOREVOLI =
MEDIA ITALIANA:  6%
PDL + LEGA: 3%
PD + IDV: 6%
ALTRI PARTITI: 8%
NON RISPONDE: 5%

Siete favorevoli a rilasciare licenze per cacciare ai giovani di 16 anni?
FAVOREVOLI =
MEDIA ITALIANA  6%
PDL + LEGA  5%
PD + IDV 7%
ALTRI PARTITI 4%
NON RISPONDE 5%

Quante sono le vittime della caccia in Italia abbattute dal fuoco “amico”?

Associazione Vittime della Caccia

DATI DAL 1 SETTEMBRE 2008 AL 31 GENNAIO 2009
(Periodo corrispondente alla stagione venatoria)

I DATI DELLE VITTIME PER ARMI DA CACCIA
EPISODI DI CRONACA OSSERVATI: 127, da cui rilevate 136 vittime (tra morti e feriti) 44 tra la gente comune.
TOTALE FERITI:  94     
TOTALE MORTI  42
FERITI CACCIATORI  67 - FERITI GENTE COMUNE 27
MORTI CACCIATORI  25 - MORTI GENTE COMUNE 17
TOTALEVITTIME (morti e feriti) tra I CACCIATORI: 92
TOTALEVITTIME (morti e feriti) tra la GENTE COMUNE: 44
TOTALI VITTIME AMBITO VENATORIO 103
VITTIME GENTE COMUNE (Feriti 13 - Morti 3 ) TOTALE 16
VITTIME CACCIATORI (Feriti 65 - Morti 22 ) TOTALE87
TOTALI VITTIME ARMI DA CACCIA IN AMBITO EXTRA-VENATORIO 33
VITTIME GENTE COMUNE (Feriti 14 - Morti 14 ) TOTALE28
VITTIME CACCIATORI (Feriti 2 - Morti 3 ) TOTALE5
VITTIME PER MUNIZIONE SPEZZATA: 42
VITTIME PER MUNIZIONI A PALLA UNICA: 37
ELISOCCORSI INTERVENUTI   25

Quanti sono I deputati e i senatori che sostengono la caccia e a che partito appartengono?

Nel 2007 per iniziativa dell'On. Luciano Rossi prese vita l'Intergruppo Parlamentare "Amici del Tiro, della Caccia e della Pesca". Nella presente legislatura l’intergruppo è composto da 111 “amiconi”  (un numero superiore del numero degli inquisiti) che appartengono ai seguenti partiti:

PDL      85
PD          9
LEGA    8
IDV        5
UDC      3
MISTO  1

Quali sono le funzioni dell’intergruppo?

Cito il loro sito: “Oltre a rappresentare un ulteriore momento di aggregazione, riflessione e approfondimento, l'intergruppo ha come obiettivo quello di intervenire in tutti i contesti istituzionali e legislativi al fine di favorire la crescita e lo sviluppo di queste attività” (sic!)

Quali erano gli aderenti dell’intergruppo nel 2007? 

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CAMERA

Forza Italia
Luciano Rossi
Gioacchino Alfano
Franco Brusco
Cesare Campa
Remigio Ceroni
Francesco Colucci
Stefania Craxi
Salvatore Cicu
Giovanni Dell'Elce
Manuela Di Centa
Domenico Di Virgilio
Giuseppe Fallica
Paola Elisabetta Gardini
Antonello Iannarilli
Simonetta Licastro Scardino
Giuseppe Francesco Maria Marinello
Giovanni Marras
Filippo Misuraca
Paola Pelino
Mario Pescante
Sergio Pizzolante
Egidio Ponzo
Massimo Romagnoli
Roberto Tortoli
Mario Valducci

AN
Luca Bellotti
Domenico Benedetti Valentini
Enzo Raisi
Stefano Saglia
Roberto Salerno
Roberto Ulivi
Marco Zacchera

Lega Nord
Goisis
Stefano Allasia
Federico Bricolo
Guido Dussin
Giovanni Fava
Maurizio Fugatti
Enrico Montani
Gianluca Pini
Marco Pottino
Giacomo Stucchi

UDC
Emerenzio Barbieri
Leonardo Martinello
Maurizio Ronconi
Michele Tucci

UDEUR
Gino Capotosti

DS-Ulivo
Giampiero Bocci
Emilio Del Bono
Claudio Franci
Antonio Rusconi
Giovanni Sanga
Francesco Tolotti

Nuovo PSI
Lucio Barani

Comunisti Italiani
Katia Bellillo

Misto Mov. Autonomie
Giuseppe Maria Reina


SENATO

Forza Italia
Maria Elisabetta Alberti Casellati
Franco Asciutti
Alfredo Biondi
Valerio Carrara
Guido Viceconte

AN
Filippo Berselli
Learco Saporito

UDC
Luigi Maninetti

DS-Ulivo
Gianni Nieddu

Misto PDM
Pietro Fuda

Ital. Nel Mondo
Sergio De Gregorio

Conclusione.

Domanda da un milione di dollari ai politici di “centro –sinistra – “sinistra”:

CONSIDERANDO CHE OTTO ITALIANI SU DIECI VOGLIONO ABOLIRE LA CACCIA;
CONSIDERANDO CHE CONTRARIA ALLA CACCIA È IL 74,1% DELLA POPOLAZIONE E FAVOREVOLE È UN ESIGUO 15,2%;
CONSIDERANDO CHE I VEGETARIANI, LO ZOCCOLO DURO DELL’ANIMALISMO, CRESCONO ESPONENZIALMENTE E SONO DIVENTATI NEL 2006 SEI MILIONI, IL 10,4% DELLA POPOLAZIONE SECONDO L’EURISPES, MENTRE I CACCIATORI SONO CALATI DAL 1980 AL 2009 DI QUASI UN MILIONE DI UNITÀ;
CONSIDERANDO CHE IL NUMERO DEGLI ITALIANI CONTRARI AI CAMBIAMENTI EFFETTUATI DAL GOVERNO BERLUSCONI RIGUARDO LA NUOVA LEGISLAZIONE SULLA CACCIA SONO L’88% DELLA POPOLAZIONE;
CONSIDERANDO QUELLO CHE STA ACCADENDO NEL MONDO  RIGUARDO LA DEVASTAZIONE DEL PIANETA E IL MASSACRO DELLE SPECIE;

PERCHÉ SOSTENETE SEMPRE I CACCIATORI E IGNORATE QUESTA MASSA DI PERSONE CHE HANNO A CUORE IL PROBLEMA DELLA SOFFERENZA DEL NON UMANO E NON VI VOTANO PERCHÉ CONSIDERANO IL VOSTRO SOSTEGNO ALLA CACCIA E ALLA VIVISEZIONE OFFENSIVO ?
E’ STRATEGICAMENTE INTELLIGENTE PERDERE TUTTI QUESTI VOTI? E’ ETICO? E’ GIUSTO? PERCHÈ LO FATE?
 
Paolo Ricci

ILFRACOMBE
DEVON
U.K.
E Mail:
ricci@esperia.fsnet.co.uk

www.ahimsa.it

 
Pubblicato da Piero il 06/05/2009 alle 23:26:28, in Notizie sparse, letto 1936 volte
Sono in atto in diverse zone le migrazioni dei rospi verso i luoghi di riproduzione.
Purtroppo durante il loro tragitto devono attraversare le strade in cui moltissimi perdono la vita sotto le ruote delle automobili.
La LAC da più di dieci anni organizza in collaborazione con il Centro Studi Arcadia, la Campagna Rospi, in cui i volontari si recano sui posti della migrazione per monitorare e salvare le popolazioni di bufobufo.
Se vuoi partecipare anche tu a questa attività scrivi a bufobufo@abolizionecaccia.it, o chiama 0247711806 - 3394917364
 
Pubblicato da cristiano il 08/05/2009 alle 17:01:29, in anti caccia, letto 2031 volte

Isola di Ponza: eccovi un breve resoconto dei tre giorni di escursione attiva nell'isola bracchina, che non è assolutamente da considerare un comunicato ufficiale - queste cose io non le faccio, tsè! ; - )

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In generale, non sono [ancora] state trovate, per fortuna, tracce di bracconaggio esteso come nei mesi passati: questo significa che molti bracchi non ci hanno riprovato, il che, però, non è assolutamente un motivo per abbassare la guardia.

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infatti, benché gran parte dei siti che gli attivisti avevano segnalato in precedenza siano stati controllati senza trovare altre tracce di attività illegali, ci sono stati comunque dei riscontri preoccupanti:

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1.    il ritrovamento di 12 sep nei dintorni dell'abitazione di un ben noto "irriducibile", che sembrava essersi redento negli ultimi tempi - peccato, una delusione;

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2.    tracce indiscutibili dell'installazione di una rete sulla nota piana, anche se la rete in sito non c'era: un giovane bracco che frequenta assiduamente la zona ci ha chiesto esplicitamente di rimettere in sito la corda di supporto della rete entro la serata, altrimenti, prometteva, ci avrebbe mandati in ospedale a seguito di qualche fucilata, e che se ne sarebbe occupato personalmente e con tanto impegno.

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Gli altri siti segnalati erano "puliti", oppure in stato evidente di abbandono (probabilmente li utilizzano soltanto a marzo-aprile). in particolare sono stati battuti tutti i "siti alti" del monte guardia, alcuni di le forna/cala feola/le piscine, la cava/forte papa, alcuni di campo inglese, tutti quelli di santa maria, la piana/cala fonte/cala gaetano e il monte schiavone (montarozzo di fronte alla piana).

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Alcuni tra gli altri siti non segnalati perché considerati in disuso da anni sono stati comunque controllati, per fortuna senza riscontri.

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Tra gli immancabili episodi folkloristici sono da riportare:

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1.    l'aggressione sulla piana da parte di "M'chèl" (il ragazzetto scagnozzo de "O'Pallone"), che rivendicava i "suoi" diritti sulla rete, che ci ha deliziati con la sua forbitissima dialettica (indicatore tipico del luogo) e col suo impeto muscolare (eredità di un'adolescenza madida d'ignoranza e sciattezza morale);

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2.    l'incontro con un noto uccellatore, che voleva soddisfare sulla nostra povera guardia venatoria la sua sete di giustizia riguardo ad una fantomatica violazione che rivendica - dice - da più di due anni...

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Un grande momento di soddisfazione l'abbiamo condiviso con le guardie forestali, che hanno individuato e denunciato un pericoloso bracco per una serie di reati (resistenza a pubblico ufficiale, abbandono di arma da fuoco, detenzione abusiva di armi, richiami elettronici illegali, trappole illegali, e via discorrendo). al momento del fermo e della perquisizione il bipede e i suoi familiari hanno inscenato una tipica tragedia ponzese (simile a quella napoletana) con pianti, urla, e invocazioni ai santi protettori locali.

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il giorno dopo gli altri bipedi della braccaspecie digrignavano i denti, ma se ne stavano nascosti e cheti: qualcosa da nascondere, evidentemente, ce l'hanno tutti, e non deve trattarsi solo di attività illegali legate all'uccellagione, ma di chissà quant'altro, in chissà quali altri contesti! la storia ufficiale, il nostro passato, la nostra vita ci insegnano, ed è ineccepibile, che chi adotta un comportamento criminale, egoistico, senza scrupoli e incurante degli effetti provocati difficilmente lo fa in un ambito ristretto, perché il tipo di approccio che adottano questi individui è sempre lo stesso: questa è casa mia, qui comando io, qui il padrone sono io.

In sintesi: se uno è marcio, è marcio in tutto.

 
Pubblicato da vegandalf il 11/05/2009 alle 23:31:12, in Veg(A)Roma, letto 1768 volte





la Ceraselle Ribelli Crew presenta:

sabato 16 maggio ore 20.30
cena benefit per gli animali di ValleVegan
prezzo 10 euro (inclusa acqua del sindaco)

appuntamento al Nido Di Vespe
via degli Arvali 13/a, Quadraro
metro A Porta Furba, bus 553-557

consigliatissima la prenotazione
al numero 393-414.515.0

 
Pubblicato da Piero il 12/05/2009 alle 21:47:13, in anti caccia, letto 3937 volte

Cipro, non fa che aggiungersi a Malta, Ischia, Ponza e a qualsiasi altro lembo di terra che spunta dalle acque del Mediterraneo e dovrebbe offrire ai migratori una possibilità di sosta durante il loro viaggio. Invece si trasforma puntualmente in una trappola mortale, grazie a inerzia e collusione di politici e organi di controllo. Pare proprio che non ci sia isola del Mediterraneo che si salva dalla piaga del bracconaggio. Ecco un report “a caldo” da Cipro, redatto dall’associazione internazionale per la tutela degli uccelli – CABS, al rientro da alcuni giorni di attività a Cipro. Assieme alle isole italiane e a Malta ecco un’altra terra senza legge dove i bracconieri la fanno troppo spesso da padroni nell’indifferenza o nell’incapacità delle autorità.

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L’operazione a Cipro è iniziata con l’arrivo a Larnaka all´alba del 25 aprile, partenza il 3 maggio. 7 giorni e mezzo di lavoro e 2 notti e mezzo.

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Sette partecipanti (5 dalla Germania, 1 dall’Italia e 1 inglese residente in Grecia). Sono stati formati 2 gruppi che battevano territori differenti ed in maniera differente. Il primo si muoveva in auto e faceva rapide incursioni in aree adatte. Il secondo si muoveva a piedi e controllava sistematicamente tutte le aree verdi della zona.

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Risultati: 2.100 bastoncini di vischio, 32 reti, 14 richiami acustici, 140 uccelli liberati, 20 uccelli morti. Fra le specie coinvolte la capinera (tutti i richiami in funzione erano impostati sul canto della capinera), passero, luí verde, pigliamosche, balia nera, sterpazzolina di Sardegna, forapaglie, bigiarella, rigogolo, codirosso, torcicollo, tortora, allocco, assiolo, canapino pallido, cannaiola, cardellino. Trovate anche piume di cuculo, upupa, gheppio attaccate ai bastoncini. Gli agenti del Game Fund, la polizia e il nuovo corpo per la lotta la bracconaggio, sono stati accompagnati in 9 giardini per le denunce, ma non si sa in quanti casi abbiano proceduto a denunciare il proprietario o in quanti abbiano solo rimosso le trappole.

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Sintesi: Rispetto alla esperienza LAC – Lega Abolizione della Caccia del 2001/2002 la situazione é nettamente peggiorata. L´uso di reti e richiami acustici - segno di una professionalizzazione del bracconaggio anche primaverile - é invalso. Sono stati rinvenuti impianti di bracconieri professionisti che utilizzano strategie differenti: giardini inaccessibili con dentro 5/6 mist nets (circa 6X20 o 30 metri) piú il richiamo, aree estese di macchia con piú di 400 sticks, singoli cespugli allestiti tipo Baraccas spagnole con piú di 85 sticks e richiamo notturno. Ma il confine con i bracconieri amatoriali é fluido, per cui anche giardini con pochi bastoncini possono avere il richiamo e trasformarsi in aree di cattura di grande impatto.

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Se si tiene presente che le reti raccolte dalla LAC nel 2001 e 2002 erano 3 e 8, il numero di 32 fa capire come sia cambiata la situazione. Nelle due notti passate a cercare i richiami acustici e smontare le installazioni, eliminato un richiamo si passava al secondo e al terzo ed in entrambi i casi sono stati i primi albori a fermarci e non l´assenza di un ulteriore richiamo nei dintorni. Tutti, veramente tutti i giardini e le aree verdi presentavano segni di attivitá di bracconaggio (probabilmente autunnale), un giardino su 4 mediamente aveva reti o lime sticks attivi.

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Aree: Un breve puntata a Agios Theodoros, una breve intorno a Achna e la maggior parte del tempo nel quadrato formato da Agia Napa, Protaras, Paralimni, Derinia e Sotira.

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Rapporti con le autoritá: a Cipro si occupano di bracconaggio la Polizia, il Game Fund, la SBA Police e il nuovo corpo speciale. Quest´ultimo si é rivelato assolutamente incapace di fare fronte alle chiamate e, pur essendo il referente ufficiale, ha sempre dirottato verso gli altri corpi. Il Game Fund si é rivelato interessato al lavoro e anche in qualche modo appassionato. La SBA Police é in assoluto la piú efficiente e cooperativa (ha trasformato una denuncia contro di noi per furto in una denuncia contro il denunciante per uccellagione). La Polizia “normale” é disinteressata e indolente.

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C´è evidentemente ancora una tolleranza politica verso il fenomeno, per cui di fronte a sticks in proprietá privata intervengono rimuovendo e inviando un ammonimento al proprietario; di fronte a rete in proprietá privata rimuovono e (dovrebbero) denunciare il proprietario. Di fronte a sticks o reti in terreno pubblico rimuovono senza fare appostamenti ed è chiaro che cosí il fenomeno del bracconaggio imperversa indisturbato.

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Aggressioni: 2 volte gli operanti sono stati minacciati di morte ed è stato loro impedito l´accesso nell´area in questione. Uno di loro é stato inseguito, strattonato e gli é stato sottratto lo zaino dove il bracconiere riteneva fosse nascosto il richiamo che avevamo rinvenuto. Un gruppo ha dovuto tagliare la corda in auto davanti a due bracconieri con chiari intenti offensivi e il penultimo giorno un gruppo é stato braccato in auto e solo con una rocambolesca fuga in auto con tanto di inseguimento e puzza di gomma sull´asfalto se l´é cavata.

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Per la cronaca, l´inseguitore ha denunciato il furto del richiamo alla Polizia che ha fermato gli operanti e, sulla base delle loro dichairazioni, ha controdenunciato il denunciante per uccellagione sollevandoci dall´accusa di furto! Resta il grave fatto che i bracconieri la fanno da padroni sull´isola: gli stessi forestali dichiarano di dover rimuovere le reti di nascosto dal bracconieri, mentre altri sono stati fatti oggetto di fucilate.

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Nel 1999 il capo guardiacaccia del Game Fund, Savvas Sava, per una questione di vendette dopo una sparatoria, è saltato in aria a Limassol assieme alla sua auto dopo aver accompagnato due figli a scuola.

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Il mercato: il valore sul mercato di un bastoncino di vischio é di 3 euro, una rete fra i 60 e 90 euro (provenienza illecita dall´Italia). Ogni uccelletto spennato vale 3-4 euro. Il business é in crescita negli ultimi anni.

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Fonte: CABS, testo introduttivo di TutelaFauna

 
Pubblicato da vegandalf il 13/05/2009 alle 23:04:13, in Notizie sparse, letto 1749 volte

E' ufficiale – la legge europea in favore delle foche è passata!

Il Parlamento Europeo ha votato il 5 maggio, quasi all’unanimità, il divieto di importazione di pelli o prodotti derivati dalle foche. La nostra lunga battaglia per raggiungere questo obiettivo è terminata, e si è conclusa con una grande vittoria morale della civiltà e della responsabilità ecologista contro l'ingordigia barbarica, la crudeltà e lo spreco.

Il Governo Canadese ha già minacciato di contestare questa legge, in vigore a tutti gli effetti dai primi mesi del 2010, presso l'Organizzazione Mondiale per il Commercio. Non vinceranno, e se avranno un po’ di senso di responsabilità verso la maggioranza dei Canadesi, che non è a favore della caccia alle foche, desisteranno dal provare a mettere a rischio un accordo commerciale con l’Unione Europea che vale 25 miliardi di dollari.


I risultati ottenuti dalla votazione svoltasi a Strasburgo sono stati strabilianti: 550 voti a favore del divieto d’importazione e solo 49 contro. La Legge Europea per vietare l’importazione di prodotti derivati dalle foche è stata approvata con il 92% dei voti favorevoli!

"Forse il Canada finalmente capirà che si deve adeguare al 21esimo secolo”, ha dichiarato il Capitano Paul Watson. "Questa barbarie non deve essere più ammessa nel mondo di oggi”.

Questo è peggior colpo mai inferto all'industria della caccia alle foche, e la metterà in ginocchio.

La Sea Shepherd Conservation Society tuttavia continuerà a tenere sotto controllo i restanti mercati. La Russia è il nostro prossimo obiettivo e con l’abolizione della caccia alla foca da parte della Russia e la dichiarazione di Vladimir Putin che l'ha definita un’"industria crudele e sanguinaria", dovremmo essere in grado di convincere anche la Russia a vietare l’importazione di questi prodotti. Rimangono solo la Cina e il Giappone, entrambe nazioni che seguono le mode dei paesi Europei, per cui se le pellicce di foca non saranno di moda in Europa non lo saranno neanche in Asia. Resta il problema del tè fatto col pene di cuccioli di foca, venduto dal Canada alla Cina come rimedio per l’impotenza.

Il Governo Canadese cerca di sostenere l’industria della caccia alle foche con milioni di dollari dei contribuenti, ma è ora che la finisca con questa pazzia.

I politici canadesi ripetono a pappagallo che questa industria è importante e redditizia sebbene, anche nei suoi tempi migliori, non abbia mai fatto incassare più di 20 milioni di dollari. Quest’anno il governo ha dichiarato che il massacro di foche porterà un guadagno di 13 milioni di dollari. È un vero mistero come siano arrivati a questa cifra.

Quanto inciderà l’industria del massacro nell’economia del paese quest’anno?

Facciamo i conti.

Quest’anno hanno preso 59.500 pellicce di foca delle 280.000 stabilite. Le pellicce ora valgono solo $14 l'una. In totale si arriva a $833.000, una cifra ben lontana dai 13 milioni di dollari.

Questi 833.000$ non comprendono i rifornimenti di carburante e le provviste, le riparazioni alle navi e le assicurazioni. Alla fine il guadagno netto si aggira intorno ai 416.500$.

Ci sono circa 6.000 cacciatori autorizzati. Significa che ciascuno ha guadagnato 69$. Cioè ha guadagnato 0,03 cent l'ora.

“Sarà un giorno nero per il Canada Atlantico se se questo divieto andrà in vigore”, afferma Robert Courtney, presidente della North of Smokey Fishermen's Association in Nova Scotia. "Avrà sicuramente un impatto devastante poiché non solo i cacciatori ne risentiranno, ma anche i pescatori”.

I pescatori si lamentano che le foche stanno mangiando tutto il loro pesce anche se la scienza ha già dimostrato che la mancanza di pesce non dipende dalla presenza di foche, bensì dallo sfruttamento marino condotto dagli uomini.

Courtney afferma che il voto è stato influenzato da informazioni inaccurate fornite da attivisti animalisti.

"Hanno basato la loro opinione su un video di 10 secondi. Gli attivisti ci hanno provocato, facendo qualsiasi cosa in loro potere per quel video”, afferma. "Abbiamo modificato le nostre leggi per rendere questa pratica più umana, ma non possiamo fare nulla se l’unico scopo degli attivisti è fermare la caccia alle foche”.

Questa dichiarazione è naturalmente un insulto all’intelligenza dei parlamentari Europei, molti dei quali hanno fatto una cosa che i politici canadesi non hanno mai fatto: sono andati di persona tra i ghiacci e sono rimasti atterriti di fronte a tanta crudeltà.

Il governo Canadese, inoltre, per evitare che si documentasse tale massacro e che le immagini arrivassero sotto gli occhi di tutto il mondo, ha deliberato che assistere alle operazioni di caccia alla foca o documentarle, è un crimine.

I difensori della caccia alle foche affermano che solo gli estremisti animalisti si oppongono al massacro e che questo è ben regolamentato e non disumano. Hanno inoltre il coraggio di affermare che è una necessità economica e che chi si oppone alla caccia alle foche lo fa solo per soldi.

Il Parlamento Europeo ha rigettato tutte queste affermazioni e i sostenitori della caccia dovrebbero essere felici poiché non si raccoglieranno più fondi per difendere le foche visto che non avranno più bisogno di essere difese.

Il Capitano Watson si oppone al massacro di foche da quando aveva 10 anni. E' nato e cresciuto in un villaggio di pescatori del Canada.

“All’età di 10 anni ho visto massacrare un cucciolo di foca e non sono più riuscito a dimenticare i suoi occhi spaventati. Da quel giorno ho trascorso la mia vita a combattere contro questa oscenità", dichiara.

"Siamo felici che il Parlamento Europeo abbia risposto alle preoccupazioni dei suoi cittadini non dando retta alla pubblicità ingannevole diffusa dal Canada", dice Sheryl Fink dell’ IFAW.

La scorsa settimana, il senatore canadese Mac Harb ha chiesto al Governo di fornire un'alternativa lavorativa per i cacciatori di foche nel Canada Atlantico.

"E' una vergogna che ancora il Governo Canadese non abbia preso i provvedimenti necessari per dare a queste persone un'altra occupazione”, ha dichiarato il senatore. Il Senatore Mac Harb è l'unico politico canadese che abbia avuto il coraggio di esprimere il proprio dissenso contro la caccia alla foca.

Dopo decenni di sforzi, lotte, viaggi tra i ghiacci, arresti e minacce, multe, riunioni, presentazioni, proteste, finalmente l'intero movimento contro la caccia alle foche può godere del frutto di tutto il proprio lavoro.

Ce l’abbiamo fatta.

Abbiamo distrutto il più osceno e crudele mercato della sofferenza e della morte su questo pianeta.

Grazie Europa.

Fonte:
Sea Shepherd, It's Official - The European Seal Bill has Passed!!!!!
tramite AgireOra Network

Traduzione a cura di Linda Possanzini.
 
Pubblicato da Piero il 15/05/2009 alle 14:00:09, in anti caccia, letto 3175 volte

La maggior parte dei cacciatori ha rispettato il divieto di caccia primaverile, fino a un anno fa ancora legale. Il bando imposto dal governo maltese, raggiunto anche grazie a tutte le documentazioni e denunce dei volontari di gruppi internazionali per la protezione degli animali, ha contribuito al fatto che quest’anno un numero decisamente minore di uccelli migratori è stato ucciso rispetto agli anni precedenti.

 

I volontari del CABS, Commitee Against Bird Slaughter, hanno lasciato Malta a inizio maggio, dopo aver monitorato la migrazione degli uccelli e le azioni di bracconaggio sull’isola per nove giorni. Otto persone che sono state viste sparare ad uccelli o che camminavano nella campagna armate sono state denunciate.

 

Oltre a questo sono stati scoperti due siti di trappole con reti messe da poco, uno nei pressi di Fort St. Leonardo a Marsascala (nel video) e l’altro a 150 metri dalla “torre rossa” vicino a Marfa Ridge.

 

Le 4 squadre del CABS hanno inoltre registrato più di 350 spari, soprattutto nelle prime ore dell’alba. L’anno precedente invece gli spari registrati nei 9 giorni di campo erano stati più di 1300!

 

“Questo è un  calo molto significativo che dimostra come la maggioranza dei cacciatori rispetti il divieto primaverile” ha affermato il presidente del CABS Heinz Schwarze. “E' un segnale importante. Se ciò è dovuto alle condizione del tempo, alla diminuzione degli uccelli migratori su Malta, alla presenza dei volontari del CABS o al rispetto dei cacciatori della nuova legge non è chiaro. Penso sia una combinazione di tutti questi fattori.”

 

Nondimeno, gruppi organizzati di bracconieri hanno ancora un effetto molto negativo sulla migrazione degli uccelli in primavera. In soli due giorni (27/28 aprile) i volontari sono stati testimoni diretti dell’uccisione di 4 rapaci protetti.

 

A parte le solite intimidazioni e offese contro gli attivisti, ci sono stati due seri episodi durante il campo. La scorsa settimana un bracconiere che scappava dai volontari, armati di sola telecamera (visibile nel video), ha sparato un colpo di avvertimento, e sabato una squadra è stata pedinata da una macchina per più di un ora nei pressi di Bahrija.

 

“Ogni volta che noi ci fermavamo ad osservare, anche “l’inseguitore” si fermava dietro di noi e chiamava qualcuno con il cellulare” ha detto Mr Schwarze. “In tutti i posti in cui si udivano spari illegali, le nostre squadre notavano persone equipaggiate di cellulari e walkie-talkie che davano l’allarme appena si accorgevano della presenza degli ambientalisti e della polizia. Questo metodo è molto simile a quelli usati dalla criminalità organizzata”.

 

 

Per poter monitorare la migrazione e bloccare episodi di massacro di uccelli, il CABS tornerà in autunno con un campo di un mese, stavolta con un gruppo internazionale di 30 volontari esperti, tra i quali attivisti italiani di LAC e ValleVegan.

 

CABS: www.komitee.de

 

 
Pubblicato da Piero il 17/05/2009 alle 23:53:03, in Notizie sparse, letto 3803 volte

Il maggior azionista di HLS (il più grande laboratorio privato di sperimentazione animale in Europa) segue l'esempio di altri 3 investitori.

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E' con grande soddisfazione comunicare che Barclays Bank ha ceduto tutte le sue azioni (Le 398,187 possedute direttamente dalla divisione finanziaria Barclays Global Investors, fino ad ora maggior azionista, e le 26,945 direttamente detenute da Barclays). A questo punto l'azionista di maggioranza diventa Vanguard Group e segnaliamo come secondo azionista Highbridge Capital Management.
Barclays ha finalmente deciso di cedere tutto dopo diversi mesi di pressione costante e di proteste in tutte le parti del mondo. Un ringraziamento a tutti coloro che lottano per la chiusura di Huntingdon Life Sciences, in particolare a tutti i sostenitori e attivisti italiani che hanno contributo a questo ulteriore ottimo risultato. Barclays Bank ha preso la stessa decisione di altri tre precedenti investitori che qualche giorno fà hanno ceduto le loro azioni di Huntingdon:

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- Hartford Investment Management Company (107,175)
- Rice Hall James and Associates LLC (86,262)
- BNY Mellon ha ceduto le 31,204 che rimanevano dopo aver ceduto qualche mese fà la maggior parte (BNY - Mellon è stato per diverso tempo secondo investitore).

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Alcune brevi considerazioni "tecniche" su quanto è accaduto:
attualmente la percentuale delle azioni gestite da azionisti istituzionali è sceso al 12% con solo 1,500,000 azioni commerciabili. I debiti di HLS si aggirerebbero intorno ai 72 milioni di sterline, durante i primi quattro mesi del 2009 le entrate risultano essere inferiori del 24% rispetto al 2008. "Il livello delle entrate è inferiore rispetto allo scorso anno e la prospettiva è davvero incerta" è quanto dichiarato da Brian Cass, direttore operativo di HLS.

Campagna StopHLS

 
Pubblicato da Piero il 18/05/2009 alle 22:15:41, in Notizie sparse, letto 1321 volte

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La sola appartenenza ad una specie diversa da quella umana non giustifica il continuo olocausto perpetrato ai danni degli animali:

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- trasformati in cibo,
- trasformati in abbigliamento,
- trasformati in spettacolo,
- trasformati in sport,
- trasformati in strumenti.

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Sarà proiettato il film Earthlings ed al termine ci sarà un dibattito sull'antispecismo e l'ecologismo.

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Informazione antispecista a Napoli, Giovedì 21 Maggio , ore 19:00 presso la redazione di Napoli Monitor, vico S.Maria del Pozzo, 43/b quartiere Sanità. Qui la mappa.

 
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